RODOLFO GONZAGA Marchese di Luzzara

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Condottieri di ventura

0802      RODOLFO GONZAGA Marchese di Luzzara. Signore di Castelgoffredo, Castiglione delle Stiviere, Solferino, Canneto sull’Oglio, Mariana Mantovana, Poviglio ed Ostiano. Principe del Sacro Romano Impero. Figlio di Ludovico; fratello di Federico, e di Giovanni Francesco; padre di Luigi Alessandro; zio di Francesco; cognato di Roberto Malatesta; genero di Giovan Francesco della Mirandola.

               1452– 1495 (luglio)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1463

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto e Austria

 

E’destinato alla carriera delle armi. Inizia giovanissimo ad avere un ruolo ufficiale in missioni di rappresentanza per conto del padre. Si reca in Baviera con il fratello Giovanni Francesco per prelevarvi Margherita di Wittelsbach, moglie del fratello maggiore Federico. Durante il viaggio i due Gonzaga si fermano a Verona;  sono ospitati dai rettori veneziani nell’ abbazia di San Zeno. Incontrano  la sposa ad Innsbruck; nel viaggio di ritorno sostano ancora a Verona e da qui rientrano a Mantova.

Nov.       Lombardia A Milano per seguire le vicende legate al matrimonio tra la sorella Dorotea e l’erede al ducato di Milano Galeazzo Maria Sforza. Le trattative falliranno per una deformazione fisica della sorella (la gibbosità).

1469

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Ferrara, per rendere omaggio all’imperatore Federico d’Austria. E’ armato cavaliere.

Lug.

 

Borgogna

 

 

 

 

 

Francia

 

Grazie ai contatti di Bartolomeo Colleoni passa per due anni al servizio del duca di Borgogna Carlo il Temerario: gli è concessa una provvigione mensile di 200 corone.

1470

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………….

.

Borgogna

 

Cantoni Svizzeri

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia e Lazio

 

Lascia Mantova con il fratello Giovanni Francesco;  si reca a Roma dal papa Sisto IV: il fratello rimane agli stipendi pontifici con una provvigione annua di 7000 ducati, mentre egli rientra nei suoi possedimenti con la promessa di una rendita annua di 300 ducati.

1473

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Primavera

 

Chiesa

 

 

 

150 cavalli

 

Romagna

 

A Cesena. Entra in urto con il pontefice;  gli è decurtata la provvigione.

Mag.

 

Venezia

 

 

 

150 lance

 

Veneto e Lombardia

 

Abbandona la Romagna; si reca a Venezia e nel bergamasco dove Bartolomeo Colleoni gli concede una condotta di 150 lance.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Viene costretto a rinunciare all’ impegno con i veneziani per le pressioni esercitate dal duca di Milano sul padre.

1475

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Soggiorna a Firenze. A fine mese partecipa  con Giuliano dei Medici ad una giostra organizzata per festeggiare l’alleanza della repubblica con il ducato di Milano e la corte aragonese.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Si porta a Pisa;  cerca inutilmente di ottenere una condotta dai Medici.

………………..

Venezia

 

 

 

 

 

 

 

Milita nelle compagnie di Bartolomeo Colleoni.

1477

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

A Pisa con Lorenzo dei Medici ed i figli di Roberto da San Severino:  accoglie nella città il duca di Calabria Alfonso d’Aragona.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Nel regno di Napoli con Francesco Secco per presenziare alle nozze del re Ferrante d’Aragona.

1478

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

Firenze

 

Chiesa Napoli

 

 

 

Toscana

 

 

 

1479

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Scambia con il fratello Ludovico Canneto sull’Oglio con Luzzara.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Ha dai fiorentini il comando di tre squadre di uomini d’arme.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Germania

 

Rientra dalla Germania nel mantovano.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Riceve a Borgoforte, con Federico e Giovanni Francesco Gonzaga, il cardinale Piero Riario in visita a Mantova. Nello stesso mese prende parte alla battaglia di Poggio Imperiale nel cui corso viene fatto prigioniero dagli avversari.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Compie con 60 cavalli e 150 fanti una scorreria nel Tombolo di Grosseto. Razzia molto bestiame; sulla strada del ritorno viene intercettato dai difensori di Grosseto e di Castiglione della Pescaia. E’ messo in fuga: fra i suoi uomini sono catturati 30 fanti e venti cavalli e ne sono uccisi altri 25.

1481

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

E’ segnalato a Rimini. Sposa Antonia Malatesta, figlia di Sigismondo Pandolfo.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Ferrara, con il fratello Federico.

1482

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Venezia

 

Ferrara Milano

 

60 lance

 

Lombardia e Veneto

 

Si vede posposto nel governo del marchesato di Mantova dal cognato Francesco Secco; lascia Mantova e passa agli stipendi dei veneziani con una condotta di 300 cavalli.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Entra nel ferrarese. Si ammala di peste.

1483

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Uccide a Luzzara la moglie Antonia Malatesta.  Un ebreo, suo favorito, denuncia la donna di adulterio; Rodolfo Gonzaga  la sorprende con l’amante, il maestro di danza Fernando Flores Cubillas.  Uccide l’uomo con un colpo di stocco. Tira fuori dal letto la moglie,  la conduce nuda nel cortile d’armi e la sodomizza sulla neve senza pronunciare una parola: si fa chiedere perdono e la ammazza con un colpo di daga alla testa.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Agli ordini di Roberto da San Severino si muove da Francolino e da Pontelagoscuro verso il Barco di Ferrara con Gaspare da San Severino e Galeotto della Mirandola (venti squadre di cavalli e 4000 fanti). Penetra nei borghi di Ferrara;  l’attacco non ha l’esito sperato.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A Brescia, a Gussago ed al campo di Orzinuovi.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si trova alla guardia di Calcinato con Deifobo dell’ Anguillara; esce da tale località, punta su  Castenedolo, Travagliato, Pontoglio e Palazzolo sull’ Oglio. Con la caduta di Romano di Lombardia in potere degli sforzeschi si ritira. Ha ai suoi ordini tre squadre di cavalli.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Conquista Bagnolo Mella alla cui difesa si trova Virginio Orsini; recupera Brandico ed Ognato con Deifobo dell’ Anguillara, Giovanni Battista Conti e Sigismondo Brandolini. Il giorno seguente si impadronisce anche della Motella di Padernello.

1484

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Conquista Manerbio.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Con la pace di Bagnolo rientra nei suoi stati. Sempre nell’ anno sposa in seconde nozze Caterina della Mirandola, figlia di Giovan Francesco e vedova di Marco Pio.

1485

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Venezia per assistere ad una grande giostra organizzata in piazza San Marco da Roberto da San Severino.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Francesco Secco è nominato reggente del marchesato. Con i fratelli Giovanni Francesco e Ludovico, vescovo di Mantova, ed Evangelista Gonzaga organizza una congiura per fare uccidere il nipote Francesco dal cameriere Paolo Erba: il Secco scopre il trattato e  condanna Rodolfo Gonzaga al confino perpetuo nel castello di Luzzara.

1486

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1488

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

Milano

 

Chiesa

 

 

 

Romagna

 

Soccorre Caterina Sforza, che si è rifugiata nella rocca di Forlì a seguito dell’ uccisione del marito Girolamo Riario. Con Giovan Francesco da San Severino, Giampietro Bergamino e Giovanni Bentivoglio attua una feroce repressione. Al termine delle operazioni di polizia viene ospitato a pranzo nella cittadella con gli altri condottieri dalla Sforza.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Parma, a rendere omaggio a Ludovico Sforza.

1491

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Si reca a Ferrara;  ha modo di rappacificarsi con il nipote Francesco Gonzaga.

1492

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ha alcune vertenze per ragioni di confini con i veneziani: la contesa, che riguarda Castiglione delle Stiviere e Lonato, si appiana con l’ausilio del podestà di Brescia Domenico Trevisan.

1493          
Sett.         Viene nominato principe del Sacro Romano Impero dal duca d’Austria Sigismondo.

1494

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………….         E’ investito dall’imperatore del marchesato di Luzzara.

Giu.

 

Milano

 

Napoli

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

 

Attraversa il bolognese e si ferma a Cotignola. Sostiene i francesi dell’ Aubigny contro gli aragonesi in Romagna.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbandona le truppe di Carlo VIII.

1495

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Venezia

 

Francia

 

500 cavalli

 

 

 

Gli è concessa dalla Serenissima una provvigione annua di 6000 ducati a valere sulla condotta del nipote Francesco.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

 

Esce da Mantova e conduce le truppe a Seniga sull’Oglio. Penetra nel parmense con 1000 uomini d’arme e 10000 fanti; giunge a Borgo Val di Taro ed aspetta le squadre sforzesche capitanate da Giovan Francesco da San Severino.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Fornovo. Predispone il piano di battaglia con il nipote Francesco: suggerisce una tattica diversa da quella prospettata dal nipote, vale a dire non cercare la battaglia campale ed attendere che siano i francesi ad attraversare il Taro. Il suo parere non è ascoltato; memore dell’ esperienza delle guerre di Borgogna prepara un nuovo piano che prevede il blocco dell’ avanzata francese mediante un contingente che ne sbarri il passo e l’attacco sui fianchi delle colonne del centro e della retroguardia. Quando si accorge che gli stradiotti si sono dati al saccheggio, seguiti dai fanti italiani,  interviene anch’egli nel combattimento. La sua squadra di 492 uomini d’arme, che comanda con Ranuccio Farnese, è la seconda esposta nel corso della battaglia, dietro quella guidata dagli estensi di Giovanni Paolo Pochintesta che rimane ucciso. Rodolfo Gonzaga arriva vicino al re Carlo VIII,  cattura il Bastardo di Borbone; gli è uccisa la cavalcatura ed è rimesso in sella. Ad un certo momento si alza l’elmetto e viene ferito da un francese alla faccia con un colpo di stocco; per altre fonti è ucciso da un colpo di schioppetto. La sua morte danneggia enormemente il campo italiano che in tal modo perde la testa pensante. I veneziani riconoscono alla seconda moglie Caterina della Mirandola (figlia di Giovan Francesco) una pensione annua di 1000 ducati, una pensione annua a ciascuno dei due figli maschi ed alle tre figlie femmine. E’ sepolto a Mantova nella chiesa di San Francesco. A Mantova possiede un palazzo con affreschi di Giovanni Maria Falconetto. E’ raffigurato dietro la madre nella “Camera degli sposi”, opera di Andrea Mantegna che si trova nel Palazzo Ducale di Mantova. Rafforza le difese di Luzzara mediante l’opera degli architetti Luca Fancelli e  Giovanni da Padova. Sposa Antonia Malatesta e Caterina della Mirandola, vedova di Lionello Pio.

   CITAZIONI

“Condottiere di grande esperienza.” GUICCIARDINI

“Numquam più experimentado in combatter in niun altro exercito.” SANUDO

“Era Ridolfo vero e singolare estimatore della militia straniera.” GIOVIO

“Vir fortissimus.” RUCELLAI

Capitano valoroso e di grand’esperienza.” ANGELI

“Guerriero ragguardevole pel suo onorato sentire e per consumata esperienza.” CERRI

“Chiarissimo Capitano e di consiglio non meno.” MAFFEI

Con Bernardino di Montone e Ranuccio Farnese “Valenti homini d’arme.” DIARIO FERRARESE

E’ suo il piano di battaglia per lo scontro di Fornovo “La concezione tattica era di un’eccellenza assoluta, anche se la sua applicazione prevedeva manovre particolari troppo elaborate. Sostanzialmente il piano prevedeva il blocco dell’avanzata francese mediante un contingente che le doveva sbarrare il passo; nel contempo si dovevano attaccare le colonne del centro e della retroguardia direttamente dal Taro cioé sul loro fianco. Con questa operazione ci si immaginava di potere stringere il nemico contro la collina, di spezzare in tanti tronconi il suo ordine di marcia e così di annientare le singole colonne in cui l’esercito francese era articolato..Tra i suoi intenti ci fu quello di predisporre le cose in modo che le riserve non entrassero troppo presto in azione o vi entrassero tutte in una volta; di fatto i comandanti dei vari reparti di riserva ebbero ordine rigoroso di non entrare nella mischia fino a che non li avesse chiamati Ridolfo Gonzaga e nessun altro.” MALLETT