ALESSANDRO GONZAGA Marchese di Vescovado

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Condottieri di ventura

0778      ALESSANDRO GONZAGA  Marchese di Vescovado, principe del sacro Romano Impero. Figlio di Giovanni, fratello di Sigismondo.

1497 – 1527 (luglio)

 

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1522

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

Milano

 

Francia Venezia

 

 

 

Lombardia

 

Staziona nel pavese. Con Guglielmo Malaspina e lo  Zuchero prepara un’imboscata ai danni dei veneziani. Sono catturati più di 100 saccomanni ed alcuni cavalli leggeri. Si collega, successivamente, con 3000 lanzichenecchi di Francesco da Castellalto;  coglie in agguato a Gambolò Giovanni da Birago.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Prende parte alla difesa di Pavia. Si scontra a Certosa con alcuni svizzeri; poco dopo dà il sacco a Casalmaggiore per tre giorni.

1523
Ott. Lombardia Alla testa di 1500 uomini, raccolti nei possedimenti dei Gonzaga, discende nel basso cremonese saccheggiando i villaggi e facendo subire vessazioni senza limite ai loro abitanti. Desola Gussola e Martignana di Po, induce i terrazzani di Agoiolo ad abbandonare le loro case. I soldati si sfogano sui pochi uomini rimasti nel paese costringendoli a riconoscere loro una taglia per ottenere la libertà. I fanti sforzeschi    si spostano poi a Casalmaggiore: prendono alloggio parte nel castello e parte nel borgo inferiore; parte, infine, nel borgo di Santo Stefano. Lasciano la località con molti guastatori, attraversano il Po ed assalgono Torricella; tentano di prosciugare il fossato di tale castello. I difensori con i loro pezzi di artiglieria obbligano il Gonzaga a desistere dall’azione.
1524
Giu. Lombardia ed Emilia A fine mese alloggia con i suoi uomini a Villanova, a Vicoboneghisio ed a Vicobellignano. Si dirige verso Mirandola.
Ott. nov. Lombardia Si trasferisce nuovamente a Casalmaggiore per costituire una compagnia di 1000 fanti. La comunità locale è costretta a riconoscere ai suoi uomini tutte le spese per il periodo necessario a completare le operazioni di arruolamento. Nonostante l’aiuto che gli è prestato da Giacomo Antonio Favagrossa, Alessandro Gonzaga non riesce nel suo tentativo per cui ai primi di novembre licenzia gli arruolabili e lascia il territorio.
1525
Feb. 1000 fanti Lombardia Contrasta le milizie di Gian Ludovico Pallavicini fermo a Casalmaggiore. Occupa il vicino villaggio di Gussola alla testa di 1000 fanti e di 200 cavalli. Numerose sono le scaramucce fra i due schieramenti. A seguito di uno scontro terminato con la morte di 200 morti d’ambo le parti, si ritira a Cremona. A fine mese con Alessandro Bentivoglio, Rodolfo da Varano ed Antonio Corso attacca con vigore a Casalmaggiore gli uomini del Pallavicini; gli avversari sono disfatti. La località viene messa a sacco dai vincitori per tre giorni; nel saccheggio non sono risparmiate neppure le chiese (quella delle Fontane, di San Francesco e di Santa Chiara nelle quali sono stati deposti i beni dei notabili della località). Anche le campane sono tolte dai campanili. E’ data alle fiamme una cascina con il pretesto che in essa sono stati uccisi due fanti ducali. Numerosi sono gli stupri; sono fatti prigionieri molti proprietari terrieri, uomini e donne; le biade sono trasportate a Cremona. Sono impiccati a Casalmaggiore due contadini accusati a torto di avere incendiato una casa ad Agoiolo. Da ultimo viene saccheggiato il vicino villaggio di Vicobellignano con la pretestuosa motivazione che vi sono stati maltrattati alcuni soldati ducali. Dopo pochi giorni gli sforzeschi abbandonano Casalmaggiore: come loro ricordo, rompono e spargono per le strade il vasellame dei mercanti e gli utensili degli artigiani; incendiano i mobili delle case accatastati in precedenza in mezzo alle strade; rovesciano le botti prelevate nelle cantine del loro contenuto; è dato fuoco ad alcune case. Cinquecento persone, fermate nella medesima occasione, sono costrette a pagare loro un riscatto (variabile dai 20 ai 30 scudi) per non essere condotti prigionieri a Cremona.
1527

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

Venezia

 

Impero

 

500 fanti

 

Lombardia

 

Milita agli ordini del provveditore generale Domenico Contarini.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A Lodi: alla rassegna molti dei suoi uomini sono licenziati dal  Contarini.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Viene ucciso da un colpo di artiglieria presso Riozzo con un caposquadra di Babone Naldi, un uomo d’armi ed Alessandro Contarini. Sposa Ippolita Sforza del ramo di Santa Fiora.

 CITAZIONI

Con Sigismondo Gonzaga “Cavalieri, certamente illustri e molto valorosi.” ULLOA