ANDREA DA CAPUA

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Condottieri di ventura

0368      ANDREA DA CAPUA  (Andrea d’Altavilla) Di Capua. Duca di Termoli, conte di Campobasso e di Montagano. Signore di  Manfredonia, Guglionesi, Marcianise, Fragneto Monforte, Campodipietra, Monacilioni, Montorio nei Frentani, Campomarino. Fratello di Giulio Cesare.

+ 1511 (dicembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1495  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Napoli Francia  

 

Campania

Si trova a Napoli alla cerimonia in cui Ferdinando d’Aragona viene eletto re.

Giu.  

 

 

 

 

 

Calabria e Sicilia

Milita agli ordini di Consalvo di Cordoba. Prende parte alla battaglia di Seminara; sconfitto, si rifugia a Bagnara Calabra e, da qui, si imbarca per Messina.

Nov. Campania Il re di Napoli lo investe dei feudi di Angelo di Monforte; nella stessa occasione gli sono venduti i castelli di Fragneto Monforte, Campodipietra, Monacilioni, Lino, Montorio nei Frentani, Precina, Campomarino e Monte Rotario già di proprietà del Monforte.
1496  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Puglia

Si trova a Lucera con Annibale da Varano e Teodoro da Trivulzio.

Ott.  

 

 

 

 

 

Campania

Il sovrano gli riconferma la contea di Campobasso, la contea di Montagano ed il ducato di Termoli.

1497  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Campania

A Capua per l’incoronazione del nuovo re Federico d’Aragona.

1502 Spagna Francia  

 

Puglia

Affianca ancora il Cordoba contro i francesi.

1503  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Puglia e Calabria

Presenzia alla disfida di Barletta che si svolge in territorio veneziano tra Barletta e Bisceglie: d’altra parte molti dei campioni italiani militano nelle sue compagnie. Lascia, poi, la prima città con 300 stradiotti ed affronta in Calabria l’Aubigny.

Apr.  

 

 

 

 

 

Puglia

Partecipa alla battaglia di Cerignola ove si pone con i suoi uomini d’arme all’imboccatura di una strada in mezzo ai vigneti. Esce dai ripari e per poco non viene scavalcato da Cacciavillano dal Corno.

Giu.  

 

 

 

 

 

Campania e Lazio

Con Prospero Colonna scaccia i francesi da Capua; entra in Sessa Aurunca, Pontecorvo ed ottiene Roccaguglielma .

Dic.  

 

 

 

 

 

Campania

Prende parte alla battaglia del Garigliano; combatte con il Colonna alla retroguardia, prima dell’ artiglieria, con 200 lance e 2000 fanti spagnoli.

1504  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Campania

Acquista dal Cordoba il feudo dì Ponte; ottiene in feudo Marcianise.

1505  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Ricopre l’incarico di viceré degli Abruzzi.

1506  

 

 

 

 

 

 

 

Nov.  

 

 

 

 

 

Campania

Accoglie in Napoli il re di Spagna Ferdinando il Cattolico. Nell’occasione ha una contesa per ragioni di precedenza, assieme con il Colonna, nei confronti di Roberto da San Severino e di Traiano Caracciolo.

1507  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Viene nuovamente eletto viceré degli Abruzzi. Nell’anno gli sono concessi in feudo San Martino Sannita e Guglionesi.

1509  

 

 

 

 

 

 

 

…………….  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Ricopre sempre l’incarico di viceré degli Abruzzi.

……………. Spagna Venezia 400 lance Veneto

Al comando di 400 lance spagnole viene inviato in soccorso dei francesi dello Chaumont e degli imperiali di Massimiliano d’Austria contro i veneziani. Raggiunge il padovano, varca il Bacchiglione a Selvazzano Dentro e punta contro Monselice.

Estate  

 

 

 

 

 

Veneto

All’assedio di Padova. Si pone in agguato a Castelcarro: le sue intenzioni vengono scoperte da Dionigi Naldi.

Autunno  

 

 

 

 

 

Veneto

Prende parte alla difesa di Vicenza.

1510  

 

 

 

 

 

 

 

…………….  

 

 

 

 

 

Lazio ed Emilia

Esce da Roma, tocca Firenze con 400 lance, 600 cavalli leggeri e 2000 fanti ed entra nel ferrarese in soccorso di Alfonso d’Este.

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia

Giunge al campo imperiale nel veronese; esce dal capoluogo con 110 uomini d’arme; contrastato da Lucio Malvezzi, ritorna a Verona.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Staziona nel Veneto con le sue compagnie.

Giu. Impero Venezia 400 lance Abruzzi Romagna Emilia

Nel regno di Napoli. A Pescara effettua la rassegna dei suoi uomini. Si trasferisce, in un secondo momento, in Romagna a Cesena, sosta nel territorio tra Cento, Lugo e Bagnocavallo. Viene contattato dai veneziani che, tramite fra Leonardo Prato, gli offrono il capitanato generale ed uno stipendio annuo di 30000 ducati.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ segnalato alla difesa di Verona a fianco del principe Rodolfo di Anhalt. Lascia Verona; tocca Soave e segue il la Palisse verso Vicenza; si sposta ad Olmo (Creazzo); da qui  si reca al campo di Santa Croce Bigolina sul Brenta. Si presenta davanti alle porte di Padova con cinque capitani ed ha un colloquio con fra Leonardo Prato: sembra offrirsi al servizio della Serenissima mentre i suoi uomini si evitano di danneggiare il territorio. Abbandona Monselice in fiamme e rientra a Verona con Rodolfo di Anhalt.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto ed Emilia

A Verona. Nella città è proibito agli abitanti, pena la forca, di lasciare le proprie case; l’oscurità notturna ed il divieto di suonare le campane rendono sempre più lugubre la vita cittadina. E’ istituita una ronda notturna di 200 uomini d’arme, 2000 fanti alla guardia delle artiglierie e di 1000 fanti alla guardia della piazza. Sentinelle sono piazzate lungo la cinta muraria. E’ munito, in particolare, di artiglierie il castello di San Felice da cui si bombarda giorno e notte il campo della Serenissima. Andrea da Capua si incontra nuovamente con fra Leonardo Prato per uno scambio di prigionieri.  A Soave con il vescovo di Trento Georg von Neideck ed il principe di Anhalt per un consiglio di guerra; di seguito si sposta nel ferrarese. Il suo comportamento si rivela spesso ambiguo.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia e Veneto

Ritorna a Verona per i funerali di Rodolfo di Anhalt che si svolgono nella chiesa di Sant’ Anastasia; esce dalla città con i suoi uomini d’arme e quattro compagnie di fanti.  Protegge i saccomanni da possibili attacchi dei cavalli leggeri veneziani. A Verona ha il compito di sorvegliare Porta Vescovo. Si scontra a San Bonifacio con Giampaolo Manfrone: si pone alla retroguardia e con la sua azione sbarra il passo agli imperiali, che cercano di fuggire, salvando in tal modo il suo esercito da una disfatta. Da ultimo chiede al papa Giulio II un salvacondotto per rientrare nei suoi possedimenti;  invia alcuni uomini a Mantova affinché gli preparino gli alloggiamenti.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

Le sue truppe, ferme a Verona, sono senza paga ed in disordine anche a causa delle malattie: molte sono pure le diserzioni.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

Richiamato dal re di Spagna,  si allontana da Verona. Transita per Villafranca di Verona, entra nel mantovano con un salvacondotto di Francesco Gonzaga. Prima di partire ha una grossa lite con il vescovo di Trento.

Dic.  

 

 

 

 

 

Marche e Abruzzi

Raggiunge le Marche; tocca Montalboddo con 1500 cavalli e 700 fanti; per suo ordine le sue milizie rispettano i territori attraversati. Nel proseguimento della sua marcia transita per Fermo (ove è ricevuto, come all’andata, con grandi onori) e da qui raggiunge gli Abruzzi.

1511  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Chiesa Francia Emilia Staziona nel bolognese con Fabrizio Colonna e Giampaolo Baglioni. Gli vengono contro dal reggiano Galeazzo Pallavicini, Giovan Francesco Gambara e Corrado Tarlatini.
Lug.  

 

Gonfaloniere dello stato della Chiesa Emilia

A Roma  è nominato da Giulio II gonfaloniere dello stato della Chiesa al posto di Francesco Maria della Rovere.

Ago.  

 

 

 

 

 

 

 

Si ammala.

Sett.  

 

 

 

 

 

Campania

A Napoli. Il pontefice lo convoca a Roma.

Nov.  

 

 

 

200 lance Lazio

A Roma. Nella cappella di San Sisto gli sono consegnati dal cardinale di San Giorgio il bastone e lo stendardo di gonfaloniere, simboli del comando. Parte per la Romagna con 90 lance e 25 cavalli leggeri. E’ colpito dalla terzana.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

Muore a Civita Castellana. E’ sepolto a Napoli nella chiesa degli Incurabili.

 CITAZIONI

“Fu tra per lo valor suo e dignità del grado, e nobiltà della famiglia, molto operato da i re.” AMMIRATO

“Il cui ardimento è tanto grande, che non può agguagliarsi con parole.” CANTALICIO

“Illustre signore.” NOTAR GIACOMO

“Fut fort estimé capitaine.” BRANTOME

Alla difesa di Vicenza “Il bon conte Termene (di Termoli) anchor lui/ con una ardita squadra de spagnuoli/ per far le forze sue chiare ad altrui/ e dar a li marcheschi affanni, e duoli/ che forse non l’havean provate piui/ come leggeri pardi, o caprioli/ ne la baruffa entror con tanto ardire/ che assai de nostri ne fecer morire.” DEGLI AGOSTINI

Contro i francesi nel regno di Napoli “Poi a caval montò el Duca de Termine/ E vedi che Franzosi vien avanti./ Disse non vo che stiamo come femine/ Ma in un voler d’acordo di tutti quanti/ Aciò nostra virtù sì crescha e germine./ Nella battaglia sarem trionfanti/ Se questa volta acquisterem victoria/ De noi poi resterà eternal memoria.” Da “Guerre orrende d’Italia” in GUERRE IN OTTAVA RIMA 

Sulla sua tomba è inscritto il seguente epitaffio “Huic spectata virtus domi forisq./ immortalem gloriam comparavit/ Andreae cognomento de Capua Termulano/ rum duci./ Regnum Aragoniorium gratiam summa/ fide et integritate adepto sacroq. Sanctae/ Romanae Ecclesiae exercitus imperatori/ eximio./ Maria Ayerba coniux munus amoris/ Ann. Sal. MDXXXI”

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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