ANICHINO DI BAUMGARTEN/HANNEKEN VON BAUMGARTEN

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Condottieri di ventura

0168      ANICHINO DI  BAUMGARTEN/HANNEKEN VON BAUMGARTEN  (Hanneken von Baumgarder, Giovanni di Baumgarten o Baumgarthen, Anichino Bongarten, Anichino di Piccardia, Anichino di Bonstetten, Giovanni di Bongardo, Anichino di Bongardo) Di Bongart, presso Allrath, nel circondario di Grevenbroich, nella diocesi di Colonia. La sua famiglia appartiene alla piccola nobiltà di Colonia. Signore di Caraglio.

+ 1375

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avvesario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1351
…………….. Milano Firenze Toscana e Umbria

Si trova nel contado di Cortona con Nolfo da Montefeltro e Gisello degli Ubaldini. Si trasferisce in Umbria.

Giu. Umbria

E’ segnalato a Pianello.

…………….. Milano Chiesa Lombardia
1352
Mag. Chiesa Vico Lazio

Milita nella compagnia di Gobbole Cers;  combatte le truppe di Giovanni di Vico.

1356

 

Feb.

 

Ravenna

 

Forlì

 

100 cavalli Romagna

E’ inquadrato nella “Compagnia degli Speranti”, comandata Ermanno di Wartenstein. Passa per due mesi al soldo di Bernardino da Polenta per coadiuvare i pontifici contro il signore di Forlì Francesco Ordelaffi. Si sposta nel faentino. Gli è riconosciuta una provvigione mensile di 168,5 fiorini. Si porta al castello di Roncaro.

1357
……………. Comp. ventura San Severino Marche Marche

Danneggia il contado di San Severino Marche ai danni di Smeduccio Salimbeni.

Estate Forlì Chiesa Romagna

Si collega con la “Grande Compagnia” del conte Lando. Con Lucio Lando ed Amerigo del Cavalletto difende Francesco Ordelaffi dalle milizie pontificie.

…………….. Lombardia
1358
Feb. Romagna

Transita per il cesenate.

Mar. Siena Perugia 800 barbute e 400 fanti Toscana e Umbria

E’ assunto per quattro mesi dai senesi con 800 barbute e 400 fanti ungheri. Muove alla testa di 1800 barbute e gran popolo in difesa di Bartolomeo Casali, signore di Cortona, per liberare la città dall’assedio che vi è stato posto dai perugini. Costringe gli avversari a ritirarsi;  entra nel contado perugino e lo mette a sacco. Giunge al ponte Cavaliere sulla Chiana, vicino a Città della Pieve; occupa Piegaro e vi dà alle fiamme molte case; perviene a Panicale, a Orsaia ed a Olmo. Il giorno di Pasqua, con la cattura di Manetto da Jesi, lascia il campo e si dirige verso Siena. E’ sconfitto a Castelfiorentino.

Apr. Toscana

Punta su Torrita di Siena con 1600 barbute, molti masnadieri e popolani. E’ sfidato a battaglia  dai perugini (1800 barbute e gran popolo per un totale di 8000 uomini); Anichino di Baumgarten accetta lo scontro. La sua decisione non è, invece, apprezzata dai commissari senesi. Gli avversari capiscono dalle risposte ricevute come vi sia discordia nel campo del Baumgarten, se non  vera impreparazione: i senesi, nel frattempo, abbandonano Greggiano ed affrontano (in disordine) i perugini. Il Baumgarten non  appoggia la loro azione: Smeduccio Salimbeni vince la resistenza degli avversari, entra in Torrita di Siena (dove è rimasto il Baumgarten) e vi cattura il condottiero tedesco con il suo mariscalco e 50 cavalli. I senesi perdono quarantanove bandiere, tra le quali il gonfalone del comune: nel combattimento, tra le due parti, si registrano un centinaio di morti.

Mag. Toscana

Liberato, si ritira in Buonconvento;  ritorna a combattere i perugini. Libera Cortona dall’ assedio; si impadronisce nel territorio di Montepulciano del priorato di San Pietro a Petroio;  vi cattura molti nemici, già armati cavalieri a Torrita di Siena.

Giu. Comp. ventura Perugia San Severino Marche Umbria e Marche

Assale con 700 barbute Monte San Savino;  assedia la località in attesa di essere sostituito nel comando da Giovanni di Vico. Rifiuta la resa a patti dei difensori e continua gli attacchi in uno dei quali viene gravemente ferito da un colpo di spingarda. Per altre fonti gli viene addebitato totalmente il cattivo esito delle operazioni, sia per non avere accettato la dedizione di Monte San Savino, sia per avere causato ad arte risse nel campo tra i suoi tedeschi e le altre milizie senesi. Congedato, si unisce con Lucio Lando (2000 barbute) e saccheggia il perugino: il comune gli riconosce una taglia di 4000 fiorini affinché smetta di scorrere il contado. Irrompe nelle Marche verso Fabriano e trova i passi sorvegliati; dopo otto giorni penetra dal fermano nel territorio di San Severino Marche e si vendica del Salimbeni cui impone un gravoso riscatto.

Lug. Comp. ventura Firenze Romagna

Si congiunge di nuovo con la “Grande Compagnia” del conte Lando;  è disfatto alle Scalelle.

Ago.

 

Forlì

 

Chiesa

 

Romagna

Salvatosi dalla cattura, punta verso Fano e raggiunge Amerigo del Cavalletto con i resti della compagnia. Contrasta i pontifici per conto di Francesco Ordelaffi.

Set. Comp. ventura Firenze Romagna

E’ scomunicato ed è predicata la crociata contro i venturieri. Muove verso la Romagna; nel riminese si congiunge con un’altra compagnia di stanza a Forlì. Si  propone di spostarsi Toscana. E’ respinto dai fiorentini (12000 fanti, per lo più balestrieri) al passo dello Stale. Rientra in Romagna; devasta la Val di Lamone ed attacca Modigliana.

Nov. Comp. ventura Rimini Romagna

Mette a sacco Massa che dà alle fiamme. Riceve vettovaglie da Giovanni Visconti da Oleggio che non sono tuttavia sufficienti per le necessità dei suoi uomini. Alla fine, spinto da una fame di tre giorni, si getta nel riminese e fa a pezzi la popolazione.

Dic. Romagna

Rimane in Romagna;  vi trascorre i mesi invernali vivendo alla giornata.

1359
Feb. Comp. ventura Camerino Marche

Con il conte Lando si impadronisce del castello di Serra San Quirico;  minaccia Rodolfo da Varano che viene costretto a riconoscergli 4000 fiorini; altrettanti sono consegnati alla compagnia dal Salimbeni.  La “Grande Compagnia” è ora forte di 4300 barbute. Subisce notevoli perdite nell’assalto al castello di Falerone; ritorna sui suoi passi e tenta di impadronirsi di Cingoli. Anichino di Baumgarten ridiscende nello jesino e si accampa a Montalboddo (Ostra).

Primavera Comp. ventura Chiesa Marche

Si spinge verso Fabriano;  obbliga il cardinale legato Egidio Albornoz a riconoscere ai venturieri 50000 ducati (30000 entro un mese) in cambio della promessa di pace per quattro anni.

Mag. Comp. ventura Firenze  Pisa Umbria

Si porta in Umbria per collegarsi una volta di più con la “Grande Compagnia” del conte Lando. Devasta il territorio di Todi e costringe la città a consegnargli una somma di denaro. Si colloca verso il castello di Primano. Il Tevere in piena blocca la marcia ad entrambi i condottieri. I fiorentini si oppongono alle sue pretese.

Lug. Umbria e Toscana

Si allontana dal perugino, attraversa il senese ed il territorio di Volterra con il conte Lando, Amerigo del Cavalletto e Corrado Lando; gli sono riconosciuti dai senesi 12000 fiorini. Entra nel pisano e visita il capoluogo; tocca Laiatico, Fabbrica e Peccioli; oltrepassa Treggiaia e si accampa tra Ponsacco e Petriolo. Infesta il contado fino a Collesalvetti; obbliga gli abitanti della Val d’Era e della Valdarno ad abbandonare tutti i loro beni. Dà alle fiamme Cevoli; dopo una settimana il conte Lando si accorda con il  rappresentante  dell’imperatore Carlo di Boemia, signore di Pisa e di Lucca, nella pieve di Vicopisano e gli sono consegnati 2000 fiorini. Anichino di Baumgarten si reca a Pisa (entra per la Porta di San Marco ed esce per quella di Parlascio) ed a Lucca (per soddisfare un voto nella chiesa del Sacro Cuore di tale città). Valica l’Arno sotto Cascina, si dirige a Montecalvoli e per Cerbaia irrompe nel contado di Pescia, nei pressi di Borgo a Buggiano, nel cui territorio sono sempre catturati i contadini ed è razziato il loro bestiame. Gli viene contro Pandolfo Malatesta; con il conte Lando preferisce lasciare la località in cui si è accampato, il cosiddetto il “campo delle mosche”  dopo essere stato sfidato a battaglia.

Ago. Monferrato Milano 700 barbute Liguria e Piemonte

Attraversa il genovese e passa al servizio del marchese Francesco di Monferrato per combattere Bernabò Visconti. Gli vengono concessi una condotta di 700 barbute ed un soldo di 28000 fiorini.

Ott. Capitano g.le Piemonte

Gli è dato il comando delle truppe a seguito della defezione del conte Lando nel campo avverso. Ha ai suoi ordini 2000 uomini tra fanti e cavalli.

Nov. Milano Monferrato 1000 barbute Piemonte

Tradisce anch’ egli il marchese del Monferrato per una maggiore condotta.

Dic. Milano Bologna Emilia

Staziona nel bolognese ai danni di Giovanni Visconti da Oleggio.

1360

 

Gen.

 

Conte  Savoia

 

Acaia Piemonte

Milita per Amedeo VI contro Giacomo di Savoia-Acaia. La condotta è firmata a  Pinerolo: la compagnia costa al conte di Savoia 3000 fiorini il mese.

Feb. Piemonte

Si impadronisce di Villar Perosa. Entra in trattative con i pontifici.

Mar. Piemonte

Ottiene Savigliano con il conte Lando: il saccheggio perpetrato dalle sue truppe in tale località induce Torino ed altri centri minori del principato a cedere al Conte Verde. Occupa il castello di Bonavalle presso Murello e lo rivende ad Amedeo di Savoia.

Lug. Milano Chiesa Marche

Viene inviato dal Visconti nelle Marche con 1500 barbute in soccorso dei castelli di Buscareto e di Montenovo (Ostra Vetere),  minacciati dai pontifici del cardinale Albornoz. Costringe Galeotto e Pandolfo Malatesta a desistere dalla loro azione.

Ago. Romagna

Si ferma per breve tempo nel riminese finché, dopo che gli sono stati consegnati dal cardinale Albornoz 1400 fiorini, decide di abbandonare Niccolò da Buscareto alla sua sorte.

Sett. Chiesa Ascoli Piceno Emilia e Marche

Si congiunge con Francesco d’Este tra Bologna e Modena. Diserta dal campo milanese per passare a quello pontificio. Seda una ribellione in Ascoli Piceno, località in cui i fuoriusciti hanno catturato il capitano della città Leggeri Andreotti.

Ott. Chiesa Milano Urbino Romagna

Rientra in Romagna con 800 barbute e 300 cavalli ungheri;  obbliga il cardinale Albornoz, che pure dispone di 1200 barbute e di 4000 cavalli ungheri, a riconoscergli l’ulteriore somma  di 14000 fiorini o genovini per risparmiare la regione dalle scorrerie della sua compagnia. Si sposta nel contado di Urbino e da qui rientra nel ravennate; i fiorentini rafforzano subito le proprie difese per impedire eventuali suoi attacchi al loro territorio.

Nov. Comp. ventura Napoli Marche e Abruzzi

Guada il Tronto;  con Nicola Unghero si avvia nel regno di Napoli, verso L’Aquila, dove è stato invitato da alcuni baroni. Si ferma a lungo sotto Lanciano (2500 cavalli tra ungheri e tedeschi, nonché molti fanti); soffre gravi disagi sia per la mancanza di vettovaglie, sia per i continui assalti subiti ai passi di montagna da parte degli abitanti. Minaccia il capoluogo, alla cui difesa si trova Antonio Malavolti con 8000 uomini: le perdite di Anichino di Baumgarten, nel periodo, ascendono a 800 uomini tra cavalli e masnadieri. Supera il Pescara e si dirige verso la Puglia: con lui si uniscono molti cavalli e fanti licenziati dal Visconti e dal cardinale Albornoz.

Dic. Durazzo Napoli Abruzzi e Basilicata

Penetra nel distretto controllato dal duca di Durazzo. Perviene a San Martino, vicino a Sulmona, i cui abitanti vendono il pane a caro prezzo ai venturieri. Si impadronisce con l’astuzia del castello e lo sceglie come base logistica per le sue scorrerie. Occupa Acerenza nel potentino e  molti altri castelli.

1361
…………….. Comp. ventura Napoli Campania

Tenta di impadronirsi Salerno; ne è impedito dall’ arrivo di milizie angioine condotte da Niccolò Acciaiuoli.

Mar. Abruzzi

Con Nicola Unghero minaccia Teramo, alla cui difesa è passato Niccolò Orsini. Guada il Pescara ed estende le sue devastazioni fino a San Flaviano (Giulianova).

Apr. Basilicata

Si ritira in Melfi dopo che 3000 cavalli ungheri hanno disertato nel campo nemico dietro la promessa di 36000 fiorini;  si fortifica in tale località ed incomincia ancora una volta ad infestare i dintorni. Con la defezione di altri 400 cavalli ungheri si rifugia  in Atella, terra già appartenente al duca di Durazzo.

…………….. Basilicata

Viene assediato in Atella dagli angioini comandati dal gran siniscalco Niccolò Acciaiuoli.

1362
Gen. Basilicata

E’ costretto ad abbandonare Atella ed il regno di Napoli.

Mar. Abruzzi

Si avvicina al Piceno.

Apr. Milano Chiesa Verona 1000 barbute Toscana e Emilia

Ritornato al servizio dei Visconti attraversa il senese e ne danneggia il contado. Il comune, al suo avvicinarsi, emana una legge con la quale è proibito a tutti di fare parte della sua compagnia, pena la denuncia come ribelle, il confino ed una multa di 500 lire. Sono riammessi nella città molti fuoriusciti tra cui gli Aldobrandeschi, conti di Santa Fiora. Alla fine i senesi gli riconoscono il passo e somministrano vettovaglie alle sue truppe. Il Baumgarten giunge a Parma ove trascorre una notte su un carro all’aperto per timore di un terremoto. Raccoglie, indi, tutti gli uomini validi della città e li porta a Solara dove fa costruire una forte bastia.

Mag. Emilia

E’ fronteggiato dai pontifici capitanati da Blasco Gomez.

Giu. Emilia

Respinge alcuni attacchi portati da Galeotto Malatesta Ungaro.

Lug. Lombardia

Si sposta nel bresciano;  viene battuto dagli scaligeri a Smaccano (tra i viscontei sono uccise 100 barbute).

…………….. Emilia

Rientra nel parmense.

1363
Gen. Milano Monferrato Emilia e Lombardia

Si allontana dal parmense con 1000 barbute; punta sul pavese a seguito di un’incursione della “Compagnia Bianca” di Alberto Sterz che milita per i monferrini.

…………….. Milano Chiesa Emilia

Giunge in Romagna; rientra a Solara e vi inizia la costruzione di una seconda bastia.

Apr. Lombardia ed Emilia

Con la morte del conte Lando al ponte di Canturino i resti della “Grande Compagnia” si uniscono con le sue schiere (3000 cavalli ed altrettanti fanti). Scorre nel cremonese; quando il Visconti rimane ferito ad una mano da un verrettone nel corso di uno scontro, si porta al suo fianco a Solara. Il signore di Milano abbandona la bastia  per farsi curare a Crevalcore; anche il condottiero lascia la località con 800 barbute in quanto non intende più porre il campo in tale sito. Approfitta della situazione Galeotto Malatesta Ungaro che attacca i viscontei, espugna la fortezza e vi fa numerosi prigionieri. Anichino di Baumgarten ripara a Formigine.

…………….. Emilia

Guerreggia nel modenese contro le truppe della lega antiviscontea.

Sett. Perugia Comp. ventura Emilia e Umbria

Attende alla ricostruzione della bastia di Solara con Pagano di Panico. Nello stesso mese è congedato da Bernabò Visconti;   accetta gli stipendi dei perugini. Si accampano alle taverne di Olmo 400 cavalli ungheri che devono unirsi con la “Compagnia Bianca” ostile al comune; il Baumgarten invia in soccorso ai perugini 600 cavalli che sorprendono i venturieri disarmati e per la maggior parte a letto. Di costoro rimangono uccisi 40 uomini ed  altri 150 sono fatti prigionieri.

Ott. Orsini Roma Lazio

Entra nel Lazio;  viene assoldato dagli Orsini per combattere il comune di Roma; Costanza Orsini gli cede otto castelli. Con Orso e Luca Orsini scorre  fino alle porte della città; si  impadronisce di un castello ai danni di Aldobrandino Orsini.

1364
Gen. Toscana

A fine mese viene segnalato in Toscana.

Mar. Pisa Firenze Toscana

E’ sollecitato da Galeazzo Visconti ad unirsi con la “Compagnia Bianca” dello Sterz (3000 barbute) e lottare contro  i fiorentini al soldo dei pisani. Accetta.

Apr. Toscana

A metà mese si muove con l’Acuto in Val di Nievole alla testa di 6500 cavalli fra inglesi e tedeschi e di 1000 cittadini di Pisa che fungono per lo più da guastatori. Entra nel pistoiese ed assale Prato. Dopo una scaramuccia portata fin sulle porte di Firenze penetra nel Mugello per la Valdimarina, ne depreda il territorio ed occupa Barberino di Mugello. Gli si oppongono Pandolfo Malatesta ed Arrigo di Montfort: Anichino di Baumgarten elude la loro sorveglianza, si riaccosta a Firenze lungo le falde di Monte Morello. Entra in Pescia; assedia invano il castello di Petraia , ottiene Montughi e Fiesole.

Mag. Toscana

Attacca la Porta di San Gallo a Firenze, alla cui difesa si trovano il Montfort, Bonifacio Lupo, Manno Donati e Giovanni Malatacca. Everardo della Campana e Guglielmo Cogno respingono una sortita dei fiorentini usciti dai serragli contro il parere dei loro capitani. Sono date alle fiamme molte abitazioni a San Antonio al Vescovo. Con l’avvicinarsi della notte i pisani rientrano a Montughi ed a Fiesole. Vi sono feste, danze e corse di cavalli nel campo degli attaccanti.   Anichino di Baumgarten si fa armare cavaliere;  egli stesso, a sua volta, arma cavalieri il della Campana ed il  Cogno. Finge un’offensiva notturna per seminare il panico in Firenze; il giorno seguente attraversa, invece, l’Arno e pone i suoi alloggiamenti tra Giogoli, Pozzolatico ed Arcetri. Ritorna sotto il capoluogo ed è respinto facilmente un suo assalto condotto alla Porta di San Frediano; desola i dintorni;  dopo alcuni giorni utilizzati per curare i feriti (circa duemila uomini) è costretto a ritirarsi per la resistenza frapposta dai fiorentini. Da San Miniato si muove su Incisa e da qui si sposta in Valdarno; riporta nuove perdite in un vano tentativo di impadronirsi di Terranuova; transita nei contadi di Arezzo, Cortona e Siena appropriandosi di nuovi prigionieri e prede. Tocca ancora la Val d’Elsa e la Val di Nievole e rientra in Pisa. Si ferma a San Piero in Campo: alla successiva rassegna sono contate le perdite che ascendono a più di 600 cavalli morti ed a 2000 feriti, dei quali molti periscono in un secondo momento. I mercenari sono creditori verso i pisani di 60000 fiorini per paghe arretrate. Data la situazione Anichino di Baumgarten si fa allettare da un’offerta dei fiorentini (9000 fiorini per lui, 35000 per la sua compagnia, 70000 per gli inglesi della “Compagnia Bianca)”; abbandona il servizio dei pisani e passa agli stipendi degli avversari con la promessa di non molestare per cinque mesi  il territorio di Firenze. Lo seguono nella defezione anche lo Sterz, Andrea di Belmonte ed Ugo della Zucca.

Giu. Comp. ventura Siena Toscana

Forma con lo Sterz ed Ugo della Zucca la “Compagnia della Stella” (un nome che si ispira ad un ordine cavalleresco fondato in Francia dal re Giovanni nel 1351). Anichino di Baumgarten inserirà tale simbolo, la stella,  nel suo stemma. Lo affiancano altri capitani tedeschi quali Giovanni di Raten, Andrea di Rod e Giovanni d’Aburgo. Depreda il senese con la “Compagnia del Cappelletto”. Si ferma vicino all’Arbia. I senesi consegnano ai venturieri 12250 fiorini dietro il suo impegno di non entrare nel loro territorio  per tre anni. Il servizio di spionaggio adottato dai senesi per monitorare i movimenti della  compagnia costa al comune  l’ulteriore somma di 765 fiorini.

Lug. Comp. ventura Orvieto Umbria

Minaccia Orvieto; alla difesa della città si pongono Giordano Orsini ed Ugolino da Montemarte.

Ago. Comp. ventura Siena Pisa Toscana

Infesta il senese con lo Sterz. Riscuote una taglia di 38650 fiorini (in realtà il costo complessivo della scorreria per il comune di Siena è di 42627 fiorini, comprese le regalie per lo Sterz e gli altri capitani della compagnia, che comprendono per ciascuno dei due condottieri tedeschi un palafreniere, nove muli carichi di verrettoni ed un grande quantitativo di vettovaglie, inclusi vino, cere e confetti e foraggio per le cavalcature). Dal canto loro lo Sterz ed  il Baumgarten  promettono di non invadere il territorio per tre anni.  Viene aumentato il dazio sulla carne per fare fronte alle richieste della compagnia. Il Baumgarten procede verso Montepulciano.

Sett. Comp. ventura

 

Lazio

 

Toscana Umbria e Lazio

Alcuni suoi uomini vengono svaligiati: il Baumgarten chiede ai fiorentini di essere risarcito per i danni subiti. Tocca Ficulle, vi si ferma per otto giorni e procura gravi guasti al contado di Orvieto. Occupa Sutri e Vetralla con lo Sterz; si trasferisce in Sabina.

Ott. Comp. ventura

Perugia

Siena

 

Comp. ventura

 

Toscana e Umbria

Ai primi del mese rientra nel senese con lo Sterz.  I due condottieri ottengono altri 26000 fiorini. Il comune consegna in ostaggio alcuni cittadini. Ai fiorini pattuiti se ne devono aggiungere altri 1000 chiesti dallo Sterz per evitare rappresaglie. Si regala una botte di vino ai soldati del Baumgarten e gli si fanno doni splendidi.  Viene ora assoldato dai perugini per contrastare proprio lo Sterz. Lascia San Martino dei Colli e San Faustino (Sanfatucchio); si colloca alla Pila con 10000 barbute e 6000 fanti per controllare i movimenti degli avversari.

Nov. Comp. ventura Umbria e Lazio

Lo Sterz è obbligato a ricercare un accordo ed a allontanarsi dal perugino entro dieci giorni previa la fornitura di vettovaglie. I capitani delle varie compagnie vengono invitati per un banchetto a Perugia. A fine mese il Baumgarten entra nei contadi di Assisi, di Spello, di Foligno, Bevagna e Gubbio.

Dic. Comp. ventura Chiesa

Molesta i territori soggetti allo stato della Chiesa.

1365
Gen. Comp. ventura Chiesa  Napoli

Il cardinale Albornoz decide di contrastarlo e si allea con la regina di Napoli Giovanna d’Angiò.

Mar. Comp. ventura Vico Umbria e Lazio

Ritorna nell’ orvietano ed espugna Parrano; si sposta nel viterbese con 10000 uomini, tra cavalli e fanti, e si impossessa  di nuovo Vetralla a spese di Giovanni di Vico.

Mag. Comp. ventura Siena Toscana

Minaccia di irrompere nel senese e di darvi il guasto qualora gli sia negato il passo. Si stanziano 1000 fiorini per onorare Anichino di Baumgarten e convincerlo a non depredare il contado. Di più, gli sono regalati zuccheri, cera, polli, capponi, piccioni, fave e vino e gli si inviano gratuitamente vettovaglie.

Giu. Comp. ventura Chiesa Napoli Lazio   Umbria e Toscana

Viene contro di lui la “Compagnia Bianca”, agli ordini  di Ugo della Zucca e dello Sterz, nonché i pontifici comandati dal nipote del cardinale Albornoz, Gomez Garcia.  Il Baumgarten affronta gli avversari nei pressi di Vetralla. L’assedio dura molti giorni senza giungere ad un’azione decisiva perché gli uomini della “Compagnia Bianca” si rifiutano di combattere a causa del ritardo delle paghe. Il Baumgarten viene a patti con ilo cardinale Albornoz e cede la città in cambio di una cospicua somma di denaro. Si incontra ad Orvieto con lo Sterz e Gomez Garcia; da ultimo si dirige nel lucchese dove viene raggiunto dagli ambasciatori fiorentini Lapo dei Rossi e Giorgio Scali. Costoro lo accompagnano dietro la promessa di pagare le vettovaglie per le necessità dei suoi uomini e di non recare danno al circondario.

Lug. Perugia Comp. ventura Umbria

Lo Sterz entra ostilmente nel perugino con le sue truppe; Anichino di Baumgarten ritorna al servizio del comune, fronteggia gli inglesi e gli ungheri che militano nella “Compagnia della Stella”. Dopo un assedio di due giorni  costringe gli avversari  a capitolare per la carenza di vettovaglie, di acqua e di vino, a San Mariano. 1200 cavalli e fanti della compagnia del Baumgarten scortano prigionieri a Perugia 1600 ungheri ed inglesi. Per la loro liberazione è chiesto a tutti il pagamento di un riscatto.

Ago. Siena Comp. ventura Umbria e Toscana

Vi è un nuovo convito in Perugia cui presenziano, tra gli altri, anche lo Sterz ed il Belmonte. Viene concessa ad Anichino di Baumgarten la cittadinanza perugina e gli è donata l’osteria del Cervo. Nella città è alloggiato nelle case di Giovanni della Piscina. Subito dopo, con quattro  bandiere di cavalli del comune e 1500 barbute della sua compagnia, lascia il territorio; si allontana con lo Sterz  verso la Toscana per difendere Siena da Giovanni Acuto. E’ ricevuto con grandi onori in tale città. Il costo complessivo per un anno della compagnia è valutato in 40000 fiorini. Il condottiero  lascia Siena e si dirige verso la  maremma per tallonare gli avversari a San Quirico d’Orcia ed a Sant’Angelo in Colle. Mette in fuga l’Acuto a Magliano in Toscana; i nemici riparano in Liguria ed egli rientra a Siena. Si ferma molti giorni nel capoluogo, a San Giovanni ed a Quarto per curare i feriti. Prosegue verso Arezzo e Perugia mentre lo Sterz prende la strada di Pisa.

Sett. Toscana Attraversa la Valdarno inferiore ed il senese. Invano i senesi cercano di assoldarlo  per contrastare la “Compagnia di San Giorgio” dell’ Acuto e di Ambrogio Visconti. Preferisce puntare verso la Lombardia.
…………….. Chiesa Montefeltro Marche

I pontifici lo assoldano per 15000 fiorini. Reprime un tentativo di Federico Novello da Montefeltro diretto ad impadronirsi di Urbino.

1366
…………….. Comp. ventura Chiesa Lazio Occupa Sutri e devasta la Sabina.
Giu. Umbria A fine mese si trova nel territorio di Città di Castello con Ambrogio Visconti, l’Acuto e Giovanni d’Asburgo.
Nov. Milano Emilia e Romagna

Ritorna al sevizio di Galeazzo e di Bernabò Visconti; si collega con la “Compagnia Nera” di Ermanno di Wartenstein. Tocca Ferrara ed attraversa il bolognese con 500 cavalli e 400 fanti tutti  male armati.

1367
…………….. Comp. ventura Siena Toscana

Affianca la “Compagnia di San Giorgio” dell’ Acuto e di Ambrogio Visconti.

Mar. Toscana

Sconfigge i senesi a Montalcinello.

Sett. Milano

Lascia il servizio dei Visconti.

Ott. Chiesa Lazio

Occupa Fiano Romano. Viene assoldato dal papa, dalla regina di Napoli, da Perugia e da Siena con 400 barbute e 150 fanti. Gli è riconosciuta una provvigione mensile di 550 fiorini (200 i pontifici, 180 gli angioini, 90 i perugini, 80 i senesi).

Nov. Emilia

A Bologna; i senesi, per mantenere la sua amicizia, gli inviano del denaro.

1368 Comp. ventura Conte Savoia Piemonte Scorre nel territorio di Cuneo.
1371 Milano Ferrara Toscana Emilia

Lascia il pisano con l’Acuto;  staziona nel parmense, a Felino ed a Calestano.

1372

 

Inverno

 

Conte  Savoia

 

Milano   Saluzzo 1200 lance, 600 fanti, 300 arcieri Piemonte

E’ condotto per quattro mesi dal conte di Savoia dietro il compenso di 20000 fiorini (1200 lance, 600 fanti e 300 arcieri inglesi).

…………….. Comp. ventura Lucca Toscana

Minaccia la Toscana;  chiede ai lucchesi 10000 fiorini di taglia.

Ott. Milano 300 lance
Nov. Napoli Milano Piemonte MIlita agli stipendi del siniscalco angioino Niccolò Spinelli per combattere i viscontei in Piemonte. Minaccia Bra e Cherasco.
1373
Marzo Conte Savoia Monferrato Piemonte Si impadronisce di Caraglio e ne conquista il castello ai danni del marchese di Monferrato. Gli è data in feudo tale località.
Aprile Milano Chiesa 300 lance

 

Lombardia

Ritorna agli stipendi del Visconti per combattere i pontifici. Gli è concessa una condotta di 300 lance. Nell’ esercito del signore di Milano militano pure altre 600 lance tedesche, 300 lance unghere, 200 milanesi, 200 piemontesi e 300 inglesi per un totale di circa 1900 lance. Contrasta nel bresciano l’avanzata del conte di Savoia.

Mag. Lombardia

Viene battuto,  dopo un iniziale successo, a Montichiari dalle forze collegate della lega antiviscontea comandate dall’ Acuto e da Enguerrand de Coucy. Si salva con la fuga assieme con Gian Galeazzo Visconti.

1374
Mar. Milano Monferrato Piemonte

E’ condotto dai viscontei per due mesi;  gli viene riconosciuta una provvigione mensile di 20 fiorini.

1375
……………..

Si prepara alla morte e procura di mettersi in pace con la Chiesa.

Ago. Francia

Riceve ad Avignone quattro indulgenze ordinarie ed una plenaria in “articulo mortis”.

Sett. Piemonte

Si muove attorno a Moncalieri con un fratello di Ottone di Brunswick.

Ott.

Si fa rilasciare dal papa Gregorio XI un solenne documento che attesta come egli sia stato ricevuto sotto la protezione dello stato della Chiesa. Ritornato in Germania, muore negli stessi giorni. Ricordato da Lorenzo Spirito in “Altro Marte”.

 CITAZIONI

“Che fu ael magiore traditore che fusse mai in queste parti.” ANONIMO SENESE

“Il quale fè molti tradimenti al comuno di Siena nell’oste e altrui.” D. DI NERI

“Anichinus era germanus, iam antea longo stipendio per Italiam notus.” PALMIERI

“Fu uno dei più eminenti condottieri di quelle bande, dette compagnie, che nella seconda metà del XIV secolo sconvolsero le regioni italiane. Scaltro, perfido, audace e sempre unicamente sollecito del proprio vantaggio, trovò nell’Italia di quegli anni, dilaniata da feroci politiche e da fazioni, ampie possibilità di offrire i suoi servigi al migliore offerente.” WALTER

“Latronum duce.” BEVERINI

“Allora i Fiorentin tennon trattato/ Con gli Inghilesi e col detto Annichino,/ E que’ che fanno fare ogni mercato. Concordia  fare tra loro e ‘l Fiorentino.” PUCCI

“Used his exposure to Italian business methods to help his heirs establish the Paumgartner company, a firm of German businessmen who conducted trade between Avignon, Barcelona, Milan and Prague.” CAFERRO

“Dreaded and brutal.” TUCHMAN

“Ferocissimo.” CASALIS