MATTO DA BRINZIO

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MATTO DA BRINZIO (Antonio del Matto, Antonio di Brinzio, Matto dei Brizzi) Di Brenzo, ora frazione del comune di Consiglio di Rumo, presso Gravedona.

Padre di Giovanni del Matto.

  • 1517 (settembre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1516
EstateMilanoFranciaLombardia

Milita a favore del duca di Milano Francesco Sforza. Allestisce una flotta lacuale ed infesta il lago di Como intorno a Dongo. Si   mette alla testa di un cospicuo numero di cittadini delle rive settentrionali che si sono ribellati al governatore francese di Como. Si collega con i grigioni per combattere i francesi condotti dal Vaudenesse. Recupera la Tre Pievi (Dongo, Sorico e Gravedona); scende nella valle di Menaggio e dà alle fiamme molte case; irrompe nella località che viene incendiata anch’essa. Si sposta sulla riva opposta del lago di Como per la via di Colico ed i medesimi danni reitera a Bellano, a Carenno ed in altre terre. I fanti guasconi che gli si oppongono si muovono celermente sul lago al fine di contrastarlo. Gli avversari sono costretti a ritirarsi.

1517
………Lombardia

Continua a perseguitare i fautori dei francesi catturandoli, derubandoli e tenendo in ostaggio i loro figli. Spesso costoro vengono uccisi dopo avere incassato le loro taglie. Assale e distrugge Corcuno, disperde le popolazioni di Dervio, di Bellano, di Varenna e di alcuni paesi della Valsassina. Uccide l’arciprete della collegiata di Dongo Pietro Scanegatta, partigiano dei francesi. Si porta al lago di Ceresio e dà alle fiamme molte abitazioni di Menaggio. Risparmia Lenno dal saccheggio perché gli abitanti gli riconoscono una taglia di 100 scudi. Il governatore di Como Vandenesse cerca di affrontarlo con due compagnie di fanti guasconi. I francesi comprano l’amicizia degli svizzeri cedendo loro Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio; i grigioni sono invece premiati con la cessione dei conta di Bormio, di Chiavenna e della Valtellina.

Sett.Lombardia

Gli si rivoltano molti abitanti del lago di Como, spinti da Gian Giacomo da Trivulzio, già signore delle Tre Pievi. Sorpreso a Dongo, cerca di fuggire per i tetti; scoperto viene ucciso con un colpo di archibugio al petto. Stessa fine, dopo una settimana, subirà anche un altro capo della sua banda, Pelosino da Sala.

CITAZAZIONI

-“Con uno stormo di uomini di ogni risma, assoldati qua e là, molestava l’esercito dei francesi.. Catturava, faceva scorrerie, prendeva ricchi ostaggi, e dopo riscosse pingui taglie li uccideva dopo averli ferocemente suppliziati.” ARGEGNI

-“Uomo di molto ardimento ed addestrato nelle armi.” REBUSCHINI

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