PINO ORDELAFFI

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 PINO ORDELAFFI  Di Forlì. Signore di Forlì e di Forlimpopoli. Fratello di Cecco, cognato di Galeotto Manfredi, genero di Astorre e di Taddeo Manfredi.

                1436 (marzo) – 1480 (febbraio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1436

 

 

 

Romagna ed Emilia

E’ battezzato nella chiesa di San Mercuriale a Forlì. Suoi padrini di battesimo sono Lionello d’Este e Francesco Sforza. Quest’ultimo è rappresentato nella cerimonia da un suo capitano, il forlivese Tito Torelli. Il piccolo Pino Ordelaffi si ammala gravemente;  gli è cambiato temporaneamente il nome di battesimo in quello di Bartolomeo. A luglio sarà allontanato da Forlì a seguito di un tumulto popolare per essere condotto a Spilamberto presso i Rangoni.

1441

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Emilia e Romagna

Può lasciare Spilamberto e ritornare a Forlì con il fratello Cecco sotto la scorta di Gherardo Rangoni.

1442

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Romagna

Viene dato in ostaggio dal padre Antonio al condottiero sforzesco Pietro Brunoro. Raggiunge immediatamente Castrocaro Terme e Firenze.

Ago.       Romagna Con il fratello Cecco viene richiamato a Forlì dal padre. Entrambi sono ricevuti dai cittadini con attestati di allegria.
1447          
Apr.       Romag E’ investito di Forlì dal papa Niccolò V con il padre ed il fratello Cecco.

1448

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Romagna

Alla morte del padre per peste è nominato erede della signoria con il fratello: essendo entrambi giovanissimi Forlì è di fatto governata da un comitato di reggenza composto dalla madre Caterina Rangoni e dal fratello di costei Ugo.

…………..

Venezia

 

 

 

 

1451

 

 

 

 

 

Apr.       Romagna
Viene deciso il suo matrimonio con la settenne Barbara Manfredi figlia di Astorre. Si reca a Faenza per conoscere la futura sposa; il suocero gli fa dono di una bella cavalcatura e di un falcone e lo vuole accompagnare fino a Forlì.

Mag.

Chiesa

 

100 cavalli

 

 

Dic.

 

 

 

Romagna

Si porta a Faenza per assistere alle nozze di Giovanni Galeazzo Manfredi con Parisina della Mirandola.

1454          
Dic.       Romagna
Un cavaliere della guardia, Baiozzo Pontiroli, è convocato a corte;  compare davanti a Pino Ordelaffi  ed allo zio Ugo Rangoni. E’ gettato dalle scale dopo che gli sono state legate le mani dietro la schiena e gli è stato calcato in testa il cappello. L’uomo è finito a colpi di bastone; il cadavere viene lasciato per qualche tempo per terra.

1455

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Romagna

Si vede a Forlì con Jacopo Piccinino;  lo agevola nella sua incursione nel senese.

Sett.

 

 

 

Romagna

Si reca a Faenza per salutarvi Borso d’Este: è alloggiato nella fortezza.

1456

 

 

 

 

 

Gen.       Romagna
Si reca a Faenza con il fratello che si sposa anch’egli con una figlia di Astorre Manfredi. A fine mese viene attaccato di nascosto alla porta del duomo ed a quella della chiesa di San Mercuriale un cartello del legato pontificio di Bologna con il quale Cecco e Pino Ordelaffi vengono convocati a Roma. Ispiratore dell’ iniziativa è Tiberto Brandolini.

Giu.

 

 

 

Romagna

Accoglie in Forlì Carlo Gonzaga.

Lug.

 

 

 

Romagna

A Villafranca con il fratello Cecco per un incontro indetto da Astorre Manfredi.

Sett.       Romagna A causa della presenza della peste in Forlì si sposta con i suoi cortigiani alla Rocca del Moro.

1457

 

 

 

 

 

…………..

Napoli

Rimini

 

Marche

Milita agli ordini di Jacopo Piccinino contro Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Dic.

 

 

 

Veneto

Si dirige a Venezia a rendere omaggio al nuovo doge Pasquale Malipiero.

1459

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Toscana

Si avvia a Firenze con 80 cavalli per dichiarare la propria devozione al papa Pio II. Con Sigismondo Pandolfo Malatesta ed Astorre Manfredi è costretto a reggere il baldacchino del pontefice.

Mag.

 

 

 

Veneto

E’ segnalato a Ferrara ed a Venezia.

1460

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Ha un abboccamento con Jacopo Piccinino a Bertinoro.

Mar.

  Angiò

Napoli 

 

Romagna e Marche

Appoggia Jacopo Piccinino nella sua spedizione nel regno di Napoli a favore di Giovanni d’Angiò contro il re di Napoli Ferrante d’Aragona. Giunge a Fano; varca con difficoltà il Tronto in piena: molti soldati muoiono nel tentativo di guadare il fiume.

Apr.

Rimini

Chiesa

 

  Marche

Si trova alla conquista di alcuni castelli.

Mag.

Forlì

Imola

 

Romagna

Si sposta a Faenza;  aiuta il suocero Astorre Manfredi a riportare la calma nella città. Lo asseconda ai danni di Taddeo Manfredi.

Giu.

Rimini

Chiesa

690 cavalli

Marche

Si collega con Giovanni Francesco della Mirandola per combattere i pontifici a favore di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Lug.

 

 

 

Marche

Punta verso gli Abruzzi con Giovan Francesco della Mirandola e Silvestro da Lucino; giunto a Montesanto (Potenza Picena) si deve ritirare in gran fretta perché la strada è bloccata dagli avversari.

Ago.

 

 

 

Marche

Appoggia Sigismondo Pandolfo Malatesta nell’ occupazione di Senigallia; si allontana dalla città inseguito dai pontifici. E’ battuto a Cesano dove patisce molte perdite. Ripara a Fano.

Sett.

 

 

 

Romagna

Staziona a Serrungarina. Rientra a Forlì accolto dal popolo con tutti gli onori.

Ott.

 

 

 

Romagna

Ospita a Forlì Giovan Francesco della Mirandola. Muta partito con il fratello Cecco. Non partecipa direttamente alla lotta contro Sigismondo Pandolfo Malatesta nonostante l’invito del vescovo di Sessa Angelo Geraldini: si accontenta di dare libero passo a truppe e vettovaglie indirizzate all’ esercito di Astorre Manfredi ed a quello pontificio.

1461 Chiesa Angiò      
1462          
Feb.       Regno di Napoli Lascia il regno di Napoli per rientrare a Forlì.
Mar.       Emilia In visita a Bologna.
Apr. mag. Chiesa   500 cavalli e 100 fanti Romagna
Si sposa a Faenza con Barbara Manfredi. A metà maggio rientra a Forlì dove sono organizzati molti festeggiamenti in onore dei due sposi. Negli stessi giorni ritorna agli stipendi dei pontifici con una condotta di 500 cavalli e di 100 fanti. Gli è riconosciuta una provvigione annua di 7000 ducati.
Sett. Angiò Napoli   Romagna Viene assoldato da Silvestro da Lucino per conto di Jacopo Piccinino.
1463          

Apr. giu.

 

 

 

Romagna

Ad aprile si ammala gravemente;  sospetta, grazie anche alle insinuazioni della madre, di essere stato avvelenato dal fratello Cecco. Guarito, a giugno si porta a Faenza con la moglie presso il suocero Astorre Manfredi: anche costui alimenta il suo odio nei confronti di Cecco.

Lug.       Romagna
In conseguenza della sua guarigione la madre farà erigere nella chiesa di San Francesco di Forlì un altare con un quadro raffigurante la Vergine con molti santi, fra i quali San Antonio da Padova, che ha ai suoi piedi lo stesso Pino in ginocchio.

1464

 

 

 

 

 

Mar.

Venezia

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Romagna Lombardia

Dopo una nuova contesa con il fratello Cecco provocata da attriti fra i rispettivi camerieri si trasferisce in Lombardia per raggiungervi le milizie di Bartolomeo Colleoni. Cecco lo accompagna fino a Villanova; nel suo passaggio per Faenza Pino è accolto con grandi onori dal suocero che, da parte sua, continua ad istigarlo contro il fratello. Nella città è organizzata una giostra in suo onore.

1465

 

 

 

Romagna

E’ colto da una nuova grave infermità.

1466

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

Il fratello Cecco giace infermo a Forlì; il ministro Francesco Bifolci esercita la sua carica in modo disonesto. I partigiani di Pino approfittano della situazione ed istigano la popolazione contro l’esosità e le ruberie del funzionario. Pino Ordelaffi, ritornato da Venezia, cavalca il malcontento e minaccia pubblicamente il fratello. Della trama fanno parte i suoi capisquadra Guido Gambaraldi, Gaspare Stambazzi e Chelino da Forlì. Anche il suocero è informato della congiura;  ha il compito di presentarsi a Forlì con le sue truppe. I soldati di Pino Ordelaffi si impadroniscono della piazza e delle principali strade; in un secondo momento  ordina ai congiurati di recarsi nella camera del fratello Cecco, di catturarlo e di incarcerarlo con la moglie ed i figli nella torre dell’ Orologio. Il Bifolci è convocato a palazzo ed è ucciso con il figlio per strada all’ angolo di Santa Maria nella piazza: gli è legata una cordicella ai genitali ed il cadavere è trascinato fino al Palazzo delle Gabelle per esservi impiccato con i pantaloni abbassati. Il mattino seguente giunge Astorre Manfredi con il figlio Carlo e la loro presenza rafforza la posizione di Pino. La moglie Barbara prepara un veleno e lo mescola nelle vivande destinate a Cecco: la trama è sventata dalla sorella di costei Elisabetta. Alla fine Guido Gambaraldi penetra con altri sicari nella torre dove è custodito Cecco; irrompe nella prigione ed ammazza con un colpo di stiletto al cuore Cecco Ordelaffi. Pino vuole coprire il fratricidio e fa celebrare solenni funerali in memoria di Cecco che viene sepolto nella chiesa di San Francesco. Indi si reca a Venezia alla ricerca di un sostegno; la Serenissima gli invia in soccorso Andrea da Parma.

Giu.

 

 

 

Romagna

Entra in sospetto per la presenza di truppe pontificie a Cesena e di quelle degli sforzeschi che stanno rientrando dal regno di Napoli. Chiede nuovamente aiuto ai veneziani, che gli inviano 500 cavalli agli ordini di Giovan Francesco della della Mirandola e di Silvestro da Lucino.

…………..       Romagna Si deve ritirare a Forlimpopoli a causa della presenza della peste in Forlì. Muore all’ improvviso la moglie Barbara; Pino viene subito sospettato dal suocero di averla fatta avvelenare. Sono ora la madre ed Astorre Manfredi a cercare di togliergli il potere;  fanno pressioni in tal senso sul papa.

1467

 

 

 

 

 

Mar.

Venezia

 

400 cavalli

 

E’ arruolato con 400 cavalli in tempo di guerra e di 200 in tempo di pace. La condotta è stabilita in due anni di ferma ed in uno di rispetto; gli è riconosciuta una provvigione annua di 5000 ducati; in cambio allo scadere del contratto si impegna a non combattere le milizie della Serenissima.

Mag.

Venezia

Firenze Chiesa

 

Emilia e Romagna

Dopo molti eccessi fa avvelenare anche la madre: le sono celebrati, anche in questo caso, solenni esequie. Di seguito appoggia le truppe di Bartolomeo Colleoni ed i fuoriusciti fiorentini. Si trova sull’Idice e campeggia sotto Imola. Presto deve fare rientro a Forlì per la scoperta di un trattato filo-pontificio da parte del governatore Ghinolfo di Romena.

Giu.       Romagna
Sono impiccate a Forlì tre persone colpevoli di avere cercato di fare entrare i pontifici in città. Altri congiurati riescono a prendere la fuga.

Lug.

 

 

 

Emilia

Partecipa alla battaglia di Molinella nel cui corso  rimane ferito ad un braccio.

Dic.

 

 

 

Romagna

Si fortifica in Forlì con Bartolomeo Colleoni, Gaspare e Gerardo da Martinengo, Costanzo Sforza e Marco Pio con 800/900 uomini d’arme. Sempre nel periodo si rifiuta di liberare dal carcere la cognata ed i nipoti.

1469

 

 

 

 

 

Apr.       Romag
Si reca ad Imola per conoscere la sua futura sposa Zaffira Manfredi figlia di Taddeo. Un suo caposquadra, Battaglino da Faenza, approfitta della sua assenza per accordarsi con Carlo Manfredi, fare avvicinare tale condottiero con le sue truppe a Porta Schiavonia, introdursi segretamente nella prigione in cui sono rinchiusi Elisabetta Manfredi ed i figli, ed aiutare costoro a porsi in salvo.

Ago.

Venezia

Rimini

 

Romagna

Milita per i veneziani a favore del papa Paolo II contro Roberto Malatesta, che si è impadronito della signoria di Rimini, e dei suoi alleati. Assedia Rimini; abbandona il borgo di San Giuliano alla notizia dell’ arrivo dell’ esercito della lega condotto da Federico da Montefeltro.  Si accampa su un vicino monte. E’ vinto a Mulazzano.

…………..

Forlì

Fuoriusciti

 

Romagna

Assedia Rocca delle Caminate che appartiene ai Belmonti. Il castello è espugnato e distrutto perché in esso trovano ricetto gli esuli ed i malcontenti di Forlì.

1470

 

 

 

 

 

Gen. apr.

 

 

 

Lazio

A Roma gli è rinnovato il vicariato di Forlì e di Forlimpopoli. Viene armato cavaliere dal papa.

Mag.

 

 

 

Romagna

Al suo rientro a Forlì è accolto dal clero in processione; si sposa ed organizza una giostra per onorare la moglie Zaffira (che farà più tardi avvelenare). Il premio del torneo è costituito da un pallio di velluto cremisino.

Ago.       Romagna
Emana un bando di perdono generale per tutti i fuoriusciti con restituzione dei beni confiscati. Sempre nel periodo fa riedificare il castello di Sadurano, rafforza le difese della rocca di Forlimpopoli, di quelle di Rocca d’Elmici e di Predappio.

1471

 

 

 

 

 

Mag.

Milano

 

Capitano g.le

Romagna

Passa al servizio del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza;  è nominato capitano generale dell’ esercito sforzesco in Romagna. Gli è offerta uno stipendio annuo di 16000 ducati in tempo di pace e di 28000 in guerra.

Lug.       Rom
Gli è anticipato un terzo dello stipendio per mettere in ordine le sue compagnie.

Dic.

 

 

200 lance e 300 fanti

Romagna

Ha ai suoi ordini 1200 cavalli e 300 provvigionati.

1472          
Mar.       Romagna
Inizia lavori migliorativi relativi al suo palazzo di Forlì e la costruzione della cittadella. Indotto dalla moglie Zaffira e da Gaspare Stambazzi si vendica di Battaglino da Faenza che viene ucciso da quattro sicari al ponte dei Cavalieri davanti al palazzo dei Numai. Pino Ordelaffi piange pubblicamente la morte dell’uomo d’armi;  nessuno lo crede innocente di tale assassinio.

Dic.

 

 

 

Romagna

Gli sono riconosciuti dagli sforzeschi 12000 ducati per le sue spettanze. Il consiglio segreto ducale a Milano fissa per le cerimonie ufficiali l’ordine di precedenza per signori e condottieri: primo viene il marchese di Mantova Ludovico Gonzaga, poi Taddeo Manfredi e Pino Ordelaffi. Seguono Roberto da San Severino, Giovanni Conti e Giovanni Bentivoglio.

1473

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Si porta a Milano per un consiglio di guerra con il duca Galeazzo Maria Sforza,  Ludovico Gonzaga, Giovanni Conti ed il nipote del papa Girolamo Riario.

Giu.       Romagna
Fa avvelenare durante una cena anche Gaspare Stambazzi, colpevole di essersi vantato in pubblico della sua influenza sul signore di Forlì. A metà mese muore anche la moglie Zaffira che viene sepolta nella chiesa di Santa Maria dei Servi.

…………..

 

 

 

 

Il nuovo papa Sisto IV lo riconferma nei precedenti vicariati.

Sett.       Romagna
I suoi uomini sono alloggiati in Romagna. A metà mese riceve l’ordine di mettersi a disposizione del pontefice.
Nov.       Marche
I suoi uomini sono alloggiati nella Marca tra San Severino Marche, Rocca Contrada (Arcevia), Serra San Quirico, Corinaldo, Jesi ed Osimo.

1474

 

 

 

 

 

Giu.

Chiesa

C.di Castello

 

Umbria

Combatte Niccolò Vitelli che si è impossessato di Città di Castello. Occupa Todi con un breve assedio; irrompe nel tifernate al comando di 300 cavalli e di 2000 fanti. Si unisce con Lorenzo da Castello.

Lug.

 

 

 

Marche e Umbria

Partecipa a Fano ad un consiglio di guerra e rientra in Umbria. Si ferma a Selci, si accampa sul torrente Cavaglione che attraversa Città di Castello;  si attesta al casalino di San Giuliano. Ha il comando di una parte dell’ esercito.  Fa costruire una bastia presso la chiesa di San Tommaso di fronte alla porta che dà sul corso d’acqua. Attacca con i suoi uomini la porta che viene data alle fiamme.

1475          
Ago.       Romagna
Decide di sposarsi per la terza volta allo scopo di garantirsi una discendenza: viene scelta Lucrezia della Mirandola, figlia di Giovan Francesco. Invia a Mirandola Ghinolfo di Romena per le trattative; quest’ultimo viene avvelenato durante una cena dalla futura sposa cui sono ben note tutte le trame gestite in precedenza dall’uomo di fiducia del marito.
Ott. nov.       Emilia Si sposa a Mirandola ed a novembre rientra a Forlì. Grandi festeggiamenti in città accompagnano l’evento.

1476

 

 

 

 

 

Feb.

  Forlì

Faenza 

 

Romagna

Ospita a Forlì Lancillotto Manfredi, fuggito da Faenza in odio a Carlo Manfredi; dà pure ricetto a Galeotto Manfredi, altro fratello di Carlo, e gli procura una condotta con i veneziani. Appoggia quest’ ultimo alla conquista della rocca di Solarolo; allorché Galeotto deve cedere di fronte al congiunto Pino Ordelaffi lo ospita nuovamente in Forlì.

1477

 

 

 

 

 

Sett.       Romagna
Carlo Manfredi invia a Forlì quattro sicari della Val di Lamone per uccidere Pino Ordelaffi: costoro sono scoperti, confessano ogni cosa sotto tortura e sono impiccati al rivellino della rocca di Ravaldino dalla parte verso gli Appennini.

Nov. dic.

 

 

 

Romagna

Aiuta Galeotto Manfredi ad impossessarsi di Faenza ai danni del fratello Carlo. Costui si rinchiude nella rocca;  Pino Ordelaffi gli chiede che gli siano consegnati i figli del fratello Cecco. Alla fine Carlo Manfredi capitola e si incammina alla volta di Ferrara.

1478

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

Firenze

 

 

Rifiuta un’offerta dei fiorentini che lo vogliono come capitano per combattere aragonesi e pontifici (stipendio di 6000 ducati in tempo di guerra e di 4000 in tempo di pace). Preferisce militare al soldo dei pontifici contro gli stessi fiorentini. Sempre nel mese si distingue per la sua attività volta a favore della popolazione: fa  venire dalla Puglia notevoli quantità di frumento che viene rivenduto a prezzi inferiori a quelli di mercato.

1479

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Marche e Umbria

Lascia Pesaro con Giovanni Francesco da Bagno, transita per Perugia e si dirige a Passignano sul Trasimeno con sette squadre di cavalli e molti fanti.

…………..

 

 

 

Romagna

Si ammala di quartana;  invia al campo in Toscana due squadre di uomini d’arme agli ordini di Ludovico dall’ Orso.

1480

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Si ammala gravemente. La moglie  consigliata da Giacomo Suardi pensa di rimanere signora della città mediante il matrimonio con il nipote Antonio Maria Ordelaffi. Pino Ordelaffi guarisce, viene a conoscenza di quanto accaduto (come l’estromissione dal potere del figlio naturale Sinibaldo) e fa incarcerare il Suardi nella rocca ove costui viene giustiziato: il suo cadavere sarà gettato rinchiuso in un sacco nel fiume Ronco.

Feb.       Romagna
Viene invitato con la moglie ad una festa organizzata nella casa di Francesco Paolucci: prima si reca a messa; si sente male ed è ricoverato nel suo palazzo per la febbre. Sembra riprendersi ed a metà mese muore. La moglie Lucrezia della Mirandola è accusata di averlo avvelenato. Pino Ordelaffi viene sepolto nella chiesa di San Girolamo in un primo tempo nella cappella del Bonucci, in seguito vicino all’altare maggiore. La salma è avvolta nel saio francescano. Ritratto di Simone Ferrucci, Pinacoteca di Forlì.

 CITAZIONI

“Lui in soa vita era stato uno degnissimo home et amatore del bem comune, homo spirituale, et aveva molte bene tenuto dita soa cità senza alcuna guera per tuta la soa vita..Et aveva un’altra vertù, che lui era al più liberale signore che io vedese mai per alcuno tempo de mia vita..Ed era uno simile a Rolando nel fato d’arme. E ultimadamente aveva molte adornata dita soa cità di mura, e dal canto di verso l’Albero, e in multe altre logo; et aveva ancora fate la mazora parte dal dito so palazo. Item ancora fè fare quelo belo edificio dela dita soa roca, o vere chiamata cittadella.” BERNARDI

“Non minus consilio quam bellis clarus.” ORSI

“Bellicam praefecturam gessit; in patria autem suas aedes, atrio et aulis pictis, atque inauratis ornavit; templa et coenobia vel restituit, vel costruxit.” MARCHESI

Con Tiberto Brandolini e Brunoro da Forl’ “Fra i più rinomati condottieri di Romagna e d’Italia.” PECCI

Sulla sua tomba è inscritto il seguente epitaffio “Tertius armorum, pacis quoque gloria Primus/ Ordelaphus, per quem nomina sangui, habet,/ Postquam arcem murosque dedit tibi, Livia, sedem/ Hanc sibi delegit lustra novena sibi.”