VALERIO ORSINI Duca di Ascoli

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Condottieri di ventura

1341      VALERIO ORSINI  Duca di Ascoli, conte di Nola. Signore di Monterotondo e di Forino. Figlio di Giulio, fratello di Marzio, padre di Giordano, cognato di Ludovico Euffreducci.

                1504 – 1550 (agosto)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1516

Firenze

Comp. ventura

 

 

Marche

Combatte agli ordini di Renzo di Ceri contro le truppe di Francesco Maria della Rovere.

1521

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.       Marche E’ sposato con Giovanna Maria Euffreducci, sorella di Ludovico. Si trova a Fermo ed invita i priori della città al battesimo del figlio Oliverotto.

Lug.

Chiesa

Francia Venezia

25 lance

 

 

 

 

…………..

 

 

 

 

 

 

Francia

Soggiorna a lungo in Francia alla corte del re Francesco I.

1526

Chiesa

Impero

 

 

Lazio

 

 

1527

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Lombardia  Umbria Lazio

Nella Riviera del Garda con Giano Fregoso. Nello stesso mese viene trasferito in Umbria tra Acquasparta, Massa e Cerreto. Raggiunge a Roma Renzo di Ceri. Raccoglie 1500 fanti appartenenti alla fazione orsina per contrastare gli imperiali.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Lazio e Marche

Prende parte alla difesa di Roma allorché la città è investita da lanzichenecchi e da spagnoli. Alla testa di 200 cavalli difende vanamente Ponte Sisto con Gian Antonio Orsini, Giovambattista Savelli, Giampaolo di Ceri e Simone Tebaldi. Nel ritirarsi dalla città raccoglie un corpo di veterani con il quale punta verso le Marche. Presso Camerino sconfigge un contingente tedesco diretto a Roma.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Marche

Staziona nel fermano;  cerca di riconciliare nel capoluogo le fazioni in lotta fra loro: fa restituire a Fermo Petritoli (detenuta da Cesare Nobili) e Rapagnano.

1528

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. mar.

Venezia

Impero

 

 

Marche  Abruzzi e Puglia

Segue il Lautrec nella sua spedizione nel regno di Napoli. Giunge a Fermo con 100 balestrieri a cavallo e 700 lanzichenecchi.  Nella città favorisce i Brancadoro, suoi parenti, ed il vicelegato per la marca d’ Ancona, il vescovo di Cariati, ai danni del filoimperiale Federico Guerrieri che viene ucciso. Altri nobili inclini agli imperiali sono messi in rotta. Nelle montagne di Camerino uccide il capitano Orfeo Laufido;  i soldati di quest’ultimo sono svaligiati di un ricco bottino. Il denaro che perviene nelle sue mani viene utilizzato per l’acquisto di cavalcature e per l’arruolamento di nuove truppe. Ha l’incarico con Giovanni Albanese e Gabriele dalla Riva di costruire un ponte sul Tronto e di attendere  il resto dell’ esercito. Scopre che gli avversari hanno predisposto un’imboscata nei pressi.  Informa del fatto il Lautrec. Una compagnia francese, nonostante gli ordini, si accinge a guadare il fiume. I francesi stanno per essere annientati; Valerio Orsini, contro gli ordini ricevuti, interviene con i suoi uomini e sconfigge gli avversari. Il Lautrec lo vuole fare decapitare per la disubbidienza: solo a stento il condottiero riesce a fare valere le sue ragioni. Guada a sua volta il fiume ed entra in Civitella del Tronto che si dà ai francesi per evitare il saccheggio. Sono consegnati dagli abitanti quattro ostaggi ai capitani della lega. Attraversa il  Pescara con l’aiuto di una flottiglia veneziana che fa trovare un ponte di barche alla foce del fiume; occupa Palena, Sulmona e buona parte degli Abruzzi. Giunge in Puglia e si scontra vittoriosamente con gli imperiali tra Lucera e Troia. Quando i nemici si ritirano verso Napoli con il Vaudemont e Guido Rangoni consiglia il Lautrec di inseguire la retroguardia degli avversari. Si oppone Pietro Navarro che spinge, invece, ad assalire in Molfetta Giovanni Caracciolo. Il Lautrec segue tale consiglio e la guerra è persa.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Campania

Tocca Acerra ed entra  in Capua; alla testa di 150 cavalli si imbatte in 400 fanti imperiali fra i quali 50 archibugieri. Viene ferito;  fra i suoi uomini ne sono uccisi o catturati 21, contro nove degli imperiali.

Giu.

Francia

Impero

 

 

Campania

Abbandona temporaneamente il campo per il ritardato pagamento delle sue spettanze. Rientrato agli stipendi dei francesi si sposta all’ assedio di Napoli;  vi si segnala respingendo numerose sortite dei difensori.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Campania

Con Ugo Pepoli interviene alla testa dei suoi fanti e dei cavalli leggeri nella spiaggia napoletana di Pontelicciardo per permettere a Renzo di Ceri ed al Barbecieux di sbarcare con 800 fanti ed il  denaro procurato dal re Francesco I e destinato al soldo delle truppe. Gli svizzeri si rianimano a seguito della sua azione e con le loro alabarde scompigliano le ordinanze spagnole. La cavalleria  mette in fuga gli imperiali. Per i suoi meriti il re di Francia  fa restituire a Valerio Orsini il ducato di Ascoli Satriano con Forino e gli dona la contea di Nola. Il possesso di tale feudi sarà peraltro molto breve.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Campania

Si ammala di peste a Nola di cui è preposto alla guardia. Il principe di Salerno Ferrante da San Severino ed il conte di Sarno Girolamo Tuttavilla entrano nella città con l’ ausilio degli abitanti. Valerio Orsini si rinchiude nella rocca ed attende invano l’arrivo di 2000 fanti francesi che devono essergli spediti in soccorso dal marchese di Saluzzo, nuovo comandante dell’esercito francese al posto del morto Lautrec. I soccorritori sono  sconfitti dal Tuttavilla grazie al tradimento del messaggero che, per riavere la moglie ed i figli abitanti a Nola, rivela al capitano imperiale i propositi degli avversari. Valerio Orsini  si arrende a patti dietro la promessa di essere condotto al campo francese. Durante la marcia di avvicinamento viene svaligiato dagli avversari con i suoi uomini; è condotto a Napoli dal principe d’ Orange. E’ rilasciato su pressione del capitano Miranda liberato dall’ Orsini in precedenza. Raggiunge Roma via mare.

1529

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

Impero

Firenze

 

 

Toscana

Sorti dissapori con i francesi passa agli stipendi degli imperiali. Segue  il principe d’Orange nella sua impresa contro Firenze. Prende parte all’assedio della città.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Emilia

A Bologna, al solenne ingresso nella città dell’imperatore Carlo V.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Ottiene il permesso dai fiorentini di essere presente nella chiesa di San Marco alle esequie del fratello Marzio e di Giorgio di Santacroce, militanti nel loro esercito.

1530       Marche I priori di Fermo, su sua richiesta, acconsentono al ritorno nella città delle spoglie di Ludovico Euffreducci. Le ossa di tale condottiero sono depositate nella cappella gentilizia della chiesa di San Francesco dove la vedova gli ha fatto erigere un mausoleo.

…………..

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ stimato dall’imperatore. E’ invece odiato da Ferrante Gonzaga che briga a corte per farlo cadere in disgrazia.

1536

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………..

Firenze

 

 

 

 

Toscana

Nominato da Cosimo dei Medici governatore di Prato controlla con attenzione i movimenti dei fuoriusciti.

Mar.

Firenze

Francia

 

 

Emilia

Attraversa il modenese con 100 lance (300 cavalli) per combattere in Provenza i francesi al fianco degli imperiali.

…………..

 

 

 

 

500 cavalli leggeri

Francia

Assedia Marsiglia per un mese; prende parte alla conquista di Grasse.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Francia

Agli ordini di Ferrante Gonzaga batte a Tarbes Renato di Montejean ed il Boisy: nel combattimento sono catturati lo stesso Montejean e Sampiero Corso con 100 uomini d’arme e molti fanti diretti verso Marsiglia.

1536 Firenze Fuoriusciti   Toscana Viene inviato a Pistoia con Goro da Montebenichi, Sebastiano da Arezzo e Raffaello Pacini per prevenire eventuali attacchi alla città da parte dei fuoriusciti fiorentini.

1537

Venezia

Impero Ottomano

 

 

Veneto e Croazia

Ha inizialmente l’incarico di governatore di Verona. E’ trasferito in Dalmazia dopo la decapitazione di Gabriele dalla Riva per contrastare i turchi nella regione.

1538

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Friuli

Si incontra con Francesco Maria della Rovere; si reca a Udine per sovrintendere ai lavori di fortificazione della città.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Montenegro

E’ segnalato all’ espugnazione di Castelnuovo (Herceg Novi, Montenegro).

…………..

 

 

 

 

Governatore g.le

Grecia

E’ inviato con 1000 fanti a Corfù per prendervi il posto di Babone Naldi allorché l’  isola è ancora una volta minacciata dai turchi.

1539

 

 

 

 

 

 

Croazia

Gli è aumentata la provvigione annua a 2400 ducati per i servizi da lui resi in Dalmazia e sulla flotta. Viene informato che lo stipendio degli otto capitani di fanteria, che tiene a disposizione della Serenissima, subirà i medesimi tagli dei capitani assoldati direttamente dal Collegio dei Pregadi.

1540

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

Croazia

A Sebenico come governatore della Dalmazia. Viene contattato dai perugini affinché raccolga truppe per combattere i pontifici del papa Paolo III nella cosiddetta guerra del sale. Rifiuta.

1547

 

 

 

 

 

 

Veneto

Supervisiona le fortificazioni di Padova.

1549

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Brescia.

1550

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Muore agli inizi del mese a Venezia. Lascia in testamento tutti i suoi beni nel veneziano alla Signoria con la preghiera che essa provveda al benessere dei famigliari. E’ sepolto a Venezia nella chiesa di Santa Maria dell’Orto: più tardi il monumento a lui dedicato sarà distrutto. Sposa Giovanna Maria Euffreducci, sorella di Ludovico.

 CITAZIONI

“Fama dell’eccellente valor.., bravo di mano e presto di partiti e molto sagace.” SANTORO

Con Gian Antonio Orsini “Braves et vaillans segneurs.” BRANTOME

“Egli era patiente delle fatiche, e pronto, e ardito ad esseguir tutte le fattioni importanti della militia, e maneggiava con gran fede e con felice prudenza le guerre.” SANSOVINO

“Mentre a Valerio in Pindo altro Marte/ Tesse ghirlande, Apollo lieto il canto/ Tempra, e gli dona in Cirra il pregio, e ‘l vanto / Primier ne l’armi, e ‘l senno  e ‘l cor e l’arte./ Qual fu, dice, o del mondo in qual mar parte/ Che valesse huom ardito in guerra tanto?./ Non Pirro, non chi disertò ‘l Numento/ Scipio, non s’altro è più lodato in carte./ E degno è ben che d’Orsi esca un gran Orso/ Grande di forze, e ardir, ch’altrui spaventi/ Per il leon alato e l’unghie, e ‘l morso./ O luce, o gloria de l’humane genti:/ Dove havean salvi più, s’à morte è corso,/ Roma, Italia, e Europa: lor viventi?.” C.PASSI, da un sonetto riportato dal SANSOVINO

“Giovane ardito e valoroso.” ROSEO

“Nulli romanorum juvenum secundum.” MINERVIO

“Fu chiarissimo Capitano della sua famiglia..Fu..d’animo forte e costante..principe e Capitano prestantissimo. Era così eccellente nelle virtù convenevoli al Capitano, che quel che gli altri a pena possono acquistare per lungo uso, esso hebbe interamente nella sua prima gioventù.” Dall’orazione funebre di G. CURZIO riportata dal SANSOVINO

“Valorosissimo e di gran condotta.” GIAVARINA

Sulla sua tomba è inscritto il seguente epitaffio “Valerio Ursino Iuli Ascul. Principi et F. per/ Omnes bellicae laudis gradus terra marique/ Summa animi fortitudine, prudentia, ac fide/ Ab ineunte pene aetat. sub ducib. Pont. Imp. ac/ Rep. perverto, sub Venetis demum iam multis/ Ann. omni summi ac fidelis ducis manere fun/ Cto, cum invida mores sustulisset una cum to/ Tuis Reip., moerore ux. ac. filii dolentis P. vix/ Ann. XLVI mens. V dies XXVIII”