UGO DI MONFORTE

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Condottieri di ventura

1117      UGO DI MONFORTE  (Ugo d’Alemagna, Ugo di Montfort) Della Renania. Conte di Montfort.

               + 1410 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1363

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estate

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si sposa a Padova con Giovanna  da Carrara, sorella del signore della città Francesco; nello stesso giorno Giovanni Savelli si unisce in matrimonio con Lieta da Carrara, altra sorella di Francesco.

………….

Austria

 

 

 

 

 

 

Milita inizialmente al servizio del nipote, il duca Leopoldo d’Austria.

1383

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

Austria

Padova

 

 

Veneto

Viene inviato con 500 lance in soccorso di Treviso  minacciata dai carraresi comandati da Simone Lupo. Alla difesa della città si trovano 1900 lance alloggiate nei monasteri, nelle osterie ed in alcune case vuote. Costringe Arcuano Buzzaccarini a levare l’assedio; è, tuttavia, obbligato anch’egli ad allontanarsene per la mancanza di vettovaglie.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Con Falck Zimberg muove con 250 carri e 800 lance per depredare i territori di Cittadella e di Bassano del Grappa; dopo averne saccheggiati i relativi contadi si dirige verso Romano d’Ezzelino, occupa Mussolente e San Zenone degli Ezzelini e fa gran bottino di biade, animali, vino e masserizie. I 250 carri che lo accompagnano non sono sufficienti a trasportare quanto è stato razziato; ai contadini ne sono tolti altri 200.   Ugo di Monforte si dirige verso Treviso con quanto predato. Le truppe carraresi di stanza a Castelfranco Veneto assalgono i tedeschi, li mettono in fuga e recuperano gran parte del bottino. Sopraggiungono in aiuto di Ugo di Monforte altre schiere di tedeschi che sconfiggono i carraresi (uccisi 24 cavalli, molti più feriti e 36 catturati), liberano i compagni fatti prigionieri in precedenza e recuperano i carriaggi. 

Dic.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Esce ancora da Treviso per attaccare con le bombarde una torre sul Sile nei pressi della chiesa di Sant’Ambrogio: dopo tre giorni deve desistere a seguito di una tregua intervenuta con gli avversari. A Treviso.

1384

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Germania

Rientra in Germania allorché Treviso è venduta dal duca d’Austria ai carraresi.

1391

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

………….

Firenze

Milano

 

 

Lombardia

Affianca Giovanni Acuto nella sua spedizione in Lombardia ai danni dei viscontei.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Partecipa alla battaglia di Paterno;  segue ancora Giovanni Acuto nella sua famosa ritirata che lo porta al Mincio: viene armato cavaliere con Corrado Prospero, Fuzzolino Tedesco ed Ugo Guazzalotti.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Si unisce con 100 cavalli a Giovanni Beltoft (200 lance e 500 fanti) per scortare un convoglio di 500 muli carichi di vettovaglie. Giunto a Cascina vi è assalito da Jacopo dal Verme e da Jacopo d’Appiano: Giovanni Beltoft si dà alla fuga mentre egli è catturato con gran parte dei suoi uomini e del carico (200 muli con 300 some di grano). E’ subito riscattato dai fiorentini per il coraggio dimostrato nel corso dello scontro: gli sono regalati anche due cavalcature, molto belle, ed altre cose.

1392          

Mar.

Firenze

Comp. ventura

 

 

Emilia

Al termine del conflitto è inviato con  Giovanni Acuto in soccorso dei bolognesi,  minacciati dal passaggio delle compagnie di Ceccolo Broglia, di Brandolino Brandolini e di Biordo dei Michelotti. I venturieri, apparentemente licenziati da Gian Galeazzo Visconti si propongono  di scorrere il bolognese. Alla notizia dell’ arrivo di Ugo di Monforte  costoro prendono la via di Sarzana.

1395

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

Firenze

Este

 

 

Romagna

Combatte agli ordini di Astorre Manfredi in favore di Niccolò d’Este contro Azzo d’Este e Giovanni da Barbiano. Muove da Faenza verso Argenta con 600 cavalli,  sconfigge a Consandalo Conselice da Barbiano e lo costringe a ritirarsi a Portomaggiore.

1396

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Firenze

Comp. ventura

 

 

Toscana

Esce da Montepulciano con 800 cavalli, molti fanti e guastatori per depredare il territorio di Cetona, appartenente a Francesco da Montemarte, accusato di avere dato ricetto alle compagnie di Ceccolo Broglia e di Brandolino Brandolini in una precedente incursione nel fiorentino. Si incontra con Francesco da Montemarte e si convince della sua buona fede.

Lug.

Firenze

Comp. ventura

 

 

Toscana

E’ inviato nel lucchese con 400 lance per fronteggiarvi la compagnia di Giovanni da Barbiano che sta devastando il territorio per conto dei pisani. Attacca l’avversario a Castiglioncello del Trinoro con Bartolomeo Boccanera, Antonio degli Obizzi, Ludovico Gabriotto Cantelli e Giannichino Bottigler: la vittoria arride al Barbiano per la scarsa resistenza opposta da Bartolomeo Boccanera.

Ago.

Firenze

Milano

 

 

Toscana

Si trasferisce in Garfagnana per affrontarvi i fuoriusciti lucchesi coadiuvati dai viscontei: giunge a San Donnino ed a Gragnano dove mette in fuga Giovanni da Castiglione. Fra i carriaggi è trovata una bandiera che viene portata a Lucca.

1397

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trasferisce con 600 cavalli alla difesa di Mantova, attaccata dai viscontei comandati da Jacopo dal Verme.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene sconfitto a Borgoforte; rimane ferito nel combattimento. Di seguito è inviato nottetempo in soccorso di Marcaria che sta per cadere in potere dei viscontei. Per strada è informato che i difensori del castello si sono arresi; cambia  obiettivo e, al comando di 500 cavalli e di altrettanti fanti, assale direttamente il campo avversario: i nemici, messi all’erta da Corrado di Altinberg, non si sbandano e si preparano a sostenere lo scontro. Ugo di Monforte chiede un colloquio a Corrado di Altinberg a nome della loro vecchia amicizia; si lamenta di essere stato da lui offeso e lo sfida inutilmente a duello. Assale il capitano conterraneo il quale non trova di meglio che rifugiarsi fra i suoi. Ugo di Monforte ritorna a Mantova ricoperto di lodi e di doni.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Partecipa alla battaglia di Governolo dove ha, con Corrado Prospero, il comando della quinta schiera forte di 2000 cavalli; subito dopo la vittoria ha l’incarico di rifornire di vettovaglie Cavriana alla cui difesa è passato  Antonio degli Obizzi. Invia 300 fanti che si impadroniscono di un colle vicino alla porta della città che deve essere loro aperta: all’alba attacca i nemici per sviare la loro attenzione. I soldati possono entrare in Cavriana; egli rientra a Mantova con la cattura di 300 cavalli.

1398

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

………….

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Viene catturato dai ducali capitanati da Ugolotto Biancardo in una scaramuccia nei pressi di Marcaria. Secondo le cronache cremonesi Ugo di Monforte è condotto a Milano. Gian Galeazzo Visconti lo interroga e gli chiede se Mantova sia fornita di vettovaglie; vuole anche sapere che cosa Francesco Gonzaga pensi di lui. Ugo Monforte risponde che a Mantova non vi è alcuna carenza di viveri e che il signore della città si esprime solamente bene nei suoi confronti. Il signore di Milano non crede alle sue parole ed invia a Mantova un suo uomo di fiducia per contattare Francesco Gonzaga e proporgli l’assassinio del duca di Milano dietro la promessa di un vitalizio. Marco di Cambio è scacciato dal Gonzaga che si esprime, nell’ occasione, nei migliori termini verso il duca. Nascono così le premesse per un trattato di pace che ha inizio con la liberazione di Ugo di Monforte e l’avvio da parte di quest’ultimo dei primi approcci.

Mag.

Milano

 

 

 

 

Toscana  Lombardia

Liberato, ritorna a Firenze a seguito della stipulazione di una tregua fra le parti: è qui assalito dai suoi creditori  (14000 fiorini) che lo fanno citare dal podestà: si reputa offeso da uno stato per il quale ha sempre combattuto lealmente e che al momento del bisogno non lo difende; si allontana da Firenze con molti cavalli e ripara a Lucca. Gli viene consegnato del denaro in tale località; lascia la città, si reca a Pavia per passare agli stipendi del duca di Milano. Gli è data una condotta, gli sono donati 6000 fiorini, altri 10000 gli sono dati in prestito per potere fare fronte ai suoi debiti.

1400

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

Conte Savoia

 

Milano

 

 

Piemonte

Corre a Canavino, dove sta Facino Cane, con 800 cavalli assieme con Rodolfo di Gruyères, Giovanni di Verney, Amedeo di Challant e Galeazzo da Mantova. Sconfigge il condottiero visconteo e ritorna al suo campo: non sono prese le necessarie precauzioni, per cui i  capitani sabaudi vengono sorpresi dall’ avversario. Sono fatti prigionieri  con 600 cavalli e condotti a Caravino ed a Settimo Rottaro.

1404

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

Padova

Venezia

 

 

Veneto

Segue Niccolò d’Este;  da Mirano si sposta nel trevigiano per saccheggiarne il territorio: fatte molte prede e catturati molti uomini, si accinge a ritornare verso Padova allorché si imbatte in Taddeo dal Verme. Tale condottiero con 300 lance e molti fanti sta scortando da Mestre al campo di Vigodarzere un convoglio di vettovaglie. Ugo di Monforte attacca gli avversari; gli viene contro Taddeo dal Verme che egli getta da cavallo con un colpo di lancia. Il Monforte scende a terra per combatterlo mentre il rivale si difende con una lancia; con un’accetta, Ugo di Monforte gli rompe l’arma e lo costringe a mal partito. Il capitano veneziano  si arrende nelle mani del marchese di Ferrara;  in tal modo egli viene defraudato della taglia.  Alberico da Barbiano è chiamato a decidere sulla successiva vertenza: il prigioniero resta in potere di Niccolò d’Este ed a Ugo di Monforte vanno armi e carriaggi. Il condottiero tedesco si sposta all’assedio di Rovigo; esce da Arquà Polesine e si scontra con Enrico della Treccia nei pressi di una bastia posta sul fiume Gorzone. La fortezza perviene nelle sue mani.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Contrasta con 200 cavalli Paolo Savelli che ha appena superato il serraglio di Arino: penetra risolutamente con i suoi uomini d’arme in mezzo ai fanti veneziani per ricacciarli indietro. Francesco Novello da Carrara è ferito ad un braccio da un verrettone e sta per essere catturato dagli avversari. Ugo di Monforte non manca di intervenire, lo difende, ma non può impedire di essere fatto prigioniero a sua volta con altri 400 uomini, per lo più contadini. Subito liberato, affianca Manfredo da Barbiano nel suo attacco a Camponogara; con Filippo da Pisa e Francesco Buzzaccarini esorta invano Manfredo da Barbiano a non abbandonare l’azione programmata allorché costui si rifiuta di combattere i nemici perché timoroso di una sconfitta.

1410

 

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

 CITAZIONI

“Huomo vigoroso e ardito.” SERCAMBI

Con Giovanni Beltoft “Uomini di provata onestà ed esperienza d’armi.” PROFESSIONE