SIMONE LUPO

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Porta Santi Quaranta, Treviso
Porta Santi Quaranta, Treviso

Last Updated on 2023/12/30

SIMONE LUPO (Simone Lupi) Di Parma. Marchese di Soragna.

Fratello di Antonio Lupo, cugino di Bonifacio Lupo e di Raimondo Lupo.

  • 1385 (gennaio)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

………Veneto

Milita al servizio del signore di Padova Francesco da Carrara che gli dà l’incarico di precettore del figlio Francesco Novello. Nella città abita nella contrada di San Giacomo a Ponte Molino.

1359
Giu.Veneto

A Padova.  La sua dimora si trova sempre nelle vicinanze del duomo. Ha proprietà immobiliari a Parma, Reggio Emilia, Cremona, e Mantova.

1360
Nov.VenetoA Feltre, per la consegna della città ai carraresi da parte del rappresentante del re Ludovico d’Ungheria.
1362
Ago.Friuli e Croazia

Viene inviato da Francesco da Carrara in Friuli quale suo ambasciatore. Con Federico di Mathelor, a sua volta ambasciatore del re Ludovico d’Ungheria, ha il mandato di comporre le vertenze sorte tra il patriarca di Aquileja, da un lato, ed il conte di Gorizia con il duca d’Austria, dall’altro. E’ raggiunto un primo successo allorché i nobili friulani sono convinti ad accettare una tregua. Subito dopo i 2 ambasciatori si recano a Zagabria per illustrare al re d’Ungheria i risultati raggiunti.

1364
Feb.VenetoPodestà di Padova. Mantiene tale incarico fino al febbraio 1368.
1366

E’ rinnovata dall’imperatore Carlo di Boemia a lui ed ai congiunti Antonio, Bonifacio e Raimondo l’investitura del marchesato di Soragna; a tutti, inoltre, è concessa la cittadinanza di Parma, di Cremona, di Mantova e di Reggio Emilia.

1369
Giu.Veneto

Testimonia a Padova in un processo intentato da Niccolò Falier per atti giuridici disposti dal podestà di Piove di Sacco ai danni di alcuni abitanti di Chioggia e di altri sudditi della Serenissima nel medesimo territorio.

1372
Lug.PadovaVeneziaCapitano g.leVenetoPrende parte ad un consiglio di guerra con Francesco da Carrara.
Ago.Veneto

Entra nottetempo alla difesa del castello di Camposampiero con 200 cavalli e 200 fanti: da tale località inizia a saccheggiare il trevigiano.

Sett.Veneto

Esce da Mirano con Giovanni da Peraga e cavalca verso Noale. Porta il guasto fino alle porte di Treviso: nella scorreria sono catturati molti veneziani e  trevigiani che sono incarcerati a Padova; molti fra gli avversari sono uccisi nel combattimento.

Ott.Veneto

A metà mese i veneziani si impadroniscono della bastia di Scalogna. Simone Lupo esce allora da Padova con il fratello Antonio per compiere altre scorribande nel trevigiano. Giunge arditamente sulle porte di Treviso: viene affrontato da un contingente di truppe  superiore al suo. I carraresi, all’inizio, sembrano destinati alla sconfitta: il cavaliere Stefano di Polonia prende una grossa lancia e con il suo esempio ridà coraggio ai  soldati di Simone Lupo che riprendono a combattere e mettono in fuga gli avversari. 1280 prigionieri sono condotti a Padova; il bestiame razziato è convogliato a Mirano.

Nov.Veneto

Respinge alle Brentelle presso Padova, anche con le bombarde, numerosi assalti portati al serraglio da Rinieri da Baschi;  infligge ai veneziani forti perdite. Fa abbattere a Curtarolo il ponte di pietra.

Dic.VenetoViene inizialmente inviato dal signore di Padova Francesco da Carrara nel territorio di Piove di Sacco per controllare che gli ungheri dell’alleato Giorgio Unghero non angarino troppo gli abitanti del contado. Di seguito è segnalato a Lova, sempre con Francesco Lion, per sovrintendere ai lavori inerenti la costruzione di una bastia.
1373

Gen.Veneto

Esce da Padova con Francesco da Carrara;  partecipa ad un consiglio di guerra con il bano Benedetto Unghero, Giorgio Unghero, Stefano Unghero, Giovanni di Polisna, Giovanni Unghero e Federico di Mathelor, inviati dal re d’Ungheria in soccorso del signore di Padova.

Feb.Veneto

Si accorda con un tedesco, che milita per i veneziani, e gli promette 1500 ducati in cambio della distruzione della bastia di Lova. Questa è data alle fiamme;  nell’incendio muoiono soffocate 300 cavalcature.

Mar.Veneto

I veneziani si impossessano delle bastie poste sul mare. Sconfitto, è sostituito nel suo incarico di capitano generale da Rizzardo di San Bonifacio; il fratello Antonio viene eletto comandante in seconda.

Apr.Veneto

E’ richiamato in servizio. Esce da Padova per Porta Ognissanti con il fratello Bonifacio, Federico di Mathelor,  Federico di Vallelonga, Luigi Forzaté e Giovanni da Peraga. L’esercito è comandato da Francesco da Carrara e consta di 1600 cavalli; si unisce per strada con Benedetto e Stefano Unghero. Sono radunati 4000 guastatori con i quali i carraresi fanno scavare un fossato nella laguna, a Curano e costruire una bastia a Lova, ultimata in sette giorni.

Giu.VenetoSegue Rizzardo di San Bonifacio e Stefano Unghero, voivoda di Transilvania.
Lug.VenetoE’ sconfitto da Giberto da Correggio nella battaglia del Buon Conforto. I veneziani si impadroniscono degli stendardi del Carro.
1376
Apr.VenetoAcquista da Francesco da Carrara numerosi terreni a Brusegana per 3735 lire.
1377
Dic.LombardiaOttiene dal signore di Mantova Ludovico Gonzaga la cittadinanza di Mantova.
1378
Lug.PadovaVeneziaVeneto

Affianca Giovanni degli Obizzi nel suo attacco a Mestre; rimane ferito con Giacomo di Porcia in un assalto portato alle mura cittadine.

1379
Ago.VenetoEsce da Castelcarro con lo zio Bonifacio Lupo. Accompagna a Chioggia, appena conquistata dai carraresi, il signore di Padova.
1380
Apr. giu.Veneto

Lascia Padova con alcuni ungheri e fanti; si trasferisce nel trevigiano ed assedia Treviso con Arcuano Buzzaccarini. Si ferma nei pressi per tre mesi.

1381
Lug. sett.VenetoTratta le condizioni di pace con i veneziani. I negoziati sono conclusi a settembre.
1382
Giu.Veneto

E’ nominato da Francesco da Carrara suo commissario in una controversia sorta con la Serenissima per la definizione dei confini come da accordi dell’anno precedente.

Ago.PadovaAustriaCapitano g.leVeneto

Con Arcuano Buzzaccarini, cognato del signore di Padova, combatte le truppe del duca d’Austria alla testa di 5000 cavalli, di 1500 fanti e di molti balestrieri: obiettivo è la conquista di Treviso. Si accampa a Nervesa della Battaglia;  lascia agli abitanti del circondario un termine di tre giorni per porre in salvo i propri beni. Inizia la costruzione di una grande bastia;  allo scopo utilizza un monastero; ne fa edificare una seconda a Quero sopra la vecchia chiesa dei veneziani per bloccare eventuali soccorsi alla città che provengano da Feltre. Altre fortezze sono costruite presso Oderzo ed a Ospitale di Cadore: Treviso è circondata da tutti i lati.

Sett.Veneto

Si accampa a Treviso davanti alla Porta di Santi Quaranta ed assedia Treviso. Getta un ponte sul Sile, colloca molte bombarde dietro il monastero di San Girolamo;  colloca i suoi alloggiamenti in quello di Santa Maria Mater Domini. Continue sono le scaramucce con i difensori che spesso compiono sortite fuori dalle mura. Tutto il territorio attorno alla città, come il feltrino, il bellunese ed il contado di Conegliano è sottoposto ad un sistematico saccheggio. Sono distrutti i raccolti ed i vigneti.

Ott.Veneto

Appicca il fuoco al borgo di Santi Quaranta: in Treviso non vi sono vettovaglie che per quindici giorni. Riceve l’ordine di abbandonare il campo per l’arrivo di truppe tedesche (900 lance e molti fanti); scioglie in fretta l’assedio e dà alle fiamme gli alloggiamenti.

1383
Mag.Veneto

Riposa più giorni a Piombino Dese per l’arrivo a Belluno di Leopoldo d’Austria con 800 cavalli e molti fanti. Leva il campo da Mogliano Veneto con Giovanni da Barbiano, Bernardo Scolari e Filippo da Peraga per acquartierarsi a Quinto di Treviso vicino alla chiesa di San Giorgio. Lascia anche tale località allorché gli avversari, superiori di numero, conquistano un bastione sul Sile, vicino a Casale. Simone Lupo si ferma a Robegano nei pressi di Noale. Si ammala per gli strapazzi e ritorna a Padova a curarsi; al suo posto è eletto capitano generale Bernardo Scolari.

Ago.Veneto

Ritorna nel trevigiano, si accosta al capoluogo e fa ricostruire a Nervesa della Battaglia una bastia sul Piave che gli serve da base operativa per le sue scorrerie nel territorio finitimo. Viene nuovamente nominato podestà di Padova.

1384
Feb.Veneto

Leopoldo d’Austria vende Treviso ai carraresi per 60000/80000 ducati: i fanti di Cermisone da Parma e di Paolo da Bologna entrano nella città per primi, seguiti da Giovanni da Barbiano e da Simone Lupo.

……..FriuliIn Friuli con 800 cavalli e 1000 fanti in soccorso del patriarca di Aquileia minacciato dai nobili locali.
Nov.VenetoE’ rieletto podestà di Padova. Mantiene tale incarico fino alla morte.
1385
Gen.Veneto

Muore. E’ sepolto a Padova nel chiostro della chiesa di Sant’Antonio nella tomba del fratello Falco. Lascia in eredità al convento francescano 60 campi a Pernumia, nei pressi di Monselice, contrada Palude del Bagno, affinché sia celebrata per la sua anima una messa giornaliera nella cappella di San Giorgio. Ritratto da  Altichiero da Zevio nello stesso Oratorio di San Giorgio assieme con altri nove marchesi di Soragna.

 CITAZIONI

-“Espetabelle e famoxo cavaliere.” GATARI

-“Partigiano del Cararrese.” VERDIZZOTTI

-Con Niccolò Terzi, Bonifacio Lupo, Antonio Lupo, Raimondo Lupo, Cermisone da Parma, Ugolotto Biancardo, Ottobono Terzi, Ludovico Gabriotto Cantelli “Fra ‘ restauratori della fama militare Italiana, o fra i loro più prodi cooperatori.” PEZZANA

-Sulla sua tomba compare il seguente epitaffio “Egregius miles, quem stirps generosa Luporum/ Progenuit, Symon rupe sub hac tegitur./ Patruus hic secum, fratres duo pace quiescunt./ Heu colit exiguam turba quaterna domum./ Ortu Crisopolis decoravit Marchionatum/ Soraniae sensu moribus, atque fide./ Iusque dediti Patavis bis praeses iure secundo/ Defecit, castris dux fuit armigeris./ Mensque recepta Deo est, meruit super astra levari/ Dotibus innumeris, lucida fama patet/ Qui dominus Symon obiit M.CCCLXXXV/ Indictione VIII.die X. Januar.”

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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