PIERO FARNESE

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Condottieri di ventura

0652      PIERO FARNESE  (Piero del Farneto, Petruccio di Cola) Signore di Farnese, Canino, Isola Farnese, Cellere ed Onano.

               1310 ca.- 1363 (giugno)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

 

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1338

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

Umbria

Con il padre Nicola favorisce in Orvieto i Monaldeschi della Vipera contro i Monaldeschi della Cervara: viene dichiarato ribelle.

1344

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov. dic.

Perugia

Arezzo

 

 

Toscana

Combatte Pier Saccone Tarlati. Prende parte all’assedio di Castiglion Fiorentino; vi costruisce una bastia e si ferma nel contado per quarantacinque giorni fino all’ultimazione dell’ opera.

1345

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

………

 

 

 

 

 

 

Toscana

Assale Castiglion Fiorentino; fa venire al campo 5000 fanti (dei quali 1000 forniti dai perugini);  alla testa di tali truppe inizia a dare numerosi assalti alle mura.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Si impadronisce di Castel Fiorentino.

1348

 

 

 

 

 

 

Umbria

Si trova a Perugia con Guido Orsini allorché quest’ultimo conferisce la signoria di Orvieto ai perugini per dieci anni.

1352

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

Fuoriusciti

Orvieto

 

 

Umbria

Affianca i Monaldeschi della Cervara ai danni di Orvieto. Entra nella città per la Porta della Pusterla, giunge fino alla fontana di Santo Stefano e con Cataluccio da Bisenzo uccide Benedetto Monaldeschi della Vipera:  l’attacco viene, tuttavia, respinto da Pietruccio di Pepo dei Monaldeschi del Cane.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ sollecitato da Niccolò della Serra a portarsi al campo di Viterbo ai danni del prefetto Giovanni di Vico.

1353

Chiesa

Vico

 

 

Lazio

Occupa Toscanella (Tuscania).

1354

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

Chiesa

Milano

 

 

Lazio

Al servizio del cardinale Egidio Albornoz contro le truppe di Bernabò Visconti: è convocato al consiglio di guerra che si tiene a Montefiascone.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Umbria

A Perugia.

1355

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

 

Capitano di guerra

Marche

Viene infeudato, ad Ancona, di metà Onano dietro il censo annuo di 20 fiorini; l’altra metà è concessa ad Albertaccio Ricasoli.

1359

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Chiesa

Forlì

 

 

Romagna

A Bertinoro con il cardinale Albornoz; dirige le operazioni ai danni di Forlì e Forlimpopoli che saranno espugnate il mese seguente.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Entra in Forlì ed è armato cavaliere con Albertaccio Ricasoli (a ciascuno dei due condottieri sono consegnati 200 ducati affinché possano acquistare una cavalcatura di pregio di loro scelta).

1360

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Milano

 

 

Emilia

Si sposta alla difesa di Bologna con diciotto bandiere di cavalli; entra nella località per la Porta di San Felice. Con Gomez Albornoz contatta Giovanni Manfredi che si offre di combattere Bernabò Visconti a fronte di alcune concessioni.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Prende ufficialmente possesso di Bologna con Blasco Fernandez allorché Giovanni Visconti da Oleggio cede la città allo stato della Chiesa in cambio di Fermo, del rettorato della Marca e di una provvigione annua di 12000 ducati e di altri 80000 ducati a saldo delle spese militari sopportate. Piero Farnese emana immediatamente un editto in cui è minacciato l’esilio a tutti coloro che provochino tumulti. Gli è pure consegnata la rocca di San Felice per proteggere gli ultimi giorni di permanenza nella città dell’Oleggio.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Emilia

E’ segnalato ancora a Bologna al solenne ingresso del cardinale Albornoz: il prelato lascia il campo di San Michele al Bosco ed entra nella città per la Porta di San Mammolo.

1361

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

………

 

 

 

 

 

 

Romagna

Viene inviato al recupero di Lugo, di Bagnacavallo e di Solarolo controllate da Giovanni Manfredi.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Romagna ed Emilia

Lascia segretamente la Romagna con Galeotto Malatesta e si sposta con 800 barbute alla difesa di Bologna minacciata da Giovanni da Bileggio. Penetra nottetempo nella città per la Porta di San Donato.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Il cardinale Albornoz promette paga doppia e mese completo in caso di vittoria sui viscontei: i nemici iniziano a costruire una bastia al ponte di San Ruffillo per tagliare il flusso dei rifornimenti a Bologna  provenienti da Firenze. Piero Farnese si collega con Galeotto Malatesta e Malatesta Ungaro; si colloca all’ala destra, agli ordini di Gomez Albornoz, con il padre Nicola Farnese.  I viscontei sono sconfitti. Nel corso del combattimento assume il comando delle truppe del suo settore allorché il cardinale Albornoz, gravemente ferito, deve abbandonare il campo. E’ catturato Giovanni di Bileggio; nello scontro,  in cui anche Piero Farnese rimane gravemente ferito, sono uccisi 970 uomini e sono fatti prigionieri 1300 soldati.

1362

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

………

 

 

 

 

 

 

Romagna

Alla testa di 28 insegne di cavalli e di 200 fanti ungheri investe invano Lugo e Tossignano.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Staziona alla guardia della bastia di San Felice, posta su un ponte del Reno vicino a Bologna. Respinti gli attacchi portati dagli avversari, raccoglie con Ciappo da Narni 1500 cavalli e si mette al loro inseguimento. Li tallona fino a Corticella; nottetempo li sorprende a Granarolo dell’ Emilia.  Fra i viscontei sono catturati 150 uomini; molti sono pure gli uccisi nelle loro file.

1363

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

Firenze

Pisa

Capitano g.le

Toscana

Il senato di Roma lo invia in soccorso dei fiorentini per combattere i pisani. Viene nominato capitano generale al posto di Rodolfo da Varano. Da Firenze si porta in Val di Nievole dove è concentrato il grosso delle truppe. Tenta di impadronirsi di Lucca per trattato.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Si muove da Fucecchio con 2000 barbute e 5000 fanti; cavalca a Ceruglio (Montecarlo);  giunge alle porte di Pisa: penetra nel borgo di San Marco, vi fa battere moneta e correre un palio “alle puttane”. I pisani catturano 42 cittadini, dei quali alcuni saranno decapitati, ed alcuni forestieri: Piero Farnese comprende che il trattato su cui ha contato per entrare nella città nemica è stato scoperto.  Senza saccheggiare il contado ritorna a Pescia. Preme sui fiorentini affinché assoldino la “Compagnia Bianca” di Alberto Sterz: il suo consiglio non è ascoltato  cosicché gli inglesi passano agli stipendi dei pisani. Affretta le operazioni prima dell’arrivo dei  soccorsi per gli avversari. In Garfagnana fa ribellare Castiglione ed altri castelli inviandovi Spinello dei Tolomei e Corrado da Jesi con 300 cavalli e 200 masnadieri. Costoro cadono in un agguato teso loro da Rinieri da Baschi;  i fiorentini perdono le recenti acquisizioni.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Si avvia a Bagno a Vena con 800 cavalli, tra cui molti ungheri, e 800 fanti. Gli viene contro Rinieri da Baschi (600 cavalli e molti fanti) che gli taglia la strada mentre altre truppe  circondano Piero Farnese alle spalle ed ai lati. Il condottiero prima dello scontro arma cavaliere Simone da Varano; ordina, successivamente, le schiere, le fa scendere da cavallo ed incita i suoi uomini a combattere con le spade, anziché con le lance a causa della natura accidentata del luogo. Lo scontro dura due ore e mezzo ed è estremamente feroce: Rinieri da Baschi è catturato con le armi in mano.  Molti sono i morti d’ambo le parti. Il giorno dell’ Ascensione Piero Farnese ritorna a Firenze con 150 prigionieri; è accolto con tutti gli onori; rifiuta l’offerta di una ghirlanda d’alloro ed accetta in dono 4 destrieri. In una delle tante manifestazioni cittadine arma cavaliere il gonfaloniere Niccolò Alberti. Riceve l’insegna reale e quella del comune. Di seguito parte da Empoli  con 2500 cavalli e molti balestrieri e fanti; a Cecina supera a forza un fossato e vince la resistenza di 300 cavalli accampati a Castel del Bosco; da Ponsacco valica la Val di Calci e si porta a Caprona  dando alle fiamme a case ed a palazzi. Incendia Cascina e depreda tutto il contado fino a Rignone; da questa località invia ai pisani il guanto di sfida. Due suoi connestabili, Amerigone Tedesco (60 barbute) ed Otto Tedesco (100 barbute), attaccano i cavalli ed i fanti nemici sotto le  mura di Pisa; vittoriosi all’ inizio contro 300 cavalli, sono vinti e fatti prigionieri da 600 barbute e dagli uomini usciti dalla città in gran numero agli ordini del podestà. Piero Farnese chiama allora a raccolta 300 barbute e si getta sugli avversari che volge in fuga. Molti i morti ed i  prigionieri fra i pisani, numerosi anche gli annegati nell’Arno; i fiorentini si spostano a Rignone ed a Spedaletto dove battono moneta con l’effigie di San Giovanni ed una volpe a rovescio indicante i pisani. La retroguardia di Piero Farnese viene attaccata dagli avversari;  anche questo assalto risulta inefficace. Il condottiero si sposta a Peccioli non stancandosi mai di nuocere il più possibile agli avversari.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Toscana

E’ rigettato da Marti due volte; assedia invano Montecalvoli;  si ritira solo alla voce del prossimo arrivo della “Compagnia Bianca”. Entra in Barga da tempo assediata dai nemici con 3 battifolli: rifornisce la località di vettovaglie e distrugge 2  bastie poste a Sommacolonna. Giunge a Castelfiorentino.  E’ qui  colpito dalla peste; è condotto a San Miniato dove muore a metà mese. Sempre per  la peste muoiono anche 60 connestabili. E’ sepolto a Firenze nella chiesa di Santa Reparata (Santa Maria del Fiore) in un’arca funebre (disegno di Andrea Orcagna) sormontata dalla sua immagine a cavalcioni su un mulo, così come era successo nella battaglia vinta contro i pisani a Bagno a Vena. Il sepolcro è fregiato dei gigli azzurri di casa Farnese, del giglio fiorentino, della croce del popolo e dell’aquila con il drago di parte guelfa. Diciassette anni dopo i pittori Angelo e Giuliano Gaddi sono incaricati di ornare con dipinti il suo sepolcro.

 CITAZIONI

“Valente uomo in arme, e saputo e accorto con grande ardire, e leale cavaliere, e in fatti d’arme avventuroso.” VILLANI

“Di lui fu grande e universale compianto, ed ebbe esequie splendidissime, e di mano di Andrea Orcagna una statua equestre di legno che stette infino a questi ultimi anni nel maggior tempio; dove Piero de Farnese fu ritratto sopra un mulo a ricordanza di quando egli,(battaglia di Bagno a Vena contro Rinieri del Bussa) mortogli sotto il destriero e quasi abbandonato dai suoi, montò sopra un mulo da soma e a quel modo compiè la vittoria che a’ Fiorentini fu tanto allegra.” CAPPONI

“Uomo egregio nella guerra, e in quel tempo riputato peritissimo nell’arte militare.” L. ARETINO

“Homo d’assai nel fatto delle arme, el qual’oltra i altri danni fè molte vergogne a’Pisani.” CORTUSII

“Quisto fò valente homo.” GUERRIERO DA GUBBIO

“Homo d’assai nel fatto delle arme.” N. DI ALESSIO

“Huomo celebre nell’armi.” LOSCHI

“Valentissimo ed esperto uomo di guerra, franco, gagliardo e cortese.” VELLUTI

“Messer Pier, ch’è campione di San Piero,/ E della Santa Chiesa, ardito, e fiero/ …/Messer Pier capitano di gran coraggio/…/ O indivisa, ed eterna Trinitade,/ Che tutti i cieli allumini, e la terra,/ Alluminami il cor, che con pietade/ Canti del franco capitan di guerra,/ Messer Pier da Farnese, cui bontade/ E’ sì notoria, che nessun si serra;/ Il qual morì vittorioso molto/ Per la città del Fiore, ov’è sepolto.” PUCCI

“Vir egregius bello, ac rei militaris per eu tempora in primis peritus.” SANT’ANTONINO

“Risulterebbe..esere stato il primo ad innalzare i gigli nel proprio stemma..Capitano..acclamato e onorato.” NASALLI ROCCA

Con Ciappo da Narni “Tutti valenti Capitani.” MUZZI

Con Bonifacio d’Orvieto ed Enrico Fessa “Uomini nobili e consumati nelle armi.” FOGLIETTI

Con Bonifacio d’Orvieto ed Enrico Fessa “Viri nobiles et ermis exercitati.” SEPULVEDA

Sul monumento funebre compaiono due epigrafi: sulla prima faccia “Petro Nicolao Farnesio, qui periculoso/ bello, a Romano Pontifice subsidio Bonomiensi missus,/ urbem, fugato hoste, maximis periculis liberavit/ S.P.Q.B. gratus piusque ad renovandam beneficii memoriam” Sulla seconda faccia “Petrus Nicolaus Farnesius exercitus Reip./ Florentinae imperator, cum Pisanos acie instructa agressus/ est, qua in pugna equo saucio excussus, malum ascendere/ coactus est, quo cum ordine se restituit, militum animos/ confirmavit, victoriam retulit, Florentia reversus, bellicis/ laboribus confectus e vita recessit, senatus Florentinus/ summis in Rempublicam meritis sepulchrum et statuam decrevit.”