GISELLO DEGLI UBALDINI

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Condottieri di ventura

2054      GISELLO DEGLI UBALDINI  (Francesco degli Ubaldini, Ghisello degli Ubaldini) Di Firenze. Ghibellino.

 + 1363 (settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1350

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. C. di Castello Perugia   Umbria A fine mese con Tanuccio degli Ubaldini fa ratificare al popolo di Città di Castello un atto di dedizione a Perugia.

Giu.

 

 

 

 

Umbria

Si reca a Perugia in rappresentanza di Città di Castello  appena sottomessasi ai perugini.

Ago.

Gabrielli

Gubbio

 

 

Umbria

Aiuta Giovanni Gabrielli ad impadronirsi di Gubbio.

1352

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. lug.

Milano

Perugia Firenze

 

 

Toscana e Umbria

Combatte per i Visconti contro i perugini. Con Nolfo da Montefeltro e Bartolomeo Casali muove da Cortona con 2000 cavalli per il Chiugi, giunge a Pianello ed entra in Bettona grazie ad un trattato con il signore della località Crispolto di Bettona, un guelfo trattato male dai perugini. Rimane alla difesa di Bettona con 800 cavalli e molti fanti;  assedia Montecchio Vesponi. E’ assediato a sua volta con Bartolomeo Casali in Bettona dai perugini (1500 cavalli e 1000 fanti) dai fiorentini e dai senesi (altri 1000 cavalli e 1000 fanti) comandati da Andrea Salamoncelli per un totale di 8000 uomini. In un’occasione riesce ad impadronirsi ed a dare alle fiamme un battifolle; non hanno invece successo analoghi tentativi condotti contro le altre bastie con le quali è circondato  il centro.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Umbria

Nolfo da Montefeltro è bloccato con i rinforzi a Città di Castello; Gisello degli Ubaldini capisce che è nulla ogni possibilità di resistenza. A metà mese con Bartolomeo Casali abbandona Bettona travestito da mendicante. I difensori si arrendono a patti (salve le persone, perdita di armi e cavalcature e giuramento di non combattere più contro Perugia e Firenze). Sono consegnati  ai perugini gli animatori della ribellione Crispolto da Bettona e Mainardo Baglioni  prontamente decapitati. Bettona viene data alle fiamme; le mura sono demolite.

1354          
Gen. Ubaldini Città di Castello   Umbria Combatte Città di Castello. Nel mese viene stipulato tramite Branchino Brancaleoni un compromesso tra guelfi e ghibellini di Città di Castello. Gli Ubaldini mantengono tutti i loro possedimenti senza riconoscimento di alcun obbligo nei confronti di Città di Castello; non possono tuttavia avvicinarsi a tale centro a meno di mezzo miglio. Sono eletti in Città di Castello sei priori del popolo, quattro di parte guelfa e due di parte ghibellina.

1358

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

….

Ubaldini

Comp. ventura

 

 

Romagna

Coadiuva i fiorentini contro la “Grande Compagnia” del conte Lando cui impedisce il passo dello Stale.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Toscana Romagna

Dopo la sconfitta subita dalla compagnia al passo delle Scalelle accompagna i superstiti, comandati da Amerigo del Cavalletto, da Vicchio in Romagna.

1360

Pisa

Firenze

 

 

Toscana

Viene armato cavalire con Manetto da Jesi a due miglia da Firenze.

1363

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

Capitano g.le

Toscana

Con la cattura di Rinieri da Baschi è nominato dai pisani capitano generale. Batte a  Riglione Oratoio Amerigone e Otto Tedesco e fa prigionieri i due condottieri; interviene Piero Farnese che lo obbliga a rientrare a Pisa.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Esce da Pisa con 800 cavalli e 4000 fanti supportati da moltissimi cittadini ; oltre la “Compagnia Bianca” di Alberto Sterz, forte di 2500 cavalli e di 2000 fanti, ai suoi  ordini vi sono anche 6000 cavalli cittadini e 30000 fanti (di cui molti guastatori e balestrieri). Da Lucca scende nella piana di Pistoia;  il giorno di San Giacomo non fa correre il palio agli abitanti di tale città; invece di attaccare Pistoia indebolita per la recente peste, devasta Campi e Peretola e depreda il territorio fin sotto Firenze; si accosta alla Porta di Ognissanti e vi si fa armare cavaliere con altri pisani; fa battere moneta al ponte di Rifredo; fa correre due palii, uno per i pisani ed uno per i lucchesi; sono infine impiccati per dileggio tre asini con appeso al collo il nome di tre cittadini fiorentini. Al rientro saccheggia il fiorentino ed i contadi di Prato, Empoli e la Valdarno.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Muore a Pisa per febbri prese al campo. Gli succede nel comando Manetto da Jesi. E’ sepolto nella chiesa di Santa Caterina. Le spese delle esequie sono tutte a carico del comune di Pisa.

 CITAZIONI

“Il detto Ghisello era coraggioso e di gran animo, dotto di guerra, e corale nemico del comune di Firenze.” VILLANI

“Fu huomo chiaro nell’armi e anche di gran grido..Questo Ghisello è quello che maltrattava la compagnia degli Ungheri, che per misericordia tolse di mano alle genti de’ Fiorentini, riducendola a salvamento su quello d’Imola, facendola marciare in un sol giorno 24 miglia.” GAMURRINI

“Ghibellino e inimicissimo del comune di Fiorenza, huomo di gran coraggio.” TRONCI