FRANCESCO SECCO

0
1133
francesco-secco-stemma
Print Friendly, PDF & Email

FRANCESCO SECCO  (Francesco Secco d’Aragona) Di Caravaggio. Conte. Signore di Calcio, Carpenedolo. Cognato di Federico Gonzaga e di Gaspare da Vimercate, zio di Ercole Bentivoglio, Francesco Gonzaga, Niccolò e Giacomo Secco; suocero di Marsilio Torelli.

1423 – 1496 (aprile)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1440

Lombardia

Trascorre la propria adolescenza alla corte di Mantova in qualità di paggio.

1451

Lombardia

Viene armato cavaliere a Mantova dall’ imperatore Federico d’Austria. Nello stesso anno sposa Caterina Gonzaga, figlia naturale del marchese Ludovico.

1453
Giu. Milano Venezia

Lombardia

Prende parte alla battaglia di Villabona.

Dic.

Veneto

Scorre con 200 cavalli nel veronese, tocca Villafranca di Verona e giunge fino al Canal Tartaro: il danno provocato dalle sue truppe è valutato in 4000 ducati.

1460 Milano Angiò

Regno di Napoli

E’ inviato da Francesco Sforza in soccorso del re di Napoli Ferrante d’Aragona contro i baroni ribelli e Giovanni d’Angiò.

1463
Feb. Lombardia A Milano con Ludovico e Federico Gonzaga.
1464
Feb. Lombardia Vive a Milano alla corte del duca Francesco Sforza.
1465
Ott.

Campania

Ritorna nel regno di Napoli con Giovanni Francesco Gonzaga.

1473
Dic.

Lombardia

A Milano per consultazioni militari con il duca Galeazzo Maria Sforza, Giovanni Pallavicini e Donato del Conte: oggetto, la situazione di Genova.

1476
………

Lombardia

E’ scelto dal duca di Milano quale suo campione e sostenitore nella sfida lanciata da Galeazzo Maria Sforza a Bartolomeo Colleoni per un combattimento in campo chiuso.

Dic.

Lombardia

A Milano a porgere le condoglianze alla duchessa Bona di Savoia per l’assassinio del marito Galeazzo Maria.

1477
Gen.

Lombardia

Si trova nel cremonese per prevenirvi disordini ai danni degli Sforza.

Ago.

Campania

Viene inviato da Ludovico Gonzaga con Rodolfo Gonzaga ed una scorta d’onore a Napoli per rappresentare il marchese di Mantova al matrimonio del re Ferrante: per i suoi meriti gli è concesso di fregiarsi del “cognomen” d’Aragona.

1478
Ott. Milano Fieschi Chiesa Napoli

Emilia e Toscana

Transita per Parma con 500 cavalli e 300 fanti mantovani; si pone alla guardia di Borgo Val di Taro.  Combatte a Pontremoli i Fieschi che si sono alleati a pontifici ed aragonesi.

1479
Sett.

Toscana

Partecipa alla battaglia di Poggio Imperiale (Poggibonsi).

Dic. Milano Cantoni Svizzeri 100 lance

Svizzera

Contrasta gli svizzeri nei pressi di Bellinzona.

1480
Mag. giu.

Emilia

Si reca a Ferrara per combinare il matrimonio di Francesco Gonzaga con Isabella d’Este figlia di Ercole. Raggiunge a cavallo Vigarano Mainarda dove viene accolto con il bucintoro che lo conduce nella città: alla sposa presenta in dono una collana d’oro ed alcuni gioielli. Le nozze sono celebrate a Ferrara a giugno.

1481
Giu.

Lombardia

Organizza il matrimonio di Clara Gonzaga con il Montpensier (Gilberto di Borbone): accompagna la sposa da Mantova a Milano.

1482
Mag. Milano Venezia

Lombardia e Veneto

Fronteggia i veneziani nella guerra di Ferrara.  Di stanza ad Ostiglia è sorpreso da Roberto da San Severino quando costui attraversa con 6000 uomini il Canal Tartaro e la valle paludosa di Melara su un lungo ponte di legno ed un sentiero costituito di fascine e graticci (la fassinata) costruito in una sola notte da 700 guastatori. Fa costruire nel settore un bastione in direzione del Tartaro; si porta in ricognizione a Melara; segue una scaramuccia che induce il San Severino a ricordandogli gli impegni di neutralità presi dal marchese di Mantova nei confronti della Serenissima. I veneziani  irrompono nel rodigino ed attaccano Melara e Bergantino. Il Secco consiglia Federico Gonzaga di non rompere apertamente le ostilità con gli avversari. Il marchese di Mantova decide invece di fare tagliare gli argini del Po ad Ostiglia per inondare le terre della Serenissima. A Ferrara si maligna per l’ inazione del  Secco, attribuita alla corruzione o all’ amicizia con il San Severino.
     Giu.

Lombardia

Riceve in soccorso dal ducato di Milano 400 provvigionati; fa aprire le chiaviche del Po per abbassare il livello del fiume ed inondare il terreno in cui devono passare i fanti ed i cavalli veneziani. Unisce i suoi uomini d’arme con le truppe di Federico da Montefeltro per bloccare la flotta veneziana che sta risalendo il Po tra Governolo e Sacchetta. Negli stessi giorni è investito da Ludovico Sforza della contea di Bosco Marengo.

Lug. sett.

E’ colpito dalla malaria: può ritornare al campo solo a settembre alla testa di sette squadre di uomini d’arme.

1483
Gen.

Deve cedere Bosco Marengo a Girolamo Riario ed accettare in cambio Sale.

Feb. mar. 300 cavalli

Lombardia e Veneto

Ha un colloquio a Cremona con il cardinale Ascanio Sforza. Ottiene che i Torelli, suoi parenti, rientrino nelle grazie del duca di Milano. Accoglie poi a Viadana Ludovico ed Ascanio Sforza e raggiunge a Cremona la dieta tenutavi dai collegati per stabilire il piano strategico contro i veneziani. Si dirige a Montechiarugolo per una breve visita ai Torelli; collega, infine, le sue squadre con le truppe di Alfonso d’Aragona. Si porta a cavallo da Lodi a Melara (centosessantacinque chilometri) in una sola tappa di dodici ore;  in un’altra occasione, sempre nel periodo, cavalca trentasei ore consecutive con il duca di Calabria senza mai scendere di sella.

Apr.

Emilia

E’ catturato dal San Severino mentre sta cercando di portarsi ad Ostellato: è rilasciato.

Ago. Capitano g.le

Lombardia

Ha il comando delle truppe gonzaghesche dopo il ritiro a Mantova del marchese Federico Gonzaga. Occupa Seniga e Gottolengo. Nello stesso mese gli è concessa in feudo Carpenedolo.

Sett.

Veneto e Lombardia

Si impadronisce di Vigasio, entra in Villafranca di Verona con Niccolò Orsini e scorre fin sotto le porte del capoluogo: si impadronisce di un grosso bottino prelevato da duecento carri. Si accampa a Cereda presso Valeggio sul Mincio con Gian Giacomo da Trivulzio,  supera il fiume e tenta di impadronirsi di Peschiera del Garda: interviene  il San Severino con con 4000 cavalli e 2000 fanti, trasportati dalla sponda lombarda con una flottiglia lacuale. Il Secco è respinto  da Valeggio sul Mincio. Passa allora ad assediare Asola: è deciso l’attacco generale, preceduto a Mantova da una benedizione di tutte le bandiere voluta dal duca di Calabria, nella chiesa di San Francesco.

Ott. nov.

Lombardia

Il podestà di Asola Zaffaro Calzavaglia apre un negoziato con il Secco e gli assicura l’apertura delle porte cittadine per il giorno seguente: il presidio veneziano incarcera i congiurati che sono spediti a Venezia come traditori. Asola capitola a patti con la consegna anche della rocca. Il Secco si sposta ad Ostiglia ed a Sermide dove si incontra con Alfonso d’Aragona ed Ercole d’Este. Si trasferisce nel bresciano ed  occupa Seniga, Codalunga, Calvisano, Barbariga, Remedello, San Gervasio Bresciano, Bagnolo Mella, Manerbio, San Zeno;  si spinge sin sotto le mura del capoluogo. Di seguito si impossessa di Lonato ed ottiene a patti Montichiari e Villafranca.

Dic. 200 lance

Lombardia

Convocato a Bordolano dal duca di Calabria, lo raggiunge con quattro squadre di uomini d’arme. Riconquista Remedello; si adira con Alfonso d’Aragona quando riceve l’ ordine di dare alle fiamme Calcio, suo feudo, perché vi si sono rifugiati alcuni soldati sbandati delle compagnie del San Severino. Per indennizzarlo dei danni Federico Gonzaga gli riconosce una provvigione annua di 100 ducati. Contrasta sul Po la flotta veneziana.

1484
Gen.

Lombardia

A Lodi per un consiglio di guerra ed a Milano quale ospite di Ludovico Sforza. Riprende a combattere ed è segnalato a Farfengo ed a Barbariga.

Lug.

Lombardia

Alla morte di Federico Gonzaga ha la reggenza del marchesato al posto di Rodolfo, Giovanni Francesco e Ludovico Gonzaga, vescovo di Mantova.

Ago.

Lombardia

Con la pace di Bagnolo deve restituire Asola ai veneziani. Mentre sta uscendo dalla porta della città gli abitanti aggrediscono i gonzagheschi ed uccidono sette dei suoi uomini. Nella rocca vi entra Antonio d’Asola con 400 fanti.

1485
Mag.

Lombardia

I tre fratelli di Federico Gonzaga, esclusi dal controllo dello stato, si collegano con Evangelista Gonzaga ed ordiscono un complotto per fare uccidere il nipote Francesco dal cameriere Paolo Erba. La congiura è scoperta ed il colpevole confessa ogni cosa sotto tortura. Il fratello di Francesco, Stefano, grande inquisitore e castellano di Mantova, condanna a perpetuo confino nei loro castelli di Bozzolo e Luzzara  Giovanni Francesco e Rodolfo Gonzaga, mentre Evangelista viene rinchiuso nella rocca di Castellaro.

1487
Gen.

Emilia

Il Secco si distingue in una grande giostra che si svolge nella piazza di Bologna.

1488

Emilia

Partecipa a Ferrara ad un’analoga manifestazione indetta da Ercole d’Este.

1489
Mag. Venezia

Veneto

Passa agli stipendi dei veneziani con il nipote Francesco. La ferma viene stabilita in cinque anni, più uno di rispetto; lo stipendio annuo è stabilito in 6000 ducati. Gli uomini ai suoi ordini sono 42 lance, 50 balestrieri a cavallo e 36 provvigionati. Lo Sforza confisca a lui ed al fratello Stefano i loro beni nel ducato milanese.

1491
Mag.

Lombardia e Veneto

Si stabiliscono le premesse del dissidio con il nipote Francesco che vuole liberarsi della sua  tutela. L’urto esplode violento in atti di vera e propria ostilità a seguito  della rappacificazione del giovane Gonzaga con gli zii. Convocato a Venezia con Francesco dal Consiglio dei Dieci, il Secco rifiuta di unirsi con il nipote a Ferrara per raggiungere separatamente la città lagunare. Il doge Agostino Barbarigo cerca di riconciliarli;  invia entrambi a Verona dove deve tenersi la rassegna degli uomini d’arme e dei fanti della Serenissima. Qui scoppia il litigio definitivo che sfocia con l’imprigionamento reciproco di dipendenti: Francesco Gonzaga lo accusa di avere dato l’incarico ad un cuoco ed a un suo cancelliere di spiarlo per cui costoro sono condotti a Mantova; il Secco fa incarcerare il cancelliere del marchese Ludovico Donesmondi con la stessa accusa. La controversia è composta a Venezia per i buoni uffici del doge. Prima di partire il Secco deposita presso il banchiere Bartolomeo Maffei 12000 scudi pari a due anni di condotta. La riconciliazione è apparente: il Gonzaga parte per Ferrara ed il Secco si ritira nel suo castello di San Martino Gusnago.

Giu.

Lombardia

Intavola trattative segrete con Lorenzo dei Medici;  gli è offerta una condotta con stanza a Pisa. Fa svuotare il palazzo di Mantova e le ville di campagna dei loro arredi e delle suppellettili preziose. Il Gonzaga viene a conoscenza della cosa e vuole   incontrarlo con Ercole d’Este a San Martino Gusnago: il Secco fa riportare nel castello tappeti, arazzi, broccati, argenterie e si incontra con il nipote a Marmirolo. Rodolfo, Giovanni Francesco e Ludovico Gonzaga rientrano a Mantova.

Lug. sett.

Lombardia Emilia e Toscana

Con la scorta di 60 balestrieri a cavallo e di alcuni uomini d’arme raggiunge in grande segreto  Montechiarugolo, feudo dei Torelli; attraversa  il Po, supera di notte gli stati estensi tra Reggio Emilia e Parma ed in un giorno giunge a Pisa. Per rappresaglia il Gonzaga fa saccheggiare le sue ville di San Martino Gusnago e di Bondanello e gli confisca i beni. Il doge, il re di Francia, il duca di Milano, il papa Innocenzo VIII intervengono invano a suo favore sul Gonzaga; quest’ultimo anzi pretende (ed ottiene) dai veneziani che siano consegnati a lui i 6000 ducati corrispondenti al suo stipendio con la Serenissima. A Mantova, intanto, il cameriere Paolo Erba subisce un altro processo, confessa (secondo fonti mantovane) che solo Francesco Secco è stato l’istigatore del tentato omicidio di Francesco Gonzaga e viene giustiziato. E’ pure istruito un processo per alto tradimento che si conclude naturalmente con la condanna in contumacia per falso e lesa maestà nei confronti suoi e del fratello.

1492

Toscana

Vive a Pisa.

1494
……… Firenze Pisa

Toscana

Con Ranuccio da Marciano ed Ercole Bentivoglio occupa  Palaia, Peccioli, Marti e Buti.

Nov.

Toscana

Con Annibale Bentivoglio e Franceschetto Cybo accoglie a Pisa il re di Francia Carlo VIII. Lascia la città e si reca a Lucca dove ha fatto trasferire i suoi beni; i francesi mettono a sacco il suo palazzo e vi trovano solo vettovaglie.

Dic. Toscana Si trova a Fucecchio. Da qui si muove verso le Cerbare tra la piana di Fucecchio e quella di Bientina.
1495
Feb.

Toscana

Contrasta ancora i pisani con il Marciano ed Ercole Bentivoglio.

Apr.

Toscana

Attraversa l’Arno e raggiunge San Giovanni alla Vena;  sconfitto sul Serchio da Lucio Malvezzi al ponte Cappellese si salva a stento dalla cattura. Si sposta in Val di Calci, tocca Quona e raggiunge Lucca: in una scaramuccia cade da un ponte con la sua cavalcatura nel fossato di un castello e non si fa alcun male.

Mag. 120 lance

Toscana

Gli è rinnovata per sei mesi la condotta; lo stipendio per il periodo è sempre di 4150 fiorini.

Giu. Firenze Pisa Siena

Toscana

Con Ercole Bentivoglio ed il Marciano muove contro Siena verso Montepulciano. Gli si fa contro Giovanni Savelli con 200 cavalli. Il capitano avversario è fatto prigioniero al ponte di Valiano.

Lug. Francia Venezia

Toscana ed Emilia

Al campo di Ponsacco con il commissario Piero Capponi. Vince a Pandera/Cascina i pisani di Lucio Malvezzi: sono catturati sei uomini d’arme e 60 fanti. Tra i prigionieri vi sono due  nipoti del Malvezzi ed un figlio di Roberto da San Severino. E’ inviato dai fiorentini in in soccorso dei francesi; è segnalato con Gian Giacomo Trivulzio tra Terenzo e Berceto con 5000/6000 uomini. Partecipa alla battaglia di Fornovo dove contribuisce allo sfondamento delle linee della Lega Italica. Con il Trivulzio e Camillo Vitelli propone invano ai francesi di inseguire l’esercito nemico in fuga.

Dic. Firenze Pisa

Toscana

Con Ercole Bentivoglio gli è rinnovata la condotta per altri sei mesi.

1496
………

Toscana

Assedia Vicopisano con il Marciano, Paolo e Vitellozzo Vitelli.

Apr. 110 lance

Toscana

Occupa San Michele (Terme di San Michele), costringe Calci alla resa e si ferma a Buti dove con i suoi cavalli protegge il flusso dei rifornimenti diretto ai fanti di Ercole Bentivoglio impegnati nell’assedio della fortezza della Verrucola in Valdarno. Permette ai suoi di allargarsi sulle colline vicine alla ricerca di pascoli per le cavalcature: viene assalito nottetempo dai pisani, forti di 750 uomini (tra cui 600 fanti svizzeri e guasconi) e di 200 cavalli leggeri del Malvezzi. Si salva a stento dalla cattura entrando in Buti per una corda che gli è calata dalle mura dagli abitanti: nel combattimento sono uccisi 50 uomini d’arme ed altri 220 cavalli sono fatti prigionieri; i pisani ammazzano e cavano gli occhi a due uomini d’arme fiorentini. Si collega con Ercole Bentivoglio, invia molti cavalli leggeri ad impedire il foraggiamento ai saccomanni nemici;  tende un agguato a Bientina a Giampaolo Manfrone. Il capitano veneziano gli spedisce a sua volta contro Giovanni da Ravenna e Giannetto da Palaia cui si accodano gli uomini d’arme ed i fanti. Ha così inizio un aspro scontro; i fiorentini ripiegano secondo le sue istruzioni; il Manfrone si mette al loro inseguimento e cade in una imboscata predisposta in precedenza. Con la vittoria il Secco tallona gli avversari fino alle mura di Vicopisano: è ucciso da un colpo casuale di archibugio ad un braccio sparato dalla torre del castello distante mezzo miglio. Per altre fonti è ucciso da un colpo di passavolante sparato dal castello di Cecina. Le sue spoglie sono ricomposte nel feretro dal nipote Ercole Bentivoglio. E’ sepolto a Mantova nella cappella di famiglia posta nella chiesa di San Francesco, da lui fatta edificare. Fa costruire a San Martino Gusnago il palazzo Secco-Pastore su progetto di Luca Fancelli.

CITAZIONI

“Primo conduttieri de’ Fiorentini.” PORTOVENERI

“Huomo di tanta fama e di tanta esperienza nell’arte militare.” LAZARI

“Fu uomo di imponente statura, di lineamenti bellissimi, di superba resistenza fisica.” SECCO D’ARAGONA

“Vaillant chevalier, et de qui le roy (Carlo VIII) se fioit.” COMMYNES

“Homo in arme strenuo.” ZAMBOTTI

“Era acutissimo e accorto in ogni impresa di guerra..Capitano non meno valoroso, che prudente.” GIOVIO

“Iuvenem egregium.” PLATINA

“Vaillant condottiere.” DELABORDE

“Assai potente e famoso Capitano.” DE LELLIS

Immagine: wikipedia