ANTONIO DA MARTINENGO Di Brescia

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Condottieri di ventura

1020      ANTONIO DA MARTINENGO  Di Brescia. Del ramo di Padernello. Padre di Girolamo.

1493 – 1528 (aprile)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1512  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen. feb. Venezia Francia  

 

Lombardia ed Emilia

Partecipa alla congiura di Luigi Avogadro volta a fare entrare in Brescia i veneziani. Il primo tentativo di consegnare la Porta di San Nazzaro al provveditore Andrea Gritti fallisce; più successo ha il secondo. Imprigionato dopo la riconquista della città da parte dei francesi paga un riscatto di 1000 scudi al governatore de Ludes ed all’Hérigoy ed è inviato in ostaggio a Bologna.

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

E’ liberato a seguito della battaglia di Ravenna. Giunge a Lonato;  con la ritirata dei francesi da Valeggio sul Mincio rientra nei suoi possedimenti di Padernello.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene condannato a morte in contumacia dai veneziani.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Catturato senza alcun motivo dagli svizzeri che militano per i veneziani ed i pontifici,   è condotto a Milano; riconosce a costoro una nuova taglia di 2000 scudi ed è consegnato al provveditore generale Paolo Capello.

Lug. Lombardia A Bergamo. E’ inviato dal provveditore della città Bartolomeo da Mosto a Lovere, con Bartolomeo dalla Barba e Vincenzo da Maddaloni ad incassare un certa somma di denaro imposta dalla Serenissima alla comunità locale.
Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova al campo di San Zeno Naviglio.

1513  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Offre alla Serenissima per la difesa di Brescia 1000 buoi, 3000 ducati e 200 guastatori pagati a sue spese; si reca a Venezia e vi è bene accolto dal Collegio dei Pregadi.

Giu. Venezia Spagna  

 

Veneto

Con la sconfitta dei francesi a Novara ripara da Brescia a Venezia.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Domanda al doge Andrea Loredan di passare alla difesa di Padova con un buon numero di bresciani: la sua richiesta è accettata.

1515  

 

 

 

 

 

 

 

 
Lug. ago. Venezia Impero 50 lance Lombardia e Veneto

Lascia Piacenza e giunge a  Venezia: gli è concessa una condotta di 50 uomini d’arme. Si sposta a Crema per completare l’organico della sua compagnia;  gli sono consegnati 500 ducati.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Recupera Asola con Giacomo Novello e Pietro da Longhena.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Staziona con i suoi uomini negli accampamenti invernali di Carpenedolo.

1516  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si unisce con Giacomino di Val Trompia;  si sposta sulle montagne del bresciano; riconquista il passo della Noce,  giunge al castello di Anfo rovinato dagli imperiali.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si porta alla difesa di Asola con Rizino d’Asola alla testa di 100 uomini d’arme e di 500 fanti. Gli imperiali, agli ordini di Marcantonio Colonna, provengono da Carpenedolo. La località è investita da quattro batterie piantate a Porta Fuori, a Porta Chiese, ai Molini ed al castello (nel complesso trentadue pezzi di artiglieria). Dopo tre giorni di bombardamento gli imperiali si muovono all’attacco. Gli abitanti, armati di picche, falci, spuntoni ed archibugi si uniscono alle truppe veneziane. Dopo alcuni assalti gli imperiali sono costretti a levare il campo abbandonando un grosso cannone sotto gli occhi dell’ imperatore Massimiliano d’Austria. L’operato di Antonio da  Martinengo viene elogiato dal provveditore Francesco Contarini. Negli stessi giorni Antonio da Martinengo uccide ad Asola un suo nemico personale, Battista Ducco.

Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Lascia Asola con Pietro da Longhena (100 lance) per cavalcare alla volta di Gabbiano; si congiunge con Malatesta Baglioni e si dirige verso Pontoglio. E’ inviato   da Francesco Contarini (sempre con Pietro da Longhena per complessive 60 lance) a Montichiari in attesa di 2000 lanzichenecchi e di 200 fanti spagnoli della guarnigione di Brescia. Costoro sono stati convinti da Rizino d’Asola a disertare a favore dei veneziani.

Sett.  

 

 

 

50 lance Veneto

All’assedio di Verona. Si pone ad Albaredo d’Adige con Camillo da Martinengo e Giampaolo Manfrone (100 lance e 500 fanti) allorché francesi e veneziani ripiegano a Villafranca di Verona per l’arrivo nel capoluogo di notevoli rinforzi inviati dall’ imperatore Massimiliano d’Austria.

1517  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Marostica con i suoi uomini.

Feb.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene licenziato dal Consiglio dei Savi a causa di una sua malattia, nonostante il parere contrario del provveditore generale Andrea Gritti.

Mar.  

 

 

 

50 lance Veneto

Il provveditore generale Andrea Gritti interviene ancora a suo favore; il Martinengo si reca  a Venezia ed è presente ai festeggiamenti dati in onore del governatore generale Teodoro da Trivulzio. Il Consiglio dei Savi affronta nuovamente la sua situazione e gli restituisce la condotta di 50 uomini d’arme: rimangono sempre feroci le critiche sulla sua persona, che  riguardano in particolare la sua giovane età la sua relativa inesperienza.

Giu.  

 

 

 

 

 

 

 

Il costo complessivo delle sue 50 lance per l’anno è valutato in 4000 ducati.

1519  

 

 

 

 

 

 

 

 
Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Nel bresciano con i suoi uomini d’arme.

1520  

 

 

 

 

 

 

 

 
Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ha ai suoi ordini 208 cavalli.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Crema, con compiti di polizia durante lo svolgimento della locale fiera.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia per chiedere in feudo Sirmione: ha buone parole dal doge. Nella città si dà alla bella vita;  offre, fra l’altro, una sontuosa cena alla compagnia degli Ortolani di cui è entrato a fare parte. Gode, nel periodo, di una rendita annua di 5000 ducati.

1521  

 

 

 

 

 

 

 

 
Sett. Venezia Impero 50 lance Emilia

Giunge al campo di Fontanelle ed a quello di San Secondo Parmense. Si collega con Mercurio Bua (100 uomini d’arme ed alcuni cavalli leggeri), punta su Parma, si scontra con 50 cavalli leggeri spagnoli: nel combattimento viene catturato Cristoforo di Liz. Si propone di assalire il campo nemico posto sull’ Enza.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si ammala a Brescia.

1522  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

 

 

Il Consiglio dei Savi, a causa della sua malattia, concede la sua condotta al nipote Marcantonio da Martinengo.

Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia, per una seduta del Gran Consiglio.

1523  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Sposato ad una Somaglia, viene a lite a Gabbiano con la moglie da lui sospettata di infedeltà; mentre i due coniugi si trovano a tavola il Martinengo ferisce mortalmente la donna con tre colpi di pugnale.

1524  

 

 

 

 

 

 

 

 
Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si propone di raccogliere 2000 fanti per combattere i francesi.

1525  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen. Venezia  

 

 

 

Lombardia

Ritorna a militare per i veneziani.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Gli è affidato a Brescia il comando di un colonnello di 500 fanti.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ segnalato a Padernello ed a Birago.

1526  

 

 

 

 

 

 

 

 
Apr. Venezia Impero  

 

Lombardia

Al comando di 49 lance.

……..  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si risposa con Ludovica Torelli, signora di Guastalla; la nuova moglie gli impedisce di mettere le mani sui suoi beni (non altrettanto è stata capace la prima, da lui uccisa).

1528  

 

 

 

 

 

 

 

 
Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene ammazzato nottetempo nella sua camera da letto da Scipione della Motella, da Ottavio Provaglio e da Panfilo Lana coadiuvati da un famiglio dello stesso Martinengo e da una donna. E’ sepolto a Brescia nella chiesa dei gesuati.

 CITAZIONI

“Potente e honorato fra suoi nella patria.” SANSOVINO

“Uomo altero, e feroce..Sprezzatore di tutti confondeva i galantuomini colla più vil turba, esigendo anche dalle persone onorate ciò, che alle più infami per esercizio appartiene.” AFFO’

Con Pietro da Longhena e Giorgio di Vailate “Tutte persone ardite, e valorose.” P.GIUSTINIAN

“Di mediocre statura..Era pure..un disonesto bestemmiatore.” GUERRINI