MAFFEO MORO

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Le fortificazioni di Pizzighettone

Last Updated on 2024/01/05

MAFFEO MORO  (Maffeo Mori) Conte di Farfengo. Di Soncino.

  • 1430 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1386Lombardia

Amico di Gabrino Fondulo, gli offre riparo in Cremona quando il condottiero deve fuggire da Soncino per avere ucciso alcuni esponenti della famiglia Barbuò.

1403
Giu. lug.GuelfiGhibelliniLombardia

E’ lasciato da Gabrino Fondulo alla guardia della rocca di Pizzighettone che è stata appena conquistata ai ghibellini. Di seguito affianca il suo capitano in un’azione a Soncino ai danni dei Ponzoni, dei Pallavicini e dei Gambara.

1405CremonaLombardiaViene nominato castellano di Maccastorna. nel periodo pasquale presenzia al matrimonio di Gabrino Fondulo.
1406
Gen.Lombardia

Ha l’incarico di accompagnare da Maccastorna a Cremona Ugolino, Marsilio e Cesare Cavalcabò. Nominato castellano di Santa Croce a Cremona dal signore della città Carlo Cavalcabò, ha l’ordine di uccidere in carcere Ugolino e di portarne la testa allo stesso Carlo Cavalcabò. Maffeo Moro esegue l’incarico ed informa della cosa  il Fondulo: viene richiamato dall’amico a Maccastorna per tenergli mano in una trama ai danni di Carlo Cavalcabò.

Lug.Lombardia

Ritorna nel castello di Cremona di cui assume il pieno controllo; dopo che anche Carlo Cavalcabò è stato ucciso nel castello di Maccastorna, fa propalare in città da suoi emissari false notizie sulla morte del signore di Cremona. Carlo Cavalcabò, in sostanza, è stato sorpreso sulla strada di Lodi da alcuni ghibellini, usciti da Piacenza, ed ucciso con i suoi accompagnatori. Il Moro va incontro a Cava Tigozzi al  Fondulo con Niccolò da Tolentino, Giovanni Fondulo e lo Sparapano; ritorna a Cremona ed ha l’ordine di uccidere Marsilio e Cesare Cavalcabò. E’ presente alla cerimonia in cui il consiglio generale di Cremona nomina, a maggioranza, Gabrino Fondulo signore di Cremona. Ha il comando delle milizie cittadine.

Ott.CremonaLodi ParmaLombardia

Combatte le truppe di Giovanni da Vignate e quelle di Ottobono Terzi. E’ lasciato al governo di Cremona allorché il Fondulo decide di assalire il signore di Lodi.

1407LombardiaHa l’incarico della costruzione dl castello di San Giovanni in Croce.
1413
Nov.LombardiaOttiene dall’imperatore Sigismondo d’Ungheria il titolo di conte di Farfengo.
1419
Gen.VenetoA Venezia, alla ricerca di soccorsi per conto del signore di Cremona Gabrino Fondulo, a seguito delle minacce nei confronti di quest’ultimo da parte del duca di Milano Filippo Maria Visconti.
1420
Feb.LombardiaAmmalatosi, si ritira a Farfengo. Vi ospita Gabrino Fondulo quando costui è costretto a cedere a Filippo Maria Visconti la signoria di Cremona.
Apr. mag.Lombardia

Affianca l’ex-signore di Cremona a Castelleone e fa parte del suo consiglio. Segue gli affari esteri. Allorché Gabrino Fondulo passa al servizio dei bolognesi per combattere i pontifici assiste la moglie del condottiero nella gestione corrente della signoria. Informa Filippo Maria Visconti di tale fatto.

1421
Mar.LombardiaE’ segnalato a metà mese a Milano nel palazzo di Gaspare Visconti, a Porta Vercellina. Ha la procura da Giacomo da Correggio per accettare a suo nome il feudo di Casalpò concessogli dal duca di Milano Filippo Maria Visconti.
1424LombardiaGabrino Fondulo è imprigionato dai ducali che lo rinchiudono in carcere a Pavia. Maffeo Moro si reca a Milano e perora inutilmente la sua causa.
1430Muore.

NESSUNA CITAZIONE

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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2 COMMENTS

  1. Buongiorno, complimenti per il sito molto interessante.
    Una domanda: perché parla dei Barbuo’? La famiglia si chiama Barbo’.
    Un cordiale saluto
    Giovanni Borgazzi

    • Gentile signor Borgazzi, innanzitutto la ringrazio per la cortese affermazione nei confronti del sito. Nel volume di V. Lancetti. Gabrino Fondulo, frammento di storia della Lombardia, il nome della famiglia è riportato come Barbuò. D’altra parte se si va su internet, e si clicca la stessa voce, si trova la presenza di un famoso storico della seconda metà del 1500 dal nome Scipione Barbuò (Barbò) Soncino. E’ quindi probabile che col tempo sia stata tolta una vocale al cognome (troppo lombardo?) per trasformarlo in Barbò.
      Cordiali saluti.
      Roberto Damiaani

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