GUGLIELMO DI MONFERRATO

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Condottieri di ventura

1113      GUGLIELMO DI MONFERRATO  (Guglielmo Paleologo) Marchese del Monferrato. Signore di Alessandria, Casale Monferrato, Bosco Marengo, Castellazzo Bormida, Solero, Quargnento, Cassine, Felizzano, Cremolino, Belforte Monferrato, Mollare, Mirabello Monferrato, Borgoratto Alessandrino, Quattordio, Annone, Pontestura, Moncalvo, San Damiano d’Asti, Nizza Monferrato, Acqui Terme, Frugarolo, Castellazzo Bormida. Suocero del duca Carlo di Savoia.

1405– 1483 (febbraio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

………….. Francia e Piemonte

Viene inviato in Francia presso il nonno Roberto duca di Bar: durante il viaggio è catturato dagli uomini d’arme del duca di Savoia che lo rinchiudono a Thonon-les-Bains. E’ liberato allorché il ducato di Bar perviene nelle mani di Renato d’Angiò. Rientra in Piemonte alla morte del padre e gli è data in signoria Trino.

………….. Napoli Re d’Aragona Regno di Napoli

Combatte gli aragonesi nel regno di Napoli a favore di Renato d’Angiò.

1446
Feb. Milano Sforza Toscana

Sostituisce Luigi da San Severino negli attacchi a Pontremoli, feudo di Francesco Sforza.

Giu. Milano Bologna       Venezia 500 cavalli Emilia

E’ inviato con 500 cavalli nel bolognese per prestare soccorso ai locali fuoriusciti. Ha forti contrasti con Carlo Gonzaga per motivi di precedenza;  teme che il rivale pravalga nel favore presso il duca Filippo Maria Visconti.

Lug. Venezia Milano Emilia e Lombardia

Viene contattato segretamente da Taddeo d’Este che, in cambio della consegna di Castelfranco Emilia e di San Giovanni in Persiceto tenute dai suoi uomini, gli promette una condotta di 500 lance (200 pagate dai veneziani, 200 dai fiorentini e 100 dai bolognesi) e di 300 fanti (un terzo a carico di ciascuno dei tre stati). Ratificato l’accordo per mezzo del quale ottiene più denari di quanti richiesti, i bolognesi gli consegnano quattro cittadini in ostaggio tra i quali vi è Ercole Malvezzi. Costoro sono condotti da Alberto Pio a Castelfranco Emilia;  subito dopo Guglielmo di Monferrato affida il castello a Taddeo d’Este. Si unisce con i veneziani, raggiunge San Giovanni in Persiceto ove sono fatti entrare 300  fanti bolognesi dal castellano (un suo nipote). Alla notizia del loro ingresso nella fortezza Carlo Gonzaga fa armare i suoi uomini d’arme. I terrazzani si ribellano, si accostano a veneziani e bolognesi; i ducali sono vinti e messi in fuga. Subito dopo Guglielmo di Monferrato si collega nel bresciano con Micheletto Attendolo.

Ago. Lombardia

Lascia Manerbio, attraversa l’Oglio e si ferma a Robecco d’Oglio; si accosta sotto Cremona per liberare la città dall’assedio dei viscontei.

Sett. Lombardia

 

Sempre agli ordini di Micheletto Attendolo sconfigge sul Mezzano, un’isola sul Po ad un miglio da Casalmaggiore, le truppe di Francesco Piccinino: gli toccano come preda 100 cavalcature sulle 4000 facenti parte della preda.

1447
Lug. Lombardia A fine mese a causa dell’arrivo dei ducali comandati da Guidantonio Manfredi fa trasportare vettovaglie e foraggi in Caravaggio.
Nov. Lombardia

I suoi uomini pongono le loro stanze parte nel bresciano e parte nel veronese.

1448
Giu. Milano Venezia 700 lance e 500 fanti Lombardia

Appoggia Francesco Sforza nelle sue ambizioni dinastiche. Gli è concesso uno stipendio mensile di 6600 fiorini a fronte della condotta di 700 lance e 500 fanti che gli costano solo la metà di quanto gli viene corrisposto.

Lug. Lombardia

Esce dal lodigiano con Francesco Sforza, contro il parere di Francesco e di Jacopo Piccinino, per muoversi in soccorso di Cremona. Prende parte all’assedio del castello di Caravaggio dove si colloca con Cristoforo Torelli, Luigi dal Verme e Carlo Gonzaga a sinistra rispetto alla Porta Orientale; a destra si pongono i condottieri di scuola braccesca.

Ago. Lombardia

Lascia il lodigiano con Francesco Sforza, Cristoforo Torelli e Luigi dal Verme, attraversa il cremasco ed in tre giorni giunge sul Po nei pressi di Cremona. E’ presente alla battaglia del Mezzano in cui viene disfatta la flotta veneziana di Andrea Querini.

Sett. Lombardia

Partecipa alla battaglia di Caravaggio. Con Alessandro Sforza ha il compito di difendere il campo allorché Francesco Sforza e Francesco Piccinino passano all’ offensiva ed espugnano l’accampamento veneziano sorvegliato da Bartolomeo Colleoni. Nello scontro fa prigioniero Jacopo Catalano;  gli permette di fuggire a nome di una vecchia amicizia che lega i due condottieri. Affianca lo Sforza sotto Brescia; respinge le provocazioni del commissario milanese Antonio Porro che fa pressioni per abbandonarne l’ assedio perché preda di guerra dello stesso Sforza (in caso di conquista della città) e non della Repubblica Ambrosiana.

Ott. Sforza Milano 700 lance e 500 fanti Lombardia

Francesco Sforza si accorda a Rivoltella con i veneziani ai danni della Repubblica Ambrosiana; Guglielmo di Monferrato è convinto da Alessandro Sforza ad assecondare Francesco. In cambio gli è promessa la signoria di Alessandria, di Torino, di Ivrea e di altre terre. E’ condotto per otto mesi con 2100 cavalli e 500 fanti; lo stipendio è sempre di 6600 fiorini il mese.

Nov. Lombardia

Staziona a Casorate Primo. Con i tre fratelli San Severino (Amerigo, Bernabò e Francesco) effettua alcune scorrerie nel territorio compreso tra Milano e Pavia.

Dic. Piemonte

Si impadronisce di Alessandria.

1449
Gen. Piemonte

Gli abitanti di Alessandria gli si sottomettono nella chiesa di San Pietro; analogo atto faranno poco dopo anche i cittadini di Felizzano e di Bosco Marengo.

Feb. Lombardia

Si trasferisce all’ assedio di Milano; con Luigi dal Verme e Dolce dell’ Anguillara depreda le strade che portano da Pavia ai navigli del capoluogo lombardo.

Mar. Lombardia

Prende parte all’ assedio di Monza con otto squadre di cavalli; si colloca di fronte al castello con i due fratelli Piccinino: deve ritirarsi quando Francesco e Jacopo Piccinino ritornano a militare a favore della Repubblica Ambrosiana. Nell’ occasione viene salvato dal più vecchio dei due fratelli, Francesco, che impedisce a Jacopo, per ragioni di cavalleria, di svaligiare le sue truppe.

Mag. Lombardia

Francesco Piccinino cerca di utilizzare il suo precedente gesto cavalleresco;  mette in giro la voce che Guglielmo di Monferrato è pronto a defezionare nel campo milanese; Francesco  Sforza non crede inizialmente alla notizia. Dà anzi l’incarico al condottiero monferrino  di assalire con 200 uomini d’arme l’avanguardia degli schioppettieri milanesi mossisi in soccorso della rocca di Melegnano. Alla fine, anche perché tale voce coincide con i suoi interessi, Francesco   Sforza approfitta della  calunnia; su suo ordine    Guglielmo di Monferrato è catturato nei pressi di Pavia da Roberto da San Severino mentre il condottiero è di ritorno da una visita di cortesia alla moglie del futuro duca di Milano Bianca Maria Visconti. Viene incarcerato nel castello di Pavia; è anche torturato.

1450
Mag. Lombardia

E’ liberato dopo un anno e dieci giorni previa rinuncia,  effettuata a Lodi, dei vasti possedimenti che gli sono stati  promessi a suo tempo da Francesco Sforza (Alessandria, Frugarolo, Castellazzo Bormida, Seccedo, Cassine, Uvelia, Solero, Felizzano, Quattordio, Castello di Annone, Rinfrancorio, Bofaluzzo, Castelceriolo, Camalero, Borgoratto Alessandrino). il fratello Bonifacio, inoltre, deve consegnare agli sforzeschi Bosco Marengo, Quargnento, Pavone d’Alessandria e Frascheto.

…….. Piemonte e Veneto

Appena rientra nel Monferrato protesta per la cessione forzata cui è stato costretto;  induce il fratello Giovanni, marchese del Monferrato, ed il duca di Savoia a collegarsi contro  Francesco Sforza. Si reca a Venezia. Nel contempo viene contattato da Jacopo Piccinino sempre per il medesimo scopo: una figlia del marchese Giovanni viene fidanzata con Niccolò Piccinino, di due anni circa,  figlio primogenito di Jacopo.

1452
Apr. Napoli Venezia Milano Capitano g.le      800 lance e 1000 fanti Piemonte

Viene assoldato da aragonesi e da veneziani con il titolo di capitano generale “al di qua del Ticino”. Ha il comando di 800 lance e di 1000 fanti; la condotta è stabilita in un anno di ferma ed in uno di rispetto. Tra i capitoli del contratto, vi è, oltre la promessa della consegna di Alessandria in caso di vittoria, la clausola di non essere sottoposto ad alcuna rassegna. Gli è riconosciuta anche una provvigione mensile di 3750 ducati. Favorisce subito i Fieschi e gli Adorno ai danni dei genovesi.

Mag. Piemonte  Lombardia

Apre la guerra nell’alessandrino con 4000 cavalli e 2000 fanti; gli viene contro Corrado da Fogliano con forze inferiori alle sue (3000 cavalli e 500 fanti). Guglielmo di Monferrato dà il guasto al tortonese ed al pavese; occupa Pozzolo Formigaro e tutti i castelli dell’ alessandrino con l’eccezione di Castellazzo Bormida e di Cassine.

Lug. Piemonte

2000 cavalli, condotti da Sacramoro da Parma e da Giovanni della Noce, si collegano con Corrado da  Fogliano: Guglielmo di Monferrato è sorpreso dagli avversari sotto le mura di Cassine mentre i suoi soldati, oppressi dalla calura, se ne stanno contro i suoi ordini dispersi e disarmati. L’artefice più o meno volonario del disastro viene individuato in Santino da Ripa, che si fa trovare con i suoi 600 fanti impreparato ed in disordine. Gli sforzeschi, infatti, assalgono con grande impeto il colle sul quale sono alloggiati tali uomini e li mettono in fuga. Guglielmo di Monferrato ripara a Castelnuovo Bormida mentre Corrado da Fogliano rientra ad Alessandria carico di prede.

…….. Piemonte

Si rinfranca a seguito della sconfitta di Alessandro Sforza ad Abbadia Cerreto ad opera di Carlo di Montone e di Matteo da Capua: rifiuta le condizioni di pace che pure in un primo momento ha ricercate. E’ fronteggiato nell’ alessandrino da Bartolomeo Colleoni che lo costringe ad abbandonare il territorio.

1453
Sett. Piemonte

Su pressione di Renato d’Angiò si rappacifica con Francesco Sforza; Bartolomeo Colleoni, nel frattempo, si impadronisce del borgo e della rocca di San Martino Alfieri. Nello stesso anno Guglielmo di Monferrato vende per 20000 ducati Solero e Quargnento a Giovanni da Tolentino.

1454
……..

I veneziani tentano invano di ricondurre Guglielmo di Monferrato ai loro stipendi.

Apr. Lombardia

Con la firma della pace di Lodi si reca a Milano. Vi è accolto benevolmente da Francesco Sforza: il duca di Milano gli concede in feudo i castelli di Cassine e di Felizzano.

Ago.

Francesco Sforza gli assicura uno stipendio annuo di 8000 ducati per avere il suo appoggio ai danni del duca di Savoia.

Sett. ott. 200 cavalli Piemonte Al termine del conflitto i cavalli della compagnia sono acquartierati nel novarese.
1459
Gen. Lombardia

Si reca a Milano;  accoglie nel borgo di Porta Orientale Roberto da  San Severino reduce dal suo pellegrinaggio in Terrasanta.

1462
Gen. feb. Lombardia A Milano in occasione di una grave malattia di Francesco Sforza. Fa parte del consiglio segreto del duca. A febbraio si incontra con lo Sforza ormai sulla via della guarigione.
Mag. Piemonte Concede il passo nei suoi territori a 2500/3000 soldati francesi del re Luigi XI diretti a Savona.
1463
Gen. Lombardia e Piemonte Lascia Milano per rientrare in Monferrato a causa della malattia del fratello Giovanni Paleologo.
Apr. Lombardia Presenzia a Milano ad una giostra organizzata da Galeazzo Maria Sforza in onore del figlio naturale del duca di Borgogna Antonio di Valois, detto il Bastardo di Borgogna,  fratellastro di Carlo il Temerario. I famigli di Francesco Sforza, che prendono parte al torneo, indossano una livrea bianca e marrone.
Mag. Piemonte e Lombardia Lascia il Monferrato con un corteo di 70 cavalli; tocca Cremona e Bozzolo;  giunge a Mantova dove è ospitato dal marchese Ludovico Gonzaga. Si propone di assistere alle nozze (che non avverranno) tra Dorotea Gonzaga e Galeazzo Maria Sforza.
1464
Gen. Piemonte

Succede al fratello Giovanni nel marchesato del Monferrato. Si appoggia sempre più al ducato di Milano contro l’espansionismo dei Savoia.

1465 Sposa in prime nozze Maria, figlia di Gastone di Foix.
1466
Mar. Lombardia

A Milano per la morte di Francesco Sforza; presenzia nel duomo ai suoi funerali.

1467
Lug. Monferrato Duca Savoia Piemonte

Affronta Filippo di Savoia (Filippo Senza Terra o Filippo di Bresse) con l’aiuto degli sforzeschi. Subisce numerose scorrerie nei suoi territori.

Ott. Piemonte

Passa all’ offensiva; occupa Balzola, Ronsecco, Gassino Torinese ed altre località.

Nov. Piemonte

Il conflitto ha termine: il duca Amedeo di Savoia deve rinunciare alla sua pretesa di avere l’omaggio dal marchese del Monferrato e gli deve lasciare Balzola.

1468
Ott. Milano Duca Savoia Piemonte

Attraversa il Sesia con i ducali ed invade il vercellese: la guerra si conclude nello stesso mese per l’intervento del re di Francia Luigi XI.

……….

Il nuovo duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, pur di averlo come alleato, gli fa sposare la sorella Elisabetta (di sedici anni contro i suoi sessantacinque) e gli concede in feudo Cremolino, Belforte Monferrato, Mollare e Mirabello Monferrato (dote di 100000 fiorini).

1469 Si dà da fare per ottenere nuove condotte inviando segnali sia ai veneziani, sia agli angioini come al duca di Savoia.
1472
Ott. Milano 300 lance e 500 fanti

A metà mese gli viene rinnovata dal duca di Milano la condotta di 300 lance e di 500 provvigionati. Si dice disposto a rinunciare alla provvigione in tempo di pace. Gli è consegnata una prestanza iniziale di 3000 ducati ed a novembre gli saranno consegnati altri 15000 ducati.

1473 Capitano g.le

Viene nominato capitano generale dell’esercito sforzesco;  gli è riconosciuta una provvigione di 12000 ducati.

1475
Feb. Ha l’incarico di comandare le truppe sforzesche nel caso in cui queste siano impegnate fuori del ducato di Milano. Si tratta di 1115 uomini d’arme suddivisi in quarantasei squadre. Ludovico Gonzaga ha invece il compito di comandare quelle che rimangono nel ducato in caso di attacco di terzi (altri 1100 uomini d’arme per quarantuno squadre).
1476
Giu. Milano Borgogna Piemonte

Coadiuva nel Canavese gli sforzeschi di Donato del Conte contro il vescovo di Ginevra Gian Luigi di Savoia.

1477
Feb. Monferrato Duca Savoia Lombardia

Si reca a Pavia per rinnovare l’alleanza con gli sforzeschi ai danni del duca di Savoia. Filippo di Savoia infatti continua a danneggiare le sue terre; Guglielmo di Monferrato, con l’aiuto del duca di Milano, si rifiuta di consegnare ai sabaudi Balzola. Anche il re di Francia lo appoggia in tale disputa.

…….

Invia 500 fanti agli sforzeschi per recuperare Genova.

Nov. Piemonte

Ad Agarina, per le trattative di pace con il duca di Savoia.

1479
Mar. Milano Napoli Chiesa

Gli  sono consegnati 60000 ducati per radunare truppe con cui affrontare aragonesi e pontifici in Toscana. Non rivela molta solerzia in tale incarico.

Ago. sett. Emilia e Piemonte

Si congiunge con Gian Giacomo da Trivulzio, saccheggia Pontecurone e si muove verso Tortona dove si è attestato Roberto da San Severino. Nei pressi di Bassignana le sue milizie si scontrano con gli avversari e catturano in una scaramuccia il Faccendino.

1481

Si allea con veneziani e pontifici abbandonando la linea politica precedente favorevole al ducato milanese.

1482
Lug. Milano Rossi Emilia

Cambia nuovamente partito a favore degli Sforza;  entra nel parmense per affrontarvi i Rossi che si sono alleati con i veneziani.

Ott. Emilia

Gli viene riconosciuta una provvigione di 12000 ducati in tempo di pace e di 50000 in tempo di guerra: la condotta è sempre di 300 lance e 500 fanti.

1483
Feb. Piemonte

Muore di vecchiaia a Casale Monferrato. E’ sepolto nella chiesa dei frati minori. Ritratto di Giovan Francesco Caroto. In terze nozze si è sposato con Giovanna Bernarda di Bresse.

 CITAZIONI

“Natura ogni sua possa mostrar volse/ Quando produsse questo alto Signore;/ Nel procero suo corpo Idio racolse/ Ogni virtute et nobil favore,/ Perché fuò sagio, liberal, magnanimo,/ Et hebbe sempre ad alte imprese l’animo./ Essendo a Mantua Pio pastor Romano/ Al gran Concilio de molti Signori/ Disse e Francesco Duca di Milano/ Qual in Italia fuosse alhora, fuori/ Lui, più perfetto et miglior capitano,/ A cui rispuose nanti gli auditori/ Ch’el capitano d’Italia più perfetto/ Era Gulielmo, che di sopra ho detto./ Perché era circospetto, acorto, et sagio,/ Et destro, et vigilante da natura./ Et piacente, et de viril coragio,/ Et de fatiche non faceva cura./ Et cauto in campo ad prhender l’havantagio/ Facendo le sue cose con misura,/ Et huomo di perfetto et buon indicio,/ Et de conseglio simile a Fabricio./ …/ (Alla battaglia di Cassine) ” Il quale essendo da costoro colto/ Sprovvisto, senza duce, et disarmato,/ Perse gran parte de’ cavalli, et volti/ In fuga de nemici fuò spontato:/ Pur non obstante e quel fece anchor volto/ Enseme fuò di novo raunato,/ Et combattendo per lor forte possa/ Gran parte de cavalli hebber riscuossa.” DEL CARRETTO

“Ebbe, anche attraverso le sue imprese militari, molto a cuore i suoi feudi, ai quali apportò notevoli migliorie, dotandoli anche di chiese e conventi.” ARGEGNI

“Molto virtuoso, e massimamente in trattar l’armi, nelle quali si era molto esercitato.” ALBERTI

“Capitano di chiarissimo nome.” SPINO

“Il marchese Guglielmo non era solamente un valoroso capitano, ma altresì assai colto, amante delle lettere e delle arti, e generoso mecenate dei dotti.” GIORGELLI

“Fu eccellente huomo nella militia.” SANSOVINO

“Principe distinto per valore e nelle arti del governo, inclinato anche agli studj onde molti greci profughi accolse ne’ propri stati dopo la caduta di Costantinopoli.” LITTA

“Principe cortese, perspicace, ingegnoso, mecenate e dotto, sovratutto buon capitano, come colui che fin da fanciullo era cresciuto nell’arte militare e vi era esecitatissimo.” GABOTTO

Con Carlo Gonzaga “Risplendevano nelle battaglie quali astri luminoosi.” V. DE CONTI