ANTONIO DA MARTINENGO

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Castello di Padernello
Castello di Padernello

Last Updated on 2023/11/29

ANTONIO DA MARTINENGO  Del ramo Martinengo da Barco. Di Padernello. Signore di Urago d’Oglio, Padernello, Quinzano d’Oglio, Pavone, Gabbiano, Orzinuovi, Pontoglio, Palazzolo sull’Oglio, Chiari, Rudiano, Cizzago, Ludriano, Farfengo, Castelcovati e Roccafranca. Fratello di Leonardo da Martinengo, padre di Gaspare da Martinengo.

  • 1473 (ottobre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1421
Sett.LombardiaEredita con il fratello Leonardo tutti i territori posti lungo l’Oglio tra Palazzolo sull’Oglio e Roccafranca, con al centro il castello di Urago d’Oglio, comprendenti anche Rudiano e Pontoglio.
1426VeneziaMilano75 lanceLombardia
1427
EstateLombardiaCon il fratello Leonardo è assediato in Urago d’Oglio da Cristoforo da Lavello e da Alberico da Barbiano.
Ott.Lombardia

Il ritardo dei soccorsi obbliga i difensori di Urago d’Oglio ad arrendersi a patti;  la data della capitolazione è prevista per metà mese. Dopo alcuni giorni il Martinengo prende parte alla battaglia di Maclodio.

Nov.LombardiaViene riconfermato dai veneziani nel possesso di tutti i suoi bene e privilegi.
1431
Mar.VeneziaMilanoLombardiaE’ sconfitto e fatto prigioniero da Niccolò Piccinino nella battaglia di Soncino.
1432
Nov.LombardiaIn Valtellina. E’ nuovamente battuto e catturato dalle milizie di Niccolò Piccinino a Delebio.
1437VeneziaMilanoLombardia

Combatte agli ordini del capitano generale della Serenissima, il marchese di Mantova Gian Francesco Gonzaga. Con il fratello è insignito dei feudi di Pavone e di Gabbiano confiscati dai veneziani agli Occanoni ed agli Emili.

1438
Lug.Lombardia

Recupera la Val Camonica con Bartolomeo Colleoni e Giovanni Conti; fa strage dei viscontei e devasta tutte le terre che si sono consegnate al duca di Milano Filippo Maria Visconti.

Ago.Lombardia

Difende con energia Bornato. E’ contattato da Cesare da Martinengo con il fratello Leonardo per disertare a favore dei ducali: rifiuta.

Sett.Lombardia Trentino e Veneto

Segue con Pietro Avogadro  il Gattamelata nella sua ritirata da Brescia a Verona: la sorveglianza del Piccinino viene elusa attraverso una lunga marcia a nord del lago di Garda per le montagne di Ledro, di Lodrone, di Arco e di Rovereto.

1441
……….Lombardia

Persuade Marsilio Gambara a parteggiare per la Serenissima; è segnalato a Romanengo ed a Soncino;  difende le frontiere dell’Oglio.

Giu.LombardiaConquista Pontoglio con Bartolomeo Colleoni e scaccia dalla località Moretto da San Nazaro. Nel cremonese.
Ago.LombardiaGli sono consegnati i beni di Pavone  e di Gabbiano, tolti nuovamente al ribelle Alessandro Occanoni.
1446
Nov.VeneziaMilanoLombardiaAffianca il capitano generale della Serenissima Micheletto Attendolo contro i viscontei. A Cassano d’Adda.
1447
Giu.Lombardia

Asseconda  l’Attendolo nella sua azione su Milano; è tra i primi ad entrare nei borghi di Porta Romana;  viene qui armato cavaliere con Pietro Avogadro ed il provveditore Antonio Marcello.

……….Lombardia

Si trasferisce all’assedio di Lecco;  fa in modo che Emanuele Malacrida aiuti i veneziani.

1448
……..Lombardia e Veneto

In lite con Pietro Avogadro è costretto dai rettori di Brescia a recarsi a Venezia per essersi incontrato con Bartolomeo Colleoni, al momento militante al servizio della Repubblica Ambrosiana.

Giu.

Viene aggregato alla nobiltà veneziana ed è inscritto al Maggior Consiglio. Gli è anche riconosciuta una provvigione annua di 450 ducati.

……..VeneziaMilanoLombardiaCon altri bresciani arma a proprie spese milizie per la difesa della città minacciata dalle truppe di Francesco Sforza.
1451
Mar.LombardiaCon Pietro Avogadro accoglie in Brescia il nuovo capitano generale della Serenissima Gentile da Leonessa.
1452
Nov.VeneziaMilanoLombardiaAssale Longhena con molti partigiani della sua fazione. ottiene a patti tale centro.
……….Lombardia

Affianca le milizie regolari con i suoi amici e partigiani, spesso armati a sue spese.

1453
……..La sua attività nel periodo assume in prevalenza un carattere  diplomatico.
1459
Gen.LombardiaRiceve in Brescia Roberto da San Severino di ritorno dal suo pellegrinaggio in Terrasanta.
……..LombardiaCon la maggiore età dei nipoti, figli del fratello Leonardo, provvede alla divisione dei beni amministrati per loro conto alla morte del padre. Mantiene la proprietà della casa di famiglia in via Palazzo Vecchio a Brescia.
1462LombardiaCon Pietro Avogadro ha l’incarico di comporre una vertenza che divide Salò ed i conti di Lodrone circa i diritti rivendicati da questi ultimi su una parte del lago d’Idro. La missione ha successo.
1465VenetoSi reca a Venezia con Bartolomeo Caprioli, Pietro ed Ambrogio Avogadro per conto della comunità di Brescia: hanno tutti il compito di difendere i diritti di pesca della città vantati sul lago d’Idro e contestati da Verona.
1473
Ott.Lombardia

Muore a Brescia metà mese. E’ sepolto nella chiesa del Santissimo Corpo di Cristo (detta di San Cristo). Deve la sua notorietà ad un diario delle gesta dei suoi tempi di Baldassarre Zailo, suo segretario. Amico di Antonio Cornazzano. Non si occupa solo di armi e di politica. Numerose sono le iniziative prese da Antonio da Martinengo a favore di enti e di ordini religiosi. Sostiene con larghezza di mezzi i frati gesuati nella costruzione del convento e della chiesa di San Cristo. Interviene pure per l’ampliamento della chiesa di San Francesco, sempre a Brescia, ed alla sua affrescatura ad opera di Bonifacio Bembo. Si sposa una prima volta con Nostra Nogarola ed in seconde nozze con Elisabetta Tadini.

 CITAZIONI

-“Fu valoroso in fatti e in detti, e nelle turbolentie dell’essercito di gran consiglio e efficace nel persuadere.” SANSOVINO

-“Condottiere d’assai chiaro nome a quei tempi.” SPINO

-“Vir magna auctoritate et fide.” PORCELLIO

-“Principal homo di bressa.” SAN SEVERINO

-Con il Gattamelata, Tiberto Brandolini, Pietro Navarrino, Astorre Manfredi, Sigismondo Pandolfo Malatesta, Bartolomeo Colleoni, Guido Rangoni e Guerriero da Marsciano “Condottieri esperti e di provato valore.” BELOTTI

-“A questa inclyta impresa a si bel passo/ Antonio Martinengho ampio patricio/ l’amor e l’honor tuo tracto m’ha casso/ Che te intendendo per commun iudicio/ esser l’honor della citta di Bressa/ tacer sapendo dir nei paren vicio/…/ Et in questo arghuir gloria verace/ ha quel gran bergamascho a te congionto (Bartolomeo Colleoni)/ chor chiara guerra ha mosso in foscha pace.” CORNAZZANO

-Con il fratello Leonardo “Gli anni tra il 1425 e il 1427 videro i Martinengo cambiare più volte bandiera. Dapprima Leonardo ed Antonio ottennero dal Duca di Milano di non inserire nell’estimo i possedimenti di Urago d’Oglio e Padernello. Nel 1427 supplicarono Venezia di intervenire in loro favore per permettere loro di risollevarsi dai danni provocati dalla guerra, giungendo al punto di ottenere l’assegnazione di nuovi possedimenti, ricavandoli dai beni che erano stati precedentemente confiscati alle persone che si erano schierate apertamente dalla parte di Milano. Essi quindi ottennero (Ferraglio) “notevoli esenzioni per il transito delle merci lungo il corso dell’Oglio e dei canali viari, comprendendo il porto di Iseo e le località di Palazzolo, Urago d’Oglio, Rudiano, Cizzago, Conazzaro, Ludriano e Castelcovati.”” FUSARI

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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