TOMMASO DEGLI OBIZZI Di Lucca

0
241

Condottieri di ventura

1261      TOMMASO DEGLI OBIZZI  Di Lucca.

               + 1408 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1354

 

 

 

 

 

 

Toscana

Affianca a Lucca l’imperatore Carlo di Boemia.

1368

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

Chiesa

Milano

25 cavalli

Romagna

Contrasta in Romagna i viscontei.

Giu.

Chiesa

Perugia

 

 

Toscana

Con 3000 cavalli e molti fanti sorprende nei pressi di Arezzo la compagnia di Giovanni Acuto (6000 cavalli);  cattura il capitano inglese a seguito di un combattimento della durata di quattro ore. Il papa Urbano V libera l’Acuto, ma  non riconosce nella circostanza i meriti di Tommaso degli Obizzi. Il condottiero sdegnato si trasferisce in Inghilterra.

…………..

Inghilterra

Scozia

 

 

Gran Bre tagna

Combatte le truppe del re di Scozia Davide, sconfigge e fa prigioniero in battaglia il sovrano: per tale fatto viene insignito dell’ ordine della Giarrettiera che gli inglesi fino al 1600 concederanno solo ad altri tre italiani, Federico da Montefeltro, Guidobaldo da Montefeltro ed il duca Emanuele Filiberto di Savoia.

1370

 

 

 

 

 

 

Toscana

E’ riammesso in Lucca.

1371

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Francia

Fa parte di un’ambasceria  inviata dal comune di Lucca ad Avignone per congratularsi per la nomina a pontefice di Gregorio XI.

…………..

Chiesa

 

 

Capitano g.le

 

 

Ottiene il comando delle truppe pontificie in Italia.

…………..

 

 

 

 

 

 

Toscana

Con Niccolò Diversi si fa mallevadore in Lucca per Giovanni degli Obizzi, condannato dalle autorità cittadine al confino, pena il pagamento di 10000 fiorini: il congiunto non rispetta l’ingiunzione e Tommaso degli Obizzi deve contribuire con Niccolò Diversi al pagamento dell’ intera somma.

1372

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

Napoli

 

 

 

 

Abruzzi

Passa al servizio della regina di Napoli Giovanna d’Angiò. E’ nominato capitano di L’Aquila al posto di Giovanni Malatacca.

1376

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

Chiesa

Firenze

 

 

Romagna

Combatte per i pontifici nella guerra degli Otto Santi. Ostacola Astorre Manfredi che si è impadronito di Granarolo.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

Si trova a Bologna allorché la città si ribella ai pontifici;  è presente al sacco di Faenza.

1377

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………..

Napoli

 

 

 

 

Abruzzi

Rientra nel regno di Napoli.  Ricopre ancora l’incarico di capitano di L’Aquila al posto del congiunto Giovanni degli Obizzi.

Nov.

Napoli

Chiesa

 

 

Abruzzi ed Emilia

Nel conflitto che oppone i partigiani dell’antipapa Clemente VII a quelli del papa Urbano VI favorisce i primi contro i secondi. Allorché entra nottetempo in L’Aquila  per la Porta di Bagno Cecco Antonio dell’Aquila Tommaso degli Obizzi fronteggia l’avversario.   Costretto agli inizi a rinchiudersi nel palazzo riesce alfine a sconfiggerlo. L’azione termina con il saccheggio   dei borghi vicini alla porta. Ritorna in Emilia e vende, per conto dei pontifici Bagnacavallo a Niccolò d’Este.

1378

Verona

Milano

Capitano g.le

 

 

Contrasta le truppe del conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti.

…………..

 

 

 

 

 

 

Emilia

Si ritira a vita privata a Ferrara;  diviene consigliere del marchese Alberto d’Este.

1393

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Alla morte di Alberto d’Este è chiamato a far parte con Alberto Roberti, Bartolomeo della Mela e Giovanni di Sala del consiglio di stato.

1394

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Emilia

A seguito delle minacce di Azzo d’Este e dei suoi seguaci agli stati estensi rafforza il presidio di Modena e dei castelli vicini.

1395

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Doma un incendio fortuito che si verifica nel palazzo di corte dove è alloggiato.

1397

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Annuncia al popolo la notizia del matrimonio di Niccolò d’Este con Gigliola da Carrara.

…………..

Ferrara

Milano

 

 

Lombardia

Combatte i viscontei nel mantovano;  con Ugo di Monforte si oppone nel Serraglio all’ avanzata di Jacopo dal Verme.

1398

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Con Niccolò Roberti è sostituito nel consiglio di reggenza da Francesco Novello da Carrara suocero di Niccolò d’Este. Viene confinato nel ferrarese.

1406

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Si trova a Ferrara;  con Filippo da Pisa presenzia al battesimo di Leonello d’Este.

1408

 

 

 

 

 

 

 

 

Muore. E’ ricordato nell’ epistolario di Coluccio Salutati.

 CITAZIONI

“Fu tra i più rinomati generali del suo tempo.” ARGEGNI

“Gran guerriero in quei dì.” DALLA CORTE

“Egregium copiarum ducem.” PLATINA

“Huomo in que’ tempi nella militia famoso.” PELLINI

“Fu non solo il primo soggetto di casa sua, ma maggior caporale dell’età sua.” ZABARELLA

“Costui non fue fu il maggior huomo della casa, ma il maggior Capitano de tempi suoi.” SANSOVINO

Al governo dell’Aquila al posto di Giovanni Malatacca “Poiché questo se partì madama (la regina di Napoli Giovanna d’Angiò) vi mandone/ Misser Tomasso degli Obisi per ella data ne fone,/ E fo valeroso cavalier, el bene retornone,/ Signiorione tre anni, e bene ne governone.” (Combatte il duca d’Andria Francesco del Balzo) “Anche sopra Caramanico missere Tomasso fone,/ Ch’era nostro capitano, e in quello campo andone,/ E ad illu se arenero, e li stagi (ostaggi) menone;/ Pure el comuno de Aquila questo onore portone.” (Sostituito nel suo incarico da Giovanni degli Obizzi) “Missere Tomasso de Lucca plù co noi si stava/ Tanto li era lu utile, che mai se ne non satiava;/ La mollie, e li soi fili ecco se remenava,/ Che starese bene ad asiu el palazo acconzava./ Et anche per questo capetano una nobile cosa fatta fone,/ Lu orlogio, che l’ore a tutti insegnione;/ Jaque quistu orlogio centunara trididi de florini;/ Diu lu lasse mantenere alli nostri cittadini./ Missere Tomasso de Lucca allora da noi se partiu,/ E dal nostro comuno granne onore portò./ Colla corona in testa ch’el comuno li donò; E bene lu servio, e da noi se ne andò.” A. DI BUCCIO