TADDEO DAL VERME

0
3319
Il castello di Mariana Mantovana
Il castello di Mariana Mantovana

TADDEO DAL VERME  Di Verona. Signore di Mariana Mantovana, Correggioverde e di Pontepossero. Fratello di Filippino dal Verme, cugino di Jacopo dal Verme, zio di Luigi dal Verme.

1350 ca. – 1420 ca.

dal-verme-stemma

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
………Lombardia

Si trasferisce a Milano nel 1354 (il padre Bartolomeo è costretto all’esilio) ove rimane fino al 1377. In tale anno ritorna  a Verona con il padre,  il fratello Filippino ed altri fratelli allorché viene assolto dal bando che fino ad allora ha colpito tutta la sua famiglia per la partecipazione di Pietro dal Verme alla ribellione di Frignano della Scala.

1386VeronaPadova600 cavalliVeneto
1387
Mar.Veneto

E’ sconfitto nei pressi di Castelbaldo da Giovanni Acuto: affronta gli avversari con Ludovico Gabriotto Cantelli e si scontra con i fanti di Cermisone da Parma. Catturato, è condotto a Padova e con gli altri capitani partecipa ad un convito organizzato dal signore della città Francesco da Carrara.

1388
Mar.MilanoPisaEmilia e Toscana

Staziona nel bolognese;  a fine mese raccoglie truppe con Giovanni dell’Agnello nel territorio di Cortona. Scorre nel pisano ai danni dei Gambacorta.

1391
Mag. giu.MilanoFirenze PadovaLombardia

Alla testa di 300 lance e di molti fanti è debellato nel veronese da Giovanni Acuto che gli cattura 60 uomini d’arme e 200 fanti. Insegue gli avversari che guadano il Mincio e contrasta ancora l’Acuto nel bresciano con 300 lance; il capitano inglese pone in agguato con 300 lance Corrado Lando e lo assale all’improvviso a Civilerghe di Mazzano. Si ritira e cade nell’agguato predisposto: 100 cavalli sono fatti prigionieri; altri 300 muoiono in combattimento o annegano nell’attraversamento di un fiume vicino.

Sett.Toscana

Appoggia Jacopo dal Verme in Toscana: durante uno spostamento, mentre è al comando della retroguardia con 500 lance e la fanteria, è colto in disordine dall’Acuto sul Nievole. Lo scontro tra le due cavallerie agli inizi è alquanto incerto; risolutivo è il ruolo della fanteria fiorentina una parte della quale ha il precipuo compito di sventrare le pance delle cavalcature delle sue schiere. I fanti viscontei, meno numerosi, sono messi in fuga; tra i milanesi si annovera l’uccisione di 2000 fanti (con la cattura di altri 1000) e la perdita di 200 cavalli (tra uccisi e prigionieri). Anche il dal Verme è fatto prigioniero.

1397
Ago.MilanoMantovaLombardiaE’ catturato con 200 cavalli a Governolo da Conte da Carrara mentre è intento alla difesa del campo ducale.
1401
Ott.MilanoFirenze PadovaLombardiaPartecipa alla battaglia di Nave in cui sono sconfitte le truppe dell’imperatore Roberto di Baviera.
………Veneto

E’ nominato capitano di Vicenza. Fa costruire due bastie a Montegalda ed una torre a Novaglia (Novale) per difendere il vicentino dalle incursioni dei carraresi. Sempre nell’anno viene infeudato dai viscontei del castello di Mariana Mantovana e gli è concessa la cittadinanza di Brescia.

1404
Gen.MilanoPadovaVeneto

Si dirige nel padovano; attraversa il Bacchiglione a San Martino; giunto a Selvazzano Dentro cattura uomini e preda bestiame. A Tencarola è assalito da Francesco Novello da Carrara e da Giacomo da Carrara a lui superiori di forze; i vicentini sono posti in fuga, molti sono uccisi, altri annegano; 1200/1500 sono i prigionieri  condotti a Padova. Taddeo dal Verme si salva a Vicenza.

Apr.Veneto

Vicenza è attaccata da Francesco Novello da Carrara. Chiede soccorso ai veneziani; con l’ingresso nella città di 25 balestrieri condotti da Giacomo da Thiene invia un trombetta da Francesco Terzo da Carrara e gli notifica la cessione della città alla Serenissima. L’araldo è diffidato dal ritornare al campo carrarese; quando costui si ripresenta, viene ucciso con un colpo di giavellotto da Ludovico da Ferrara ed il suo cadavere è gettato in un fosso.

Giu.VeneziaPadova Ferrara100 lanceVeneto

Gli viene riconosciuta una provvigione annua di 1000 ducati e l’esonero dal pagamento di tutte le tasse e gabelle di Vicenza di cui gli è concessa la cittadinanza.

Sett.Veneto

Viene sorpreso e fatto prigioniero a Mazzacavallo da Niccolò d’Este e da Uguccione Contrari mentre sta scortando a Vigodarzere un grosso convoglio di vettovaglie (200 carri trainati da 400 buoi). Disarciona Alberto del Sale ed Ugo Boiardi; gli viene contro Ugo di Monforte che lo getta da cavallo con un colpo di lancia: si arrende nelle mani del marchese di Ferrara;  per tale fatto corre il pericolo di essere ucciso dal Monforte che vuole la sua taglia. Viene condotto a Padova; i carraresi si impadroniscono di un bottino valutato in 40000 ducati.

Dic.GuelfiGhibelliniVeneto e Lombardia

Liberato, la Serenissima gli conferma la pensione annua di 1000 ducati trasmissibile ai suoi discendenti. Si trasferisce in Lombardia; affianca Astorre Visconti alla battaglia di Manerbio (dove ha il comando della retroguardia) in cui è catturato Ugolino Cavalcabò.

1405
Mag.VeneziaPadovaVeneto

Con Giovanni Sanguinazzi assale la bastia di Castelcarro alla cui difesa è Francesco Buzzaccarini. Viene gravemente ferito da una pietra, che lo colpisce alla testa, che gli è stata gettata dall’alto del fortilizio.

1406
Mar.Veneziadella ScalaCapitano g,le 100 lance e 100 fantiVeneto

Ha il comando delle truppe per respingere un eventuale attacco di Brunoro ed Antonio della Scala che da Trento minacciano il veneziano. Si acquartiera a Verona;  parte delle truppe sono stanziate anche a Padova per timore dei nostalgici dei carraresi. Nel corso dell’anno, grazie all’intervento del cugino Jacopo presso la Serenissima viene in possesso del feudo di Pontepossero, già appartenente ai della Scala. Si trova presto gravato di debiti per tale acquisto: il Senato è costretto ad inviargli un’ingiunzione di pagamento.

1408
Mar.VenetoViene ammesso al Gran Consiglio.
1409VenetoIl Boucicaut minaccia i viscontei. I veneziani reclutano per ogni evenienza 250 lance per quattro mesi di ferma e due di rispetto. Pone il suo quartiere generale  a Verona; parte delle truppe sono dislocate anche a Padova.
1410
Feb. mar.VenetoVende il feudo di Pontepassero al nobile veneziano Niccolò Grimani.
1411
Ago.VeneziaImperoCapitano g.leVeneto

Combatte gli ungheri di Filippo Scolari, inviati in Italia dall’ imperatore Sigismondo d’Ungheria. Ha ai suoi ordini 500 balestrieri, 500 lance e 2000 fanti, senza contare le cernite vicentine, padovane e veronesi.

Nov.Veneto e Friuli

Si trova alla difesa del fossato sul Livenza. Con la fuga di Antonio Sacchetto a Porcellengo accorre sul posto per opporsi all’avanzata degli ungheri; è sbaragliato e con i suoi uomini deve rifugiarsi nella fortezza.

Dic.Veneto

Perso il Friuli, si fortifica a Conegliano: i suoi soldati si sbandano per il terrore che hanno degli ungheri i quali hanno l’usanza di tagliare le mani ai prigionieri.

1412
Mar.FriuliRientra in Friuli con Francesco Orsini e Ludovico Buzzaccarini. Attua anch’egli la politica del terrore.
Ago.Veneto

Partecipa alla battaglia di Motta di Livenza dove è gravemente ferito (colpo di spada) con Carlo Malatesta. La vittoria arride ai veneziani per l’intervento di 600 cavalli di Ruggero Cane Ranieri e di Crasso da Venosa che permette di prepararsi al resto delle truppe colte impreparate ed in disordine. Gli avversari, sconfitti, lasciano sul terreno più di 1500 ungheri e boemi; molti sono anche i prigionieri.

Dic.VenetoHa l’incarico di governatore di Verona; la sua sede è Padova. Gli è assegnato uno stipendio annuo di 500 ducati.
1413
Gen.VenetoAlla difesa di Verona.
Lug.VenetoE’ compreso nell’infeudazione di Correggioverde, conferita ai suoi familiari dal vescovo di Verona Guidone Memmo.
1414VenetoSi trova nuovamente in difficoltà finanziarie. Interviene in suo soccorso il nipote Luigi dal Verme, che paga al suo posto la somma di 800 ducati.
1417MilanoGenovaLiguria
1418LiguriaE’ lasciato dal Carmagnola con un presidio in Liguria.
1419MilanoCremonaLombardiaAssedia in Cremona il signore della città Gabrino Fondulo.
1420Muore. Sposa Agnese d’Arco, figlia del conte d’Arco Antonio e vedova di Azzo di Castelbarco.

CITAZIONI

-Con Pandolfo Malatesta e Martino da Faenza “Capi di accreditato valore.” VERDIZZOTTI

-Con Gentile da Varano e Vanni d’Appiano “Equitum praefecti non vulgares.” BRACCIOLINI

-“Condottiero assai meno valente (di Jacopo).” UGURGIERI

-“Strenuus caporalis.” DELAITO

-“Il dal Verme si era sposato due volte: i nomi delle due mogli non sono stati accertati con sicurezza. Dal suo matrimonio ebbe cinque figli – tra cui Bartolomeo che fu abate della S. Trinità di Verona – e una figlia di nome Paola, la quale sposò il patrizio veneziano Francesco Michiel. Scarse sono le notizie sul dal Verme nelle fonti più note del periodo: solo gli anni del servizio veneziano sono documentati in maggior abbondanza, poiché il suo nome appare con una certa frequenza nelle “delibere segrete” del Senato.” MALLETT

-“Pendant quinze ans, Taddeo dal Verme travailla en collaboration étroite avec son cousin Jacopo, capitaine géneral de Gian Galeazzo Visconti.” SAVY

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi