ANTONIO MARIA DA SAN SEVERINO Signore di Bassigna

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Condottieri di ventura

1814      ANTONIO MARIA DA SAN SEVERINO  Signore di Valfenera, Bassignana, Cittadella e Montorio Veronese. Figlio di Roberto; fratello di Galeazzo, Giovan Francesco, Gaspare; fratellastro di Ottaviano, Giulio e del Faccendino; cognato di Giberto Pio e di Giovan Francesco Gambara.

 + 1509 (gennaio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1481  

 

 

 

 

 

 

 

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto ed Emilia

E’ segnalato a caccia di caprioli e cinghiali ad Ariano Polesine con il fratello Gaspare. Prende parte nella piazza di Ferrara ad una giostra che viene vinta dal fratello.

Dic. Lombardia Piemonte Lascia all’improvviso Milano con i fratelli Gaspare e Galeazzo.
1482  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. feb. San Severino Milano

 

 

 

Piemonte

 

2 suoi uomini d’arme sono impiccati a Venezia per avere cercato di uccidere sul ponte di Rialto un nobile. E’ contattato da Ludovico Sforza affinché convinca il padre a rientrare a Milano. Alla difesa di Castelnuovo Scrivia. A febbraio è assediato in Pontecurone con il fratello Gaspare.

Apr. Venezia Ferrara Milano  

 

Veneto

Si imbarca con il padre a Chioggia per recarsi a Venezia.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Prende parte all’ assedio di Ficarolo.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Entra nel Polesine con il fratello Gaspare ed il provveditore Piero Marcello. Si impadronisce del bastione di Canda (difeso da Corradino da Savana con 25 fanti), di Castelguglielmo (consegnatagli forse per denaro da Angelo Saltarelli e da Giovanni da Cavo), della rocca di Arquà Polesine, della torre di San Donato, di due bastioni a Pontecchio Polesine.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Pervengono in suo potere Lendinara, Badia Polesine e Rovigo.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ottiene Pontelagoscuro. Gli è affidato temporaneamente il comando delle truppe allorché il padre Roberto si ammala di peste.

1483  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Affianca il padre in uno scontro con gli aragonesi al ponte della Maestà a San Zeno. Sfida a duello Alfonso d’Aragona a nome del padre: il duca di Calabria si fa sostituire da un suo campione.  Antonio Maria da San Severino lo disarciona.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Di stanza nel bresciano. Sulla fine del mese si reca nella nemica Ferrara per esservi ospitato da Tito Strozzi.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ottiene la resa di Manerbio.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia;  discute in Collegio i termini dell’anno di rispetto afferenti la condotta del padre Roberto.

1484  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Raggiunge Manerbio;  con il provveditore generale Luca Pisani respinge un attacco portato dagli avversari.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Presenzia alle prime trattative di pace con gli ambasciatori del duca di Milano.

1485  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Veneto

Partecipa con i fratelli Gaspare e Galeazzo ad una grande giostra organizzata a Venezia in piazza San Marco dal padre. Si batte con Astorre Baglioni. Ottiene il primo premio con il fratello Gaspare (venti braccia di un tessuto d’oro del valore di 12 ducati il braccio ed un sacchetto di 25 ducati); all’altro fratello Galeazzo va il secondo premio.

Apr.  

 

 

 

 

 

Veneto ed Emilia

In visita a Verona con il padre. Sempre nel mese si reca anche a Ferrara per prendere parte ad un nuovo torneo cavalleresco.

…………  

 

 

 

 

 

Verona

A Verona. Conquista il secondo premio in una giostra dietro il fratello Gaspare.

Ott. Chiesa Napoli Firenze  

 

Marche

Raduna truppe nella marca d’ Ancona con i congiunti per combattere a favore del papa Innocenzo VIII contro gli aragonesi.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

Con il padre ed il fratello Gaspare assiste a Roma in Campo dei Fiori alla rassegna delle truppe pontificie; subito dopo ha un incontro con i congiunti con il papa.

1486  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lazio

Con due grosse bombarde, due piccole e quattro passavolanti ottiene a patti Civita Lavinia (Lanuvio) alla cui difesa si trovano Giovambattista Caracciolo e Bartolomeo d’Alviano.

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

Contrasta le truppe della lega tra Corneto (Tarquinia) e Montenero alla testa di due squadre di uomini d’arme.

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Prende parte alla battaglia di Montorio con Onofrio Rufaldo e Giampaolo Manfrone;  vi si distingue per il suo valore.

Sett.  

 

 

 

 

 

Romagna

Con la pace tra i contendenti segue il padre Roberto nella sua ritirata a Ravenna.

1487  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Venezia Austria  

 

Trentino

Combatte ancora per i veneziani contro le truppe del duca Sigismondo d’Austria. A Castel Pradaglia il conte di Sonnenberg Giovanni Trucness di Waldburg sfida a duello un veneziano, in palio un premio di 1000 ducati; si fa avanti Antonio Maria da San Severino che getta a terra l’avversario. Rompe la lancia nel colpire il tedesco ed è scavalcato a sua volta a terra: gli viene contro il tedesco con la spada. I due si abbracciano, stramazzano al suolo; il conte di Sonnenberg gli afferra la spada,  ferisce Antonio Maria da San Severino gravemente sotto le natiche e consegue la vittoria. Il condottiero, secondo i patti, deve darsi prigioniero; viene condotto a Rovereto ed è qui trattenuto fino alla sua guarigione. Le sue armi sono depositate in un primo tempo a Trento nella chiesa di San Pietro; più tardi vi saranno prelevate dall’arciduca Ferdinando d’Austria per fare parte della sua celebre armeria.

Lug.  

 

 

 

 

 

Trentino

E’ rilasciato con ricchi doni. Esce in perlustrazione con Venanzio da Varano e si imbatte nei nemici a Ravazzano. Con il suo intervento impedisce agli avversari di catturare il padre Roberto da San Severino e Giulio Cesare da Varano: 60 veneziani sono uccisi; Antonio Maria da San Severino è fatto prigioniero dal duca Giovanni di Baviera. Sarà liberato solo alla firma del trattato di pace.

Nov. Venezia  

 

 

 

Veneto

Ottiene dai veneziani una condotta di 300 cavalli. Vive a Cittadella.

1490  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Partecipa ad alcune giostre che si svolgono alla corte gonzaghesca.

Ago. Milano  

 

200 cavalli  

 

1491 Milano Monferrato  

 

Piemonte

E’ inviato con Borella da Caravaggio in Piemonte in soccorso del marchese Ludovico di Saluzzo. Probabilmente su istigazione del duca di Milano accampa delle pretese sulla dote di Maria di Foix, prima moglie del marchese Guglielmo di Monferrato, nonna materna della sua fidanzata Margherita di Saluzzo. Sorge una lite con il marchese Bonifacio di Monferrato e la marchesa Maria di Serbia che determina un breve conflitto tra il ducato sforzesco ed il marchesato. Gli si muove contro Costantino Arianiti.

1492  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia

Transita per Bologna con 50 cavalli e 25 balestrieri a cavallo: è diretto a Firenze per presenziare ai funerali di Lorenzo dei Medici per conto di Ludovico Sforza.

…………  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ha il comando della guardia ducale.

1494  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Piemonte

Gli sono concessi in feudo Bassignana ed altri due castelli sul lago di Como per entrate complessive di 2000 ducati l’anno. Sempre nel mese è inviato incontro al duca Luigi d’Orleans (il futuro re Luigi XII) con Giovanni Adorno e Niccolò Spinola.

Ago. Milano Napoli  

 

Liguria

Con il fratello Gaspare da San Severino e molti fanti coadiuva i genovesi contro Federico d’Aragona ed i fuoriusciti. Con Giovanni Adorno ostacola lo sbarco dell’ esercito aragonese a Portovenere;  costringe gli avversari a ripiegare a Livorno.

Sett.  

 

 

 

 

 

Liguria

Si dirige a Recco; con i fratelli Galeazzo e Gaspare da San Severino e Giovanni Adorno assale per terra a Rapallo Obietto Fieschi sbarcato con 3000 fanti:  affronta l’avversario sul ponte che conduce al monastero di Vallecristi mentre l’alleato Luigi d’Orleans aggredisce gli aragonesi per  mare. Respinto in un primo momento lo scontro è deciso dai partigiani dell’ Adorno e dall’artiglieria della flotta francese (18 galee, 6 galeoni e 9 grosse navi). Muoiono nel combattimento tra gli aragonesi da 100 a 200 uomini;  sono catturati  Giulio Orsini, Fregosino ed Orlandino Fregoso.

Ott.  

 

 

 

 

 

Romagna Lombardia

Lascia Genova e raggiunge il campo sforzesco in Romagna con quindici squadre; rientra  presto a Milano giacché Ludovico Sforza è investito in modo ufficiale del ducato.

1495  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Milano Francia  

 

Piemonte

Fronteggia i francesi ad Asti. Luigi d’Orleans gli toglie Valfenera nel saluzzese.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Accoglie a Vigevano il provveditore veneziano Federico Contarini al comando di 635 stradiotti giunto in appoggio dei ducali contro i francesi.

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Partecipa alla battaglia di Fornovo.

Sett.  

 

 

 

 

 

Piemonte

Alla testa di 200 cavalli, cui si sono uniti 550 stradiotti di Federico Contarini, assale gli avversari che stanno uscendo da Vercelli: sono catturati 60 cavalli dei saccomanni ed altri ne sono uccisi.

Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

Alla firma della pace tratta con i francesi per passare al loro stipendio e combattere gli aragonesi nel regno di Napoli: chiede una condotta di 100 uomini d’arme.

1496  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Francia  

 

 

 

Lombardia

E’ segnalato a Mantova. Passa al servizio dei francesi.

Feb.  

 

 

 

 

 

Piemonte

Si trova a Carpi;  da qui raggiunge Asti.

Mar.  

 

 

 

 

 

Francia

Il re Carlo VIII lo invia con altri dignitari, tra cui Gian Giacomo da Trivulzio, a Parigi per convincere il parlamento cittadino sulla bontà delle operazioni italiane.

Apr.  

 

 

 

 

 

Francia

A Lione.

Mag.  

 

 

 

 

 

Piemonte

A Torino presso il nuovo duca di Savoia Filippo di Bresse.

Sett.  

 

 

 

 

 

Piemonte

Si collega ad Asti con Gian Giacomo da Trivulzio.

1497  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Milano Siena  

 

 

 

Lombardia

Ritorna nelle grazie di Ludovico Sforza ed abbandona i francesi. Viene condotto congiuntamente da ducali e da senesi. E’ il fratello  cardinale Federico ad avere fatto pressione in tal senso sulla repubblica di Siena.

Lug. ago Siena    Pio Pio Capitano g.le   75 lance Emilia

Con l’accordo del duca di Milano accetta il comando delle truppe senesi (in totale 175 lance, comprese 50 lance già agli stipendi dei senesi, venti agli ordini di Baldassarre di Scipione e 30 a quelli di Ludovico Orsini). Gli è assicurata una provvigione annua di 15000 ducati ed una condotta di 150 lance, di cui metà a carico dei senesi e metà degli sforzeschi. Ammalatosi si ferma a Carpi  nei feudi della seconda moglie Margherita Pio. Aiuta nel contempo il cognato Giberto Pio ai danni di Lionello Pio. Quando le cose si compongono su pressione del duca di Ferrara Ercole d’Este lascia Carpi con il fratello Gaspare da San Severino;  si trattiene alcuni  beni, per un valore di 10000 ducati, sottratti a Lionello d’Este.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Brescia per la giostra indetta in onore di Caterina Corner, ex-regina di Cipro, dal fratello Giorgio podestà della città.

Ott. Siena  

 

 

 

Toscana  Romagna

A Siena a prendere possesso della carica. Si dirige a Faenza con 200 cavalli tra i quali vi sono 100 balestrieri; rientra in Toscana e si collega con Ranuccio da Marciano per sbarrare sui confini dello stato il passo a Guidobaldo da Montefeltro che, per conto dei veneziani, cerca di muoversi in soccorso dei pisani.

Nov. Toscana Coadiuva in Siena Pandolfo Petrucci nella sua politica volta al conseguimento di sempre maggior potere nello stato.
Dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

Transita per Cesena con le sue truppe. A Forlì non gli viene concesso il passo.

1498  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Toscana Giunge in Toscana. Il duca di Milano non ottempera al pagamento della  quota di sua pertinenza della condotta: Pandolfo Petrucci è costretto a dare in prestito ad Antonio Maria da San Severino 800 ducati per dare la paga agli uomini della sua compagnia. Il signore di Siena sarà costretto a continuare in questo tipo di finanziamento surrettizio ed a richiedere in continuazione a Ludovico Sforza il rimborso delle cifre anticipate per suo conto.
Sett. ott. Siena Venezia Pisa 200 lance Toscana

Ludovico Sforza gli ordina di coadiuvare verso Cotignola i fiorentini contro veneziani e pisani; i senesi si oppongono all’ inizio al progetto; cambiano successivamente parere e gli comandano di ostacolare l’avanzata delle truppe della Serenissima con 110 uomini d’arme e 40 balestrieri a cavallo; da parte sua il duca di Milano lo incita invece a procedere con metà della sua condotta. I senesi, gelosi della propria indipendenza, non ne sono soddisfatti ed il San Severino  asseconda il loro desiderio; chiede denaro agli sforzeschi; rifiuta ogni azione di guerra, si nasconde dietro la forma in quanto considera la condotta come un fatto unitario. Contatta  i veneziani per entrare al loro servizio. Nel Consiglio dei Dieci si discute di tale eventualità. Non se ne farà nulla.

Nov.  

 

 

 

 

 

Toscana

Ludovico Sforza gli invia 3000 ducati: il denaro gli è trattenuto dal signore di Siena Pandolfo Petrucci a saldo di suoi debiti.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana Emilia Romagna e Veneto

Scontento della situazione lascia Siena in incognito; Pandolfo Petrucci gli fornisce il denaro per il viaggio e si impegna a provvedere per un mese al mantenimento della sua famiglia rimasta a Siena. Si ferma a Carpi per agevolarvi l’azione di Giberto Pio; giunge a Ravenna; si incontra a Rimini con Piero dei Medici e da qui prosegue per Venezia dove alloggia a San Basilio. Ha un colloquio con il doge.

1499  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Venezia  

 

 

 

Veneto

Gli è concessa una condotta di 200 lance. Abita a Cittadella. Gli è proibito di ritornare a Siena perché Pandolfo Petrucci non vuole fare sapere all’ ambasciatore del duca di Milano di averlo spinto a condursi con la Serenissima.

Feb.  

 

 

 

 

 

Veneto

Gli abitanti di Cittadella si lamentano con le autorità per l’ imposizione di nuove imposte da parte sua.

Ago. Francia Milano  

 

Lombardia

Ritorna a Venezia ed ottiene di passare al servizio del re di Francia. A Brescia.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Da Brescia raggiunge Milano dove entrano vittoriosi i francesi: Gian Giacomo da Trivulzio si oppone alla concessione di una condotta a suo favore. Anche il re Luigi XII non presta attenzione alle sue richieste.

Ott. nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

I veneziani gli tolgono la signoria di Cittadella perché sospettano che la voglia consegnare agli imperiali di Massimiliano d’Austria. Alla notizia ritorna nel Veneto:  gli è impedito di andare oltre Verona. Come risultato si riavvicina al duca di Milano.

1500  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Sforza Francia  

 

 

 

Asseconda Ludovico Sforza nel suo tentativo di  riconquistare il ducato di Milano.

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Sosta a Pavia ed a Vigevano. Con 300 cavalli leggeri punta su Robbio e Palestro.

Apr.  

 

 

 

 

 

Piemonte

E’ catturato a Novara dai francesi mentre con i fratelli Galeazzo e Gaspare sta tentando di fuggire travestito dal campo di battaglia dopo la defezione degli svizzeri. Riconosciuto da un venturiere è arrestato dagli svizzeri che, alla fine, lo lasciano fuggire.

Mag.  

 

 

 

 

 

Germania

Ripara a Norimberga presso l’imperatore.

Lug.  

 

 

 

 

 

 

 

I veneziani gli confiscano Montorio Veronese e Cittadella.

Ago.  

 

 

 

 

 

 

 

Bloccato per la lue.

1501  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Germania

E’ segnalata la sua presenza ad Augusta.

1502  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Trentino

Uccide a Trento Giacomo Calapia: il fatto suscita notevole scalpore.

Ott.  

 

 

 

 

 

Austria

Si trova ad Innsbruck con il fratello Galeazzo: il fratello cardinale Federico  tenta invano di fargli riacquistare il favore di Massimiliano d’Austria.

1503  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Emilia e Lazio

Abbandona la corte imperiale e si reca a Ferrara, Loreto e Roma per incontrarvi il fratello Federico.

Mar. Chiesa Orsini  

 

Lazio

Si propone per una condotta a Cesare Borgia. Conduce una vita riservata. Ottenuto il suo scopo assedia gli Orsini in Ceri.

Ott. Francia Spagna 50 lance Lazio

Raggiunge Gaeta per combattere gli spagnoli nel regno di Napoli.

1506  

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Francia Bologna  

 

Emilia

Sostiene con 50 lance l’azione dello  Chaumont contro i Bentivoglio. Esce da Parma e si dirige verso Bologna. Durante la marcia i suoi uomini danneggiano i territori per i quali transitano.

1507  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Francia Genova  

 

Liguria

Prende parte all’azione che termina con la riconquista di Genova. Con 40 balestrieri a cavallo segue gli uomini d’arme ed i fanti nella battaglia di Rivarolo Ligure.

Dic. Emilia A Parma; prende  alloggiop a Codiponte. Dopo alcuni giorni lascia la città con Galeazzo Pallavicini per presenziare al matrimonio di una figlia di quest’ultimo con Gian Francesco Gonzaga, figlio di Rodolfo.
1509  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Muore a Milano. Sposa Margherita di Saluzzo, che gli porta in dote Valfenera, e Margherita Pio, figlia di Marco.

 CITAZIONI

“Homo valoroso.” MALIPIERO

“Fra gli Sforzeschi capitano honorato.” GIOVIO

“Personaggio assai autorevole” PICOTTI

“Homo valentissimo nel nestier de l’arme.” SANUDO

“Anton maria che mai vide paura.” G. SENESE

“El famoso messer Antonio Maria/ figlio terzo del sir di San Severino/ condoctier franco della Signoria/ l’armigero et ornato guerrier fino,/ come un leone in campo si facia./ Essendo a presso Ravazone a vicino/ gli Alamanni mandò a diffidare/ s’alchun colpo di lancia volian fare.” Da un cantare raccolto dal RAMBALDI

“Viene di San Severino/ quel si fier Antonio Maria,/ qual è più che mai guerriero/ in ogni impresa che lui sua.” Dal “Lamento del reame di Napoli” di G.B. DRAGONCINO riportato da MEDIN-FRATI

“El famoso messer antonmaria/ figlio terzo del sir di san Severin/ condoctier franco della signoria/ l’armigero & ornato guerrier fino/ come un leone in campo si facia.” Da “La guerra dei tedeschi contro i veneziani” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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