PIETRO CARLINO

0
1997
Castello
Castello "Rozafa" nella città di Scutari, Albania

Last Updated on 2023/12/07

PIETRO CARLINO  (Carletto)  Piemontese.

  • 1485 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1444
Ott. nov.ChiesaSforzaMarcheAlla guardia di Recanati. A novembre esce da Recanati allorché cessano le minacce alla città da parte delle truppe di Francesco Sforza.
1448
AutunnoNapoliFirenzeToscanaAll’assedio di Piombino.
1476
…………….VeneziaImpero OttomanoAlbaniaAlla difesa di Croia con il provveditore Piero Vitturi ed i connestabili Leone Schiavo e Niccolò Ducagin.
Sett.Albania

A Croia. E’ costretto alla resa a patti a causa della mancanza di vettovaglie. Con il provveditore Piero Vitturi è imprigionato a Costantinopoli.

1477
EstateAlbaniaLiberato, passa alla guardia di Scutari.
Sett.Albania

Con Antonio da Doccia, Luigi da Castello e Leone Schiavo (2000 uomini) muove da Alessio verso Croia. Agli ordini del provveditore Francesco Contarini si scontra con i turchi comandati dal sangiacco Amar Beg. Il Carlino è sorpreso dai cavalli dell’ avversario che si sono posti in agguato in un bosco, mentre con altri capitani è intento a saccheggiare il campo nemico. Si dà alla fuga con gli albanesi ed i fanti italiani.  Riesce a salvarsi in Scutari: tra i veneziani sono uccisi 1000 uomini con Francesco Contarini. I turchi sono, tuttavia, costretti a ripiegare da Scutari per l’arrivo di rinforzi della Serenissima condotti da Giorgio Czernowitsch.

1478
…………….AlbaniaSempre a Scutari. Comanda 600 fanti con Michele da Spalato, Antonio da Cortona e Francesco Sanscrobario.
Lug.Albania

Dopo un intenso fuoco di artiglieria i turchi conducono due assalti generali a Scutari, ognuno dei quali dura più ore.

Sett.AlbaniaL’assedio di Scutari, da parte turca, riprende per tutto l’autunno e parte dell’inverno.
…………….VeneziaCapitano g.le fanteriaAl termine del conflitto rientra in Italia. E’ nominato dai veneziani capitano generale della fanteria.
1479
…………….VeneziaNapoli ChiesaToscanaE’ avviato in Toscana in soccorso dei fiorentini.
Sett. ott.Toscana

Alla difesa di Colle di Val d’Elsa con 500 fanti, veterani della difesa del Friuli contro i turchi. Ha a disposizione molti piccoli pezzi di artiglieria e 2 grosse bombarde  Rafforza le difese cittadine; costruisce un ponte levatoio (Ponte della Campana) per separare la strada che dal borgo conduce al castello. Al fine di facilitare l’uscita e l’entrata dalle mura da parte dei difensori per eventuali sortite, fa aprire tre larghe brecce nel borgo di Santa Caterina; munisce di bombarde le mura in cui  colloca  soldati armati di balestre, archi, archibugi; distribuisce il resto delle compagnie parte nel borgo e parte nel castello.  Federico da Montefeltro guida le operazioni dell’assedio. Vi sono vari assalti (tra cui uno di sei ore) e numerosi scontri di artiglieria tra le due parti.

Nov.Toscana

Sono respinti 5 assalti. Il borgo di Santa Caterina è distrutto dalle artiglierie nemiche; gli abitanti si rifugiano nel castello dopo aver dato alle fiamme le loro abitazioni, in modo che non servano da riparo agli avversari. A fine mese 1000 fanti genovesi, 2000 pontifici ed altri 3000 del contado di Siena si congiungono con le truppe aragonesi per apprestarsi all’attacco finale.  Gli abitanti decidono di arrendersi se entro il termine di tre giorni non ricevano soccorsi dall’esterno. Scaduto tale temine, aprono le porte del castello in cambio della promessa dell’autonomia amministrativa e giudiziaria, dell’incolumità per civili e soldati, e dell’esenzione per un ventennio del pagamento  dal pagamento delle imposte a parziale risarcimento dei danni subiti. 7 bombarde, di cui una chiamata l'”Indiavolata”, in tre mesi di operazioni lanciano sulla città 1024 palle di pietra, delle quali un solo colpo ( è il caso dell’ “Indiavolata”) è sufficiente ad abbattere numerose case per volta. Alla fine Pietro Carlino  è obbligato ad arrendersi con Ugolino del Monte a Santa Maria ed Andrea dal Borgo.

1482
Feb.VeneziaFerrara200 fantiVenetoE’ segnalato con 200 fanti a Castelbaldo, nelle vicinanze di Badia Polesine.
Giu.Capitano g.le  fanteria

Prende parte all’assedio di Ficarolo. Con Tommaso da Imola porta un attacco generale, scala le mura e ne allontana gli avversari. E’ respinto dagli estensi; a fine mese penetra nel castello con il sostegno di Bernardino di Montone.

Nov.Emilia

Costruisce un ponte di barche ed attraversa il Po, invano contrastato a Pontelagoscuro da Gian Giacomo da Trivulzio. Gli estensi si ritirano fino al Barco e nei primi borghi di Ferrara.

1483
Sett.Emilia

Sempre con Tommaso da Imola attacca Stellata; non raggiunto, come dai piani, dai rinforzi, è costretto ad arretrare dopo l’iniziale successo. Tommaso da Imola viene catturato.

1484
Lug.Emilia

Con Giovanni Bernardino Caracciolo attraversa ancora il Po nei pressi di Ferrara;  sorprende Cesare Rangoni con quattro squadre di cavalli e 200 fanti. Attaccato a sua volta, viene respinto.  Rimane ferito  con  Giovanni Bernardino Caracciolo.

1485Muore.

CITAZIONI

-“Capitano valentissimo nel resistere e difendere assedii.” CONTI

-Con Tommaso da Imola “Homeni probi e valorosi.” SANUDO

-Al’assedio di Piombino “Seguiva poi el fiero Leonetto (Lionello Accrocciamuro) / Pedon pedon con la sua compagnia,/ Poi propinquo a costoro era Carletto.” DE AGOSTINI

-Alla difesa di Colle Val d’Elsa “Carlin da Scutri v’era, el qual dicea/ incontro ai Turchi haver famosi vanti,/ e che in Italia omai lui combattea,/ onde potea mostrar la sua virtute,/ senza timor de morte, s’el perdea.” SANTI

-“Uomo di somma esperienza nell’armi, e nella direzione per la difesa della piazza.” BIADI

-“Esempio de virtù.” Da una lettera del doge Niccolò Marcello riportata da ARGEGNI

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi