VINCENZO NALDI

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Condottieri di ventura

1221       VINCENZO NALDI  (Naldo Naldi, Vincenzo da Brisighella) Di Brisighella. Cugino di Dionigi e di Carlino; zio di Babone, Guido, Ottaviano e Giovanni Naldi e di Cesare da Cavina.

                 1466 – 1525 (gennaio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1488

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

Faenza

Bologna   Milano

 

 

Romagna

Con l’uccisione a Faenza di Galeotto Manfredi è tra coloro che si oppongono a bolognesi e ducali tesi alla conquista della città: Vincenzo Naldi entra con altri condottieri nella rocca cittadina.

1492       Romagna Con i congiunti Carlino e Dionigi costituisce la compagnia di ventura dei “Brisighelli”.

1494

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

Napoli

Francia

 

 

Romagna

Combatte i francesi agli ordini del duca di Calabria Ferdinando d’Aragona e di Niccolò Orsini.

…………..

 

 

 

 

 

 

Romagna

Viene espulso da Brisighella perché contrario alla politica dei Manfredi.

1495

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………..

 

 

 

 

 

 

Romagna

Con Niccolò Castagnino contrasta fiorentini e ducali di Ludovico Sforza che vorrebbero mettere le mani su Faenza. Difende la causa di Astorre Manfredi che trova protezione nei veneziani.

Nov.

Faenza

Bagno

 

 

Romagna

Ancora con Niccolò Castagnino soccorre (400 fanti) la signora di Forlì Caterina Sforza le cui milizie assediano la rocca di Cusercoli ai danni di Guido Guerra da Bagno.

Dic.

Manfredi

Faenza

 

 

Romagna

Appoggia Ottaviano Manfredi, che ospita a Brisighella, nel suo attacco a Faenza: viene respinto dalla città dalle truppe di Caterina Sforza, dai veneziani (80 balestrieri e 200 cavalli guidati  dal provveditore Cristoforo Moro) e dai bolognesi. E’ posta sulla sua testa una taglia di 200 ducati e sono messe a sacco a Brisighella le sue case. I veneziani nel corso della loro azione catturano il fratello Pier Francesco ed un suo partigiano Sicuranza dei Galamini. Vincenzo Naldi si offre ai veneziani e passa al loro servizio dopo che il congiunto ed il suo fautore sono stati fatti decapitare dai faentini.

1496

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Il nuovo provveditore veneziano Domenico Trevisan fa revocare la taglia ed il bando nei suoi confronti dalla Serenissima.

Ago.

Venezia

 

 

 

 

 

 

I veneziani gli concedono una provvigione mensile di 20 ducati e fanno in modo che i Manfredi di Faenza gli tolgano la taglia posta sul suo capo.

1498

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

Romagna

E’ segnalata la sua presenza nel faentino; esercita forti pressioni per potere rientrare nel capoluogo.

Mag.

Venezia

Firenze

 

 

Romagna

Lascia la Val di Lamone e si porta a Ravenna alla notizia che Ottaviano Riario, figlio di Caterina Sforza, si è condotto con i fiorentini.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Rientra in Val di Lamone.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Opera ai danni dei fiorentini; ritorna a Ravenna allorché Astorre Manfredi viene condotto dai veneziani.

Ott.

 

 

 

 

300 fanti

Romagna

Gli è consegnato del denaro a valere sulla sua provvigione (50 ducati), si sposta nel riminese e vi raccoglie 300 provvigionati per combattere i fiorentini nel Casentino.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Si comporta in Casentino in modo insolente.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Toscana  Romagna

Si dirige verso Bibbiena; viene dirottato con Giovanni da Feltre e Melchiorre Ramazzotto in Val di Bagno con 800 fanti in soccorso di Ramberto Malatesta da Sogliano.  Protesta vivacemente con tali capitani per il ritardo delle paghe. Riprende a combattere perché il provveditore Giovanni Paolo Gradenigo interviene a suo favore sui Manfredi per fargli restituire i beni confiscati a Brisighella. Gli sono consegnati 1000 ducati che divide con Giovanni da Feltre e Melchiorre Ramazzotto: affianca il provveditore Gradenigo.  Sconfigge a Caresto 1000 fanti fiorentini comandati da Chiriaco dal Borgo.

1499

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

50 fanti

Marche e Toscana

E’ segnalato, sempre con Melchiorre Ramazzotto, a Casteldelci con soli 50 fanti in quanto gli altri soldati della compagnia sono fuggiti per la mancanza di denaro. Gli sono inviati 70 fanti;  con questi uomini si trasferisce a Pratieghi ove si unisce con Alvise Greco.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla conclusione della guerra fra veneziani e fiorentini si riavvicina a Caterina Sforza.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il suo comportamento nel recente conflitto in Toscana è elogiato nel Collegio dei Pregadi dal provveditore Giacomo Venier.

Giu.

Naldi

Faenza

 

 

Romagna

Riceve parte delle sue spettanze. E’ di stanza a Ravenna;  non manca di molestare i Manfredi in Val di Lamone.

Sett.

Venezia

Milano

 

 

Lombardia

 

 

1500

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

Naldi

Faenza

 

 

Romagna

Imperversa in Val di Lamone ai danni dei Manfredi.

Nov.

Chiesa

Faenza

 

 

Romagna

Chiede licenza ai veneziani per passare agli stipendi di Cesare Borgia ai danni di Faenza. Con il cugino Dionigi e Vitellozzo Vitelli occupa Brisighella e dà alle fiamme le case dei Buosi, i cui fautori insegue sino a Castrocaro Terme.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Si porta al convento degli osservanti con un salvacondotto del signore di Faenza Astorre Manfredi. Avvicina i Sedici della guerra di Faenza con alcune proposte di resa: queste vengono respinte.

1503

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Raccoglie 100 fanti a Cesena.

Sett.

Malatesta

Chiesa

400 fanti

Romagna

Con la morte del papa Alessandro VI fa sollevare la Val di Lamone ai danni dei pontifici; alla testa di 400 provvigionati si collega con i Malatesta per devastare il riminese a spese di Cesare Borgia.

Nov.

Venezia

Faenza

Maestro di campo

Romagna

Si presta con i suoi partigiani affinché Faenza cada in potere dei veneziani: si porta in un primo momento verso Brisighella per impedire il passo ad eventuali soccorsi dei fiorentini alla città;  con Giovanni Greco e Franco dal Borgo entra in Brisighella mentre tutta la Val di Lamone inalbera il vessillo di San Marco. Promette al castellano spagnolo di Faenza, il Cortez, la somma di 10000 ducati di cui 6000 come controvalore delle artiglierie e delle munizioni esistenti nella fortezza; entra nella rocca con Cesare Viarana e, dal momento che che la somma offerta non è stata autorizzata dal provveditore Cristoforo Moro, il Cortez si deve accontentare della metà della somma assicuratagli. Si trasferisce infine a sue spese a Oriolo (Riolo Terme) per impedire che la località pervenga in potere dei fiorentini. Rientra a Brisighella;  inizialmente, con il congiunto Dionigi, sostiene la candidatura di Sigismondo Manfredi alla signoria di Faenza contro quella di Astorre (Francesco) Manfredi. Muta presto parere e coadiuva il provveditore Cristoforo Moro all’assedio della città. E’ nominato maestro di campo. Con Dionigi Naldi, Giampaolo Manfrone e Giulio Vitelli esprime l’opinione di un attacco alla città da condursi su tre lati con 2000 fanti e gli uomini della Val di Lamone (il primo verso la Porta di Imola con il piazzamento di 2 cannoni; il secondo  dalla rocca previo riempimento del fossato  con fascine e terra; il terzo verso Porta Montanara); una tattica attendista è invece espressa da altri capitani quali Giovambattista Caracciolo, Antonio Pio e Lazzaro Grasso.  Faenza si arrende e  sono licenziati 21 provvigionati della sua compagnia.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia in Collegio;  è accolto con buone parole dal doge Leonardo Loredan.

1504

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si presenta al Consiglio dei Savi;  si lamenta dei danni subiti in passato per 10000 ducati da parte di Astorre Manfredi e di Niccolò Castagnino: a titolo di ricompensa gli sono promessi 2000 ducati in contanti. Gli viene concessa una provvigione annua di 500 ducati e l’esenzione dalle imposte; è  investito di Madrara e gli sono donati un mulino a Solarolo ed una casa a Venezia. Alloggia alla Giudecca presso Piero Donato.

Feb.

 

 

 

 

 

 

Veneto e Romagna

Riceve un acconto di 1000 ducati sui 2000 promessigli; è armato cavaliere e gli viene donata, secondo le consuetudini, una veste d’oro. Prende parte in piazza San Marco alla festa della caccia; rientra in Val di Lamone.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ nuovamente a Venezia con il cugino Dionigi: in Consiglio dei Savi.

1506

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Entra in discordia con il cugino Dionigi: si interpone il provveditore di Faenza che induce i due Naldi a rappacificarsi.

1508

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………..

Venezia

Impero

 

 

 

 

Gli sono concessi una provvigione annua di 500 ducati ed il comando di 1000 fanti.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ segnalato a Primolano.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Al termine della guerra contro gli imperiali rientra in Romagna. Ha il compito di controllare i movimenti dei pontifici.

Dic.

 

 

 

 

300 fanti

Romagna

Si trasferisce a Rimini con 300 provvigionati.

1509

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Sono spediti a lui ed a Dionigi Naldi 10000 ducati per arruolare fanti: il denaro è perso in mare con l’affondamento della nave nella quale è stato imbarcato.

Mar.

 

 

 

 

1000 fanti

Lombardia

Entra nel castello di Cremona con 1000 provvigionati: i suoi uomini si rivelano indisciplinati; fra di essi molti sono sudditi dello stato della Chiesa, degli estensi e dei fiorentini.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Eseguita la rassegna delle sue compagnie ha l’incarico di sorvegliare le rive dell’Adda per impedire il passaggio del fiume da parte dei nemici che provengono da Lodi. Con Giustiniano Morosini e Vitello Vitelli si muove verso Treviglio per fronteggiare i francesi dello Chaumont (6000 fanti e le artiglierie) che crede avanzare in ordine sparso. Invia in avanscoperta 200 fanti ed alcuni stradiotti, si scontra con una parte delle truppe nemiche e le insegue fino al rivellino della porta; sopraggiunge, nel frattempo, il resto dell’ esercito francese che punta le artiglierie contro i suoi uomini. I veneziani sono obbligati alla resa a discrezione. 200 fanti della Serenissima sono uccisi; ne sono catturati 800 con 100 cavalli leggeri. Tutti i prigionieri sono svaligiati di armi e di cavalli e sono rilasciati: il provveditore Giustiniano Morosini, Vincenzo Naldi, Vitello Vitelli e Braccio di Montone sono, invece, trattenuti prigionieri. Viene condotto a Milano.

1510

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ liberato mediante uno scambio di prigionieri. Si reca a Venezia in Collegio.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Veneto e Romagna

A Venezia. Il Consiglio dei Savi gli concede una condotta di 50 uomini d’arme: rifiuta, si licenzia e se ne ritorna in Val di Lamone.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Rifiuta pure una condotta di cavalli leggeri. Ritorna a Venezia e chiede di essere lasciato libero dai propri impegni verso la Serenissima: gli è concesso tale permesso, seppure con difficoltà, dal doge Leonardo Loredan.

Lug.

Venezia

Francia

 

 

Veneto

A Padova al capezzale del cugino Dionigi: alla morte del congiunto, è nominato temporaneamente dai provveditori capitano generale della fanteria. Il Collegio non lo conferma nell’ incarico  preferendo concedergli una condotta di 1000 fanti. Si reca a Venezia, ha dal doge il comando dei fanti romagnoli ed una provvigione annua di 500 ducati. Rientra a Padova ed opera con il provveditore generale Andrea Gritti.

Ago.

 

 

 

 

605 fanti

Veneto

A Venezia, per perorare la causa del nipote Giovanni Naldi  licenziato  negli stessi giorni; è pure disattesa la sua richiesta di una condotta di 25 cavalli per il nipote Babone. E’ acquietato, ma per poco: fa notare che alcuni suoi fanti, al momento della formazione dei colonnelli, sono posti agli ordini di Chiriaco dal Borgo.

Sett.

 

 

 

 

500 fanti

Veneto

Ristabilitosi dopo una breve malattia si sposta all’ assedio di Verona. 1800 fanti tedeschi, più alcuni cavalli francesi escono dal castello di San Felice per impadronirsi dell’artiglieria veneziana: Vincenzo Naldi respinge gli assalitori e fa prigioniero sotto le  mura il capitano spagnolo Francesco Maldonado. I veneziani ripiegano da Verona;   viene inviato in Polesine al comando di un colonnello di 500 fanti.

1511       Emilia Nella primavera si trova alla difesa di Modena alla testa di 1000 fanti. I suoi uomini si scontrano con i pontifici di Orsino Orsini davanti al Palazzo del Governatore cittadino, il vescovo di Chiusi Niccolò Bonafede. Il presule esce immediatamente dall’edificio armato di una partigiana e prega i due capitani di intervenire per sedare la rissa. Un altro giorno, durante un’assenza del comandante del presidio Marcantonio Colonna, 100 uomini d’arme e 300 fanti delle compagnie di quest’ultimo vengono alle mani in una strada cittadina con i  fanti romagnoli di Vincenzo   Naldi. Cerca ancora di intervenire per rappacificare i contendenti il vescovo Bonafede: restano morti sul terreno otto/dieci cavalli colonnesi e venti fanti d’ambo le parti.

1512

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.     Governatore g.le della fanteria 1000 fanti Lombardia Collabora con il provveditore Andrea Gritti alla conquista di Brescia. Si colloca con i suoi fanti a San Pietro in Oliveto. Dopo pochi giorni vi è l’intervento di Gastone di Foix che riesce a penetrare in città attraverso il castello. I suoi fanti non riescono ad arginare l’assalto francese.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte all’assedio di Brescia. Con Bernardino di Montone e Giovanni dal Borgo espugna il castello di Sant’Eufemia della Fonte.

1513          
Ott.         Prende parte alla battaglia di Creazzo.

1515

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

Venezia

Spagna

 

 

 

 

 

 

1516

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

Chiesa

Francia

 

 

Emilia

Alla guardia di Modena: i suoi 500 fanti sono alloggiati al Carmine.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Viene trasferito nel piacentino; rientra a Modena ed a fine mese esce dalla città.

1517

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Comp. ventura

 

1000 fanti

Romagna

Combatte le truppe di Francesco Maria della Rovere, teso alla riconquista del ducato di Urbino. Ha il comando di 1000 fanti della Val di Lamone. Lascia Castrocaro Terme e giunge a Forlì, ove si incontra con Lorenzo dei Medici per assistere alla rassegna dei suoi fanti. Vincenzo Naldi rimane alla guardia della città; acquartiera i suoi nel Palazzo Pubblico. I  fanti ai suoi ordini si rivelano impertinenti, incendiano i banchi, le porte e le finestre del palazzo per cui dopo pochi giorni sono tutti trasferiti a Cesena. Le autorità di Forlì cercano di fare eseguire l’ordine; si oppone loro Balasso Naldi; Cesare Naldi tenta di uccidere con un colpo di spiedo Girolamo Morattini, che, con il governatore cittadino, sta cercando di convincere i soldati ad allontanarsi dalla città. Il tentativo  provoca un inizio di rivolta da parte della popolazione. 800 fanti si oppongono agli abitanti al borgo di San Pietro; assaliti, i fanti romagnoli sono costretti alla fuga.  Girolamo Morattini  riesce, tuttavia, a calmare gli animi dei forlivesi ed a salvare la vita a Cesare Naldi facendolo rifugiare in una stanza segreta del palazzo. Nella rissa rimangono uccisi 30 fanti della compagnia di Vincenzo Naldi; moltissimi sono pure i feriti.

1525

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Muore a Brisighella agli inizi del mese. E’ sepolto nella chiesa degli osservanti.

 CITAZIONI

Con Dionigi Naldi “(Tra) i riformatori della fanteria alla quale diedero un più grande sviluppo di azione, rispetto alla cavalleria.” ARGEGNI

Con Dionigi Naldi “Rinomati Capitani, arditi, infaticabili in mezzo alle armi non meno che ne’ civili negozii.” RIGHI

Con Dionigi Naldi “Famosi condottieri del secolo XVI, capi di parte in val di Lamone, reputatissimi poi in tutta Italia.” ZAULI-NALDI  

“Uomo molto creduto in quel contado (di Faenza).” BEMBO

“Altro prode capitano.” SPRETI