TANO DA JESI

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Condottieri di ventura

0847      TANO DA JESI  (Gaetano Baligani, Tano dei Baleani, Tano da Reggio) Guelfo. Signore di Jesi e Montemarciano. Cognato di Ferrandino Malatesta.

+ 1329 (marzo)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1302
Gen. Marche A Jesi. Giura con altri membri del partito guelfo, davanti al vescovo ed al podestà cittadino, un accordo preparato in antecedenza dal rettore della Marca, il vescovo iporiense Federico, volto a comporre nella città i contrasti fra le fazioni.
1303 Marche Podestà a Rocca Contrada (Arcevia).
1306

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. giu. Rimini Ghibellini Marche Tenta di impadronirsi di Jesi.
Estate

 

Rimini

 

Ghibellini

 

 

 

Marche

 

Coadiuva Pandolfo e Ferrandino Malatesta a recuperare Pesaro, Fano, Senigallia e Fossombrone ai danni dei ghibellini.

1307
……………….. Fuoriusciti Jesi Marche Nei primi mesi gli jesini si impadroniscono di Senigallia. Li affronta in combattimento; nell’azione è fatto prigioniero. Viene trattato con indulgenza. Per tale fatto ad ottobre gli abitanti della città saranno rimproverati dal rettore pontificio Bertrando di Goth.
Autunno

 

 

 

Marche

 

Affianca Pandolfo Malatesta ed i ghibellini ai danni del rettore pontificio e del  maresciallo della Chiesa Gerardo di Tastis. Perde Montemarciano.

1309
Giu. Guelfi Ancona Ghibellini Chiesa Marche Affianca Poncello Orsini e la lega guelfa contro i ghibellini e le truppe pontificie. E’ sconfitto da Federico da Montefeltro tra Chiaravalle e Camerata Picena. Si rifugia con i suoi seguaci a Senigallia;  da tale località minaccia nuovamente Jesi.
1312 Marche Si riconcilia con la curia. Ottiene l’incarico di podestà a Montenovo (Ostra Vetere).
1318

 

Chiesa

 

Ghibellini

 

 

 

Marche

 

Alla guardia di Osimo; nella città scopre un trattato a favore dei ghibellini. Sempre per conto dei pontifici difende Jesi, di cui nel frattempo è divenuto signore, dagli attacchi degli avversari.

1320
Sett. Marche Riconquista Senigallia con Guccio da Varano.
1321

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

……………….. Marche Viene nominato reggente di Senigallia.
Ago. Chiesa Ghibellini Capitano di guerra Marche Ha l’incarico di capitano di guerra delle truppe pontificie. Fa di Jesi il perno della coalizione guelfa nella marca centrale. Contrasta Niccolò da Buscareto.
1322
Ago. Marche Con Pandolfo Malatesta concentra i suoi sforzi contro Osimo, caduta negli stessi giorni in potere di Lippaccio da Osimo, e contro Fabriano, occupata da Alberghettino Chiavelli.
1323
Primavera Marche Sempre a fianco di Pandolfo Malatesta. Cerca il sostegno delle città guelfe umbre con Pagnone Cima di Cingoli, Accorimbono da Tolentino, Ascoli Piceno, Camerino, Cagli. Insieme tentano di isolare Osimo, Fabriano e Fermo che reagiscono assoldando numerosi mercenari tedeschi ed attaccando, fra l’altro, Montegranaro, Monte San Giusto ed Arcevia. Tano da Jesi muove contro Fermo in soccorso di Montegranaro e di Monte San Giusto.
1324

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Marche A fine mese con Pagnone Cima e Malatestino Malatesta si porta in soccorso di Ascoli Piceno.
Mag. Marche E’ segnalato presso il castello di Barbara. Di seguito si sposta con Malatestino Malatesta verso Montenovo (Ostra Vetere).
Giu.

 

Guelfi

 

Jesi

 

 

 

Marche

 

Scacciato dai ghibellini di Jesi chiede aiuto agli anconetani che gli forniscono numerose truppe. Assedia la città: ne depreda le campagne e ne abbatte i mulini; conduce molti prigionieri ad Ancona. Si fa signore di Jesi e consegna agli anconetani, per l’aiuto ricevuto, i castelli di Belvedere, Monte San Vito, Fiumesino, Albanello e Orgiuolo; restituisce pure al comune amico il carroccio, perso nella battaglia di Camerata, anni prima, contro gli iesini.

Lug. sett. Chiesa Ghibellini Marche Investe Fabriano con Pandolfo Malatesta. La pressione ai danni della città durerà fino a metà settembre. Dopo di che i pontifici si ritirano anche a seguito di una nuova avanzata dei fermani su Macerata.
………………..

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

Soccorre il rettore pontificio contro Giacomo di Carignano che, a sua volta, ha occupato Fano.

1325
Mar. Marche Combatte contro Fermo conducendo varie operazioni tra Monterubbiano e la Valle del Chienti.
Giu. Marche A fine mese, con l’appoggio degli ascolani, sconfigge i ghibellini rafforzati dai fabrianesi. Sono catturati Lino da Massa, Tebalduccio di Campora ed altri 250 uomini che gli vengono affidati in custodia.
Ott. Marche E’ inviato ad Arcevia per sventare un colpo di mano degli avversari ai danni di tale centro.
1326

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Marche A metà mese sconfigge Lomo da Jesi nel territorio di Arcevia.
Lug.

 

 

 

Marche

 

Con Malatestino Malatesta si porta a Morro d’Alba per respingere un attacco del signore di Fabriano Alberghettino Chiavelli, portato con 350 cavalli e molti fanti. Tano da Jesi  sorprende gli avversari in disordine e li pone in fuga.

………………..

 

 

 

Marche

 

Sottomette ai pontifici Osimo, Fermo ed Urbino che si sono ribellate allo stato della Chiesa.

1327
Gen. Marche Con Ferrandino Malatesta sconfigge i fabrianesi.
1328
Feb. mar. Marche Lomo da Jesi, Tommaso Chiavelli, Lippaccio da Osimo ed Ottaviano di Brunforte assalgono all’ improvviso Jesi. Sono aperte con i picconi alcune brecce nelle mura; i ghibellini riescono ad impadronirsi di buona parte della città.  L’energica reazione di Tano da Jesi costringe gli avversari ad abbandonare il campo.
Lug. nov. Capitano g.le 20 lance Marche Riceve 341 fiorini dai pontifici a saldo delle sue paghe. A novembre gli succederà nel comando Smeduccio Salimbeni.
1329

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Firenze

 

Impero

 

Capitano g.le 20 lance

 

Marche

 

E’ nominato capitano generale dai fiorentini al posto di Beltramone del Balzo. Gli sono concesse una condotta di venti uomini d’arme italiani ed uno stipendio di 343 fiorini per due mesi. Mentre si prepara ad accorrere in Toscana viene attaccato in Jesi da truppe ghibelline comandate da Cecco Ordelaffi, Ostasio da Polenta e dal vicario imperiale di Ludovico il Bavaro Giovanni di Clermont alla testa di 800 cavalli e di 8000 fanti.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

Ridotto allo stremo,  esce con pochi soldati dalla rocca di Jesi ed affronta gli avversari. Si arrende a patti salve le persone; è, viceversa, fatto decapitare con i suoi compagni nella piazza di San Giorgio (oggi piazza Federico II) come nemico e ribelle dell’ imperatore. Prima di essere giustiziato, sotto tortura confessa di avere premeditato un trattato ai danni dei fiorentini.

 CITAZIONI

“Accorto capitano, e quantunque fosse d’instabile natura, imperciocché ora favoriva la fazione guelfa, e ora la gibellina, fu nulla di meno nelle azioni sue molto onorato.” BALDASSINI

“Il Baligani, uomo d’arme, appare per un ventennio protagonista di parecchi episodi relativi alle tormentate vicende delle Marche, dilaniate dalle confuse e cruente lotte tra guelfi e ghibellini che, molto spesso, erano pretesto per vendette cittadine.” CAPASSO

“Famoso capitano.” GRIZIO

“Valoroso capitano di parte guelfa.” LILII

 

 

Protagonista della storia delle Marche nei primi anni del Trecento.