GIANNETTO D’ACQUASPARTA

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1886
Mura di Acquasparta
Mura di Acquasparta

GIANNETTO D’ACQUASPARTA ( Giovanni Antonio d’Acquasparta ). Di Acquasparta.

  • 1424 ( giugno)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1413
Apr.ChiesaNapoli60 lanceLazio

Esce da Bologna, transita per Siena e si porta nelle terre di Paolo Orsini. Giunge in soccorso di quest’ultimo ai danni di Muzio Attendolo Sforza.

1415
Giu.Siena48 lanceToscana

Il condottiero è debitore di 900 ducati nei confronti del Tartaglia. Per potere fare fronte al suo impegno assume con i senesi una condotta di 48 lance per sei mesi (con un anno di beneplacito).  La repubblica scrive al Tartaglia di stare tranquillo riguardo al suo credito, perché a Giannetto d’Acquasparta sarebbe stata defalcata per ogni mese della sua condotta la somma di 150 ducati. Quest’ultimo viene, inoltre, minacciato di non ricevere la lettera di ben servito al termine della condotta nel caso in cui non ottemperi alle sue obbligazioni nei confronti del Tartaglia.

1416SienaPitiglianoToscanaCon Arrigo della Tacca fronteggia le truppe del conte di Pitigliano Bertoldo Orsini. E’ catturato in un’imboscata.
1417ToscanaE’ riconfermato dai senesi nella condotta.
1419
……..ChiesaPerugiaUmbriaContrasta il signore di Perugia Braccio di Montone nel contado di Todi. Appoggia l’azione di Muzio Attendolo Sforza.
Sett.UmbriaAssale Orvieto. Risale la valle del Paglia verso il Tevere.
Ott.UmbriaSi collega con Muzio Attendolo Sforza ed il Tartaglia tra Narni e Todi. Marcia su Spoleto ed Assisi.
1424
Giu.PerugiaChiesaAbruzzi

Milita agli ordini di Braccio di Montone. Partecipa alla battaglia dell’Aquila dove ha il comando della tredicesima squadra. Muore in combattimento, per un colpo di lancia, mentre sta difendendo il guado dell’Aterno al fine di coprire la ritirata agli altri capitani bracceschi.

 CITAZIONI

“Non sì tosto venia per ripassare,/ Eranli adosso li nostri Aquilani/ Como nel fiume prendeano l’entrare;/ Or chi vedesse menare de mani/ Con lance, e ronchi li culpi toccare,/ E tutti era talliati como cani/ Come magnifici beccari in quell’arte./ Fu moorto Jannetto d’Acquasparta.” CIMINELLO

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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