ALBERTACCIO RICASOLI

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Montefiascone - La Rocca e S. Margherita
Montefiascone - La Rocca e S. Margherita

ALBERTACCIO RICASOLI (Bindaccio Ricasoli)

  • 1359
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1341
Ott.FirenzePisaToscanaPrende parte alla battaglia di Lucca nel cui corso viene fatto prigioniero.
1351
Gen.EmiliaIn Emilia, per capire le intenzioni dell’arcivescovo di Milano e signore della città, Giovanni Visconti nei confronti della repubblica fiorentina. Si incontra a Bologna con Giovanni Visconti da Oleggio. E’ ricevuto con segni di grande affabilità. In pochi giorni stipula un accordo di non aggressione sui confini dei due stati. In realtà il governatore di Bologna, mentre da un lato dimostra segni di amicizia e desiderio di pace, dall’altro si arma ed arruola nuove truppe.
Apr.ToscanaE’ eletto dai fiorentini come loro capitano in Pistoia. Gli abitanti della città scelgono come proprio rappresentante il senese Geri Salimbeni. Albertaccio Ricasoli entra nella città con quest’ultimo alla testa di 200 cavalli e di 300 fanti. Rappacifica Ricciardo Cancellieri con Giovanni Panciatichi; il primo viene riammesso nella città con i suoi seguaci ed è risarcito dei danni subiti.
1352
Ago. sett.FirenzeMilanoToscana

E’ inviato in soccorso di Scarperia. Con la presenza in Val d’Ambra di Pier Saccone Tarlati, Nolfo da Montefeltro e Bustaccio degli Ubertini (350 cavalli e 2000 fanti) è spostato da tale fronte per affrontare costoro alla testa di 650 cavalli e di numerosi fanti, e così porre fine alle loro razzie. Albertaccio Ricasoli intercetta i nemici accampati sul fiume Ambra. Si accampa anch’egli, la sera, nei pressi in luogo sicuro; non mette, tuttavia, guardie sufficienti a sorvegliare il campo nemico allo scopo di impedire una eventuale ritirata. Gli avversari, con il favore del buio,  possono così lasciare l’accampamento per allontanarsi in direzioni diverse. Il Ricasoli viene accusato a Firenze di connivenza con il nemico, sospetto alimentato dalle sue parentele con alcuni capitani ghibellini. Per riscattarsi dalle accuse si propone di assalirli. I connestabili ai suoi ordini, irritati perché il mancato combattimento li ha privati, a loro parere, di un ricco bottino, pretendono un premio di 500 fiorini per muoversi in tal senso. Ottenuto il loro impegno, il Ricasoli si appresta ad attaccare la Badia di Agnano dove si è rafforzato Bustaccio degli Ubertini. E’ assalito il borgo. I fiorentini sono respinti con la perdita di 3 bandiere. Da ultimo, la mediazione di Roberto Ricasoli consente di ottenere la capitolazione dei difensori, salvo beni e persone. I connestabili ottengono il pagamento dei 500 fiorini promessi.

1354
Mar.ChiesaVicoUmbria

Combatte il prefetto Giovanni di Vico; lo sconfigge nei pressi di Petroio al monastero di San Lorenzo delle Donne (San Lorenzo delle Vigne). Giovanni di Vico si rifugia in Orvieto; con la partenza di Giordano Orsini ed il suo rientro a Bolsena Albertaccio Ricasoli con Ermanno dei Monaldeschi viene lasciato alla guardia del monastero alla testa di 150 uomini. Il Vico esce da Orvieto con numerosi cavalli e 500 fanti allo scopo di recuperare il monastero. Si scontra con un centinaio di cavalli che stanno portando rifornimenti alla guarnigione avversaria; nello stesso tempo i soldati di quest’ultima effettuano una sortita ai suoi danni. Il prefetto teme di essere accerchiato; i suoi uomini sono sconfitti ed egli rientra a stento in Orvieto con la cavalcatura ferita.

Mag.LazioSi reca a Roma per affari privati. E’ subito invitato a rientrare nel Patrimonio.
Giu.Lazio

E’ inviato con Gozio di Bach a congiungere le sue truppe con quelle di Fra Moriale e del conte Lando. Controlla i movimenti dei venturieri nel territorio di Todi e nel Lazio. A fine mese è  eletto dal cardinale legato Egidio Albornoz capitano e vicario di Orvieto per sei mesi. Ha ai suoi ordini 100 cavalli e 100 fanti.

Sett.LazioGli è affidata la guardia di Montefiascone.
1355
Mar.MarcheA Tolentino, ove presenzia al giuramento di fedeltà allo stato della Chiesa da parte di Niccolò da Buscareto.
Ago.ChiesaRiminiMarche

Contrasta i Malatesta. Dopo la loro resa gli sono consegnate le rocche di Ancona e di Ascoli Piceno. Con Niccolò Acciaiuoli esercita efficaci pressioni sul cardinale  Albornoz a favore dei signori di Rimini.

Nov.Marche

Viene segnalato a Fermo allorché Smeduccio Salimbeni presta giuramento di fedeltà al cardinale Egidio  Albornoz. Si sposta ad Ancona dove Rodolfo da Varano è infeudato di Tolentino e di San Ginesio; Albertaccio Ricasoli, con Piero Farnese, diviene a sua volta signore di metà Onano dietro un censo annuo di 20 fiorini.

1356
Lug.ChiesaForlìMarche

Lotta contro il signore di Forlì Francesco Ordelaffi. Quando a fine mese la Grande Compagnia del conte Lando esce dagli Abruzzi e prende la strada del mare, il Ricasoli con Leggeri Andreotti offre ai venturieri (2000 barbute e 1000 masnadieri per un totale di 6000 uomini, compresi i saccomanni) 500 fiorini affinché, fino ai primi di settembre, si astengano dall’ arrecare offese ai territori attraversati.

Dic.MarcheAd Ancona come testimone del giuramento di fedeltà alla Chiesa del conte Andrea di Cunio.
1357
Gen.MarcheSempre ad Ancona, per il giuramento di fedeltà allo stato della Chiesa di Giovanni e Guglielmo Manfredi.
Giu.RomagnaA Cesena, per la stipula di una lega contro le compagnie di ventura.
1358
Lug.EmiliaA Bologna, da dove sorveglia gli spostamenti della Grande Compagnia del conte Lando.
1359
Lug.ChiesaComp. venturaMarche Romagna Toscana

Vicario pontificio ad Ancona, ha dal cardinale Albornoz l’ordine di rilasciare Cia degli Ubaldini, moglie di Francesco Ordelaffi, con tutti i prigionieri. A metà mese entra in Forlì con il cardinale legato ed è armato cavaliere con il giudice spagnolo Gundesalbo Rodrigo Cisneros (che ha dotato Cagli di nuovi statuti togliendo la città al controllo dei Montefeltro) e Piero Farnese. A ciascuno dei 2 capitani sono consegnati 200 ducati perché acquistino una cavalcatura di loro scelta. Organizza nella città una festa per solennizzare la recente vittoria sull’Ordelaffi. Dopo pochi giorni affianca i fiorentini al Campo delle Mosche contro i venturieri del conte Lando.

Sett.Francia

E’ inviato per 60 giorni ad Avignone allo scopo di informare il papa Innocenzo VI sui fatti inerenti la vittoria su Francesco Ordelaffi. Per le spese gli sono forniti 300 fiorini.

……..Muore.

 CITAZIONI

-“Uomo savio, pro’ e ardito e buono capitano, se fosse stato in fede nel servigio del comune (Firenze).” VILLANI

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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