ANTONIO DA MONTEFELTRO Di Urbino. Conte. Signore di Urbino, Cagli, Sant’Agata Feltria, Ugrigno, San Donato, Sigillo, Gubbio e Cantiano.
Padre di Guidantonio da Montefeltro, nipote di Nolfo da Montefeltro, suocero di Astorre Manfredi, cognato di Giovanni di Vico.
1348 – 1404 (aprile)
| Anno, mese | Stato. Comp. ventura | Avversario | Condotta | Area attività | Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1368 | Chiesa | Perugia | Umbria | ||
| 1369 | |||||
| Estate | Perugia | Chiesa | Marche Umbria e Lazio | Diserta dal campo ecclesiastico; tenta di occupare Urbino. E’ costretto a desistere dall’impresa perché non sostenuto da forze adeguate. Ripara a Perugia; da tale località minaccia con continue scorrerie Cagli ed Urbino alla cui difesa si trova Pandolfo Malatesta. Rende malsicuro ai pontifici il possesso di Gubbio, di Città di Castello e della regione montuosa umbro-marchigiana. Scorre pure sotto le mura di Viterbo mettendo in pericolo la persona stessa del papa Urbano V. | |
| 1370 | |||||
| Feb. mar. | Marche | Tenta di recuperare Urbino con l’aiuto dei Brancaleoni di Castel Durante e la compagnia di Giovanni Acuto. L’intervento di Pandolfo Malatesta lo costringe a rifugiarsi in Perugia. | |||
| ………….. | Umbria e Francia | Poiché la resistenza di Perugia viene meno, abbandona tale alleanza. Assistito da emissari di Bernabò Visconti, si reca ad Avignone; ottiene dal nuovo papa Gregorio XI che gli siano restituiti i beni allodiali e gli sia concessa una provvigione mensile di 100 fiorini. | |||
| Nov. | Viene assolto da ogni censura ecclesiastica dal cardinale legato Anglico Grimoard a suggello della pace conclusasi tra lo stato della Chiesa ed i perugini. Si reca a Rimini. | ||||
| 1372 | Marche | Si insignorisce di Cagli. | |||
| 1375 | |||||
| Dic. | Montefeltro | Chiesa | Umbria e Marche | Urbino, Cagli, Castel Durante (Urbania), Sant’Angelo in Vado, Mercatello e tutta la Massa Trabaria si sollevano contro il malgoverno pontificio. Alla notizia della ribellione di Urbino Antonio da Montefeltro si muove da Città di Castello con 400 cavalli dei fiorentini e si impadronisce della città. Si trova alla testa di una lega cui aderiscono i conti di Carpegna, i della Faggiuola, i Chiavelli di Fabriano, i Brancaleoni di Piobbico, Ugolino degli Atti, signore di Sassoferrato, i signori di Matelica, San Severino Marche, Rocca Contrada (Arcevia), Mondolfo ed i Paganelli di Montalboddo (Ostra). | |
| 1376 | |||||
| ……………….. | Marche e Umbria | Combatte il signore di Rimini Galeotto Malatesta tra Cagli e Gubbio; toglie ai Gabrielli il castello di Castiglione dei Ciccardi che viene diroccato; si accorda con Cante Gabrielli e fronteggia Taddeo da Cagli; depreda il territorio circostante partendo dal castello di Mezzieno; contrasta il vescovo di Urbino Claro Peruzzi, un fiorentino che considera Antonio da Montefeltro alla stregua di uno spogliatore di chiese. | |||
| Mar. | Romagna | Assale i possessi malatestiani fin sulle porte di Rimini senza dare tregua agli avversari. | |||
| Mag. | Marche | Con Lucio Lando e Lucio Sparviero sconfigge Galeotto Malatesta, intervenuto in Urbino per sedare la rivolta cittadina. Può così entrare nella città; ne è dichiarato signore dalla popolazione. Anche i difensori della rocca si arrendono in breve tempo. | |||
| Ott. | Marche | Respinge sul Foglia i malatestiani che tentano di forzare il guado del fiume ingrossato dalle recenti piogge. | |||
| ……………….. | Marche | Blocca il passo ai bretoni di Silvestro di Budes nel loro tentativo di penetrare nell’urbinate: gli avversari si muovono allora divisi in due colonne, una lungo la litoranea verso Ascoli Piceno, Camerino e Matelica, l’altra per la Ravignana di Fano sul Candigliano e sull’alto Metauro. | |||
| 1377 | |||||
| Mag. | Urbino | Rimini | Romagna | Con Astorre Manfredi e Sinibaldo Ordelaffi aiuta il signore di Ravenna Guido da Polenta ad occupare Cesena, da dove è stato scacciato Galeotto Malatesta. | |
| Giu. lug. | Urbino | Città di Castello | Marche ed Umbria | Conquista il castello di Metola, nei pressi di Sant’Angelo in Vado, a nord di Apecchio. Minaccia Città di Castello. Gli abitanti di tale località reagiscono immediatamente e lo costringono ad evacuare la fortezza. Ai primi di luglio libera Brancaleone Guelfucci. Costui, con armati fornitigli dallo stesso Antonio da Montefeltro, assale e conquista, ai danni della stessa Città di Castello, alcuni castelli tra cui quelli di Scalocchio e di Castelfranco. | |
| Ago. | Marche | Con Lucio Lando e la Compagnia dell’Uncino di Villanuccio da Villafranca scaccia da Fabriano Rodolfo da Varano per rimettervi alla signoria Alberghetto Chiavelli. | |||
| 1378 | |||||
| ……………….. | Alla conclusione della guerra degli Otto Santi si rappacifica con Galeotto Malatesta e con i pontifici. Viene investito dal papa Urbano VI dei vicariati di Urbino, Cagli e di altre terre. | ||||
| ……………… | Chiesa | Antipapa | Favorisce la causa del papa Urbano VI contro l’antipapa Clemente VII. | ||
| ……………….. | Fuoriusciti | C.di Castello | Umbria | Appoggia nel tifernate Brancaleone Guelfucci: occupa Metola. Città di Castello invia truppe allo scopo di assediare tale castello: intorno a Metola sono costruiti 2 battifolli. Il costo della spedizione è contenuto in 1000 fiorini. Gli abitanti di Città di Castello assumono al loro servizio 2 compagnie di Giovanni Acuto e di Lucio Lando e chiamano da Bologna Giovanni di Matteo, un fabbro specializzato nella fabbricazione di bombarde che lanciano palle di pietra. | |
| ……………… | Umbria | Viene dichiarato aderente da Perugia. | |||
| 1379 | Marche | Dà asilo alla Compagnia di San Giorgio capitanata da Alberico da Barbiano. Nello stesso anno il papa Urbano VI gli concede in vicariato per dodici anni Ugrigno, San Donato e Sant’Agata Feltria. | |||
| 1380 | |||||
| Apr. | Umbria | Rinnova l’alleanza con i perugini. Ha contrasti con Galeotto Malatesta che gli contende i castelli di Ugrigno e di San Donato. | |||
| Autunno | Marche | Con l’intermediazione degli ambasciatori perugini è confermata la tregua con Galeotto Malatesta: gli sono confermati i possessi detenuti nei distretti di Cesena, di Santarcangelo di Romagna e di Fano; i Malatesta sono, viceversa, rassicurati su quelli controllati nel Montefeltro, nella Massa Trabaria e nel contado di Cagli. Sempre a settembre, in occasione della pace tra Montalboddo (Ostra) ed Ancona, il Montefeltro si fa garante del rispetto degli accordi intercorsi da parte del signore della prima località Antonio dei Paganelli. | |||
| 1381 | |||||
| ……………….. | Napoli | Durazzo | Umbria | Milita agli stipendi della regina di Napoli Giovanna d’Angiò. Manda a vuoto un tentativo di Carlo di Durazzo su Città di Castello. | |
| Lug. | Perugia | C.di Castello | Umbria | Affianca i perugini contro Branca Guelfucci che domina in Città di Castello: gli viene concessa la cittadinanza di Perugia. Stipula, inoltre, una nuova lega con il comune per la quale assolda 25 lance; Perugia ne arruola altre 50 per la difesa reciproca. | |
| ……………… | Umbria | Con Ugolino da Frontone e Piero del Monte a Santa Maria irrompe nel tifernate distruggendo e predando fino alle mura di Città di Castello, località ora controllata dai Gabrielli. Attacca la testa di ponte del Tevere e tenta di prestare soccorso ai soldati perugini che si trovano nel cassero. I tifernati hanno circondato di steccati e di bertesche la fortezza impedendo ogni possibilità di sortita ai difensori. I perugini sono costretti a ritirarsi. Alla difesa di Città di Castello si trovano Guido e Giovanni Maria del Monte. | |||
| Nov. dic. | Urbino | Rimini | Umbria | Scaccia il vescovo di Gubbio; lo costringe a ritirarsi a Cantiano nonostante che i fiorentini, Galeotto Malatesta ed i pontifici prendano le difese del presule. | |
| 1382 | |||||
| Giu. | Urbino | Rimini | Marche | Si rinnova la contesa con il Malatesta; intervengono i perugini ed è raggiunta un accordo per il quale si prevede una penale di 20000 ducati a carico del suo violatore. L’intesa viene rafforzata con la promessa di un parentado reciproco: il matrimonio tra la figlia Anna con Galeotto Belfiore Malatesta, figlio di Galeotto. | |
| ……………….. | Antipapa | Chiesa | Con Rodolfo da Varano e Guido da Polenta favorisce il passaggio di Luigi d’Angiò ai danni del re di Napoli Carlo di Durazzo e del papa Urbano VI. | ||
| 1384 | |||||
| Mar. apr. | Umbria | A fine mese è invitato a recarsi in Gubbio dal sindaco Francesco Carnevali, cui è stato affidato dalla cittadinanza il compito di riportare la pace in una città dilaniata dalla lotta delle fazioni. Antonio da Montefeltro si presenta dopo due giorni alle porte della città alla testa di 2000 fanti e 400 cavalli: il pretesto è l’organizzazione di un trattato dei della Branca e dai Gabrielli volto a cambiare gli ordinamenti cittadini. Viene nominato governatore e rettore della città; scaccia i Gabrielli dalla città (in cui domina la carestia) e si impegna a rifornirla di vettovaglie. Negli stessi giorni con il cardinale Bomporti fa pressione su Boldrino da Panicale affinché ritorni al soldo dei perugini per contrastare Michelotto dei Michelotti. | |||
| Giu. | Invia in soccorso del prefetto Francesco di Vico, suo suocero, alcune schiere agli ordini di Giovanni Acuto e di Giovanni degli Ubaldini. | ||||
| Autunno | Si oppone alla vendita di Arezzo ai fiorentini da parte di Enguerrand de Coucy. | ||||
| Nov. | Urbino | Firenze | Marche | Viene attaccato da 1200 cavalli fiorentini comandati da Guido d’Asciano e da Anderlino Trotti; è salvato dal conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti del quale diviene raccomandato. Nello stesso mese firma una pace solenne con il Malatesta. | |
| 1385 | |||||
| ……………. | Forlì | Firenze | Romagna | Con gli Ordelaffi costringe i fiorentini (che hanno acquistato dal papa Bonifacio IX Castrocaro Terme per 11000 fiorini) ad abbandonare l’assedio della località. | |
| Giu. | Marche | Su sua istigazione gli Ubaldini della Carda si impadroniscono di Apecchio a spese di Città di Castello. | |||
| Nov. | Umbria | I fiorentini si oppongono alle sue mire su Gubbio. Antonio da Montefeltro invita ad una conferenza da tenersi in tale centro Francesco da Cantiano, che gode di un salvacondotto rilasciatogli da Firenze, ed un ambasciatore della stessa repubblica. Scoppiano dei tumulti nella località. Il conte di Urbino ne approfitta e con la scusa della loro protezione arresta praticamente i due ospiti. Nonostante le proteste dei fiorentini, fa liberare Francesco da Cantiano solo dopo la consegna nelle sue mani di Cantiano. Viene decisa da parte fiorentina un’azione punitiva nei suoi confronti. | |||
| 1386 | |||||
| Mar. sett. | Urbino | Firenze | Umbria e Marche | Giovanni degli Obizzi muove da Città di Castello ed irrompe nelle terre di Antonio da Montefeltro; Ubaldo della Branca e Senso Gabrielli cercano di fare ribellare Gubbio; nei pressi di tale località si collocano Giovanni degli Obizzi e Boldrino da Panicale. Il trattato è scoperto ed Antonio da Montefeltro introduce alla guardia della città 200 fanti e 60 uomini d’arme. I colpevoli sono scoperti ed uccisi: anche due fratelli di Antonio risultano coinvolti nella congiura e sono puniti con la massima severità. Di conseguenza i 2 capitani avversari sono obbligati ad allontanarsi. Giovanni degli Obizzi si spinge verso Cagli e Colbordolo arrecando gravi danni alle campagne. A settembre intervengono dalla Romagna a favore del Montefeltro Giovanni degli Ubaldini, che gli è parente ed amico, Giovanni Acuto e Giovanni Tedesco da Pietramala. Segue la riconciliazione tra le parti: il Montefeltro mantiene la sovranità su Gubbio seppure con alcune limitazioni, quali la scelta del capitano di guardia da parte fiorentina. Rientra anche nell’orbita fiorentina come raccomandato della repubblica; si impegna ad inviare a Firenze, ogni fine giugno per la festa di San Giovanni Battista, un palio di sciamito di 100 fiorini ed una cavalcatura di pari valore coperta di panno vermiglio. In cambio, Firenze si impegna a prestargli soccorso in guerra (tranne che contro i Malatesta) con l’invio di 100 lance a semplice richiesta. E’ liberato Francesco da Cantiano, cui viene restituito il castello di Colmatraio e riconosciuta la somma di 1200 fiotini per la cessione di Cantiano. | |
| …………….. | Umbria | E’ contattato a nome dei perugini da Pelino Baglioni: viene chiesto il suo concorso per contrastare la Compagnia dei Bretoni. | |||
| 1387 | |||||
| Nov. | Firenze | Chiesa Perugia | Umbria | Si allea con i fiorentini ai danni del papa Urbano VI e del comune di Perugia. | |
| 1388 | |||||
| Gen. | Fuoriusciti | Perugia Chiesa | Umbria | Hanno inizio alcune trattative di pace, presto interrotte perché il Montefeltro si lascia convincere dai fuoriusciti Michelotto e Biordo dei Michelotti a riprendere il conflitto con Perugia. | |
| Apr. | Umbria | Giunge in Val Tiberina con 800 cavalli e 500 fanti; con queste truppe danneggia i territori di Nocera Umbra e di Fossato di Vico. | |||
| Giu. | Umbria | Carlo e Pandolfo Malatesta sono spinti dal papa ad assalire le sue terre. | |||
| Ago. | Urbino | Fuoriusciti | Umbria | Chiede soccorsi ai fiorentini per fare fronte ai fuoriusciti umbri. | |
| Ott. | Nella sua disputa con i Malatesta si infrappone l’ambasciatore visconteo Giovanni Accoromboni; si riconcilia, pertanto, con gli avversari, compreso Francesco da Cantiano, che usufruisce anche della protezione dei perugini in quanto loro raccomandato. | ||||
| Nov. | Milano | Firenze | A metà mese, al termine di durissime discussioni durate due anni, stipula nel riminese, in località San Martino una ennesima pace con i Malatesta di Rimini. La mediazione è opera di due procuratori di Gian Galeazzo Visconti, Lotario Rusca ed Inghiramo Bracci. I 2 condottieri passano al servizio del duca di Milano. L’esempio di Antonio da Montefeltro è seguito da altri nobili umbri e marchigiani. | ||
| Dic. | Invia in aiuto dei senesi 100 lance. | ||||
| 1389 | |||||
| Ott. | Viene considerato aderente e raccomandato dai fiorentini in occasione di un’alleanza tra la repubblica ed il signore di Milano. Alla lega, che ha come obiettivo quello di combattere le compagnie di ventura, aderiscono oltre i Visconti ed i fiorentini, Pisa, Perugia, Bologna, Lucca, Mantova, Ferrara, Cesena, Forlì. I procuratori di tali stati si radunano a Pisa nel palazzo di Pietro Gambacorta. Antonio da Montefeltro si impegna di mettere a disposizione dell’iniziativa 25 lance e 60 fanti, dei quali la metà balestrieri. | ||||
| 1390 | |||||
| Gen. | Urbino | Rimini | Marche | Nel dicembre dell’anno precedente Pandolfo Malatesta si è impadronito di Corinaldo. Muove guerra ai malatesta inviando loro contro Azzo da Castello. | |
| Apr. | Su pressione dei fiorentini libera Giovanni da Barbiano che si è rifugiato nei suoi territori dopo essere stato sconfitto a Forlì da Carlo Malatesta. | ||||
| Giu. | Si riconcilia con il nuovo papa Bonifacio IX; è assolto con i suoi aderenti dalle precedenti condanne; gli sono riconfermati i vicariati di Cagli, Gubbio ed Urbino per dodici anni dietro un censo annuo (1300 fiorini per Cagli ed Urbino). | ||||
| 1391 | |||||
| Gen. | Urbino | Rimini | Marche e Umbria | Aiuta Gioacchino degli Atti contro Giovanni degli Atti, figlio di Ungaro, signore di Sassoferrato: occupa la località e cattura i Gabrielli che vi si sono rifugiati. Costoro sono tutti condotti ad Urbino. Antonio da Montefeltro deve subire la reazione di Carlo Malatesta che gli invia contro Giovanni Schiavone. Tale condottiero lascia Pergola, occupa Valferraia e fa guerra a Gubbio. | |
| Mag. | Umbria | Carlo Malatesta si pone alla difesa di Cantiano. | |||
| Giu. | Umbria | Viene assalito tra Pergola e Costacciaro. | |||
| Lug. | Umbria | Gli è conquistata Ripalta. I malatestiani depredano il territorio fin sotto le mura di Gubbio. | |||
| Ago. | Marche e Romagna | Passa all’ offensiva con Azzo da Castello; recupera Valferraia, alla cui difesa si trovano al momento solo 5 fanti; perde Costacciaro, Magrana e Serra di Sant’Onda. | |||
| Ott. | Milano | Bologna | Umbria | Fa distruggere Valferraia. Ritorna agli stipendi dei viscontei per contrastare i bolognesi. | |
| 1392 | |||||
| Gen. | Urbino | Rimini | Umbria | Conquista il castello di Donato. La fortezza viene subito demolita. | |
| Feb. apr. | Dà inizio a nuove trattative con i Malatesta su pressione del papa Bonifacio IX. la pace viene firmata ad aprile. | ||||
| Mag. | Umbria | Acquista Caresto da Giovanni Schiavone (Giovanni Cattivello) per 5000 fiorini. Anche questo castello viene subito smantellato. | |||
| Nov. dic. | Umbria | Lascia Gubbio e si reca a Perugia con 200 cavalli comandati da Corrado Lando per rendere omaggio al papa e per perorare la causa dei raspanti (il partito popolare) affinché costoro siano riammessi nella città. Nell’uscire dal Palazzo Apostolico nasce un tumulto che lo obbliga a rientrarvi in fretta. 7 uomini della sua compagnia sono uccisi; per potere ritornare a Gubbio deve ricorrere ad una scorta pontificia. Bonifacio IX a causa delle continue risse tra la fazione dei raspanti e quella dei bergolini (i nobili) è costretto a lasciare il palazzo apostolico per porsi nella chiesa di San Pietro, le cui difese sono rafforzate con fossi e bastioni. | |||
| 1393 | |||||
| Gen. | Urbino | Gabrielli | Umbria | Si impossessa del castello di Colmatraio nei pressi di Cantiano; costringe a rinchiudervisi nella rocca più grande la moglie di Francesco da Cantiano. | |
| Lug. | Umbria | Occupa di sorpresa la rocca di Cantiano; per altre fonti la ottiene a patti da Francesco da Cantiano con l’approvazione dei fiorentini in cambio di 8000 fiorini e dell’acquisto di tutti i beni che Francesco da Cantiano possiede a Gubbio e nella stessa Cantiano. | |||
| Ago. sett. | Urbino | Chiesa Rimini | Romagna e Marche | Con Cecco Ordelaffi contrasta i Malatesta ed i pontifici di Andrea Tomacelli. Depreda il riminese e vi procura gravi danni. Gli vengono tolte Montecelle e Montebello. | |
| Ott. | Si riconcilia una volta di più con i Malatesta su pressione del pontefice. In base alle trattative Sassoferrato è restituita a Giovanni, Ermanno, Gioacchino e Francesco degli Atti in qualità di vicari della Chiesa. Gioacchino degli Atti, prigioniero dei Malatesta, è liberato; Cantiano e Costacciaro tornano sotto la giurisdizione del Montefeltro mentre i Malatesta si impegnano a restituire o a distruggere la bastia costruita ai danni di Montenovo (Ostra Vetere). | ||||
| Dic. | Marche | Si incontra a Montevecchio con Carlo Malatesta. | |||
| 1394 | |||||
| Ott. | La pace con Carlo Malatesta è caratterizzata da una duplice promessa di matrimonio: il figlio Guidantonio si sposerà con la sorella di Carlo Malatesta, Rengarda; Galeotto Belfiore Malatesta convolerà a nozze con Anna, la figlia maggiore di Antonio da Montefeltro. | ||||
| ……………….. | Non vuole intervenire a favore di Perugia, nonostante le insistenze di Biordo dei Michelotti, allorché le compagnie di Ceccolo Broglia, di Brandolino Brandolini e di Giovanni Tedesco da Pietramala ne depredano il territorio su istigazione dei pontifici. | ||||
| 1395 | |||||
| Sett. | Lombardia | A Milano. Nel maggio precedente Gian Galeazzo Visconti, con l’esborso di 100000 fiorini, ha ottenuto dall’imperatore Venceslao di Boemia il titolo di duca di Milano. A settembre Antonio da Montefeltro, accompagnato dal paggio Chiavello Chiavelli, fa parte del corteo che assiste in Piazza Sant’Ambrogio alla cerimonia in cui i milanesi prestano giuramento di fedeltà al Visconti. 500 lance, agli ordini di Paolo Savelli e di Ugolotto Biancardo, controllano che nulla accada nel corso della cerimonia. Negli stessi giorni il conte di Urbino invia alcuni fanti ai perugini impegnati a combattere i fuoriusciti del partito nobiliare. | |||
| 1396 | Umbria | Cede il castello di Sigillo ai perugini per 500 fiorini. | |||
| 1397 | |||||
| Giu. | Milano | Firenze | Lombardia | Lascia al figlio Guidantonio la cura dello stato per essere presente nella guerra di Mantova. | |
| Ago. | Lombardia | Prende parte alla battaglia di Governolo, dove ha il comando della seconda schiera forte di 1500 cavalli. A fine mese, a seguito della sconfitta rientra ad Urbino. Ai allea con Ubaldini e Guidi (conti di Bagno) per favorire nei loro territori la causa viscontea. | |||
| 1398 | |||||
| Sett. | Lombardia | Gli è affidata dal Visconti la presidenza del consiglio segreto ducale; si reca a Pavia per ricevere ufficialmente il prestigioso incarico. Si ammala di peste. A fine mese mese fornisce alcuni fanti ai fuoriusciti di Città di Castello ed agli Ubaldini della Carda. Costoro tentano un attacco alla città alla Porta di San Gilio ed a quella di San Giacomo. Sono respinti; 2 ribelli sono catturati e giustiziati. Segue un furioso conflitto ed il rinnovo del bando dei fuoriusciti. Si ammala. | |||
| Nov. | Lombardia | Rimessosi in salute, si segnala la sua presenza ancora a Pavia all’atto di dedizione di Siena al duca di Milano Gian Galeazzo Visconti. | |||
| 1399 | |||||
| Primavera | Marche Toscana | Raggiunge Cagli per badare agli affari del suo stato. Si reca, successivamente, a Bagni di Petriolo per alcune cure termali. | |||
| Giu. | Lombardia e Veneto | A Pavia, per il matrimonio di Lucia Visconti con il marchese di Turingia Federico di Misnia. A Verona. | |||
| Nov. | Marche | Rientra nelle sue terre. Assume sempre più un ruolo politico più che militare. | |||
| 1401 | Milano | Bologna | Emilia | Combatte le truppe del signore di Bologna Giovanni Bentivoglio. | |
| 1402 | |||||
| Mag. | Emilia | A Cento con l’esercito ducale. | |||
| Giu. | Emilia | Prende parte allo scontro di Casalecchio di Reno. Combatte con Pandolfo Malatesta inserito nella terza squadra. Entra in Bologna. | |||
| Ago. | E’ chiamato a far parte del consiglio di reggenza del ducato con Alberico da Barbiano, Carlo e Pandolfo Malatesta, i vescovi di Pavia, di Novara, di Pisa e di Feltre, Francesco Gonzaga, Giovanni Colonna, Paolo Savelli, Jacopo dal Verme, Baldassarre Spinola, Leonardo Doria, il camerario Francesco Barbavara, il cancelliere Giovanni da Carnago, i due consiglieri Pietro di Corte e Filippo dei Migli. | ||||
| Sett. | Lombardia | Ritorna a Milano; assiste nel duomo ai funerali del Visconti: si trova sul lato sinistro della bara con Alberico da Barbiano, Paolo Savelli e Jacopo dal Verme. Presenzia alla lettura del testamento del duca ed è nominato, con il dal Verme, tutore del giovane duca Giovanni Maria Visconti. | |||
| ……………….. | Lombardia | Deve superare nel ducato di Milano le varie difficoltà che insorgono da ogni parte ad opera degli scontenti e dei ribelli, soprattutto da parte dei figli di Bernabò Visconti e di altri rami della famiglia sino ad allora tenuti in disparte. | |||
| 1403 | |||||
| Mar. | Il papa Bonifacio IX gli ingiunge di pagare il censo annuale dovuto per i vicariati di Urbino, Cagli e Gubbio (1300 fiorini) a Paolo Orsini, a fronte della condotta di uomini d’arme di quest’ultimo, anziché alla Camera Apostolica. | ||||
| Lug. | A fine mese Giovanni Maria Visconti lo nomina suo procuratore per ricevere come raccomandato il signore di Imola Ludovico Alidosi. | ||||
| 1404 | |||||
| ……………… | Umbria e Marche | Lascia Gubbio a causa di una pestilenza. Rientra ad Urbino. | |||
| Apr. | Marche | Muore a fine mese ad Urbino. E’ sepolto nella chiesa dei frati minori osservanti. Si circonda di una corte di artisti e di letterati, tra i quali si nota Simone Sudini, detto il Saviozzo. Ordina imponenti opere di architettura ad Urbino. Autore di alcuni sonetti. Sposa Agnesina di Vico, sorella del signore di Viterbo Francesco di Vico. |
CITAZIONI
-“Dominus fuit prudens et alti consilii et spiritus.” ANNALES FOROLIVIENSES
-“Notabile per consiglio e somma riputatione.” SANSOVINO
-“Governò il conte con mansueto imperio il suo popolo, che sempre gli rimase fedele anche nella fortuna avversa; e niun suo atto di crudeltà o prepotenza ci è registrato dalla storia. Forte egli mostrossi contro le battiture della fortuna, né mai cedé, come alcuni altri di sua famiglia; e di tale fortezza ebbe il premio meritato con ricuperare il perduto dominio.” UGOLINI
-“Coltivò le muse e le sue rime vissero a piè di un codice della Divina Commedia..: sono argomento di divozione.” LITTA
-“Con lui spariva dalla scena politica italiana di quella fine di secolo una delle più eminenti figure di soldato e di politico; una delle più significative che avesse espresso l’antica schiatta dei Montefeltro pur così ricca d’intrepidi soldati e di abili e virtuosi capitani…L’alta posizione che il conte d’Urbino ebbe sempre nel comando delle armate viscontee ridette a tutte le piccole nobiltà che ancora pullulavano lungo l’Appennino, vita avventurosa e lauto soldo, mentre l’attività del principe trasformava il piccolo Stato in un distretto di reclutamento con a capo una scuola di guerra…Con l’acquisto di Gubbio lo Stato di Urbino troverà quell’assetto che durerà per secoli. L’acquisto di Gubbio assicurava uno sbocco nell’alta valle del Tevere e agevolava la vita economica e la difesa del massiccio montuoso. Aspirazione antica dei Montefeltro, il possesso di quest’operosa città.” FRANCESCHINI
-“Non punto inferiore a qualsivoglia de’ suoi antenati, siasi per virtù d’armi o per bontà di consiglio.” BALDI
-“Savissimo e valorosissimo personaggio.” ARMANNI
-“Tra il 1375 e il 1394..riuscirà, dopo avere recuperato il pieno dominio su Urbino e grazie a un abile dosaggio di forza militare e di mezzi pacifici, ad estendere la sua dominazione su Cagli, Gubbio e Cantiano e a controllare infine un territorio di circa 2000 Kmq.” VIGUEUR
-“Con lui la cultura si affermò nella corte di Urbino, e uno speciale interesse vi si dimostrò per la poesia in volgare. Soprattutto vivace fu la tradizione di Dante, già ben presente nella famiglia dei Montefeltro per il monumento imperituro elevato dasl poeta a Guido il Vecchio e a Bonconte. Probabilmente fu al tempo di Antonio che entrò nella libreria di corte un antico codice della Commedia..uno dei più antichi e notevoli del poema”. Luigi Michelini Tocci (Enciclopedia Dantesca)
Fonte immagine: Mausoleo di Antonio da Montefeltro, wikipedia







