PIRRO COLONNA

0
258

Condottieri di ventura

0495      PIRRO COLONNA  (Pirro Farnese di Castel di Piero, Pirro da Castel di Piero, Pirro da Stipicciano, Pirro Spiriti, Pirro Baglioni, Pietro Colonna). Di San Michele in Teverina o di Sipicciano. Conte di Castro. Signore di San Michele in Teverina ed Attigliano. Ghibellino. Suocero di Adriano Baglioni.

                1500 – 1552 (novembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……………..

 

 

 

 

 

 

 

 

Suo padre è Fierabraccio Baglioni; assumerà il cognome Colonna in ricordo del suo protettore Ascanio Colonna, che lo ha allevato e lo ha educato alla sua corte. Condomino di San Michele in Teverina, di Sipicciano e di Attigliano, tali beni gli vengono sottratti dal parente Giampaolo Baglioni.

1525

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov. dic.

Colonna

Chiesa

 

 

Lazio

Entra di notte in San Michele in Teverina ai danni di Beatrice Farnese, vedova dello zio Antonio Baglioni: i pontifici intervengono. Pirro Colonna  non trova l’aiuto sperato né nel cardinale  Pompeo Colonna, né in Giulio Colonna. Viene attaccato da Galeazzo Farnese (1500 uomini) seguito presto da molti partigiani dei maganzesi di Viterbo, tra cui figurano Giovan Corrado Orsini e Dolce da Corbara. Assediato nel castello, vi resiste quarantotto giorni nei quali respinge numerosi assalti terminati con la morte di 400 fanti corsi. Compare Vitello Vitelli ed il Colonna si arrende nelle sue mani. E’ condotto prigioniero a Civita Castellana;  i suoi soldati sono lasciati liberi. Dei terrazzani numerosi sono impiccati, mentre molti altri saranno avviati alle galere come rematori: il castello verrà demolito.

1526

Impero

Chiesa

 

 

 

 

 

 

1527

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lazio

Entra in Roma un mese dopo il sacco ed aiuta i cittadini vessati dagli imperiali; raduna nel suo palazzo almeno 500 monache;  interviene sugli occupanti perché desistano dal torturare gli abitanti e diminuiscano nell’ammontare le loro richieste di riscatto. Fa pure dare alle fiamme il vigneto sotto Monte Mario di fronte al Ponte Milvio appartenente a Clemente VII. Si incontra con il pontefice, rinchiusosi in Castel Sant’ Angelo, si riconcilia con lui e si fa mallevadore di un accordo tra imperiali e pontifici. Gli è dato in ostaggio il cardinale Franciotto Orsini.

Nov. dic.

Fuoriusciti

Viterbo

 

 

Lazio

Con Camillo Colonna ed Ottaviano Spiriti irrompe in Viterbo e fa a pezzi i fautori del partito guelfo. Entra nottetempo in Castel di Piero (San Michele in Teverina) e ne scaccia la vedova di Antonio Baglioni.

1528

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lazio e Toscana

Si allontana da Viterbo;  si dirige verso il senese fingendo di voler assumere una condotta dalla repubblica. Cerca di saccheggiare Acquapendente, si impadronisce del castello di Trevinano e costringe il signore Camillo Monaldeschi a riconoscergli una taglia di 400 ducati. Transita per San Casciano dei Bagni.

Mag.

Fuoriusciti

Siena

 

 

Toscana

Spinto dai pontifici entra nottetempo con 800 fanti ed alcuni fuoriusciti in Chiusi. Saccheggia la città uccidendone molti abitanti; occupa la rocca. Lo raggiungono  Fabio Petrucci e  Giovanni Martinozzi. I fiorentini si mettono in sospetto per tali movimenti. Intervengono i francesi; i senesi gli consegnano 4000 ducati e Pirro Colonna abbandona la città.

Giu.

Chiesa

Rimini

 

 

Romagna e Emilia

Si porta nei pressi di Rimini con 200 cavalli leggeri e 2000 fanti (parte corsi e parte perugini) ed assale Sigismondo Malatesta. Minaccia i veneziani che occupano Cervia e Ravenna. Si sposta a Cesena e da qui prende la strada per Bologna.

Ott. Impero Francia   Lazio Devasta la Sabina con Giovambattista Savelli, Cristoforo Savelli ed Ottaviano Spiriti.

1529

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Lazio

Prende parte all’assedio di Amatrice nel reatino.

Giu.

Impero

Perugia

 

 

Umbria

Si congiunge con Braccio Baglioni e desola il perugino con il favore occulto del papa; raggiunge le Pale, nei pressi di Foligno, con Giovambattista Savelli. I fiorentini si muovono in soccorso di Malatesta Baglioni.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Umbria

A Terni con soli 50 fanti: costoro taglieggiano tutti i viaggiatori.

Ago.

Impero

Firenze

 

 

Umbria e Toscana

Affianca il principe  d’Orange contro i fiorentini. Entra in Montefalco e perviene a Spello.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Toscana

E’ inizialmente segnalato a Poggibonsi al comando di 300 fanti. Si sposta all’assedio di Firenze e si fortifica al Barduccio.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Tende un’imboscata a Barbialla a Giovanni Covoni ed a Tinto da Battifolle; nello scontro cattura Francesco della Brocca e si impossessa di 2 insegne. Attaccato da Amico d’Arsoli, deve ritirarsi. Fra gli imperiali sono uccisi 20/25 fanti e sono catturati sei cavalli; i fiorentini non lamentano alcun morto, ma molti feriti. Pirro Colonna ha una nuova scaramuccia con Taddeo del Monte a Santa Maria, Tommaso Corso ed Amico da Venafro.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Si scontra con Stefano Colonna a Santa Margherita a Montici. Si reca a Peccioli con 1500 uomini tra cavalli e fanti ed obbliga Ercole Rangoni ad arretrare a Pontedera. I fiorentini lo contrattaccano: il Rangoni lo sconfigge a San Romano ed a Marti mentre sta tentando di liberare la località dall’ assedio postovi dallo stesso  Rangoni e dal commissario Ceccotto Tosinghi. Riceve rinforzi, razzia molto bestiame e ripara a Montopoli di Val d’Arno. Il castello è stato, nel frattempo, riconquistato dall’avversario: i suoi uomini sono sparsi nei dintorni a predare e così è facile per Ercole Rangoni batterlo, a fine mese, una terza volta. 200 fra i suoi uomini sono uccisi; il commissario Francesco Ferrucci, inoltre, gli conquista 7 bandiere. Di otto capitani della sua compagnia, sei sono fatti prigionieri e due sono uccisi. Dopo pochi giorni Pirro Colonna attacca i fiorentini a Forcoli. Assalito a sua volta da Michele da Montopoli, è costretto a riparare con i suoi cavalli in un fossato pieno di fango: si salva dalla brutta situazione buttandosi giù da un balzo. Gran parte dei suoi uomini viene ammazzata dai contadini. Ritorna al campo, arruola nuovi uomini, riscatta i prigionieri sopravissuti e ricostituisce la propria compagnia.

1530

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Punta contro la rocca di San Miniato; giunge sul fiume Cecina dove preda grandi quantità di  bestiame. Gli viene contro Amico d’Arsoli per recuperare le prede. I fiorentini cadono in un’imboscata tesa loro da alcuni archibugieri di Pirro Colonna. Gli avversari, per timore di guai peggiori, si ritirano.

Mar. apr.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Si accampa tra Peccioli, Montopoli sull’ Arno e Palaia; uccide in combattimento Ercole da Brisighella, in marcia di trasferimento da Volterra ad Empoli. A metà aprile i suoi uomini si ammutinano per il ritardo delle paghe.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lazio

Si reca a Roma con Ottaviano Spiriti per condurvi un uomo, accusato di avere ricevuto del denaro dai fiorentini per avvelenare il papa.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Toscana

E’ contattato da Cencio Guercio, emissario di Malatesta Baglioni, capitano generale dei fiorentini; con licenza del principe d’Orange si incontra segretamente con il Baglioni per discutere le modalità della capitalazione proposte da quest’ultimo.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Partecipa alla battaglia di Gavinana. Presenzia a Santa Margherita a Montici alla firma degli atti di capitolazione della repubblica. A fine mese alcuni suoi soldati uccidono ddue spagnoli che hanno derubato ed ammazzato, gettandoli in un pozzo, due fanti italiani. Gli spagnoli si armano per vendicare i loro compagni; le milizie italiane, contando sul fatto che i tedeschi non si sarebbero mossi, attaccano gli spagnoli il giorno seguente. Questi ultimi hanno la peggio. Ferrante Gonzaga convince il capitano tedesco Tamisio ad intervenire a favore dei secondi. Ne nasce un vero e proprio scontro al cui termine gli italiani hanno la peggio; restano sul terreno 600 morti e 300 feriti; gli uomini di Pirro Colonna sono sconfitti e perdono i loro alloggiamenti con i relativi bottini. Secondo alcune versioni la sollevazione è stata promossa dallo stesso Colonna su pressione del pontefice (con cui, peraltro, non è mai stato in buoni rapporti), spaventato dalla notevole somma dovuta dai pontifici ai soldati per gli stipendi maturati e non ancora saldati.

1531

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Giunge a Modena; a Correggio per battersi a duello con uno Sforza: lo scontro non ha  luogo per l’assenza del marchese di Vasto Alfonso d’Avalos.

Nov.

Impero

C. Sviz zeri

 

 

Svizzera

Viene inviato in soccorso dei cantoni cattolici contro quelli luterani: la pace separa in breve i contendenti.

1532

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

Impero

Impero Ottomano

500 fanti

 

 

Gli è dato il comando di un colonnello di 500 fanti. Con Camillo Colonna ne raduna, invece, 3000 per combattere in Ungheria i turchi del sultano Solimano.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Austria

Transita per il cremonese, il veronese e si trasferisce in Austria alla difesa di Vienna.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Austria

A Innsbruck; è obbligato a rientrare in Italia per l’ammutinamento dei fanti italiani causato dal ritardo delle paghe e dalla scarsità di vettovaglie.

1533

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma. Sfida a duello Giampaolo di Ceri. Si interpone Clemente VII che proibisce lo scontro ed intima ai due rivali di allontanarsi dalla città.

Ago.

Comp. ventura

Siena

 

 

Toscana

Sposa la vedova di Fabio Petrucci;  pretende dai senesi i beni che già appartenevano a quest’ultimo: l’imperatore Carlo V gli dà ragione. Viene soccorso da Ascanio Colonna. Assale Cesana: respinto, si ferma sui confini sempre favorito dagli imperiali.

……………..

 

 

 

 

 

 

 

 

Viene nominato conte di Castro.

1534

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

 

A ricompensa dei suoi servizi Carlo V gli concede diversi beni e rendite confiscati ai ribelli Francesco del Balzo, Antonio Annichino e Giovanni Bernardino Riccio.

Mag. Farnese Pitigliano   Toscana Invia in soccorso di Pier Luigi Farnese, impegnato in un conflitto con il conte di Pitigliano Giovan Francesco Orsini, 50 uomini fra cavalli e fanti agli ordini di Piero Latino. Sorge una rissa tra costoro ed alcuni soldati senesi inviati, sempre in aiuto del Farnese, da Bartolomeo Peretti. Restano sul terreno due o tre fra i suoi soldati. Il Farnese interviene a sua volta ed assale gli uomiini agli ordini di Pirro Colonna.

Nov.

Chiesa

Baglioni

 

 

Umbria

Si unisce con Braccio Baglioni e gli Ermanni per contrastare a Deruta Rodolfo Baglioni che si è impadronito di Perugia. Depreda il territorio; giungono a Perugia gli emissari del papa Paolo III, Bosio Sforza e Giovan Francesco Orsini che trattano un accordo fra i contendenti. E’ obbligato ad abbandonare Deruta, dove sono date alle fiamme più di 100 case, ed a licenziare le sue truppe.

1535

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ancora al servizio del papa Paolo III.

1536

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

Impero

Francia

 

 

Emilia

Si trova a Modena con Girolamo Orsini; i loro uomini (300 cavalli e 1000 fanti) prendono temporaneamente alloggio nel borgo di Cittanova.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Piemonte

Assedia in Chieri Baldassarre della Massa che, alla fine, è costretto alla resa.

1537

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Toscana

A seguito dell’uccisione del duca Alessandro dei Medici viene inviato da Alfonso d’Avalos a Firenze con Marzio Colonna per sostenervi la causa di Cosimo dei Medici.

Apr.

Firenze

Fuoriusciti

 

 

Toscana

Passa al servizio di Cosimo dei Medici. Con Alessandro Vitelli e Rodolfo Baglioni si trasferisce alla difesa di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) e di Anghiari, minacciate da possibili incursioni di Piero Strozzi.

Lug. ago.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Esce da Firenze con Alessandro Vitelli alla testa di 3000 fanti tedeschi e di molti cavalli; fatte riposare le truppe a Prato, giunge in gran silenzio a Montemurlo alla cui difesa si trova Sandrino da Filicaia. Piero Strozzi, infatti, si è allontanato verso Pistoia per colpire i membri della fazione dei Panciatichi. In breve il Filicaia deve fuggire e Pirro Colonna partecipa alla conquista di Montemurlo: come ricompensa, Alessandro Vitelli gli riconosce parte di una taglia di 18000 scudi offerta da Ciosimo dei Medici.

……………..

 

 

 

 

 

 

Toscana

Vi è un ammutinamento dei soldati spagnoli conseguente al ritardo del soldo: costoro compiono alcune scorrerie nel fiorentino. Giunge Pirro Colonna e li persuade ad allontanarsi dallo stato con la consegna di una paga.

1538

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

 

 

 

 

 

 

Toscana

Viene inviato nel pisano ed a Pietrasanta per impedire ai lucchesi di danneggiare i possedimenti dei marchesi Malaspina.

1542

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

Impero

Francia

 

 

 

 

Ha l’incarico di raccogliere 2000 fanti con Camillo Colonna e Fabrizio Maramaldo.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Lazio

Ritorna nelle sue terre con il genero Ulisse Orsini. Lascia il comando di un colonnello;  non gli viene riconosciuto l’incarico di maestro generale di campo, peraltro già promessogli.

1543

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

 

 

 

 

 

 

Toscana  Lombardia

E’ licenziato da Cosimo dei Medici per la sua insolenza: l’occasione è data dalla presa in giro di un nano di corte che suscita la sua reazione.  Bastona il buffone; la duchessa alza la voce e Cosimo dei Medici rimprovera Pirro Colonna. Gli è offerta una provvigione annua di 1000 ducati che egli rifiuta sdegnosamente. Si reca subito a Milano presso il marchese di Vasto ed alla corte imperiale per lamentarsi del trattamento ricevuto.

……………..

Impero

Francia

 

 

Piemonte

Occupa i borghi di Mondovì, difesi vanamente da Giulio da Landriano; la città è conquistata da Alfonso d’Avalos.

1544

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Piemonte

Ha l’ordine di superare il Po a tre miglia sopra Carignano con 3000 fanti; nel contempo il marchese di Vasto attraversa il fiume su un ponte di barche dirimpetto alla città. Pirro Colonna vi entra e ne è preposto alla guardia con il conte Felice d’Arco e Michele Spagnolo (2000 fanti tedeschi e 2000 spagnoli rispettivamente). Sono assediati da 8000 fanti francesi agli ordini del duca d’Enghien Francesco di Borbone, dal Boutières,  da Pietro d’Aussun e da Francesco Bernardino da Vilmercate. Biagio di Montluc fa rompere nottetempo un argine del Po per allagare il territorio al fine impedire che gli arrivino soccorsi da Chieri o da Asti.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Piemonte

Alfonso d’Avalos è pesantemente sconfitto a Ceresole Alba; il panico coglie le sue truppe. L’assedio di Carignano si fa sempre più stretto;  Pirro Colonna requisisce ai cittadini tutte le vettovaglie in loro possesso. I francesi si attendano a Villastellone ed ostacolano in tutti i modi il flusso dei rifornimenti alla città.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Piemonte e Francia

A metà giugno i difensori non accettano condizioni di resa onorevoli loro proposte da Pietro d’Aussun e da Francesco Bernardino da Vilmercate. Sono, infatti, segnalati in arrivo in loro soccorso 2000 fanti italiani con Marzio Colonna, provenienti da Chieri, ed altri 3000 fanti italiani, al momento fermi a Vulpiano con Cesare da Napoli e Giuliano Cesarini. A Fossano si trovano invece Rodolfo Baglioni con 200 cavalli leggeri e Giorgio Costa, monsignore della Trinità, con 2000 fanti. Il marchese di Vasto, infine, sta mettendo in ordine 1500 fanti tedeschi agli ordini di Sigismondo d’Arco, fratello di Felice, ed altri 2000 fanti tedeschi e 10000 spagnoli condotti dal conte di Terlago. I difensori sono tuttavia costretti ad arrendersi a patti nelle mani del duca d’Enghien: nella città non si trovano che due pani. Pirro Colonna ne esce con i suoi uomini (che hanno dovuto promettere di non combattere i francesi per cinque mesi) con le bandiere alzate e senza rullio di tamburi. E’ scortato fino al Po dall’Aussun e dal Vilmercate. Si porta a Chieri dove sta Ludovico Vistarini ed entra in lite con tale capitano; si incontra, successivamente, ad Avigliana con il Montluc e, secondo gli accordi presi, è accompagnato in Francia dal Renouard per presentarsi al re Francesco I e fermarsi in tale paese un anno. E’ congedato in breve tempo dal sovrano. E’, invece, accusato da Alfonso d’Avalos di essere responsabile della sconfitta di Ceresole Alba per avere fornito a quest’ultimo dati inesatti sul livello delle scorte esistenti nella città, inducendolo, in tal modo, ad un intervento affrettato in suo soccorso.

1546

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

Impero

Protestanti

 

 

Germania

Non gli è dato alcun incarico, solo il titolo di consigliere. Combatte nella guerra smalcaldica contro il duca di Sassonia Gian Federico ed il landgravio Filippo di Assia fautori della lega luterana.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Germania

Viene costretto dagli avversari a ritirarsi dalle strette della Chiusa in Baviera di fronte all’ offensiva di Sebastiano Schartlin. Passa alla difesa di Ratisbona con 200 spagnoli e 4000 fanti tedeschi comandati da Aliprando Madruzzi.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Germania

Si trova a Ingolstadt con Gian Giacomo dei Medici e Cesare da Napoli per fronteggiarvi Cristoforo di Oldenburg. Occupa con Giambattista Castaldo Neuburg an der Donau; è spedito in avanscoperta verso Ulm con il Castaldo, Alessandro Vitelli, Giulio Orsini, Cesare da Napoli e Paolo Vitelli (600 archibugieri italiani e spagnoli e 60 cavalli leggeri). Si muove in soccorso di Alessandro Vitelli posto alla difesa di un  ponte; catturato dagli avversari,  viene presto liberato nel corso del medesimo combattimento da Tommaso Coccapani.

Ott.       Germania Si accampa con altri condottieri nei pressi di Nordlingen. Viene inviato in avanscoperta per molestare l’esercito luterano. Assale Donanworth.

1547

 

 

 

 

 

 

Germania

Contrasta ancora le milizie del duca di Sassonia. E’ spedito in soccorso di Ferdinando d’Austria; combatte quindi il conte di Mansfelt; attacca Brema e Magdeburgo con il duca Augusto di Nassau.

……………..

 

 

 

 

 

 

Toscana

Gli imperiali lo trasferiscono nel senese.

1549

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la morte di Paolo III è messo in preallarme.

1552

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

 

 

 

 

 

 

Toscana

E’ segnalato ancora a Siena con Gian Giacomo dei Medici. Entra in urto con Diego di Mendoza e si oppone alla costruzione di un castello nella città. Parte, alfine, da Siena e se ne ritorna nei suoi possedimenti.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Lazio

Muore, forse per veleno fattogli propinare dallo stesso Diego di Mendoza: la causa sta probabilmente nelle sue critiche all’ operato dell’  imperatore e dei suoi ministri. Niccolò Martelli gli dedica un sonetto; ritratto da Giorgio Vasari nella sala di Cosimo in palazzo Vecchio a Firenze. Sposa una figlia di Galeotto dei Medici.

 CITAZIONI

“Nobile e grand’huomo in arme.” UGHI

“Fa professione di religione sopra gli altri e di fede, ed è in grazia di tutti i soldati. Nelli suoi consigli è udito e stimato assai. Quello che ho udito opporgli è che egli è troppo collerico. Ha avuto il carico dei cavalleggeri.” ALBERI

“Fu riputato prudentissimo, e patientissimo Capitano, sì da’ nimici, come da gli amici.” BUGATI

“C’estoit un homme qui avoit beaucoup d’entendement et de valleur.” MONTLUC

“Huomo prontissimo d’animo e di corpo a sostener tuti i disagi ..Per la lunga esperienza della militia, egli s’haveva acquistato tanta riputatione, ch’egli sperava di conseguir tosto uno honor degno della militia, per la quale la sua virtù sarebbe potuta rilucere.” GIOVIO

“Honorate, o guerrieri illustri e forti,/ Voi, cui Marte ministra ardore e gloria,/ Il cener sacro, e l’honorato busto,/ Et questo huom tolto innanzi tempo al mondo/ Con lodi rare, e lagrime suprema.” P. GIOVIO IL GIOVANE. Da un sonetto raccolto dal GIOVIO

Soldato di molta isperienza.” MISSAGLIA

“Valentissimo condottiere..Valorosissimo soldato.” ROSEO

“Huomo valoroso.” ADRIANI

“Un condottiero di ventura enigmatico e duro, di poche parole e di lunghi silenzi.” CANTAGALLI

“Huom di grande ingegno.” Da GUERRE IN OTTAVA RIMA