ROBERTO ORSINI Conte di Nola

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Condottieri di ventura

1338      ROBERTO ORSINI  Conte di Nola, di Tagliacozzo e di Albe. Figlio di Orso, fratello di Napoleone, genero di Amerigo da San Severino, suocero di Virginio Orsini. E’ soprannominato “cavaliere senza paura” perché in battaglia non usa l’elmo. Cavaliere dell’ordine dell’Ermellino.

               + 1479 (giugno)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1449

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

 

 

 

Lazio

Il papa Niccolò V concede a lui ed al fratello Napoleone il castello di Monte Gentile in Sabina.

1450

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

Sforza

Milano

Venezia

 

 

Lombardia

Milita al servizio di Francesco Sforza contro i veneziani e le truppe della Repubblica Ambrosiana. Segue nei pressi di Como Giacomo da Salerno per catturare Jacopo Piccinino con l’ausilio di sette capisquadra  di quest’ultimo: Luchino Palmeri viene trattenuto dal Piccinino mentre gli altri complici non hanno il coraggio di portare ad esecuzione il disegno. Giacomo da Salerno, persa ogni speranza, decide di rientrare; Roberto Orsini non è dello stesso parere ed attacca  gli avversari con molti uomini d’arme sulla strada tra Barlassina e Como. E’ respinto.

1453          
Ott. Napoli Firenze   Toscana Al campo aragonese con Aldobrandino Orsini.

1454

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Lazio

Con i fratelli Napoleone e Latino acquista Monte Gentile da Gian Antonio Orsini.

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Napoli

Firenze

1000 cavalli

Toscana

 

 

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Toscana  e Lazio

Alla firma della pace scorta il duca di Calabria nel suo viaggio di ritorno fino ai confini del regno di Napoli.

1455

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. mag.

Orsini

Anguillara

 

 

Lazio

Appoggia il fratello Napoleone contro Everso dell’ Anguillara; costretto dai Borgia e dai Colonna ad allontanarsi da Roma conduce nel territorio extraurbano una  sorta di guerriglia ai danni degli  avversari.

1456

 

 

 

 

 

 

Lazio

Con il fratello Napoleone acquista per 8000 ducati dall’ospedale di Santo Spirito in Sassio il castello di Stapacappa.

1457          
Sett.       Lazio Con il fratello Napoleone, il cardinale Latino e l’arcivescovo di Trani Giovanni stipula una tregua con Everso dell’ Anguillara. Oggetto della contesa è il possesso di Monticelli, Caprarola, Santa Pupa e Rota.
1460          
…………..

Napoli

 

Angiò

 

 

 

 

 

Combatte nel regno di Napoli a favore del re Ferrante d’Aragona contro il pretendente Luigi d’Angiò.

…………..

 

 

 

 

Abruzzi

Si impossessa della contea di Albe e di gran parte delle terre del conte di Maneri e della contea di Tagliacozzo.

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Lazio

Si aggrega alle truppe dello stato della Chiesa;  giunge nei pressi di Viterbo. Esce in perlustrazione con pochi uomini assieme con Giovanni Malavolti; si imbatte in una compagnia di cavalli e di fanti del duca di Sora Giovanpaolo Cantelmi fra i  quali vi è anche un figlio di Jacopo Savelli: quest’ ultimo cade ucciso trafitto da un colpo di spada alla gola. Roberto Orsini, a causa del continuo incremento del numero degli avversari, trova rifugio nel vicino accampamento.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Campania

Si distingue alla battaglia di Sarno: gli è dato l’ordine di occupare la bocca dell’omonimo fiume con la sua cavalleria: si spinge arditamente all’attacco e sorprende le sentinelle del campo nemico. Entra nella città seguito da dodici squadre di provvigionati. Ferito alla faccia è obbligato a ritirarsi: la sua assenza provoca un allentamento della disciplina ed i suoi armati, soprattuto i fanti, si danno al saccheggio degli alloggiamenti degli avversari. Il fatto permette agli angioini di prepararsi al combattimento e di passare al contrattacco con la cavalleria pesante. Roberto Orsini è soccorso da Simonetto da Castel San Pietro con un buon numero di cavalli. Gli aragonesi sono battuti e costretti a ripiegare verso la  foce del Sarno. Il condottiero si trasferisce alla guardia di Aversa.

1461

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

 

 

 

Calabria

Giunge in Calabria con Alfonso d’Avalos e Roberto da San Severino conte di Marsico; si muove per sostenere i difensori del castello di Cosenza. Si impadronisce di alcune fortezze nei  pressi, raggiunge il torrente Campignano ed informa il castellano Francesco Siscara del prossimo arrivo in soccorso degli aragonesi. Rafforzato da 3000 fanti e 600 cavalli condotti da Luca da San Severino attacca all’alba Cosenza. Scaccia gli avversari da un monte sovrastante, entra nel castello e da qui penetra nella città sottoposta ad un terribile saccheggio con crudeltà di ogni genere nei confronti dei vinti. Il bottino viene valutato in 700000 scudi. Fa  riposare i suoi uomini per molti giorni, si allontana da Cosenza ed occupa Sillano, Martorano e Nicastro; espugna Bisignano   seminando ovunque il terrore.

Mag.       Campania Assedia Salerno con il conte di Marsico.

Estate

 

 

 

 

 

 

Campania e Puglia

Esce da Castello di Monteleone ed entra in Terra di Lavoro con quattro squadroni di cavalleria. Raggiunto dal re Ferrante d’Aragona e da Alessandro Sforza assedia Flumeri che cade a seguito di alcuni giorni di bombardamento; si sposta in Puglia; prende parte  alla difesa di Giovinazzo  assediata dal principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo.

1462

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.       Campania E’ segnalato nei pressi di Capua con Alfonso d’Avalos.
Lug.       Campania Riceve del denaro dal re di Napoli per mettere in ordine le proprie compagnie.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Puglia

Partecipa alla battaglia di Troia contro Jacopo Piccinino. Ha l’incarico di impadronirsi della collina di Maiano per proteggere l’accampamento aragonese dalle possibili molestie degli angioini. I suoi soldati si imbattono in alcune squadre di cavalli nemici che occupano una seconda collina con l’appoggio dei fanti. Con il sostegno di Antonio Piccolomini Roberto Orsini è in grado di respingere in un primo momento gli avversari; Jacopo Piccinino invia alcuni rinforzi che lo costringono  a ritirarsi nella pianura;  ridà vigore alla battaglia con un nuovo scontro tra cavalleria e fanteria. Anche Ferrante d’Aragona riprende il combattimento ed attacca un’altura vicina al colle su cui si sono riparati Jacopo Piccinino e Giovanni d’Angiò. Di sua iniziativa il condottiero sale il medesimo pendio da un altro fianco. Gli angioini si spaventano quando si rendono conto che l’azione degli aragonesi si promana ora su quattro  direttrici; gli avversari  si danno alla fuga. Jacopo Piccinino si riprende dallo scoramento, raccoglie gli sbandati e contrattacca nel punto dove sono riuniti i vessilli aragonesi; il resto dell’esercito napoletano è invece intento al saccheggio del campo.  Roberto Orsini ed Antonio Piccolomini sbarrano la strada agli avversari; ne segue un nuovo durissimo scontro nel cui corso gli angioini sono obbligati a ripiegare nuovamente su Troia.

Nov.       Campania e Lazio Con Giovanni Conti lascia l’assedio di Pontelandolfo e rientra nel territorio pontificio.

1463

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

Con il grande siniscalco Alfonso d’Avalos, 300 fanti e 50 cavalli si collega con Matteo da Capua negli Abruzzi.

Feb.

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

Tenta di soccorrere gli abitanti di Sulmona  assediati da Jacopo Piccinino; organizza vari convogli per rifornire di frumento e di altre vettovaglie i difensori. Un disertore rivela al capitano avversario le modalità seguite nell’ approvvigionamento: i suoi uomini cadono in un agguato, sono catturati cittadini di Sulmona e 40 dei suoi soldati carichi di frumento. Di costoro molti sono fatti impiccare da Jacopo Piccinino.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lazio

Con Matteo da Capua sgomina Jacopo Piccinino nelle vicinanze di Sora e gli cattura tre squadre di cavalli.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Lazio ed Abruzzi

Si collega con Alessandro Sforza ad Archi; contrasta il conte di Celano Ruggero Accrocciamuro.  Viene ferito alla fronte da una pietra.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

Fronteggia ancora Jacopo Piccinino ad Archi.

…………..

 

 

 

 

 

 

Campania

Viene insignito dell’ordine dell’ Ermellino.

1464

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

Gran Connestabile

Campania

E’ nominato Gran Connestabile; con il fratello Napoleone è nuovamente investito delle contee di Albe e di Tagliacozzo.

Ago.       Abruzzi Compie una scorreria nei territori controllati da Jacopo Piccinino. Razzia molto bestiame che presto è costretto a restituire ai legittimi proprietari.
1465          
…………..       Campania Assieme con il conte di Fondi cena ad Aversa con Jacopo Piccinino, diretto a Napoli.

…………..

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

Si trova a San Demetrio ne’ Vestini, presso L’Aquila, città afflitta dalle fazioni: il filoangioino Piero Lalle dei Camponeschi abbandona la località e gli abitanti possono consegnarsi al re di Napoli.

1467

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

Napoli

Venezia

 

 

Marche  Romagna

Ha il comando di un colonnello dell’ esercito aragonese: le altre due schiere sono capitanate  dal duca di Calabria Alfonso d’Aragona e da Alfonso d’Avalos. Transita per Urbino con 4000 uomini per unirsi con Federico da Montefeltro e fronteggiare insieme Bartolomeo Colleoni ed i fuoriusciti fiorentini. Tocca Cattolica, attraversa il forlivese;  si colloca tra Faenza ed Imola; prende parte alla battaglia di Molinella dove ha il comando del primo squadrone. Nel combattimento si scontra con il suo nemico personale Deifobo dell’Anguillara.

Sett.

Napoli

Celano

 

 

Abruzzi

Rientra nel regno di Napoli a seguito della ribellione di Ruggero Accrocciamuro. Gli toglie Balsorano. Ritorna in Romagna a combattere i veneziani.

Dic.

Napoli

Venezia

 

 

Romagna

Alla difesa di Castrocaro Terme, minacciata da Bartolomeo Colleoni.

1468

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

Lazio

Con Orso Orsini interviene a favore di Ludovico Orsini proprietario di Tolfa, centro di produzione dell’ allume, minacciato dal papa Paolo II. Il pontefice  acquista la località ed assolve i due condottieri.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Toscana e Umbria

Giunge in Toscana alla testa di dodici squadre; si sposta a Foligno a causa delle tensioni sorte tra il re di Napoli ed il papa. Subito dopo fa rientro nel regno. Nello stesso anno sposa una nipote del conte di Fondi Onorato Gaetani.

1469

Napoli

Chiesa

 

 

Romagna

Affianca nel riminese Federico da Montefeltro contro i pontifici.

1478

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Napoli

Firenze

 

 

Toscana

Accompagna il duca di Calabria Alfonso d’Aragona in Toscana contro i fiorentini. E’ segnalato il suo passaggio per Siena.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Si trova al campo.

1479

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Cavalca nel pisano con cavalli e fanti; mette a sacco Gello e Montescudaio;  si fa consegnare dagli abitanti della seconda località 500 fiorini per non dare il borgo alle fiamme; sono pure razziati 800 capi di bestiame tra mucche e bufale.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Muore di peste presso Montepulciano. E’ sepolto a Siena nella chiesa di Monte Oliveto. Sposa Violante da San Severino e Caterina da San Severino, figlia quest’ultima di Amerigo.

 CITAZIONI

“Uomo tollerantissimo d’ogni fatica, grande nei pericoli, e avente per documento di suo valore le ferite che portava in petto e nel volto.” CONTI

“Ch’era valentissimo di sua persona.” DELLA TUCCIA

“Dignissimo barone.” GHIRARDACCI

“Animo et corpore acer et manus promptus.” SIMONETTA

“Fu di tanto alto cuore che nelle imprese, fattioni e giornate andava sempre con la testa disarmata, parendo alla sicurezza dell’animo suo che le armi nimiche non gli potessero far alcuna offesa.” OROLOGI

“Bellator insignis.” PICCOLOMINI

“Fu di chiaro nome, e illustre ne’ tempi che gli Aragonesi signoreggiavano il regno di napoli:..fu da pochi pareggiato nell’armi; e nella fedeltà, verso il suo signore, diede maravigliosi esempi a tutti i baroni del regno..Fu Roberto di volto lungo, di grandissima chioma e hebbe alta statura.” ROSCIO

“Uomo fortissimo.” SABELLICO

“Fu di tanto valore e così intrepido, che si acquistò il nome di cavaliere senza paura.” GAMURRINI

Con Roberto da San Severino “Insignes eo bello duces (contro Bartolomeo Colleoni).” FABRONIO

“Illustre Cavalero.” NOTAR GIACOMO

Con Orso Orsini “Alfonsi (d’Aragona) duci clarissimi.” ALBINO