GIOVANNI GONZAGA Marchese di Vescovado

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GIOVANNI GONZAGA  Marchese di Vescovado. Principe del Sacro Romano Impero. Signore di Piadena, Casalmaggiore, Calvatone, Spineda, Casteldidone. Borgofranco sul Po, Belgioioso, Sermide, Revere. Figlio di Federico, fratello di Francesco, padre di Alessandro e di Sigismondo, cognato di Guidobaldo da Montefeltro e di Giberto Pio, suocero di Piermaria dei Rossi.

1474- 1526

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1491

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Si reca a Bologna con il fratello Francesco per sposarsi con Laura Bentivoglio figlia naturale del signore della città Giovanni;  è ospitato nella casa di Carlo degli Ingrati.

1492

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Bologna per il carnevale. Durante il soggiorno Giovanni Bentivoglio organizza una festa basata sul lancio di uova da parte di 120 giovani contro altri dieci che, armati di lunghe pertiche, colpiscono gli antagonisti per difendersi.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia e Lazio

 

Transita per Bologna con 40 cavalli; è diretto a Roma per rendere omaggio al nuovo pontefice Alessandro VI.

1493

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Accompagna a Bologna il fratello Francesco.

1494

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

Napoli

 

Francia

 

50 lance

 

 

 

Milita agli stipendi di Alfonso d’Aragona. Gode di una provvigione annua di 1000 ducati.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Lascia Mantova con i suoi uomini d’arme.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

 

Viene invitato a raggiungere in Romagna l’esercito aragonese. Si muove con 600 cavalli; pervenuto nel ferrarese viene a conoscenza che che Caterina Sforza, signora di Forlì, si è accordata con i francesi e che, nel contempo, Gaspare da San Severino è pronto a sbarrargli la strada. A causa di tali ostacoli fa  ritorno nel mantovano.

1495

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. ago.

 

Milano

 

Francia

 

40 lance

 

Emilia e Piemonte

 

Si trova nel parmense dove ha il comando di 200 balestrieri a cavallo e di undici squadre di uomini d’arme. Partecipa alla battaglia di Fornovo; si sposta, successivamente, in Piemonte all’assedio di Novara. Si trova al campo di Vespolate;  con Annibale Bentivoglio e Giampiero Gonzaga va incontro agli ambasciatori veneziani venuti a consegnare al fratello Francesco il bastone e lo stendardo simboli del capitanato generale della Lega Italica. Penetra nel vercellese con Gaspare da San Severino;  devasta terre e castelli perché la duchessa di Savoia continua a favorire i francesi. A metà agosto rientra a Novara.

1496

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

Milano

 

Francia

 

50 lance

 

Lombardia

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio e Campania

 

Da Roma si dirige verso Napoli. Tocca Padula, si collega con Giovanni Sforza (200 uomini d’arme) ed a Fragneto Monforte con il resto dell’esercito aragonese.

…………

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Il re Ferdinando d’Aragona lo ricompensa con il ducato di Sora, tolto a Giovanni della Rovere.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A Milano.
1497

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estate

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Venezia, a causa del licenziamento del fratello Francesco da parte della Serenissima: non è neppure ricevuto dal Senato.

Nov. Lombardia A fine mese ritorna a Milano per conto del fratello. Si incontra con Ludovico Sforza e Galeazzo da San Severino.  Tratta per una possibile condotta per il marchese di Mantova. Agli incontri prende parte anche Giovan Francesco da San Severino. A fine mese ha un colloqio con Galeotto della Mirandola e Giovan Francesco da San Severino.
1498

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Lombardia Rientra a Milano dove vive alla corte del duca di Milano Ludovico Sforza.
Sett.

 

Milano

 

Venezia

 

100 uomini d’arme

 

Veneto e Romagna

 

Contatta i veneziani per passare ai loro stipendi; si reca anche a Venezia per tentare di convincere la Serenissima a ridare una condotta al fratello. Nel contempo esercita vane pressioni sul signore di Faenza Astorre Manfredi affinché non dia il passo alle truppe della Serenissima in marcia verso il Casentino. E’ assunto da Ludovico Sforza che gli affida  il comando di 100 uomini d’arme. Gli è richiesto di trasferirsi a sua volta in Toscana in soccorso dei fiorentini:  per mettere in ordine la sua compagnia chiede 30 ducati per ogni uomo d’arme.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Venezia, per discutere su una possibile condotta del fratello Francesco;  gli sono consegnati 3000 ducati (di cui 1000 per raccogliere 1000 provvigionati) per muoversi in soccorso di Pisa contro i fiorentini. Alla fine il marchese di Mantova si conduce agli stipendi del duca di Milano Ludovico Sforza. Giovanni Gonzaga  ragguaglia i veneziani di tale fatto  cercando di giustificare in Senato il  comportamento del fratello. Non è creduto; non è neppure ricevuto in Collegio o dal doge;  sfuma anche la sua possibilità di avere una condotta.

1499

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Venezia; alloggia in San Giorgio. Gli è negata la condotta da lui richiesta; ottiene solo, in esenzione di dazio, 6 botti di vino friulano che può condurre con sé a Mantova.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia e Veneto

 

Ritorna alla carica per avere una condotta dalla Serenissima. Si incontra a Ferrara con il vicedomino veneziano; non viene ricevuto per parlarne nel Consiglio dei Savi.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A Milano per accogliervi il re di Francia Luigi XII. Rientrato a Mantova esercita forti pressioni sul fratello Francesco affinché abbandoni Ludovico Sforza al suo destino.

1500

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Sforza

 

Francia

 

 

 

Lombardia

 

Su invito del fratello coadiuva Ludovico Sforza nel suo tentativo di recuperare il ducato di Milano a spese dei francesi. Gli è concesso uno stipendio di 15000 ducati. Entra in Vigevano; esce dalla città con Giovanni Bernardino Caracciolo alla testa di 400 cavalli e si scontra in aperta campagna con il Chastellart, che proviene da Mortara con 50 uomini d’arme. E’ messo in fuga.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A Melegnano, con 70 balestrieri a cavallo.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

 

Alla notizia della sconfitta e della cattura di Ludovico Sforza a Novara si dà alla fuga. Incalzato dai contadini, si salva a Sant’Angelo Lodigiano; si unisce con altri sforzeschi ed è sconfitto in Val di Tidone con Alessandro Sforza dai veneziani di Carlo Orsini e di Soncino Benzoni. Si rifugia nel castello di Rivalta Trebbia: vi è catturato dai due capitani della Serenissima che lo spediscono prigioniero a Crema ed a Piacenza con altri nobili. In tale località viene salvato dal suocero Giovanni Bentivoglio che invia alcuni uomini per aiutarlo a fuggire. Per gli annalisti veneziani Giovanni Gonzaga è liberato mediante il riconoscimento a Carlo Orsini di una taglia di 3000 ducati. A Mantova.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Marche Croazia Bosnia Slovenia Veneto

 

Raggiunge Pesaro; si imbarca con l’intenzione ufficiale di recarsi a Costantinopoli. Attraversa l’Adriatico con un seguito di 40 persone; giunge in Istria, territorio controllato dall’ imperatore Massimiliano d’Austria. A Quarnaro  uccide tre uomini, fra i quali Giulio da Carpi che fa seppellire a Fiume; si sposta in Bosnia e si incontra con Schander Pascià, prosegue per Ragusa (Dubrovnik) e risale a Capodistria, Fiume e Lubiana. Dalla Slovenia ritorna in Italia;  tocca Pieve di Cadore con soli dodici cavalli.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Germania

 

Si unisce con Galeazzo da San Severino e continua il suo viaggio per Augusta per incontrarvi l’imperatore: suo obiettivo è sia quello di spingerlo ad intercedere a favore del fratello nei confronti dei francesi, sia di ottenere il permesso di riscuotere l’eredità della zia Paola Gonzaga moglie del conte di Gorizia.

1502

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

 

Bologna

 

Chiesa

 

100 lance

 

Lombardia

 

Si dichiara partigiano dei veneziani; coadiuva Guidobaldo da Montefeltro contro i pontifici di Cesare Borgia. Passa, alfine, al servizio dei Bentivoglio ai danni dei pontifici. Esce da Bologna con 200 uomini d’arme e recupera Castel Bolognese.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Staziona a Bologna. Alla guardia della città minacciata da Cesare Borgia.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si offre ancora una volta al sevizio dei veneziani.

1503

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Bologna

 

 

 

Governatore g.le

 

 

 

 

 

Giu.

 

Firenze

 

Pisa

 

50 lance

 

Toscana

 

 

 

1504

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

 

A Ferrara. E’ diretto in Toscana per verificare se viene rinnovata dai fiorentini la sua condotta.

Mag.

 

Chiesa

 

Borgia

 

 

 

Toscana e Lazio

 

Licenziato dai fiorentini, si reca in incognito a Roma per chiedere di essere nominato luogotenente della compagnia del giovane Francesco Maria della Rovere. Milita agli stipendi del papa Giulio II e gli è concessa una provvigione di 2000 ducati.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

A Cesena. Con 200 cavalli, 2 cannoni e 2 falconetti prelevati nella rocca si porta a Forlì ed a Forlimpopoli.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

A Forlì, con Guidobaldo da Montefeltro.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

A Ravenna. Si offre come ostaggio per permettere ai pontifici di ottenere la rocca di Forlì secondo i patti conclusi con il castellano di Cesare Borgia, Consalvo di Mirafonte. Raggiunge  Ravenna ed alloggia presso il camerlengo della Serenissima; con l’arrivo di Consalvo di Mirafonte nella città può rientrare libero a Forlì.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

A Forlì, sempre con Guidobaldo da Montefeltro.

1505

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

A Roma, per trattare le nozze della sorella Eleonora con Francesco Maria della Rovere.

Ago.

 

Chiesa

 

Venezia

 

Governatore g.le

 

 

 

Ricopre la carica di governatore generale agli ordini di Guidobaldo da Montefeltro. Alloggia a Cesenatico, effettua scorrerie ai danni dei veneziani e si impadronisce di un carico d’armi proveniente da Rimini. Fugge verso il ponte del fiume Savio; lo trova rotto ed è costretto ad abbandonare il bottino.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

Incarcera nella rocca di Cesena alcuni partigiani dei Tiberti.

1506

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

Organizza in Cesena una festa per il carnevale.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Bologna, allorché il fratello Sigismondo riceve le insegne cardinalizie.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

Presenzia in Cesena alla pace generale stipulata fra le fazioni.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

Rafforza la guarnigione di Cesena con 300 fanti a causa del riacutizzarsi della lotta fra  le fazioni.

Sett.

 

Chiesa

 

Bologna

 

200 lance

 

Umbria ed Emilia

 

Affianca il pontefice a Perugia. Prende parte alla guerra  contro i Bentivoglio. Ha il comando di 200 lance appartenenti a metà compagnia di Guidobaldo da Montefeltro.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

A Cesena per la rassegna dell’esercito pontificio. Esce da Imola con Giovanni da Sassatello;  si accampa all’alba sotto Castel San Pietro Terme. La località si arrende a seguito della ritirata della guarnigione.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Con la fuga da Bologna dei Bentivoglio entra nella città al seguito del papa.

…………

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ha il comando della guardia pontificia.

1507

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viene licenziato da Giulio II.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si reca a Milano con 40 cavalli per  rendere omaggio al re di Francia Luigi XII.

1508

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Bologna, nella cerimonia in cui in San Petronio sono consegnate al cognato Francesco Maria della Rovere le insegne di capitano generale dello stato della Chiesa.

1509

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

Impero

 

Venezia

 

100 lance

 

Veneto e Lombardia

 

A Verona. Fronteggia i veneziani a Caldiero con 300 cavalli; giunge a Verona dove alloggia nella cittadella. Con la cattura del fratello Francesco ad Isola della Scala ritorna a Mantova e sorveglia la città: per strada cade in un’imboscata nella quale sono catturati tre capitani francesi. Si propone con la sua compagnia di trasferirsi alla guardia di Vicenza: la strada gli è impedita dai contadini filomarcheschi in rivolta.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Piombino Dese, alla rassegna dell’esercito tenuta da Costantino Arianiti. Prende parte all’assedio di Padova alla testa di 200 cavalli.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Tenta di impadronirsi di Legnago.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

 

A Vicenza. Si muove con Rigo Porro (200 uomini d’arme e 300 cavalli leggeri) in soccorso di Pandolfo Malatesta assediato in Cittadella. Giunto al passo di Santa Croce Bigolina per attraversare il Brenta il passo gli è sbarrato dai contadini filomarcheschi. Rientra a Vicenza e da qui passa a Mantova.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Si sposta alla difesa di Verona con 30 uomini d’arme, 50 cavalli leggeri e 1500 fanti spagnoli: nella città alloggia a San Nazzaro.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Verona. Ha l’incarico della sorveglianza di Porta Vescovo.

1510

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Viene sconfitto a Villanova da fra Leonardo Prato; deve lasciare Verona per la mancanza di foraggio per i suoi cavalli.

Feb.

 

 

 

 

 

100 cavalli

 

Veneto

 

A Verona, con soli 100 cavalli tra uomini d’arme e cavalli leggeri.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

I veneziani gli impediscono di allontanarsi da Verona e di raggiungere Mantova.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Si offre come intermediario per trattare la pace fra veneziani ed imperiali: i negoziati non hanno seguito.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Esce da Verona per Porta Vescovo con Federico e Ludovico Gonzaga da Bozzolo; depreda il territorio circostante.

Giu.

 

Impero

 

Venezia

 

 

 

Veneto

 

A Montagnana, con Gian Giacomo da Trivulzio ed Alfonso d’Este.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Partecipa alla conquista di Monselice. E’ eletto governatore di Lazise.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

A. Adige

 

Lascia Verona per raggiungere a Bressanone l’imperatore.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Rientra a Verona senza essere stato soddisfatto nelle sue richieste economiche: domanda del denaro al vescovo di Trento. Insoddisfatto delle risposte abbandona la città.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Verona, con due soli uomini d’arme: impegna alcuni gioielli per potersi mantenere. Esce dalla città e vi rientra con 50 balestrieri a cavallo.

1511

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

Chiesa

 

Francia

 

 

 

Emilia

 

Si trova a San Felice sul Panaro ed all’assedio di Mirandola al fianco del papa.

Feb.

 

Impero

 

Venezia

 

200 cavalli

 

Veneto

 

Viene nominato dagli imperiali governatore di Verona.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto ed Emilia

 

Seda in Verona un ammutinamento di soldati. Ritorna a Mantova;  si reca a Bologna per le trattative di pace tra imperiali e veneziani; agisce in modo che queste falliscano.

Apr. Emilia Accompagna a Parma l’ambasciatore imperiale. A rendergli omaggio vengono Troilo dei Rossi e Giacomo da Correggio.
Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Sostituisce alla guardia di Verona Ludovico Gonzaga da Bozzolo che ha preso in precedenza temporaneamente il suo posto.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Vicenza, con il Connestabile di Borbone (400 cavalli e 300 fanti). L’imperatore gli dimezza la condotta a seguito dell’ andamento dei colloqui con la Serenissima.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Viene impegnato in un servizio di scorta delle artiglierie che sono condotte da Soave a Vicenza (5 grossi cannoni, 2 colubrine e 4 falconetti). Ha l’incarico di governatore di Vicenza.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Conegliano con 50 cavalli: partecipa all’ assedio di Treviso. Quando gli imperiali ed i francesi sono costretti a desistere dalle operazioni gli è dato l’incarico di provvedere alla fornitura di pane per le truppe ferme a Nervesa della Battaglia. Ha il compito di scortare con 400 cavalli 100 carri di vettovaglie: gli si fanno incontro al ponte del Piave 600 lance, molti cavalli leggeri e fanti. 70 carri attraversano il ponte finché il manufatto non crolla sotto il peso di parte del convoglio: rimasto sull’altra sponda con 50/ 60 cavalli ed il resto dei carriaggi, sale su un battello ed abbandona i suoi uomini. A Vicenza; venti cavalli della sua compagnia sono catturati da Renzo Mancini.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto e Germania

 

Abbandona Vicenza e ripara a Verona: lascia nella città come governatrice Isabella da Sessa. Si dirige in Germania per conto del fratello Francesco.

1512

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Verona. Con il cardinale Sedunense riceve nella città gli ambasciatori veneziani, pontifici e spagnoli. Sempre nel periodo il fratello Sigismondo gli consegna i feudi di Sermide, di Revere e di Borgofranco sul Po, di cui era già stato investito nel 1503 dal precedente vescovo di Mantova Ludovico Gonzaga.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Trentino e Veneto

 

Transita per Trento e Pergine Valsugana a fianco del cardinale di Gurk, Matteo Lang.  Viene segnalato, quindi, a Lazise.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A Milano, con il nuovo duca Massimiliano Sforza al suo  ingresso nella città.

1513

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Milano

 

Venezia Francia

 

Governatore g.le

 

Lombardia

 

Gli è riconosciuto dagli sforzeschi uno stipendio di 1000 ducati l’anno. Nel medesimo mese gli sono concessi i feudi di Calvatone, di Piadena e di Spineda, cui seguirà a marzo quello di Casalmaggiore.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte

 

Affianca il duca di Milano Massimiliano Sforza alla difesa di Novara, assalita da Gian Giacomo da trivulzio e dal la Trémouille. Gli avversari non hanno il tempo di organizzare un assalto alle mura per l’arrivo in soccorso degli sforzeschi degli svizzeri. Di seguito Giovanni Gonzaga prende  parte alla battaglia di Novara.

Ott.

 

 

 

 

 

50 lance

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Giunge a Cremona;  ne ottiene la fortezza a seguito di alcuni negoziati con il castellano francese.

1514

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Combatte nel cremasco le milizie di Renzo di Ceri. Si scontra con i veneziani presso Lodi e recupera le vettovaglie di cui costoro si sono impadroniti: attaccato a sua volta, è obbligato a ripiegare con la perdita di alcuni uomini. Nel mese gli sono concessi in feudo Casteldidone e Belgioioso, confiscati agli avversari del duca di Milano.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Esce da Lodi, infesta i contadi di Codogno, di San Colombano al Lambro e di Paullo.

1515

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Gli è donato a Milano il palazzo del vescovo di Lodi, posto tra Porta Tosa ed il fossato: è nominato governatore di Milano.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Mentre passeggia nei pressi del Castello Sforzesco con il duca Massimiliano Sforza per poco non viene ucciso dagli svizzeri di guardia alla fortezza perché non risponde con la giusta parola d’ordine ad una ronda: rimane ferito nella colluttazione.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Sorgono  tumulti in Milano;  alcuni fanti svizzeri tentano di catturarlo.

Lug.

 

 

 

 

 

Capitano g.le

 

Lombardia

 

Combatte i francesi.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Si trova nel piacentino con 1500 cavalli e 300 cavalli leggeri.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

 

Alla difesa di Cremona: la città cade nelle mani dei veneziani. Abbandona Lodi;  si ritira con il duca Massimiliano Sforza a Piacenza allorché Gian Giacomo da Trivulzio si muove sotto Milano. Partecipa alla battaglia di Melegnano: dopo il primo giorno si sposta a Milano per sostenere i combattenti con vettovaglie e vino. Con la sconfitta viene assediato nel Castello Sforzesco da Pietro Navarro alla testa di 1000 fanti svizzeri e di 500 milanesi.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si reca a Pavia con Girolamo Morone;  tratta la resa a patti condizionata all’arrivo di soccorsi ai difensori entro il termine di trenta giorni. Al rientro convince il duca a capitolare nelle mani del suo cugino il Connestabile di Borbone. Per tale fatto viene accusato dagli sforzeschi di avere convinto Massimiliano Sforza ad accettarne i termini fornendogli informazioni false; è anche accusato di avere incentivato, con  un’offerta di 6000 scudi il rientro degli  svizzeri nel loro paese. Come risultato Massimiliano Sforza è condotto prigioniero in Francia; Giovanni Gonzaga vede, viceversa, riconfermati dai francesi i beni che gli sono stati  donati dal duca nel milanese; gli sono anche concessi un assegno di 2000 scudi ed una pensione annua di altri 2000 scudi.

Nov.

 

Francia

 

 

 

50 lance

 

Lombardia

 

Ritorna a Milano per ossequiarvi il re Francesco I. Gli è tolta in breve tempo la condotta dai francesi.

1516

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……..

….

dal Verme

 

Francia

 

 

 

Emilia

 

Entra con i dal Verme in Val di Tidone e fa strage dei partigiani dei francesi.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Il re Francesco I pretende che le sue truppe svernino nelle terre gonzaghesche.

1517

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viene licenziato dai francesi.

Apr.

 

Francia

 

Comp. ventura

 

 

 

Romagna

 

E’ riassunto ed è inviato con Ugo Pepoli e le lance francesi in soccorso dei pontifici, impegnati in guerra contro Francesco Maria della Rovere. A Sant’Arcangelo di Romagna.

1519

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Alla morte del fratello Francesco eredita la corte della Bocca (rendita di 1500/1600 ducati l’anno).

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Fa parte del consiglio di tutela del nipote Federico; presenzia a Mantova ai funerali del fratello.

1520

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

A Milano, in visita al Lautrec.

1521

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

Chiesa

 

Francia Venezia

 

50 lance

 

 

 

Combatte agli ordini del nipote Federico contro veneziani e francesi.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Giunge a Medole con 800 cavalli di scorta a 60000 ducati che devono essere consegnati agli svizzeri per le loro paghe.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Sul Po, alla difesa di Parma. Ha con sé 200 lance.

1522

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………

 

Chiesa

 

Rimini

 

 

 

Romagna

 

Al servizio del papa Adriano VI per espellere i Malatesta da Rimini.

Estate

 

 

 

 

 

 

 

Romagna

 

E’ chiamato a Ravenna dai Rasponi per prendere possesso del castello cittadino controllato dal ghibellino Giovanni Antonio Artusini: ne fa uscire il castellano e lo fa accompagnare a Forlimpopoli.

1526

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Muore. Dà inizio al ramo dei Gonzaga di Vescovato.

 CITAZIONI

“Celebre guerriero.” VERMIGLIOLI