ANDREA MATTEO ACQUAVIVA

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ANDREA MATTEO ACQUAVIVA Di Atri. Conte di Conversano, duca d’ Atri, conte di San Flaviano , marchese di Bitonto, duca di Teramo.

Signore di  Ripatransone, Eboli, Controguerra, Montepagano, Canzano, Morrice, Notaresco, Corropoli, Mosciano sant’Angelo, Poggio Morello, Torano, Tortoreto, Bellante, Forcella, Montone, Giulianova, Sternatia.

Figlio di Giulio Antonio, fratello di Belisario, padre di Gian Francesco.

1458 (gennaio) -1529 ( gennaio )

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1464

E’ investito del marchesato di Bitonto dal re di Napoli Ferrante d’Aragona.

1478 Napoli Firenze Marche

E’ inviato in soccorso degli Sforza, signori di Pesaro, che sono minacciati da Girolamo Riario. Nell’anno acquista dal demanio regio in Terra d’Otranto il feudo di Sternatia.

1481
Mag. Napoli Impero  Ottomano Puglia

Partecipa alla guerra di Otranto contro i turchi. Ferrante d’Aragona lo investe sia dei beni paterni, che di quelli materni.

1482
Ago. Napoli Chiesa Lazio

Contrasta i pontifici; è sconfitto e catturato nella battaglia di Campomorto.

1483 Napoli Venezia Puglia

Nominato luogotenente generale, ha l’incarico di difendere le coste pugliesi. Contrasta i veneziani che hanno conquistato Gallipoli.

1484

Acquista Controguerra da Francesco Cantelmi.

1485 Baroni Napoli Puglia

Prende parte alla congiura dei baroni forse perché gli aragonesi non vogliono restituire Teramo agli Acquaviva o per oscure minacce del duca di Calabria Alfonso d’Aragona. Occupa Rutigliano e Spinazzola con il principe di Altamura Pietro del Balzo. Attaccato dagli avversari tra dicembre e la primavera seguente è costretto ad arrendersi.

1486
Mag. nov. Basilicata

Si arrende a Napoli nelle mani degli avversari. Si reca a Lavello; condotto davanti al re Ferrante d’Aragona gli si getta ai piedi e chiede di essere perdonato.  Aderisce, tuttavia, poco dopo ad una nuova ribellione; presenzia ad un convegno a Lacedonia. Viene ancora sconfitto dalle forze regie ed è costretto ad umiliarsi a Cerignola (metà novembre). E’ l’unico barone ribelle ad essere risparmiato dal re di Napoli Ferrante d’Aragona grazie all’intercessione del suocero Antonio Piccolomini, tra l’altro anche genero del sovrano. Gli sono tolte Teramo e Bitonto; deve consegnare le fortezze dei suoi domini feudali con l’obbligo di pagare gli stipendi dei presidi. Ottiene in cambio il titolo di gran siniscalco e la signoria di Martina Franca.

1490
Mag. Campania

Presenzia a Napoli alle esequie del re d’Ungheria Mattia Corvino.

1492
Mar.

Concede in mutuo 230 ducati al principe di Capua.

1494
Mag. Napoli Francia Campania

Si trova a Napoli per l’incoronazione del nuovo re Alfonso d’Aragona.

1495
Mag. Puglia

In Terra d’Otranto. Soccorre Brindisi con  Cesare d’Aragona e Bartolomeo d’Alviano alla testa di 3000 fanti biscaglini e di 500 cavalli. I suoi uomini si sbandano per l’azione di Fabrizio Colonna.

…………… Francia Napoli Abruzzi

Diserta nel campo avversario. Si sforza di sostenere negli Abruzzi il partito filofrancese.

1496
Giu. Abruzzi

E’ sconfitto e catturato nel piano di Sulmona da Annibale da Varano. Costretto ad arrendersi, ha salva la vita. Gli vengono confiscati i feudi di Casamassima e di Conversano: la seconda località a favore del fratello Belisario. Gli altri feudi gli sono confermati dal re Ferdinando d’Aragona.

1497/1498 Napoli Chiesa Lazio e Marche

Rientra nella generale amnistia concessa dal nuovo sovrano a  Federico d’Aragona a tutti i feudatari ribelli. All’Acquaviva sono restituiti Casamassima e Conversano. Combatte per gli aragonesi contro le truppe dello stato della Chiesa a Sora e l’anno successivo ad Ascoli Piceno.

1499

Gli viene restituita anche Acquaviva delle Fonti.

1501
Ott. Francia Puglia

In seguito al dissidio tra francesi e spagnoli per la conquista del regno di Napoli (gli aragonesi sono stati sconfitti) parteggia per i primi contro i secondi.  Chiede al duca di Nemours la signoria di Teramo.

1502 Francia Spagna Abruzzi e Puglia

Combatte agli ordini del Nemours le milizie di Consalvo di Cordoba. Viene preposto alla difesa delle coste abruzzesi. Abbandona Andria e si accampa vicino a Bitonto. Cerca di concincere i francesi a concentrare le loro forze attorno a Barletta. Occupa Castellaneta, si rafforza in Conversano e  si unisce ad Altamura con Luigi d’Ars.

1503
Feb. Puglia

Si dirige in terra d’Otranto con Luigi d’Ars. Al comando di 400 uomini d’arme, 100 cavalli leggeri e 600 fanti  cade in un’ imboscata che gli viene tesa a Rutigliano da Pietro Navarro.  Fatto prigioniero dopo essere stato ferito diciassette volte, è rinchiuso prima nel castello di Manfredonia, poi a Napoli nel fondo di una torre a Castelnuovo.

1504
Gen. Campania

E’ segnalato in Castelnuovo nel fondo di una torre chiamata “del Miglio”, con Onorato ed Alfonso da San Severino.

Nov.

Gli vengono confiscati i suoi beni a favore di Fabrizio Colonna.

1505/1506 Campania

Liberato dopo il trattato di Segovia, si stabilisce a Napoli. Gli sono restituiti i suoi feudi. Nel novembre 1506 accoglie nella città il re di Spagna Ferdinando il Cattolico. Si sposa in seconde nozze con Caterina della Ratta, che gli porta in dote la contea di Caserta, Sant’Agata de’ Goti, Eboli, Limatola e la baronia di Valle.

1508/1509 Ritornato nelle grazie degli spagnoli, ne approfitta per riordinare i possedimenti degli avi; riesce a recuperare Atri, nonostante l’ostilità degli abitanti. Forte dell’appoggio del sovrano non esita ad adoperare la forza; la città torna in suo possesso dopo un breve assedio. Nel 1509 il re di Spagna gli conferma il feudo di Vitulano che fa parte della dote della moglie. E’ invece tenuto lontano dalla vita politica, in quanto sospetto per il suo passato di fautore della causa francese.
1510
Ott. Campania

Si trova con altri baroni nella cattedrale di Napoli per protestare contro l’entrata nel regno dell’inquisizione spagnola.

1511

Restituisce ai francesi il collare dell’ordine di San Michele.

1516

Vende Vitulano al marchese di Montesarchio Giovanni Vincenzo Carafa.

1521
Mar.

Carlo V si trova in difficoltà finanziarie, per cui lo investe di Teramo e del suo contado dietro l’esborso di 40000 ducati. Gli abitanti si oppongono al suo ingresso e riconoscono all’imperatore una analoga cifra per liberarsi dal dominio degli Acquaviva. Una causa discussa al S. Consiglio di Santa Chiara gli dà ragione. Cerca di far valere il suo diritto con la forza assieme al figlio Giovanfrancesco. Assale la città; è sorpreso da una sortita degli abitanti; sconfitto, viene obbligato a  rinunciare  al feudo perso per sempre dalla sua famiglia.

1527
Apr. Favorisce la spedizione francese del Lautrec nel regno di Napoli perché gli imperiali non hanno voluto riconoscere le sue pretese sul marchesato di Bitonto e sul principato di Teramo. Il nipote Giulio Antonio, conte di Conversano, si unisce con i francesi.
1528

E’ assediato in Napoli dai francesi. Con la morte del Lautrec gli è confiscato dal principe d’Orange il ducato di Atri a favore di Ascanio Colonna per la ribellione al dominio imperiale del figlio Giulio Antonio.  Coinvolto in un processo, è trovato innocente. Per riottenere il ducato deve però versare all’erario una grossa somma di denaro.

1529
Gen. Puglia

Muore a fine mese a Conversano carico di debiti  (un milione di ducati). Traduttore dell’opera di Plutarco “De Virtute Morali”, che dedica a Giovanni Caracciolo. Sposa in prime nozze Isabella Todeschini Piccolomini, nipote del re Ferrante d’Aragona ed in seconde Caterina della Ratta, contessa di Caserta (vedova, a sua volta, di Cesare d’Aragona, figlio naturale del re di Napoli Ferdinando).

  CITAZIONI

“Oltre ad essere uomo valentissimo in armi, e a capo di forze rilevanti. aveva grande autorità di consiglio, dottissimo di lettere greche e latine.” CONTI

“Di vivace ingegno accompagnato da filosofia e leggiadramente tinto di poesia, amatore d’uomini letterati ed apprezzatore delle scienze, e la corte sua era tutta piena di tal sorta d’uomini, che erano trattati con molto onore.”SANTORO

” In whom all the academicians of Naples have bestowed the highest honours..distinguished himself, with various success, in the wars which soon after this period desolated his country.” ROSCOE

“Militare decus, ac belli gloriam ita est assecutus, ut philosophia, caeteraque artes bonae te et authore et magistro glorientur.” PONTANO

” Cernis, ut exultet patriis Aquivivus in armis,/ Duraque spumanti frena relaxet equo,/ Quos mites illum permessi hausisse liquores/ Credat, et imbelles excolu’sse liras./ Confurgunt nivee fulgenti in casside Christae,/ At clypeus, torvo, Gorgonis ore tumet,/ Marte animo rigidum musas, qui stringere ferrum/ Qui Martem doctos cogis amare coros/ Haec ducis est virtus, non uni insistere palmae/ Sed nomen factis quaerere et ingeniis.” Da un epigramma del SANNAZZARO raccolto dal CAMPANILE.

“Era el marqués uno de los mas principales y mayores senores de aquel reino y de gran experencia y noticia de cosas, asì en paz como en guerra.” ZURITA

“Uno dei feudatari più ricchi del regno, fu uomo d’armi e di lettere, colto e raffinato, educato da giovane dal Pontano ed amico in età adulta di Jacopo Sannazzaro.” WIKIPEDIA

“Non manco prode allora nell’armi che si fusse poi nelle lettere eccellente e chiaro.” PORZIO

“La personalità  dell’Acquaviva non si conclude..nella sua attività politica e militare: quanto questa fu varia, inquieta, molteplice, tanto fu invece equilibrata e compiuta la sua partecipazione al movimento umanistico del Meridione d’Italia; a ragione il Gothein lo ricorda come il più importante fra i principi umanisti accanto alla stessa corte reale di Aragona. Educato alla scuola del Pontano con suo fratello Belisario ed amico poi del Pontano, come degli altri umanisti meridionali, dal Galateo al Cantalicio, prese parte attiva all’Accademia Pontaniana, cui apportò il contributo del suo ingegno e l’appoggio del cospicuo patrimonio. E dagli amici umanisti ebbe numeroso e importante consenso: ricordano fra tutti il Pontano, che gli dedicava il “De Magnanimitate”, esaltano la sua persona e la famiglia Acquaviva. A questo suo amore per la cultura e per gli amiici accademici si deve l’impianto di una tipografia a Napoli, verso il 1525,  diretta da Antonio Frezza da Corinaldo: vi furono stampate opere del Pontano (il “De Fortuna”, “De Immunitate” e “De Astrologia”) ed il “De partu Virginis” di Iacopo Sannazzaro.” DIZIONARIO BIOGRAFICO DEGLI ITALIANI

“Prode nell’armi, e nelle lettere..Lungamente sostenne il grido d’uomo eccellente nella dottrina, e nelle buone lettere, onde fu communerato fra i Celebri.” ANTINORI

 

Fonte immagine: researchgate

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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