GIACOMINO DI VAL TROMPIA

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Condottieri di ventura

2081      GIACOMINO DI VAL TROMPIA (Giacomino Negroboni) Padre di Giovanni Antonio. Notaio e giudice.

  1461 – 1529 (aprile)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1499

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

Venezia

Firenze

 

 

Toscana

Combatte i fiorentini nel Casentino. E’ svaligiato con tutti i suoi uomini.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il suo comportamento nella guerra è elogiato nel Collegio dei Pregadi dal provveditore Piero Marcello.

Giu.

Venezia

Impero Ottomano

100 fanti

Friuli

In Friuli per contrastare eventuali scorrerie dei turchi.

Lug. sett.

 

 

 

 

100 fanti

Veneto e Grecia

A Venezia. Gli è cambiata destinazione, riceve 50 ducati e, fatta la rassegna della sua compagnia al Lido, si imbarca su una galea per la Grecia. Ad agosto giunge a Corfù dove non ha il permesso di scendere a terra a causa della peste; si reimbarca a settembre e si trasferisce a Modone.

1500

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Grecia

Partecipa all’assedio di Cefalonia.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Grecia

E’ catturato con la caduta di Corone.

………

 

 

 

 

 

 

Grecia

Rilasciato affianca il provveditore della Morea Francesco Cicogna a Cania con i pochi fanti che vogliono seguirlo.

1501

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

200 fanti

Veneto e Croazia

A Venezia. Al Lido per la rassegna di 200 provvigionati (di cui la metà schioppettieri) da condurre  a Zara. Nella sua compagnia vi sono anche otto caporali; gli è concessa una provvigione di 30 ducati per paga. Giunto in Dalmazia, 100 fanti sono destinati al presidio  di Nona, 50 a Lavrana ed altri 50 a Zara dove Giacomino di Val Trompia colloca il suo alloggio.

1503

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Ritorna a Brescia;  ha il compito di raccogliere provvigionati, dare loro un ducato a testa e condurli a Badia Polesine.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Si trova nel Polesine.

Ott.

Venezia

Chiesa

 

 

Romagna

Si sposta in Romagna con 127 provvigionati; è preposto alla guardia della rocca di Russi con venti uomini allorché la località viene conquistata allo stato della Chiesa.

Nov.

Venezia

Faenza

 

 

Romagna

Si unisce con Marco da Rimini e Michele Schiaveto; dopo la rituale rassegna prende parte all’assedio di Faenza con 60 provvigionati. Con la conquista della città è spostato alla difesa del castello; prende il posto di Zanone da Colorno e gli viene data la paga di un mese.

1506

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Consiglio dei Savi gli anticipa per il matrimonio di una figlia 200 ducati da scontarsi sulle paghe future.

1508

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

60 fanti

Romagna

E’ sempre a Faenza.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Connestabile nella rocca di Cremona con 100 fanti.

1509

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

Venezia

Francia

300 fanti

Lombardia

Alla difesa del castello di Cremona con 300 fanti e 400 ordinanze.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ assediato nel castello di Cremona: un capitano francese minaccia di impiccare un figlio, catturato in precedenza, se non si dovesse arrendere; si ribella ai veneziani con i suoi uomini e, su pressione di Luigi Avogadro (di cui è uno dei fautori) si scontra con alcuni schiavoni contrari alla resa. Arresta il podestà Alvise da Mula, il capitano Zaccaria Contarini, il provveditore Marco Loredan, il castellano Andrea Dandolo ed il camerlengo Sebastiano Malipiero; apre quindi le porte ai francesi ed è lasciato libero di uscirne con i suoi fanti. E’ accusato di tradimento dalla Serenissima; convocato a Venezia si guarda bene dal recarvisi.  

1512

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

Venezia

Francia

 

 

Lombardia

Si ribella ai francesi e si riavvicina ai veneziani con Luigi Avogadro. Fallisce un primo tentativo di impadronirsi della Porta di San Nazzaro a Brescia condotto con i suoi montanari per consegnarla al provveditore Andrea Gritti.

Feb.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Attacca con 3000 uomini Porta Pile a Brescia e contribuisce alla conquista della città da parte delle truppe del provveditore generale Andrea Gritti. Si reca  nelle valli vicine a raccogliere altre truppe; sfugge in tal modo alla cattura allorché Brescia è riconquistata dai francesi di Gastone di Foix.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia.  Sono consegnati a Giacomino di Val Trompia ed al figlio Giovanni Antonio 40 ducati per rifarsi delle spese.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Ritorna in Val Trompia con 50 fuoriusciti bresciani ed inizia la guerriglia ai danni dei francesi: rifiuta ogni sussidio da parte dei veneziani.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Guida l’insurrezione in Val Camonica; conquista il castello d Breno.

Lug.       Lombardia All’assedio di Brescia con il provveditore Leonardo Emo.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Ritorna a Venezia ed è ricevuto nel Collegio.

1513

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

Spagna Impero

 

 

Lombardia

Non riesce ad impedire che gli imperiali di Guglielmo di Rogendorf giungano fino a Desenzano del Garda.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Alla guardia di Vicenza.

Lug.

 

 

 

 

300 fanti

Veneto

Passa alla difesa di Padova, dove, inquadrato bel colonnello di Zanone da Colorno, ha l’incarico di sorvegliare il tratto di mura che va dal ponte Pidocchioso a Porciglia.

Ott.

 

 

 

 

154 fanti

Veneto

Rimane a Padova quando Bartolomeo d’Alviano ne esce per andare incontro alla rovinosa sconfitta di Creazzo. Al ritorno nella città dei resti dell’ esercito veneziano si colloca attorno al Portello con 154 archibugieri.

1514

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Veneto

Gode di una provvigione di 30 ducati per paga, per otto paghe l’anno. Affianca con 114 fanti Bartolomeo d’Alviano uscito da Padova per un’azione.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ spostato a Treviso come connestabile di 100 fanti nuovi in quanto la sua precedente compagnia si è sciolta.

Nov.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ segnalato nel bresciano.

1515

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

 

 

Friuli

Ad Udine.

Sett.       Lombardia Si muove nella riviera d’Iseo ed irrompe nella Val Camonica con 400 uomini.

1516

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Ritornato nel bresciano si collega con Antonio da Martinengo.  Insieme recuperano il passo della Noce; giungono anche al castello di Anfo rovinato e dato alle fiamme dagli imperiali. Ne segue i lavori di ricostruzione con Babone Naldi. Appoggia l’azione di Giano Fregoso.  Con i suoi valligiani, le milizie veneziane e 50 uomini d’arme borgognoni) sconfigge 1500 lanzichenecchi che stanno puntando su Brescia. Sono uccisi 500 fanti ed altri 800 sono fatti prigionieri

Feb. mag.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Incendia i borghi di Lodrone. A marzo è a Breno con Babone Naldi. Controlla i movimenti dei conti di Lodrone, occupa i passi della Val Trompia.  Si impadronisce della rocca di Lazise su ordine di Teodoro da Trivulzio.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ connestabile a Brescia con 150 fanti: gli è concessa una provvigione annua di 160 ducati.

Ott. nov.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Breno. A novembre, con Babone Naldi assale Anfo, ne conquista la rocca alla cui difesa restano 50 fanti della sua compagnia.

1517

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

La sua provvigione è sempre di 160 ducati l’anno (otto paghe di 20 ducati l’una).

1519

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ segnalato sempre nel bresciano.

1521

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Raduna 200 fanti con i quali a luglio ritorna alla guardia di Brescia.

Ago.       Lombardia Ha l’ordine di provvedere ad armare le ordinanze delle Valli Trompia e Sabbia.

Sett. ott.

Venezia

Impero

700 fanti

Lombardia

Ha inizialmente ai suoi ordini 250 fanti che aumentano a 700 (ottobre) a seguito delle minacce degli svizzeri che militano per i pontifici. Con l’allontanamento del pericolo il numero degli uomini a sua disposizione si riduce a 400.

1522

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Dopo la sconfitta della Bicocca ritorna alla difesa di Brescia con 300 fanti.

1523

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Consiglio dei Dieci gli eleva la sua provvigione annua a 260 ducati.

Sett.

Venezia

Francia

 

 

Lombardia

Viene inviato con 400 fanti all’assedio della rocca di Cremona.

1524

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Con la conquista della rocca di Cremona è trasferito al campo di Rovato.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ha il permesso di costruire un palazzo nell’area demaniale di Paganora alla periferia di Brescia.

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Nonostante che soffra di mal di stomaco lascia Brescia con 300 fanti, si dirige ad Iseo ed a Bergamo allo scopo di ostacolare il passo a 5000 fanti diretti ad Abbiategrasso per unirsi con l’esercito francese.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Rientra a Brescia con 500 valligiani.  A novembre ha il comando di 100 fanti.

1526

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. lug.

Venezia

Impero

 

 

Veneto

Raccoglie a Verona 100 fanti per la difesa della città. A luglio gli sono consegnati nella cittadella alcuni prigionieri spagnoli catturati a Monza.

1527

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

Veneto

A Verona con 100 fanti.

1528

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova al campo di Cassano d’Adda.

Mag. giu.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ inviato alla difesa di Asola con 110 archibugieri. A giugno è trasferito a Bergamo con 100 fanti e 200 archibugieri delle valli bresciane: sorgono alcuni disordini nella città tra gli abitanti e le truppe  malamente controllati da Mercurio Bua. Giacomino di Valtrompia è ferito da un valligiano.

1529

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Muore a Brescia alla fine del mese. E’ sepolto nel duomo con funerali solenni: lascia ai figli un notevole patrimonio.

 CITAZIONI

“Fidelissimo nostro.” SANUDO

“Servì il Negrobuoni per lo spatio di quarantacinque anni la repubblica, con animo intrepido e fedele.” O. ROSSI