ANNIBALE BENTIVOGLIO

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ANNIBALE BENTIVOGLIO  Di Bologna. Conte palatino. Signore di Bologna, Covo e  Antegnate.

Fratello di Alessandro e di Ermes; fratellastro di Ercole; padre di Cornelio; cognato di Francesco Gonzaga, Pandolfo Malatesta, Giberto Pio, Niccolò Maria Rangoni e Guido Torelli; cugino di Guido Rangoni; suocero di Pirro Gonzaga da Bozzolo.

1469 – 1540 (giugno)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Are attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1474
Gen. mar. Emilia Viene armato cavaliere dal re Cristiano di Danimarca. Il senato bolognese ottiene dal papa Sisto IV per il Bentivoglio il diritto di succedere al padre Giovanni in caso di sua morte.
1478
Dic. Emilia

Si trova a Ferrara, ospite del futuro suocero Ercole d’Este.

1479
Apr. Emilia

A Ferrara.

1480
Lug. Emilia

Sempre a Ferrara. Assiste ad una giostra cui sono presenti anche Francesco Gonzaga e Roberto da San Severino.

1481
Apr. Emilia

Ancora a Ferrara con il padre Giovanni, signore di Bologna. Vi è accolto da Ercole d’Este: assiste ad alcuni  palii e partecipa a cacce e balli.

1483
Gen. Emilia

Riceve in Bologna il duca di Calabria Alfonso d’Aragona.

1485
Ott. Emilia

Scorta nel bolognese Roberto da San  Severino allorché tale condottiero lascia il veneziano per dirigersi a Roma per assumervi il comando delle truppe pontificie.

1486 Firenze Genova 200 cavalli Toscana e Emilia

Viene condotto dai fiorentini per combattere i genovesi. A causa della sua giovane età il  ruolo effettivo di comando è coperto dal suo luogotenente Bartolomeo di San Giorgio. Annibale Bentivoglio si reca a Firenze per fare subito rientro a Bologna.

1487
Gen. Emilia

Si porta a Ferrara con 200 barche al fine di prelevarvi la moglie Lucrezia d’Este, figlia naturale del duca di Ferrara. E’ accolto da Ercole d’Este e dal Gonzaga. Alle nozze sono presenti i rappresentanti dei maggiori stati italiani, dal re di Napoli al papa, dal duca di Milano alla repubblica di Venezia, al duca di Urbino, a Lorenzo dei Medici, nonché dei signori di Rimini, Pesaro, Camerino e Forlì. Rientra a Bologna;   a riceverlo sono molti gentiluomini, ambasciatori e diversi condottieri. Partecipa ad una grande giostra indetta per i festeggiamenti di rito.

Mar. apr. Firenze Genova 100 cavalli e 1000 fanti Toscana e Liguria

Si trova a Firenze; si porta a Sarzana ed a Sarzanello per combattere i genovesi agli ordini di Niccolò Orsini. Ha il comando di molti fanti: il giorno di Pasqua dà l’inizio all’ assalto di un castello che viene espugnato dopo avere subito forti perdite.

Mag. giu. Liguria

All’assedio di Sarzana.

1488
Lug. Milano 300 cavalli Emilia

Accompagna il padre ad un convegno a Parma nel quale è confermata l’alleanza tra Bologna, il duca di Milano, Ercole d’Este ed il Gonzaga. Gli viene concessa dagli sforzeschi una condotta di 300 cavalli.

Nov. Emilia

Reprime in Bologna i tumulti provocati dai partigiani dei Malvezzi; raduna i suoi aderenti in San Donato e compie una marcia dimostrativa nella città dalla Porta Ravegnana e per la via delle Scodelle fino alla Porta di San Pietro ed a San Donato. Nell’anno fa parte del Consiglio di Giustizia di Bologna.

Dic. Lombardia

A Milano, per le nozze del duca Giovanni Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona, figlia del duca di Calabria Alfonso.

1489
Nov. Emilia

Ricopre a Bologna l’incarico di gonfaloniere di giustizia: la nomina contravviene alle norme correnti perché Annibale Bentivoglio non ha l’età richiesta e non fa parte della magistratura dei Riformatori.

1490
Feb. Lombardia

A Mantova per il matrimonio del  Gonzaga con Isabella d’Este.

Apr. Marche

Si reca in pellegrinaggio a Loreto.

Ott. Emilia

Partecipa in Bologna ad una giostra organizzata per la solennità di San Petronio.

1491
Feb. Emilia

A Ferrara con il padre ed il fratello Alessandro per il matrimonio di Alfonso d’Este con Anna Sforza,  sorella di Giovanni Galeazzo.

Ago. Lombardia

A Milano, per le nozze di Ludovico Sforza con Beatrice d’Este.

1492
Giu. Emilia

Prende parte ad una giostra in Bologna predisposta nel quadro dei festeggiamenti per il matrimonio del fratello Alessandro con Ippolita Sforza.

Ago. Romagna ed Emilia

Alla notizia che in Rimini è stato ucciso Galeotto Malatesta con il figlio, si reca nella città con 50 cavalli per sostenervi la signoria del cognato Pandolfo Malatesta. Rientra subito a Bologna.

1493
Apr. Firenze Toscana

A Firenze con due squadre di uomini d’arme, una squadra di stradiotti ed una di balestrieri a cavallo.

Ott. Emilia

A Bologna; ha il comando di 300 cavalli alla rassegna delle truppe del padre, nominato dal duca di Milano capitano generale delle milizie sforzesche oltre il Po.

Dic. Emilia

Ospita a Bologna il cognato Pandolfo Malatesta.

1494
Gen. Emilia

Cavalca a Corticella con i fratelli ed i cognati per l’inaugurazione del canale navigabile del Reno. Accompagna a Mantova Laura Bentivoglio che vi si deve sposare con Giovanni Gonzaga.

Lug. Firenze Francia Romagna

Contrasta i francesi e gli sforzeschi di Giovan Francesco da San Severino. Ricevuti in soccorso dai fiorentini 1000 fanti ed alcuni pezzi di artiglieria, si congiunge con sei squadre di uomini d’arme all’ esercito del duca di Calabria Ferdinando d’Aragona nel contado di Forlì.

Sett. Romagna ed Emilia

Staziona sul Ronco presso Bertinoro. Si incontra ad Imola con Caterina Sforza;  affianca gli aragonesi a Castel San Pietro Terme. Ritorna, quindi, a Bologna e cerca di convincere (almeno dice) il padre ad abbandonare l’alleanza franco-milanese; esercita pure forti pressioni sul duca di Calabria affinché solleciti, a sua volta, il papa Alessandro VI perché il fratello, protonotario, sia eletto cardinale. Il Bentivoglio esce in perlustrazione verso Lugo e sfugge ad un agguato tesogli da Gaspare da San Severino: nello scontro  cattura 16 cavalli.

Ott. Romagna ed Emilia

E’ segnalato a Cesena; rientra rapidamente in Emilia quando i francesi minacciano la Toscana. Prende la strada di Ravenna e ripara nei propri stati, anche perché sono chiari i segnali del disfacimento dell’esercito aragonese.

Nov. Emilia

Si incontra a Bologna con Gaspare da San Severino che sta rientrando in Lombardia.

Dic. Emilia

Accompagna nel bolognese altri condottieri sforzeschi, quali Galeotto della Mirandola e Giovan Francesco da San Severino, quando costoro abbandonano l’uno la Romagna ed il secondo la Toscana per ritornare ai loro alloggiamenti. Nel corso dell’anno con il padre ed i fratelli è creato nobile del Sacro Romano Impero da Massimiliano d’Austria con facoltà di usufruire di una zecca. E’ aggregato tra i consiglieri dell’imperatore ed è autorizzato a fregiare lo stemma di famiglia con l’aquila imperiale.

1495
Feb. Firenze Pisa Toscana

Appoggia Francesco Secco e Ranuccio da Marciano ai danni dei pisani.

Apr. Lombardia

Si trova a Milano alla cerimonia in cui Ludovico Sforza viene nominato duca ad opera di un inviato dell’imperatore Massimiliano d’Austria.

Mag. Milano  Venezia Francia 160 lance e 80 cavalli leggeri Lombardia

Viene assoldato da sforzeschi e da veneziani; gli è riconosciuto uno stipendio di 8000 ducati l’anno. Il duca di Milano gli concede una provvigione di 1000 ducati. La ferma è stabilita in due anni, più uno di rispetto.

Giu. Emilia

Tocca Sant’Ambrogio, sulla riva sinistra del Panaro;  transita per Modena con i suoi uomini;  raggiunge nel parmense le truppe della lega anti-francese. Si accampa a Madregolo ed a Giarola, vicino al Taro, con otto squadre di uomini d’arme, tre di balestrieri a cavallo, due di stradiotti e 1000 fanti. Viene abbondantemente provvisto di vettovaglie dagli abitanti del luogo.

Lug. Emilia e Piemonte

Partecipa alla battaglia di Fornovo, inquadrato nell’ala  sinistra, come comandante della seconda schiera sforzesca (140 uomini d’arme) dietro Giovan Francesco da San Severino. Affianca il Gonzaga nel suo attacco agli avversari. Si sposta, poi, all’assedio di Novara e si ferma al campo di Vespolate.

Ago. Emilia e Piemonte

Ospita a Bologna Niccolò Orsini;  rientra nel novarese per presenziare alle manifestazioni che accompagnano la consegna del bastone e dello stendardo di capitano generale della lega al Gonzaga.

Sett. Lombardia Ai primi del mese è segnalato a Milano con Niccolò da Correggio.
Ott. Emilia

Alla firma della pace fra i belligeranti raggiunge Crema e da qui fa rientro a Bologna.

Dic. Veneto

Affianca il Gonzaga a Venezia.

1496
Mag. Venezia Francia

Gli viene rinnovata la condotta da sforzeschi e da veneziani. Questi ultimi lo inviano nel regno di Napoli per combattere i francesi con 100 uomini d’arme e 35 balestrieri a cavallo.

Giu. Pio Carpi Emilia

Non parte per il regno; si porta, invece, a Carpi con molti cavalli, fanti ed alcuni pezzi di artiglieria per sostenere le ragioni del cognato Giberto Pio contro quelle di Alberto Pio. Entra nella città e fa in modo di rappacificare le due parti.

Ago. Venezia Francia Toscana ed Emilia

Si trasferisce in Toscana e coadiuva l’azione di Piero dei Medici ai danni dei fiorentini: gli sono consegnati 1400 ducati ed il denaro di tre paghe. La notizia del suo utilizzo ferisce profondamente il duca di Milano, che cerca di intervenire sul padre. Sempre nel mese accoglie in Bologna il legato pontificio, il cardinale Bernardino Carvajal.

Ott. Venezia Firenze Toscana

Lascia Bologna e, per la via di Pietrasanta, si sposta in Toscana con 150 uomini d’arme, 125 tra balestrieri, stradiotti e provvigionati a cavallo e 150 fanti al fine di aiutare i pisani dalle incursioni dei fiorentini. Chiriaco dal Borgo tenta invano di bloccargli il passo a Barga. Annibale Bentivoglio irrompe nel pisano;  con la sua presenza, obbliga ad abbandonare il territorio al capitano sforzesco Lucio Malvezzi (suo nemico personale), che si trova anch’egli alla difesa della città. D’altra parte, come giustificazione, il comportamento del Malvezzi è divenuto agli occhi dei pisani e dei veneziani sempre più ambiguo per i mutamenti di obiettivi nella politica ducale. A fine mese si trova a Cascina per unirsi con le truppe imperiali impegnate nel medesimo conflitto.

Nov. Toscana

Staziona a Livorno; muove verso Vicopisano e tocca ancora Cascina.

Dic. Toscana

Si allontana dal pisano per rientrare nei suoi possedimenti.

1497
Feb. Venezia Francia Piemonte

Si oppone ai francesi nel tortonese.

Mag. Emilia

A Bologna inizia la costruzione di un palazzo dove esercitarsi con le armi.

Giu. Veneto

A Venezia con il fratello Ermes; è riconfermato nella condotta. I suoi uomini sono alloggiati nel bresciano.

Ott. Veneto

Con i suoi uomini d’arme nel veronese.

Nov. Venezia Francia Piemonte

Appoggia Niccolò Orsini all’assedio di Novi Ligure; soccorre gli sforzeschi che hanno perso la città ad opera di Gian Giacomo da Trivulzio.

1498
Mag. giu. Firenze Pisa

 

Toscana

 

I veneziani gli rinnovano la condotta; Annibale Bentivoglio preferisce    militare per i fiorentini per contrastare i pisani. Negli stessi giorni viene nominato, con il padre ed i fratelli, conte palatino dall’ imperatore. Ai suoi ordini sono 80 lance e 40 cavalli leggeri.

Ago. Venezia

Milano

Firenze 200 lance Emilia

E’ condotto dai veneziani con 200 uomini d’arme (di cui 100 nominalmente concessi al padre e pagati dal duca di Milano). Gli sono inviati 1400 ducati ed il denaro occorrente a tre paghe per gli uomini d’arme del padre. E’ avviato nel pistoiese.

Sett. Romagna

Pretende altro denaro;  differisce più volte  la sua partenza da Bologna per timore di Lucio Malvezzi e di altri fuoriusciti bolognesi. Sollecitato  anche da Giuliano dei Medici, esce dalla città  con 80 lance e 40 balestrieri a cavallo, tocca Castel Bolognese e si dirige in Val di Lamone  per sostenere le pretese di Piero dei Medici sul fiorentino. Si unisce con Guidobaldo da Montefeltro.

Ott. Toscana Romagna

Occupa Marradi ed assedia nella rocca Dionigi Naldi; irrompe nel Casentino ed entra in Bibbiena. Nonostante i primi successi alla rassegna di Villafranca, nel forlivese, ha momenti di tensione con i veneziani perché il collaterale Filippo Aureliano rileva l’assenza di 40 uomini d’arme nell’  organico della sua compagnia. Frequenti sono, del resto, le diserzioni nelle sue file per lo scoramento e la mancanza di vettovaglie che provocano uno sbandamento generale  tra i suoi uomini.

Nov. Toscana

Gli è consegnata mezza paga e le difficoltà sembrano appianarsi. Il padre Giovanni si riavvicina, nel frattempo, a Ludovico Sforza sicché gli uomini d’arme che militano nominalmente nella sua compagnia (pagati come si è detto dal duca di Milano) lasciano il campo: sono svaligiati dagli abitanti in Val di Lamone. Annibale Bentivoglio rimane, viceversa, in Toscana, continua a domandare denaro e, soprattutto , semina la discordia tra il Montefeltro ed i Medici. I veneziani incominciano a sospettare del suo operato.

Dic. Toscana e Marche

Spalleggia la strategia di Bartolomeo d’Alviano, volta a difendere Bibbiena, contro quella del  Montefeltro che tende a limitare il raggio d’azione alla sola Romagna. E’ messo in fuga dai fiorentini che gli tolgono alcuni pezzi di artiglieria;  attacca, invano,  Modigliana. Retrocede con Taliano da Carpi e ripara a Casteldelci. Da qui si trasferisce nel faentino inseguito da Gaspare da San Severino e da Lucio Malvezzi.

1499
Gen. Toscana ed Emilia

E’ segnalato ancora a Casteldelci con Astorre Baglioni, Taliano da Carpi, Giampaolo Manfrone e Giacomazzo da Venezia: alla fine stabilisce di rientrare a Bologna per la mancanza di foraggio per la sua cavalleria.

Feb. Emilia

Continua a ricevere i suoi emolumenti, anche senza passare attraverso i controlli della mostra, per un riguardo dei veneziani verso il padre.

Mar. Emilia

Riceve a Bologna Gaspare da San Severino bandito dal ducato milanese.

Apr. Emilia

Chiede ai veneziani che i suoi uomini siano alloggiati nelle terre della Serenissima. Si reca a Ferrara per il palio di San Giorgio.

Mag.

E’ licenziato con la pace tra veneziani e fiorentini.

Ago. Milano Francia Venezia 200 lance Emilia

Viene assoldato dal duca di Milano per combattere i francesi; preferisce non esporsi in prima persona ed invia al suo posto Carlo degli Ingrati con 100 uomini d’arme e 100 cavalli leggeri.

Sett. Emilia e Lombardia

Le sue compagnie abbandonano presto la Lombardia per il ritardo delle paghe. Ludovico Sforza è rapidamente sconfitto; con i congiunti  Bentivoglio è costretto a chiedere la protezione del vincitore, il re di Francia Luigi XII. A fine mese lascia Bologna per recarsi si reca a Milano con il fratello Alessandro al fine di cercare di rendersi amico Gian Giacomo da Trivulzio.

Ott. Lombardia

Presenzia in Milano all’ ingresso del sovrano francese: non ottiene alcuna condotta dai transalpini.

Nov. Emilia

Va incontro a Cesare Borgia allorché il duca Valentino sosta all’osteria del Quacquarello nei pressi del ponte del Reno.

1500 Lombardia

Ritorna a Milano e si consiglia con il Trivulzio; promette ai francesi 40000 ducati in cambio della protezione del suo stato.

1501
Nov. Emilia

Si incontra a Castel San Pietro Terme con Paolo Orsini.

Dic. Lazio ed Emilia

Fa parte del corteo inviato da Ercole d’Este a Roma per prelevarvi Lucrezia Borgia, promessa sposa di Alfonso d’Este.

1502
Gen. Lazio ed Emilia

Si reca a Monterotondo per prendere gli ultimi accordi sul matrimonio tra Giacoma Orsini, figlia di Giulio, ed il fratello Ermes. A fine mese accoglie in Bologna  Lucrezia Borgia, diretta a Ferrara per raggiungervi il marito Alfonso d’Este.

Feb. Emilia

E’ ospitato a Ferrara con la moglie e sessanta cortigiani dal medico di corte Francesco da Castello. Interviene al matrimonio del cognato;  si incontra con l’inviato francese.

Lug. Emilia

Arruola 40 balestrieri a cavallo e controlla in Bologna l’operato dei Marescotti al fine di prevenire eventuali movimenti eversivi. Ad ogni membro della sua famiglia spetta l’onere di controllare una parte della città;   ad Annibale compete la sorveglianza della Porta  di San Pietro.

Ago. Lombardia

Si reca a Milano con il fratello Alessandro;  porta alcuni presenti al re di Francia per ottenerne la protezione nei confronti dei pontifici.

Sett. Emilia

Ospita in Bologna Gaspare da San Severino.

Ott. Bologna Chiesa Emilia e Romagna

Esce da Bologna con il fratello Ermes (1200 cavalli fra uomini d’arme e cavalli leggeri, 6000 fanti e sei pezzi di artiglieria) e si ferma a Castel San Pietro Terme per contrastare le truppe del Borgia. Compie una scorreria nell’ imolese; il conflitto ha subito termine grazie alla mediazione di Paolo Orsini.

………….. Francia Napoli

Segue i francesi  nel regno di Napoli ai danni degli aragonesi.

1503
Feb. Emilia

Riceve a Bologna il cognato, il cardinale Ippolito d’Este.

Ott. Lazio

A Roma a chiedere al nuovo papa Pio III la restituzione di Castel Bolognese che i Bentivoglio hanno dovuto cedere ai pontifici in precedenza.

1505
Feb. Emilia

A Ferrara per i funerali di Ercole d’Este.

Apr. Firenze Comp. ventura Toscana

Viene assoldato dai fiorentini per fronteggiare la compagnia dell’ Alviano      (70 lance e 40 cavalli leggeri).

Mag. Firenze Pisa Toscana A fine mese è distaccato a Vicopisano. Milita agli ordini di Ercole Bentivoglio. Negli stessi giorni si adopera con Alfonso d’Este per procurare a Rinieri della Sassetta il terreno in cui battersi a duello con Bandino da Castel della Pieve.
Ago. Toscana

Alla guardia di Bibbona con 60 uomini d’arme, 20 lance spezzate e 20 balestrieri a cavallo. Sconfigge Bartolomeo d’Alviano a Campiglia Marittima in un’azione coordinata assieme con Ercole Bentivoglio.

Sett. Toscana

Fa pressioni su Mancino da Bologna affinché passi agli stipendi dei fiorentini al comando di 200 fanti.

Ott. Toscana Emilia

La sua compagnia è alloggiata nel vicariato di San Miniato. Alla fine il Bentivoglio è obbligato a rientrare nel bolognese.

1506
Sett. Bologna Chiesa Emilia

Viene scomunicato dal papa Giulio II.

Ott. Emilia

Ha il comando dell’esercito bolognese per un totale di 4000/5000 uomini.

Nov. Emilia

Il primo giorno del mese effettua una sortita nelle immediate vicinanze di Bologna; la notte seguente fugge dalla città con i suoi famigliari e ripara  a Parma: la città per tale ospitalità deve subire l’interdetto ecclesiastico per dieci giorni. Abbandona pertanto tale località e si rifugia a Ferrara con il fratello Ermes e 300 cavalli. Gli sono confiscati i beni.

1507
Gen. Emilia

Viene obbligato a lasciare  anche Ferrara.

Mar. Lombardia

Giunge a Mantova: la città è sottoposta ad interdetto per la sua presenza. I pontifici pongono sulla testa sua e del fratello Ermes una taglia di 4000 ducati se consegnato vivo ed una di 2000 a favore di chi lo consegni morto: è pure concesso il permesso di rientrare in Bologna ai fuoriusciti che hanno cooperato alla sua cattura.

Apr. Francia Genova Liguria
Mag. Bentivoglio Chiesa  Ferrara Lombardia ed Emilia

Con vari aiuti della madre Ginevra Sforza raduna truppe nel milanese e nel mantovano, entra nel modenese e riceve soccorsi dai Boiardi, dai Pio e dai Rangoni fino a disporre di un esercito di 6000 uomini. Lo affronta il vescovo di Modena, il cardinale Ippolito d’Este. Il Bentivoglio si spinge a Bazzano, si impossessa di Crespellano e Monteveglio; Piumazzo si rifiuta, viceversa, di aprirgli le porte. Si accorge presto che Bologna è ben presidiata. A San Cesario sul Panaro si uniscono con gli avversari anche 400 cavalli di Giovanni da Sassatello e molti fanti comandati da Melchiorre Ramazzotto; Ugo Pepoli cala dalla montagna alla testa dei suoi fautori. Sconfitto a Samoggia sul Panaro, si ritira nel modenese. E’ di nuovo scomunicato dal papa con il fratello Ermes.

………….. Romagna

Trova rifugio a Faenza nel veneziano.

1508
Gen. Bentivoglio Bologna Emilia

Si accosta all’improvviso con il fratello Ermes e 500 cavalli leggeri a Bologna: i suoi partigiani  si impadroniscono della Porta di San Mammolo. I bolognesi si mantengono fedeli allo stato della Chiesa; inoltre il legato pontificio, il cardinale di Pavia Francesco Alidosi, toglie ai Bentivoglio ogni speranza d’aiuto all’ interno della città mandando a morte i suoi principali sostenitori quali i senatori Innocenzo Ringhieri, Sallustio Guidotti, Alberto Castelli ed il nobile Bartolomeo Magnani.  il Bentivoglio  è costretto a ritirarsi.

Mag. Veneto

Risiede a Padova. E’ obbligato a lasciare il veneziano.

Ott.

Viene rinnovata dai pontifici la taglia sulla sua testa.

1509
Apr. Venezia Chiesa 500 cavalli Veneto e Romagna

E’ ospitato da Pandolfo Malatesta. Il Bentivoglio ed il fratello Ermes ottengono una condotta dai veneziani. E’ segnalato a Ravenna ed alla guardia di Russi.

Mag. Romagna e Veneto

Sfugge ad un agguato tesogli nel territorio di Russi da Guido Vaina (è ferito alla schiena). Riceve 2000 ducati e raccoglie truppe per compiere un’azione diversiva nel bolognese. Con la rotta di Agnadello abbandona Ravenna e si trasferisce a Venezia.

………….. Francia Venezia
1510
Lug. Francia Chiesa Venezia Emilia

Gode di una condotta di 100 lance con il fratello Ermes. Appoggia lo Chaumont contro i pontifici al fine di potere recuperare Bologna. Raccoglie truppe a Parma, ottiene a patti Spilamberto alla cui difesa si trovano 400 fanti.

Sett. Emilia

Ottiene Castelfranco Emilia, entra in Crespellano. Da tale località conduce continue scaramucce verso Bologna.

Ott. Emilia

Si colloca davanti alla Porta di San Felice di Bologna ed irrompe nel borgo. Non sorge alcun tumulto a favore dei suoi famigliari;  all’avvicinarsi degli avversari deve ripiegare.

1511
Gen. Emilia Giunge a Parma con il fratello Ermes. Raccoglie truppe nel parmense e nel reggiano;  si avvia con il Trivulzio verso Reggio Emilia.
Feb. Romagna

Partecipa alla battaglia del Santerno in cui sono sbaragliati veneziani e pontifici (3000 morti nel combattimento, in gran parte veneziani).

Apr. Emilia

Avanza a Bondeno incontro al Trivulzio, giunto a sua volta a Stellata. Vi sono vari scontri, tutti senza risultati pratici.

Mag. Emilia

Si colloca davanti a Bologna. Supera sul Reno la difesa di Raffaello dei Pazzi, gli è aperta la Porta di San Felice e penetra nella città con il  Trivulzio. Assedia la rocca.

Giu. Emilia

Cattura Giulio Vitelli, che si trova alla difesa della cittadella, dopo cinque giorni di assedio; diviene signore di Bologna sotto il protettorato dei francesi. Rinnova gli organi costituzionali, in particolare il consiglio dei Riformatori (sedici membri) di cui egli è a capo. Scaccia i Malvezzi dal loro palazzo di San Sigismondo e vi sistema il suo alloggio. Si affretta a distruggere i segni più evidenti del potere pontificio: lascia che il popolo abbatta la torre recentemente innalzata dal papa e la sua statua, unica opera bronzea di Michelangelo Buonarroti. Il  metallo viene fuso per creare il cannone “Giuliano” di Alfonso d’Este. Scioglie, infine, il magistrato dei Quaranta e ristabilisce l’antico consiglio dei XVI. Si reca a Ferrara per incontrarvisi con il cognato. E’ ancora una volta scomunicato dal pontefice: la bolla compare in vari punti di Bologna.

Lug. Emilia Gli avversari di Annibale Bentivoglio provocano una rivolta in città: Galeazzo Marescotti, uno dei pochi superstiti dell’ eccidio dei suoi famigliari, si accorda con i pontifici, tramite il cardinale Sigismondo Gonzaga, per restaurare in Bologna il potere papale. Con l’aiuto dei francesi il tentativo è sventato; l’episodio si conclude con una nuova strage degli avversari dei Bentivoglio.
1512
Gen. Francia Chiesa Spagna Emilia

Viene assediato in Bologna con Ivo d’Allègre ed il Lautrec dal viceré di Napoli Raimondo di Cardona.

Feb. Emilia

E’ soccorso da Gastone di Foix e da 2000 cavalli e da 2000 fanti estensi comandati da Masino e da Girolamo dal Forno.

Mar. Emilia

Attacca i pontifici a Budrio.

Apr. Emilia

A Bologna per i funerali di Gastone di Foix, morto nella battaglia di Ravenna.

Giu. Emilia

Viene forzato a lasciare  Bologna in modo definitivo a seguito del ripiegamento dei francesi e dell’insurrezione degli abitanti al suo governo. Si vede a Finale Emilia con il capitano pontificio Francesco Maria della Rovere e ripara a Ferrara con i fratelli, 300 cavalli e 2000 fanti.

1513
Gen. Emilia

Giulio II confina Annibale Bentivoglio a Ferrara per tre anni.

Feb. Bentivoglio Chiesa Emilia

Alla morte del pontefice raccoglie molti fanti a Cento ed a Pieve di Cento; falliscono le sue manovre per riottenere Bologna.

Mar. apr. Lazio

A nome di Alfonso d’Este si reca a Roma all’ incoronazione del nuovo papa Leone X;  è deluso nelle sue speranze di essere reintegrato nella signoria di Bologna.

1514
Mar.

Si offre ai veneziani come capitano generale della fanteria con l’intesa di arruolare 4000 fanti.

Apr.

La sua candidatura è caldeggiata dall’ Alviano: viene scelto Renzo di Ceri.

1522
Apr. Bentivoglio Chiesa Emilia

D’accordo con il governatore pontificio di Bologna, il vescovo Bernardo dei Rossi, con il della Rovere ed il cardinale bolognese Achille Grassi, Annibale Bentivoglio raccoglie milizie nel ferarrese. Si presenta sotto le mura di Bologna con 4000 uomini; con lui sono anche Annibale Rangoni e Gentile da Sassatello. La vigilia di Pasqua scala le mura cittadine; il suo attacco è respinto dai bolognesi guidati dai Malvezzi, dai Pepoli e dai Gozzadini.  Nessun disordine all’interno della città agevola i suoi obiettivi. Fugge a Spilamberto dopo avere dovuto sopportare numerose perdite.

1527
Giu. Bentivoglio Chiesa Emilia

Dopo il sacco di Roma allaccia trattative segrete con alcuni bolognesi per un colpo di mano su Bologna. Si avvicina alla città, giunge a San Giorgio di Piano con 1000 fanti. Aiutato anche da Melchiorre Ramazzotto, si accorda con Lorenzo Malvezzi in rotta con i pontifici. La congiura è scoperta ed il Bentivoglio si ritira.

Ago. Emilia

Entra in Castelfranco Emilia e vi è assediato dai pontifici. Gli va contro Ugo Pepoli; è messo in fuga;  la maggior parte dei suoi uomini cade ad opera degli avversari. Si sposta a Modena e le parti trovano un punto di incontro.

1529

Recupera i beni di famiglia nel bolognese.

1534
Mag.

E’ investito dall’ imperatore Carlo V dei feudi di Covo e di Antegnate.

1540
Giu. Emilia

Muore a fine mese a Ferrara, ove risiede da anni, nel palazzo di Francesco da Castello, poi Palazzo Prospero. E’ sepolto nella stessa città nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Ritratto da Lorenzo Costa con i fratelli Alessandro ed Ermes nella chiesa di San Giacomo Maggiore a Bologna. Amico del Tebaldeo, che lo ricorda più volte nel suo canzoniere. Urceo Codro menziona in un  componimento lirico le gesta compiute dal Bentivoglio a Sarzana. Suo stemma: un falco che esce dal nido con il motto “nunc mihi”.

 CITAZIONI

“Guadagnò fama di valoroso capitano.” GOZZADINI

“Era destrissimo e forte della persona, e eccellente e famoso (nei tornei).” SANSOVINO

“(Diede) prove in diverse occasioni del suo coraggio e della sua molta cognizione nel mestiere delle armi.” FORNI

“Non si potrebbero meglio definire la personalità ed il ruolo esercitati dal primogenito di Giovanni Bentivoglio, di quanto non fosse l’emblema personale adottato dallo stesso Bentivoglio: un falco uscente dal nido con l’orgoglioso motto “nunc mihi”.” DE CARO

Epitaffio sulla sua tomba “D.O.M./ Hannibali Bentivoli Jo. f. qui rem Bonom. princeps modera/ tus est pro Florent. Sarzanam cepit. Dux Lud. Sf. Mediol./ duci Tarran. victoriam peperit in Hetruria cum B. Liviano conflixit,/ ex eoque victoria et signa retulit hic IV prope et XXX ann. adeo/ aequabiliter et egregie exilium pertulit ut non modo adversarior./ impotentiam virtute et constantia vel fregerit vel mitigarit sed/ rem quoq. famil. et patriam contra maledicos et invidos custodie/ rit sicut domus eius bonic. omnium in primis et exulum perfugium/ quodam et hospitium fuisse videatur superstites/ B.M. pos. vix ann. LXXIII MDXXXX”

“Poi del popolo bolognese/ vien quel fiero Anniballe,/ che giamai voltò le spalle/ a un combatter dispietato.” Dal “Lamento del reame di Napoli” di G.G. DA AGONGINA riportato da MEDIN-FRATI

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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