SIMONE LUPO Di Parma

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Condottieri di ventura

0898      SIMONE LUPO  Di Parma. Marchese di Soragna. Fratello di Antonio, nipote di Bonifacio e di Raimondo.

               + 1385 (gennaio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Veneto

Milita al servizio del signore di Padova Francesco da Carrara che gli dà l’incarico di precettore del figlio Francesco Novello. Nella città abita nella contrada di San Giacomo a Ponte Molino.

1359

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si trova sempre a Padova.  Abita sempre nelle vicinanze del duomo. Ha proprietà immobiliari a Parma, Reggio Emilia, Cremona, e Mantova.

1360

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

A Feltre, per la consegna della città ai carraresi da parte del rappresentante del re Ludovico d’Ungheria.

1362

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

Friuli

Viene inviato da Francesco da Carrara in Friuli quale suo ambasciatore. Con Federico di Mathelor, oratore del re d’Ungheria, ha il mandato di comporre le vertenze sorte tra il patriarca di Aquileja, da un lato, ed il conte di Gorizia con il duca d’Austria, dall’altro.

1364

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Viene nominato podestà di Padova; manterrà tale carica fino al febbraio 1368.

1366

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ rinnovata dall’imperatore Carlo di Boemia a lui ed ai congiunti Antonio, Bonifacio e Raimondo l’investitura del marchesato di Soragna; a tutti, inoltre, è concessa la cittadinanza di Parma, di Cremona, di Mantova e di Reggio Emilia.

1369

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Testimonia a Padova in un processo intentato da Niccolò Falier per atti giuridici disposti dal podestà di Piove di Sacco ai danni di alcuni chioggiotti e di altri sudditi della Serenissima nel territorio di Chioggia.

1372

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

Padova

Venezia

Capitano g.le

Veneto

Prende parte ad un consiglio di guerra con Francesco da Carrara.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Entra nottetempo alla difesa del castello di Camposampiero con 200 cavalli e 200 fanti: da tale località inizia a saccheggiare il trevigiano.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Esce da Mirano con Giovanni da Peraga e cavalca verso Noale. Porta il guasto fino alle porte di Treviso: nella scorreria sono catturati molti veneziani e  trevigiani che sono incarcerati a Padova; molti fra gli avversari sono uccisi nel combattimento.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Veneto

A metà mese i veneziani si impadroniscono della bastia di Scalogna. Simone Lupo esce allora da Padova con il fratello Antonio per compiere altre scorribande nel trevigiano. Giunge arditamente sulle porte di Treviso: viene affrontato da un contingente di truppe  superiore al suo. I carraresi, all’inizio, sembrano destinati alla sconfitta: il cavaliere Stefano di Polonia prende una grossa lancia e con il suo esempio ridà coraggio ai  soldati di Simone Lupo che riprendono a combattere e mettono in fuga gli avversari. 1280 prigionieri sono condotti a Padova; il bestiame razziato è convogliato a Mirano.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Respinge alle Brentelle, anche con le bombarde, numerosi assalti portati al serraglio da Rinieri da Baschi;  infligge ai veneziani forti perdite. Fa abbattere a Curtarolo il ponte di pietra.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Veneto

A Lova con Francesco Lion per i lavori inerenti la costruzione di una bastia.

1373

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia Padova con Francesco da Carrara;  partecipa ad un consiglio di guerra con Benedetto Unghero, Giorgio Unghero, Stefano Unghero, Giovanni di Polisna, Giovanni Unghero e Federico di Mathelor, inviati dal re d’Ungheria in soccorso del signore di Padova.  Affianca nel contado di Piove di Sacco gli alleati ungheri.

Feb.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si accorda con un tedesco, che milita per i veneziani, e gli promette 1500 ducati in cambio della distruzione della bastia di Lova. Questa è data alle fiamme;  nell’incendio muoiono soffocate 300 cavalcature.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Veneto

I veneziani si impossessano delle bastie poste sul mare. Sconfitto, è sostituito nel suo incarico di capitano generale da Rizzardo di San Bonifacio; il fratello Antonio viene eletto comandante in seconda.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ richiamato in servizio. Lascia Padova con il fratello Bonifacio, Federico di Mathelor,  Federico di Vallelonga e Francesco da Carrara con 1600 cavalli; si unisce per strada con Benedetto e Stefano Unghero, raccoglie 4000 guastatori; fa scavare un fossato nella laguna, a Curano e costruire una bastia a Lova, ultimata in sette giorni.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Segue Rizzardo di San Bonifacio ed il voivoda Stefano di Transilvania.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ sconfitto da Giberto da Correggio nella battaglia del Buon Conforto.

1376          
Apr.       Veneto Acquista da Francesco da Carrara numerosi terreni a Brusegana per 3735 lire.

1377

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Ottiene da Ludovico Gonzaga la cittadinanza di Mantova.

1378

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

Padova

Venezia

 

 

Veneto

Affianca Giovanni degli Obizzi nel suo attacco a Mestre; rimane ferito con Giacomo di Porcia in un assalto portato alle mura cittadine.

1379

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia Castelcarro con Bonifacio Lupo;  accompagna a Chioggia, appena conquistata dai carraresi, il signore di Padova.

1380

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Esce da Padova con alcuni ungheri e fanti; si trasferisce nel trevigiano ed assedia Treviso con Arcuano Buzzaccarini. Si ferma nei pressi per tre mesi.

1381

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. sett.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Tratta le condizioni di pace con i veneziani;  conclude i negoziati a settembre.

1382

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ nominato da Francesco da Carrara suo commissario in una controversia sorta con la Serenissima per la definizione dei confini come da accordi dell’anno precedente.

Ago.

Padova

Austria

Capitano g.le

Veneto

Combatte le truppe del duca d’Austria alla testa di 5000 cavalli, di 1500 fanti e di molti balestrieri: obiettivo è la conquista di Treviso. Si accampa a Nervesa della Battaglia;  lascia agli abitanti del circondario un termine di tre giorni per porre in salvo i propri beni. Inizia la costruzione di una grande bastia;  allo scopo utilizza un monastero; ne fa edificare una seconda a Quero sopra la vecchia chiesa dei veneziani per bloccare eventuali soccorsi alla città che provengano da Feltre. Altre fortezze sono costruite presso Oderzo ed a Ospitale di Cadore: Treviso è circondata da tutti i lati.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si accampa davanti alla Porta di Santi Quaranta ed assedia Treviso. Getta un ponte sul Sile, colloca molte bombarde dietro il monastero di San Girolamo;  colloca i suoi alloggiamenti in quello di Santa Maria Mater Domini. Continue sono le scaramucce con i difensori che spesso compiono sortite fuori dalle mura. Tutto il territorio attorno alla città, come il feltrino, il bellunese ed il contado di Conegliano è sottoposto ad un sistematico saccheggio. Sono distrutti i raccolti ed i vigneti.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Appicca il fuoco al borgo di Santi Quaranta: in Treviso non vi sono vettovaglie che per quindici giorni. Riceve l’ordine di abbandonare il campo per l’arrivo di truppe tedesche (900 lance e molti fanti); scioglie in fretta l’assedio e dà alle fiamme gli alloggiamenti.

1383

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Riprende con lena ad assediare Treviso a seguito del ritiro delle milizie tedesche. Giunge a Castello di Godego; si muove da Noale e da Castelfranco Veneto per dirigersi prima a Rubegano e, successivamente, a Mogliano Veneto dove costruisce una bastia per bloccare il flusso dei rifornimenti che da Mestre punta su Treviso. A Piombino Dese.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Riposa più giorni a Piombino Dese per l’arrivo a Belluno di Leopoldo d’Austria con 800 cavalli e molti fanti. Leva il campo da Mogliano Veneto con Giovanni da Barbiano, Bernardo Scolari e Filippo da Peraga per acquartierarsi a Quinto di Treviso vicino alla chiesa di San Giorgio. Lascia anche tale località allorché gli avversari, superiori di numero, conquistano un bastione sul Sile, vicino a Casale. Simone Lupo si ferma a Rubegano nei pressi di Noale. Si ammala per gli strapazzi e ritorna a Padova a curarsi; al suo posto è eletto capitano generale Bernardo Scolari.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Ritorna nel trevigiano, si accosta al capoluogo e fa ricostruire a Nervesa della Battaglia una bastia sul Piave che gli serve da base operativa per le sue scorrerie nel territorio finitimo. Viene nuovamente nominato podestà di Padova.

1384

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Leopoldo d’Austria vende Treviso ai carraresi per 60000/80000 ducati: i fanti di Cermisone da Parma e di Paolo da Bologna entrano nella città per primi, seguiti da Giovanni da Barbiano e da Simone Lupo.

………

 

 

 

 

 

 

Friuli

Si trasferisce in Friuli con 800 cavalli e 1000 fanti per soccorrervi il patriarca di Aquileja  minacciato dai nobili locali.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ rieletto podestà di Padova e ricoprirà la carica fino alla morte.

1385

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Muore. E’ sepolto a Padova nel chiostro della chiesa di Sant’Antonio. Ritratto da  Altichiero da Zevio nell’ Oratorio di San Giorgio con altri nove marchesi di Soragna.

 CITAZIONI

“Espetabelle e famoxo cavaliere.” GATARI

“Partigiano del Cararrese.” VERDIZZOTTI

Con Niccolò Terzi, Bonifacio Lupo, Antonio Lupo, Raimondo Lupo, Cermisone da Parma, Ugolotto Biancardo, Ottobono Terzi, Ludovico Gabriotto Cantelli “Fra ‘ restauratori della fama militare Italiana, o fra i loro più prodi cooperatori.” PEZZANA

Sulla sua tomba compare il seguente epitaffio “Egregius miles, quem stirps generosa Luporum/ Progenuit, Symon rupe sub hac tegitur./ Patruus hic secum, fratres duo pace quiescunt./ Heu colit exiguam turba quaterna domum./ Ortu Crisopolis decoravit Marchionatum/ Soraniae sensu moribus, atque fide./ Iusque dediti Patavis bis praeses iure secundo/ Defecit, castris dux fuit armigeris./ Mensque recepta Deo est, meruit super astra levari/ Dotibus innumeris, lucida fama patet/ Qui dominus Symon obiit M.CCCLXXXV/ Indictione VIII.die X. Januar.”