UGOLOTTO BIANCARDO

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Condottieri di ventura

0209      UGOLOTTO BIANCARDO  (Ugolino Bianco, Ugolotto Bianchi, Ugolotto Erculeo) Di Parma. Guelfo e ghibellino. Signore di  Castelbaldo e Casale di Scodosia. Nipote di Bonifacio Lupo.

               + 1408 (febbraio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1363

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Destinato alla carriera ecclesiastica, si trova a Padova  allorché il canonico Giovanni Lupo rinuncia a suo favore al beneficio chiericale dei SS. Simone e Giuda di Villatuma nelle mani del vescovo della città Pileo da Prata.

1378

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

 

 

 

 

 

 

 

 

Si dà al mestiere delle armi e milita nella compagnia di Alberico da Barbiano.

Ago.

Milano

Verona

 

 

Veneto

 

 

Dic.

Venezia

Padova

 

 

Veneto

 

 

1379

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Bologna

 

 

Emilia

 

 

Feb.

Comp. ventura

Firenze

 

 

Toscana

 

 

1380

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Primavera

Chiesa

Antipapa

60 lance

Umbria

E’ di stanza ad Orvieto;  il rettore pontificio Guglielmo Maramaldo fa imprigionare alcuni esponenti della fazione dei muffati.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Umbria

Rinaldo Orsini lascia Bolsena ed attacca Ugolotto Biancardo in Orvieto con la compagnia dei bretoni. E’ assediato nella rocca ed in pochi giorni è costretto alla resa.

1384

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic.

Comp. ventura

Siena Cortona

 

 

Umbria e Toscana

Con Guido d’Asciano ed Anderlino Trotti si muove dal perugino per entrare ostilmente nel senese. Si ferma a San Galgano; sconfitto da Boldrino da Panicale si dirige verso Monte San Savino e la Berardenga. Ha contatti con i fiorentini.

1385

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si acquista buona fama nelle guerre che coinvolgono la Lombardia.

1386

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

Padova

Verona

800 cavalli

Friuli e Veneto

Al servizio di Francesco da Carrara. Combatte dapprima in Friuli, quindi nel veronese e nel vicentino dove provoca danni immensi.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Attraversa il Brenta e mette a ferro e fuoco i contadi di Costozza e di Nanto; è, viceversa, respinto dal Covolo di Costozza.

……………..

 

 

 

 

 

 

Veneto

Depreda il territorio di Barbarano Vicentino e di altri villaggi del vicentino.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si unisce con Giovanni degli Ubaldini, Pagano da Rho, Bernardo Scolari ed Ugolino Ghislieri (1000 lance) e muove nottetempo in soccorso delle torri di Novaglia, che stanno per cadere in potere degli scaligeri. Introduce nelle fortezze armi e fanti.

1387

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Veneto

A Cerea con Giovanni Acuto e Giovanni degli Ubaldini per un consiglio di guerra.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Partecipa alla battaglia di Castelbaldo, inserito nella terza schiera che comprende anche Francesco Novello da Carrara, Antonio Balestrazzo, Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, Biordo dei Michelotti, Giacomo e Conte da Carrara e Bernardo Scolari (1400 cavalli). Si colloca dietro un fossato con a fianco i provvigionati di Cermisone da Parma;  è assalito dalle milizie di Ostasio da Polenta e di Benedetto da Malcesine. A questa azione seguono il contrattacco dei carraresi  ed una nuova offensiva scaligera portata da Giovanni Ordelaffi: con Conte da Carrara, Ugolotto Biancardo provvede a tamponare la furia degli avversari.

Apr.

Padova  Milano

Verona

 

 

 

 

Con la vittoria è inviato in soccorso dei viscontei che concorrono per il 50% al pagamento della sua condotta.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Esce da Padova a metà mese con Conte da Carrara ed una grande moltitudine di guastatori. Giunge a Castelletto, varca il Bacchiglione a Longare, vi costruisce un ponte ed assale le torri di Novaglia per controllare il regime idraulico del fiume che viene reinserito nel suo alveo naturale. Prima compie una rovinosa scorreria sino a Campello, presso Vicenza, mentre una parte dell’esercito costruisce una forte bastia nelle vicinanze delle torri. Con Conte da Carrara prosciuga i fossati antistanti le bastie che difendono Novaglia; batte le postazioni nemiche con le bombarde (333 palle di pietra). Gli scaligeri gli inchiodano con una sortita la “Trevisana”; alla fine i nemici si arrendono ed egli ne incendia le fortificazioni.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Passa ad assediare Vicenza dalla parte di porta Berica.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si allontana da Vicenza dopo alcuni attacchi infruttuosi, anche a causa della peste. Tocca Lonigo, Bagnolo, Verona (la Porta di San Felice) e Poggiana continuando sempre nella sua politica di sistematica devastazione. Attacca, invano, Montegalda, ove subisce notevoli perdite (200 morti).

……………..

 

 

 

 

 

 

Veneto

Francesco Novello da Carrara decide di assalire Vicenza a Porta Nuova. Ugolotto Biancardo respinge   le sortite condotte da Guido da Savona e pone gli alloggiamenti sul Bacchiglione nell’ attesa di eventuali disordini all’ interno della città. I fossati sono colmati di fascine, le scale sono avvicinate alle mura: esce Guido da Savona ed i carraresi sono ributtati. Il Biancardo è ferito gravemente e viene trasportato a Padova per essere curato.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Entra in Verona con i viscontei per la Porta di San Massimo che gli viene aperta dall’interno; con Otto da Mandello accetta la dedizione della città a nome del conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti contrariamente agli accordi che intercorrono con Francesco da Carrara. Il signore di Padova pensa allora di ricevere dai viscontei Vicenza ed invia il figlio Conte a prendere possesso della città: costui viene respinto.

1388

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

Milano

 

 

 

 

Veneto

E’ nominato capitano di Verona.

Giu.

Milano

Padova

 

 

Veneto

Prima della dichiarazione ufficiale di guerra fra viscontei e carraresi ha contatti segreti con Albertino da Peraga, maresciallo di campo dell’ esercito padovano. Ugolotto Biancardo affianca Jacopo dal Verme nella sua offensiva.

Lug.

 

 

 

 

300 lance

Veneto

Esce da Bassano del Grappa, supera le difese poste all’abbazia di Sant’Eufemia a Villa del Conte ed attraversa il Brenta a Limena. Si impadronisce di un ponte sulle Brentelle e colloca il campo sotto Padova fra il canale ed il Bacchiglione.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Avvia nuove trattative con Albertino da Peraga che si impegna a farlo entrare nel borgo di Ognissanti. Assale le torri di Novaglia: dopo quindici giorni di bombardamento, Rigo Trapolino e Tommasino da Parma sono costretti alla resa a patti. Subito dopo Ugolotto Biancardo si riporta sotto Padova e devia le acque del Bacchiglione verso la città.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Francesco Novello da Carrara si arrende a Codevigo; Ugolotto Biancardo entra nella cittadella di Padova con 100 lance e la mette a sacco. Si reca a Treviso, che si è ribellata a Francesco da Carrara, con l’obiettivo di impedire che la città pervenga nelle mani dei veneziani: il popolo taglia i ponti, barrica le strade ed ostacola i suoi disegni.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

Ritorna a Treviso con Spinello dei Tolomei (400 lance) per ottenere da Francesco  da Carrara l’esecuzione dei patti stipulati. Si incontra con l’ex-signore di Padova, si scusa per la lotta che gli ha portato ed ottiene il possesso della città ed il controllo del castello.

1389

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

Milano

Firenze Bologna

 

 

Toscana Umbria e Marche

Su mandato di Gian Galeazzo Visconti si reca a Siena per assoldare truppe con il tesoriere Giovanni  della Porta e l’ambasciatore di Siena Battista Piccolomini. Raggiunto da 100 lance, si volge verso Perugia e recluta nella marca di Ancona Ceccolo Broglia e Brandolino Brandolini con 200 lance, Giovanni Tedesco da Pietramala con 100 e Boldrino da Panicale con altre 200.

Ott.  

 

 

 

 

 

 

Emilia

Lotta contro i bolognesi per tutto ottobre e novembre.

1390

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Milano

Padova  Firenze

 

 

Emilia e Veneto

Affronta e sconfigge nel bolognese 800 lance degli avversari; viene richiamato nel Veneto dopo che Francesco Novello da Carrara è riuscito a recuperare Padova. Ugolotto Biancardo supera il Po ad Ostiglia con 700/800 lance; a Peschiera del Garda è sorpreso dalla notizia della rivolta di Verona a favore degli scaligeri. Entra nottetempo in tale città per la Porta di Santa Croce della cittadella con 400 lance e 1300 fanti (di cui molti sono forniti da Francesco Gonzaga) mentre i rimanenti uomini sono spediti alla volta di Padova. Il giorno seguente gli viene aperta una porta della città, vi irrompe con le sue squadre e molti veronesi fautori dei viscontei per assalire la popolazione. In tre giorni sono trucidate 1500 persone: gli abitanti sono obbligati ad abbandonare le loro case ed a fuggire da Verona. Imponente è il bottino;  molto di questo viene venduto. Immediatamente  si avvia verso Padova con le medesime intenzioni.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Entra nella cittadella di Padova con molti carri di vettovaglie; ne esce per una sortita ma viene respinto dai carraresi. Dall’alto della Torlonga assiste alla sfilata dell’esercito nemico per cui perde ogni speranza di un rapido successo. Ritorna a Vicenza in attesa di rinforzi; a fine mese si dirige nuovamente verso Padova con vettovaglie e munizioni per gli assediati della cittadella.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Attraversa il Brenta ed a Limena è contrastato da Conte da Carrara: dopo alcune ore è costretto a ripiegare; lascia nelle mani dei nemici 300 uomini, perde 40 carri di farina, 20 di carne salata, 30 di vino, 10 di munizioni e 200 capi di bestiame.

……………..

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ nominato governatore di Verona;  scaccia dalla città tutti i dissidenti.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Riprende la guerra contro i carraresi.

1391

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ attaccato in Verona da Giovanni Acuto e dai partigiani di Cansignorio della Scala.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ sconfitto a Rudiano, sull’ Oglio, da Giovanni Acuto cui ha cercato di impedire con 700 cavalli l’attraversamento del fiume.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Deve lasciare Soresina e ritirarsi oltre il Serio per la pressione di fiorentini e carraresi. Appoggia Jacopo dal Verme a Castellazzo, dove sono disfatti i francesi di Giovanni d’Armagnac. Sempre con il dal Verme costringe  le truppe di Giovanni Acuto a ripiegare dall’Adda, blocca gli avversari nel cremonese; è battuto a Paterno.

……………..

 

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Con Antonio Porro ed Antonio Balestrazzo tallona gli avversari nella loro ritirata verso il veronese ed il padovano; si impadronisce, presso Padova, con 300 cavalli del ponte delle Brentelle e vi fa molti prigionieri che sono condotti a Vicenza.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Assale Castelbaldo con Antonio Porro e vi inizia la costruzione di 2 bastie. All’ annuncio dell’arrivo di Conte da Carrara stabilisce di ritornare indietro di notte: è, tuttavia, intercettato ed i carraresi si appropriano di 280 carri di vettovaglie e munizioni, 22 barche, 12 bombarde, più altro materiale.

1393

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ nominato capitano di Vicenza.

1394

 

 

 

 

 

 

Veneto

Viene ancora eletto governatore di Verona.

1395

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  feb.

Milano

Padova

 

 

Veneto

Concentra le sue truppe a Verona ed a Vicenza e minaccia di invadere il padovano.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Presenzia alla cerimonia in cui l’imperatore Venceslao di Boemia incorona Gian Galeazzo Visconti duca di Milano.

……………..

 

 

 

 

 

 

Emilia

E’ nominato vicario di Soragna.

1397

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

Milano

Mantova

 

 

Veneto e Lombardia

Ha il compito di assalire il mantovano dal veronese. Tocca San Martino Buon Albergo, Pontepossero, Erbé e supera il Mincio; agli ordini di Jacopo dal Verme saccheggia gran parte del mantovano e si avvicina al capoluogo. Impedisce, quindi, ad Andrea Malatesta di oltrepassare il Mincio; con tale azione contribuisce alla sconfitta del capitano avversario nei pressi di Mantova.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si impossessa della rocca di Melara, indi di Marcaria.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene rieletto capitano di Verona con podestà Spinetta Spinola. Ritorna al campo.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova a Governolo alla confluenza del Mincio con il Po: alla difesa della località sono  Bartolomeo Gonzaga, Marsilio e Guido Torelli. Costruisce una bastia su un’ isoletta e si pone all’assedio del centro. Punta  su Castelletto per scorrere il contado nelle vicinanze di Mantova; da Governolo esce Guido Torelli con 200 cavalli e 100 fanti; costui fa ripiegare Ugolotto Biancardo e gli cattura 100 cavalli. Irritato, ordina che siano condotte sul Mincio molte imbarcazioni: i gonzagheschi escono dal serraglio e si impadroniscono di 30 barche, che sono trasportate nel capoluogo. Si dirige quindi verso Ostiglia e provvede al vettovagliamento dell’esercito visconteo. Sa di un’incursione di Carlo Malatesta; fa  depositare il frumento raccolto nei magazzini di Isola della Scala ed attacca le truppe della lega che stanno ritornando nel mantovano cariche di prede. Si collega con Jacopo dal Verme ed assedia Borgoforte.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ sbaragliato da Carlo Malatesta a Borgoforte dove ha il comando della quarta schiera di 1000 cavalli: si getta nella mischia con Facino Cane.  Contro di lui intervengono a riequilibrare le sorti del combattimento Pandolfo Malatesta e Giovanni da Barbiano. Viene ferito e disarcionato da Carlo Malatesta, abbandona il ponte di cui è alla guardia e si ritira. Subito dopo assedia in Cavriana Antonio degli Obizzi; Ugo di Monforte soccorre i difensori e gli cattura 300 cavalli.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Muove verso Marcaria ed Alberone, penetra nel serraglio e provoca i gonzagheschi  sulle porte di Mantova (Porta Molino).

1398

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Rimane sempre nel mantovano fino al termine del conflitto. Suoi soldati catturano in una scaramuccia, nei pressi di Marcaria, Ugo di Monforte.

1399

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Veneto

Si trova a Verona. Compra da Maffeo Petronio il castello della Gallinella nel cremonese.

1401

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Continua a svolgere l’incarico di capitano di Verona.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Invia truppe alla guardia di Belluno e di Feltre.

1402

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

Milano

Bologna

 

 

Emilia

Ha una grave lite con Ottobono Terzi;  le due compagnie si affrontano in combattimento (180/ 200 morti fra i suoi uomini e 150/200 fra quelli del Terzi, che rimane ferito).

Sett.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ presente nel duomo di Milano ai funerali di Gian Galeazzo Visconti. Viene chiamato a far parte del consiglio di reggenza. E’ pure nominato con Manfredo Barbavara governatore del conte di Pavia Filippo Maria Visconti: è presto destituito.

1403

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

Milano

 

 

 

 

Veneto

Raggiunge il bellunese; cerca  legname, da  trasportare sul Piave per essere successivamente utilizzzato nelle città di pianura.

Ago.

Milano

Padova  Ferrara

 

 

Veneto

Non riesce ad impedire a Niccolò d’Este l’attraversamento dell’Adige a Castelbaldo.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si incontra a San Martino Buon Albergo con gli ambasciatori di Francesco Novello da Carrara, Rigo Galletto e Luca Lion: le trattative non hanno alcun esito.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Riprende il conflitto con i carraresi.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Assale, inutilmente, le 2 bastie di Albaredo d’Adige e di Porcile (Belfiore) alla cui difesa si trova Tommasino da Parma.

1404

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Esce da Legnago ed attacca ancora gli avversari ad Albaredo d’Adige; respinto, si rinchiude in Verona e ne passa alla difesa con Bartolomeo Gonzaga. Si oppone a Filippo da Pisa che ha la sua base operativa ad Albaredo d’Adige ed a Belfiore: non può impedire che Francesco Novello da Carrara porti le sue scorrerie  fin sotto Verona, a Porta Vescovo, al Campo di Marte ed alla Porta dei Calzari.

Feb.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Vieta l’ingresso in Verona alle truppe di Facino Cane e di Pandolfo Malatesta, inviategli in soccorso dalla duchessa di Milano, per timore di un  qualche loro colpo di testa nella città. Accompagna Facino Cane nella sua marcia verso Padova e cerca con lui di abbattere la bastia che difende il ponte di Belfiore, sorvegliata da Filippo da Pisa.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ costretto a rientrare in Verona a causa dell’ ammutinamento delle milizie provocato dal ritardo delle paghe.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

I vicentini gli concedono la loro cittadinanza. E’ attaccato nottetempo in Verona da Francesco Novello da Carrara, da Niccolò d’Este, da Guglielmo, Brunoro ed Antonio   della Scala. Accorre con Galeazzo da Mantova e la cavalleria per distogliere gli avversari dall’ assalto alle mura: i balestrieri, che sono nella città, insorgono a favore dei della Scala. Il condottiero, a causa dell’ oscurità, non può vedere l’effettivo numero dei nemici ed è investito dai verrettoni. Intanto i carraresi rompono la cinta muraria in due punti ed il capitano dei provvigionati padovani penetra in Verona. Ugolotto Biancardo tenta il tutto per tutto con Bartolomeo Gonzaga; si porta in piazza Bra e dà fuoco alle case dentro e fuori le mura, specie nel borgo di San Zeno i cui abitanti si sono uniti con gli attaccanti. Lo scontro dura fino all’alba quando è obbligato a riparare con il Gonzaga prima al Campo di Marte, successivamente nella cittadella con 200 lance e molti fanti. In alcuni giorni i carraresi si impadroniscono della Porta della Vittoria; a Ugolotto Biancardo non riesce neppure il tentativo di portare soccorso a Giovanni Dente, che difende  sull’ Adige il ponte delle Navi. Assediato nella cittadella, a seguito di nuovi assalti scaligeri condotti alla Porta della Paglia, è costretto a scendere a patti: consegna alcuni ostaggi e promette di cedere le fortificazioni ancora in suo possesso (la cittadella ed il castello di San Martino Acquario) nel caso in cui non  arrivino rinforzi a suo favore entro il termine di sei giorni. Alla scadenza abbandona Verona con le sue truppe e si reca a Mantova: da qui fa in modo che Vicenza si dia ai veneziani piuttosto che ai carraresi.

……………..

 

 

 

 

 

 

Emilia

Rientra nel parmense.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Recupera il castello di Madregolo, caduto a marzo nelle mani dei Rossi.

Ott.

Venezia

Padova

 

 

Veneto

Affianca Ottobono Terzi e Galeazzo da Mantova contro i carraresi.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si accampa a Bussolengo da dove blocca tutti i passi della Valpolicella per tagliare le linee di rifornimento ai carraresi.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Fa ritorno a Madregolo.

1405

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autunno

 

 

 

 

 

 

Emilia

Preme su Ottobono Terzi perchè sia cancellata a Parma, nel palazzo dei Notari, la pittura infamante che effigia Pietro dei Rossi ed il fratello Giacomo impiccati per un piede.

1406

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Si trova a Parma per il battesimo di un figlio di Ottobono Terzi.

1408

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Muore a Madregolo a fine mese.

 CITAZIONI

“Capitano di ventura, che si era acquistato buon nome, verso la seconda metà del secolo XIV, come uomo d’arme, non certo rispettoso dei beni e delle terre altrui.” ARGEGNI

“Unus ex belli ducibus, vir pace, ac bello prudentiae singularis.” BRACCIOLINI

“Celebre capitano del secolo XIV.” BOSI

“Erat..irae impatiens.” PLATINA

“Tanta quidem constantissimi pectore ducis (Gian Galeazzo Visconti) fidutIa in militia inhumani Herculis habita, ut gladio eius impio Cismintiana regis sub ipsius ducis imperio subageretur: nec ipse princeps et aliorum magister adiscebat ficti amoris odium nature lubrice fidelitatis operam facere..Nichil violentia, nichil proditione ceudelius.” MARZAGAIA

“Feroce ma abile condottiero visconteo.” SIMEONI

“Homo in pace et in guerra prudentissimo.” PORRO LAMBERTENGHI

“Degnamente annoverar si debbe tra i restauratori dell’onore italiano nel fatto della guerra..Quanto era prode il Biancardo, tanto era fermo al mandare senza umano rispetto in esecuzione tutto che parevagli conferire a confermar la possanza del suo signore (Gian Galeazzo Visconti). Lodevoli erano in lui la fedeltà e la costanza; da lasciarsi ai Brettoni le ferine crudeltà.” PEZZANA

Con Ottobono Terzi, Antonio Balestrazzo e Gherardo Aldighieri    ” Tre Capitan Parma ha, l’un messer Otto,/ Antonio l’avol mio, il Balestraccio,/ Rardo Aldighier, e Biancardo Ugolotto.” CORNAZZANO

“Fu Ugolotto celeberrimo soldato, e le storie nostre lo commendano alcune volte con somma lode.” AFFO’

“Celebre condottiero, allievo di Alberico da Barbiano.” SOMMI PICENARDI

“Milletrecento novanta si choria/ Veronesi al Bison (Biscione, simbolo dei Visconti) si ribeloe/ la città de Verona per lor talia/ Uguloto Bianchardo col Bison stasia/ per la cittadella in Verona entrava/ Francisco Gonzaga sucorso li davia./ Ducento provigionati li mandava/ introno dentro, Verona ricoprono;/ a sachomano tutta la roba andava.” ALIPRANDI

Con Niccolò Terzi, Raimondo Lupo, Bonifacio Lupo, Simone Lupo, Antonio Lupo, Cermisone da Parma, Ottobono Terzi, Ludovico Gabriotto Cantelli “Fra ‘ restauratori della fama militare Italiana, o fra i loro più prodi cooperatori.” PEZZANA

Con Jacopo dal Verme, Cortesia da Serego, Galeazzo Porro “Si acquistavano buon nome nelle guerre di Lombardia.” RICOTTI