ANTONIO DA MONTEFELTRO Conte

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Condottieri di ventura

1156      ANTONIO DA MONTEFELTRO  Di Urbino. Conte. Signore di Urbino, Cagli, Gubbio e Cantiano. Padre di Guidantonio, nipote di Nolfo, suocero di Astorre Manfredi, genero di Giovanni di Vico.

1348 – 1404 (aprile)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1368 Chiesa Perugia  

 

Umbria
1369  

 

 

 

 

 

 

 

Estate Perugia Chiesa  

 

Marche  Umbria e Lazio

Diserta dal campo ecclesiastico; tenta di occupare Urbino. E’ costretto a desistere dall’impresa perché non sostenuto da forze adeguate. Ripara a Perugia;  da tale località minaccia con continue scorrerie Cagli ed Urbino alla cui difesa si trova Pandolfo Malatesta. Rende malsicuro ai pontifici il possesso di Gubbio, di Città di Castello e della regione montuosa umbro-marchigiana. Scorre pure sotto le mura di Viterbo  mettendo in pericolo la persona stessa del papa Urbano V.

1370  

 

 

 

 

 

 

 

Inverno  

 

 

 

 

 

Umbria e Francia

La resistenza di Perugia viene meno. Antonio da  Montefeltro, assistito da emissari di Bernabò Visconti, si reca ad Avignone;  ottiene dal nuovo papa Gregorio XI che gli siano restituiti i beni allodiali e gli sia concessa una provvigione mensile di 100 fiorini.

Nov.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene assolto da ogni censura ecclesiastica dal cardinale legato  Anglico Grimoard a suggello della pace conclusasi tra stato della Chiesa e perugini. Si reca a Rimini.

1372  

 

 

 

 

 

Marche

Si insignorisce di Cagli.

1375  

 

 

 

 

 

 

 

Dic. Montefeltro Chiesa  

 

Umbria e Marche

Urbino, Cagli, Castel Durante (Urbania), Sant’Angelo in Vado, Mercatello e tutta la Massa Trabaria si sollevano contro il malgoverno pontificio. Alla notizia della  ribellione di Urbino il Montefeltro si muove da Città di Castello con 400 cavalli dei fiorentini; in pochi giorni scaccia da Urbino e da Cagli Galeotto Malatesta e ne viene proclamato signore dalle popolazioni. Si impossessa pure dei relativi castelli con l’ausilio di Gabriele e di Ugolino Gabrielli.

1376  

 

 

 

 

 

 

 

………………..  

 

 

 

 

 

Marche e Umbria

Combatte il Malatesta tra Cagli e Gubbio;  toglie ai Gabrielli il castello di Castiglione dei Ciccardi che viene  diroccato; si accorda con Cante Gabrielli e fronteggia Taddeo da Cagli depreda il territorio circostante partendo dal castello di Mezzieno; contrasta il vescovo di Urbino Claro Peruzzi, un fiorentino che considera Antonio da Montefeltro alla stregua di uno spogliatore di chiese.

Mar.  

 

 

 

 

 

Romagna

Insidia i possessi malatestiani fin sulle porte di Rimini senza dare tregua al  Malatesta.

Mag.  

 

 

 

 

 

Marche

Con Lucio Lando sconfigge Galeotto Malatesta;  consolida in tal modo i recenti acquisti.

Ott.  

 

 

 

 

 

Marche

Respinge sul Foglia i malatestiani che tentano di forzare il guado del fiume ingrossato dalle recenti piogge.

………………..  

 

 

 

 

 

Marche

Blocca il passo ai bretoni di Silvestro di Budes nel loro tentativo di penetrare nell’urbinate: gli avversari si muovono allora divisi in due colonne, una lungo la litoranea verso Ascoli Piceno, Camerino e Matelica, l’altra per la Ravignana di Fano sul Candigliano e sull’alto Metauro.

1377  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Urbino Rimini  

 

Romagna

Con Astorre Manfredi e gli Ordelaffi aiuta Guido da Polenta ad impadronirsi di Cesena da cui è stato espulso il Malatesta.

Ago.  

 

 

 

 

 

Marche

Con Lucio Lando e la “Compagnia dell’Uncino” di Villanuccio da Villafranca scaccia da Fabriano Rodolfo da Varano per  rimettervi alla signoria  Alberghetto Chiavelli.

1378  

 

 

 

 

 

 

 

………………..  

 

 

 

 

 

 

 

Alla conclusione della guerra degli Otto Santi si rappacifica con il Malatesta e con i pontifici. Viene investito dal papa Urbano VI dei vicariati di Urbino, Cagli e di altre terre.

……………….. Chiesa Antipapa  

 

 

 

Parteggia per il pontefice contro l’antipapa Clemente VII.

……………….. Fuoriusciti C.di Castello  

 

Umbria

Appoggia nel tifernate i Guelfucci ed occupa Metola. Città di Castello invia truppe allo scopo di assediare tale castello: intorno a Metola sono costruiti due battifolli. Il costo della spedizione è contenuto in  1000 fiorini. Gli abitanti di Città di Castello ricorrono all’aiuto di Perugia.

………………..  

 

 

 

 

 

Umbria

Viene dichiarato aderente di Perugia.

1379  

 

 

 

 

 

Marche

Dà asilo alla “Compagnia di San Giorgio” capitanata da Alberico da Barbiano.

1380  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Umbria

Rinnova la tregua con i perugini.

Autunno  

 

 

 

 

 

Marche

Con l’intermediazione degli ambasciatori perugini viene confermata la tregua con il Malatesta: gli sono confermati i possessi detenuti nei distretti di Cesena, di Santarcangelo  di Romagna e di Fano; i Malatesta sono, viceversa, rassicurati su quelli controllati nel Montefeltro, nella Massa Trabaria e nel contado di Cagli. Sempre a settembre, in occasione della pace tra Montalboddo (Ostra) ed Ancona, il Montefeltro si fa garante del rispetto degli accordi intercorsi da parte del signore della prima località Antonio dei Paganelli.

1381  

 

 

 

 

 

 

 

……………….. Napoli Durazzo  

 

Umbria

Milita agli stipendi della regina di Napoli Giovanna d’Angiò. Manda a vuoto un tentativo di Carlo di Durazzo su Città di Castello.

Estate Perugia C.di Castello  

 

Umbria

Affianca i perugini contro Branca Guelfucci che domina in Città di Castello: gli viene concessa la cittadinanza di Perugia. Stipula, inoltre, una nuova lega con il comune per la quale assolda 25 lance; Perugia ne arruola altre 50 per la difesa reciproca.

……………. Umbria Con Ugolino da Frontone e Piero del Monte a Santa Maria irrompe nel tifernate distruggendo e predando fino alle mura di Città di Castello, località ora controllata dai Gabrielli. Attacca la testa di ponte del Tevere e tenta di prestare soccorso ai soldati perugini che si trovano nel cassero. I castellani hanno circondato di steccati e di bertesche la fortezza impedendo ogni possibilità di sortita ai difensori. I perugini sono costretti a ritirarsi. Alla difesa di Città di Castello si trovano Guido e Giovanni Maria del Monte.
Nov. dic. Urbino Rimini  

 

Umbria

Scaccia il vescovo di Gubbio;  lo costringe a ritirarsi a   Cantiano nonostante che  fiorentini,  il Malatesta ed i  pontifici prendano le difese del presule.

1382  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Urbino Rimini  

 

Marche

Si rinnova la contesa con il Malatesta;  intervengono i perugini ed è raggiunta un accordo  per il quale si prevede una penale di 20000 ducati a carico del suo violatore. L’intesa viene rafforzata con la promessa di un parentado reciproco.

……………….. Antipapa Chiesa  

 

 

 

Con Rodolfo da Varano e Guido da Polenta favorisce il passaggio di Luigi d’Angiò ai danni del re di Napoli Carlo di Durazzo e del papa Urbano VI.

1384  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Umbria

Entra in Gubbio con 2000 fanti e 400 cavalli con il pretesto di un trattato organizzato dai della Branca e dai Gabrielli volto a cambiare gli ordinamenti cittadini.

Giu.  

 

 

 

 

 

 

 

Invia in soccorso del prefetto Francesco di Vico, suo suocero, alcune schiere agli ordini di Giovanni Acuto e di Giovanni degli Ubaldini.

Autunno  

 

 

 

 

 

 

 

Si oppone alla vendita di Arezzo ai fiorentini da parte di Enguerrand de Coucy.

Nov. Urbino Firenze  

 

Marche

Viene attaccato da 1200 cavalli fiorentini comandati da Guido d’Asciano e da Anderlino Trotti; è salvato dal conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti del quale diviene raccomandato. Nello stesso mese firma una pace solenne con il Malatesta.

1385
……………. Forlì Firenze  

 

Romagna

Con gli Ordelaffi costringe i fiorentini (che hanno acquistato dal papa Bonifacio IX Castrocaro Terme per 11000 fiorini) ad abbandonare l’assedio della località.

Nov.  

 

 

 

 

 

Umbria

I fiorentini si oppongono alle sue mire su Gubbio. Il Montefeltro imprigiona nella città Francesco da Cantiano anche se costui gode di un salvacondotto che gli è stato rilasciato dalla repubblica e che che sia un loro raccomandato. Ne confisca le proprietà. E’ raggiunto da un ambasciatore fiorentino che protesta per il suo operato. Viene decisa un’azione punitiva nei suoi confronti.

Apr. sett. Urbino Firenze  

 

Umbria e Marche

Giovanni degli Obizzi muove da Città di Castello ed irrompe nelle terre di Antonio da Montefeltro; Ubaldo della Branca e Senso Gabrielli cercano di fare ribellare Gubbio; nei pressi di tale località si collocano Giovanni degli Obizzi e Boldrino da Panicale. Il trattato è scoperto ed Antonio da Montefeltro introduce alla guardia della città 200 fanti e 60 uomini d’arme. I colpevoli sono scoperti ed uccisi: anche due fratelli di Antonio risultano coinvolti nella congiura e sono puniti con la massima severità. Di conseguenza i due capitani avversari sono obbligati ad allontanarsi. Giovanni degli Obizzi si spinge  verso Cagli e Colbordolo arrecando gravi danni alle campagne. A settembre intervengono dalla Romagna a favore del  Montefeltro Giovanni degli Ubaldini, che gli è parente ed amico, Giovanni Acuto e Giovanni Tedesco da Pietramala. Segue la riconciliazione tra le parti: il Montefeltro mantiene la sovranità su Gubbio seppure con alcune limitazioni.  Rientra anche nell’orbita fiorentina come raccomandato della repubblica; si impegna ad inviare a Firenze, ogni fine giugno per la festa di San Giovanni Battista, un palio sopra una cavalcatura. Libera Francesco da Cantiano, gli restituisce il castello di Colmatraio e gli riconosce la somma di 1200 ducati a titolo di risarcimento danni.

………………..  

 

 

 

 

 

Umbria

Viene contattato a nome dei perugini da Pelino Baglioni che chiede il suo concorso per contrastare la compagnia dei bretoni.

1387  

 

 

 

 

 

 

 

Nov. Firenze Chiesa Perugia  

 

 

 

Si allea con i fiorentini ai danni del papa Urbano VI e del comune di Perugia.

1388  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Fuoriusciti Perugia Chiesa  

 

Umbria

Hanno inizio alcune trattative di pace, presto interrotte perché il Montefeltro si lascia convincere dai fuoriusciti Michelotto e Biordo dei Michelotti a riprendere il conflitto con Perugia.

Apr.  

 

 

 

 

 

Umbria

Giunge in Val Tiberina con 800 cavalli e 500 fanti; con queste truppe danneggia i territori di Nocera Umbra e di Fossato di Vico.

Giu.  

 

 

 

 

 

Umbria

Carlo e Pandolfo Malatesta  sono spinti dal papa ad assalire le sue terre.

Ago. Urbino Fuoriusciti Umbria Chiede soccorsi ai fiorentini per  fare fronte ai fuoriusciti umbri.
Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

Nella sua disputa con i Malatesta si infrappone l’ambasciatore visconteo Giovanni Accoromboni; si riconcilia, pertanto, con gli avversari, compreso Francesco da Cantiano, che usufruisce anche della protezione dei perugini in quanto loro raccomandato.

Nov. Milano Firenze  

 

 

 

Stipula una ennesima pace con i Malatesta di Rimini, sempre con l’interposizione degli ambasciatori viscontei: passa al soldo di Gian Galeazzo Visconti per combattere i fiorentini. Il suo esempio è seguito da altri nobili umbri e marchigiani.

Dic.  

 

 

 

 

 

 

 

Invia in soccorso dei senesi 100 lance.

1389  

 

 

 

 

 

 

 

Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene considerato aderente e raccomandato dai fiorentini in occasione di un’alleanza tra la repubblica ed il signore di Milano. Alla lega, che ha come obiettivo quello di combattere le compagnie di ventura, aderiscono oltre i Visconti ed i fiorentini,  Pisa, Perugia, Bologna, Lucca, Mantova, Ferrara, Cesena, Forlì. I procuratori di tali stati si radunano a Pisa nel palazzo di Pietro Gambacorta. Il Montefeltro si impegna di mettere a disposizione dell’iniziativa 25 lance e 60 fanti, dei quali la metà balestrieri.

1390  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

 

 

Su pressione dei fiorentini libera Giovanni da Barbiano che si è rifugiato nei suoi territori dopo essere stato sconfitto a Forlì da Carlo Malatesta.

Giu.  

 

 

 

 

 

 

 

Si riconcilia con il nuovo papa Bonifacio IX; è assolto con i suoi aderenti dalle precedenti condanne;  gli sono riconfermati i vicariati di Cagli, Gubbio ed Urbino per dodici anni dietro un censo  annuo (1300 fiorini per Cagli ed Urbino).

1391  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Urbino Rimini  

 

Marche e Umbria

Aiuta Gioacchino degli Atti contro Giovanni degli Atti, figlio di Ungaro, signore di Sassoferrato: occupa la località e cattura i Gabrielli che vi si sono rifugiati. Costoro sono tutti condotti ad Urbino. Il Montefeltro deve subire la reazione di Carlo Malatesta che gli invia contro Giovanni Schiavone. Tale condottiero lascia Pergola, occupa Valferraia e fa guerra a Gubbio.

Mag.  

 

 

 

 

 

Umbria

Carlo Malatesta si pone alla difesa di Cantiano.

Giu.  

 

 

 

 

 

Umbria

Viene assalito  verso Pergola e Costacciaro.

Lug.  

 

 

 

 

 

Umbria

Gli è conquistata Ripalta; i malatestiani depredano il territorio fin sotto le mura di Gubbio.

Ago.  

 

 

 

 

 

Marche e Romagna

Passa all’ offensiva con Azzo da Castello;  recupera Valferraia, alla cui difesa si trovano al momento solo cinque fanti; perde Costacciaro, Magrana e Serra di Sant’Onda.

Ott. Milano Bologna  

 

Umbria

Fa distruggere Valferraia. Sempre nel periodo ritorna agli stipendi dei viscontei per contrastare i bolognesi.

1392  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Urbino Rimini  

 

Umbria

Conquista il castello di Donato che verrà subito demolito.

Feb. apr.  

 

 

 

 

 

 

 

Inizia nuove trattative con i Malatesta su pressione del papa Bonifacio IX; la pace verrà firmata ad aprile.

Mag.  

 

 

 

 

 

Umbria

Acquista Caresto da Giovanni Schiavone per 5000 fiorini;  fa subito smantellare tale castello.

Nov.  

 

 

 

 

 

Umbria

Lascia Gubbio e si reca a Perugia con 200 cavalli comandati da Corrado Lando per rendere omaggio al papa e per perorare la causa dei raspanti (il partito popolare) affinché costoro siano riammessi nella città. Nell’uscire dal Palazzo Apostolico nasce un tumulto che lo obbliga a rientrarvi in fretta. Sette uomini della sua compagnia sono uccisi;  per potere ritornare a Gubbio deve ricorrere ad una scorta pontificia.

1393  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Urbino Gabrielli  

 

Umbria

Si impossessa del castello di Colmatraio nei pressi di Cantiano; costringe a rinchiudervisi nella rocca più grande la moglie di Francesco da Cantiano.

Lug.  

 

 

 

 

 

Umbria

Occupa di sorpresa la rocca di Cantiano; per altre fonti la ottiene a patti da Francesco da Cantiano con l’approvazione dei fiorentini in cambio di 8000 fiorini e dell’acquisto di tutti i beni che Francesco da Cantiano possiede a Gubbio e nella stessa Cantiano.

Ago. sett.

 

Urbino

 

Chiesa Rimini  

 

Romagna e Marche

Con Cecco Ordelaffi contrasta i Malatesta ed i pontifici di Andrea Tomacelli. Depreda il riminese e vi procura gravi danni. Gli vengono tolte Montecelle e Montebello.

Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

Si riconcilia una volta di più con i Malatesta su pressione del pontefice. In base alle trattative Sassoferrato è restituita a Giovanni, Ermanno, Gioacchino e Francesco degli Atti in qualità di vicari della Chiesa. Gioacchino degli Atti, prigioniero dei Malatesta, è liberato; Cantiano e Costacciaro tornano sotto la giurisdizione del Montefeltro mentre i Malatesta si impegnano a restituire o a distruggere la bastia costruita ai danni di Montenovo (Ostra Vetere).

Dic.  

 

 

 

 

 

Marche

Si incontra con Carlo Malatesta a Montevecchio.

1394  

 

 

 

 

 

 

 

………………..  

 

 

 

 

 

 

 

La pace con Carlo Malatesta è caratterizzata da una duplice promessa di matrimonio: il figlio Guidantonio si sposerà con la sorella di Carlo Malatesta, Rengarda; Galeotto Belfiore Malatesta convolerà a nozze con la figlia del Montefeltro.

………………..  

 

 

 

 

 

 

 

Non vuole intervenire a favore di Perugia, nonostante le insistenze di Biordo dei Michelotti, allorché le compagnie di Ceccolo Broglia, di Brandolino Brandolini e di Giovanni Tedesco da Pietramala ne depredano il territorio su istigazione dei pontifici.

1395  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Milano.  in piazza Sant’Ambrogio assiste alla cerimonia in cui Gian Galeazzo  Visconti è riconosciuto duca di Milano   dall’ imperatore Venceslao di Boemia.

Autunno  

 

 

 

 

 

Umbria

Invia alcuni fanti ai perugini impegnati a combattere i fuoriusciti del partito nobiliare.

1397  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Milano Firenze  

 

Lombardia

Lascia al figlio Guidantonio la cura dello stato per partecipare alla guerra di Mantova.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla battaglia di Governolo dove ha il comando della seconda schiera forte di 1500 cavalli.

………………..  

 

 

 

 

 

Marche

Con la sconfitta di Governolo torna ad Urbino;  si allea con Ubaldini, Guidi, conti di Bagno per favorire la causa viscontea.

1398  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Gli è data dal  Visconti la presidenza del consiglio segreto ducale; si reca a Pavia per ricevere ufficialmente il prestigioso incarico. Si ammala di peste. A fine mese mese fornisce alcuni fanti ai fuoriusciti di Città di Castello ed agli Ubaldini della Carda. Costoro tentano un attacco alla città alla Porta di San Gilio ed a quella di San Giacomo. Sono respinti; due ribelli sono catturati e giustiziati. Segue un furioso conflitto ed il rinnovo del bando dei fuoriusciti.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Rimessosi, si trova ancora a Pavia all’atto di dedizione di Siena al duca di Milano.

1399  

 

 

 

 

 

 

 

Primavera  

 

 

 

 

 

Marche Toscana

Raggiunge Cagli per badare agli affari del suo stato; si reca, successivamente, a Bagni di Petriolo per alcune cure termali.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

A Pavia, per il matrimonio di Lucia Visconti con il marchese di Turingia Federico di Misnia. A Verona.

Nov.  

 

 

 

 

 

Marche

Rientra nei suoi stati;  assume sempre più un ruolo politico più che militare.

1401 Milano Bologna  

 

Emilia

 

Combatte le truppe di Giovanni Bentivoglio.

1402  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Cento con l’esercito ducale.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Prende parte allo scontro di Casalecchio di Reno.  Combatte con Jacopo dal Verme inserito nella terza squadra. Entra in Bologna.

Ago.  

 

 

 

 

 

 

 

E’ chiamato a far parte del consiglio di reggenza del ducato con Alberico da Barbiano, Carlo e Pandolfo Malatesta, i vescovi di Pavia, di Novara, di Pisa e di Feltre, Francesco Gonzaga, Giovanni Colonna, Paolo Savelli, Jacopo dal Verme, Baldassarre Spinola, Leonardo Doria, il camerario Francesco Barbavara, il cancelliere Giovanni da Carnago, i due consiglieri Pietro di Corte e Filippo dei Migli.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ritorna a Milano;  assiste nel duomo ai funerali del Visconti: si trova sul lato sinistro della bara con Alberico da Barbiano, Paolo Savelli e Jacopo dal Verme. Presenzia alla lettura del testamento del duca ed è nominato, con il dal Verme, tutore del giovane duca Giovanni Maria Visconti.

………………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

Deve superare nel ducato di Milano le varie difficoltà che insorgono da ogni parte ad opera degli scontenti e dei ribelli, soprattutto da parte dei figli di Bernabò Visconti e di altri rami della famiglia sino ad allora tenuti in disparte.

1403
Mar. Il papa Bonifacio IX gli ingiunge di pagare il censo annuale dovuto per i vicariati di Urbino, Cagli e Gubbio (1300 fiorini) a Paolo Orsini, a fronte della condotta di uomini d’arme di quest’ultimo, anziché alla Camera Apostolica.
Lug. A fine mese Giovanni Maria Visconti lo nomina suo procuratore per ricevere come raccomandato il signore di Imola Ludovico Alidosi.
1404  

 

 

 

 

 

 

 

…………..  

 

 

 

 

 

Marche

Lascia Gubbio a causa di una pestilenza; rientra ad Urbino.

Apr.  

 

 

 

 

 

Marche

Muore a fine mese ad Urbino. E’ sepolto nella chiesa dei frati minori osservanti. Si circonda di una corte di artisti e di letterati, tra i quali si nota Simone Sudini, detto il Saviozzo. Ordina imponenti opere di architettura ad Urbino. Autore di alcuni sonetti. Sposa Agnesina di Vico.

 CITAZIONI

“Dominus fuit prudens et alti consilii et spiritus.” ANNALES FOROLIVIENSES

“Notabile per consiglio e somma riputatione.” SANSOVINO

“Governò il conte con mansueto imperio il suo popolo, che sempre gli rimase fedele anche nella fortuna avversa; e niun suo atto di crudeltà o prepotenza ci è registrato dalla storia. Forte egli mostrossi contro le battiture della fortuna, né mai cedé, come alcuni altri di sua famiglia; e di tale fortezza ebbe il premio meritato con ricuperare il perduto dominio.” UGOLINI

“Coltivò le muse e le sue rime vissero a piè di un codice della Divina Commedia..: sono argomento di divozione.” LITTA

“Con lui spariva dalla scena politica italiana di quella fine di secolo una delle più eminenti figure di soldato e di politico; una delle più significative che avesse espresso l’antica schiatta dei Montefeltro pur così ricca d’intrepidi soldati e di abili e virtuosi capitani…L’alta posizione che il conte d’Urbino ebbe sempre nel comando delle armate viscontee ridette a tutte le piccole nobiltà che ancora pullulavano lungo l’Appennino, vita avventurosa e lauto soldo, mentre l’attività del principe trasformava il piccolo Stato in un distretto di reclutamento con a capo una scuola di guerra.” FRANCESCHINI

“Non punto inferiore a qualsivoglia de’ suoi antenati, siasi per virtù d’armi o per bontà di consiglio.” BALDI

“Savissimo e valorosissimo personaggio.” ARMANNI

“Tra il 1375 e il 1394..riuscirà, dopo avere recuperato il pieno dominio su Urbino e grazie a un abile dosaggio di forza militare e di mezzi pacifici, ad estendere la sua dominazione su Cagli, Gubbio e Cantiano e a controllare infine un territorio di circa 2000 Kmq.” VIGUEUR