LUIGI DAL VERME

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Voghera il castello o carcere giudiziario xilografia di Barberis
Voghera il castello o carcere giudiziario xilografia di Barberis

LUIGI DAL VERME  (Alvise dal Verme) Di Verona.

Conte di Sanguinetto. Signore di Sanguinetto, Castelnuovo del Garda, Correggioverde, Bobbio, Voghera, Castel San Giovanni, Busseto, Nogarole Rocca, Gazzo Veronese, Castelbaldo, Pianello Val Tidone, Rocca d’Olgisio, Pecorara, Caprile, Ruino, Albareto, Romagnese, Sala, Vicomarino, Fortunago, Poviglio, Zavattarello, Pietragavina, Borgonovo Val Tidone, Villabona, Sustinenza, Oramala, Corte Brugnatella, Roncarolo, Torre degli Alberi, Monguzzo, Coenzo, Anzano del Parco, Varzi, Gremiasco, Menconico. Figlio di Jacopo dal Verme, fratello di Peterlino dal Verme, padre di Pietro dal Verme e di Taddeo dal Verme, nipote di Taddeo dal Verme, cugino di Ugolino dal Verme, genero del Carmagnola (dote di 5000 ducati, un palazzo a Milano in via Broletto).

1390 ca. – 1449 (settembre)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1412
EstateVenetoVive a Verona con il fratello Pietro Antonio. I due dal Verme si spostano dalla contrada Santa Eufemia, dove hanno vissuto fino a quel momento, per andare ad abitare in quella di San Pietro Incarnario, un palazzo gotico, in via Scipione Maffei, ora Palazzo Maffei. Di esso ne diverranno proprietari col tempo prima il Gattamelata e, successivamente, i Malaspina.
1414VenetoInterviene in soccorso dello zio Taddeo dal Verme in gravi difficoltà finanziarie: paga per suo conto la somma di 800 ducati di cui il congiunto è debitore.
1415VenetoPrende parte a Venezia ad un torneo organizzato in occasione dell’elezione del doge Tommaso Mocenigo.
Apr.
1417Venezia
1418SforzaNapoliMilita nelle compagnie di Muzio Attendolo Sforza contro le truppe della regina di Napoli Giovanna d’Angiò.
1419
Apr. giu.MilanoCremonaLombardia

Combatte agli ordini del Carmagnola ai danni del signore di Cremona Gabrino Fondulo. Ha il comando dell’ala sinistra dello schieramento visconteo. Si dirige su Castelleone mentre Arrigo Zambra deve impadronirsi di Pizzighettone. Assedia vanamente la località. Gli vengono contro Niccolò da Tolentino ed il Biancarello che lo mettono in difficoltà. Il duca di Milano gli invia in soccorso 1000 fanti e 300 cavalli forniti in parte dal marchese del Monferrato ed in parte da Giorgio Benzoni.  Questi ultimi sono agli ordini di  Venturino Benzoni. Luigi dal Verme si ricollega nuovamente con il Carmagnola ed assedia Castelleone. La località è costretta a cedere;  ne è nominato governatore.

1420
Feb.Il duca di Milano Filippo Maria Visconti lo nomina suo aderente in occasione della pace stipulata con i fiorentini.
Apr.BolognaChiesaEmilia

Al servizio del signore di Bologna Antongaleazzo Bentivoglio contro i pontifici. Attacca con 300 cavalli Braccio di Montone mentre sta visionando le fortificazioni di Bologna: ferito da un colpo di lancia, viene disarcionato; rimesso sulla sua cavalcatura, riesce a salvarsi con la fuga. Sono catturati 80 cavalli della sua compagnia ed altri 30 sono feriti.

1421
Mar.LombardiaA metà mese a Milano, nel castello di Porta Giovia; gli è rinnovata l’investitura di alcuni beni feudali già concessi dai Visconti al padre Jacopo (Pianello Val Tidone, Pecorara e Borgonovo Val Tidone). Testimone all’ atto è Guido Torelli.
………….100 lanceAl servizio del papa Martino V.
1422
Mar.

Il duca di Milano Filippo Maria Visconti rinnova a Luigi  dal Verme ed al fratello Peterlino tutte le concessioni fatte da Gian Galeazzo Visconti a favore del loro padre Jacopo.

………….Siena
1423
EstateFirenzeMilano50 lanceRomagnaIn Romagna a favore dei fiorentini contro i viscontei.
1425
Ago.Perugia

E’ condotto dai perugini tramite il cardinale di Bologna il legato Antonio Correr. Gli abitanti non vogliono ottemperare al pagamento delle sue spettanze provocando con ciò le ire del presule che lascia Perugia.

1426
Feb.VeneziaMilano200 lanceToscanaE’ condotto per sei mesi di ferma e sei di rispetto. Viene inviato in Toscana per affiancare i fiorentini contro i viscontei. Gli è concessa in feudo Castelnuovo Veronese (Castelnuovo del Garda).
…………..EmiliaAppoggia il marchese di Ferrara contro Guido Torelli e Niccolò Piccinino che dall’Emilia stanno cercando di irrompere in Toscana.
Sett. nov.LombardiaAffianca Niccolò da Tolentino ed Arrigo della Tacca all’assedio della cittadella di Brescia. Nel corso dell’anno deve ancora intervenire in termini finanziari a favore della famiglia dello zio Taddeo dal Verme: la cugina Paola gli cede tutti i suoi beni (Correggioverde) per saldare un debito di 6500 ducati. Il vescovo di Verona Guidone Memmo riconosce ufficialmente tale fatto.
1427
Apr.600 cavalliLombardiaAl campo di Castenedolo.
Mag.LombardiaCon il Carmagnola al fatto d’arme di Gottolengo.
…………..260 lance e 100 fantiRomagnaE’ segnalato a Ravenna.
Ott.LombardiaEredita i beni del cugino Ugolino dal Verme. Al riguardo vi è un ulteriore riconoscimento da parte del vescovo di Verona.
1428
Apr.Lombardia

Con la firma dell’accordo tra Venezia e Milano può recuperare tutti i beni posseduti nel ducato milanese. E’ segnalato sul Mella a controllare i movimenti dei viscontei.

Ago.Emilia e ToscanaTransita per Bologna con 500 cavalli allo scopo di scortare il Carmagnola ai bagni di Siena. A Siena.
1429
Feb.VenetoA Venezia in Piazza San Marco. Presenzia alla cerimonia in cui il Carmagnola viene nominato conte di Chiari.
Apr.200 lance

Gli è rinnovata la condotta di 600 cavalli per sei mesi di ferma e sei di rispetto; gli è riconosciuta una provvigione mensile di 200 ducati. Si impegna a non combattere i veneziani per sei mesi alla fine del suo servizio. Bottino e prigionieri sono di sua competenza; le città conquistate sono dei veneziani. Nonostante che sia agli stipendi della Serenissima il duca di Milano non gli confisca i beni che possiede in Lombardia. Questi gli sono riconosciuti in occasione delle paci firmate nel fine dicembre 1426 ed in quella successiva dell’aprile 1428.

…………..VenetoSposa in seconde nozze Luchina Bussone, figlia del Carmagnola, che gli porta in dote 5000 ducati ed un palazzo a Milano sito in via Broletto.
1430
Ott.VenetoIl Senato conferma a lui ed al fratello Pietro Antonio i privilegi già da essi goduti nel feudo di Sanguinetto.
Ott.

Il Senato conferma a lui ed al fratello i privilegi di cui essi godono su Sanguinetto.

1431
Feb.VeneziaMilano ImperoLombardia

Attraversa l’Oglio con Pietro Giampaolo Orsini per occupare Treviglio e Caravaggio; si collega  con Lorenzo Attendolo e si spinge sino a San Zenone al Lambro. Dà il guasto al territorio circostante.

Giu.Maresciallo campoLombardia

Il Carmagnola lo nomina suo maresciallo di campo con Guidantonio Manfredi, Lorenzo Attendolo e Luigi da San Severino. I quattro condottieri hanno piena libertà di azione e 100 ducati il mese in più ciascuno di provvigione.

Nov.FriuliAffronta le truppe dell’imperatore Sigismondo d’Ungheria. Muove su Rosazzo dove gli imperiali sono sconfitti.
1432
Mar.Lombardia

Viene informato in maniera preventiva dal Senato del prossimo arresto del suocero; è invitato nello stesso tempo a rimanere fedele alla repubblica.

Ott. nov.Lombardia

Si unisce con Luigi da San Severino e Pietro Giampaolo Orsini;  costruisce un ponte di barche sull’Adda nei pressi di Brivio; entra nel milanese con 5000 cavalli e 4000 fanti. Fronteggiato dal Piccinino (novembre) è respinto e costretto a rientrare nel veneziano previa distruzione del ponte alle sue spalle.

1433
Lug.Veneto

Con la firma del trattato di pace tra i belligeranti gli è ridotta la condotta di un terzo; in cambio recupera il possesso dei suoi beni nel ducato. A settembre si trova a Peschiera del Garda:  è qui armato cavaliere dall’imperatore  Sigismondo d’Ungheria. Gli è anche riconosciuto il titolo di conte di Sanguinetto, un territorio comprendente i borghi di Sustinenza, Casalannone,  Campalana, Castagnana, Villabona, Caprile, Spilemberto, Cogosso e Nitasio.

1434
Ago.VeneziaMilanoEmiliaE’ sconfitto da Niccolò Piccinino a Castel Bolognese.
1435
Giu.1000 cavalli e 200 fantiGli è rinnovata la condotta per sei mesi.
1436
………….800 cavalli
Mar. mag.Milano1500 cavalli e 300 fantiLombardia

Contattato dal consigliere ducale Guarnerio Castiglione decide di passare al servizio di Filippo Maria Visconti. Affitta per dieci anni ogni suo possesso nel veronese e si sposta in Lombardia. Gli sono concesse dal duca di Milano una condotta di 1500 cavalli e 300 fanti ed una provvigione mensile di 500 ducati. Gli sono riconosciuti i nuovi feudi di Voghera, Bobbio, Castel San Giovanni e quelli già del padre (Rocca d’Olgisio, Pecorara, Busseto, Poviglio, Fortunago, Cogoleto, Romagnese, Caprile. L’investitura ufficiale avviene a maggio, sempre ad opera del Castiglione. Alla cerimonia è presente Guido Torelli.

1437
Mar.LombardiaFerma è la reazione veneziana, dopo alcuni tentativi di recuperarlo alla propria causa. La Serenissima interpreta la sua azione come un caso di tradimento perché Luigi dal Verme è veronese e dispone persino di un seggio al Maggior Consiglio. Gli è confiscato il feudo di Sanguinetto e le sue proprietà, acquistate in gran parte dai Pisani, sono messe all’asta. Perde anche il palazzo di Venezia, un tempo appartenente a Francesco Novello da Carrara.
Giu. ago.MilanoFirenze GenovaEmilia e  Toscana

Muove con 1500 cavalli e 800 fanti in soccorso dei lucchesi. Transita per il parmense lungo il Po;  si collega con il Piccinino in Lunigiana. Staziona sotto Pietrasanta con Cristoforo da Lavello;  contrasta con successo in Versilia Battista Campofregoso.

Sett.Toscana

Vengono contro Luigi dal Verme Taliano Furlano, Cristoforo e  Giovanni da Tolentino. E’ obbligato a rientrare in Lombardia anche per respingere l’offensiva che vi è portata da Gian Francesco Gonzaga e dal Gattamelata.

………….EmiliaOttiene in feudo nel piacentino i castelli di Pietratiglia e di Pietra Corva nei pressi di Romagnese.
1438
Lug.MilanoVeneziaLombardia e Veneto

Attraversa di notte l’Oglio  tra Marcaria e Canneto sull’Oglio; tenta di colpire alle spalle il campo veneziano di Acquanegra sul Chiese; con tale mossa  costringe il Gattamelata a spostare in fretta e furia le sue truppe a Brescia. Con la sconfitta del capitano avversario a Gardone Riviera, si sposta  nel veronese con Gian Francesco Gonzaga (che ora milita per i ducali); ottiene per trattato Valeggio sul Mincio. Scorre sotto le mura di Verona; gli si oppone Cristoforo da Tolentino appena giunto nella città. Luigi dal Verme è costretto a ripiegare a Rivoltella.

Sett.Veneto e Trentino

Sempre con il Gonzaga blocca sul Mincio a Peschiera del Garda un primo tentativo del Gattamelata di lasciare Brescia per collegarsi  nel veronese con il resto delle forze veneziane; lo costringe a ricercare una nuova strada a nord del Garda. Lo blocca ancora al salto Petrano sul Sarca nei pressi di Arco; i veneziani occupano il passo con uno stratagemma. Il dal Verme deve ritirarsi con Francesco d’Arco che lo ha affiancato nell’iniziativa.

Ott.Lombardia e Veneto

Cerca di impadronirsi di Bergamo per un trattato con i Suardi tramite un cancelliere del connestabile Scaramuccia da Forlì; si presenta al momento convenuto con i ghibellini della Val Brembilla davanti alla Porta di San Lorenzo; i veneziani riescono a sventare il complotto. Ritorna nel Veneto; batte a Legnago Giovanni da Tolentino cui cattura 200 cavalli. Viene infeudato dal Visconti di Castelbaldo nel padovano: gli è promessa la somma di 250 ducati il mese per tutto il tempo in cui è in grado di mantenere tale posizione. Richiamato nel bresciano, viene segnalato a Morengo ed a Roccafranca.

Nov.Lombardia

Assedia Brescia, si colloca di fronte al Ravarotto e fa scavare ai suoi guastatori alcune gallerie sotterranee per entrare in città. Queste sono fatte saltare con mine dai difensori.

1439
Feb. mar.1000 cavalliVeneto

Si incontra a Villa Bartolomea con Niccolò Piccinino e Gian Francesco Gonzaga: il provveditore di Legnago per rallentare la marcia ai viscontei fa tagliare gli argini dell’Adige. L’allagamento dei terreni  provoca l’annegamento di numerose pecore. A marzo attraversa il fiume nei pressi di Legnago e scorre nelle campagne vicine di San Martino Buon Albergo.

Ago.MilanoCantoni SvizzeriSvizzeraCon Luigi da San Severino contrasta gli svizzeri a Bellinzona.
Sett.MilanoVeneziaLombardiaRitorna ad assediare Brescia. Sconfigge gli avversari a Toscolano-Maderno.
Ott. nov.Veneto

Appoggia Niccolò Piccinino alla conquista di Verona. Con l’aiuto di Giacomazzo da Castel Bolognese, un disertore che sorveglia la porta del borgo di San Zeno, elude il controllo dei difensori ed entra nottetempo nella città con 300 cavalli e molti fanti; inizia il saccheggio;  punta al palazzo del Gattamelata (un tempo suo) che svuota dei suoi beni. Dopo tre giorni Francesco Sforza rientra in Verona e ne scaccia i viscontei; cerca inutilmente di opporsi agli avversari con Niccolò e Francesco Piccinino. Deve lasciare  la città. Il duca di Milano lo investe formalmente, negli stessi giorni, di Morengo, Pagazzano e Roccafranca.

1440
Mar. mag.Veneto Lombardia

Dopo la tregua di un mese tra le parti a marzo attraversa l’Adige e perviene a Legnago. Compie alcune scorrerie nella campagna di San Martino Buon Albergo. Si impadronisce di 60 carri di vettovaglie e fa numerosi prigionieri. Il bottino è valutato in 4000 ducati. Altra scorreria è effettuata nel territorio di Tomba di Sotto. Fa costruire a Bussolengo 4 zattere, attraversa l’Adige ed irrompe in Valpolicella. Di seguito è costretto a rientrare in Lombardia. Con Taliano Furlano arretra nel bresciano e si colloca sull’Oglio: si accampa tra Soncino ed Orzinuovi e controlla il ponte posto tra i due castelli.

Giu.LombardiaSconfitto a Soncino da Francesco Sforza, ripara a Crema, si sposta in Ghiaradadda e si colloca alla difesa di tale territorio.
1441
Apr.LombardiaSi dirige a Lovere con il Sarpellione. Si impossessa del castello con le bombarde.
Giu.Lombardia

Partecipa alla battaglia di Cignano. Chiede Tortona in feudo al duca; parimenti il Piccinino pretende Piacenza ed analoghe richieste fanno pure Luigi da San Severino per Novara e Taliano Furlano per Bosco Marengo e Frugarolo. Il Visconti di fronte a questa prospettiva di frantumazione del ducato preferisce fare la pace con  fiorentini e veneziani;  permette pure il matrimonio della figlia Bianca Maria con lo Sforza.

Nov.Alla firma della pace deve restituire ai veneziani i feudi di Nogarole Rocca e di Castelbaldo.
1442
Mar.EmiliaA Piacenza.
Apr.EmiliaSi collega con Niccolò Piccinino a Bologna.
Ott.Lombardia

Ottiene in feudo dal Visconti la rocca di Oramala ed il castello di Montefalcone, già dei marchesi Malaspina di Varzi e Godiasco.

1443
Apr.EmiliaTransita per Piacenza con i suoi cavalli e 800 fanti. E’ diretto a Bologna con l’obiettivo di recarsi nella marca d’Ancona.
Giu.MilanoBolognaEmilia

Bologna insorge ai danni di Francesco Piccinino. A tale notizia lascia Castel San  Pietro Terme, scorre attorno a Medicina fa prigionieri numerosi contadini e razzia bestiame. Si dirige a Cento per catturarvi Ludovico Bentivoglio: entra nella rocca e da qui cerca di penetrare nel paese. Gli abitanti, con l’aiuto di 200 cavalli di Alberto Pio (che pure milita agli ordini del Piccinino), lo scacciano dalla località con la perdita di più di cento uomini (20 morti tra i cittadini). Assedia Cento, costringe gli abitanti a cedere ed a consegnargli Alberto Pio che, nel frattempo, fa in tempo a fuggire a Carpi. Ricevuti 500 fiorini ed l’assicurato circa alla fornitura di vettovaglie per le sue truppe, si allontana dal contado; ottiene a patti San Giovanni in Persiceto, Crevalcore, Sant’Agata Bolognese, Manzolino e Piumazzo; non gli si arrende  Castelfranco Emilia per cui dà alle fiamme i borghi di Panzano e Gazzo con ottanta abitazioni; razzia grande quantità di bestiame al Ponte Poledrano (Bentivoglio). Sosta a Corticella  ed ancora a San Giovanni in Persiceto; tenta di tagliare le condutture d’acqua che portano a Bologna. Gli avversari gli catturano 50 cavalli e 40 fanti inviati dal dal Verme a Casalecchio di Reno per deviare le acque del fiume.

Lug.Emilia

Assedia Castelfranco Emilia; vista l’inutilità degli sforzi si accontenta di infestare i contadi di Buonconvento, Cazzano, Cadevano e San Giorgio di Piano. I suoi uomini  sono tanto sicuri della vittoria che allentano le misure di sicurezza.

Ago.Emilia

Con l’arrivo in soccorso ad Annibale Bentivoglio di rinforzi da parte  veneziana e fiorentina (Tiberto Brandolini, Guido Rangoni, Simonetto da Castel San Pietro) esce dalla Riccardina;  si dirige a Pieve di Cento ed a San Giovanni in Persiceto con 3000 cavalli. Gli muovono contro il Bentivoglio e le milizie cittadine guidate da Pietro Navarrino: il combattimento avviene presso il castello di San Giorgio di Piano e dura dalle prime ore della mattina alle ore serali. Piantato in asso da Guidantonio e da Astorre Manfredi, il dal Verme è attaccato dalla prima schiera nemica forte di 7000 uomini tra cavalli e fanti comandati dal Bentivoglio: spedisce loro contro Paolo da Roma che è costretto a ritirarsi di fronte alla furia dei bolognesi. Un secondo squadrone è  bloccato da Pietro Navarrino. I suoi uomini indietreggiano; anche il dal Verme entra nel vivo della battaglia. E’ affrontato da Simonetto da Castel San Pietro che lo mette in fuga; inseguito dal  Bentivoglio, trova  riparo nel castello di Carpi. Tra i viscontei sono catturati 2000 cavalli, 236 uomini di taglia e 11 capisquadra. Sono persi  tutti i carriaggi.

Sett. ott.Emilia

Nel carpigiano raccoglie numerose truppe con Cervato da Caravaggio ed Alberto Pio, con il quale si è rappacificato, per ritornare nel bolognese. E’ organizzato un trattato per impossessarsi del castello di San Giovanni in Persiceto:  la trama viene sventata ai primi di ottobre.

1444
PrimaveraEmiliaA Piacenza con 2000 cavalli.
Giu. lug.RomagnaAttraversa il forlivese con 2000 cavalli e 500 fanti. Le sue truppe ricevono regolari rifornimenti da Forlì. A fine mese le sue compagnie giungono a Savignano sul Rubicone ed a Magliano: i suoi cavalli, che fino a questo momento si sono comportati in modo corretto, incominciano a devastarne il territorio. Si oppongono loro i contadini. A luglio si trova a Selbagnone, Magliano e Fenazzano con Niccolò Piccinino, che, a sua volta, sta rientrando dalla marca d’Ancona.
Ago.FerraraRomagna Lombardia

Licenziato, si trasferisce nel ferrarese agli stipendi di Leonello d’Este (sei mesi di condotta dietro un corrispettivo di 14000 ducati il mese). Lascia il forlivese (via Ferrara) con l’ambasciatore ducale Francesco da Landriano e si reca a Milano con Niccolò Piccinino, richiamato a Milano dal Visconti. A Castelleone.

1445
Lug.MilanoEmiliaNel bolognese con Taliano Furlano.
1446
Mag.MilanoVeneziaLombardia

Si muove verso Cremona con Francesco Piccinino ai danni dello Sforza alla testa di 1000 fanti e di 5000 cavalli: nella città viene organizzato da Rolando Pallavicini e dai ghibellini locali un trattato a favore del duca di Milano.

…………..ToscanaAl fallimento dell’iniziativa è inviato con Pietro Maria dei Rossi alla conquista di Pontremoli, altro feudo di Francesco Sforza.
Ago. sett.Lombardia

Richiamato nel cremonese, supera il Po e cerca ancora di impossessarsi del capoluogo. A fine agosto si accampa a Castiglione con Luigi da San Severino e Bartolomeo Colleoni. A settembre è sconfitto al Mezzano, un’isola sul Po ad un miglio da Casalmaggiore, da Micheletto Attendolo.

Nov.LombardiaL’esercito veneziano attraversa l’Adda a Spino. Con Luigi da San Severino e la compagnia del  Colleoni cerca di opporsi agli avversari per ricacciarli al di là del fiume. Ha inizio un duro combattimento notturno al cui termine dopo due ore è messo in fuga. I ducali perdono 600 cavalli, tra cui il Campanella, e molte cernite.
1447
Giu.Lombardia

Punta su Como, Pieve d’Inzino ed il Monte di Brianza: attaccato dall’ Attendolo, gli sono inflitte notevoli perdite. Si fortifica in Brivio. Tratta segretamente con i veneziani.

Ago.MilanoVeneziaLombardia

I veneziani abbandonano l’assedio di Lecco e riattraversano l’Adda. Con Francesco Piccinino ed Antonio da Landriano muove alla volta di Como, di Pieve d’Inzino e del Monte di Brianza al recupero delle terre perdute. Alla morte del Visconti, avvenuta lo stesso mese, nel castello di Milano compaiono le insegne di Alfonso d’ Aragona. Luigi dal Verme si incontra con il luogotenente del re di Napoli Raimondo Boilo;  gli giura fedeltà  con Guidantonio Manfredi, Carlo Gonzaga, Guido Torelli ed i figli di Luigi da San Severino, Amerigo, Bernabò e Francesco. All’ uscita è trascinato dal movimento popolare a riconoscere la Repubblica Ambrosiana, appena costituita, ed a porsi al suo soldo; svaligia gli uomini d’arme del capitano aragonese e ne saccheggia i beni che si trovano nel monastero di Sant’Ambrogio.

Sett.Emilia

Esce da Castel San Giovanni e scorre nel piacentino. Con la ribellione di Piacenza è inviato nella zona per controllarvi la situazione. Occupa Sarmato ad Alberto Scotti, che si è posto alla difesa di Piacenza per conto dei veneziani; si impadronisce di 4000 staia di biade che spedisce a Castel San Giovanni.

Ott. dic.Emilia

Appoggia Francesco Sforza all’ assedio di Piacenza. Si acquartiera tra il monastero di Quartezzola, Casalnuovo e la torre di Ripalta; con Paolo da Roma ed Antonio di San Giovanni copre il terreno posto nei pressi del monastero di Santa Maria di Galilea alla Misericordia. Ha il compito di assalire con  Guidantonio Manfredi le mura tra Porta San Raimondo e Porta Stralevata al fine di proteggere i lavori dei guastatori e dei bombardieri.

1448
Lug.Lombardia

Condona alla Repubblica Ambrosiana metà dei crediti vantati per le paghe dei suoi uomini (18000 ducati su 36000): lascia il lodigiano con lo Sforza, attraversa il cremasco ed in tre giorni giunge al Moso sul Po nei pressi di Cremona. Prende parte alla battaglia navale che si svolge presso l’isola del Mezzano in cui è disfatta la flotta veneziana di Andrea Querini e di Niccolò Trevisan. Riprende i contatti con la Serenissima. Chiede la restituzione del feudo di Sanguinetto, la riammissione al Gran Consiglio, il palazzo di Venezia. Il Senato, inizialmente, sembra accettare le sue richieste: queste, alfine, sono trovate troppo gravose allorché pretende che i veneziani lo aiutino a mantenere i feudi lombardi.

Ago.Lombardia

Assedia il castello di Caravaggio; si colloca con Guglielmo di Monferrato, Cristoforo Torelli e Carlo Gonzaga a sinistra rispetto alla Porta Orientale; a destra si pongono invece i condottieri di scuola braccesca. Verso fine mese incomincia a chiedere licenza allo Sforza per il ritardo nel pagamento delle paghe.

Sett.Lombardia

Si distingue nella battaglia di Caravaggio, dove ha il comando di 14 squadre di uomini d’arme;  espugna il campo veneziano difeso dal Colleoni. Con Cristoforo Torelli e Dolce dell’Anguillara ha il compito di inseguire gli avversari in fuga. Di seguito segue lo Sforza sotto Brescia.

Ott.SforzaMilano Duca Savoia600 lance e 500 fantiLombardia

Con il trattato di Rivoltella del Garda ha qualche difficoltà a sostenere lo Sforza che si è alleato con i veneziani. Si pone finalmente al servizio di quest’ultimo per un anno di ferma a seguito del matrimonio tra la figlia Antonia e Sforza Secondo Sforza, figlio naturale del futuro duca di Milano (dote di 10000 ducati) e la promessa del recupero dei feudi di Pieve d’Inzino, della Valsassina e di Monguzzo, già appartenenti a suo padre.

Nov.LombardiaCon Guglielmo di Monferrato ed i tre fratelli da San Severino opera alcune scorrerie nel territorio compreso tra Milano e Pavia.
Dic.Piemonte

Occupa a forza e saccheggia il castello di Novara e di Romagnano Sesia, difesi entrambi dai sabaudi: agli abitanti ed ai soldati è imposta una taglia per potere dare il soldo alle sue compagnie. La rocca è messa a sacco e smantellata. Luigi dal Verme viene ferito in modo grave durante le operazioni d’assedio.

1449
Feb.Lombardia

Assedia Milano;  con Guglielmo di Monferrato e Dolce dell’Anguillara effettua molte incursioni sulle strade che conducono da Pavia ai navigli della città. Assedia Monza con Francesco Piccinino (al momento collegatosi con lo Sforza), Giovanni Ventimiglia, Dolce dell’Anguillara, Cristoforo Torelli e Matteo da Capua. Si colloca sul lato occidentale rispetto al castello;  con le bombarde getta a terra parte delle mura.

Mar.Lombardia

Viene ancora ferito gravemente ad un ginocchio da un colpo di schioppetto in un attacco improvviso condotto da Carlo Gonzaga, che lo coglie impreparato con  Dolce dell’Anguillara. E’ ricoverato per più mesi a Pavia per esservi curato. Durante la convalescenza acquista dai Malaspina il marchesato di Pietragavina.

Sett.Lombardia

Muore nei primi giorni del mese a Melzo  a causa di una forte febbre. La salma è riportata a Pavia per essere traslata a Voghera. E’ sepolto nella collegiata di San Lorenzo. Con il rifacimento della chiesa, agli inizi del 1600, la tomba di Luigi dal Verme andrà distrutta e le spoglie saranno disperse. Bonino Montebreto compone un poema in esametri per le nozze della figlia Antonia con Sforza Secondo Sforza.  Si sposa nel 1408 con Valpurga Scotti, figlia del conte di Vigoleno e signore di Castell’Arquato Francesco; in seconde nozze con Luchina Bussone, figlia del Carmagnola.

 CITAZIONI

-“Famoso per il nome paterno.” DECEMBRIO

-“Di gran nome in quei tempi.” CAMPANO

-“Potente, ma fazioso, e fuoriuscito Cittadin nostro (di Verona).” DALLA CORTE

-“Huomo illustre nel tempo suo per le cose della militia..(Nello scudo di famiglia) sono due traverse bianche e due azzurre: alle quali Luigi..aggiunse l’arme Imp. delle traverse bianche e rosse donategli da Sigismondo Imp. con un pomo d’oro nella prima traversa.” SANSOVINO

-“Questi seguendo le forze di Filippo (Maria Visconti), per la grandezza del suo animo e per la nobiltà del sangue, si era fatto apertissimo nimico de’ Veneziani.” SABELLICO

-“Celebre capitano de’ suoi tempi.” MENSI

-“Era uno de’ più infaticabili condottieri del suo tempo.” LITTA

-“Capitano di buona fama del secolo XV.” BOSI

-“Magnificus ac potens armorum Capitaneus.” RIPALTA

-“Fu pure ottimo capitano. Uno dei più infaticabili condottieri del suo tempo.” BIGNAMI

-“Il Dal Verme fu titolare di vastissimi patrimoni fondiari. Oltre ai feudi paterni nel Piacentino, che gli furono confermati nel 1421 da Filippo Maria Visconti, ricevette nel 1436 i feudi vasti, vasti e di grande importanza strategica, di Bobbio, Voghera e Castel San Giovanni. Dopo questa data stabilì la sua residenza principale nel castello di Voghera: qui ebbe la sua corte e in questa città la famiglia Dal Verme restò molto influente fino al secolo XVIII. Quanto ai suoi beni siti nel dominio veneziano, i possedimenti veronesi vennero venduti dopo la loro confisca da parte del governo della Serenissima nel 1437, mentre il suo palazzo di campo S. Polo a Venezia fu dato nel 1439 al Gattamelata e il suo feudo di Sanguinetto venne alla fine concesso ad un parente del Gattamelata, Gentile da leonessa, e da questo passò al genero Bertoldo d’Este.” MALLETT

-“Plus que comme seigneur et feudataire, cet homme apparait alors dans les sources surtout comme condottière – un condottière “italien”, c’est-à-dire servant dans une bonne patie de la Péninsule; et, à partir de 1423, comme “comte”… Les lettres de Luigi montrent un certain niveau de culture, una bonne maitrise de la langue latine. Il n’est pas inculte, loin de là.. Sa culture se manifeste aussi dans le soin porté aux archives.” SAVY

Fonte immagine: wikimedia

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