VANNI SCORNAZZANI

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Condottieri di ventura

1774      VANNI SCORNAZZANI  (Vanni Scornigiani) Di Pisa fuoriuscito.

  + 1325 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1302

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Lucca

Pistoia

 

 

Toscana

Prende parte all’ assedio di Serravalle Pistoiese agli ordini di Moroello Malaspina;  è preposto alla guardia del campo che si volge verso Castellina.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Attaccato da truppe pistoiesi venute in soccorso di Serravalle Pistoiese respinge gli avversari che subiscono forti perdite. Non fa inseguire i nemici in fuga.

1305

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

Firenze

Pistoia

 

 

Toscana

Assedia Pistoia e si accampa al monastero di Sala. Le operazioni sono condotte con ferocia d’ambo le parti: i pistoiesi impiccano i loro prigionieri; i fiorentini tagliano a coloro che catturano un piede ed una mano e li acceccano di un occhio; alle donne trovate fuori della città è tagliato invece il naso. I mutilati sono tutti rimandati dentro Pistoia.

1311

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

Padova

Ghibellini

 

 

Lombardia

E’ segnalato alla guardia di Cremona alla testa di milizie padovane.

1312

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

Lucca

Impero

 

 

Toscana

Esce da Lucca con 100 cavalli  per portarsi a Montopoli in Val d’Arno e fronteggiarvi gli abitanti di Marti: individuato dalle spie ghibelline cade in un’imboscata tesagli nei pressi di Cecina dagli uomini di Marti e da 250 cavalli parte tedeschi e parte pisani. Vanni Scornazzani è costretto a fuggire verso Montopoli inseguito fin sulle porte di tale località: dei suoi armati ne sono uccisi 32. 

1313

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Toscana

E’ nominato capitano del popolo di Lucca. Combatte in Lunigiana gli scaligeri e le milizie mantovane inviate in Toscana in appoggio agli imperiali. Sbaraglia gli avversari a Casole d’Elsa: nello scontro vengono nelle mani dei fiorentini un vessillo imperiale e due insegne di Cangrande della Scala e di Passerino Bonacolsi; i morti sono 86 ed i prigionieri 46.

……..

 

 

 

 

 

 

Toscana

Sconfigge a Camaiore Simone Filippi.

1314

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

Padova

Verona

 

 

Veneto

Milita agli stipendi dei padovani: in città è osteggiato da Albertino Mussato che  cerca vanamente di farlo allontanare da Padova con i suoi uomini a causa dei suoi legami politici con i carraresi. E’ attaccato a Monselice da 300 cavalli;  dopo qualche scaramuccia costringe gli scaligeri a ripiegare.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Muove di notte verso Vicenza con il podestà Ponzino Ponzoni: lo affiancano un grande numero di mercenari e 1500 carri destinati al trasporto dei bagagli e delle armi. Sul far del giorno giunge davanti alle mura del borgo di San Pietro; le guardie delle porte sono addormentate ed alcuni padovani, armati alla leggera, superano il fossato; si impadroniscono dei ponti levatoi e li abbassano prima che i vicentini si accorgano della loro presenza. Il borgo cade nelle sue mani; Ponzino Ponzoni emana un bando in cui si condanna a morte chiunque si renda colpevole di furto o di omicidio.  Vanni Scornazzani attacca le mura; i difensori su disposizione di Antonio Nogarola danno alle fiamme le case del borgo in cui si trovano le  truppe padovane. Vanni Scornazzani si ritira  temporaneamente, fa riempire il fossato e si accampa in aperta campagna: i padovani  iniziano a saccheggiare il borgo; anche coloro che dovrebbero sorvegliare la porta che conduce in città si danno a tale attività. Al termine del saccheggio i soldati si ubriacano e si disperdono negli orti e nelle vicine campagne. Nel contempo il podestà di Vicenza Antonio Nogarola riesce a far giungere a Cangrande della Scala un messaggero che lo ragguaglia della situazione. Il signore di Verona lascia immediatamente la città con 100 uomini d’arme, entra in Vicenza, piomba all’esterno dalla Porta di Lisiera con i difensori e coglie di sorpresa i padovani. Quando Vanni Scornazzani vede le sue truppe in preda alla confusione ed al terrore si toglie l’elmo e si arrende: è catturato con Albertino Mussato, Giacomo e Marsilio da Carrara. Tutti sono condotti a Verona per essere custoditi nel palazzo di corte. I morti in combattimento sono 36; tra i padovani sono catturati 25 nobili e 700 fanti: in due giorni entrano in Vicenza 700 e più carri carichi di prede (tazze e bicchieri d’oro, argenteria, panni e vestiti di valore, vini di Creta) oltre che di vettovaglie.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Fa pressioni su Cangrande della Scala;  lo persuade a trattare la pace con i padovani. Si reca a Padova ed è liberato a seguito del buon esito delle trattative.

1316

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Sempre al servizio dei padovani si trova a Mestre per trattare un’alleanza con Treviso al fine di contrastare gli scaligeri, i  caminesi ed il conte Enrico di Gorizia.

1319

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Difende a Padova la porta del Bassanello dagli attacchi portati dagli scaligeri.

1323

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Firenze

Lucca

 

 

Toscana

Fronteggia in Toscana le truppe di Castruccio Castracani. Si muove in Valdarno e scaccia il signore di Lucca da Fucecchio.

1325

 

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

 CITAZIONI

“Rerum eorumque omnium que in comotionibus sedicionibusque obtignat peritissimus..Solers belli dux.” MUSSATO