GIANO FREGOSO

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Condottieri di ventura

0720      GIANO FREGOSO  (Giovanni Maria Fregoso) Padre di Cesare, Annibale ed Alessandro; suocero di Antonio Maria Avogadro.

1445 – 1529 (agosto)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1480 

 

 

 

 

 

Francia

Trascorre gran parte della sua adolescenza in Corsica. Sposa una figlia di Giovanpaolo da Leca.

1482 

 

 

 

 

 

Francia e Liguria

Rimane in Corsica allorché il padre Tommasino rientra in Genova a causa della situazione di ribellione latente. Coadiuvato agli inizi da Antonio da Montalto, governa l’isola senza problemi. Questi sorgono  quando vuole liberarsi del Montalto per usare metodi più severi: ciò provoca una rivolta nei maggiorenti e la sua fuga a Genova. Lascia nell’isola come suo luogotenente Marcellino di Farinole.

1494 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autunno 

 

 

 

 

 

Toscana

Si trova a Pisa con il padre per raccogliervi numerosi fanti e rientrare in Corsica da cui è stato scacciato.

……….Francia 

 

 

 

 

 

Passa agli stipendi del re Carlo VIII come capitano delle galee.

1499 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.Venezia 

 

 

 

Lombardia

Nel bresciano. E’ lasciato di stanza nella regione con Mariano Orsini e Strozza Breda allorché Niccolò Orsini si porta in Casentino per combattervi i fiorentini.

Giu. 

 

 

 

 

 

Veneto e Piemonte

Abita a Verona. Lascia la città e si reca a Torino su invito di Gian Giacomo da Trivulzio per risolvere alcune controversie sorte tra il duca di Savoia ed il marchese del Monferrato.

1500 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. 

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia alla ricerca di soccorsi per combattere in Liguria Ludovico Sforza che ha il controllo di Genova.

1501 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ segnalato nei suoi possedimenti di Garda.

1506 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. 

 

 

 

 

 

Lazio

Soggiorna a Roma con il figlio Alessandro; quando viene a conoscenza della rivolta di Genova ai danni dei francesi il papa Giulio II gli vieta di allontanarsi dalla città.

Autunno 

 

 

 

 

 

Lazio

Lascia Roma con Ottaviano Fregoso; si imbarca su un brigantino.  Il pontefice gli fa bloccare la navigazione sul Tevere.

1507

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

Fregoso

 

Genova 

 

Liguria

Tenta ancora di rientrare in Genova con Ottaviano Fregoso. Giunge a Borghetto di Vara con 400 cavalli; prosegue per Sestri Levante: i popolari si oppongono al suo ingresso in Genova.

1509 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.VeneziaFrancia Impero 

 

Lombardia

A Cremona con  Niccolò Orsini.

Mag. 

 

 

 

 

 

Veneto

Alla difesa di Legnago.

Lug. 

 

 

 

 

 

Veneto

Alla guardia di Treviso.

Ago. 

 

 

 

 

 

Veneto

Segue Niccolò  Orsini; si sposta alla difesa di Padova. Ha il comando di 150 uomini d’arme della compagnia del conte di Pitigliano. Gli imperiali, come rappresaglia, lo citano come ribelle e gli confiscano i suoi beni nel veronese. Esce da Padova con Giovanni Greco per intercettare alcuni pezzi di artiglieria che devono essere condotti da Vicenza al campo nemico. Con Giovanni Greco e Dimitri Megaduca (150 uomini d’arme, 120 balestrieri a cavallo e 120 stradiotti) sorprende a San Martino di Lupari, nei pressi di Longare, Filippo dei Rossi che sta scortando  al campo imperiale una colonna di vettovaglie. Il Rossi è catturato con 300 cavalli;  Federico Gonzaga da Bozzolo, che si trova in compagnia di quest’ultimo, deve precipitosamente darsi alla fuga.

Ott. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia in Collegio dei Pregadi: chiede la liberazione del fratello Fregosino accusato di spionaggio a favore degli imperiali.

1510 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

50 cavalli leggeriVeneto

Alla mostra degli uomini d’arme di Niccolò Orsini tenutasi a Lonigo. Ottiene, verso Soave, una vittoriosa scaramuccia con 1500/2000 fanti guasconi e spagnoli usciti da Verona. Il Consiglio dei Savi gli concede una condotta autonoma di 50 cavalli leggeri.

Feb. 

 

 

 

128 lance e 93 cavalli leggeriVeneto

Staziona nel veronese. Alla morte di Niccolò Orsini ottiene il governo della sua compagnia;  gli è riconosciuta una provvigione mensile di 100 ducati.

Mar. 

 

 

 

 

 

Veneto

Con la rassegna successiva di Lonigo il Consiglio dei Savi gli concede il permesso di arruolare ventuno uomini d’arme per essere in grado di completare l’organico della compagnia da portare  con i balestrieri a cavallo ad un ammontare equivalente a 200 uomini d’arme.

Apr. 

 

 

 

150 lanceVeneto

Sempre nel veronese. Al campo si discute sulla sua possibile nomina a capitano generale in alternativa a Lucio Malvezzi ed a Antonio Pio: la sua candidatura non ha  l’appoggio dei provveditori generali che preferiscono quella di Francesco Gonzaga. In Consiglio dei Savi si discute parimenti su un suo possibile incarico come governatore generale.

Mag.VeneziaFrancia Impero Ferrara 

 

Veneto

A San Bonifacio: i provveditori chiedono il suo parere su un eventuale attacco dei francesi nel Polesine. Si trasferisce in tale territorio: dopo breve tempo è costretto ad abbandonarlo a causa dell’ offensiva dei francesi. Giano Fregoso si sposta  a Longare ed alloggia nelle case dei Trissino. Giunge alle Brentelle, presso Padova;  gli è consegnato il denaro necessario per le paghe della sua compagnia.

Giu. lug. 

 

 

 

148 lance e 100 cavalli leggeriVeneto Romagna Emilia Toscana

Esercita pressioni sui veneziani affinché si riconquisti Vicenza agli imperiali: prevale, viceversa, l’ipotesi attendista di Lucio Malvezzi, timoroso sia per la presenza nella città di Ivo d’ Allègre, sia per la recente perdita di Legnago. Giano Fregoso si ammala al campo: non rimane per questo assente dai problemi  come quando non esita a raccomandare Giovanni Battista da Fano, sospettato dai veneziani di volere defezionare al soldo degli avversari. Guarito, esce in perlustrazione ed ha una scaramuccia con gli avversari ad Arlesega (uccisi dieci uomini e fatti prigionieri due). Dà, una volta di più, prova del suo carattere allorché affronta e ferisce alcuni balestrieri a cavallo della sua compagnia ribellatisi per il ritardo delle paghe. Si esprime sia a favore di Lucio Malvezzi che di Renzo di Ceri come candidati per la carica di governatore generale delle truppe della Serenissima. Lascia Padova e si reca a Venezia dove si incontra con il doge Leonardo Loredan; si imbarca a Chioggia, tocca Ravenna, Bologna e Viareggio e vi si congiunge con l’esercito pontificio, come da espressa richiesta del papa Giulio II. I veneziani per le sue spese di viaggio gli consegnano 200 ducati. Con Ottaviano Fregoso e Marcantonio Colonna muove contro Genova; è fiducioso in un’insurrezione della popolazione che faciliti la conquista della città.

Ago. 

 

 

 

 

 

Toscana Liguria

Si muove in Lunigiana; occupa La Spezia e tocca Chiavari con 400 cavalli. Nella Riviera di Levante molti abitanti si uniscono con Ottaviano e Giano Fregoso: quest’ ultimo si avvicina a Recco. I genovesi non si dimostrano consenzienti con le sue aspettative e non si ribellano ai francesi. L’offensiva si rivela velleitaria; l’arrivo di 4 galee francesi di Aimone di Prie e di 6 genovesi lo costringe a ripiegare per i monti di La Spezia e di qui puntare su  Civitavecchia e Roma.

Sett. 

 

 

 

142 lance e 100 cavalli leggeriLazio Toscana Liguria

Si trova a pranzo con il papa Giulio II  più che mai desideroso di liberare Genova dai francesi: Giano Fregoso non ottiene il permesso di rientrare al servizio dei veneziani. Viene al contrario studiata una nuova azione offensiva ai danni di Genova: sbarcati 200 fanti a Sarzana il condottiero raggiunge Piombino con 13 galeoni, 6 galee e numerose barche. Si delibera di assalire la città con 700 fanti e di fare entrare nel porto alcune navi: scortato da 4 galee Giano Fregoso vi penetra con un brigantino e sbarca alcuni fanti sul molo. Si ritrova solo per cui si reimbarca inseguito dal tiro dell’ artiglieria francese. L’arrivo in difesa della città di Filippino Fieschi con 700 fanti spegne ogni volontà offensiva degli attaccanti. Giano Fregoso punta  su Savona e sulla Provenza; durante il tragitto la flotta veneziana si scontra con quella francese (6 galee, 6 navi, 14 galeoni) ed è presa la decisione di ritirarsi a Portovenere. Mentre gli alleati sono intenti a bombardare nel porto 4 navi, interviene ancora la flotta francese: i pontifici riparano a Livorno tormentati anche dalla mancanza di vettovaglie.

Ott.Venezia

 

Francia

 

 

 

Emilia

Viene raggiunto a Bologna dai suoi uomini (140 lance).

Dic. 

 

 

 

 

 

Emilia

Il Consiglio dei Dieci regala ai Fregoso un palazzo a Padova già appartenente ai Trapolino. A  Modena.

1511 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

Prende parte all’assedio di Mirandola;  con Troilo Savelli conduce un assalto contro il castello: con la resa dei difensori ha il compito di dividere fra i fanti la taglia di 6000 ducati pagata dagli abitanti per non subire il sacco. Chiede al papa una provvigione di 500 ducati che non gli viene concessa, ed un canonicato per un figlio a Padova (ottenuto).

Mar. 

 

 

 

 

 

Emilia

Staziona sulle rive del Secchia con il provveditore generale Paolo Capello.

Mag. 

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

Partecipa ad un consiglio di guerra con il papa Giulio II a Cento; segue il pontefice a Ravenna.  Chiede il permesso di imbarco per truppe veneziane reclutate a Rimini.

Giu. 

 

 

 

 

 

Veneto ed Emilia

A Venezia in Collegio; raggiunge a Montalbano i suoi uomini in difficoltà per il ritardo delle paghe.

Ago. 

 

 

 

 

 

Veneto

Con il provveditore degli stradiotti Federico Contarini (300 cavalli leggeri) fronteggia gli estensi ad Anguillara Veneta.

Sett. 

 

 

 

 

 

Veneto

Esce da Padova nottetempo con Federico Contarini e Guido Rangoni (300 stradiotti e 500 cavalli leggeri). Un contadino informa i veneziani sui movimenti degli avversari; Giano Fregoso si dirige, pertanto, su Marostica per intercettare le linee di rifornimento al campo nemico. Attacca tra Villalonga e Sandrigo 20/30 uomini d’arme, 200 cavalli leggeri e 700 fanti guasconi forniti di molti schioppetti: si impadronisce di 200 carri per un bottino di 18000-20000 ducati e fa numerosi prigionieri (270 fanti; tra i nemici gli uccisi sono 80). Muore Lucio Malvezzi nel corso del mese;  Giano Fregoso si mette agli ordini di Bernardino da Montone quando costui viene eletto vicegovernatore generale.  Negli stessi giorni ha un violento alterco con il collaterale generale Pietro Antonio Battaglia. Il provveditore Contarini e Bernardino di Montone gli danno torto; alfine, su interposizione del provveditore generale Paolo Capello si rappacifica con il collaterale. Esce ancora da Padova con Guido Rangoni e Federico Contarini con 500 balestrieri a cavallo;  giunge a Camposampiero ed a Castelfranco Veneto: nella seconda località fa dare alle fiamme una porta della località, cattura il luogotenente imperiale con dodici cavalli e venti fanti e si appropria di molto frumento, nonché di dieci carri carichi di farina.

Ott. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Padova.

Nov. 

 

 

 

 

 

Veneto  e Lazio

Si allontana da Padova e ritorna a Roma per studiarvi una nuova azione contro Genova. Gli è riconosciuta una provvigione mensile di 200 ducati fino al totale recupero dei suoi beni nel veronese.

Dic. 

 

 

 

 

 

Friuli

Sostiene in Friuli l’iniziativa di Renzo di Ceri e del provveditore Giovanni Paolo Gradenigo contro gli imperiali.

1512 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Lazio

Nuovamente a Roma per cercare un accordo fra veneziani ed imperiali.

Mar. 

 

 

 

 

 

Lazio e Lombardia

Può fare rientro nel bresciano; raggiunge   la sua compagnia decimata dalle perdite per la caduta di Brescia nelle mani di Gastone di Foix.

Apr. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Vicenza con Giampaolo Baglioni.

Mag. 

 

 

 

 

 

Veneto

Al Campo di Marte di Vicenza per la rassegna dei suoi uomini (quattordici lance e 25 cavalli leggeri). Si sposta a Cologna Veneta.

Giu. 

 

 

 

 

 

Lombardia e Liguria

Affianca Giaampaolo Baglioni e Renzo di Ceri. Lascia il campo di San Martino del Lago e della Cavaliera per attaccare Pizzighettone. Avanza, quindi, fino a Pavia; con la ritirata dei francesi dalla Lombardia si collega con Francesco Rangoni.  Insieme  i due condottieri puntano su Genova alla testa di 500 fanti e di 50 uomini d’arme ottenuti dai veneziani. Giunge a Chiavari e nei pressi del capoluogo: il governatore francese vuole fare impiccare il suo trombetta. Intervengono 4000 cittadini favorevoli ai Fregoso i quali permettono il suo ingresso nella città. Giano Fregoso è eletto doge per volontà di Giulio II; gli è riconosciuta una provvigione annua di 7000 ducati. Per la sua nomina ordina che si facciano processioni per tre giorni; sempre per ingraziarsi il popolo  concede una diminuzione della pena di sei mesi per tutti coloro che sono rinchiusi nel carcere di Malapaga; invia anche 12000 scudi al cardinale di Sion Matteo Scheiner al fine di ingraziarsi gli svizzeri.

Lug. 

 

 

 

 

 

Liguria

Stringe d’assedio in Genova le due fortezze nelle quali si sono rafforzati i francesi. Il Castelletto rimane ancora sotto il controllo di una guarnigione transalpina;  un vascello si attesta a poche decine di metri dal Capo di Faro, sotto la Briglia, puntando i suoi pezzi contro i palazzi che si affacciano sul porto. Giano Fregoso nomina Andrea Doria prefetto del porto e comandante della flotta costituita di 2 galee.

Ago. ott. 

 

 

 

 

 

Liguria

Colpisce sempre il Castelletto con le artiglierie fornitegli dai pontifici (sei bombarde). Il castellano francese, un nipote di Prégeant de Bidox, perde ogni speranza di essere soccorso;  con la mediazione di un frate minore cede la fortezza in cambio di 13000 ducati. Giano Fregoso assedia ora per  terra e per mare Capo di Faro (la Lanterna) che cerca di avere per fame: una nave francese, che batte bandiera genovese, riesce ad entrare nel porto, si dirige verso tale fortezza e sbarca viveri per gli assediati. Emanuele Cavalli si imbarca su un galeone con 300 soldati, capovolge la situazione, rimorchia la nave francese e la trascina sulla spiaggia di Sampierdarena.

Nov.Francia 

 

100 lanceLiguria

Si accorda con i francesi, è accettato come doge di Genova e gli è concessa una condotta di 100 uomini d’arme.

Dic. 

 

 

 

 

 

Liguria

Richiama a Genova la moglie ed i figli che ancora abitano a Padova.

1513 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Liguria

Il papa Giulio II lo rimuove dalla sua carica e nomina doge al suo posto il cugino Ottaviano Fregoso.

Apr.GenovaFrancia 

 

Liguria

Il fratello Fregosino uccide un figlio di Gianluigi Fieschi; la popolazione di Genova si ribella.  Giano Fregoso si avvicina agli spagnoli. Viene assalito dalla flotta francese (9 galee sottili ed altri legni) e da 6000 fanti raccolti da Antoniotto e da Girolamo Adorno e dai Fieschi. Affronta con 1000 uomini gli avversari; si ritira in città e ripara, in un secondo momento, su un brigantino con il quale raggiunge la sua flotta. Lascia il fratello Ludovico alla guardia del Castelletto; un altro fratello, Zaccaria, è catturato in battaglia dai Fieschi e viene ucciso: il cadavere è trascinato per le vie di Genova legato alla coda di in cavallo. Giano Fregoso ripara a la Spezia con Andrea Doria.

Mag. 

 

 

 

 

 

Toscana

A Piombino.

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia  Lazio Liguria

Si rifugia a Bologna ed a Roma; chiede soccorsi ai veneziani. Si reca al campo spagnolo;  dopo la sconfitta dei francesi a Novara, rientra a Genova. Viene ora nominato doge il cugino Ottaviano su pressione del viceré di Napoli Raimondo di Cardona e del marchese di Pescara Ferdinando d’Avalos. Giano Fregoso si dirige a Savona di cui è stato nominato governatore.

Lug.SavonaGenova 

 

Liguria

Organizza una congiura ai danni di Ottaviano Fregoso: il congiunto gli spedisce contro 300 soldati che lo costringono ad allontanarsi da Savona.

Nov. 

 

 

 

 

 

Romagna

A metà mese Bernardo Gambarana nasconde nottetempo nel palazzo di Giano Fregoso di Savona alcuni armati; costoro uccidono le guardie della Porta di San Giovanni ed aprono la porta agli Adorno. I 1500 fanti reclutati da questi ultimi ritardano all’ appuntamento e l’azione di sorpresa sfuma. Sempre nello stesso periodo Giano Fregoso è segnalato a Cesenatico ed a Ravenna.

1515 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic.VeneziaSpagna Impero100 lanceLombardia

Viene richiamato dai veneziani per contrastare gli spagnoli con Gian Giacomo da Trivulzio. Il Consiglio dei Savi decide di non conferirgli il capitanato delle fanterie; gli concede una  condotta di 100 uomini d’arme con una provvigione annua di 1000 ducati.

1516 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Lombardia Trentino

E’ segnalato al campo di Lonato per assediare Brescia; rimanda a Padova i suoi famigliari. E’ presente alla cerimonia in cui Teodoro da Trivulzio viene nominato governatore generale. Con Giovan Corrado Orsini si porta in Val di Sabbia dopo avere saputo che Gerardo d’Arco e Ludovico di Lodrone sono arrivati alla Loggia con il denaro per la guarnigione spagnola di Brescia. Giunto ad Anfo si unisce con Babone Naldi e con 2000 fanti attacca  nottetempo 1500 lanzichenecchi. Costoro sono vinti; inseguiti, abbandonano anche un ponte che controlla la valle e fuggono sui monti: nello scontro sono uccisi 500 fanti e ne sono catturati altri 800; sono pure fatti prigionieri 50 uomini d’arme borgognoni. Giorgio di Liechtenstein, tuttavia, riesce a guadagnare la fuga con il denaro. Subito dopo Giano Fregoso mette a sacco Lodrone e Storo perché, in precedenza, Ludovico di Lodrone ha imposto una taglia di 400 ducati a Bagolino. Alla conclusione delle operazioni ritorna ad assediare Brescia;  si colloca a Nave.

Mar. 

 

 

 

Governatore g.leVeneto e Lombardia

A Peschiera del Garda: gli è ordinato di lasciare la località alla notizia che sono in avvicinamento milizie tedesche e svizzere inviate in soccorso di Verona dall’ imperatore Massimiliano d’Austria. Dà fuoco alle munizioni residue nella rocca;  conduce via con sé tutti i pezzi di artiglieria con l’esclusione di un falconetto caduto nel lago. Si trasferisce alla difesa di Crema con l’incarico di governatore generale: gli è riconosciuto l’onore del vessillo con la giurisdizione su tutti i militari, uno stipendio di 25000 ducati l’anno, il piatto ed altri riconoscimenti economici per  4000 ducati. Gli è data una condotta di 200 uomini d’arme in bianco e di 100 balestrieri a cavallo, sostituita temporaneamente dal comando di 300 cavalli leggeri armati alla borgognona, compresi i 125 che già militano al suo servizio (per i quali percepisce uno stipendio di 15000 ducati l’anno ed il piatto di altri 4000). Nelle sue schiere non gli è permesso di accettare uomini banditi dai veneziani.

Apr. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Chiede vanamente di essere nominato capitano generale delle fanterie. Occupa Caravaggio, si sposta a Cassano d’Adda e perviene a Lodi. Lascia, indi, Crema con il tesoriere francese per consegnare del denaro a 2000 lanzichenecchi che hanno abbandonato Brescia per venire agli stipendi degli alleati ed assediare  la medesima località.

Mag. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Rezzato.

Giu. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Con la resa a patti di Brescia Giano Fregoso resta alla guardia della città con 60 uomini d’ arme e 400 fanti.

Ago. 

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Attende a rafforzare le fortificazioni di Brescia;   a fine mese si sposta all’assedio di Verona. Partecipa con Teodoro da Trivulzio e Giampaolo Manfrone ad un consiglio di guerra con il Lautrec: il capitano francese non vuole attaccare la città a meno che non gli siano messi a sua disposizione altri 4000 fanti. Giano Fregoso lo contraddice;  fra i due condottieri non corrono buone parole. Si trasferisce al campo di Santa Caterina con il Trivulzio;  spinge ad aggredire Verona dal lato di Porta Calzari nonostante che le  le truppe siano creditrici delle loro paghe. I veneziani lo invitano alla prudenza.

Sett. 

 

 

 

 

 

Veneto

Partecipa al consiglio di guerra con il provveditore generale Andrea Gritti quando viene presa la decisione di attraversare l’Adige e di accamparsi nei pressi delle mura. Con Rizino d’Asola conduce un assalto alla testa dei fanti romagnoli; respinge una sortita di 100 cavalli. Da ultimo ripiega ad Albaredo d’Adige per l’arrivo in soccorso di Verona di notevoli rinforzi inviati dall’ imperatore.

Ott. 

 

 

 

 

 

Veneto

Affianca in un’azione il provveditore generale Giovanni Paolo Gradenigo.

Dic. 

 

 

 

 

 

Veneto

Segue ancora Giovanni Paolo Gradenigo con Giampaolo Manfrone (200 uomini d’arme) per bloccare l’avanzata di 2000 fanti e di 200 cavalli, usciti da Verona con quattro/cinque falconetti allo scopo di espugnare Illasi. Gli imperiali sono obbligati a retrocedere a seguito di un piccolo scontro di cavalleria     leggera. Giano Fregoso si ammala;  raggiunge Padova per curarsi; subito dopo si reca a Venezia con Domenico Contarini;  si incontra con il doge. Durante la sua assenza ad Albaredo d’Adige sorgono diversi inconvenienti nella sua compagnia; Giovanni Paolo Gradenigo riesce a trattenere le  truppe militanti ai suoi ordini solo a gran fatica.

1517 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

89 lance e 50 cavalli leggeriVeneto

Alla fine della guerra  ritorna a Venezia; presenzia in San Marco ad una solenne cerimonia di ringraziamento; è anche presente alla pubblicazione della tregua con gli imperiali quando essa viene firmata dal doge. Il suo operato è elogiato da Andrea Gritti, che fa pressione affinché gli sia aumentata la condotta. I suoi uomini sono inviati a svernare nel trevigiano.

Mar. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia per le feste organizzate dalla Serenissima in onore di Teodoro da Trivulzio; gli è confermata la condotta di 100 uomini d’arme in bianco.

Giu. 

 

 

 

 

 

Veneto

Il costo complessivo della sua compagnia è valutato per l’anno in 10240 ducati. Nel mese ha a sua disposizione 90 lance e 50 balestrieri a cavallo.

Lug. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia. Si lamenta in Collegio perché tutti i condottieri ricevono annualmente dieci paghe mentre a lui gliene sono concesse solo otto. Ritorna a Padova.

Ago. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Padova. Ispeziona con Teodoro da Trivulzio i lavori relativi al castello del Portello.

Sett. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia in Collegio per chiedere il saldo delle paghe dei suoi uomini d’arme.

1518 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. 

 

 

 

 

 

Veneto

Viene convocato a Venezia.

Lug. 

 

 

 

 

 

Grecia

E’ inviato a Corfù ed a Candia con altri esperti di ingegneria militare ed il provveditore della flotta Sebastiano Moro per sovrintendere ai lavori di rafforzamento   delle opere difensive delle due isole: gli è elevato il numero delle paghe da 8 a 10 e per le sue spese gli sono riconosciuti 300 ducati senza rendiconto.

Sett. 

 

 

 

 

 

Grecia

Sempre per lo stesso incarico a Napoli di Romania (Nauplia).

Nov. 

 

 

 

 

 

Grecia Croazia Veneto

Al termine della missione si imbarca su una galea e giunge in Istria;  a Venezia  riferisce sui risultati della sua missione in Collegio. Il doge lo ringrazia e lo rinvia al Consiglio dei Savi: è lodato da tutti, in particolare da Sebastiano Moro.

1519 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

Ha l’incarico di scortare da Padova a Crema il capitano imperiale Cristoforo Frangipane che deve essere consegnato ai francesi.

1520 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia Garda ed ottiene il permesso di incontrarsi in Verona con un amico l’ambasciatore imperiale Andrea dal Borgo. Il Consiglio dei Savi delibera di concedergli alcune terre.

Apr. 

 

 

 

458 cavalliVeneto

Opera a Longare con Troilo Pignatelli: entrambi affiancano il provveditore alle acque Antonio Condulmer per aiutarlo a risolvere alcuni problemi idraulici.

Giu. 

 

 

 

 

 

Veneto

Si trova alle Gamberare con 150 cavalli leggeri, impegnato in un’azione di polizia per catturare gli assassini di due capitani francesi (Moriaches e Berton) uccisi da alcuni contadini di Oriago in una banale rissa: essa è stata causata da  una serie di gesti accidentali che hanno provocato una reazione eccessiva da parte dei francesi.

Lug. 

 

 

 

 

 

Veneto

Da Padova  a Venezia; riferisce in Collegio sull’ andamento delle opere di  fortificazione a Candia.

1521 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Veneto

Ritorna a Venezia;  chiede l’appoggio della Serenissima sul duca di Ferrara Alfonso d’Este: due suoi figli, infatti, si sono sposati con altrettante donne di casa Strozzi e non possono godere dei beni dotali perché nessuno di essi è cittadino di Ferrara. I veneziani ottengono una risposta negativa.

Mag. 

 

 

 

 

 

Veneto

Con Bernardino di Montone, Malatesta Baglioni, Giulio Manfrone e Teodoro da Trivulzio consegna a Venezia al Consiglio dei Savi uno studio sullo stato  delle fortificazioni di Padova, compresa una parte relativa alle opere idrauliche.

Ago.VeneziaImpero92 lance e 50 cavalli leggeriVeneto e Lombardia

Si incontra a Venezia con il nuovo doge Marino Grimani, cui domanda una condotta per due suoi figli. E’ trasferito con la sua compagnia a Verona; si collega  a Caprino Veronese con Malatesta Baglioni per impedire il passaggio a 8000 fanti svizzeri e tedeschi provenienti da Trento e diretti a Mantova. Fallita l’iniziativa, si sposta a Brescia;  raggiunge Teodoro da Trivulzio al campo. A Robecco d’Oglio.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

A Zibello con 100 lance e 50 cavalli leggeri. Allestisce a Fontanelle un nuovo campo vicino al Po.

Nov. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova ad Orzinuovi con la sua compagnia, tutti i cavalli leggeri e 300 fanti; si dirige a Soncino, attraversa l’Oglio a Pontevico con Giampaolo Manfrone, supera l’Adda e si dirige a Lodi di cui passa alla difesa con 2000 fanti e 200 lance. Con la caduta di Milano nelle mani degli imperiali si trasferisce a Crema.

Dic. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Invia a Truccazzano Alessandro Donato con 200 cavalli e Rizino d’Asola con 300 fanti ed alcuni uomini d’arme: i due capitani vi svaligiano 60 uomini d’arme della compagnia di Antonio di Leyva. Il bottino è condotto a Crema;  l’incursione avviene per rivalsa delle scorrerie condotte da Bartolomeo da Villachiara nel bergamasco. A Venezia non sono contenti della iniziativa di Giano Fregoso per timore che essa rappresenti l’occasione per gli imperiali di rompere la tregua in essere.

1522 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla difesa di Crema con 100 uomini d’arme.

Lug. 

Venezia

 

Spagna Impero

125 lance 

 

Al termine del conflitto è al comando di 125 lance, compresi i 50 balestrieri a cavallo.

1523 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.VeneziaFrancia 

 

Lombardia

Da Brescia, dove è di stanza con 100 lance e 50 cavalli leggeri. Si muove sull’ Oglio in perlustrazione. Ancora a Brescia.

Ott. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Al campo di Verolanuova. Partecipa a Bergamo ad un consiglio di guerra per verificare la fattibilità di un’incursione oltre l’Oglio.

Nov. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Martinengo ed a Treviglio per cercare luoghi adatti agli alloggiamenti delle truppe.

1524 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Lascia Martinengo;  si porta a Crema dove si sospetta l’esistenza di un trattato a favore dei francesi. Accompagna a Milano Francesco Maria della Rovere allorché il capitano veneziano si incontra in tale località con il viceré di Napoli Carlo di Lannoy. In un consiglio di guerra interalleato consiglia di conquistare prima Lodi e, quindi, di unire gli eserciti a Binasco.

Feb. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Rimane alla difesa del veneziano con 300 lance, 200 cavalli leggeri e 3000 fanti in occasione del passaggio dell’ Adda da parte di Francesco Maria della Rovere. Passa alla guardia di   Pontoglio e di Palazzolo sull’ Oglio con il provveditore Giovanni Moro. Avvia alla difesa di Bergamo 2000 fanti alla notizia del probabile arrivo nel territorio di fanti grigioni  diretti ad Abbiategrasso.

Mar. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Palazzolo sull’ Oglio: spedisce 150 cavalli leggeri a Martinengo ed a Romano di Lombardia.

Apr. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si oppone all’ avanzata dei grigioni che con Renzo di Ceri puntano a raggiungere nel pavese l’esercito francese. Con Babone Naldi si incontra a Treviglio con il duca di Milano Francesco Sforza e Giovanni dei Medici. Con il ritiro degli avversari assedia con Malatesta Baglioni la rocca di Caravaggio: i difensori si arrendono a patti a seguito della venuta al campo di 3 cannoni condotti da Crema.

Mag. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Esce da Caravaggio, discute con Andrea da Birago le modalità di resa di Castelleone, esamina a Trezzo sull’Adda con il duca di MIlano Francesco Sforza, Giovanni dei Medici e Girolamo Morone una strategia comune per attaccare Lodi. Con la resa di Federico Gonzaga da Bozzolo nelle mani di Francesco Maria della Rovere se ne ritorna a Brescia.

Giu. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia dove prende alloggio a San Cassiano; è segnalato al fianco del doge Andrea Gritti in alcune cerimonie pubbliche: esprime il desiderio di rinunciare alla sua condotta a favore dei figli Alessandro e Cesare. Presenzia alla manifestazione in cui sono consegnati a Francesco Maria della Rovere lo stendardo ed il bastone di governatore generale. Il Consiglio dei Savi decide di venire incontro alla sua richiesta. La sua condotta è concessa ai figli, mentre  a lui rimane il comando di 25 balestrieri a cavallo e la provvigione.

Dic. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Brescia, per il battesimo di un figlio del podestà cittadino Antonio Suriano.

1525 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Veneto

Alla guardia di Verona con 200 lance e 1000 fanti.

Ott. 

 

 

 

 

 

 

 

Ad un consiglio di guerra con Francesco Maria della Rovere, Malatesta Baglioni e Luigi Gonzaga.

Dic. 

 

 

 

 

 

 

 

Informa i veneziani sulla possibilità di un trattato in Genova.

1526 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Veneto

Accompagna Francesco Maria della Rovere, Mercurio Bua e Federico Gonzaga da Bozzolo a Legnago per seguire i lavori di rafforzamento delle opere difensive cittadine.

Mar. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia; a colloquio con il doge sulla situazione di Verona. Rientra a Padova.

Giu.VeneziaImpero 

 

Veneto

Benché ammalato, lascia Verona con il capitano della città Tommaso Moro; supervisiona i passi della Val Lagarina, possibile via di transito dei lanzichenecchi che dal Trentino devono raggiungere Milano.

Ago. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Caprino Veronese ad ispezionare le opere difensive dei passi.

Nov. 

 

 

 

 

 

Liguria

All’assedio di Genova.

1527 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Veneto

Sulla Riviera del Garda con Valerio Orsini.

Apr. 

 

 

 

25 cavalli leggeriVeneto e Lombardia

Da Verona si sposta nel bergamasco con i suoi cavalli leggeri; ha il comando delle milizie nel bergamasco al posto di Mercurio Bua bloccato al momento dalla gotta.

Mag. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Chiede al provveditore generale Domenico Contarini che la sua posizione venga in un qualche modo ufficializzata. Con la caduta di San Colombano al Lambro esce in campagna alla testa di 400 lance, di molti cavalli leggeri e di 3000 fanti appoggiati da numerosi pezzi di artiglieria. Giunge a Crema e da qui, costeggiando l’Adda, punta su Pizzighettone. La località è soccorsa da 7000/8000 uomini per cui decide di  trasferirsi a Lodi. Gravi disordini avvengono nella città a causa dei contrasti tra soldati veneziani e sforzeschi che costano la vita a 100 uomini. Giano Fregoso interviene a sedare gli animi, probabilmente non con la dovuta energia se il podestà di Crema Andrea Loredan trova il modo di accusarlo di freddezza e di scarso coraggio. A  Venezia, intanto, il Consiglio dei Savi non risponde alle sue richieste, non gli è conferito alcun incarico ufficiale; gli è invece riconfermata, oltre la condotta di cui gode, una provvigione mensile di 100 ducati ed una guardia personale di 25 archibugieri.

Giu. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si incontra a Crema con Domenico Contarini ed il duca di Milano.

Lug. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Il luogotenente ducale Ambrogio da Landriano si rifiuta di obbedire ai suoi ordini; il fatto provoca notevoli disordini nei campi di Riozzo e di Melegnano.

Sett. 

 

 

 

Governatore g.leLombardia

La situazione degenera e ciò convince il Consiglio dei Savi a nominarlo governatore generale con una condotta di 100 cavalli leggeri; sono mantenute la provvigione e la guardia personale. Giano Fregoso sposta il campo da Melegnano a San Donato Milanese: ha numerose scaramucce con gli imperiali di Antonio di Leyva. A causa delle troppe perdite impone ai suoi uomini di non cercare sempre lo scontro.

Ott. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla conquista di Pavia. Partecipa ad un consiglio di guerra con il duca di Milano, il Lautrec, Domenico Contarini ed il procuratore Piero Pesaro. Colloca il campo a Landriano mentre i francesi si attendano a Castel San Giovanni. Da Milano escono 2000 fanti, 50 uomini d’arme con quattro pezzi di artiglieria; gli imperiali sono diretti ad Abbiategrasso. Giano Fregoso invia loro contro 250 uomini d’arme, 1000 fanti e molti cavalli leggeri; fa partire da Pavia due bandiere di fanti e domanda al Lautrec di essere raggiunto da Pietro Navarro con i suoi uomini. Abbiategrasso viene conquistata dagli avversari; Giano Fregoso si collega con il Navarro, si allontana da Landriano per recuperare la località. Tocca Casorate Primo, ordina l’allestimento delle artiglierie e, dopo una ventina di colpi, i difensori di Abbiategrasso si arrendono a discrezione. La terra è messa a sacco dai veneziani; tutto è spogliato, comprese le chiese.

Nov. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Lardirago ed a Landriano, pronto ad attaccare Monza. A Lacchiarella si ammutinano per il ritardo delle paghe 1600/1800 fanti guasconi che militano con Pietro Navarro. Costoro si dirigono su Vigevano per cui Giano Fregoso si trova ad avere a disposizione solo 3000 fanti. Chiede nuove truppe al Lautrec e si fortifica a Cassano d’  Adda, dove invia a precederlo Antonio da Castello che prepara gli alloggiamenti.

1528 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si ammala al campo e si fa portare a Brescia a curarsi: nella città alloggia presso Aimo Maggi.

Feb. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Ritorna a Cassano d’Adda;  a Melzo.

Mar. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Preme sulla Serenissima affinché siano assunti Morgante Dentini, Giovanni Albanese e Cesare Farina; al campo è costretto a dirimere una controversia che divide da un lato Ercole e Claudio Rangoni, dall’ altro Pietro da Longhena e Guido Naldi.

Apr. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Bergamo. Si ammala ancora a Cassano d’Adda;  si trasferisce a Brescia. A Martinengo ed a Orgnano.

Mag. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si sente guarito e vuole ritornare al campo. Definisce a Caravaggio con Francesco Sforza, Francesco Maria della Rovere, il provveditore generale Tommaso Moro ed altri capitani il piano strategico con cui affrontare l’avanzata dei lanzichenecchi del duca di Brunswick (15000 fanti e 1200 cavalli). Si reca a Bergamo per esaminare l’andamento dei lavori di difesa della città e fa ritorno a Cassano d’Adda. Si trova a disporre di soli 2707 fanti. Francesco Maria della Rovere, infatti, ha sguarnito il campo e lo ha lasciato con poche forze per affrontare un possibile attacco di Antonio di Leyva.

Giu. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Ordina di costruire a Soncino un ponte sull’Oglio e sposta il suo campo a Seriate: è qui raggiunto da 500 fanti grigioni. Si dirige a Crema ed a Verolavecchia con tutti gli uomini a sua disposizione allorché gli imperiali si pongono tra Brignano Gera d’Adda e Pandino. Riunione militare a Brescia con Francesco Maria della Rovere e  Tommaso Moro.

Lug. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Appoggia Francesco Maria della Rovere nella sua richiesta aggiuntiva di 10000 uomini, fra lanzichenecchi e svizzeri, da affiancare ai 6000 fanti italiani per potere passare all’offensiva. Si sposta a Bergamo,  taglieggiata dai soldati veneziani a causa del ritardo delle paghe; riesce a salvare dall’ impiccagione il capitano Vincenzo da Novara perché un fante della sua compagnia  è stato sorpreso a rubare.

Ott. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si fa consegnare dai veneziani Gabriele da Martinengo per poterlo scambiare con il figlio Annibale prigioniero a Milano.

Nov. 

 

 

 

 

 

 

 

Il suo operato è elogiato in Pregadi da Marco Foscari, giunto al termine del suo incarico di provveditore.

1529 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia in Collegio ed in udienza segreta con il Consiglio dei Dieci.

Feb. 

 

 

 

 

 

Veneto

Ritorna a Verona.

Mar. 

 

 

 

Governatore g.leLombardia

Il Consiglio dei Savi lo riconferma come governatore generale e gli assegna uno     stipendio annuo di 25000 ducati: gli è pure dato l’ordine di raggiungere il campo di Treviglio con 300 cavalli armati alla borgognona e di numerosi alabardieri, per il cui soldo gli sono anticipati 19000 ducati.

Apr. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Gli sono consegnati il bastone e lo stendardo simboli del suo comando; viene raggiunto in Lombardia dal figlio Cesare. E’ informato  che Antonio di Leyva è uscito da Milano per puntare su Abbiategrasso; decide di attraversare l’Adda. Molti capitani di uomini d’arme e di cavalli leggeri si rifiutano di assecondarlo per il ritardo delle paghe. Giano Fregoso è, pertanto, costretto a procrastinare ogni azione. Invia il figlio Cesare dal Saint-Pol  pensando di attaccare Cassano d’Adda: trova ancora le solite repulse, specie in Roberto da San Severino.

Mag. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Affronta un ammutinamento degli uomini d’arme al campo di Pozzuolo Martesana. Si trova al fianco di Francesco Maria della Rovere e del provveditore generale Paolo  Nani nell’ incontro di Belgioioso con il Saint-Pol per concordare le linee di attacco a Milano. Raggiunge il campo di Melegnano.

Giu. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Ha nuovi incontri a Binasco con i francesi: non ne nascono in ogni caso azioni congiunte conclusive perché il campo di Melegnano è sempre tormentato dai disordini.  Con la sconfitta del Saint-Pol a Landriano ripiega a Cassano d’Adda.

Lug. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Ammalatosi, si fa condurre a Brescia.

Ago. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Muore a Brescia nella casa dei Maggi (o a Quinzano d’Oglio, secondo le fonti) dopo un apparente miglioramento: al suo capezzale vi sono i figli Annibale e Cesare. Sposa Aldobella di Leca figlia di Giovan Paolo. Amico di Pietro Aretino. Autore di un carme in onore della regina Margherita di Navarra.

  CITAZIONI

“E’ valente homo et aficionatissimo servitor di questo stato..Qual ha un optimo governo.” SANUDO

” Guerrier saggio e soprano/…(Allo scontro di Longare) “Del signior Iannes non potrei dir quello/ ch’ con il stocco in man fece quel giorno,/ menando fra nemici tal flagello/ ch’ognun da lui fuggiva con piano, e scorno.” DEGLI AGOSTINI

“Huomo illustre, e chiaro nell’arte militare.” P. GIUSTINIAN

“Il quale valoroso nella militia fu duce nella patria.” SANSOVINO

“Nimico molto del nome Francese.” ROSEO

“Duce provetto ed autorevole.” A. MOROSINI

“Col valor proprio, et con gli honori, ch’egli hebbe, senza alcun dubbio accresce molto la dignità della sua famiglia…Cumulat haud dubie clarae gentis suae stemmata virtute et dignitate sua Janus Fulgosius; cui grave inflictun vulnus in bonum et decus vertit. Neque enim principatu patriae dejectus in hominum contemptu et in solitudine ignobili exilio consenuit, sed a Venetis illustri honore exceptus in summo bellicarum rerum imperio ob consilium, fortitudinem, virtutem multis locis conspectam potitus est; qui honos vel non nisi magnarum rerum gestarum.” FOGLIETTA

“Virida vis animi minaci in pectorum quantum/ Polleat, e claris percipe Principibus./ Exsilio, seniore, laboreve clara Camilli/ Non tribuit virtus, sed magis enituit./ Sed fileant reliqui. Janus Fulgosius unus/ Dux patria ejectus vi sibi struxit opem./ Intrepidus Venetum clarissima signa revolvens/ Innumeras laudes vique fideque tulit./ Nec potuit Fortuna suis fallacibus umquam/ Insidiis tantum frangere iniqua virum.” da un carme di P. AVIOLA raccolto dal FOGLIETTA

“Si consacrò al servigio de’ Veneziani e riuscì bravo generale.” MAFFEI

Con Saccardo da Soncino e Giovanni Greco “Tutti valorosissimi Capitani.” CARRARI

“Vecchio e capace condottiero genovese.” ZORZI

“Che è vero ospitio d’ogni ligiadria/ Ne l’arme franco, ardito e animoso.” CORDO