VANISSA DA POLIZA

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Condottieri di ventura

1526      VANISSA DA POLIZA  (Giovanni da Poliza, Giovanni Nenadich) Bosniaco. Voivoda di Poglizza..

 + 1512 (gennaio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1508          
……….       Veneto e Croazia Evade dal carcere di Verona e fugge in Dalmazia. Il Consiglio dei Dieci decide che deve morire.
Sett.         Sono promessi 500 ducati ad un sicario per la sua uccisione.

1509

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………

Guerra privata

Venezia

 

 

Croazia

Scorre nel territorio di Poliza a danno dei veneziani   procurandovi gravi guasti.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Croazia e Veneto

Viene graziato dal Consiglio dei Dieci alla condizione di combattere per i veneziani contro le truppe della lega di Cambrai. E’ segnalato alla difesa di Padova.

Dic.

Venezia

Francia Ferrara Impero

 

 

Emilia e Veneto

E’ coinvolto nella sconfitta di Ferrara: per il suo operato è, nonostante tutto, armato cavaliere. Si reca a Venezia, è ricevuto nel Collegio dei Pregadi e gli è donata una veste dorata del valore di 70 ducati.

1510

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Croazia

Si trova a Spalato per raccogliervi 250 cavalli leggeri parte ungheresi e parte turchi.

Apr.

 

 

 

 

100 cavalli leggeri

Croazia

Si imbarca con soli 100 cavalli in quanto i cavalli ungheresi non vogliono combattere ai suoi ordini per le depredazioni da lui compiute nel passato nei loro territori.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si presenta a Venezia in Collegio accompagnato da 80 turchi con due capitani. Il doge Leonardo Loredan lo invia al campo. Presenzia alla rassegna della sua compagnia parte a Lio e parte da Marghera. Chiede più denari di quanto convenuto in precedenza e si trasferisce nel veronese ove vive con le prede di guerra. Esce da Legnago con Andrea Mauras e Giovanni Detrico e si scontra con 500 fanti, 100 lance e 200 cavalli leggeri alla ricerca di vettovaglie. Quando gli avversari catturano un suo famiglio e lo scannano i suoi uomini attaccano gli avversari, uccidono 100 cavalli e ne catturano altri 100 che sono quasi tutti uccisi prima di rientrare a Legnago; nel combattimento cadono pure tra i nemici anche 207 fanti le cui teste sono portate in tale località. A queste scaramucce ne seguono altre, sempre nei pressi di Legnago, che terminano sempre con l’uccisione di molti avversari. Tutti i suoi uomini sono considerati dai veneziani con fastidio anche perché perennemente intenti alla ricerca di denaro. Il provveditore generale Andrea Gritti si oppone con forza alle loro richieste economiche. Vanissa da Poliza tallona l’esercito nemico a Cittadella; gli è ordinato di recarsi a Bassano del Grappa. Non si muove per la mancanza di foraggio. Si unisce invece con Alessandro Bigolino e compie alcune depredazioni nel vicentino; si scontra con gli stradiotti di Mercurio Bua ed a sette di costoro è tagliata la testa; a Isola, presso Thiene, recupera le prede fatte da alcuni  sbandati, dei quali ne sono ammazzati 60/70 o 200 secondo le versioni: pochi sono i prigionieri e tre sono decapitati per non avere intralci nella marcia. A fine mese gli vengono consegnati 1000 ducati a saldo delle spettanze dei suoi uomini: continuano, sempre,  le insolenze dei turchi nei confronti della popolazione civile.

Giu.

Venezia

Francia Impero

110 cavalli leggeri

Veneto

Persevera nella sua attività di guerriglia. Con Giovanni Detrico si scontra a Lisiera con numerosi uomini (150 i nemici uccisi e pochi i prigionieri);  scorre tutto il territorio vicino a Lonigo senza l’ausilio degli stradiotti. Cade in un agguato vicino a Bovolenta in cui rimangono uccisi molti dei suoi cavalli leggeri fra i quali un figlio del pascià della Bosnia: nella circostanza il giovane offre un riscatto per la sua liberazione ma viene lo stesso decapitato. Con Piero Monochovich e Giacomo Mamalucco, che conducono stradiotti di origine croata, si imbatte a Pozzo, vicino a Breganze, in 1500 uomini usciti da Vicenza; sono uccisi  200/350 soldati tedeschi e catturati quindici cavalli: le prede recuperate sono distribuite ai contadini. Porta le incursioni fino alle porte di Vicenza ed a Cartigliano  inimicandosi sempre più la popolazione: nonostante ciò i veneziani si avvalgono dei cavalli turchi e negano loro il rimpatrio. Anche Vanissa da Poliza chiede di rientrare in Croazia: per rabbonirlo gli sono  donati 300 ducati.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ impiccato un turco per avere violentato una donna: per calmare le proteste di Vanissa da Poliza i veneziani provvedono a ripagare con celerità le perdite subite dai suoi uomini in combattimento. Si sposta alla difesa di Padova;  spesso compie azioni di perlustrazione sul Bacchiglione.

Ago.

 

 

 

 

129 cavalli leggeri

Veneto

Sorprende tra Este e Monselice un convoglio di carri carichi di vino e di vettovaglie: della scorta sono uccisi 40 soldati tra francesi e tedeschi. Si reca a Venezia con cinque capitani turchi, protesta per le relazioni negative dei provveditori nei suoi confronti e chiede il permesso di partire: viene scritta una lettera ai provveditori a suo favore ed un’altra al provveditore di Almissa dove è stato ammazzato un suo parente. Vanissa da Poliza al rientro al campo è  sempre meno obbedito dai suoi uomini: si ripetono gli incidenti, turchi ubriachi a Padova rincorrono un frate ed alcuni fanti intervengono a  difesa di quest’ultimo. Come risultato un uomo di Vanissa da Poliza è ucciso ed il suo cadavere è fatto straziare dai cani: non viene presa alcuna misura punitiva a carico dei soldati. Vanissa da Poliza ritorna a Venezia per protestare; minaccia di lasciare il territorio della Serenissima; gli è richiesto di rimanere in Italia per un altro mese.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si trova al campo di San Martino Buon Albergo; affianca Lucio Malvezzi a Montorio Veronese; si getta con 30/40 uomini su 250 cavalli usciti da Verona. A metà mese acquista da Cristoforo Moro una cavalcatura per 200 ducati (che sostituisce la sua uccisa in combattimento) ed effettua numerose sortite fin sotto le mura di Verona. Con il ripiegamento dei veneziani si sposta alla difesa di Montagnana;  con altri condottieri  si scontra a San Zeno Bevilacqua con 50 uomini d’arme francesi e borgognoni, 100 arcieri francesi e 400 fanti provenienti da Legnago. E’ fatta strage degli avversari.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Giunge a Ficarolo ed iniziano i congedi;  rimpatriano 56 cavalli leggeri, portano con sé le prede e sono seguiti liberamente da alcuni bambini che si dispongono a rinnegare la fede cristiana.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova al campo di Sermide; appoggia i pontifici in un’incursione nel modenese.

1511

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Emilia

E’ segnalato all’assedio di Mirandola; si incontra con il papa Giulio II.

Mar.

 

 

 

 

70 cavalli leggeri

Emilia

Fronteggia i francesi in una scaramuccia: nel combattimento sono uccisi 120 fanti e sono catturati altri 30 uomini consegnati a Francesco Maria della Rovere.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ ospitato a Venezia in San Canziano da Zaccaria Loredan. In Collegio si offre di raccogliere altri cavalli turchi.  Della sua  proposta se ne parla in sede di Consiglio dei Savi.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Croazia

Riferisce ai veneziani di essere pronto a rientrare al campo con 300 cavalli turchi.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Croazia

Gli sono inviati a Spalato 1500 ducati affinché arruoli 200 cavalli.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Croazia

Eleva la sua proposta di arruolamento di cavalli leggeri turchi a 1000.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Croazia

Si trova sempre a Spalato. Vanissa da Poliza invita a pranzo il bano di Clissa, suo nemico personale, e lo uccide con un servitore durante il banchetto.

1512

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Croazia

Viene ucciso a Poliza dagli abitanti.

 CITAZIONI

“Persona di gran valore.” DALLA CORTE

“Huomo valoroso.” SANUDO