ALFONSO MUTO

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

Condottieri di ventura

1209      ALFONSO MUTO  (Alfonso del Mutolo, Alfonso da Pisa) Di Ponasserchio, in comune di San Giuliano Terme. Fuoriuscito. Di famiglia contadina di Vecchializia.

+ 1513 (ottobre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1500
Giu. Mantova Lombardia Milita agli stipendi di Francesco Gonzaga. Gli Anziani di Pisa chiedono al marchese di Mantova di concedergli il permesso di abbandonare la Lombardia e di rientrare a Pisa alla difesa della città. Passa  alla guardia del capoluogo contro i fiorentini con Biancone da Cascina.
1501
Nov. Pisa Firenze Toscana Affianca Corrado Tarlatini in una scorreria verso Peccioli e Palaia; per la Val d’Era giunge ad Alica che viene messa a sacco. Sulla strada del ritorno la colonna pisana è intercettata dai fiorentini provenienti da Cascina e dai contadini del territorio. E’ catturato con 60 cavalli ed i connestabili Brisighella e Michelangelo d’Arezzo.
1504
Dic. Toscana Sempre alla difesa di Pisa. Entra in contrasto con Rinieri della Sassetta.
1505
Apr. Pisa Firenze Toscana E’ uno dei protagonisti della battaglia di Ponte Cappellese.
………. Pisa Firenze Toscana Uomo di parte. Ricopre l’incarico di gonfaloniere a Pisa: si muove nella città con una scorta di 60 armati.
1509  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. apr.  

 

Toscana

Catturato dagli avversari, viene rinchiuso a Firenze nel carcere delle Stinche. E’ rilasciato dietro la promessa di fare trovare aperta agli avversari la porta di Pisa che dà verso Lucca ed in scambio con il Bardellino (Baldassarre Bardella), un corsaro al servizio dei fiorentini. Il Sabato Santo, come da accordi, si presenta davanti alla Porta Parlascio Paolo da Parrano con 200 fanti del Casentino. Alfonso Muto invita i fiorentini ad entrare; venti fanti scalano, uno alla volta, le mura. L’ultimo di costoro si accorge che i suoi compagni sono stati uccisi, o sono stati legati, e riesce a dare l’allarme. Il Muto  fa allora calare la saracinesca davanti agli avversari. Vengono uccisi nell’azione Carraccio da Pratovecchio (che in precedenza lo aveva fatto prigioniero) ed è ferito mortalmente Paolo da Parrano.

Mag. Toscana Con altri due ambasciatori di Pisa si reca a Firenze per stipulare la pace. Rimane nella città fino alla conclusione delle trattative.
………… Venezia Francia 200 fanti Veneto
1510  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Veneto

Agisce nel veronese alla testa di 147 fanti.

Giu. Venezia Francia Ferrara 178 fanti Veneto
Ago.  

 

 

 

90 fanti  

 

Ott.  

 

 

 

140 fanti Veneto e Emilia

Opera in Polesine. Entra nella fortezza di Stellata con il provveditore generale Paolo Capello.

1511  

 

 

 

 

 

 

 

…………..  

 

 

 

 

 

Romagna

Affianca in Romagna i pontifici con i suoi provvigionati.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Viene trasferito nel veronese con 131 fanti.

Ago.  

 

 

 

82 fanti Veneto

Passa alla difesa di Treviso; nella città si colloca nella piazza del podestà.

Dic. Veneto Segue Giampaolo Manfrone in un’azione tesa alla riconquista di Belluno.
1512  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Friuli e Veneto

Prende parte alla difesa di Udine con Gigante Corso e Cipriano da Forlì: nella città  alloggia con la sua compagnia nel convento di San Francesco, nella chiesa di San Pietro Martire ed in alcune case vicine. I suoi uomini si sollevano per il ritardo delle paghe, per cui viene trasferito nel vicentino.

Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto

Al campo di Vicenza con 130 fanti.

Giu.  

 

 

 

 

 

 

 

Ha ai suoi ordini 134 fanti.

Ago.  

 

 

 

98 fanti  

 

Sett.  

 

 

 

147 fanti Lombardia

Prende parte all’assedio di Brescia: è inquadrato nella seconda squadra di riserva che deve sostenere l’attacco alle mura cittadine.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Al comando di 166 fanti.

1513  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

 

 

Ai suoi ordini militano 149 fanti.

Mag. giu. Venezia Spagna  

 

Veneto e Lombardia

Affianca Bartolomeo d’Alviano nel suo tentativo di liberare Peschiera del Garda e nella sua successiva ritirata dalla Lombardia verso il Veneto.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ sempre con l’Alviano; con tale condottiero ispeziona le opere difensive di  Legnago: giunge alla decisione di togliere dalla fortezza  artiglierie e  munizioni e di tralasciare la difesa della località a causa del cattivo stato delle sue fortificazioni. Viene spostato alla guardia di Treviso;  è inquadrato nel colonnello di Giovanni dal Borgo. I  suoi uomini, insieme con quelli di Matteo dal Borgo, saccheggiano il territorio circostante il capoluogo provocando forti lamentele nei veneziani. Sempre nel mese deve uscire da Treviso con il Turcasso per fare in modo che i soldati di Giovanni dal Borgo rientrino nella città invece di continuare ad infestare il contado finitimo.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

Partecipa alla battaglia di Creazzo. E’ ucciso per mano di Giovanni Mancio.

 CITAZIONI

“Giovane di bassa condizione.” Gi. RAZZI

“Costui ne l’armi fu molto valente/…/ (Alla battaglia di Creazzo) Et Alphonso del mutto simelmente/ fe tante prove con una alabarda/ che lo fuggiva tutta quella giente/ ben che fussi ne l’armi assai gagliardo/ d’ogni periglio curandosi niente/ e da rossor parea ch’el volto gli arda/ hor quinci, hor quindi girando le ciglia/ facendo a ch’il mirava meraviglia/…/ Ucciso fu trovato in un drapello/ de turba morta, anzi de viva giente./ E a più d’un par quel dì spezzò il cervello/ et una gran ferita a mezzo il petto/ havea d’un palmo intiero tutto netto.” DEGLI AGOSTINI

“Homo più armigero che nobile tra’ pisani.” CERRETANI

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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