TIBERTO BRANDOLINI

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Condottieri di ventura

0288      TIBERTO BRANDOLINI  (Tiberto da Forlì, Tiberto da Bagnacavallo) Di Bagnacavallo. Conte. Signore di Valmareno, Castelnuovo Fogliani, Lusurasco, Saliceto di Chiaravalle, Noceto, Calestano e Castell’Arquato. Figlio di Brandolino, padre di Leonello e di Sigismondo, fratello di Cicco e di Ettore, cognato di Taddeo Manfredi, Giovanni Antonio di Gattamelata e di Antonio da Marciano. Genero del Gattamelata e di Guidantonio Manfredi.

                1414 – 1462 (settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1427

Venezia

Milano

14 lance

 

 

Gli è affidato il comando di quattordici lance.

1432          
Mar.         Sposa Polissena Romagnola, figlia del Gattamelata (dote di 600 ducati). A seguito del matrimonio aggiunge al proprio stemma  l’insegna del suocero con il motto araldico “impavidum fenent”, vale a dire “condottiero senza paura”.

1434

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

Venezia

Milano

 

 

Emilia

Viene  fatto prigioniero da Niccolò Piccinino a Castel Bolognese sul rio Sanguinario.

1437

Venezia

Milano

 

 

Emilia e Lombardia

Combatte sempre i viscontei agli ordini del Gattamelata;  lo sostituisce nel comando con Gentile da Leonessa durante una sua assenza per malattia.

1438

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………………

 

 

 

 

 

 

Veneto

Segue il provveditore Andrea Donato sotto il Monte Baldo.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova alla difesa di Brescia.  Alloggia con le sue lance nel borgo di San Giovanni.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Affianca il Gattamelata nella sua ritirata da Brescia verso Verona attraverso la Val di Sabbia, la Valle del Chiese ed il territorio di Rovereto.

……………………

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si fortifica in Vicenza a seguito della pressione viscontea.

1439

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………………

 

 

 

 

 

 

Veneto

Da Montagnana si porta con 300 cavalli a Malopera sull’ Adige, vicino a Castelbaldo, ove impedisce lo sbarco a 1000 fanti di Gian Francesco Gonzaga. Gli avversari sono costretti a ripiegare a Sanguinetto. Si collega, quindi, con la flotta di Marino Contarini e di Ludovico da Molin: attacca i ducali  ma viene pesantemente sconfitto con la morte del Contarini. Nello scontro è gravemente ferito alla gamba sinistra.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Trentino

Agli ordini di Francesco Sforza sconfigge i ducali a Tenno; appoggia il capitano alla riconquista di Verona e partecipa all’ espugnazione del castello di San Felice.

1440

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………………

 

 

 

 

 

 

Trentino

Recupera Riva del Garda.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Batte nuovamente i viscontei a Soncino.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il marchese d’Este conferma a lui ed al padre Brandolino alcuni privilegi sui loro beni siti a Bagnacavallo.

1441

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia per le nozze del figlio del doge Francesco Foscari.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Lotta contro Niccolò Piccinino con Gentile da Leonessa.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli viene rinnovata la condotta per sei mesi.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si collega con Cristoforo da Tolentino e Bartolomeo Colleoni (2000 cavalli);  giunge nottetempo a Pontoglio. Occupa la rocca e cattura Moretto da San Nazzaro con 40 cavalli. Di seguito irrompe nel bergamasco e si pone all’ assedio di Martinengo.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si impadronisce di Pontoglio con Bartolomeo Colleoni.

Dic.

 

 

 

 

600 cavalli

 

 

Gli è rinnovata per un anno di ferma ed uno di rispetto la condotta,  stabilita in 400 cavalli in tempo di pace ed in 600 cavalli in tempo di guerra.

1442

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli viene confermata la condotta per l’anno di rispetto.

1443

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………………

 

 

 

 

 

 

Romagna

Staziona a Ravenna.

Lug.

Venezia

Milano

 

 

Romagna e  Emilia

Si allontana da Ravenna, tocca Bagnolo, transita vicino a Forlì e per Castrocaro Terme perviene nel bolognese con 1050 cavalli; con Guido Rangoni è inviato in  soccorso dei Bentivoglio.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Assedia nel castello di Galliera, a Bologna, Tartaro da Perugia e lo induce alla resa a patti dietro un deposito a suo favore a Siena di 3500 ducati. Scorre i territori nei pressi del capoluogo con 300 cavalli ed altrettanti fanti. Mette in fuga gli avversari (sedici morti e venti cavalli catturati); dopo qualche giorno con Simonetto da Castel San Pietro sconfigge a San Giorgio di Piano 4000 cavalli comandati da Luigi dal Verme.

Sett.

Venezia

Chiesa  Napoli

 

 

Emilia e Romagna

Esce da Bologna e si porta a Ravenna. Da qui si dirige verso Fano con Guido Rangoni e Taddeo d’Este per aiutare Francesco Sforza assediato nella città dalle truppe del papa Eugenio IV e da quelle aragonesi. A fine mese è segnalato alla difesa di Rimini con il Rangoni al comando di 1200 cavalli e 200/400 fanti veneziani.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Romagna e Marche

Lascia San Giovanni in Marignano con Guido Rangoni, Taddeo d’Este e Simonetto da Castel San Pietro, giunge sul Foglia e batte  avversari a Montelauro.

1444

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inverno

 

 

 

 

 

 

Marche

Sverna a Montalboddo con Guido Rangoni, transita per il riminese e rientra nel veneziano.

1445

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Venezia

Milano

 

 

Emilia

Si muove nel bolognese sempre con Guido Rangoni allorché è ucciso nel capoluogo Annibale Bentivoglio. Tiberto Brandolini tocca Cento e Pieve di Cento con 400 cavalli.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Entra in Bologna.

……………………

Firenze

Milano

 

 

 

 

 

 

1446

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………………

Venezia

Milano

 

 

Emilia

Ritorna nel bolognese con Taddeo d’Este.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Assedia San Giovanni in Persiceto con Taddeo d’Este, Pietro Navarrino, Simonetto da Castel San Pietro e le milizie bolognesi condotte dal commissario Romeo Pepoli: l’arrivo in soccorso dei difensori di 1000 cavalli, capitanati da Carlo Gonzaga, lo induce a riparare a Budrio.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

E’ introdotto in San Giovanni in Persiceto da Guglielmo di Monferrato che ha disertato nel campo veneziano; cattura gran parte dei cavalli di Carlo Gonzaga che riesce a fuggire con pochi uomini a Modena. Subito dopo corre in soccorso di Cremona assediata da Francesco Piccinino.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Giunge a Manerbio, attraversa l’Oglio e si ferma a Robecco d’Oglio con Taddeo d’Este, Guglielmo di Monferrrato, Guido Rangoni, Jacopo Catalano, Cristoforo da Tolentino e Gentile da Leonessa. Di seguito si reca a San Giovanni in Croce ed a Casalmaggiore.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si collega con Micheletto Attendolo e sbaraglia sul Mezzano, un’isola sul Po ad un miglio da Casalmaggiore, Francesco Piccinino: per la vittoria, come bottino di guerra, gli vengono assegnati 400 cavalcature sulle 4000 cadute in potere dei veneziani.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Assedia in Crema Luigi da San Severino.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Con Gentile da Leonessa attraversa l’Adda a Spino; si procura un caposaldo sull’altra sponda con 700 cavalli e 1300 fanti e permette l’ultimazione della costruzione di un ponte di barche. I ducali solo nella tarda serata cercano di reagire all’ attraversamento del fiume da parte degli uomini della Serenissima.  Ha inizio nottetempo un duro combattimento sulla sponda destra che termina dopo due ore con la fuga dei viscontei (Luigi dal Verme, Luigi da San Severino, la compagnia di Bartolomeo Colleoni). Sono catturati 600 cavalli, il Campanella e molte cernite. I veneziani penetrano nel bergamasco.

1447

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………………

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Appoggia Micheletto Attendolo nel milanese.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova sotto le porte di Milano;  nel borgo di Porta Romana viene armato cavaliere con Giberto da Correggio, Ludovico Malvezzi e Diotisalvi Lupi.

……………………

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si sposta in Brianza ed assedia Lecco.

Ago.

Venezia

Milano

 

 

Lombardia

Fronteggia le truppe della Repubblica Ambrosiana, creatasi alla morte del duca Filippo Maria Visconti: offre a Francesco e Jacopo Piccinino la signoria di Crema e di Cremona per farli defezionare a favore dei veneziani.

Dic.

 

 

 

 

800 cavalli

Lombardia

Sverna con il fratello Ettore nel bresciano.

1448

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si muove sotto Caravaggio con Micheletto Attendolo. Ispeziona personalmente le posizioni dell’ esercito nemico in cui si reca travestito da saccomanno;  scopre un punto debole nel campo milanese. Con Bartolomeo Colleoni (ora al servizio dei veneziani)  nel successivo consiglio di guerra sostiene la tesi di un possibile assalto da portarsi in tale punto: il  parere di Tiberto Brandolini e del Colleoni è condiviso dagli altri condottieri nonostante le resistenze frapposte dal capitano generale Micheletto Attendolo. Con Guido Rangoni e Roberto da Montalboddo ha il compito di assalire il campo sforzesco. I veneziani sono disfatti da Francesco Sforza; il Brandolini,  ferito ad un braccio,  è salvato dalla cattura da un intervento di Gentile da Leonessa.

1449

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Gli viene rinnovata la condotta per un anno di ferma ed uno di rispetto. E’ preposto alla guardia della rocca posta sull’Adda di fronte a Trezzo.

……………………

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Contrasta gli sforzeschi.

……………………

Venezia

Milano

 

 

Lombardia

I veneziani si alleano con Francesco Sforza. Con Sigismondo Pandolfo Malatesta, Bartolomeo Colleoni, Cristoforo da Tolentino e Jacopo Catalano Tiberto Brandolini fa costruire a Trezzo sull’Adda un ponte per assalire il milanese.

1450

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si porta in Ghiaradadda e nel bergamasco con 700 cavalli.

Nov.

 

 

 

 

254 lance e 100 fanti

 

 

Al termine del conflitto gli viene confermata  per l’anno di rispetto la condotta di 254 lance e di 100 fanti, comprese 50 lance comandate dal fratello Ettore.

1451

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Gli è dato dai veneziani l’ordine di assalire in Isola della Scala le truppe di Bartolomeo Colleoni Colleoni, sospettato di voler abbandonare il soldo della Serenissima per quello di Francesco Sforza divenuto duca di Milano.

……………………

 

 

 

 

 

 

 

 

I veneziani gli donano alcuni beni già appartenenti ai  Marzana.

1452

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

Milano

 

 

Lombardia

Si trova al campo di Manerbio con 200 cavalli. Si congiunge con Carlo Gonzaga e Carlo di Montone, supera l’Adda su un ponte di barche a Rivolta e scorre il milanese fino al canale Muzza nei pressi di Melzo impadronendosi a forza di alcune bastie. Rientra e perviene vicino ad Orzinuovi con Jacopo Piccinino.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ affrontato da Bartolomeo Colleoni, da Bartolomeo Quartero e da Giacomo da Salerno provenienti da Quinzano d’Oglio: mette in fuga gli avversari a Genivolta e cattura loro 160 cavalli.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Vi è un consiglio di guerra; si decide di assalire Casalbuttano con Giovanni Pazzaglia. Bartolomeo Colleoni lo attacca a sua volta a Genivolta dove egli reagisce con l’aiuto dei cavalli  di Giovan Francesco della Mirandola. Ferito ancora una volta Tiberto Brandolini   ripiega con il della Mirandola, mentre i fanti del Pazzaglia gli coprono la ritirata.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si dirige verso Leno con il fratello Ettore; è a Porzano;  appoggia Jacopo Piccinino contro gli sforzeschi. Viene contrastato da Bartolomeo Colleoni, da Donato del Conte e dal Sasso: gli schioppettieri milanesi frenano l’avanzata dei veneziani.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Espugna Offlaga con Antonello da Corneto ed Anastasio da Sant’Angelo; tenta di impadronirsi di Manerbio, scorre il contado di Calvisano e punta su Asola che è minacciata dai nemici. Sconfitto, rientra nel bresciano; attacca, fra Gottolengo ed Iseo, una colonna di vettovaglie diretta al campo avversario. Sulla strada del ritorno piombano su di lui gli sforzeschi i quali recuperano parte del bottino: nel combattimento è ferito mortalmente il fratello Ettore. Gli viene in soccorso Gentile da Leonessa che riesce a  mettere in fuga i milanesi: alcuni suoi uomini d’arme vengono accusati di viltà e sono licenziati dal capitano generale Gentile da Leonessa. Sorge una lite tra il Brandolini ed il Leonessa stesso sulla competenza della giurisdizione militare di entrambi, alimentata anche dal violento saccheggio compiuto dai suoi uomini ad Offlaga. Gli sono dati degli alloggiamenti invernali che egli rifiuta perché disagiati. Sempre nel mese  raggiunge Montichiari con il capitano generale quando i veneziani sono sfidati a battaglia campale da Francesco Sforza. Gli avversari si ritirano senza combattere, Tiberto Brandolini cavalca su Malpaga e retrocede verso le Lame dove è messo in difficoltà dagli sforzeschi.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si prepara ad assalire nottetempo Calvisano alla testa di 5000 uomini; le truppe veneziane tumultuano ed i provveditori di Crema lo incaricano di badare alla difesa di Abbadia Cerreto e dei castelli finitimi. Negli ultimi giorni dell’anno raggiunge Carlo di Montone ad Abbadia Cerreto; si reca, poi, a Crema e da qui inizia delle trattative con Francesco Sforza che culmineranno nel suo cambiamento di campo.

1453

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

Milano

Venezia

1200 cavalli e 500 fanti

Emilia

Si trasferisce a Mirandola per gli accampamenti invernali con 2520 cavalli e passa agli stipendi del duca di Milano con la motivazione del mancato rinnovo della sua condotta da parte dei veneziani. Per il suo tradimento viene diseredato dal padre Brandolino a favore del fratello Cicco.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Batte una prima volta Carlo Gonzaga a Castel d’Ario.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Concorre alla sconfitta degli avversari a Manerbio.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Esce da Ostiglia con Ludovico Gonzaga ed assale con le bombarde una bastia posta tra Ponte Molino e Roncanova; la spiana, attacca Nogara dove si trova Carlo Gonzaga e vi fa prigioniero Guido Benzoni.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

E’ a Seniga;  Francesco Sforza gli invia in rinforzo 1000 cavalli e 1000 fanti. Si dirige a Goito e vi sconfigge i veneziani tra Mozzecane e Villanova: lo scontro termina dopo cinque ore con la cattura di 1000 cavalli, 14 capisquadra ed alcuni condottieri. Lotta, indi, contro Antonello da Corneto verso Alfianello con tre bande di cavalli e 200 fanti;  pone alcune infruttuose imboscate a Jacopo Piccinino. Si allontana dal mantovano con Ludovico Gonzaga, si reca  a Carpenedolo e  Ghedi; scorre il contado fino alle porte di Brescia impossessandosi di un ricco bottino.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si volge su Quinzano alla notizia che Jacopo Piccinino è riuscito ad intercettare un convoglio di 100 cavalli e di 80 paia di buoi che stanno traportando vettovaglie al suo campo; attacca, a sua volta, a Fornaci una colonna di contadini che sta conducendo agli alloggiamenti della Serenissima 100 paia di buoi destinati al traino delle artiglierie. Si impadronisce di una bastia e costringe a retrocedere Antonello da Corneto e Carlo Gonzaga desiderosi di prestare  soccorso ai difensori di Ghedi. Compie pure numerose scorrerie sulla montagna bresciana che non sempre hanno un esito favorevole.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla guardia della torre di Montirone si scontra con Matteo da Capua ed Antonello da Corneto che lo obbligano a rinchiudervisi. Effettua un’ulteriore incursione nell’alto bresciano con sei squadre di cavalli e molti fanti. Con Roberto da San Severino si pone in agguato nei pressi di Montirone per cogliervi Jacopo Piccinino solito a venirvi in perlustrazione: l’insidia va a vuoto per la delazione di un disertore. Attacca in continuazione con il San Severino il campo fortificato del capitano avversario, porta la desolazione fin sulle porte di Brescia e coglie in agguato convogli di vettovaglie. Rimane ferito all’inguine in uno scontro vicino a Montirone, terminato con la liberazione del suo caposquadra Biagio da Bologna catturato in precedenza dai veneziani. Con Donato del Conte, Bartolomeo Quartero e Giovanni da Varano guida l’assalto generale al campo di Ghedi: penetra in una palude e per l’unica via lastricata raggiunge gli alloggiamenti avversari. Uccide con un colpo di lancia Paolo dalla Rossa e resta una volta di più ferito: gli sforzeschi sono respinti dopo alcune ore di lotta. Depreda i terreni da pascolo ed è contrastato da Matteo da Sant’Angelo; sconfigge i veneziani a Castelleone.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si unisce con le milizie francesi di Renato d’Angiò e prende parte all’ espugnazione di Pontevico; si trova a Gambara ed infesta il bresciano. I veneziani, da parte loro, tramano ai suoi danni ed ingaggiano un sicario, Anton Matteo di Iseo, affinché lo avveleni.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Batte ancora Jacopo Piccinino vicino a Ghedi;  assale, invano, Bordolano con 8 squadre di cavalli e le schiere angioine. Molte sono le perdite tra gli attaccanti.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Marcaria con 40 squadre di uomini d’arme;  sverna con le sue truppe a Chiari.

1454

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Ad Orzinuovi; attraversa i territori controllati dai da Correggio ed  obbliga costoro a sottomettersi a Francesco Sforza.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Jacopo Piccinino ed il provveditore Gerardo Dandolo occupano Travagliato; Tiberto Brandolini riconquista subito la località alla cui difesa si trova un connestabile con 100 fanti.

Primavera/estate

 

Milano

Correggio   Monferrato

 

 

Emilia e Piemonte

Con la firma del trattato di pace con i veneziani viene inviato a Brescello.  Costringe i da Correggio a riconoscersi feudatari di Francesco Sforza; si trasferisce successivamente nel Monferrato e si impadronisce a spese del marchese Guglielmo di Monferrato di numerose terre già appartenenti al ducato di Milano.

Ago.

Milano

Duca  Savoia

 

 

Piemonte

Con Roberto da San Severino depreda alcuni territori sabaudi fino a Vercelli. In tre giorni  sono uccisi 1400 soldati e rientrano a far parte del ducato Bassignana, Biandrate, Valenza, Bremide ed altre località del pavese e del novarese. Ottiene anche Borgosesia.

Sett. ott.       Emilia Al termine di questo conflitto 700 cavalli delle sue compagnie sono acquartierati nel piacentino, mentre i rimanenti sono alloggiati nel territorio di Fiorenzuola.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ scoperta a Forlì una congiura da lui organizzata con Ranieri Morattini, capo dei fuoriusciti di Forlì, al fine di diventare signore della città: Cecco Ordelaffi si reca a Forlimpopoli ed  arresta il locale castellano. Vengono confiscati a Tiberto Brandolini i suoi beni siti nel territorio controllato dagli Ordelaffi.

1455

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………………         Frequenta assiduamente le corti di Carpi, Imola, Cesena, Modena e Ferrara. La sua intensa attività diplomatica si serve di mezzi leciti ed illeciti, di molteplici trame intrecciate o tentate con signori e condottieri dell’ Italia centrale. E’ amico di Manfredo Landi, signore di uno stato posto nell’Appennino piacentino e di Niccolò Pallavicini. Pensa di insignorirsi di Parma, Piacenza o Cremona. Si fa spesso vedere in una tenuta di Crescenzago dove vive una sua mantenuta. Pure assidue sono le sue frequentazioni alla corte ducale  come i contatti con le fazioni milanesi. Reagisce con furore alla riduzione della sua condotta e sopporta malamente i continui rifiuti alle sue richieste di anticipi sullo stipendio e/o prestiti.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Viene investito dal duca di Milano dei feudi di Castelnuovo Fogliani, di Lusurasco, Saliceto di Chiaravalle, Bagnolo, Noceto già appartenenti a Giacomo da Salerno, di Castell’Arquato già feudo di Bartolomeo Colleoni e di Calestano sottratta ai Fieschi. Le sue milizie sono alloggiate a spese delle comunità locali tra Fiorenzuola d’Arda, Caorso e Castell’Arquato. In quest’ultima località fissa la sua abitazione, circondato da una piccola corte dotata di numerosi cancellieri, spenditori, senescalchi, maestri di stalla e trombette. Le spese di mantenimento sono coperte prevalentemente da debiti: creditore di una grossa somma di denaro è, per esempio, il conte Francesco della Mirandola.

1456          
Gen.         Convince il legato pontificio di Bologna ad esporre in Forlì, alle porte del duomo ed a quelle della chiesa di San Mercuriale, un cartello convocante a Roma Cecco e Pino Ordelaffi.

1457

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Con il figlio Sigismondo accoglie nel ducato Federico da Montefeltro.

1458

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

Si porta a Bologna dove è accolto con tutti gli onori da Sante Bentivoglio; il figlio Sigismondo si sposa con Maria Antonia Bentivoglio. Tiberto Brandolini si reca nei giorni seguenti ad Imola e convola a seconde nozze con Cornelia Manfredi, figlia di Guidantonio e sorella di Taddeo. Rientra a Bologna e nei suoi possedimenti nel piacentino. La moglie porta al condottiero una dote principesca, oggetti di enorme valore che ben presto diventano pegni dati ai banchieri per finanziare i suoi grandiosi progetti. Nel contempo Francesco Sforza riesce a fare infiltrare nella sua casa una spia (probabilmente il cancelliere Gaspare Varesino) che  informa il duca di Milano di tutto quanto accade.

……………………         Tiberto Brandolini tiene costantemente informato Jacopo Piccinino sugli umori della corte sforzesca nei suoi confronti.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Gli è concessa la nobiltà milanese. Nella città abita nella parrocchia di San Vittore al Teatro (in un’abitazione comprata da Fiasco da Giraso per 9000 lire imperiali).

1459

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Genn.       Piemonte E’ inviato a Novi Ligure nell’ alessandrino con denari ed armati per sostenere nascostamente la causa del doge Pietro Campofregoso in lotta contro i francesi.

Feb.

Milano

Genova

 

 

Liguria

Irrompe con numerose truppe nel genovese controllato dai francesi.

Mar.apr.

 

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

A marzo nel bolognese con Tristano Sforza (1500 cavalli e 400 fanti) per sostenere Sante Bentivoglio minacciato dai pontifici. Presto lascia la città per affiancare a  Firenze Galeazzo Maria Sforza allorché quest’ultimo si reca nella capitale toscana con 3000 cavalli e 1000 fanti per rendere omaggio al papa Pio II.

Mag.       Lombardia Piemonte E’ richiamato in Lombardia. A fine mese è inviato a Rivalta Scrivia dove si riuniscono i fuoriusciti genovesi favorevoli a Francesco Sforza.

Sett.

Milano

Genova

 

 

Liguria

Muove con 700 cavalli in soccorso di Pietro Campofregoso: è sconfitto dagli avversari.

Ott.         Il figlio Sigismondo è catturato nel corso di un attacco portato a Genova. Tratta con il governatore Louis de Laval per fare  ottenere al congiunto una licenza affinché  trascorri a Rivalta il periodo natalizio. Si impegna anche a farlo rientrare in carcere alla fine di tali feste. Tiberto Brandolini non mantiene la parola data e fa fuggire il figlio.

1460

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Relegato a Rivalta, non cessa di tessere le sue trame: scrive a Jacopo Piccinino, riceve messaggi da Bartolomeol Colleoni, prosegue le sue pratiche ai danni di Astorre Manfredi per cui invia propri armati in aiuto del cognato Taddeo Manfredi che vuole impadronirsi di Faenza ai danni dello zio. Spera, in particolare, nella riuscita delle iniziative del fratello Cicco che gli sta cercando una condotta in Francia.

……………………

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ nominato governatore di Pavia.

1461

 

 

 

 

400 lance e 300 fanti

 

Emilia

Intensifica le sue trame: rinnova le offerte al duca di Modena proponendogli di impadronirsi di Parma; si rivolge a Bartolomeo Colleoni.  Le sue proposte alla Serenissima sono accolte con diffidenza e sospetto per cui gli è rifiutato dal condottiero bergamasco un grosso prestito. Indebitatosi sempre di più, Tiberto Brandolini cerca di ottenere sussidi da alcuni banchieri bergamaschi, genovesi e milanesi; contrae ulteriori debiti ( 2500 ducati è, ad esempio, è  l’ ammontare del suo debito verso il titolare della filiale milanese del banco dei Medici). Gli è rinnovata con molte difficoltà da Francesco Sforza la condotta di 400 lance e di 300 fanti.

1462

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

 

 

 

Lombardia Emilia e Liguria

A Milano, in occasione di una grave malattia di Francesco Sforza: Gaspare da Vimercate gli impedisce l’accesso alla camera dove giace il duca. Poiché fa parte del consiglio segreto approfitta dell’ occasione per contattare numerose personalità milanesi. Nel frattempo Piacenza si ribella al dominio sforzesco a seguito della notizia, rivelatasi infondata, della morte dello stesso duca. Gli è ordinato di appoggiare nella città il tentativo di Corrado da Fogliano di portarvi la quiete. Tiene nella circostanza un atteggiamento molto ambiguo. A fine mese si trova a Milano: con altri gentiluomini e condottieri ducali accoglie a due miglia dalla città il marchese di Mantova Ludovico Gonzaga.

Mar. apr.

 

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

I suoi uomini, accampati nel piacentino (Castelnuovo e Castell’Arquato) subiscono alcuni danni a causa della ribellione presente nel territorio. Chiede un aumento della condotta ed un’imposta a suo favore per il mantenimento di 400 cavalli: gli sono negate entrambe le richieste. Scontento del trattamento ricevuto, a fine aprile, con il pretesto di celebrare in Romagna le nozze del figlio Leonello, cerca di far uscire dal ducato gli uomini delle sue compagnie ed i  beni mobili, raccolti in precedenza nei castelli di Castell’Arquato e di Castelnuovo Fogliani. Uno di suoi ultimi atti è una procura a Giorgio da Gallese ed al forlivese Niccolò de Leri per riscuotere 20000 lire bolognesi dalla comunità di Bologna. Spera di raggiungere la Romagna e di stipulare una condotta con Giovanni d’Angiò per combattere aragonesi e sforzeschi. Tiberto Brandolini è richiamato a Milano da Francesco Sforza; viene arrestato nell’ anticamera del  duca ed è rinchiuso nel carcere della rocchetta di Porta Vercellina mentre sono intercettati sul Po, presso Piacenza, un’imbarcazione sulla quale sono caricati i suoi beni. Il Brandolini viene accudito da 4 camerieri. E’ accusato di connivenza con i ribelli di Piacenza; di volersi impadronire di Borgo San Donnino (Fidenza); il suo cancelliere Giovambattista da Narni confessa riguardo un suo accordo con Borso d’Este per consegnare Parma al duca di Ferrara; è pure accusato di avere avuto contatti, tramite il fratello Cicco, con Jacopo Piccinino e con Giovanni d’Angiò pretendente al regno di Napoli; altri addebiti concernono i suoi rapporti con Borso d’Este, Taddeo Manfredi e Sigismondo Pandolfo Malatesta, pure essi favorevoli alla causa angioina, avversata al contrario dallo Sforza. Ulteriori accuse gli sono rivolte dal suo braccio destro Giorgio da Gallese (Giorgio Brandolini) inerenti  il suo tentativo di fuga verso Carpi. In carcere cerca di impiccarsi con un panno: i guardiani se ne accorgono e bloccano il suo tentativo di suicidio. Viene ripetutamente sottoposto a tortura.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ decapitato in carcere a seguito della confessione del suo cancelliere dopo essere stato  sottoposto a tortura: costui rilascia una lunga deposizione, convalidata dal cancelliere ducale Orfeo da Ricavo e dal notaio Giovanni Bianco di Cremona. Tiberto Brandolini, fra l’altro è detto autore di ogni sorta di malvagità; è accusato di avere insidiato ogni donna della sua casa, compresa la nuora e tutte le serve, persino di avere ucciso la prima moglie Polissena Romagnola, figlia del Gattamelata. E ancora, di avere assoggettato a torture il figlio Sigismondo, di avere maltrattato i più fedeli servitori e, naturalmente, di avere organizzato diverse trame ai danni di Francesco Sforza. Secondo altre versioni, si suicida in prigione tagliandosi la gola con uno spiedo. E’ sepolto a Milano nella chiesa di San Francesco: il duca vuole che siano celebrate esequie solenni, con apparato di insegne, bandiere e cavalli bardati con seta nera. Alla sua morte Castelnuovo Fogliani passa brevemente ai figli Leonello e Sigismondo, finché l’anno seguente sarà trasferita a Tristano Sforza. Le ricche tenute di Calestano e di Fiorenzuola d’Arda saranno concesse al suo luogotenente Giorgio da Gallese.

 CITAZIONI

“Valentissimo Condottier d’armi..che non avea pari nella crudeltà.” MURATORI

“Armorum capitaneus, vir crudelissimus..Vir omnium atrox et crudelis.” RIPALTA

“Vir omnium atrox, et crudelis.” BONOLI

“Duce impigerrimo.” CAVITELLI

“Singulari corporis et animi virtute..Fuit Tibertus ingenio acri callidoque et animo insuper feroci et corpore robusto et longo etiam rerum bellicarum usu peritia, sed nulla ei fidei, nulla pietas, nulla religio, nullus Dei metus et ..in primis crudelitas, varius quoque et mutabilis, gloriae divitiarumque appetens et rerum novarum cupidus.” SIMONETTA

“Fu di gran lunga honorato fra tutti gli altri condottieri del tempo suo…Fu stimato per huomo di gran cuore e molto sagace nelle sue imprese, come quello che nelle fattioni era aveduto, presto e prudente insieme.” SANSOVINO

“Uomo grandemente ardito e sagace.” SPINO

“Ducem impigerrimum.” PLATINA

(Riguardo la sua morte) “Si disse dal volgo che il Duca aveva voluto disapprovare e punire le crudeltà eccessive del suo capitano: si disse invece dai più accorti che dopo essersene servito, gettasse via l’inutile strumento perché su di esso cadesse l’odio del sangue versato.” VILLARI

“Nonostante l’importanza politica raggiunta nello stato sforzesco, non possono essere attribuite al Brandolini altre qualità oltre a quelle di energia, abilità tattica ed enorme coraggio. Crudele e senza scrupoli, egli non conobbe altro genere di vita se non quello del campo di battaglia. Non può essere annoverato fra i grandi condottieri, e ci sembrano accettabili i giudizi a lui contrari del Simonetta e dell’annalista di Piacenza. Tuttavia il Brandolini lasciò il ricordo del suo coraggio e della sua audacia, soprattutto in Romagna.” PARTNER

“Non solum avitae, paternaeq. virtutes imitator, sed et aemulus laudis cemetos ex maioribus praetergressus et nominis gloria, et rerum gestarum celebritate. In illi siquidem mira rei militaris peritia emicuit, quam multa stipabant dotes, prudentia, solertia, magnanimitas, fortitudo et quotquot in eximio imperatore requiruntur.” VIVIANI

“Dux quidem magno animo, et militari scientia praeditus..Dux praeclarus..Dux diligentissimus Tibertum Brandolinum vix numquam inermem aspexi: tanta est clari ducis diligentia: noctes, diesque militat. Si qua pugna conferitur, ipse semper in medio sublata galeae crista cognoscitur; inter pugnandum more apri. quem canum turba lustrat. se ipsum, atque equum ita tutatur, ut ab hoste facile liberetur, et captis hostium nunc equis, nunc spoliis victor ad castra revertitur.” PORCELLIO

“Ardito condottiero di cavalli.” OPERTI

“Magnifico capitano.” BROGLIO

“Era un condottiero di scuola braccesca, che aveva scelto però di arruolarsi al servizio di Francesco Sforza dal 1453 senza tuttavia smetter di brigare per i territori cui ambiva, Fano, Forlì o addirittura Bologna. Era un uomo violento, ma soprattutto uno sforzesco di dubbia fedeltà.” FERENTE

Con Pino Ordelaffi e Brunoro da Forlì “Fra i più rinomati condottieri di Romagna e d’Italia.” PECCI

Con altri condottieri romagnoli “Rei autem bellicae gnaros et in eo munere claros habuit patria nostra.” BIONDO

Con il Gattamelata, Sigismondo Pandolfo Malatesta, Pietro Navarrino, Astorre Manfredi, Bartolomeo Colleoni, Guido Rangoni ed Antonio da Martinengo “Condottieri esperti e di provato valire.” BELOTTI

Con Evangelista Savelli “Prodi soldati.” MAGENTA

“Condottiero ambizioso e sedizioso.” COVINI