LUDOVICO GONZAGA DA BOZZOLO Signore di Sabbioneta

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0798 LUDOVICO GONZAGA DA BOZZOLO Di Bozzolo. Conte di Rodigo. Signore di Sabbioneta, Belforte, Gazzuolo, Correggioverde, Pomponesco, Dosolo e Casalmaggiore. Figlio di Giovanni Francesco; fratello di Federico, Pirro e Febo, padre di Luigi Rodomonte e di Cagnino, cognato di Giovan Francesco da San Severino, suocero di Galeotto della Mirandola e di Girolamo da Martinengo.

1481-1540 (giugno)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti

 

1496

 

Francia

 

 

 

 

 

 

 

Giovane, viene inviato dal padre in Francia alla corte del re Carlo VIII.  Giovanni Francesco muore nello stesso anno: come primogenito ottiene con gli altri fratelli l’investitura dei suoi feudi divenendo conte di Rodigo e consignore con Pirro di Gazzuolo, Sabbioneta, Pomponesco e Dosolo.

1497

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Lombardia Rientra in Lombardia dalla Francia con il fratello Federico.
Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ottiene dall’imperatore Massimiliano dAustria il permesso di battere moneta a Sabbioneta ed a Bozzolo.

Ott. Milano 10 uomini d’arme Lombardia A Milano. Viene accolto benevolmente dal duca Ludovico Sforza. Alloggia all’Osteria del Pozzo. Gli sono concesse una condotta di dieci uomini d’arme ed una provvigione annua di 1200 ducati pagabile in rate trimestrali.
1498
Mar. Si sposa con Francesca Fieschi,  figlia di Gian Luigi, conte di Lavagna.
1500

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

Firenze

 

Pisa

 

 

 

 

 

Il re di Francia Luigi XII ed il cardinale di Rouen fanno pressione sui veneziani affinché gli sia data una condotta.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ospita a Bozzolo Galeazzo da San Severino, appena liberato dai francesi.

1503

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Si reca a Venezia con il fratello Federico: nella città alloggia a Cà Turlon in San Girolamo. I veneziani non accedono alla sua richiesta di avere una condotta.

1507

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Francia e Lombardia

 

Accompagna in Francia e nei suoi castelli nel mantovano l’ ex regina di Napoli, vedova di Federico d’Aragona. Gli sono donati 6000 ducati.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Fa alloggiare a Bozzolo 1200 fanti tedeschi che dal Trentino hanno superato il veronese per cercare uno stipendio in Italia.

1509

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

Impero

 

Venezia

 

 

 

Veneto

 

Entra in Padova, appena conquistata, con il fratello Federico alla testa di 250 cavalli e di 700/800 lanzichenecchi; si stanzia con le truppe fuori la Porta del Portello;  convince i notabili cittadini a collaborare con le nuove autorità. Nel castello cittadino si colloca Marco Sittich con 1000 fanti tedeschi. A fine mese lascia la città per unirsi con l’esercito imperiale a Castelfranco Veneto.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Giunge a Bassano del Grappa con il fratello Federico (650 cavalli) per venire incontro all’esercito dell’imperatore Massimiliano d’Austria; si sposta a Cittadella.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Piombino Dese, alla rassegna dell’esercito tenuta da Costantino Arianiti. Prende parte all’assedio di Padova alla testa di 150 uomini d’arme (700 cavalli). Ha l’incarico di assicurare i rifornimenti da Vicenza al campo, di condurvi le artiglierie e di deviare le acque del Bacchiglione. Viene sorpreso nottetempo con 800 cavalli a San Martino di Lupari, nei pressi di Longare, dagli uomini di Giano Fregoso, di Giovanni Greco e di Dimitri Megaduca (150 uomini d’arme, 120 balesterieri a cavallo e 120 stradiotti). Nello scontro è catturato Filippo dei Rossi con 300 cavalli. Il Gonzaga da Bozzolo  si salva attraverso i monti dopo avere promesso del denaro ad alcuni contadini.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Ritorna a Longare con il fratello Federico per deviare il corso del Bacchiglione.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Ai primi del mese gli imperiali abbandonano le operazioni di assedio di Padova. Conduce a Montagnana l’artiglieria estense ed affianca il cardinale Ippolito d’Este alla difesa di tale località.

Nov. dic. Veneto Emilia Alla notizia della caduta di Vicenza in mano veneziana lascia Montagnana per riparare nel Polesine. Con la perdita del Polesine si rifugia a Ferrara.
1510

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Alla difesa di Verona. Esce dalla città per Porta Vescovo e depreda il territorio circostante facendo prigionieri e razziando bestiame. Entra in Vicenza;  ha il compito di riscuotere una taglia di 50000 ducati imposta dagli imperiali. Esegue gli ordini con particolare asprezza anche se non riesce a raccogliere che metà della somma.

Giu.

 

Impero

 

Venezia Chiesa

 

 

 

Veneto

 

Esce da Verona con 600 cavalli: affrontato da Taddeo della Volpe, da Meleagro da Forlì e da Giovanni Greco è costretto alla fuga; fa rientro a Verona lasciando nelle mani dei veneziani  100 cavalli. Ricorre alla guerra psicologica e fa trovare nel campo di Brentelle, nei pressi di Padova, messaggi alle truppe della Serenissima con le quali le si invita alla diserzione.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Al campo di Santa Croce Bigolina sul Brenta. Alla testa di 600 spagnoli, di 1200 tedeschi, di 400 cavalli tedeschi, con due grossi pezzi di artiglieria a disposizione si impadronisce del castello di Scala. E’ sufficiente  un solo colpo di cannone. Con Giorgio di Liechtenstein (8000 fanti, 1000 cavalli e sei pezzi di artiglieria) prosegue per la strada di Quero, distrugge Castelnuovo e si avvia verso Feltre, difesa da 500 fanti e 300 cavalli: la città,  conquistata dopo accanita resistenza, viene messa a sacco. Sono stuprate donne, depredati monasteri ed ogni abitazione. Come atto finale è dato fuoco alla località. Segue la resa di Belluno (salvi l’avere e le persone e lasciati liberi i soldati veneziani). Subito dopo si sposta a Bassano del Grappa con Andrea e Giorgio di Liechtenstein; conquista Covolo e raggiunge il principe Rodolfo di Anhalt al campo di Santa Croce Bigolina.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Al campo di Olmo, vicino a Vicenza.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Verona: abbandona la città quando questa è attaccata dagli avversari.

1511

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Verona. Fa parte del consiglio del capitano generale la Palisse e del maestro di campo Giorgio di Liechtenstein. Invia un suo trombetta a Padova per chiedere la liberazione di otto uomini d’arme catturati dagli stradiotti.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

E’ nominato temporaneamente governatore di Verona. Dopo la battaglia di Casalecchio di Reno fa liberare a Ferrara alcuni fanti veneziani, catturati in tale occasione, che Alfonso d’Este avrebbe voluto fare giustiziare.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Lascia Verona; come governatore ritorna Giovanni Gonzaga.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Si trova al campo di San Pietro in Gu e di Grantorto con truppe tedesche; invia il fratello Federico a raccogliere 2000 fanti e 300 lance (con la promessa dell’arrivo del denaro necessario da parte del re di Francia); si collega con l’imperatore.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Vicenza con 300 cavalli ed alcuni fanti: ha il comando delle milizie italiane. Domanda il denaro per le paghe al commissario imperiale. E’ rimandato ai pagatori del re di Francia; sdegnato, licenzia i fanti. Viene sconfitto a Soave dai veneziani che gli catturano 300 cavalli:  è fatto prigioniero, tra gli altri, con il conte di Melzo che muore di peste in pochi giorni.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Raduna fanti nel mantovano per conto dei francesi al fine di contrastare gli svizzeri; è richiamato nel milanese.

1512

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Alla guardia di Modena per conto degli imperiali; nella città prende alloggio nella casa di Pietro Demosto. Con il governatore Vifurst impone agli abitanti una taglia di 6000 ducati; a fine mese ne chiede altri 2000 al clero locale.

Mag.

 

Francia

 

Venezia

 

 

 

Emilia e Romagna

 

Riscuote le tasse imposte ai modenesi;  passa agli stipendi dei francesi che lo inviano alla difesa di Ravenna.

Sett.

 

Impero

 

 

 

 

 

Emilia

 

Entra in Ferrara;  con tale atto suscita le ire del papa Giulio II.

1513

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

Impero

 

Venezia

 

100 lance

 

Veneto e Lombardia

 

Ritorna alla difesa di Verona; porta con sé del denaro.  Pone le sua stanze nel vescovado. Con Nicola della Torre ha il mandato di raccogliere 400 balestrieri a cavallo e 200 uomini d’arme. Si reca a Mantova per conto di Massimiliano d’Austria.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Cade nei pressi di Verona in un’imboscata tesagli dagli stradiotti di Andrea Mauras: si salva con la fuga.  Perde tutti i carriaggi.

Nov.

 

Francia

 

Venezia

 

 

 

Lombardia

 

Viene nominato dai francesi governatore di Brescia.

1515

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Spagna

 

 

 

 

 

Lombardia

 

E’ inviato a Milano dal re di Spagna Carlo I (il futuro imperatore Carlo V).

Lug.

 

Chiesa

 

 

 

100 lance

 

Emilia

 

Agli stipendi del papa Leone X. Si muove nel bolognese.

1516

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

Mantova

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Milita al servizio di Francesco Gonzaga. Sequestra alcuni battelli carichi di orzo diretti al campo franco-veneziano;  fa  svaligiare un corriere veneziano.

Apr.

 

Concordia

 

Mirandola

 

 

 

Emilia

 

Alla difesa di Concordia contro Giovan Francesco della Mirandola.

1517

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Compera il feudo di Casalmaggiore per 20000 scudi dal signore di Boisy Pietro Gouffier: la madre, per coprire tale spesa, impegna i suoi gioielli. Sempre per fare fronte a tale acquisto  il Gonzaga da Bozzolo ottiene del denaro in prestito anche dal suo futuro genero, il marchese di Atripalda Alfonso Castriota. Il re di Francia e l’imperatore gli confermano il feudo.

Apr. Emilia A fine mese con alcuni suoi fautori entra nel castello di Colorno;  vi assale Galeazzo o Giovanni da San Severino, figlio di Roberto Ambrogio, un signorotto che terrorizza il circondario con le sue malefatte. Il Gonzaga da Bozzolo lo sorprende  mentre sta dormendo; il San Severino viene ferito e gettato nel fiume Parma dove muore annegato. Il giorno seguente il cadavere, ancora in camicia, è collocato su un banco ed è sottoposto ad ogni tipo di insulto. Il palazzo del morto viene saccheggiato ed è derubato di ogni suo bene.
Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Alcuni suoi fautori si scontrano nel mantovano con quelli di Ludovico da Fermo, favorito del marchese Francesco Gonzaga.

1518 Lombardia Si celebrano a Casalmaggiore le nozze tra la figlia Camilla ed il marchese di Atripalda. Alla cerimonia sono presenti i fratelli Federico e Pirro e l’umanista Matteo Bandello.
1520

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ha una contesa con i veneziani per questioni di confini.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

I veneziani non gli concedono di acquistare nel veronese mille stera di foraggio nonostante la pressione esercitata a suo favore dall’ ambasciatore francese.

1521 Lombardia A seguito di un’ulteriore suddivisione del patrimonio famigliare ottiene dal fratello Pirro Sabbioneta.
1522

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Impero

 

Francia

 

 

 

Emilia

 

Si trova a Fiorenzuola d’Arda. I francesi sorprendono 150 cavalli leggeri della sua compagnia ed alcuni fanti trovati negligentemente a dormire.

Mag.

giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Accoglie a Casalmaggiore il duca di Milano Francesco Sforza: presto milizie sforzesche si impadroniscono della località  suscitando le sue vane proteste.

1526

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ottiene dagli imperiali Casalmaggiore, alla cui guardia si trova il figlio Luigi Rodomonte. Gli sforzeschi gli riconquistano il feudo.

1528

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…..

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Federico Gonzaga gli  consegna i castelli già appartenenti al fratello Federico, appena morto a Todi.

Nov. dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A novembre dona Bozzolo al figlio Cagnino, a dicembre Rivarolo Mantovano al figlio Luigi Rodomonte.

1536

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Scaccia dai suoi stati il figlio Cagnino perchè milita a favore dei francesi.

1540

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Muore a Sabbioneta. Nessuno dei suoi cinque figli maschi gli è sopravvissuto;  nomina allora come suo erede il nipote di nove anni Vespasiano.

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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