RAMIRO DI LORCA

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Condottieri di ventura

0887      RAMIRO DI LORCA  (Ramiro de Lorqua, Remigio di Lorqua) Spagnolo.

1452 ca. – 1502 (dicembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1498
Ago. Chiesa Francia

Ciambellano di Cesare Borgia, lo accompagna in Francia con Gian Giordano Orsini, Pietro di Santacroce, Giovanni Battista Mancini, Bartolomeo di Capranica ed altri trenta gentiluomini romani: il futuro duca Valentino vi si deve sposare con la figlia del re di Navarra Carlotta d’Albret. Rimane in Francia quasi un anno a causa delle resistenze frapposte alle nozze dalla famiglia francese. Il matrimonio, infatti, sarà celebrato solamente a metà maggio dell’anno seguente.

1500
Gen. Chiesa Forlì Romagna Prende parte alla conquista di Forlì. E’ nominato governatore della città.
Ott. Chiesa Pesaro Marche e Romagna

A fine mese entra in Pesaro alla caduta della città nelle mani dei pontifici. Il duca di Ferrara Ercole d’Este invia nella città come suo ambasciatore per felicitarsi della vittoria il poeta Pandolfo Collenuccio, esiliato in precedenza da Pesaro da Giovanni Sforza. Ramiro di Lorca lo accoglie con numerosi doni. Il Borgia lo nomina suo luogotenente a Rimini.

Nov. Romagna

Cattura a Cesena Pandolfaccio Tiberti ed altri gentiluomini che, contro ogni ordine, si muovono nella città armati: ordina che costoro siano torturati nella piazza.

Dic. Romagna A Forlì. La città si ribella a causa delle malversazioni degli uomini di Giannotto Francese  alloggiati nelle case degli abitanti. Per calmare gli animi Ramiro di Lorca fa impiccare un soldato di tali compagnie.
1501
Apr. Romagna A seguito della conquista di Faenza da parte delle truppe di Cesare Borgia organizza nella piazza cittadina un grande ballo, un palio per i cavalli ed un palio per i balestrieri.
Lug. Chiesa Piombino Toscana Romagna ed Emilia

Accompagna Cesare Borgia nell’impresa ai danni di Piombino. Ritorna in Romagna con Dionigi Naldi e Piero Gambacorta. Mentre transita per la Valdarno con 30 cavalli  è svaligiato e catturato dai fiorentini. Tutti i prigionieri sono liberati tranne Dionigi Naldi e  Piero Gambacorta.  Sempre nel mese Ramiro di Lorca fa abbattere le mura di Castel Bolognese: il nome della località viene mutato (almeno temporaneamente) in quello di Villa Cesarina.

Ott. Romagna

E’ eletto anche governatore di Cesena.

Nov. Romagna

Il papa Alessandro VI gli conferisce l’incarico di governatore generale della Romagna: il suo operato è volto non solo a reprimere i disordini causati dalle fazioni, ma anche alla costruzione di tutta una serie di opere pubbliche. Invia un nuovo castellano a Montefiore Conca con l’ordine di impiccare il funzionario precedente. Costui si ribella ed il castello cede dopo un breve assedio.

1502
Gen. Romagna

Si reca a Rimini per sventarvi un trattato a favore dei Malatesta e dei veneziani:  raduna 1000 fanti e 150 cavalli e spedisce a Roma in catene alcuni sospetti.

Apr. Romagna

Organizza varie feste in Cesena; accoglie nella città il principe di Viana, figlio del re di Navarra, di passaggio in Romagna.

Giu. Chiesa Urbino Marche

Partecipa all’azione contro Urbino; corrompe il castellano Ludovico Scarmone che gli consegna San Leo.

Lug. ago. Romagna

Raccoglie a Cesena 700 fanti tra gli abitanti e li conduce all’assedio di Sant’ Arcangelo di Romagna. Ad agosto rientra a Cesena.

Sett. Romagna

Ad Imola.

Ott. Chiesa Condottieri Marche

Ordina che il consiglio di Cesena, contrariamente ai privilegi preesistenti, non sia più convocato con le trombe, bensì con le campane. Si reca a Fano a seguito della ribellione di San Leo. Alla notizia dell’ insurrezione di Fossombrone si congiunge con Michelotto Coreglia per saccheggiare tale località assieme con quella di Pergola. Di seguito giunge  ad Urbino per domarvi altri movimenti di rivolta. Viene  sconfitto a Calmazzo.

Nov. Romagna

Si incontra ad Imola con il protonotario Antongaleazzo Bentivoglio per trattare un accordo con i signori di Bologna. Nei giorni successivi, all’improvviso è destituito da ogni incarico civile e militare;  Michelotto Coreglia assume il comando degli uomini d’arme.

Dic. Romagna

Si trova a Cesena ed alloggia nella casa del tesoriere Domenico di Ugolino. Viene raggiunto da Cipriano Numai che lo invita a raggiungere a Pesaro Cesare Borgia. Si reca dal duca Valentino, è accusato di avere fatto scomparire dai magazzini di Cesena una notevole quantità di frumento venduta per suo conto. Arrestato  è rinchiuso nella rocca di Cesena; processato, è trovato colpevole di corruzione, di numerose estorsioni e rapine per cui è condannato a morte. Gli sono confiscati 22000 ducati, vasi, argenterie,  cavalcature.  Il giorno di Santo Stefano, riccamente vestito, coperto da un mantello rosso e con le mani inguantate, viene decapitato a Cesena tra la cittadella e la rocca verso la porta del fiume: la testa è infissa su una lancia ed è esposta al popolo per una giornata. Secondo voci correnti del tempo sembra che Ramiro di Lorca sia stato punito per il contegno da lui tenuto nei confronti di Lucrezia Borgia. Lo stesso papa, inoltre, più tardi avrà modo di rivelare all’ambasciatore veneziano Antonio Giustinian che il condottiero, prima di morire, abbia confessato di essersi  accordato in segreto con gli Orsini per consegnare loro Cesena e di avere promesso a Vitellozzo Vitelli ed a Oliverotto da Fermo di uccidere Cesare Borgia con un colpo di balestra nella schiena durante una cavalcata. Ramiro di Lorca è sepolto nella chiesa di San Francesco.

 CITAZIONI

“Borgiae adulator.” D’INUNDA

“Famoso, uomo molto capace, brutale. Spesso il papa Alessandro VI e Cesare Borgia gli affidarono missioni segrete e sembra che abbia avuto anche parte, a suo tempo, anche nei negoziati matrimoniali fra i Borgia e gli Este. Odiato da tutta la Romagna per la sua crudeltà e per la disonestà di cui diede ripetute prove. Una volta, adirandosi contro un paggio che aveva rovesciato del vino, lo fece bruciare vivo. Il processo a suo carico, infine, dimostrò come egli avesse grandemente peggiorato le condizioni del popolo mediante l’aumento arbitrario delle tasse e la vendita a proprio vantaggio di notevoli quantità di frumento di proprietà della comunità.” PASOLINI

“Non era per suoa statura tropo grando, come suoe membre asa’ beno prporzionato; capile negro, barba negra, hochie grese, faza larga, cole curto..Ed era stato gram tempo familiare d’Alandre sesto pontifico et dela excelentia dal dito Cesaro Borgia so patrone. Et avendole lore de contenuvo adoperato in ogne so oportuno bisogne, tamen sempre lui avea auto la palma fiorita et avea lore fate cavalere et conduteri sopra tucto soe zente… Sempre fu riverito et temuto homo, non avendo mai alcuno respetto a la santa iustitia: in fra tute soe virtute questa gran lauda se ce po grandamente attribuire d’essere sempre stato copiosissimo de sova odientia.” BERNARDI

“Una persona fiera, terribile e sanguinaria.” UGOLINI

“Le plus actif et le plus implacable de ses (Cesare Borgia) agents.” BRION

“Homo diabolico.” FANTAGUZZI

“Namque Remigius: ille Remigius opida quondam/ Multas regens nostri sub ditione ducis/ Tot quondam et populis. Cultus de culmine summo/ Decidit exanguis nunc iacet unbra foro.” Versi di F. UBERTI riportati dal PASOLINI

“Etait un homme rude et résolu, le plus actif des officiers de César (Borgia) en Romagne…C’était un homme d’environ cinquante ans, violent er dominateur, redouté de tous, et le dispensateur d’une rude justice qui avait du moins le mérite de l’impartialité en ne tenant aucun compte des personnes. Bernardi nous donne un exemple de sa nature ferme, incapable de compromis, impitoyable. Le 29 janvier 1502, deux malfaiteurs furent pendus à Faenza. La corde qui suspendait l’un d’eux se rompit alors que l’homme vivait encore; le peuple, d’abord, demanda qu’on eut pitié de lui, puis se résolut à le sauver en dépit des officiers de justice qui prétendaient qu’on le leur rendit. Pour empecher sa capture, la foule le porta jusq’à l’église des Cerviti (Serviti). Le lieutenant de Faenza vint réclamer la personne du criminel, mais le prieur la lui refusa, au nom du droit d’asile dans ce sanctuaire. Mais les jours du droit d’asile étaient passés, et la loi du temps déclarait que toute église ou tout lieu consacré où un criminel se réfugierait serait consideré comme privé de son caractère sacré par ceux qui poursuivraient le criminel, et que tout ecclésiastique qui abriterait un fugitif de ce genre se verrait exposé à etre excommuniqué par son évèque. Ramiro considéra de son devoir d’appliquer cette loi quand la nouvelle lui parvint à Imola de ce qui c’ètait passé. Il vint aussitot à Faenza, et obligeant par la force le prieur à rendre l’homme qu’il abritait, le fit pendre une seconde fois, à une fenetre du palais du podestat. En meme temps il fit saisir plisieurs de ceux qui passaient pour avoir été les artisans de l’évasion de l’homme, et rendit les citoyens de Faenza responsables de leurs vies moyennant le paiment d’une amende de dix mille ducats et un mois pour trouver cet argent. ” SABATINI