VERGUSIO DEI LANDI

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Condottieri di ventura

0853      VERGUSIO DEI LANDI  (Vergiù di Landa, Opizzone dei Landi) Detto vergusio. Ghibellino e poi guelfo. Signore di Rivalta. Suocero di Manfredo dei Landi.

               + 1329 (novembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1314/ 1316

Piacenza

Scotti Guelfi

 

 

Emilia

Milita al servizio di Galeazzo Visconti. Per odio verso gli Scotti, a seguito di una fallita congiura, alla testa di 640 uomini tra cavalli, balestrieri e fanti invade le terre degli Scotti e quelle dei guelfi in generale da Fombio a Lugagnano, da Castel San Giovanni a Celleri. Razzia a Quartazzola una mandria di vacche e buoi allevata dai monaci; si imbatte in Raimondo da Fontana, già cavaliere dei templari, lo getta da cavallo, lo deruba della cavalcatura e della borsa con 80 fiorini; conduce i soldati a casa di quest’ultimo e la rapina di tutto; razzia altro bestiame (75 buoi, molte pecore e maiali) al monastero della Colomba; ai danni degli Arcelli si impadronisce in Val di Tidone di 20 paia di buoi, di molte vacche e pecore; abbatte case e distrugge vigneti a Rocca d’Olsizio, Motta de’ Tiliani (Ziano Piacentino), Grintorto, Bilegno. Raduna a Celleri 200 carri di vino: assalito da Rolando e da Giannaccio Scotti perde il bottino. Ritorna nella medesima località con più uomini, si appropria di 1200 carri carichi di vino che conduce a Piacenza: quello che non può essere asportato, viene sparso per terra e le botti sono date alle fiamme. Due anni dopo effettua un’altra scorreria ma ha la peggio di fronte a Francesco Scotti.

1318 Piacenza Da Correggio   Emilia Irrompe nel territorio di Guastalla controllato dai da Correggio. Si impossessa di molte masserizie e di suppellettili domestiche.
1320 Piacenza Guelfi   Lombardia Ha il comando di alcune ganzere (imbarcazioni fluviali); rifornisce di vettovaglie il presidio di un castello posto nei pressi di Cremona.

1321

 

 

Capitano g.le

Lombardia

Assedia Crema con Ponzino Ponzoni ed aiuta i milanesi di Marco Visconti ai danni di Pagano della Torre. Accortosi dell’inutilità dell’azione, scorre il cremonese con il Ponzoni e sconfigge il conte di Sartirana. Venuto in sospetto a Galeazzo Visconti è sostituito nel comando delle truppe piacentine dal genero Manfredo dei Landi.

1322

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. lug.

Landi

 

Piacenza

 

 

 

Emilia

Si reca nel suo castello di Rivalta lasciando a Piacenza la moglie Orsolina della Torre (per alcune fonti il suo nome è Bianchina). Durante la sua assenza la donna viene insidiata da Galeazzo Visconti: la moglie informa del fatto il marito e Vergusio dei Landi si ribella al Visconti. Viene assediato in Rivalta per alcune settimane. Galeazzo Visconti cattura una donna ed alcuni uomini usciti dal castello. E’ intimata a Vergusio dei Landi la resa pena la morte dei prigionieri. Il condottiero per la loro liberazione offre in cambio sei prigionieri pervenuti nelle sue mani. Galeazzo Visconti per risposta fa impiccare gli uomini e bruciare la donna. Il Landi, per rappresaglia, tre ne impicca ed uno è dato alle fiamme. Alla fine è costretto a cedere; lascia il castello nelle mani di Manfredo dei Landi e ripara ad Asti presso il legato pontificio, il cardinale Bertrando del Poggetto.

Ott. nov.

Chiesa

Piacenza Milano

 

 

Lombardia ed Emilia

Ottiene dai pontifici 200 cavalli tedeschi e 400 fanti; si collega con i fuoriusciti pavesi e con Guglielmo Malvicini irrompe nel piacentino per la via di Monte Segala. Gli vengono contro le  milizie viscontee comandate da Manfredo dei Landi, da Lancillotto Anguissola, da Ubertino di Cario e da Antolino Sordi. Vergusio dei Landi cambia direzione e, per Mondonico e Castel San Giovanni, entra in Piacenza con l’aiuto di Ferrabò Masssone che rompe il muro interno della città verso Santa Maria di Campagna. La città si solleva. I guelfi cercano Azzone Visconti per ucciderlo: la madre di quest’ultimo Beatrice d’Este fa depositare sulla soglia del palazzo alcuni sacchetti di denaro; i rivoltosi si fermano per raccoglierlo e la dilazione permette al giovane Visconti di mettersi in salvo con Manfredo dei Landi e dodici cavalli in  Val di Taro. Vergusio dei Landi scorta Beatrice d’Este oltre il Po con molto onore e con grande cortesia di cavaliere. Le case dei ghibellini a Piacenza sono messe a sacco; il bottino è immenso e comprende 400000 moggia di grano ed una notevole quantità di sale trovate in alcuni magazzini. Il Landi è nominato vicario di Piacenza. Il cardinale legato gli ordina di perseguitare vieppiù i partigiani dei ghibellini. Si rifiuta; 300 fautori di tale fazione sono scacciati da Piacenza; si rifugiano a Rivergaro dove – contro i patti – sono assediati. 100 muoiono e 100 sono fatti prigionieri. Continua la campagna e gli si sottomettono anche Fiorenzuola d’Arda e Castell’Arquato. Attacca i castelli vicini, espugna Mondonico ed invia Raimondo della Valle con 400 cavalli e 1000 fanti alla volta di Castel San Giovanni. Tale località è consegnata ai pontifici da Simone Malvicini. Nell’occasione viene catturato Nello da Massa che è condotto a Piacenza. Vergusio dei Landi è nominato dal papa Giovanni XXII governatore di Piacenza. Il cardinale Bertrando del Poggetto entra solennemente nella città a fine mese con 500 cavalli, 300 balestrieri e più di 60 bestie da soma, accolto dalla milizia cittadina con il carroccio e le principali autorità.

Dic.       Emilia Giungono a Piacenza il patriarca di Aquileja Pagano della Torre e Simone della Torre con 400/500 fanti; sono accompagnati dagli ambasciatori di Crema, Lodi, Bergamo, Borgo San Donnino (Fidenza). Nella città alloggiano nel complesso 3000 cavalli e 10000 fanti.

1323

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Giunge a Caravaggio con 2000 cavalli che comanda con il nipote del cardinale legato Castrone del Poggetto. Tenta di attraversare l’Adda a Cassano d’Adda con 500 cavalli ed i fuoriusciti milanesi: è assalito da Marco Visconti (800 cavalli). Nello scontro sono uccisi il fratello Oberto Manno, Simone Crivelli e Francesco da Garbagnate.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Agli ordini di Enrico di Fiandra (1200 cavalli e 3000 fanti) con Castrone del Poggetto, Filippo Gabrielli e Giovanni della Torre attacca a Gorgonzola 1200 cavalli e 2000 fanti che agli ordini di Marco Visconti stanno cercando di tagliare le linee di rifornimento a Monza, dove si trova il campo principale dei pontifici. La battaglia avviene sul tramonto e dura molte ore: alla fine Marco Visconti (per le fonti fiorentine) è costretto ad abbandonare il campo con la perdita, tra morti e feriti, di 400 cavalli (contro 25 degli avversari), di 17 bandiere e di moltissimi fanti. Diverso è il resoconto delle fonti milanesi che riferiscono di 1000 morti per i pontifici, più altri 600 cavalli, che spirano nei giorni successivi per le ferite riportate.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Emilia

E’ sostituito dal  del Poggetto nella signoria di Piacenza: il comune, tramite il cardinale, gli fa donare 10000 lire per l’acquisto di un fondo. Scontento della situazione, si incontra ad insaputa del legato con i ghibellini Cangrande della Scala e Passerino Bonacolsi: sospettato di tradimento, è scacciato da Piacenza dai guelfi. Bertrando del Poggetto fa venire da Tortona Raimondo di Cardona. Vergusio dei Landi lascia il piacentino ed è utilizzato dal papa in alcune ambascerie.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

Assolto da ogni sospetto, gli sono riconosciuti dai piacentini 10000 lire; esce da Piacenza e ritorna al campo guelfo di Monza.

1324

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ sconfitto da Marco e da Galeazzo Visconti a Vaprio d’Adda, dove ha il comando dell’ala sinistra con Passerino e Simone della Torre. Fugge a Monza appena vede delinearsi la sconfitta.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

Entra in Castell’Arquato, appena ceduta ai pontifici da Manfredo dei Landi. Con il capitano borgognone Mermeto di Verdun soccorre con 800 cavalli e 1500 fanti i pontifici che sono assediati in Monza. Cade a San Fedele al Lambro in un agguato tesogli da Marco Visconti con 500 cavalli: riesce lo stesso a raggiungere Monza con la perdita di 380 uomini. Nella città il Landi infierisce con le sue truppe sulla popolazione, vessata in continuazione con omicidi, furti e stupri.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Assediato sempre più strettamente in Monza, è obbligato da Galeazzo Visconti alla resa a patti: deve consegnare la città nel caso in cui non riceva soccorsi entro il termine di dieci giorni. Alla scadenza concordata si allontana da Monza.

1326

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Esce da Parma con 800 cavalli (di cui 600 tedeschi) per attaccare Passerino dei Bonacolsi; ottiene   la rocca di Sassuolo. Si porta di seguito  sotto Reggio Emilia, devasta il contado di Campugnano, espugna Maranello.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Perviene a Carpi. Si impossessa dei borghi e li dà alle fiamme: sono incendiate più di 600 case, comprese quelle che si trovano nella campagna.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Conquista Gorzano, Spezzano, Marano, Castelvetro di Modena (i cui difensori sono tutti passati a fil di spada), Guastalla, Gualtieri e Gambara.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Ricevuti in soccorso dai fiorentini 200 cavalli con Giberto da Correggio supera il serraglio di Suzzara alla cui difesa si trovano 200/400 cavalli e 3000/4000 fanti di Passerino dei Bonacolsi. Con la vittoria sugli avversari si impadronisce della bastia a guardia del ponte di Borgoforte e scorre l’intero mantovano.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Si impossessa di Formigine ed entra in Cittanova facendo strage del presidio. Si accampa nel borgo e lo rafforza con un fossato: gli uomini di Passerino Bonacolsi danno alle fiamme allora ai villaggi di Ganaceto e di Albareto. Vergusio dei Landi devasta a ferro e fuoco tutto l’agro modenese che gli si arrende in molte occasioni spontaneamente; incendia Baggiovara; a fine mese investe Modena con i fuoriusciti a sud ed a ovest. Si ferma intorno alla città per venti giorni  continuando nella sua politica del terrore; espugna Campogalliano e fa incendiare la torre dei Carretti con tutti i difensori.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Si ritira dall’assedio di Modena alla notizia che Passerino Bonacolsi ha lasciato il cremonese per venirlo ad affrontare: Vergusio dei Landi continua le sue devastazioni nel reggiano.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Si sottomettono ai pontifici tra settembre e ottobre Parma e Reggio Emilia.

1327

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. ago.

 

Firenze

 

Lucca

 

 

Emilia e Toscana

Lascia Bologna e si trasferisce in Toscana con 350 cavalli per soccorrere i fiorentini contro Castruccio Castracani; affianca Beltramone del Balzo all’ assedio di Santa Maria a Monte che cade ad agosto a seguito di un aspro combattimento.

1328

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Firenze

 

 

 

 

Toscana

Viene assoldato dai fiorentini con Giovanni di Beauville (460 cavalli) per combattere sempre Castruccio Castracani e farlo desistere dall’assedio di Pistoia. Cerca di entrare in tale città;  ne è respinto dalle difese apprestate dai lucchesi. Non va d’accordo con il capitano generale Filippo di Sangineto per cui, quando costui si ammala, ne approfitta per compiere un tentativo autonomo da Ripalta.

1329          

Nov.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Muore a Bologna ai primi del mese. E’ sepolto nel convento dei frati minori di San Francesco. Protagonista di un romanzo storico di Luigi Manzolini “Bianchina Landi” (la moglie) e di un dramma di Luigi Galli.

 CITAZIONI

“Erat audax, bellicosus, et fortunatus in bellis, et in aqua.” Da una cronaca riportata dal POGGIALI

“Era Vergusio uomo valoroso in guerra, ma sempre inquieto per il suo torbissimo ingegno.” GIOVIO

“Con esso lui parve, che rinascesse quell’antica virtù, che ne i maneggi di guerra havea già per tanti anni pomposamente fiorito in quella Patria…Dall’inventario de’ mobili di lui si può conoscere con quanta splendidezza ei vivesse; poiche oltre di una preziosa suppellettile, di pomposissime vestimenta, di ricchi arnesi, di molti vasi d’argento, e simili havea tredici cavalli di gran prezzo, sette roncini, se sopravesti, ed altre tante robbe di molto costo.” DE’ CRESCENZI

“Grande e gentile cavalieri de’ maggiori della terra.” STORIE PISTORESI

“Celebre condottiero ed uno dei capi stipiti di questa nobile famiglia del secolo XIV.” MENSI

“Valente capitano.” SPRETI