LUDOVICO GONZAGA Marchese di Mantova

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Condottieri di ventura

0797      LUDOVICO GONZAGA  Detto “il Turco”. Marchese di Mantova. Signore di Castiglione delle Stiviere, Castelgoffredo, Revere, Cavriana, Volta Mantovana, Quistello, Viadana, Rivarolo Mantovano, Bozzolo, Dosolo, Gazzuolo, Isola Dovarese, Pomponesco, Sabbioneta e San Martino dall’Argine. Figlio di Gian Francesco; fratello di Carlo; padre di Federico, Giovanni Francesco e Rodolfo; cognato di Leonello d’Este; suocero di Giberto da Correggio, Corrado da Fogliano e di Francesco Secco.

1414 (giugno) – 1480 (giugno)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

 

………….. Lombardia Viene educato da Vittorino da Feltre alla Cà Zoiosa.
1433

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

E’ armato cavaliere a Mantova dall’ imperatore Sigismondo d’Ungheria.
1436

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

Venezia

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

 

E’ assoldato dai veneziani. Chiede di fare la rassegna dei suoi uomini; la Serenissima perde tempo per cui Ludovico Gonzaga fa ritorno a Mantova.

Nov.

 

Milano

 

 

 

100 lance

 

Lombardia

 

Abbandona la corte mantovana con diciassette cavalli e fugge a Milano presso il duca Filippo Maria Visconti. Passa agli stipendi dei ducali: a Mantova il padre lo disereda a favore del fratello Carlo.

1437

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Milano

 

Firenze

 

 

 

Toscana

 

Segue Niccolò Piccinino contro i fiorentini comandati da Francesco Sforza. Gli è dato il comando di uno dei campi con i quali i viscontei stanno assediando Barga: assalito dal Sarpellione e da Niccolò da Pisa gli viene uccisa la cavalcatura nel corso del combattimento. E’ ferito ed è fatto prigioniero. Liberato da Francesco Sforza, passa al  servizio di quest’ultimo.

Ott. Toscana Marche Lascia Ponte a Signa e si reca a Firenze. Raggiunge Urbino accompagnato da Cristoforo da Tolentino. Nell’anno si sposa con Barbara di Brandeburgo, figlia di Giovanni l’Alchimista.
1438

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

Sforza

 

 

 

 

 

Marche

 

Si trova a Montecassiano dove ha spedito in precedenza cavalli e carriaggi.

1440

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

Milano

 

Firenze

 

 

 

Marche e Romagna

 

Lascia le Marche e ritorna a militare per Niccolò Piccinino contro Francesco Sforza. Supera  gli Appennini, attacca con 500 cavalli Castrocaro Terme e vi cattura 40 fanti. Si incontra a Forlì con Antonio Ordelaffi, punta su  Faenza e vi libera alcuni prigionieri.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

 Emilia  Lombardia Umbria e Toscana

 

Si reca a Ferrara ed a Milano. Su pressione del duca di Milano Filippo Maria Visconti, si rappacifica con il padre a Mantova. Si trasferisce nel perugino con Giovanni di Sesto, Francesco Vibi, Rodolfo Signorelli e Tartaglia da Torgiano alla testa di 1000 cavalli e di 1000 fanti. Si ferma a Ponte San Giovanni, si sposta verso il lago Trasimeno e scorre nel cortonese: sono fatti 150 prigionieri ed è razziato molto bestiame. Si arresta a Montecolognola ed a Pian del Carpine (Magione) dove è raggiunto dagli ambasciatori perugini venuti a lamentarsi per i saccheggi subiti. Conduce le prede a Cortona e prosegue per Borgo San Sepolcro (Sansepolcro).

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Nel bresciano. A fine mese si reca a Milano. Nella corte dell’Arengo dà la procura a Zambaldo di Brolio per ottenere la concessione feudale di Orzinuovi alla morte di Filippo Maria Visconti.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Viene sconfitto a Soncino; è scacciato da Orzinuovi da Francesco Sforza.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Francesco Sforza gli conquista nel mantovano Guidizzolo, Volta Mantovana, Solferino, Castiglione delle Stiviere e Lonato.

1442

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

Chiesa

 

Sforza

 

 

 

Emilia  Romagna e Umbria

 

Affianca Niccolò Piccinino a Bologna con 600 cavalli; si ferma con Sacramoro da Parma e Filippo Schiavo presso la Porta Imolese di Faenza; si trasferisce nel forlivese, tocca Castiglione, Petrignone, Oriolo (Oriolo Terme) e Meldola. A Piegaro.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

Accompagna Niccolò Piccinino a Perugia alla testa di 200 cavalieri disarmati;  entra  nella città per la Porta di San Pietro. Si allontana da Marsciano, irrompe nel todino, ne danneggia i raccolti e fa molti prigionieri. Vince gli sforzeschi che vogliono penetrare in Todi attraverso i monti di Bettona: cattura 250 fanti e saccheggia 3 castelli. Con Pietro Giampaolo Orsini raggiunge il campo pontificio di Assisi con 2000 cavalli.

1444

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Diviene marchese di Mantova;  toglie al fratello Carlo ogni signoria che si trovi nel marchesato.

1445

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

E’ investito del marchesato dall’ imperatore Federico d’Austria.

Sett.

 

Milano

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Riceve a Milano il rinnovo dell’ investitura delle terre ducali già concesse al padre da Filippo Maria Visconti. La cerimonia si svolge nell’ abitazione di Francesco Piccinino, che agisce con la procura del duca, sita nella corte dell’Arengo.

1446

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett  

 

700 cavalli e 300 fanti

 

Lombardia

 

Contribuisce con altri condottieri ad alimentare i sospetti del duca di Milano nei confronti di Bartolomeo Colleoni. Gli è riconfermata la condotta per un anno.

Ott. Lombardia Contrasta Micheletto Attendolo nei pressi di Romanengo.
1447

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

Firenze Venezia

 

Milano

 

Capitano g.le 400 lance e 300 fanti

 

 

 

Gli è concessa una condotta di 400 lance e di 300 fanti in tempo di guerra; di 300 lance e di 200 fanti in tempo di pace. La durata è stabilita in un anno di ferma ed in uno di rispetto; gli viene riconosciuta una provvigione personale di 600 fiorini il mese e la protezione dei suoi stati, come di quelli dei fratelli che si trovano nel marchesato. In contropartita, deve militare in qualsiasi parte della Toscana, della Lombardia e del Veneto.

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Gli sono consegnate a Venezia le insegne di capitano generale dei fiorentini.
Giu.

 

Venezia

 

 

 

 

 

 

 

Il doge Francesco Foscari gli comunica che la sua condotta è a carico dei veneziani.

1448

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

Venezia

 

Milano

 

 

 

Lombardia

 

Combatte le milizie della Repubblica Ambrosiana. Condivide il parere prudente di Micheletto Attendolo di non dare battaglia a Francesco Sforza a Caravaggio, di abbandonare al suo destino tale castello e di occupare quello di Mozzanica. Accetta, alla fine, il pensiero generale, attacca i milanesi e subisce una pesante sconfitta. Si salva con la fuga assieme con l’Attendolo mentre il provveditore Ermolao Donato preferisce continuare a combattere ed essere così fatto prigioniero.

1449

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

Napoli

 

Venezia

 

Luogotenente g.le

 

 

 

Viene nominato da Alfonso d’Aragona suo luogotenente generale per la Lombardia con Carlo di Campobasso: ha ai suoi ordini 900 lance e 900 fanti. Il suo stipendio ammonta a 45000 fiorini, di cui 15000 sono pagati dalla Repubblica Ambrosiana.

Nov.

 

Napoli

 

Bologna

 

 

 

Emilia

 

Si muove con 3000 cavalli e 2000 fanti nel ferrarese e nel bolognese. Si trova a Malacompra nel territorio di Cento, a Minerbio ed a Budrio;  pone a sacco ogni cosa.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

 

Si incontra a Medicina con Carlo di Campobasso; sosta alla Riccardina allorché è informato che stanno per attaccarlo i bolognesi comandati da Astorre Manfredi, da Gregorio d’Anghiari e da Scariotto da Faenza. Previene gli avversari e li mette in fuga; dopo qualche giorno conclude una tregua con il Manfredi e si allontana dalla Riccardina. Giunge a Galliera e rientra nel mantovano.

1450

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Si trova a Ferrara quando Lionello d’Este giace in punto di morte. Agevola il nipote Niccolò d’Este nei suoi tentativi di impadronirsi della signoria estense.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si allea a spese dei veneziani con il nuovo duca di Milano Francesco Sforza: contemporaneamente il fratello Carlo è imprigionato. Gli sono promessi ampliamenti territoriali  ad Asola, a Lonato ed a Peschiera del Garda.

1451

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si offre vanamente ai veneziani.
Feb. mar.

 

Milano

 

Luogotenente

 

600 cavalli

 

Lombardia

 

Si reca a Milano ed è nominato da Francesco Sforza luogotenente e governatore di Milano. Per rappresaglia la Serenissima rafforza le difese di Ponte Molino.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Mantova diventa un centro di resistenza antiveneziano;  vi trova rifugio Bartolomeo Colleoni in fuga da Isola della Scala.

1452

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

Mantova

 

Venezia

 

 

 

Lombardia ed Emilia

 

I veneziani saccheggiano Castiglione delle Stiviere. Nonostante ciò Ludovico Gonzaga si reca a Ferrara per rendere omaggio all’imperatore Federico d’Austria. Vi attende Galeazzo Maria Sforza; lo accompagna prima a Mantova e, in un secondo momento, nel ducato di Milano.

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Giunge a Casalmaggiore; a Milano per un consiglio di guerra con Francesco Sforza. Segue una sosta a Cremona ed il rientro a Mantova.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si congiunge nel bresciano con Francesco Sforza alla testa di 3000 cavalli e 1000 fanti. Viene segnalato a Pontevico.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Muove da Canneto sull’Oglio;  costringe i veneziani a ritirarsi nelle vicine fortezze; Pralboino, Cigole, Gambara, Pavone, Seniga, San Gervasio Bresciano ed Alfianello cadono in suo potere.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si trova a Montichiari: gli viene dato il comando generale delle truppe in un mancato combattimento che si sarebbe dovuto svolgere in tale località  a seguito della consegna del  guanto di sfida da parte del duca di Milano. Francesco Sforza preferisce, alfine, rinunciare alla contesa allontanandosi da Montichiari. Ludovico Gonzaga rientra nel mantovano;  a fine mese sconfigge gli avversari a Castellaro: rimane ferito nello scontro. Nella battaglia vi sono 200 morti;  i gonzagheschi fanno 300 prigionieri di taglia.

1453

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Rompe ogni indugio, scorre nel veronese, vi espugna un castello e fa trasferire tutto il bestiame che si trova nei territori di confine a Cavriana ed a Volta Mantovana.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

 

Esce da Ostiglia. A Castel d’Ario batte il fratello Carlo;  lo insegue verso Legnago ed oltre l’Adige.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Si impadronisce con Tiberto Brandolini di una bastia vicino a Ponte Molino e la fa distruggere; assale Nogara e vi cattura Guido Benzoni.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si scontra ancora con il fratello Carlo a Villabona;  gli infligge una nuova sconfitta (con cattura di più di 1000 cavalli): non insegue gli avversari in fuga preferendo che i suoi uomini si diano al saccheggio.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Recupera i castelli di Belforte e di Piuforte (Bigarello) e li fa abbattere dalle fondamenta. Superata la resistenza di sei squadre di cavalli e di 200 fanti comandati dal Pollone stipula una tregua locale con i veneziani e ritorna a Mantova. Prende la via di Carpenedolo e di Montichiari, occupa con Tiberto Brandolini una bastia presso Ghedi ed obbliga al ripiegamento Antonello da Forlì e Carlo Gonzaga, che stanno cercando di prestare soccorso agli assediati. Devasta il contado di Asola con 1000 cavalli e molti fanti: Petacchia da Viterbo e Silvestro da Lucino, che sono alla guardia della località, approfittano della negligenza dei suoi uomini, lo attaccano e lo costringono a desistere dalla sua azione.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si unisce con Francesco Sforza;  lo fiancheggia nella battaglia di Ghedi: Jacopo Piccinino viene sconfitto ed i difensori si arrendono a patti. Ludovico Gonzaga aiuta gli sforzeschi a riconquistare Castelleone. Nel periodo ha profonde divergenze sulla condotta della guerra con lo Sforza. I soldati mantovani a Marcaria levano l’inquietante grido “Falcetta, falcetta” che prelude all’insubordinazione. Il Gonzaga si sfoga con Giovanni Conti nei confronti del duca di Milano ed immediatamente viene avvicinato dai veneziani.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Batte Giberto da Correggio presso la torre di Bacanello.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Dopo la conquista di Volta Mantovana da parte di Jacopo Piccinino cavalca con Francesco Sforza a Marcaria ed assale nuovamente Asola. Le cattive condizioni atmosferiche  lo convincono a ritornare nel mantovano per farvi svernare le truppe.

1454

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la pace di Lodi recupera solo Castiglione delle Stiviere e Volta Mantovana, che gli sono state occupate nel corso del conflitto dai veneziani; deve anche restituire al fratello Carlo i beni che gli ha in precedenza confiscato.

1457

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Accoglie magnificamente in Mantova Federico da Montefeltro.

1459

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

Milano

 

 

 

300 cavalli e 100 fanti

 

Lombardia

 

Si incontra a Milano nel palazzo di Francesco Sforza con Roberto da San Severino reduce dal suo viaggio in Terrasanta. E’ ricondotto dagli sforzeschi con una provvigione personale di 300 ducati il mese;  gli sono riconosciuti 7000 ducati per gli uomini d’arme.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ribadisce la sua alleanza con i ducali.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Riceve in Mantova il papa Pio II; lo accoglie fuori le porte della città, gli consegna le chiavi della località e lo accompagna in corteo fino alla sua residenza. Il pontefice celebra a Mantova il congresso che deve preparare la crociata contro i turchi. Ludovico Gonzaga viene insignito della Rosa d’Oro ed il figlio Francesco è nominato cardinale.

1460

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Declina per ragioni di salute il comando delle milizie sforzesche e pontificie contro Jacopo Piccinino nel regno di Napoli.

1461

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A metà mese si trova a Ferrara.

1462

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

Milano

 

Piacenza

 

 

 

Lombardia ed Emilia

 

Si reca a Milano in occasione di una grave malattia di Francesco Sforza. Scoppia un’insurrezione a Piacenza a causa della notizia, rivelatasi infondata, della morte dello stesso duca. Ludovico Gonzaga capitana i ducali contro i ribelli; entra nella città, cattura 100 contadini e li fa impiccare. Si accampa a Mezzanino e con Donato del Conte espugna il castello di Grazzano Visconti.

Feb. Lombardia Invia istruzioni ai vicari ed ai podestà dei propri territori affinché mettano in ordine le cernite del contado (1390 fanti) per farle intervenire nel piacentino ribellatosi al dominio sforzesco. A fine mese si reca a Milano. Ad attenderlo a due miglia dalla città sono Gaspare da Vimercate, l’ambasciatore del re di Napoli nella capitale del ducato Antonio Cicinello ed i cancellieri di Federico da Montefeltro, gli ambasciatori fiorentini e molti gentiluomini e condottieri fra cui Tristano Sforza, Roberto da San Severino e Tiberto Brandolini. Rende visita a Francesco Sforza ancora convalescente.
Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Giunge con 100 cavalli a Ferrara;   è ospitato nella città per un mese da Borso d’Este: impegna il proprio tempo in cacce ai fagiani ed alle pernici.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si riconcilia con i veneziani.

1463
Feb. Lombardia Si reca in visita ufficiale a Milano con il figlio Federico. A Lodi gli vengono a rendere omaggio Galeazzo Maria Sforza, Federico Pallavicini, Sagramoro Visconti e Princivalle Lampugnani. Si propone di trattare le nozze della figlia Dorotea con l’erede al ducato Galeazzo Maria Sforza.
Mar. Lombardia Gli è proposta la riduzione della provvigione a 31600 ducati in tempo di pace ed a 67000 in tempo di pace. Viene accettata la sua richiesta di protezione dello stato nel caso di eventuali attacchi da parte di terzi.
Mag. Lombardia Ospita a Mantova Guglielmo di Monferrato in visita alla città.
1464
Gen. mar. Invia a Milano un suo uomo di fiducia, Giacomo da Palazzo, per seguire gli sviluppi del progetto di nozze tra la figlia Dorotea e Galeazzo Maria Sforza.
………….. Rinuncia alla condotta con il duca di Milano a seguito del fallimento delle trattative inerenti il matrimonio tra il figlio di Francesco Sforza e la figlia a causa della evidente gibbosità di quest’ ultima.
…………..

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Nel lucchese, per la cura delle acque. Sulla fine dell’anno, tramite Bartolomeo Colleoni, tratta con i veneziani per passare al loro servizio. Sempre a tal fine nella primavera dell’anno seguente viene contattato da un emissario del Colleoni, Domenico Correr.

1466

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

Milano Napoli

 

 

 

Luogotenente ducale

 

Lombardia

 

Dopo un nuovo rifiuto della Serenissima di averlo al proprio servizio invia la moglie Barbara di Brandeburgo a Milano e passa agli stipendi congiunti del duca di Milano (con il titolo di luogotenente ducale) e del re di Napoli (Gran Connestabile). Gli è concessa una condotta di tre anni e gli è promesso il possesso di Verona, di Vicenza, di Asola e di Lonato in caso di guerra vittoriosa con i veneziani. Negli stessi giorni cavalca verso Parma in cui sono sorti alcuni disordini fra i partigiani dei Rossi e quelli dei da Correggio. Si ferma con i suoi uomini a Viadana ed a Dosolo;  ritorna a Mantova al cessare dei tumulti.

………….. Alla morte del fratello Alessandro ne eredita i possedimenti comprendenti Castiglione delle Stiviere e Castelgoffredo.
1467

 

Milano

 

Venezia

 

 

 

Emilia

 

Contrasta nel bolognese Bartolomeo Colleoni che dal Veneto sta cercando di penetrare in Toscana.

1468

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si incontra a Pavia con il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Ha un nuovo incontro con Galeazzo Maria Sforza a Parma. Ottiene un’assegnazione sulle entrate di tale città.

Ott. nov.

 

Milano

 

Correggio

 

 

 

Emilia

 

Con Federico da Montefeltro assale i signori di Brescello Niccolò e Manfredo da Correggio. Costoro sono salvati dall’ intervento di Borso d’Este.

1469

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Si reca a Ferrara per accogliervi l’imperatore Federico d’Austria.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A Milano, per un nuovo colloquio con il duca. Ottiene in tale circostanza un’assegnazione sulle entrate di Como. Subisce, per entrambe le assegnazioni a suo favore (a Parma ed a Como),  continui rinvii delle scadenze di pagamento.

1470

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Le pratiche per il rinnovo della condotta con il duca di Milano si presentano difficoltose: Ludovico Gonzaga cerca altri possibili impieghi.  Tiene in sospeso gli inviati di Galeazzo Maria Sforza. Da parte sua il duca cerca di limitare al massimo gli impegni economici: offre al marchese la riconferma della luogotenenza, ma non gli vuole concedere alcuna prestanza. La condotta è in ogni caso stipulata a fine mese. Gli obblighi del Gonzaga sono solo virtuali nel senso che non sono fissate clausole precise circa il numero degli uomini d’arme e dei cavalli che deve fornire con il suo servizio. Ufficialmente il marchese dichiara di avere a disposizione 200 uomini d’arme con il relativo seguito di uomini e cavalli.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Si trova a Parma con Alessandro Sforza: vi si incontra con i duchi di Milano e di Ferrara.

1471

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla morte di Borso d’Este sostiene ancora i diritti alla successione nel ducato di Ferrara del nipote Niccolò d’Este ai danni di Ercole d’Este.

1472

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. sett.

 

Milano

 

 

 

Luogotenente ducale

 

Lombardia

 

Chiede agli Sforza lo stipendio di 36000 ducati in tempo di pace e di 80000 in guerra: gliene  sono concessi, rispettivamente, 32000 e 82000, di cui 12000 per il figlio Federico. La ferma è stabilita per tre anni. A fine giugno ha luogo a Mantova la ratifica degli accordi. A luglio la situazione accenna a divenire fluida e Ludovico Gonzaga fa alcuni tentativi per esimersi dagli impegni: Galeazzo Maria Sforza gli promette altri 42000 ducati annui. A settembre gli è chiesto di militare con 600 uomini d’arme. Ludovico Gonzaga non aderisce alla domanda; preziosa, peraltro, è anche la sua neutralità per cui i pagamenti da parte di Milano continuano in modo regolare.

Ott. nov. Gli sono consegnati 9000 ducati ed a novembre ne riceverà altri 6000.
Dic. A Milano Il consiglio segreto ducale fissa per le cerimonie ufficiali l’ordine di precedenza per signori e condottieri: primo viene il marchese di Mantova, poi il signore di Imola Taddeo Manfredi, indi quello di Forlì Pino Ordelaffi. A costoro seguono Roberto da San Severino, Giovanni Conti e Giovanni Bentivoglio.
1473

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Prende parte a Milano ad un consiglio di guerra con Pino Ordelaffi, il nipote del papa Girolamo Riario e Giovanni Conti. Nel ritornare a Mantova è accompagnato da ogni attestato di stima.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ha ai suoi ordini 3000 cavalli e 1000 provvigionati.

1474

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ospita a Mantova il re Cristiano di Danimarca e Norvegia che lo arma cavaliere dell’ordine dell’ Elefante.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

Si reca in pellegrinaggio a Loreto con 160 cavalli.

1475

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Lombardia Ha la responsabilità del comando delle truppe sforzesche incaricate di rimanere nel ducato di Milano nel caso di sua invasione di terzi: si tratta di 1100 uomini d’arme divisi in 41 squadre. Da parte sua Ludovico Gonzaga ha ai suoi ordini diretti altri 200 uomini d’arme divisi in otto squadre. L’esercito deputato ad intervenire fuori del ducato è comandato da Guglielmo di Monferrato (1115 uomini d’arme per 46 squadre).
Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia Piemonte

 

A Milano, per un incontro con Galeazzo Maria Sforza. Nella città viene ospitato nel Castello Sforzesco. Alle terme di Acqui.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Consolida i suoi diritti sui castelli di Viadana, di Rivarolo Mantovano, di Bozzolo, di Dosolo e di Gazzuolo mediante un accordo con il cremonese Emanuele Cavalcabò.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ottiene Quistello dal monastero di San Benedetto di Polirone.

1476

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

Milano

 

Borgogna

 

 

 

Piemonte

 

Gli sono consegnati 36000 ducati e si trasferisce in Piemonte. Con Roberto da San Severino conduce le sue truppe sul Sesia a causa del rapimento a Ginevra della duchessa Iolanda di Savoia da parte dei borgognoni di Carlo il Temerario.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Alla notizia dell’ assassinio in Milano del duca Galeazzo Maria Sforza mobilita subito i suoi uomini e li concentra a Marcaria ed a Canneto sull’Oglio.

1477

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A Milano, ove si reca in lettiga. Dà un valido aiuto alla duchessa Bona di Savoia ai danni dei cognati che tentano di escluderla dal governo del ducato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viene invitato dall’ imperatore Federico d’Austria a guidare una spedizione contro Milano;  gli è promesso ogni aiuto per recuperare le terre in possesso dei veneziani. Non accetta la proposta anche per le sue cattive condizioni di salute.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Ai bagni di Pescia:  trascorre in tale località un certo periodo di tempo per curarsi.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Ferrara: è ospitato nel palazzo di Borso Pendaglio.

1478

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Da Graz, l’imperatore gli concede in proprietà allodiale il possesso di Bozzolo, Dosolo, di Gazzuolo, di Isola Dovarese, di Pomponesco, di Rivarolo Mantovano, di Sabbioneta, di San Martino dall’Argine e di Viadana.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli sono assegnati dal senato milanese 8000 ducati affinché invii nel piacentino 100 uomini d’arme e 100 fanti.

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Lombardia

 

E’ mobilitato contro gli svizzeri che minacciano il ducato. Partito in ritardo da Mantova viene raggiunto nel cremonese da un contrordine della duchessa. Può in tal modo fare ritorno nei suoi possedimenti.

1479

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Firenze

 

Chiesa Napoli

 

Capitano g.le

 

Emilia

 

Viene nominato dai fiorentini capitano generale nella guerra contro gli aragonesi ed i pontifici al posto di Ercole d’Este;  gli è concesso uno stipendio di 60000 ducati. Si porta nel reggiano per impedire a Roberto da San Severino ed ai fratelli Sforza, mandati in esilio dalla duchessa Bona, di attraversare gli Appennini.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Staziona nel parmense.

Mag. lug.

 

 

 

 

 

 

 

Liguria  Emilia  Toscana e Umbria

 

Ha ai suoi ordini 22 squadre di cavalli. Si collega con Ercole d’Este e lascia il contado di Sarzana per inseguire con 45 squadre di cavalli e 3000 fanti Roberto da San Severino, diretto, a sua volta, a La Spezia ed a Santo Stefano di Magra. Rinchiude l’avversario in una valle sotto il castello di Vezzano Ligure, finché il San Severino riesce a superare le sue linee penetrando nel ducato milanese. Si trasferisce in Toscana e con Ercole d’Este espugna il castello di Casole d’Elsa nel senese. L’azione termina con il massacro del presidio di 100 uomini e con un orrendo sacco della località: la divisione del bottino, unita alla vecchia ruggine che divide i due duchi, provoca forti contrasti fra gli estensi ed i gonzagheschi  che terminano con l’uccisione di un centinaio di uomini e la distruzione del padiglione del duca di Ferrara. Fanno da pacieri Lorenzo dei Medici e l’ambasciatore sforzesco Giovanni Luigi Bossi. Ludovico Gonzaga è spostato nel perugino dove raggiunge Roberto Malatesta. Con quest’ultimo condottiero espugna ed incendia i castelli di Romazzano e di Fratta Todina.

Nov.

 

Milano

 

Sforza

 

 

 

Toscana  Lombardia

 

Congedato dai fiorentini per i suoi contrasti con gli altri capitani che non accettano la sua autorità, si dirige verso il milanese per sostenere, una volta di più, la causa della duchessa contro i cognati e Roberto da San Serverino che  si sono impadroniti di Tortona e di altre terre.

1480

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Muore di peste a metà mese nel castello di Goito. E’ sepolto a Mantova nella chiesa di San Pietro, probabilmente nella cappella dedicata a San Francesco. Nomina (1460) Andrea Mantegna artista di corte e gli dà l’incarico di dipingere nel Castello di San Giorgio la “Camera degli sposi”. Ritratto in un medaglione dal Pisanello. Alla sua corte vivono umanisti come il Guarino e Francesco Filelfo. Chiama a Mantova artisti come Luca Fancelli e Leon Battista Alberti che iniziano la costruzione delle chiese di Sant’Andrea e di San Sebastiano. Dà incarico al Fancelli di acquistare dei gelsi in Toscana e di diffonderne la coltivazione nel marchesato iniziando da Cavriana, dove Ludovico Gonzaga fa di tale castello la sua residenza estiva. Nella zona di Castiglione delle Stiviere e di Castelgoffredo si insediano le prime attività connesse con la lavorazione e la lavorazione della seta. Fa edificare, sempre dal Fancelli, a Revere il Palazzo Ducale. Fa costruire a Volta Mantovana una residenza estiva, Palazzo Gonzaga-Guerrieri, con giardino all’ italiana. Fa potenziare le fortificazioni di Castiglione delle Stiviere e di Castelgoffredo avvalendosi dell’ architetto Giovanni da Padova. A Mantova fa costruire, sempre da Luca Fancelli, l’Ospedale Grande di San Leonardo e la Corte Ghirardina a Monteggiano. Fa scavare un canale di irrigazione, che sfrutta le acque del Mincio, da Goito a Mapello.  Alla sua morte non è rinvenuto il suo testamento. La moglie Barbara, asserendo di conoscere la volontà del marito e forse per evitare liti tra gli eredi, dispone la divisione dei territori tra i suoi cinque figli maschi. Avviene quindi lo smembramento dello stato gonzaghesco dando in tal modo origine alle diverse signorie di tale casata nel mantovano.

 CITAZIONI

“Uno dei primi d’Italia al tempo di un Colleoni e di un Francesco Sforza, su Ludovico militare non c’é da avere dubbi; sapeva il suo mestiere e lo faceva bene, attento al rendimento e alla cura delle sue truppe: vecchio, sarà sempre pronto alle fatiche del suo ufficio, e pronto al modo di farsi portare in lettiga quando per una crisi di gotta non potrà cavalcare: tanto egli non permetterà alle cose di vincerlo, lui nolente. D’altra parte è vero che egli militava non solo per obbedire agli impegni presi delle sue reazioni e per dovere di circostanze, ma anche per rinsanguare con l’aiuto di ben pesate condotte la cassa privata e la cassa pubblica sempre troppo esigue per la liberalità gonzaghesca.” BELLONCI

“Il periodo del (suo) governo fu uno dei più prosperi per il Mantovano che il 20 dicembre 1475 si accrebbe di Quistello, ceduto ai Gonzaga dal monastero di San Benedetto di Polirone che ne era stato investito l’11 ottobre 1475 da Sisto IV. L’ 11 luglio 1475 Ludovico consolidò i suoi diritti sui castelli di Viadana, Rivarolo, Bozzolo, Dosolo e Gazzuolo in seguito ad accordi col cremonese Emanuele cavalcabò..Nel 1477 ricevette la rosa d’oro. Il 22 aprile 1478 infine da Graz l’imperatore Federico gli concedeva il privilegio per cui gli era riconosciuto in proprietà allodiale il possesso di Bozzolo, Dosolo, Gazzuolo, Isola Dovarese, Pomponesco, Rivarolo, Sabbioneta, San Martino dell’Argine e Viadana. Erano i beni già appartenenti al fratello Carlo e passati a Ludovico per mancanza di eredi diretti legittimi. Egli li riunì al marchesato insieme a quelli degli altri fratelli già morti da tempo.” CONIGLIO

“E fu home da bene e de gran consilio, come multe amice et amatore dal culto devino.” BERNARDI

“Fu questo signore huomo grato, affabile, liberale, e quanto ad huomo militare eloquentissimo, e religioso.” ALBERTI

“Carissimo fu questo egregio principe non solo a gli suoi popoli, ma anche da tutta Italia era amatissimo e tenuto in grandissima veneratione..Havea persona alta e forte membri; il volto bianco, gli occhi azzurri, chiari e i capelli castagnicci.” ROSCIO

“Costui fu prudente, in le arme ecelento.” CORPUS CHRONIC. BONOMIENSUM

“Fu huomo grato, affabile, liberale, e quanto alla militia si conviene, eloquentissimo e religiosissimo.” EQUICOLA

“Per molte degne attioni, insigne e cospicuo..Fu huomo grato, affabile, liberale, osservatore della fede e nell’arte militare esperto.” LOSCHI

“Quem nomen aetate nostra in hac misera Italia principatu dignum animus, magnitudine animi, fide, ac constantia.” G. CAPPONI

“E’ stato uno dignissimo signore, et de grande prudentia et governo.” dal carteggio di Ercole d’Este a Giovanni Bentivoglio, riportato dal DALLARI

“Uomo di moltissimo senno, non si dimenticò mai dei doveri del suo stato, onde riuscì uno dei migliori principi del suo tempo.” LITTA

“Fece molte degne opere..Fu questo signore huomo grato, affabile, liberale e quanto ad huomo militare eloquentissimo e religiosissimo.” SANSOVINO

“Principe e Capitano di chiarissimo nome.” SPINO

“Fu di molta esperentia nell’armi, generosissimo e splendidissimo, e dotato di tante virtù che ne era per ciò generalmente da ogn’uno amato, e il chiamavano arbitro delle cose di Lombardia.” TARCAGNOTA

“Fu..huomo bellicoso e di animo generoso, e molto liberale, et per ciò amato molto da ogni uno.” ULLOA

“Dux tum militari scientia, tum et in primis sapientia, et magnanimitate praestantissimus.” PORCELLIO

“Erudito nelle lettere e..esercitato nelle cose militari fu in questo gran principe un’armonia di tutte le virtù e un odio di tutti i vitii.” MAFFEI

“Costui fo experto nile arme.” NOTAR GIACOMO

“Come condottiero, Ludovico si barcamenò al solito tra Milano e Venezia, nella politica pendolare che in pratica aveva contraddistinto anche i suoi predecessori.” RENDINA

“Egli lasciò dietro di sé il ricordo di un principe abile nelle armi, colto e prudente, ma soprattutto integro e leale, che poneva il proprio onore, la propria fedeltà agli impegni presi e il bene della sua casata e della sua città sopra ogni considerazione. Nella storia della dominazione gonzaghesca di Mantova, gli oltre trent’anni del suo principato rappresentano, dopo un sessantenio di convulsi moti di guerra, una lunga fase di stabilità e una costruzione istituzionale e sociale la cui profondità ben si riflette nell’immagine urbanistica che ancora connota in modo distintivo la città.” LAZZARINI