ANGELO D’ANGHIARI

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

ANGELO D’ANGHIARI  (Angelo Mazzoni) Signore di Casteldelci e Senatello.

  • 1444 (marzo)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1430FirenzeLucca 

 

Toscana

Su ordine del commissario Astorre Gianni penetra nella valle di Saravezza i cui abitanti si sono ribellati ai fiorentini: il commissario fa imprigionare gli uomini, le donne sono violentate e le case messe a sacco.

1431
………FirenzeLucca  Siena15 lanceToscana

………21 lanceMilita da quest’anno fino al 1434 nelle compagnie di Micheletto Attendolo (condotta di 21 lance).
1437
Apr. ago.FirenzeLucca200 cavalliToscanaA fine mese esce da Pisa con la sua squadra di cavalli,  fanti, guastatori e bombardieri. Si accampa a Castiglioncello nel lucchese. Assale la località. Dopo alcuni giorni leva il campo per ordine di Francesco Sforza ed affianca quest’ultimo in un attacco a Santa Maria in Castello. Il centro cede dopo un giorno, a seguito dell’abbattimento di 5 torri della cinta muraria ad opera delle bombarde. A metà giugno è ricondotto dai fiorentini per sei mesi. La condotta rimane la medesima. A luglio lascia Firenze e ritorna al campo di Castiglioncello. Ai primi di agosto anche tale località cede ai fiorentini, a patti, salvo l’avere e le persone. Si sposta, infine, a Filetto. Da qui si propone di assalire il Ponte alla Preta presso Lucca. E’ dato il guasto al territorio circostante. Si sposta a Ripafratta.
Nov.302 cavalliToscanaI fiorentini non mantengono la loro promessa di aumentargli la condotta. Minaccia di lasciare i loro stipendi per accettare quello degli estensi. Viene subito soddisfatto nella sua ambizione;  la sua condotta è incrementata di 32 lance, pari a 102 cavalli. E’ assoldato per sei mesi con altri sei di beneplacito.
1438
Mar.ToscanaE’ fatto prigioniero dai lucchesi. Viene rinchiuso nel carcere detto il Sasso.
Apr.ToscanaE’ liberato a fine mese. Tra le clausole per il suo rilascio deve recarsi a Firenze ed ottenere dai fiorentini la liberazione dei prigionieri catturati in un recente scontro a Pontetetto. E’ previsto che, nel caso in cui non riesca a raggiungere tale obiettivo, il pagamento da parte sua di una taglia di 2000 ducati
Mag.ToscanaSi reca a Livorno a rendere omaggio a Renato d’Angiò, sbarcato a Porto Pisano (periferia di Livorno) con la sua flotta di 9 galee, al fine di combattere gli aragonesi nel regno di Napoli.
Giu. dic.Firenze302 cavalliViene ricondotto dai Dieci di Balia alle precedenti condizioni. Gli sono promesse tre paghe a titolo di prestanza. A luglio risultano non rispettate dai fiorentini le condizioni contrattuali concordate. Angelo d’Anghiari chiede allora il permesso di passare agli stipendi dei veneziani. Questo non gli viene accordato. Rifiuta di effettuare la rassegna della sua compagnia. Solo a dicembre si addiviene ad un accordo definitivo dopo essere stato soddisfatto nelle sue richieste.
1439

Mag. ago.FirenzeMilano 

 

Toscana

E’ di stanza a Pisa. A fine maggio gli sono consegnati 600 fiorini, pari a metà paga della sua compagnia. A fine giugno è segnalato ad Empoli, in trattative con il signore di Foligno e l’abate di Spoleto. Alla fine accetta, malvolentieri, le proposte fattegli dai fiorentini con la loro richiesta di rinnovo dei semi di beneplacito. A luglio gli sono consegnati 3725 fiorini, pari alla prestanza di tre mesi. Nello stesso mese una sua cavalcatura prende parte a Firenze al palio di Sant’Anna. La rassegna della sua compagnia avviene ad agosto a Pontedera.

Ott.ToscanaLa riconferma della sua condotta (con 5 cavalli in più) avviene nei primi giorni di ottobre. Gli sono promesse due paghe. E’ inviato a rafforzare il presidio di Pisa perché si sospetta che nella città sia in atto una congiura a favore di Niccolò Piccinino. Sventato il pericolo rientra ad Anghiari. Negli stessi giorni invia Piero d’Anghiari a Rimini a rendere visita a Sigismondo Pandolfo Malatesta.
Nov. dic.Marche e ToscanaIl Malatesta, pur di averlo al suo fianco, gli permette di acquistare per 4000 ducati da Landedeo da Sarsina Casteldelci, Senatello e Faggiuola. Rientrato in Toscana,  ai primi di dicembre impedisce ai ducali, di stanza a Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) di scorrere verso Carciano al fine di procurarsi strame.
1440

Mar. apr. 

 

 

 

302 cavalliToscana

Viene trasferito con la sua compagnia nel Mugello. Niccolò Piccinino si avvicina minaccioso a Firenze. Si colloca a Scarperia alla difesa della città. A metà mese con i suoi uomini d’arme, i saccomanni ed i fanti di Bernardo Dati compie un’azione diversiva verso il campo visconteo di Pulicciano. E’ assalita la squadra di Astorre Manfredi: il bottino consiste in 60 cavalcature e molte pancere, corazze, giornee ed elmetti d’argento. Allorché il Piccinino si sposta nel Casentino, lascia Scarperia e si ferma a Ponte a Sieve per controllare i movimenti degli avversari. Dopo qualche giorno si dirige ad Arezzo, dove sembra essere in atto una congiura per consegnare la città ai ducali.

Mag.Toscana

Invia il notaio Giusto Giusti a Rimini per accettare la condotta che gli è stata offerta dal signore di Rimini. Il suo rappresentante ottiene dal Piccinino un salvacondotto per potersi recare a Casteldelci. Sempre negli stessi giorni affianca Micheletto Attendolo in una scorreria nel Casentino, volta ad assalire i saccomanni nemici. La missione non ha per il momento luogo a causa della cattura di un fante fiorentino, uscito da Rassina, che rivela ai rivali il probabile attacco. a fine mese lascia Anghiari per una scorreria che lo porta alla cattura di 80 capi di bestiame tra pecore, capre, maiali ed asini.

Giu. Lug. 

 

 

 

302 cavalli

 

Toscana

Contrasta sempre le milizie viscontee. Si muove nel Casentino con Gregorio d’Anghiari. Si accampa nei pressi di Bibbiena ed ottiene a patti tale località; subito dopo, su ordine del commissario generale fiorentino  Neri Capponi, occupa con Niccolò da Pisa anche Rassina e Poppi. A fine mese prende parte alla battaglia di Anghiari. Nello schieramento iniziale si colloca sulla sinistra con Pietro Giampaolo Orsini ed i commissari Neri Capponi e Piero Guicciardini. Negli stessi giorni a Rimini il Giusti tratta con il Malatesta le condizioni della nuova condotta (400 cavalli e 100 fanti, con una prestanza di 70 fiorini per lancia). A metà luglio Angelo d’Anghiari si reca a Firenze; ottiene il permesso di lasciare gli stipendi della repubblica; lascia Arezzo per trasferirsi in Romagna.

Sett. ott.RomagnaA metà settembre si trova a Forlì con le truppe della lega. Segue gli alleati verso Castrocaro Terme e Dovadola; ottiene dopo un breve assedio Rocca San Casciano. Sono piantate le bombarde contro Dovadola. Ad ottobre lascia Meldola per dirigersi su Forlì. Con le milizie del Malatesta si colloca tra Bertinoro e Cesena, mentre  Pietro Giampaolo Orsini si accampa a Ronco. L’avvicinarsi dell’esercito nemico lo spinge a ritirarsi prima sul Savio e poi a San Zaccaria. A causa della mancanza di vettovaglie, specie di pane, il campo si volge verso Bertinoro. L’avvicinarsi della cattiva stagione spinge i belligeranti agli accampamenti invernali.
1441

Feb. apr.Romagna e Toscana

A Rimini. Da qui si dirige a Casteldelci per timore di un trattato ai suoi danni. Negli stessi giorni predispone pure a rafforzare le difese di Senatello. Ad aprile si reca a Sansepolcro in visita al commissario fiorentino Niccolò Valori.

Ago.RiminiUrbinoMarche

Promette al signore di Rimini di essergli fedele e leale aderente. Il Malatesta, da parte sua, gli vende un podere a Santa Fista nel perugino, presso Citerna, con una casa nella stessa Citerna, due vigneti ed un mulino a Pestrino nel pesarese. Si propone di recuperare alcuni piccoli castelli già di proprietà della famiglia della moglie. Giusto Giusti si muove all’impresa alla testa di 400 fanti, di cui la metà forniti dal lo stesso Malatesta. Le truppe attraversano i monti e giungono a Montelocco, nella Massa Trabaria, presso San Leo. Il suocero Alberigo Brancaleoni se ne dichiara signore. Nello stesso tempo Gregorio d’Anghiari deve provenire dalla Toscana ed impadronirsi di Montemaggio a spese dei Montefeltro.

Sett. ott. 

 

 

 

 

 

Marche

Ai primi del mese si impadronisce con 100 cavalli e fanti di Santa Croce; assale poi Lonano, mentre da Montelocco lo raggiunge il Giusti con 70 fanti. Respinto inizialmente dagli abitanti, finge di allontanarsi, si pone in agguato in una macchia vicina e sorprende i nemici usciti dal borgo. Con la vittoria soccorre i difensori del castello; punta su Montemaggio per collegarsi con Gregorio d’Anghiari;   con quest’ultimo ritorna ad assalire inutilmente Lonano.  Decide di levare nottetempo il campo e di portare le sue scorrerie nel Montefeltro. A Tavoleto ed a Montecalvoli. Nel frattempo proviene dal riminese  Federico da Montefeltro con 450 cavalli e 711 fanti. Angelo d’Anghiari continua le ostilità, razzia bestiame nei pressi di Santa Croce, mentre il Montefeltro riesce a recuperare il castello di Santa Croce. Assale invano Ripalta; contatta Gian Francesco da Piagnano e Gregorio d’Anghiari per prestare soccorso ai difensori di Montelocco. Ai primi di ottobre affronta i feltreschi alla testa di 300 cavalli, 160 fanti e 400 cernite. Federico da Montefeltro dispone di 500 cavalli, 1000 fanti e di molte cernite. Vince gli avversari cui cattura 30 uomini d’arme ed altri 80 uomini tra fanti e cernite. Il bottino consiste in molte cavalcature e 5 bombarde. Molti sono i morti d’ambo le parti. Lo stesso giorno interviene per conto degli avversari Matteo da Sant’Angelo (3000 uomini) che lo mette in fuga con gli altri capitani. Si ritira a Macerata Feltria e da qui raggiunge Tavoleto.

1442

Mar. mag.

Tratta con Niccolò Piccinino per una condotta di 400 cavalli. Ad aprile litiga con il Malatesta; a maggio è a Fano ed ha modo di incontrarsi con Francesco Sforza. Con il Malatesta riceve l’ordine da quest’ultimo di opporsi al passaggio del Piccinino.

Giu. 

 

 

 

Toscana

Ottiene una condotta di 100 lance dallo Sforza; gli sono consegnati 1000 ducati. Si trova a Castellina in Chianti con molti uomini d’arme per impedire al papa Eugenio IV di lasciare Firenze.

Lug.Sforza100 lance

Ottiene una condotta di 100 lance con lo Sforza. L’inizio del servizio è previsto a settembre. Gli sono consegnati 1000 ducati.

Dic.SforzaChiesa Napoli 

 

Romagna e Marche

Transita per Rimini con Pietro Giampaolo Orsini (1500 uomini fra cavalli e fanti);  si reca nelle Marche in soccorso di Francesco Sforza.

1443 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.Toscana

Viene inviato dallo Sforza in Toscana su richiesta dei fiorentini. Si ferma a Sansepolcro; è diretto verso Castellina in Chianti e Staggia. Si introduce in Valdelsa.

Sett. 

 

 

 

 

 

Marche

E’ alla testa delle compagnie che hanno già militato agli ordini di Giampaolo Orsini. Sul fiume Arzilla, presso Fano, sorprende l’avanguardia aragonese.

………MarcheViene preposto alla difesa di Fano.
1444

Mar. 

 

 

 

 

 

Marche

Si reca a Fermo per un battesimo; muore all’improvviso. Sposa Giovanna Brancaleoni.

NESSUNA CITAZIONE

Print Friendly, PDF & Email
Previous articleANDREA MATTEO ACQUAVIVA
Next articleANGELO D’ASCOLI
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email