ANICHINO DI BAUMGARTEN/HANNEKEN VON BAUMGARTEN

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Castello di Melfi
Castello di Melfi

Last Updated on 2023/11/05

ANICHINO DI  BAUMGARTEN/HANNEKEN VON BAUMGARTEN 

(Hanneken von Baumgarder, Giovanni di Baumgarten o Baumgarthen, Anichino Bongarten, Anichino di Piccardia, Anichino di Bonstetten, Giovanni di Bongardo, Anichino di Bongardo).

Di Bongart, presso Allrath, nel circondario di Grevenbroich, nella diocesi di Colonia.

La sua famiglia appartiene alla piccola nobiltà di Colonia. Signore di Caraglio.

Consulta la scheda in inglese: Hanneken Von Baumgarten: A Legacy Carved in Battle

  • 1375
Anno, meseStato. Comp. venturaAvvesarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1351     
……………..MilanoFirenze Toscana UmbriaE’ segnalato nel contado di Cortona con Nolfo da Montefeltro e Gisello degli Ubaldini. Si sposta in Umbria.
Giu.   UmbriaA Pianello.
……………..MilanoChiesa Lombardia 
1352     
Mag.ChiesaVico LazioMilita nella compagnia di Gobbole Cers. Combatte le truppe del signore di Viterbo Giovanni di Vico.
Giu. lug.MilanoPerugia Toscana ed UmbriaA fine giugno giunge a Cortona con 2000 cavalli. Si collega con Pier Saccone Tarlati ed altri capitani ghibellini come il signore di Cortona Bartolomeo Casali, Gisello degli Ubaldini ed il conte di Urbino Nolfo da Montefeltro. E’ presa la strada per Gubbio; con un ampio giro i viscontei cavalcano per la valle del fiume Chiascio fino nei pressi di Perugia.  Giungono sotto Bettona.  I perugini non cercano di intercettare l’esercito nemico per timore di una sollevazione interna ad opera dei ghibellini locali. Alla difesa di Bettona si trova il guelfo Crispolto dei Crispolti. Costui reputa di non essere stato adeguatamente trattato dal comune di Perugia. In combutta con l’abate della Fonte dei Baglioni e con il Bastardo di Mainardo Baglioni, decide di aprire le porte ai nemici, scacciando il podestà ed il presidio postivi dai perugini.
1354     
Apr.Savoia  FranciaViene assunto da Amedeo di Savoia (il Conte Verde) per recuperare il castello di Delimieu, nel contado di Vienne, di cui si è impadronito Ugo d’Anthon.
1356     
Feb.Ravenna    ChiesaForlì            Faenza100 cavalliRomagna

E’ inquadrato nella Compagnia degli Speranti, comandata Ermanno di Wartenstein. Passa per due mesi al soldo di Bernardino da Polenta per coadiuvare i pontifici contro il signore di Forlì Francesco Ordelaffi. Si sposta nel faentino. Gli è riconosciuta una provvigione mensile di 168,5 fiorini. Si porta al castello di Roncaro.

1357     
…………….Comp. venturaSan Severino Marche MarcheDepreda il contado di San Severino marche ai danni del signore della città Smeduccio Salmbeni.
EstateForlìChiesa Romagna

Si collega con la Grande Compagnia del conte Lando. Con Lucio Lando ed Amerigo del Cavalletto difende Francesco Ordelaffi dalle milizie pontificie.

……………..   Lombardia 
1358     
Feb.   RomagnaTransita per il cesenate.
Mar.SienaPerugia800 barbute e 400 fantiToscana e Umbria

E’ assunto per 4 mesi dai senesi con 800 barbute e 400 fanti ungheri. Muove alla testa di 1800 barbute e gran popolo in difesa di Bartolomeo Casali, signore di Cortona, per liberare la città dall’assedio che vi è stato posto dai perugini. Si ferma per qualche giorno nel territorio di Montepulciano. I perugini, preoccupati, danno alle fiamme il battifolle di Camuccia che minaccia Cortona da sud-ovest. I difensori della località, vedendo le fiamme (sanno del suo prossimo arrivo) assalgono a loro volta il battifolle che domina la città dall’alto. I perugini sono costretti a rifugiarsi nel battifolle di Mezza Costa ed all’Orsaia. Entra nel contado perugino e lo mette a sacco. Giunge al ponte Cavaliere sulla Chiana, vicino a Città della Pieve e lo supera prima che i nemici se ne rendano conto. Occupa Piegaro e vi dà alle fiamme molte case; perviene a Panicale, a Orsaia ed a Olmo. Il capitano generale dei perugini Leggeri d’Andreotto decide allora di abbandonare l’assedio di Cortona per non rimanere intrappolato tra le forze di Anichino di Baumgarten ed i difensori di Cortona. Gli avversari concentrano le loro forze nel solo battifolle di Mezza Costa.

Apr.   Toscana

I perugini raccolgono 1800 barbute e molti fanti (per un totale di 8000 uomini) nel territorio di Montepulciano. Si accampano a Gracciano.  I senesi (1600 barbute, molti masnadieri e popolani) sono invece fermi a Torrita di Siena. Il nuovo capitano generale di Perugia, Smeduccio Salimbeni, invia il guanto di sfida ai senesi.  Questo viene accettato da Anichino di Baumgarten; le autorità senesi sono invece piuttosto riottose al riguardo. Vanno bene le risposte alle provocazioni, non lo scontro. Gli avversari capiscono dalle risposte ricevute come vi sia discordia nel campo nemico: i senesi escono fuori per una sortita dimostrativa in disordine e senza la copertura dei cavalli tedeschi di Anichino di Baumgarten.  40 cavalli perugini si impadroniscono della collina che divide i due eserciti. 100 cavalli ungheri che militano sempre  per gli avversari mettono in fuga i senesi. Il Baumgarten decide ora di  appoggiare l’azione dei fuggitivi: in breve tempo è circondato e catturato con il suo maresciallo e 50 cavalli. I senesi perdono 49 bandiere, tra le quali il gonfalone del comune: nel combattimento, tra le due parti, si registrano un centinaio di morti.

Mag.   Toscana

Liberato, gli è affidato il comando dell’esercito senese.  Si ritira in Buonconvento;  libera Cortona dall’ assedio; si impadronisce nel territorio di Montepulciano del priorato di San Pietro a Petroio;  vi cattura molti nemici, già armati cavalieri a Torrita di Siena. Tale azione gli procura una ricompensa di 500 fiorini.

Giu.Comp. venturaPerugia San Severino Marche Umbria e Marche

Conduce 1000 cavalli e 500 fanti sotto Monte San Savino;  A Rifiuta la resa a patti dei difensori e continua gli attacchi in uno dei quali viene gravemente ferito da un colpo di spingarda. Per altre fonti gli viene addebitato totalmente il cattivo esito delle operazioni, sia per non avere accettato la dedizione di Monte San Savino, sia per avere causato ad arte risse nel campo tra i suoi tedeschi e le altre milizie senesi (20 vittime tra costoro). Congedato, si unisce con Lucio Lando (2000 barbute) e saccheggia il perugino: il comune gli riconosce una taglia di 4000 fiorini affinché smetta di scorrere il contado. Irrompe nelle Marche verso Fabriano e trova i passi sorvegliati; dopo otto giorni penetra dal fermano nel territorio di San Severino Marche e si vendica di Smeduccio Salimbeni cui impone un gravoso riscatto. Si volge poi verso Fano.

Lug.Comp. venturaFirenze RomagnaSi congiunge con la Grande Compagnia del conte Lando. E’ disfatto alle Scalelle.
Ago.ForlìChiesa Romagna

Salvatosi dalla cattura, punta verso Fano e raggiunge Amerigo del Cavalletto con i resti della Grande Compagnia del conte Lando. Contrasta i pontifici per conto di Francesco Ordelaffi.

Set.Comp. venturaFirenze Romagna

E’ scomunicato ed è predicata la crociata contro i venturieri. Muove verso la Romagna; nel riminese si congiunge con un’altra compagnia di stanza a Forlì. Si  propone di spostarsi Toscana. E’ respinto dai fiorentini (12000 fanti, per lo più balestrieri) al passo dello Stale. Rientra in Romagna; devasta la Val di Lamone ed attacca Modigliana.

Nov.Comp. venturaRimini Romagna

Mette a sacco Massa che viene data alle fiamme. Riceve vettovaglie da Giovanni Visconti da Oleggio, tuttavia sufficienti per le necessità dei suoi uomini. Alla fine, spinto da una fame di tre giorni, si getta nel riminese con il conte Lando e fa a pezzi la popolazione.

Dic.   RomagnaRimane in Romagna. Vi trascorre i mesi invernali vivendo di rapine.
1359     
Feb.Comp. venturaCamerino Marche

Con il conte Lando si impadronisce del castello di Serra San Quirico;  minaccia Rodolfo da Varano che viene costretto a riconoscergli 4000 fiorini; altrettanti sono consegnati alla compagnia da Smeduccio Salimbeni.  La Grande Compagnia è ora forte di 4300 barbute. Subisce notevoli perdite nell’assalto al castello di Falerone; ritorna sui suoi passi e tenta di impadronirsi di Cingoli. Anichino di Baumgarten ridiscende nello jesino e si accampa a Montalboddo (Ostra).

PrimaveraComp. venturaChiesa Marche

Si spinge verso Fabriano;  obbliga il cardinale legato Egidio Albornoz a riconoscere ai venturieri 50000 ducati (30000 entro un mese) in cambio della promessa di pace per quattro anni.

Mag.Comp. venturaFirenze  Pisa Umbria

Si porta in Umbria per collegarsi una volta di più con la Grande Compagnia del conte Lando. Devasta il territorio di Todi e costringe la città a consegnargli una somma di denaro. Si colloca verso il castello di Primano. Il Tevere in piena blocca la marcia ad entrambi i condottieri. I fiorentini si oppongono alle sue pretese.

Lug.   Umbria e Toscana

Si allontana dal perugino, attraversa il senese ed il territorio di Volterra con il conte Lando, Amerigo del Cavalletto e Corrado Lando; gli sono riconosciuti dai senesi 12000 fiorini. Entra nel pisano e visita il capoluogo; tocca Laiatico, Fabbrica e Peccioli; oltrepassa Treggiaia e si accampa tra Ponsacco e Petriolo. Infesta il contado fino a Collesalvetti; obbliga gli abitanti della Valdera e della Valdarno ad abbandonare tutti i loro beni. Dà alle fiamme Cevoli; dopo una settimana il conte Lando si accorda con il  rappresentante  dell’imperatore Carlo di Boemia, signore di Pisa e di Lucca, nella pieve di Vicopisano e gli sono consegnati 2000 fiorini. Anichino di Baumgarten si reca a Pisa (entra per la Porta di San Marco ed esce per quella di Parlascio) ed a Lucca (per soddisfare un voto nella chiesa del Sacro Cuore di tale città). Valica l’Arno sotto Cascina, si dirige a Montecalvoli e per Cerbaia irrompe nel contado di Pescia, nei pressi di Borgo a Buggiano, nel cui territorio sono sempre catturati i contadini ed è razziato il loro bestiame. Gli viene contro Pandolfo Malatesta; con il conte Lando preferisce lasciare la località in cui si è accampato, il cosiddetto il “campo delle mosche”  dopo essere stato sfidato a battaglia.

Ago.MonferratoMilano700 barbuteLiguria e Piemonte

Attraversa il genovese e passa al servizio del marchese Francesco di Monferrato per combattere Bernabò Visconti. Gli vengono concessi una condotta di 700 barbute ed un soldo di 28000 fiorini.

Ott.  Capitano g.lePiemonte

Gli è dato il comando delle truppe a seguito della defezione del conte Lando nel campo avverso. Ha ai suoi ordini 2000 uomini tra fanti e cavalli. Pur proclamando la propria lealtà, aspetta l’occasione di passare anch’egli nel campo avverso.

Nov.MilanoMonferrato1000 barbutePiemonteTradisce anch’egli la causa  del marchese Giovanni di Monferrato allettato da una maggiore condotta. Prende parte all’assedio di Pavia. Fra Jacopo Bussolari, l’animatore della difesa cittadina, si arrende e nello stesso mese Galeazzo Visconti può entrare in Pavia alla testa delle sue truppe.
Dic.MilanoBologna EmiliaStaziona nel bolognese ai danni del signore di Bologna Giovanni Visconti da Oleggio.
1360     
Gen.Conte  SavoiaAcaia Piemonte

Milita per Amedeo VI (il Conte Verde) contro il principe Giacomo di Savoia-Acaia. La condotta è firmata a  Pinerolo: la compagnia costa al conte di Savoia 3000 fiorini il mese.

Feb.   PiemonteSi impossessa di Villar Perosa. Entra in trattative con i pontifici.
Mar.   Piemonte

Assale Savigliano con il conte Lando: in poche ore i 2000 difensori della città sono travolti da tedeschi e sabaudi, che si scatenano in un orrendo saccheggio. Gli abitanti sono fatti prigionieri ed indotti a pagare una taglia per essere liberati. I renitenti a tale imposizione, e gli impossibilitati a pagare alcunché, sono trascinati dopo essere stati afferrati per le narici e percossi. Ad alcuni sono tagliate le mani, ad altri i piedi, ad altri ancora gli orecchi. Sono affogati coloro da cui non è possibile ricavare nulla. Torino ed altri centri minori del principato (Gassino e Carignano) capitolano senza combattere. Di seguito Anichino di Baumgarten occupa il castello di Bonavalle, nei pressi di Murello, e lo rivende ad Amedeo di Savoia.

Lug.MilanoChiesa Umbria e Toscana

Viene inviato da Bernabò Visconti nelle Marche con 1500 barbute in soccorso di Niccolò da Buscareto a seguito delle minacce dei  pontifici del cardinale Albornoz. Attraversata la valle del Niccone, si ferma per alcuni giorni a Reschio. Da qui si dirige verso Cortona apportando ovunque distruzione e terrore.

Ago.   Romagna

Si ferma per breve tempo nel riminese; non prosegue verso la marca d’Ancona . Bloccato dalla siccità, preferisce accettare i 1400 fiorini offertigli dal cardinale Albornoz ed abbandonare al suo destino Niccolò da Buscareto.

Sett.ChiesaAscoli Piceno Emilia e Marche

Si congiunge con Francesco d’Este tra Bologna e Modena. Diserta presto dal campo milanese per passare a quello pontificio. Seda una ribellione in Ascoli Piceno, località in cui un migliaio di fuoriusciti, guidati da Filippo da Massa o Filippo Tibaldeschi) hanno catturato il capitano della città Leggieri d’Andreotto.

Ott.ChiesaMilano Urbino Romagna

Rientra in Romagna, a Solarolo, nei pressi di Faenza, con 800 barbute e 300 cavalli ungheri;  obbliga il cardinale Albornoz, che pure dispone di 1200 barbute e di 4000 cavalli ungheri, a riconoscergli l’ulteriore somma  di 14000 fiorini o genovini per risparmiare la regione dalle scorrerie della sua compagnia. A metà mese si sposta nel contado di Urbino e da qui entra nella Ravignana; i fiorentini rafforzano subito le proprie difese per impedire eventuali suoi attacchi al loro territorio.

Nov.Comp. venturaNapoli Marche e Abruzzi

Guada il Tronto;  con Nicola Unghero si avvia nel regno di Napoli, verso L’Aquila, dove è stato invitato da alcuni baroni. Si ferma a lungo sotto Lanciano (2500 cavalli tra ungheri e tedeschi, nonché molti fanti); soffre gravi disagi sia per la mancanza di vettovaglie, sia per i continui assalti subiti ai passi di montagna da parte degli abitanti. Minaccia il capoluogo, alla cui difesa si trova Antonio Malavolti con 8000 uomini: le perdite di Anichino di Baumgarten, nel periodo, ascendono a 800 uomini tra cavalli e masnadieri. Supera il Pescara e si dirige verso la Puglia: con lui si uniscono molti cavalli e fanti licenziati dal Visconti e dal cardinale Albornoz.

Dic.DurazzoNapoli Abruzzi e Basilicata

Penetra nel distretto controllato dal duca di Durazzo. Perviene a San Martino, vicino a Sulmona, i cui abitanti vendono il pane a caro prezzo ai venturieri. Si impadronisce con l’astuzia del castello e lo sceglie come base logistica per le sue scorrerie: strame per le cavalcature e vettovaglie vi sono trovate con abbondanza. Occupa Acerenza nel potentino e  molti altri castelli.

1361     
…………….Comp. venturaNapoli CampaniaTenta di impadronirsi di Salerno. Ne è impedito dall’arrivo di milizie angioine condotte da Niccolò Acciaiuoli.
Mar.   Abruzzi

Su sollecitazione di Luigi di Durazzo si collega con Nicola Unghero. Con la sua compagnia e 3000 ungheri minaccia Teramo, alla cui difesa è passato Niccolò Orsini. Guada il Pescara ed estende le sue devastazioni fino a San Flaviano (Giulianova).

Apr.   Basilicata

Si ritira in Melfi dopo che Nicola Unghero, su sollecitazione del gran siniscalco del regno di Napoli, Niccolò Acciaiuoli, abbandona la sua alleanza dietro la promessa di 36000 fiorini.  Si fortifica in tale località ed incomincia ancora una volta ad infestare i dintorni. Con la defezione di altri 400 cavalli ungheri si rifugia  in Atella, terra già appartenente al duca di Durazzo.

……………..   BasilicataViene assalito in Atella dagli angioini comandati da Niccolò Acciaiuoli.
1362     
Gen.   BasilicataE’ costretto ad abbandonare Atella ed il regno di Napoli. E’ consentito a lui ed ai suoi uomini di portare con sé il bottino accumulato.
Mar.   AbruzziDagli Abruzzi punta verso il Piceno.
Apr.MilanoChiesa Verona1000 barbuteToscana e Emilia

Ritornato al servizio dei Visconti, attraversa il senese e ne danneggia il contado. Il comune, al suo avvicinarsi, emana una legge con la quale è proibito a tutti di fare parte della sua compagnia, pena la denuncia come ribelle, il confino ed una multa di 500 lire. Sono riammessi nella città molti fuoriusciti tra cui gli Aldobrandeschi, conti di Santa Fiora. Alla fine i senesi gli riconoscono il passo e somministrano vettovaglie alle sue truppe. Anichino di Baumgarten giunge a Parma ove trascorre una notte su un carro all’aperto per timore di un terremoto. Raccoglie, indi, tutti gli uomini validi della città e li porta a Solara dove fa costruire una forte bastia. Vi accumula tutti i viveri e le armi per i difensori dei castelli del bolognese, controllati dai viscontei, che aspettano di essere riforniti.

Mag.   EmiliaGli fanno fronte i pontifici capitanati da Blasco Gomez.
Giu.   EmiliaRespinge alcuni attacchi portati alla bastia di Solara da Galeotto Malatesta Ungaro.
Lug.   LombardiaProgetta di erigere un’altra bastia a Solara. Una rivolta dei guelfi in Val Saviore ed in Val Trompia, nel bresciano, consiglia di rallentare qualsiasi iniziativa. Si trasferisce nel bresciano ove i ribelli ricevono in soccorso dal signore di Verona Cansignorio della Scala 1000 barbute  della Svevia. Anichino di Baumgarten viene battuto dagli scaligeri a Smaccano. Tra i viscontei sono uccise 100 barbute.
…………….   EmiliaRientra nel parmense.
1363     
Gen.MilanoMonferrato Emilia e Lombardia

Si allontana dal parmense con 1000 barbute; punta sul pavese a seguito di un’incursione della Compagnia Bianca di Alberto Sterz che milita per i monferrini.

……………..MilanoChiesa EmiliaRitorna a Solara e vi inizia la costruzione di una seconda bastia.
Apr.   Lombardia ed Emilia

Con la morte del conte Lando al ponte di Canturino i resti della Grande Compagnia si uniscono con le sue schiere (3000 cavalli ed altrettanti fanti). Scorre nel cremonese; quando Bernabò Visconti rimane ferito ad una mano da un verrettone nel corso di uno scontro, si porta al suo fianco a Solara. Il signore di Milano abbandona la bastia sia  per farsi curare a Crevalcore, sia per coordinare da tale località il flusso dei rifornimenti destinati ai castelli controllati dai suoi uomini. Ad Anichino è ordinato di aspettare l’oscurità prima di muoversi.  Il condottiero disobbedisce e lascia la località con 800 barbute in quanto non intende più porre il campo in tale sito. Approfittano della situazione Galeotto Malatesta Ungaro e Feltrino Gonzaga; costoro attaccano i viscontei e li sconfiggono con la cattura di 38 condottieri e di 1000 cavalli. Anichino di Baumgarten ripara a Formigine.

……………..   EmiliaGuerreggia nel modenese contro le truppe della lega antiviscontea.
Sett.Comp.    ventura      PerugiaSiena   Comp. ventura Emilia Toscana ed Umbria

Attende alla ricostruzione della bastia di Solara con Pagano di Panico. Nello stesso mese è congedato da Bernabò Visconti; in Toscana si collega con la Compagnia Bianca di Alberto Sterz per dare il guasto al senese. Ai 2 condottieri sono consegnati 12250 fiorini dietro la promessa di non toccare tale territorio per un triennio. Si separa dalla compagnia dello Sterz per spostarsi in Umbria ed   accettare gli stipendi dei perugini. Si accampano alle taverne di Olmo 400 cavalli ungheri, che devono unirsi con la Compagnia Bianca ostile al comune. Anichino di Baumgarten invia in soccorso ai perugini 600 cavalli che sorprendono i venturieri addormentati nelle loro tende . Di costoro rimangono uccisi 40 uomini ed  altri 150 sono fatti prigionieri. Gli scampati fuggono verso Perugia dove sono privati di armi e cavalcature. Intervengono i priori che fanno loro restituire quanto tolto in precedenza.

Ott.OrsiniRoma Lazio

Entra nel Lazio chiamatovi da Orso Orsini. Combatte ora  il comune di Roma; Costanza Orsini gli cede 8 castelli. Con Orso e Luca Orsini scorre  fino alle porte della città; si  impadronisce di un castello ai danni di Aldobrandino Orsini.

1364     
Gen.   ToscanaA fine mese viene segnalato in Toscana.
Mar.PisaFirenze Toscana

E’ sollecitato da Galeazzo Visconti ad unirsi con la Compagnia Bianca di Alberto Sterz (3000 barbute) e lottare contro  i fiorentini al soldo dei pisani. Accetta.

Apr.   Toscana

A metà mese si muove con Giovanni Acuto in Val di Nievole alla testa di 6500 cavalli tra inglesi e tedeschi e di 1000 cittadini di Pisa che fungono per lo più da guastatori. Entra nel pistoiese ed assale Prato. Dopo una scaramuccia portata fin sulle porte di Firenze, penetra nel Mugello per la Val di Marina, ne depreda il territorio ed occupa Barberino di Mugello. Gli si oppongono Pandolfo Malatesta ed Arrigo di Montfort: Anichino di Baumgarten elude la loro sorveglianza, si riaccosta a Firenze lungo le falde di Monte Morello. Entra in Pescia; assedia invano il castello di Petraia,  ottiene Montughi e Fiesole.

Mag.   Toscana

Attacca la Porta di San Gallo a Firenze alla cui difesa si trovano Arrigo di Montfort, Bonifacio Lupo, Manno Donati e Giovanni Malatacca. Everardo della Campana (Averardo Tedesco) e Guglielmo Cogno respingono una sortita dei fiorentini usciti dai serragli contro il parere dei loro capitani. Sono date alle fiamme molte abitazioni a San Antonio al Vescovo. Con l’avvicinarsi della notte i pisani rientrano a Montughi ed a Fiesole. Vi sono feste, danze e corse di cavalli nel campo degli attaccanti. Nell’occasione  Anichino di Baumgarten si fa armare cavaliere;  egli stesso, a sua volta, arma cavalieri il della Campana ed il  Cogno. Finge un’offensiva notturna per seminare il panico in Firenze; il giorno seguente attraversa, invece, l’Arno e pone i suoi alloggiamenti tra Giogoli, Pozzolatico ed Arcetri. Ritorna sotto il capoluogo ed è respinto facilmente un suo assalto condotto alla Porta di San Frediano; desola i dintorni;  dopo alcuni giorni utilizzati per curare i feriti (circa 2000 uomini) è costretto a ritirarsi per la resistenza frapposta dai fiorentini. Da San Miniato si muove su Incisa e da qui si sposta in Valdarno; riporta nuove perdite in un vano tentativo di impadronirsi di Terranuova; transita nei contadi di Arezzo, Cortona e Siena appropriandosi di nuovi prigionieri e prede. Tocca ancora la Val d’Elsa e la Val di Nievole e rientra in Pisa. Si ferma a San Piero in Campo: alla successiva rassegna sono contate le perdite che ascendono a più di 600 cavalli morti ed a 2000 feriti, dei quali molti periscono in un secondo momento. I mercenari sono creditori verso i pisani di 60000 fiorini per paghe arretrate. Data la situazione Anichino di Baumgarten si fa allettare da un’offerta dei fiorentini (9000 fiorini per lui, 35000 per la sua compagnia, 70000 nel complesso per i membri della Compagnia Bianca. Abbandona il servizio dei pisani e passa agli stipendi degli avversari con la promessa di non molestare per cinque mesi  il territorio di Firenze. Lo seguono nella defezione anche Alberto Sterz, Andrea di Belmonte ed Ugo della Zucca.

Giu.Comp. venturaSiena Toscana

Forma con Alberto Sterz ed Ugo della Zucca la Compagnia della Stella (un nome che si ispira ad un ordine cavalleresco fondato in Francia dal re Giovanni nel 1351). Anichino di Baumgarten inserirà tale simbolo, la stella,  nel suo stemma. Lo affiancano altri capitani tedeschi quali Giovanni di Raten, Andrea di Rod e Giovanni d’Aburgo. Depreda il senese con la Compagnia del Cappelletto. Si ferma vicino all’Arbia. I senesi consegnano ai venturieri 12250 fiorini dietro il suo impegno di non entrare nel loro territorio  per tre anni. Il servizio di spionaggio adottato dai senesi per monitorare i movimenti della  compagnia costa al comune  l’ulteriore somma di 765 fiorini.

Lug.Comp. venturaOrvieto UmbriaMinaccia Orvieto. Alla difesa della città si pongono Giordano Orsini ed Ugolino da Montemarte.
Ago.Comp. venturaSiena Pisa Toscana

Infesta il senese con Alberto Sterz. Riscuote una taglia di 38650 fiorini (in realtà il costo complessivo della scorreria per il comune di Siena è di 42627 fiorini, comprese le regalie per lo Sterz e gli altri capitani della compagnia, che comprendono per ciascuno dei 2 condottieri tedeschi un palafreniere, 9 muli carichi di verrettoni ed un grande quantitativo di vettovaglie, inclusi vino, cere e confetti e foraggio per le cavalcature). Dal canto loro Alberto Sterz ed  Anichino di Baumgarten  promettono di non invadere il territorio per 3 anni.  Viene aumentato il dazio sulla carne per fare fronte alle richieste della compagnia. Il Baumgarten procede verso Montepulciano.

Sett.Comp. venturaLazio Toscana Umbria e Lazio

Alcuni suoi uomini vengono svaligiati: Anichino di Baumgarten chiede ai fiorentini di essere risarcito per i danni subiti da costoro. Entra in Ficulle, vi si ferma per 8 giorni  procurando gravi guasti al contado di Orvieto. Occupa Sutri e Vetralla con Alberto Sterz; si trasferisce in Sabina graziie ai buoni rapporti che intrattiene con Orso Orsini.

Ott.Comp. ventura PerugiaSienaComp. ventura Toscana e Umbria

Ai primi del mese rientra nel senese con Alberto Sterz.  I 2 condottieri ottengono altri 26000 fiorini. Il comune consegna in ostaggio alcuni cittadini. Ai fiorini pattuiti se ne devono aggiungere altri 1000 chiesti dallo Sterz per evitare rappresaglie. Si regala una botte di vino ai soldati del Baumgarten e gli si fanno doni splendidi.  Viene ora assoldato dai perugini per contrastare proprio la compagnia dello Sterz. Lascia San Martino dei Colli e San Faustino (Sanfatucchio); si colloca alla Pila con 10000 barbute e 6000 fanti per controllare i movimenti degli avversari.

Nov.Comp. ventura  Umbria e Lazio

Alberto Sterz è obbligato a ricercare un accordo ed a allontanarsi dal perugino entro 10 giorni previa la fornitura di vettovaglie. I capitani delle varie compagnie vengono invitati per un banchetto a Perugia. A fine mese Anichino di Baumgarten entra nei contadi di Assisi, di Spello, di Foligno, Bevagna e Gubbio.

Dic.Comp. venturaChiesa  Molesta vari territori soggetti allo stato della Chiesa.
1365     
Gen. feb.Comp. venturaChiesa  Napoli Lazio

Il cardinale Albornoz decide di contrastarlo e si allea con la regina di Napoli Giovanna d’Angiò a seguito del suo ingresso nel Patrimonio della Chiesa. E’ affrontato dal capitano generale delle milizie angioine Gomez Albornoz. Costui arruola una compagnia di inglesi, con la quale riesce ad impedire ogni tentativo di offesa da parte di Anichino di Baumgarten. Il nipote del cardinale deve però subire la rivolta della compagnia da lui arruolata. Il cardinale Albornoz, in mancanza di soccorsi da parte dei fiorentini, è così costretto a ricorrere a proprio all’aiuto del Baumgarten. Il condottiero approfitta, infine, della situazione non esitando a devastare la Sabina.

Mar.Comp. venturaVico Umbria e Lazio

Ritorna nell’ orvietano ed espugna Porano; si sposta nel viterbese con 10000 uomini, tra cavalli e fanti, e si impossessa  di nuovo di Vetralla a spese di Giovanni di Vico. Notevoli sono le quantità di derrate reperite in tale località.

Mag.Comp. venturaSiena Toscana

Minaccia di irrompere nel senese e di darvi il guasto qualora gli sia negato il passo. Si stanziano 1000 fiorini per onorare Anichino di Baumgarten e convincerlo a non depredare il contado. Di più, gli sono regalati zuccheri, cera, polli, capponi, piccioni, fave e vino e gli si inviano gratuitamente vettovaglie.

Giu.Comp. venturaChiesa Napoli Lazio   Umbria e Toscana

Viene contro di lui la Compagnia Bianca, agli ordini  di Ugo della Zucca e di Andrea di Belmonte, nonché i pontifici comandati dal nipote del cardinale Albornoz, Gomez Albornoz.  Anichino di Baumgarten ed Alberto Sterz affrontano gli avversari nei pressi di Vetralla. L’assedio dura molti giorni senza giungere ad un’azione decisiva perché gli uomini della Compagnia Bianca si rifiutano di combattere a causa del ritardo delle paghe. Il Baumgarten viene a patti con il cardinale Albornoz;  cede Sutri e Vetralla in cambio di una cospicua somma di denaro. Si incontra ad Orvieto con  Gomez Albornoz; da ultimo si dirige nel lucchese dove viene raggiunto dagli ambasciatori fiorentini Lapo dei Rossi e Giorgio Scali. Costoro lo accompagnano dietro la promessa di pagare le vettovaglie per le necessità dei suoi uomini e di non recare danno al circondario.

Lug.PerugiaComp. ventura Umbria

 Ugo della Zucca ed Andrea di Belmonte entrano ostilmente nel perugino con le loro truppe; Anichino di Baumgarten ed Alberto Sterz ritornano al servizio del comune, fronteggiano a San Mariano gli inglesi e gli ungheri che militano nella compagnia avversaria. Sconfittili, li assediano nel locale castello. Dopo 2 giorni i nemici sono costretti alla resa a patti per la carenza di vettovaglie,  acqua e  vino. 1200 cavalli e fanti della compagnia del Baumgarten scortano prigionieri a Perugia 1600 ungheri ed inglesi. Tra costoro le autorità perugine ne scelgono 300 tra i più facoltosi, che sono incarcerati  fino al pagamento di un riscatto da parte loro. Gli altri sono rilasciati senza beni e disarmati. Molti di costoro sono uccisi per vendetta dagli abitanti del contado.

Ago.SienaComp. ventura Umbria e Toscana

Vi è un nuovo convito in Perugia cui presenziano, tra gli altri, anche Alberto Sterz ed Andrea di Belmonte. Viene concessa ad Anichino di Baumgarten la cittadinanza perugina e gli è donata l’osteria del Cervo. Nella città è alloggiato nelle case di Giovanni della Piscina. Subito dopo, con 4  bandiere di cavalli del comune e 1500 barbute della sua compagnia, lascia il territorio; passa per Assisi e si allontana con lo Sterz  verso la Toscana per difendere Siena da Giovanni Acuto. E’ ricevuto con grandi onori in tale città. Il costo complessivo per un anno della compagnia è valutato in 40000 fiorini. Il condottiero  lascia Siena e si dirige verso la  maremma per tallonare gli avversari a San Quirico d’Orcia ed a Sant’Angelo in Colle. Mette in fuga l’Acuto a Magliano in Toscana; i nemici riparano in Liguria ed egli rientra a Siena. Si ferma molti giorni nel capoluogo, a San Giovanni ed a Quarto per curare i feriti. Prosegue verso Arezzo e Perugia mentre lo Sterz prende la strada di Pisa.

Sett.   ToscanaAttraversa la Valdarno inferiore ed il senese. Invano i senesi cercano di assoldarlo  per contrastare la Compagnia di San Giorgio di Giovanni Acuto e di Ambrogio Visconti. Preferisce puntare verso la Lombardia.
……………..ChiesaMontefeltro Marche

I pontifici lo assoldano per 15000 fiorini. Reprime un tentativo di Federico Novello da Montefeltro diretto ad impadronirsi di Urbino.

1366     
…………..Comp. venturaChiesa LazioOccupa Sutri; devasta la Sabina e la Tuscia.
Giu.PerugiaComp. ventura UmbriaE’ assoldato dai perugini con Alberto Sterz per fronteggiare nuovamente nel territorio di Città di Castello la Compagnia di San Giorgio con Ambrogio Visconti, Giovanni Acuto e Giovanni d’Asburgo.
Nov.Milano  Emilia e Romagna

Ritorna al sevizio di Galeazzo e di Bernabò Visconti; si collega con la Compagnia Nera di Ermanno di Wartenstein. Tocca Ferrara ed attraversa il bolognese con 500 cavalli e 400 fanti tutti  male armati.

1367     
……………..Comp. venturaSiena ToscanaAffianca la Compagnia di San Giorgio di Giovanni Acuto e di Ambrogio Visconti.
Mar.   ToscanaSconfigge i senesi a Montalcinello.
Sett.Milano   Lascia il servizio dei Visconti.
Ott.Chiesa  Lazio

Occupa Fiano Romano. Viene assoldato dal papa, dalla regina di Napoli, da Perugia e da Siena con 400 barbute e 150 fanti. Gli è riconosciuta una provvigione mensile di 550 fiorini (200 i pontifici, 180 gli angioini, 90 i perugini, 80 i senesi).

Nov.   EmiliaA Bologna. I senesi, per mantenere la sua amicizia, gli fanno avere del denaro.
1368Comp. venturaConte Savoia PiemonteScorre nel territorio di Cuneo.
1371     
Feb.MilanoFerrara Toscana Emilia

A Pisa, ove raccoglie truppe per conto di Galeazzo Visconti. Lascia il pisano con l’Acuto;  staziona nel parmense, a Felino ed a Calestano.

1372     
InvernoConte  SavoiaMilano   Saluzzo1200 lance, 600 fanti, 300 arcieriToscana e Piemonte

A febbraio si reca a Pisa per raccogliere uomini d’arme per le sue compagnie. E’ condotto per 4 mesi dal conte di Savoia dietro il compenso di 20000 fiorini (1200 lance, 600 fanti e 300 arcieri inglesi).

Ott.Comp. venturaLucca ToscanaMinaccia la Toscana. Chiede ai lucchesi una taglia di 10000 fiorini.
Ott.Milano 300 lance  
Nov.NapoliMilano PiemonteMilita agli stipendi del siniscalco angioino Niccolò Spinelli per combattere i viscontei in Piemonte. Minaccia Bra e Cherasco.
1373     
MarzoConte SavoiaMonferrato PiemonteSi impadronisce di Caraglio e ne conquista il castello ai danni del marchese di Monferrato. Gli è data in feudo tale località.
AprileMilanoChiesa300 lanceLombardia

Ritorna agli stipendi del Visconti per combattere i pontifici. Gli è concessa una condotta di 300 lance. Nell’ esercito del signore di Milano militano pure altre 600 lance tedesche, 300 lance  ungheresi, 200 milanesi, 200 piemontesi e 300 inglesi per un totale di circa 1900 lance. Conduce l’esercito nel bresciano; si porta al Ponte della Nave per impedire il passo a Giovanni Acuto. Attraversa il fiume Chiese.

Mag.   Lombardia

Viene battuto,  dopo un iniziale successo a Gavardo, sul fiume Chiese, a Montichiari dalle forze collegate della lega antiviscontea comandate da Giovanni Acuto,  da Enguerrand de Coucy e da Amerigo del Pomerio. Si salva con la fuga assieme con Gian Galeazzo Visconti; sono invece fatti prigionieri Francesco d’Este, Gabriotto da Canossa e Francesco di Sassuolo.

1374     
Mar. ago.Milano Chiesa PiemonteE’ condotto da Galeazzo Visconti per due mesi. Gli viene riconosciuta una provvigione mensile di 20 fiorini. E’ inviato in soccorso dei difensori di Vercelli assediati dai pontifici. Le truppe nemiche, incitate dal fuoriuscito vescovo della città Giovanni Fieschi, continuano a scavare gallerie, ad erigere palizzate impedendo a chiunque sia di entrare che di uscire dalla città. I difensori si arrendono ai primi di agosto.
1375     
……………..    Si prepara alla morte. Procura di mettersi in pace con la Chiesa.
Ago.   FranciaRiceve ad Avignone 4 indulgenze ordinarie ed una plenaria in “articulo mortis”.
Sett.   PiemonteAttorno a Moncalieri con un fratello di Ottone di Brunswick.
Ott.   Germania

Si fa rilasciare dal papa Gregorio XI un solenne documento che attesta come egli sia stato ricevuto sotto la protezione dello stato della Chiesa. Ritornato in Germania, muore negli stessi giorni. Ricordato da Lorenzo Spirito in “Altro Marte”.

 CITAZIONI

-“Che fu el magiore traditore che fusse mai in queste parti.” ANONIMO SENESE

-“Il quale fè molti tradimenti al comuno di Siena nell’oste e altrui.” D. DI NERI

“Anichinus era germanus, iam antea longo stipendio per Italiam notus.” PALMIERI

-“Fu uno dei più eminenti condottieri di quelle bande, dette compagnie, che nella seconda metà del XIV secolo sconvolsero le regioni italiane. Scaltro, perfido, audace e sempre unicamente sollecito del proprio vantaggio, trovò nell’Italia di quegli anni, dilaniata da feroci politiche e da fazioni, ampie possibilità di offrire i suoi servigi al migliore offerente.” WALTER

-“Latronum duce.” BEVERINI

-“Allora i Fiorentin tennon trattato/ Con gli Inghilesi e col detto Annichino,/ E que’ che fanno fare ogni mercato. Concordia  fare tra loro e ‘l Fiorentino.” PUCCI

-“Used his exposure to Italian business methods to help his heirs establish the Paumgartner company, a firm of German businessmen who conducted trade between Avignon, Barcelona, Milan and Prague.” CAFERRO

-“Dreaded and brutal.” TUCHMAN

-“Ferocissimo.” CASALIS

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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