VILLANUCCIO DA VILLAFRANCA/VILLANUCCIO DI BRUNFORTE

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Castello di Brunforte, Loro Piceno
Castello di Brunforte, Loro Piceno

VILLANUCCIO DA VILLAFRANCA/VILLANUCCIO DI BRUNFORTE   (Villanuccio di Branciforte, Villanuccio da Villanova) Di Brunforte, nel fermano. Per alcune fonti sarebbe, viceversa, originario della Francia. Signore di Caivano, Sarno, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Cellino San Marco, Elice. Zio di Bartolomeo Smeducci, Berardo da Recanati, Domenico da Siena, Federico di Brunforte e di Antonio da Sant’Angelo.

1320 ca. – 1387 (febbraio)

 Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1346UngheriaNapoli  Le sue prime esperienze militari avvengono al servizio del re Ludovico d’Ungheria contro le truppe angioine.
…………    Fonda la Compagnia dell’Uncino o del Rampino.
1370     
Ott.ChiesaPerugia UmbriaCon Masio da Pietramala scorre l’alta Valle del Tevere. Si impadronisce del castello di Citerna ai danni dei perugini.
1377     
Ago.FirenzeChiesa Marche

Con Antonio da Montefeltro e Lucio Lando scaccia da Fabriano le milizie di Rodolfo da Varano;  reinsedia nella signoria cittadina  Alberghetto Chiavelli.

1378     
Nov.ChiesaAntipapa Abruzzi

Favorisce nel regno di Napoli i partigiani del papa Urbano VI contro quelli dell’antipapa Clemente VII. Si unisce con Cecco Antonio dell’Aquila ed assale L’Aquila per farvi riammettere i fuoriusciti. E’ respinto.

1380     
Feb. mag.Firenze Siena  Toscana

Con la sua Compagnia dell’Uncino e la Compagnia di San Giorgio di Alberico da Barbiano, di Guglielmo Ferrebach e di Pietro Cornwald minaccia di saccheggiare i territori di Firenze e di Siena. Vengono consegnati ai venturieri 30000 fiorini dai fiorentini e 10000 dai senesi: i  condottieri passano presto al servizio delle due repubbliche.

…………..DurazzoNapoli Campania 
1381     
Giu.   MarcheTransita per Fermo. Gli abitanti gli fanno avere alcuni donativi.
Ago.DurazzoNapoli Campania

Sconfigge e cattura Ottone di Brunswick nella battaglia di Sant’Eramo presso Napoli. Con la vittoria è investito da Carlo di Durazzo di alcuni feudi.

Ott. nov.Comp. venturaArezzo1000 lanceAbruzzi e Toscana

Ritorna nell’aquilano che mette a ferro e fuoco. A novembre tocca Paganica e dà alle fiamme Castel di Sangro. E’ chiamato ad Arezzo dal vicario del re di Napoli Giacomo Caracciolo: vi si dirige con 1000 lance.  Devasta il contado con il pretesto di combatterne i guelfi che hanno costretto il viceré a rifugiarsi nella rocca. Scorre a Pieve Asciata ed entra in Arezzo dopo che la città è già stata saccheggiata dal Barbiano: le prede sono vendute ad Anghiari presso Marco e Bartolomeo da Pietramala in cambio di vettovaglie e di foraggio per le cavalcature.

Dic.Comp. venturaSiena ToscanaSi congiunge con Alberico da Barbiano. Infesta il senese fino ad Asciano, Castelnuovo Berardenga e la Scialenga.
1382     
Gen.Comp. venturaFirenze Toscana

Sverna ad Arezzo con Alberico da Barbiano e con  Guglielmo Ferrebach. Ritorna nel fiorentino per scorrere al Sambuco, in Val di Pesa ed a Sant’Andrea dove i venturieri si appropriano di ricche prede. E’ contrastato da Giovanni Acuto che, con 800 lance, 200 balestrieri e 600 fanti, si colloca a San Casciano in Val di Pesa.   Affronta il condottiero inglese a Marcialla. I due schieramenti si accampano entrambi a Santa Maria Nuova con steccati e trincee. Il Villafranca si accorge che il flusso del vettovagliamento al suo campo inizia ad essere carente; attacca  una grossa scaramuccia  facendo partire nello stesso tempo i propri carriaggi. Di notte  ripiega verso San Donato in Collina, Casaglia e Castellina.  L’ Acuto lo insegue fino a Castelnuovo Berardenga, gli toglie parte del bottino e libera alcuni prigionieri.

Feb. mar.Comp. venturaLucca Siena Toscana e Umbria

Desola con 2000 cavalli e 5000 fanti il territorio di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro). Gli abitanti di Città di Castello gli consegnano 500 fiorini affinché distrugga piante e vitigni del circondario. Minaccia ora il lucchese con il Barbiano: è raggiunto dall’ambasciatore del comune Giovanni Sercambi che promette ai due condottieri 5000 fiorini. Il pagamento è effettuato a marzo a Perugia dietro la promessa di entrambi di non danneggiare il lucchese per un anno. L’accordo viene firmato anche da 20 caporali. I senesi riconoscono alla compagnia 10000 fiorini (il costo per il comune, comprese alcune regalie, è di 10153 fiorini). A marzo entra in Arezzo dove i suoi uomini si comportano come quelli del Barbiano con uccisioni, depredazioni, violenze che colpiscono sia i guelfi che i ghibellini.

Apr. giu.Napoli

Comp. ventura

Angiò

Camerino

 Toscana e Marche

E’ raggiunto ad Arezzo dall’ambasciatore di Carlo di Durazzo Cinquone Tomarello che consegna a Villanuccio da Villafranca, ad Alberico da Barbiano ed a Guglielmo Ferrebach 20000 fiorini per ritornare al soldo del Durazzo. A maggio altri 30000 fiorini sono loro forniti da fiorentini e senesi (20000 l’uno e 10000 l’altro) dietro il loro impegno a rispettarne i territori come quelli dei loro raccomandati per diciotto mesi come compagnia e per quindici come singoli soldati. A giugno  Villanuccio da Villafranca esce dall’ aretino; è segnalato nel fermano con 4500 cavalli. Ne attraversa il territorio, giunge alla Porta di San Martino e di San Giuliano del capoluogo e si accampa sull’Aso: si allontana solo dopo che gli vengono consegnati 500 fiorini da Rodolfo da Varano. Costringe anche Fermo a riconoscergli una taglia.

Lug. ago.NapoliAngiò Abruzzi

Assedia L’Aquila con 8000 uomini; si acquartiera a Paganica ed a Montecchio,  danneggia i raccolti.  L’avvicinarsi delle truppe di Luigi d’Angiò, con forze di molto superiori alle sue, lo costringe a spingersi più a sud.

Sett.    Il re di Napoli gli affida il compito di perseguitare i ribelli.
1384     
Apr.   PugliaIn Puglia con Alberico da Barbiano e Giovanni Acuto.
Ott.   AbruzziA Guardiagrele per bloccare il passo ad una possibile avanzata di Enguerrand de Coucy in soccorso di Luigi d’Angiò.
Nov.  MarescialloPuglia

Entra in Barletta. Gli è confermata la nomina di maresciallo del regno; gli è concessa una provvigione annua di 2000 fiorini e gli sono concessi in feudo Caivano, Sarno, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Cellino ed Elice.

1385     
Gen.NapoliChiesa PugliaIn Puglia, in appoggio a Carlo di Durazzo, assieme con Andrea Mormile.
Feb.   CampaniaE’ scomunicato da Urbano VI. Assedia il pontefice in Nocera dei Pagani. Da Sarno dà il guasto al territorio finitimo. Sono condotti prigionieri a Napoli in Castelnuovo la sorella del papa, monaca cistercense, e la nipote Cicella, contessa di Monteodorisio.
Lug.   Campania

E’ segnalato ancora nelle vicinanze di Sarno; dalla località cerca invano di impedire a Raimondo Orsini del Balzo di introdursi in Nocera dei Pagani a sostegno dei pontifici. Nello scontro molti sono i morti d’ambo le parti.

Sett.   Campania e Puglia

Si allontana dal campo di Nocera dei Pagani con il Barbiano ed il conte di Alife per dirigersi a Manfredonia dove il re di Napoli si deve imbarcare per rientrare in Ungheria.

Dic.   Ungheria  Campania

Accompagna Carlo di Durazzo in Ungheria;  all’uccisione di quest’ultimo ritorna subito in Campania. Saccheggia il contado di Napoli per potere dare il soldo alle sue compagnie.

1386   CampaniaCon le sue compagnie ad Afragola.
1387     
Feb.    

Muore a metà mese. La sua provvigione annua è trasferita ai nipoti Federico di Brunforte ed Antonio di Sant’Angelo detto l’Ungaro: tutti e due sono stati  iniziati dal  Villafranca al mestiere delle armi.

CITAZIONI

-“Militari disciplina insignis.” F. ADAMI

-Al saccheggio di Arezzo “Quel Villanuccio, che non fosse al mondo/ nato già mai! et con li altri suoi/ sollecitò con diversi colori/ che ‘l cassaretto fussi dato a llui/ E mandò per color ch’eran de fuori,/ che tornassero a lui securamente,/ i quali tornar con gli usati furor.” B. DI GORELLO

-Nell’aquilano “Aspettanno el capitano el penzero fallone;/ Che la compagnia in prima si venia,/ Che Vilanuczu illu la vidone,/ In Forcone illa primo si trasia;/ E molto danno per ella si portone,/ Che la nostra jente questo non credia,/ Sichel contado nostro plino se trovone,/ Che Cobelli col forte canpato ne non fone.” A. DI BUCCIO

-“In realtà si chiamava Antonio, era discendente di una famiglia marchigiana di antica e consolidata tradizione ghibellina che, a seguito della venuta di Ludovico il Bavaro e dello sbandamento del partito ghibellino, diede diversi esponenti al mestiere delle armi.” V. RICCI

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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