GIOVANNI DI RATEN/JOHANN VON RIETEN/ANZI TEDESCO

0
1921
Castiglion fiorentino, castello di montecchio vesponi, mura con torri di guardia
Castiglion Fiorentino, castello di Montecchio Vesponi, mura con torri di guardia

Last Updated on 2023/11/28

GIOVANNI DI RATEN/JOHANN VON RIETEN/ANZI TEDESCO  (Johann von Rietheim, Annes di Rict, Giovanni di Ranke, Annes di Rieten, Giovanni di Rethem, Giovanni di Rieten, Anisi di Natene, Anse di Vente, Anisi d’Ariete, Annese) Di Augusta. Tedesco.

  • 1380 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1364
Giu.Comp. venturaSienaToscanaSi collega con Anichino di Baumgarten e fa parte della Compagnia della Stella. Depreda il senese.
1368
………ImperoMilano

Affianca in Italia  l’imperatore Carlo di Boemia. Lo segue nelle sue lotte contro il signore di Milano Bernabò Visconti.

Giu.ChiesaPerugiaToscana

Agli ordini di Simone da Spoleto, con Flach di Risach (200 cavalli), sorprende in un’imboscata, nei pressi di Arezzo, Giovanni Acuto. Il condottiero inglese è fatto   prigioniero con l’ambasciatore perugino Bindo Monaldi.  L’avanguardia della compagnia nemica cade nell’imboscata; intervengono i fanti aretini che colgono gli avversari in disordine. Viene armato cavaliere. Il condottiero inglese è presto liberato dietro il pagamento di un riscatto.

Ago.PerugiaChiesaUmbria

Alla scadenza della ferma è contattato dall’Acuto a Ponte Nuovo;  passa con il Risach agli stipendi dei perugini contro i pontifici. Agevola gli avversari nella loro azione. Si reca ad Assisi con il Risach; è invitato a pranzo da un ministro del papa Urbano V: il pontefice, informato della prossima defezione dei due capitani cerca di catturarli per farli giustiziare. Venuto a conoscenza del pericolo il Raten si dirige subito nel perugino.

1369
Mar.ImperoSienaMaresciallo 300 cavalliToscana

Piero Gambacorta diviene signore di Pisa a spese degli imperiali. Alla notizia Carlo di Boemia ordina al suo gran cancelliere Gualtieri (Bosch) von Horschschbliz di cavalcare a Pisa con gran parte dell’esercito, i fuoriusciti della fazione dei raspanti ed i lucchesi. Le truppe si presentano davanti alla Porta del Leone, controllata dai raspanti, in particolare dai partigiani dell’ex-signore Giovanni dell’Agnello. Salgono sulle mura Giovanni di Raten, con Flach di Risach, Ludovico dalla Rocca, Giannotto Visconti ed il gran cancelliere. Si sparge la voce che l’imperatore abbia ordinato ai suoi armati di mettere a sacco la città, di uccidere tutti gli abitanti e di raderla al suolo dopo averla data alle fiamme. I pisani decidono di combattere. Gli imperiali desistono da proposito di entrare con la forza in Pisa. Si domanda di parlamentare. Il gran cancelliere, Giovanni di Raten e Giannotto Visconti vengono fatti entrare per una piccola porta che dà verso il Camposanto. Nell’incontro cui prendono parte Piero Gambacorta ed alcuni Anziani corrono molti denari. Gli imperiali lasciano 40 balestrieri di guardia alla Porta del Leone; costoro  decidono di rientrare a Lucca. Nella marcia di trasferimento viene depredata la Val di Serchio ove sono fatti molti prigionieri e sono razziati numerosi capi di bestiame nel territorio di Asciano. E’ portata la desolazione fino alla pieve di Calci.

Apr.ImperoPisaToscana

Esce da Lucca e giunge a Ripafratta; si muove verso Castel Passarino, sul Monte di Lupocaro, e da qui scende in Val di Serchio di cui depreda il contado; fa prigionieri e razzia numeroso bestiame. Assalita invano Ripafratta, rientra a Lucca. Nella città un fratello dI Flach di Risach uccide un nobile tedesco nella loggia; sorgono disordini ed è dato l’ordine di arrestare il colpevole. Giovanni di Raten interviene a  favore di quest’ultimo e si rifugia con il Risach nel Palazzo di San Michele. L’imperatore ordina di attaccarvi i 2 capitani. Costoro sono costretti ad arrendersi nelle mani di alcuni cittadini perché le loro compagnie sono lontane da Lucca. Non viene punito anche se nella zuffa restano sul terreno 14 morti e molti feriti.

Giu.Comp. venturaSienaToscana

Irrompe nel senese con Flach di Risach e Francesco Tedesco: il comune consegna ai venturieri 1500 fiorini affinché si allontanino dal suo territorio.

Lug.ChiesaPerugiaUmbriaMilita sempre con Flach di Risach. I 2 condottieri si accampano a Ponte Nuovo, nei pressi di Deruta. I perugini consegnano loro del denaro ed i 2 condottieri abbandonano il campo pontificio
Ago.Comp. ventura PerugiaSiena                       ChiesaToscana  e Umbria

Ritorna nel senese con Francesco Tedesco;  con la mediazione del signore di Cortona si fa consegnare altri 2700 fiorini dietro la promessa di non danneggiare il loro territorio. Passa agli stipendi dei perugini contro i pontifici;  devasta il contado di Assisi con Giovanni Acuto e Flach di Risach.

Sett.400 cavalliToscana e Umbria

Ha il compito di conquistare Castiglion Fiorentino: le opere protettive ed il numero dei difensori lo persuadono a trasferirsi nel territorio di Cortona. Nel perugino.

Nov.MilanoFirenzeUmbria e Toscana

Lascia l’Umbria;  affianca Giovanni Acuto nel pisano. E’ segnalato a Laiatico con 2000 cavalli; da qui si muove in Val d’Era (Terricciola ed Alica); tocca Cascina e depreda tutta la Valdarno fino a San Savino.

Dic.Toscana  Liguria e Toscana

Ai primi di dicembre giunge a Ripoli. Riceve una paga e si volge verso San Miniato. I fiorentini sono in tale località; si tratta di 3000 uomini tra cavalli e fanti, nonché di 400 balestrieri capitanati da Giovanni Malatacca. Gli avversari scendono da Castel del Bosco verso Pontedera divisi in 3 schiere; hanno scorta di vettovaglie per 4 giorni. Con Giovanni Acuto batte il Malatacca a Cascina; con la vittoria  continua nelle sue depredazioni in tutta la Valdarno. Non riesce tuttavia, sempre con con  l’Acuto, a liberare San Miniato dall’assedio che vi è stato posto dai fiorentini. A fine mese è in grado solamente di introdurvi, con la scorta di 500 cavalli, un convoglio di approvvigionamenti e di armi. Al termine della campagna i venturieri si fermano per 4 giorni nel Valdarno. Molti di loro, a gruppi di 400 alla volta, si recano a Pisa per comprare cibo e vestiti lasciando nella città molto denaro. A fine mese è segnalato a Sarzana con Giannotto Visconti. Da questa località, sempre con il Visconti, si dirige verso San Miniato di scorta ad un convoglio che trasporta 500 staia di biada.

1370
Gen.Toscana

Si accampa a Montespertoli e scorre i contadi di Poppiano e Lucignano; si sposta poi   in Val di Pesa, transita per il piano di Settimo e lo infesta fino a Ponte a Greve; attraversa l’Arno e giunge a Rifredi dove sono corsi 2 palii e sono armati 4 cavalieri. Tocca Peretola, Brozzi e San Donnino; riattraversa l’Arno nel piano di Settimo verso La Lastra e per Galgalandi scende in Val di Pesa a Quaranta. Durante questa spedizione verso Firenze Roberto di Battifolle riesce ad impadronirsi di San Miniato.

1370
Mag.
Mag. giu.Perugia Fuoriusciti MilanoChiesa         PisaUmbria Toscana Liguria

E’ scomunicato dal papa con Flach di Risach: Urbano V scrive anche ai vescovi di Augusta e di Costanza, dove sono nati i 2 condottieri perché la sentenza sia pubblicata nelle loro diocesi e le terre da essi possedute siano sottoposte ad interdetto. Sempre nel periodo viene assoldato con Andrea di Rod dall’ex-doge di Pisa e da Ludovico dalla Rocca per conquistare Pisa. Scorre in Val di Serchio, guada il fiume, si accampa nei pressi delle mura della città tra le chiese di San Michele degli Scalzi e San Jacopo a Orticaia. Sono infruttuosi i colloqui che intercorrono tra Giovanni dell’Agnello e Ludovico dalla Rocca con i rappresentanti della località. 80 uomini salgono nottetempo, con scale di legno (forse gettata dall’interno) e funi, sulle mura alla Porta di San Zeno. Sono avvistati dalle sentinelle. 4 militi sono scaraventati giù dalla cinta muraria, 2 sono catturati ed impiccati (il fuoriuscito Marco da Travalda ed un inglese), altri 5 muoiono nel combattimento (i loro cadaveri sono successivamente impiccati per i piedi). Fallito il tentativo di conquista di sorpresa, (giugno), attraversa l’Arno con Giovanni Acuto e raggiunge Parrana San Giusto e Livorno. Con i viscontei deruba nel porto alcune galee angioine cariche di vino e di vettovaglie. Sfugge a stento ad un’insidia tesagli da 20 marinai a bordo di una galea. Lascia, da ultimo, il territorio con 1000 cavalli per  dirigersi nella maremma; espugna Montescudaio. Con l’Acuto tocca Santa Lucia, San Regolo, Lorenzana, Casciana Terme, Lari e Crespina. Si porta nuovamente in maremma. Assale Guardistallo; punta verso le Caldane di Campiglia Marittima e  Piombino. Sono danneggiati i raccolti del circondario ed è razziato il bestiame. Non riesce ad impadronirsi di nessun castello. A metà mese arriva a Collesalvetti. Alla notizia che truppe fiorentine, pisane e lucchesi, agli ordini di Rodolfo da Varano, sono giunte ad Empoli per affrontare i venturieri, Giovanni di Raten attraversa l’Arno mentre gli avversari puntano su Laiatico ed entrano in Val di Serchio (Montecchio e Calcinaia).   Sempre più in difficoltà per la presenza degli avversari, che lo tallonano  da vicino, è costretto a fermarsi più giorni a Sarzana  ed a Massa perché bloccato da steccati e serragli approntati dai lucchesi a Motrone ed a Pietrasanta.

Ago.MilanoLegaEmiliaRientra nel parmense a seguito di un’ulteriore scorreria. Si ferma con i suoi uomini tra Carpi, Parma e Mirandola.
1371
Feb.Comp. venturaFirenzeToscanaCon Federico di Vallelonga e Lucio Lando devasta parte della Toscana. Costringe i fiorentini a versare alla compagnia 10000 fiorini.
Mar.Comp. venturaSienaToscana

Sempre con Federico di Vallelonga e Lucio Lando infesta il senese: sono loro consegnati 8000/ 10000 fiorini dal comune. Gli abitanti catturano ed uccidono 200 soldati della compagnia che confessano di essere stati nella realtà condotti dai fiorentini e di avere ricevuto un grosso (una moneta) per ogni casa incendiata (2000 abitazioni date alle fiamme nel complesso).

1372
Mag.MilanoLegaEmilia

Affronta le truppe della lega con Giovanni Acuto e Corrado di Rotestein. Invia agli avversari il guanto di sfida e si dichiara pronto a dare ed a ricevere ostaggi per la scelta del campo di battaglia.

Giu.Emilia

I due eserciti si scontrano a Rubiera: i collegati sono sconfitti e sono catturati Filippo Guazzalotti, Francesco e Guglielmo da Fogliano con 1000 fanti e 700 cavalli.

1373
Lug.PerugiaUmbriaRitorna con Flach di Risach agli stipendi dei perugini.
1377
Sett.PerugiaChiesaUmbriaE’ assoldato dai perugini con 800 lance, 600 arcieri inglesi e 1000 fanti per tre mesi. Contrasta con efficacia la Compagnia dei Bretoni.
1380GermaniaRientra in Germania. Si trasforma in agente della banca milanese dei Maino. Muore verso il 1380.

UNA CITAZIONE

-“Used Del Mayno bank of Milan, one of that city’s most important firms.” CAFERRO

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi