ALBERTO STERZ/ALBRECHT STERZ

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Castello di San Mariano
Castello di San Mariano

ALBERTO STERZ/ALBRECHT STERZ  (Alberto Tedesco, Alburetto) Marchese. Di Colonia.

  • 1366 (novembre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1360     
Mag.   Francia

Combatte in Francia nella guerra dei Cent’Anni. Con la pace di Brétigny entra a far parte della Grande Compagnia formata da soldati di ventura inglesi, guasconi e tedeschi che hanno combattuto in Francia al servizio degli inglesi. Altri cofondatori della compagnia sono i francesi Séguin de Badefol, Bernardo della Sala, gli inglesi Giovanni Acuto e John Verney, l’italiano Giovanni Guccio.

…………   FranciaLa compagnia si muove inizialmente nella Champagne ed in Borgogna, discende la valle del Rodano. A metà dicembre affianca Walter Lesley, Giovanni Acuto e Richard Musard nell’ occupazione di Port-Saint-Esprit a 25 miglia da Avignone.
1361     
Gen.Comp. venturaChiesa Francia

E’ minacciato in Avignone il papa Innocenzo VI. Alberto Sterz assedia la città con altri condottieri alla testa di milizie guascone e spagnole. Avuti 100000 fiorini si allontana dalla regione.

EstateMonferratoMilano Conte di Savoia Francia  Piemonte Lombardia

I pontifici spingono i venturieri a spostarsi in Piemonte per combattere i Visconti a favore del marchese del Monferrato Giovanni Paleologo.  Nella marcia i resti della Grande Compagnia, che ora hanno assunto il nome di Compagnia Bianca o degli Inglesi (detta Bianca per il biancore delle armature dei componenti), dà alle fiamme i borghi di Marsiglia e procura gravi danni nel territorio; da Nizza si dirige verso il Piemonte. Superata la resistenza delle truppe del conte di Savoia Amedeo VI nelle Alpi Marittime ,  Alberto Sterz con i monferrini attacca Savigliano. Respinto, dilaga nel Canavese; si impadronisce di Rivarolo Canavese dopo averne scalate le mura. Messa a sacco la località punta su Ivrea; cattura il vescovo della città Pierre de la Chambre e ne ottiene un cospicuo riscatto. La compagnia si ferma nelle terre del conte di Savoia per quasi un anno.

Nov.   PiemonteA fine mese con Giovanni Acuto, Andrea di Belmonte, William Folifet o Folifait, William Quarton stipula a Rivarolo Canavese una convenzione con il marchese del Monferrato. Si impegna a combattere ai suoi ordini fino al luglio dell’anno seguente. Nella compagnia vi sono 17 caporali (di cui 15 probabilmente inglesi) per un totale di 5500 cavalli e 2000 fanti. Tra i capitani vi sono  veterani della guerra dei Cent’Anni quali Giovanni Acuto, Roberto Canolles, Guyot du Pin, il Belmonte, Guglielmo Bosone, il Quarton, Giovanni Basino, Roberto di Thorborough, Tommaso di Bomont, Ugolino Ethon, Tommaso di Biston, Giovanni Borgelay, Tommaso Ludelay, Guglielmo Kerkebi, Rubino di Pingo, Guglielmo d’Arras, Guglielmo Filifet, Giovanni Stochland e Adam Scot.
1362     
Mag.   Piemonte e LombardiaSi muove contro Galeazzo Visconti secondo gli accordi. Si aggira nei pressi di Tortona e sui confini con il milanese. Sono incendiate o distrutte dai venturieri varie località del novarese quali Olengo, Mezzomerico, Pombia, Sologno, Morghengo, Bogogno, Romagnano Sesia, Fontaneto d’Agogna, Ghemme, Sizzano, Mandello Vitta, Mosezzo, Nibbia, Landiona. Oleggio viene rasa al suolo benché siano loro consegnati 1500 fiorini. Da parte loro   gli avversari fanno terra bruciata davanti alle  truppe di Alberto Sterz,  rendendo  impossibile ogni possibilità di trovare  vettovaglie nel circondario; i viscontei  si rinchiudono nelle fortezze evitando ogni scontro. La mancanza di rifornimenti e la peste, entrata nel campo dello  Sterz già in Francia, lo costringono a desistere per qualche tempo dalle operazioni. Si installa a Sizzano; da qui si dirige su Castelnuovo Scrivia. A fine mese irrompe nella città con l’aiuto di alcuni traditori. Sono commesse enormi atrocità da parte dei suoi uomini. Gli viene contro il conte Lando: quest’ultimo, tuttavia, si dimostra inoperoso  permettendo allo Sterz di ritirarsi in buon ordine. Rimane con i suoi uomini nei pressi di Tortona per tre mesi senza trovare contrasto nello stesso conte Lando. Una sortita dei difensori di Bassignana contro i suoi uomini si risolve in uno smacco per i suoi uomini con molti morti e prigionieri.
Sett.   Piemonte

Lo affronta Luchino dal Verme che, seppure con scarsi mezzi (500 barbute), sa tenere a freno la sua compagnia costringendola a rientrare nel novarese.

Nov.MonferratoConte Savoia Piemonte

Alla notizia che Luchino dal Verme si è ammalato a Pavia raccoglie 500 cavalli (molti  dei suoi uomini sono morti di peste a Romagnano Sesia) e rientra nel territorio di Tortona; si unisce con i genovesi capitanati da Luchino Novello Visconti e da Bartolomeo Boccanegra; giunge nei pressi di Sale; attraversa lo Scrivia al guado di San Martino; assale la città dalla parte verso Porta Genova. Predispone le operazioni di assedio, ottiene a forza Viguzzolo dopo averne scalate le mura; tocca Casalnoceto con Luchino Novello Visconti e si presenta davanti al castello con alcuni ostaggi consegnati in precedenza dagli abitanti al marchese del Monferrato. Minaccia di ucciderli in caso di resistenza. I difensori rifiutano di arrendersi;  lo Sterz  fa ammazzare i prigionieri; i loro corpi sono squartati e le loro membra gettate nel fossato.  Entra a forza in Casalnoceto e la mette a sacco; anche Castellar Guidobono, Volpeglino, Monleale, Cerreto Grue, Cecina subiscono la  stessa sorte; Gremiasco e Montegualdone cedono per arrendersi a patti. In una  incursione sorprende nottetempo in Lanzo Torinese Amedeo di Savoia; con il conte sono fatti prigionieri anche Edoardo di Savoia Acaia, il cancelliere d’Estrées, un figlio del conte di Ginevra. Alla cattura seguono le trattative per il riscatto dei prigionieri e la restituzione delle località sabaude nelle mani dei venturieri:  sono loro consegnati per il riscatto 180000 fiorini.

Dic.MonferratoMilano Piemonte Lombardia

Continua a depredare l’ alessandrino; varca lo Scrivia e pernotta al monastero di Rivalta Scrivia. All’alba, con l’aiuto di molti balestrieri genovesi provenienti da Novi Ligure, occupa il paese di Bosco Marengo. Il locale castello, al contrario, resiste agli assalti dei suoi uomini.  Tenta invano di impadronirsi di  Pozzolo Formigaro. 1000 cavalli inglesi avanzano allora su Frascata e si portano su Sale dove sono parimenti respinti dagli abitanti. Irrompe in Castelnuovo Scrivia. Tutti coloro che cercano di difendersi (300 uomini su 1200) sono uccisi; gli altri sono fatti prigionieri al fine di essere condotti a Sizzano. Penetra ancora nel tortonese con 1500 cavalli e si ferma davanti al capoluogo; incendia i campi senza trovare alcuna opposizione nel conte Lando. Analoghe scorrerie effettua nell’Oltrepo Pavese: fallito un suo tentativo di entrare in Stradella, rientra a Voghera. Di seguito esce da tale località per espugnare i castelli di San Martino e di Larca  che sono messi a sacco. Ha Rivanazzano; per quanto riguarda tale località si racconta che i suoi uomini abbiano riesumato il cadavere di Ruffino di Rivanazzano, dei signori di San Nazaro,  e che l’abbiano squartato membro a membro.  Con il genovese Bartolomeo Boccanegra occupa di nuovo nel vogherese Stefanago, Gravellone, Fortunago, Montepicco, Rocca Susella, Poggio Arimanni, Castagnola, Sant’Antonino, Nibbiola. Si sposta ancora in Piemonte, occupa Casalino e  Romagnano Sesia per la cui conquista subisce notevoli perdite (50 uomini). A Novi Ligure si separa dal  Boccanegra che ritorna a Genova a causa della cattiva stagione, mentre egli si reca ad Asti con 300 barbute della compagnia; gli altri uomini d’arme pongono invece i loro alloggiamenti ad Acqui Terme. Con Ottone di Brunswick, poco dopo, stipula una tregua a Valenza con Giovanni Pepoli ed il conte Lando. Rientra a Romagnano Sesia.

1363     
Gen.   Piemonte Lombardia

Rotte le trattative di pace, nei primi giorni del mese riunisce la compagnia a Romagnano Sesia, rinnova l’offensiva e scende in Lomellina; da Garlasco si avvia al Ticino, attraversa il fiume a guado ed irrompe nel milanese. Conquista Magenta e Corbetta; gli inglesi si disperdono per tutto il Seprio; occupano anche Legnano, Nerviano, Castano Primo, Vittuone, Sedriano, Casterno per giungere fino a cinque/sei miglia da Milano. Nella scorreria sono catturati più di 600 nobili milanesi (tutti alloggianti nelle loro case di campagna nei pressi del capoluogo). Costoro  per riottenere la libertà devono pagare un riscatto. A Castano Primo, solo per tale voce, i venturieri raccolgono 100000 fiorini di taglie. Si avvicina da Parma a marce forzate Anichino di Baumgarten per cui, Alberto Sterz, carico di un immenso bottino, riattraversa il Ticino e rientra a Romagnano Sesia. A fine mese con Ottone di Brunswick effettua un tentativo per impadronirsi di Borgomanero: i 2 condottieri sono scoperto. Lo Sterz è così costretto a rientrare a Valenza dopo aver subito alcune perdite (6 morti e parecchi feriti). Negli stessi giorni è contattato da Galeazzo Visconti; le lusinghe di quest’ultimo non hanno successo.

Feb. mar.   Piemonte

Prosegue nella sua tattica volta a depredare i contadi di Vercelli e di Novara; ripete il tentativo su Borgomanero; conquista il centro e respinge un attacco di 300 barbute provenienti da Novara.

Apr.   Piemonte

Esce ancora da Romagnano Sesia e saccheggia Briona;  a fine mese affronta il conte Lando al ponte Canturino,  nei pressi di Ghemme. Sconfigge l’avversario e lo cattura con Giovanni Caimi: il conte Lando muore poco dopo per le ferite riportate nello scontro. E’ avvicinato a Novara dagli  ambasciatori di Pisa, Francesco Zaccio e Pietro da Peccioli che gli propongono di combattere i fiorentini. Abbandona il novarese, un territorio messo in ginocchio oltre che dai suoi uomini anche dalla presenza della peste.

Mag.   PiemonteA Bassignana per le trattative di pace tra il marchese Giovanni del Monferrato e Galeazzo Visconti. E’ contattato dai fiorentini che, agli inizi, gli offrono una condotta con il contributo di 70000 fiorini da parte dello steso Visconti. L’accordo sfuma perché nel consiglio cittadino prevale il partito di quanti ritengono che la spesa per assoldare tale compagnia sia eccessiva ed in ogni caso non necessaria. I contatti si interrompono e la Compagnia Bianca (forte di 2500 cavalli e di 2000 fanti) prende la strada per Pisa. Alberto Sterz sceglie di militare per i pisani contro gli stessi fiorentini. E’ condotto per sei mesi dietro un compenso di 40000 fiorini: dei quali 30000 sono assicurati da un prestito forzoso di 4 mesi imposto nel successivo giugno ai cittadini.
Lug.PisaFirenze2500 cavalli e 2000 fantiPiemonte Emilia e  Toscana

Abbandona Romagnano Sesia ed il castello di Santa Fede; transita per Arona, Pontenure, Piacenza con il consenso del Visconti e si avvia a guerreggiare i fiorentini. Giunto a Pisa, lascia la città con Gisello degli Ubaldini (800 cavalli e 4000 fanti, più molti popolani a cavallo) e la Compagnia Bianca al  completo. Da  Lucca, per le montagne di Montaquilano, scende nella pianura di Pistoia; il giorno di San Giacomo impedisce agli abitanti di fare correre il loro palio; non aggredisce il centro che è pure indebolito per la recente peste. Da qui si porta a Campi Bisenzio, a Peretola, al ponte di Rifredi dove i pisani fanno battere moneta ed impiccano 3 asini con appeso al collo il nome di altrettanti fiorentini. Ritorna a Campi Bisenzio ed a Peretola, saccheggia il contado di Firenze e di Prato; supera l’Arno ed incendia  Lastra a Signa; pure il territorio di Empoli e la Valdarno sono messi a ferro e fuoco.

Ago.Comp. venturaSiena ToscanaNel rientro verso Pisa una parte della compagnia ai suoi ordini inizia a scorrere nel senese. Si ricongiunge con costoro e rientra nel capoluogo per dividere il trionfo ed il bottino. Giorni dopo ritorna nel senese con Anichino di Baumgarten; è segnalato in Val di Strove ed a Staggia, nei pressi di Monteriggioni, portando ovunque distruzioni e facendo molti prigionieri. Più volte i senesi inviano ambasciatori a Pisa affinché sia bloccata la sua azione e siano restituite prede e prigionieri. A fine mese gli sono versati dai senesi 12250 fiorini, consegnati al cancelliere del Baumgarten Scialardo Tedesco. In cambio si impegna con la compagnia a non ritornare nel senese per un triennio. Ottiene molte vettovaglie. Nel ritirarsi verso Pisa è la Valdarno a sentire il suo peso con guasti e razzie di bestiame.
Sett.PisaFirenze Toscana

Muore Gisello degli Ubaldini. Con il nuovo capitano generale dei pisani Manetto da Jesi Alberto Sterz prende la via del Chianti ed in Valdarno mette a sacco il borgo ed il castello di Figline Valdarno.

Ott.   Toscana

Muove contro il signore di Fano Pandolfo Malatesta e Ranuccio Farnese accampati ad Incisa: il Malatesta ritorna a Firenze e distacca dal campo Amerigone Tedesco con 500 barbute per farlo scorrere nel pisano. Alberto Sterz attacca subito gli avversari; l’accampamento è espugnato dopo alcune ore. I fiorentini tra morti e prigionieri perdono più di 400 uomini; sono catturati Ranuccio Farnese, Giovanni degli Obizzi e Giovanni Mangiadori; muore annegato nel fiume Bartolomeo Partigiani che vi si getta per non essere catturato. E’ respinto un suo attacco al castello di Tre Vigne; seguono da parte dei suoi uomini scorrerie a Figline Valdarno, nell’aretino e nel Casentino.

Nov. dic.   Toscana

La compagnia è carica di prigionieri e di ricche prede. Data alle fiamme Figline Valdarno la Compagnia Bianca si accinge a ritornare a Pisa. Pandolfo Malatesta non provvede  a presidiare i passi del Val di Pesa. Fa in modo che spie fiorentine informino il Malatesta sul suo progetto di aggredire Firenze. Ha così la strada libera per rientrare senza problemi a Pisa. Trascorre la pausa invernale in un quartiere della città; i suoi uomini insidiano le donne locali tanto che numerosi abitanti sono costretti a mandarle a Genova ed in altre località per la loro incolumità. Ad Alberto Sterz è rinnovata la ferma per altri sei mesi. Il soldo è stabilito in 150000 fiorini. Il condottiero pretende il monopolio del saccheggio ed impone il licenziamento di tutti i mercenari non appartenenti alla Compagnia Bianca.

1364     
Gen. feb.   Toscana

Gli è consegnata la somma pattuita;  solo da questo momento si accampa lontano da Pisa. Ricomincia la campagna senza sostanziali  progressi. La morsa del freddo non si allenta rendendo difficoltosi gli spostamenti ed in genere le operazioni.

Mar.   Toscana

Alla Compagnia Bianca si unisce anche Anichino di Baumgarten che comanda 3000 barbute. Lo Sterz si acquartiera sulle colline sopra Firenze e la città.

Apr. mag.Comp. ventura  Toscana

Il papa Urbano V predica la crociata contro le compagnie di ventura offrendo sussidi economici agli stati che intraprendano tale lotta ed un’indulgenza plenaria di due anni per chi le combatti. Lo Sterz, come capitano della Compagnia Bianca invia ad Avignone un suo capitano Robert Wodhaus (Woodhouse) per informare il pontefice che egli ed i suoi compagni sono pronti per combattere a favore di questa causa. Ai primi di maggio giungono dall’ Inghilterra Thomas de Uffold, figlio del conte del Suffolk, e William de la Poole, signore di Castle Asby, per indurre i mercenari ad essere loro compagni nella crociata. Non ottengono alcun risultato. I venturieri sono creditori verso Pisa di 60000 fiorini per paghe arretrate. Con la promessa di 35000 fiorini consegnati ai tedeschi della  compagnia di Anchino di Baumgarten e di 70000 nel complesso a tutti i membri della Compagnia Bianca lo Sterz abbandona il servizio dei pisani per quello dei fiorentini. Forma con lo stesso Baumgarten ed Ugo della Zucca la Compagnia della Stella: lo affiancano nel voltafaccia altri capitani quali Andrea di Belmonte, il maresciallo Giacomo Gosit, il Bosone, il Quarton, Giovanni Brachefelt, Ottone di Iliberg, Giovanni Cibol, Rubino Barbour e Richard Ramsey. La figura chiave nell’ operazione di corruzione risulta essere lo scozzese Walter Lesley.

Giu.Comp. venturaSiena Toscana 
Lug. ago.FirenzeSiena Pisa Toscana

La Compagnia della Stella  prende il nome dall’ordine cavalleresco della Stella, creato dal re di Francia Giovanni nel 1351. Alberto Sterz è assoldato dai fiorentini per sei mesi con uno stipendio di 60000 fiorini alla condizione che la sua compagnia non danneggi per i successivi sei anni il fiorentino, l’aretino ed il pistoiese. Il condottiero, da parte sua, si riserva la facoltà di abbandonare la compagnia e di formarne un’altra. Infesta il senese con la Compagnia del Cappelletto;  si colloca sull’ Arbia finché non sono consegnati dai senesi a lui ed a Anichino di Baumgarten 12250 fiorini dietro l’obbligo di non entrare da nemico nel territorio del comune per tre anni. L’accordo è formalizzato tramite Doffo Bardi. Il servizio di spionaggio nei confronti dei movimenti della compagnia costa al comune l’ulteriore somma di 765 fiorini.

Sett.   ToscanaSi dirige verso Montepulciano. Qui si separa da Anichino di Baumgarten.
Ott.Comp. venturaSiena Perugia Toscana e Umbria

Scorre il senese con 6000 cavalli e molti fanti: è trovato un  accordo con il comune;  alla compagnia è riconosciuta la somma di 38650 fiorini (42627, il costo complessivo comprende anche le regalie per i capitani della compagnia,  2 palafrenieri, uno per Alberto Sterz ed uno per Anichino di Baumgarten, alcune migliaia di  verrettoni caricati su 9 muli e la consegna di un grande quantitativo di vettovaglie,  inclusi vino, cere,  confetti e foraggio per le cavalcature). A suggello della convenzione vi è, sempre da parte dei venturieri, la promessa  di non attaccare  il territorio per un triennio. Siena non ha subito il contante necessario per il pagamento della  taglia; sono consegnati allo Sterz in ostaggio 6 cittadini tra i quali lo stesso conservatore di Siena Obizzino Spinola. Alberto Sterz si reca a Gracciano e vi rimane fino al saldo del suo credito. Si trasferisce nel Chiugi, tocca Passignano sul Trasimeno e si accampa sotto Cortona; occupa Castelnuovo e vi fa molti prigionieri. Ottiene poi il castello di San Mariano e scorre il contado tra Cosciano ed Antria; incendia case e palazzi nel piano di Mantignana; depreda per più giorni  i territori di San Marco, Montemelino, San Mariano e Taverne dell’ Olmo. Perugia gli invia contro Anichino di Baumgarten.

Nov.   Umbria

Tratta con il comune di Perugia: la sua compagnia si impegna a non assalire Anichino di Baumgartem ed il perugino per un anno  ; si impegna inoltre a lasciare il territorio entro 10 giorni contro la fornitura di vettovaglie. Le autorità invitano tutti i condottieri a recarsi a Perugia per un convito. A fine mese Alberto Sterz, con i suoi uomini, entra nei contadi di Assisi, Spello, Foligno, Bevagna e Gubbio.

Dic.   AbruzziPunta su L’Aquila. Prosegue per la Puglia allo scopo di svernare in tale regione.
1365     
Gen.Chiesa Napoli   

Conclude un contratto con il cardinale Egidio Albornoz e la regina di Napoli Giovanna d’Angiò (5000 cavalli e 1000 fanti agli ordini di Ugo della Zucca). Con esso si impegna per uno stipendio di 160000 fiorini di servire lo stato della Chiesa e gli angioini contro tutti i loro nemici (specie Anichino di Baumgarten) e di non molestare le terre ecclesiastiche e quelle del regno di Napoli per 5 anni.

Mar.Chiesa NapoliComp. ventura Lazio

Anichino di Baumgarten alla testa di 10000 uomini si impadronisce di Vetralla. La Compagnia della Stella di Alberto Sterz  si rivela tanto indisciplinata da costringere Gomez Albornoz, nipote del cardinale Egidio Albornoz e  capitano generale dell’ esercito pontificio,  a levare il campo ed a recarsi ad Orvieto. Gli inglesi  seguono lo Sterz. E’ raggiunto un nuovo accordo tra le parti.

Mag.Comp. venturaSiena Toscana

Impone una nuova taglia ai senesi con Giovanni d’Asburgo. Il governo dei Dodici invia Ugolino Dandini a sondarne le intenzioni e scongiurare, nel contempo, scorrerie da parte loro: ai venturieri sono consegnati 16000 fiorini in due rate (dei quali 2000 destinati alla loro persona), il resto alla compagnia.

Lug.PerugiaComp. ventura Umbria

Rientra nel perugino; Anichino di Baumgarten esce subito da Roma ed entrambi si muovono in soccorso di Perugia. I tedeschi della Compagnia della Stella aggrediscono la retroguardia degli inglesi di Andrea di Belmonte. Una battaglia furibonda si svolge nei pressi di San Mariano. Gli uomini della Compagnia Bianca di Ugo della Zucca e di Andrea di Belmonte  si fortificano in un castello vicino. Dopo 2 giorni, a causa del caldo atroce e della mancanza d’acqua e di vino, gli inglesi sono costretti alla resa.  

Ago.SienaComp. ventura Umbria e Toscana

Prende parte a Perugia ad un convito cui sono presenti anche i capitani avversari fatti prigionieri. Subito dopo lascia il territorio con Anichino di Baumgarten ed è arruolato dai senesi che si sentono minacciati da Giovanni Acuto. Transita per Siena (gli sono donate 2 cavalcature, confezioni, cera, foraggio e vino per un valore di 600 fiorini).  Tallona gli avversari a San Quirico d’Orcia ed a Sant’Angelo in Colle; si ferma, infine, a Siena per molti giorni per curare i feriti di uno scontro avuto con gli avversari a Magliano. Prosegue  per Pisa mentre Anichino di Baumgarten prende la strada per Arezzo e Perugia.

1366     
Giu.PerugiaComp. ventura UmbriaE’ assoldato dai perugini con Anichino di Baumgarten per affrontare nel territorio di Città di Castello la Compagnia di San Giorgio di Ambrogio Visconti e Giovanni Acuto. 
Ott. nov.PerugiaChiesa Umbria

Combatte pontifici. Accusato di volere consegnare Assisi agli avversari, di tradire in tal modo il comune di Perugia a favore del cardinale Albornoz, come pure di volere fare rientrare i fuoriusciti nella città, è arrestato e rinchiuso nella torre della porta Sant’ Angelo. Ai primi di novembre è giudicato colpevole ed è condannato alla decapitazione. Non esistono prove certe del suo tradimento.

 CITAZIONI

-“Qui virtuosus ad pugnam omnes alios facit virtuosos.” AZARIO

-“Azario lauded the leadership provided by the band’s captain general Albert Sterz, whose “virtue at war made all the others virtuosus”. Azario credited Sterz’s effectiveness in no small measure to his ability to speak the English language and thus communicate directly with his soldiers.” CAFERRO

-“Sterz had never a great strategist. Militarily, he relied on bulk, sheer force of numbers, rather than guile; politically, he was undeveloped, insensible to the intricates of Italian diplomacy.” STONOR SAUNDERS

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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1 COMMENT

  1. […] la valle del Rodano nella Francia orientale, circa 6000 di loro accettarono di porsi agli ordini di Albert Sterz, un cavaliere tedesco, e andarono a combattere per il duca di Savoia. Qui furono chiamati la […]

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