FEDERICO GONZAGA

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Condottieri di ventura

0789      FEDERICO GONZAGA  Di Mantova. Marchese e duca di Mantova; marchese del Monferrato per avere sposato Margherita e Maria Paleologo. Figlio di Francesco.

1500 (maggio) – 1540 (giugno)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1509

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Viene nominato erede al marchesato di Mantova allorché il padre Francesco è catturato dai veneziani ad Isola della Scala.

1510

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia Marche e Lazio

 

Si trova a Bologna. Quando il padre viene liberato dai veneziani è condotto in ostaggio a Roma da Girolamo della Mirandola. Dopo una breve sosta ad Urbino sarà ospitato negli appartamenti del papa Giulio II sino al febbraio dell’anno seguente. Diventa in breve il beniamino del pontefice.

1511

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Ritorna a Roma e vi rimarrà fino alla morte di Giulio II avvenuta nel marzo 1513.

1512

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Viene segnalato all’apertura del concilio in San Giovanni in Laterano.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Riceve la cresima a Roma dal cardinale di San Giorgio Raffaello Riario.

1515

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott. nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si reca a Milano per rendere omaggio al re di Francia Francesco I;  offre in dono al sovrano 4  tra le più belle cavalcature degli allevamenti gonzagheschi.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Bologna, per l’incontro tra il re francese ed il papa Leone X.

1516

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia e  Francia

 

Esce da Milano e si porta a Lione al seguito di Francesco I: la sua presenza è stata richiesta come garanzia che il marchesato di Mantova non cambi politica. Nel periodo è nominato cavaliere dell’ ordine di San Michele.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Francia

 

Ai funerali del Longueville.

……E’ combinato il suo matrimonio con l’erede del marchesato del Monferrato Maria Paleologa. Quest’ultima ha solo otto anni; è pertanto stipulato un contratto nuziale nel quale si decide che il matrimonio sarebbe stato celebrato al compimento dei sedici anni da parte della ragazza. Durante questo lasso temporale Federico Gonzaga cambia idea perché il marchese del Monferrato Bonifacio sembra avere superato i problemi di salute che lo avevano angustiato fin dalla più tenera erà. Viene così inscenato un finto complotto ai danni dell’amante di Federico Gonzaga, Isabella Boschetti,  cui avrebbero aderito Maria Paleologa e la madre Maria d’Alençon. Il marchese di Mantova riesce così a farsi annullare dal papa il contratto matrimoniale. Carlo V propone allora a Federico Gonzaga le nozze con la zia Giulia d’Aragona, figlia di Federico d’Aragona, più anziana di lui e sterile. Con la promessa di matrimonio sarebbe arrivato anche il titolo ducale.
1517

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Lascia Parigi per Casale Monferrato e Mantova.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

 

In visita ufficiale a Venezia: è alloggiato nel palazzo già del marchese di Ferrara. Il Collegio dei Pregadi decide di venire incontro alle sue spese riconoscendogli la somma giornaliera di 25 ducati. Si incontra con il doge Leonardo Loredan; partecipa ad una seduta del Gran Consiglio;  si sposta a Padova ospite di Vico da Camposampiero, da sempre al servizio dei Gonzaga. Da Chioggia raggiunge Mantova.

1518

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Francia

 

Ad Amboise, per il battesimo di un figlio di Francesco I.

Mag.FranciaPartecipa ad una giostra.
Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte

 

Segue il padre Francesco a Casale Monferrato.

1519

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Accompagnato da Francesco Maria della Rovere è nominato marchese di Mantova alla morte del padre. La cerimonia avviene nella chiesa di San Pietro a Mantova. Nell’occasione arma quattordici cavalieri.

……….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avverte tempestivamente Alfonso d’Este di un tentativo ai danni del ducato di Ferrara  perpetrato dal vescovo di Ventimiglia Alessandro Fregoso e da Alberto Pio  per  conto del papa Leone X.

1520

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

Francia

 

 

 

100 lance

 

Piemonte

 

Ha l’incarico di luogotenente del Boucar;  gli accampamenti invernali sono collocati nell’ astigiano: disgustato dal comportamento del capitano francese Federico Gonzaga decide di abbandonare gli stipendi dei transalpini.

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Partecipa ad una giostra a Mantova.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Si offre ai veneziani. E’ segnalato a Sanguinetto, ad Albaredo d’Adige ed a Lonigo.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

 

In incognito a Venezia con Francesco Maria della Rovere per assistere alle feste legate allo “sposalizio del mare”. Prende alloggio alla Giudecca;  è accolto nella compagnia degli “Immortali”. Accompagnato da venti gentiluomini veneziani e da 25 “Immortali” viene ricevuto in Collegio dal doge. A Mantova è contattato dai francesi tramite Alessandro da Trivulzio.

Ott.

 

Chiesa

 

Francia Ferrara Venezia

 

Gonfaloniere dello stato della Chiesa

 

Lazio

 

Viene nominato dal pontefice Gonfaloniere dello stato della Chiesa: prima di accettare la carica restituisce al re di Francia il collare dell’ ordine di San Michele.

1521

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Gli è riconosciuta una provvigione annua di 33000 ducati ed un piatto di 3000 ducati. A seguito di tale condotta (300 lance e 200 cavalli leggeri), Francesco Maria della Rovere deve abbandonare Mantova. Federico Gonzaga invia a Roma alcuni cavalli berberi per correre i palii organizzati in tale città. Ha il titolo di capitano generale dei pontifici solo di nome; di fatto, il comando si trova nelle mani di Prospero Colonna.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viene contattato dal Lescun che gli offre una condotta di 100 lance, una pensione annua di 10000 ducati ed il titolo di capitano dell’ avanguardia o della retroguardia, a sua scelta. Rifiuta.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Occupa il castello di Concordia;  ha modo di litigare con Prospero Colonna. Si sposta all’ assedio di Parma. E’ inviato con 200 cavalli leggeri, le artiglierie gonzaghesche e 2000 provvigionati incontro a 8000 fanti tedeschi che da Trento stanno scendendo verso il Monte Baldo nel veronese.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli sono consegnati il bastone del comando e lo stendardo dello stato della Chiesa.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Conquista Cento.
Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Al fianco di Prospero Colonna a Gerolanuova ed a Torlengo; attraversa l’Oglio sotto il fuoco dell’ artiglieria nemica di Orzinuovi; tocca Vailate e supera anche l’Adda su un ponte di barche a Rivolta. Da Pandino punta su Milano ed entra nella città per Porta Ticinese con il Colonna ed il cardinale legato Giuliano dei Medici (il futuro Clemente VII). A Milano alloggia nel palazzo di Teodoro da Trivulzio, cui presta una fidejussione di 4000 ducati per la sua liberazione. Si dirige, quindi, alla volta di Como con Ferdinando d’Avalos;  i suoi uomini catturano in Brianza Mercurio Bua in fuga da Milano; penetra in Lodi con 200 lance e 200 cavalli leggeri.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

 

Con la morte di Leone X si offre nuovamente ai veneziani, tanto più che è scaduta la sua ferma con i pontifici: in tale ottica libera Mercurio Bua e non pretende alcun riscatto. Giunge a Piacenza ed i suoi uomini alloggiano a discrezione nelle case dei cittadini.

1522

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Alla difesa di Parma con 50 uomini d’arme e 700 fanti italiani: viene attaccato da Federico Gonzaga da Bozzolo, dal Buonavalle e da Marcantonio Colonna che conducono 5000 fanti e 600 lance. Respinti gli avversari, occupa Monticelli d’Ongina; si unisce con Vitello Vitelli, Guido Rangoni, Prospero Colonna, Antonio di Leyva e Ferdinando d’Avalos per fronteggiare il Lautrec che si sta muovendo per prestare soccorso a Federico Gonzaga da  Bozzolo ed al Lescun. I francesi si accampano dietro l’Enza e si ritirano.

Mar.

 

 

 

 

 

Gonfaloniere dello stato della Chiesa

 

Emilia e Lombardia

 

A Piacenza. Si collega con il duca di Bari Francesco Sforza: il papa Adriano VI lo riconferma nella carica di Gonfaloniere dello stato della Chiesa. Federico Gonzaga raggiunge Pavia con 300 uomini d’arme e da qui si sposta verso Gambolò; respinge sul Ticino un attacco portato dal Sainte-Colombe, dal Ribrac (ucciso) e dal Rocheposay (gravemente ferito). Nulla può, al contrario, di fronte a Federico Gonzaga da Bozzolo che conduce 400 lance e 7000 fanti fra svizzeri ed italiani. Non riesce ad impedire che Novara cada nelle mani di tale capitano e di quelle   del Lescun.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

 

Viene assediato in Pavia dal Lautrec. Prospero Colonna invia subito in rinforzo ai 2000 fanti che ha disposizione, altri 1000 fanti corsi e quattro compagnie di fanti spagnoli. I soccorsi, sotto la guida del Corbera, rompono l’accerchiamento e penetrano nella città. Il Lautrec batte le mura con l’artiglieria da due punti, al borgo di Santa Maria in Pertica verso il Ticino ed a Borgoratto. Sono gettate a terra 30/40 braccia di mura: le forti piogge ostacolano l’effettuazione dell’ assalto generale. L’arrivo, infine, di Prospero Colonna con gli uomini d’arme, di Ferdinando d’Avalos con le fanterie e di Girolamo Adorno con i cavalli leggeri inducono i francesi ad allontanarsi da Pavia. Federico Gonzaga si trasferisce con 800 cavalli nel modenese; si sposta, infine, a Bologna a seguito di un tentativo dei Bentivoglio di recuperare la signoria della città.

Mag.

 

Impero

 

 

 

 

 

 

 

Gli sono riconosciuti dall’imperatore Carlo V uno stipendio annuo di 10000 franchi ed una condotta di 100 lance.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

A Roma, per accogliervi il pontefice e reggere il suo baldacchino.

Dic.

 

Impero

 

Rimini

 

 

 

Romagna

 

Al comando di 3000 spagnoli minaccia in Rimini Pandolfo Malatesta;  lo costringe a recarsi a Roma dal papa Adriano VI ad implorare la sua benevolenza.

1523

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carlo V gli dà in feudo i beni di Federico Gonzaga da Bozzolo; sempre l’imperatore gli concede come arma araldica il simbolo del monte Olimpo con l’Altare delle Fede per il valore dimostrato nella difesa di Pavia.

Ago.

 

Chiesa Firenze

 

 

 

Capitano g.le 300 lance 400 cavalli leggeri

 

 

 

Gli è riconosciuto uno stipendio annuo di 100000 scudi, con le ritenzioni ordinarie e piatto per la sua persona di 10000 carlini. Ha sempre il comando di altri 100 uomini d’arme per conto degli imperiali; i pontifici, inoltre, gli riconoscono a parte una condotta di 400 cavalli leggeri.

Sett.

 

Chiesa Firenze

 

Francia Ferrara

 

 

 

Lombardia

 

E’ inviato alla difesa di Lodi con 250 uomini d’arme, 300 cavalli leggeri e 500 schioppettieri: alla notizia dell’arrivo del Baiardo, di Renzo di Ceri e di Federico Gonzaga da Bozzolo con 400 lance e 5000 fanti rompe il ponte sull’Adda e lascia la città. Si incontra a Castelleone con il provveditore generale veneziano Leonardo Emo per concertare linee comuni per la difesa di Cremona; si posiziona a Pontevico nel territorio della Serenissima;  invia in soccorso degli assediati Sigismondo Gonzaga e Ludovico da Fermo con 100 uomini d’arme, 100 cavalli leggeri e 400 fanti. Altri soldati fa entrare in Cremona nei giorni successivi, specie 600 fanti che hanno disertato dal campo francese.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

 

Con la ritirata degli avversari entra in Cremona per provvedere al pagamento del soldo della guarnigione; spedisce 50 cavalli leggeri a Pizzighettone. E’ lodato dagli imperiali; solo i veneziani si lamentano per il comportamento molesto tenuto dalle sue truppe nel territorio di Pontevico. Si sposta nel modenese per contrastarvi gli estensi.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Prospero Colonna lo avvia nuovamente alla difesa di Pavia; nella città è accolto con tutti gli onori da Antonio di Leyva e dalle salve ben auguranti degli schioppetti delle fanterie spagnole. Ha il compito di tagliare le linee di rifornimento ai francesi che assediano Milano. Con il suo arrivo i francesi gettano sul Ticino un secondo ponte di barche a Turbigo.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ammalatosi, ritorna a Mantova dopo avere lasciato 100 lance e 800 fanti alla guardia di Piacenza.

1524

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

Capitano g.le

 

Lombardia

 

Il papa Clemente VII lo riconferma nel suo incarico di capitano generale;  gli invia a Mantova, dove è sempre ammalato, 4000 ducati per i suoi uomini alloggiati nel cremonese: 100 uomini d’arme pagati dagli imperiali, 300 lance stipendiate da pontifici e da fiorentini, 400 cavalli leggeri  al soldo dei soli pontifici.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ritornato al campo fa caricare nottetempo su alcune chiatte 200 lunghe scale perché si propone di occupare di sorpresa Pizzighettone. Giunge all’ alba, è respinto ed è obbligato ad abbandonare chiatte, scale e fuochi artificiati.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si trova con Francesco Maria della Rovere quando Federico Gonzaga da Bozzolo si arrende a patti in Lodi.

……….

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ritorna alla guardia di Pavia.

1525

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

I suoi uomini alloggiano prima nel bolognese e, successivamente, nel modenese.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Concordia.
Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Raccoglie a Parma 4000/5000 fanti per i pontifici.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Piacenza.
1526

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

Su sua richiesta ottiene la cittadinanza di Verona.

Mag. giu.

 

Chiesa Firenze

 

 

 

200 lance e 240 cavalli leggeri

 

 

 

Rinnova la condotta con pontifici e fiorentini per altri quattro anni con l’espressa condizione di non essere tenuto a combattere gli imperiali. Gli è riconosciuta una provvigione annua di 33250 ducati. A giugno i suoi uomini d’arme sono inviati alla difesa di Piacenza.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il papa riconferma il Gonzaga nella sua carica. Federico, come altri marchesi di Mantova del passato, comincia la politica del doppio binario: è sì nemico degli imperiali, però non può/vuole ostacolare il passo ai lanzichenecchi.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si dichiara neutrale e permette agli imperiali di attraversare i suoi territori; ne favorisce la fornitura di vettovaglie, apre loro un passaggio al Serraglio e nega il passo a Giovanni dei Medici per tutta una notte. Allorché quest’ultimo viene ferito mortalmente a Borgoforte, i suoi indugi per il trasporto del ferito da Castelgoffredo a Mantova provocano un deciso peggioramento delle condizioni di tale condottiero.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ai primi del mese partecipa a Mantova con Francesco Maria della Rovere alle esequie di Giovanni dei Medici, ferito mortalmente a Governolo mentre stava combattendo i lanzichenecchi. Viene chiamato in suo soccorso dal papa. Federico Gonzaga accampa scuse di ogni sorta per ritardare la marcia dei suoi soldati perché non vuole inimicarsi l’ imperatore. Ha anche l’impudenza di reclamare le sue spettanze e fa sottrarre dall’archivio papale, attraverso la corruzione di un funzionario effettuata per mezzo di Baldassarre Castiglione, un documento che attesta il suo obbligo di marciare contro tutti i nemici del pontefice. Continua sempre nella sua politica ambigua, fatta di incontri con il provveditore generale veneziano Agostino da Mula, con la fornitura di cavalcature ad un capitano imperiale, il principe d’ Orange, al bando dai suoi territori di un altro capitano imperiale, Sigismondo Malatesta, che da Ponte Molino ha compiuto una scorreria nel veronese.

1527

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

Impero

 

Francia

 

 

 

 

 

Rompe gli indugi: al soldo degli imperiali dopo il sacco di Roma.

Ott.

 

Firenze

 

Impero

 

85 cavalli leggeri

 

 

 

Nuova capriola diplomatica : su pressione del Lautrec entra nella confederazione filofrancese.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rinnova i capitoli con l’esercito della lega: i suoi stati passano sotto la protezione di francesi e veneziani.

1528

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Restituisce a Ludovico Gonzaga da Bozzolo i beni del fratello Federico, già confiscati a suo favore dall’ imperatore.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fornisce al Lautrec 80 uomini d’arme per la sua spedizione nel regno di Napoli.

Mag.

 

Impero

 

Francia

 

 

 

 

 

Si delinea la sconfitta dei francesi. Federico Gonzaga  aderisce nuovamente al partito imperiale.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Si reca a Parma ed a Piacenza;  appoggia i lanzichenecchi del duca di Brunswick, impegnati in Lombardia contro sforzeschi e veneziani.

1529

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……….

….

 

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

 

Asseconda l’attacco dei lanzichenecchi del conte Felice di Werdenberg contro Peschiera del Garda. Muove verso Cremona per assediarvi il duca Francesco Sforza.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Liguria

 

A Genova, per rendere omaggio a Carlo V.

Sett.

 

 

 

 

 

Capitano g.le 400 lance

 

 

 

Ha il comando delle truppe imperiali operanti in Italia. Si iniziano le trattative per le sue nozze con la figlia del duca di Clèves, anziché con Maria Paleologo: suo obiettivo è quello di diventare duca di Milano al posto di Francesco Sforza. Per raggiungere tale scopo può avvalersi di potenti paladini quali il papa, Andrea Doria, Antonio di Leyva ed il vescovo di Vaison.

Ott. dic.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimane deluso nelle sue speranze di divenire duca di Milano. Aspira ora di ottenere la consegna dai veneziani di Asola, di Lonato, di Peschiera del Garda e di Sirmione; in linea subordinata si dichiara propenso di accontentarsi di Casalmaggiore, di Spineda, di Calvatone, di Piadena e di Sabbioneta. Le risposte sono sempre negative.

1530

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

La sua ambizione è (parzialmente) soddisfatta: ottiene da Carlo V il titolo di duca di Mantova. A fine mese giunge all’ improvviso la notizia della morte di Bonifacio di Monferrato per una caduta da cavallo. Si assiste, a questo punto, ad un suo ritorno di fiamma per Maria Paleologa, ritornata ad essere l’erede designata del marchesato del Monferrato dal momento che il successore diretto di Bonifacio, Giangiorgio, zio di Maria, è  seriamente ammalato. In un tentativo di far perdurare la linea maschile dei Paleologo Giangiorgio accetta la proposta imperiale di sposare lui Giulia d’Aragona. Federico Gonzaga rompe così gli accordi matrimoniali con Carlo V che, da parte sua, perdona l’affronto dietro l’esborso di 50000 scudi. L’imperatore agisce in modo da convincere il papa ad annullare la precedente decisione ed a rendere nuovamente valido il contratto matrimoniale con Maria Paleologa. Tutti questi complotti sono resi vani dalla morte improvvisa della donna avvenuta pochi giorni prima del breve papale riaffermante la validità del contratto. Anna d’Alençon, nel timore che il Monferrato cada in potere dei francesi o dei duchi di Savoia decide allora di offrire a Federico Gonzaga la mano della secondogenita Margherita.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ospita a Mantova l’imperatore che proviene da Bologna.

1531

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si oppone al duello che deve svolgersi a Mantova tra i due capitani imperiali Cesare da Napoli e Fabrizio Maramaldo.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte

 

Si reca in Monferrato; si incontra a Gropello Cairoli con Roberto da San Severino.

1531

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

………

 

Impero

 

Impero Ottomano

 

 

 

Austria

 

Prende parte alla difesa di Vienna contro i turchi. Ha il comando dei cavalli leggeri.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Veneto

 

A Vicenza. Con Francesco Maria della Rovere accoglie nella città l’imperatore. A metà mese si sposa con Margherita di Monferrato che gli porterà in dote il marchesato.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Viene ospitato a Modena da Guido Rangoni: affianca il duca di Ferrara per il solito atto di omaggio nei confronti di Carlo V.

1533 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Piacenza. E’ ospite dei Landi.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte

 

Muore Giangiorgio di Monferrato. Si reca nel Monferrato per prendere possesso del marchesato che gli è  portato in dote dalla moglie Margherita: a Casale Monferrato viene attaccato da molti fanti guasconi che militano per i francesi.

1537

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Accetta inizialmente di fare svolgere a Mantova il concilio di riconciliazione con i protestanti. A marzo il papa Paolo III gli invia l’onorificenza della Rosa d’Oro.   Pretende un presidio che sorvegli i lavori conciliari ai suoi ordini e che, nello stesso tempo, sia finanziato dagli altri stati. Il pontefice si oppone al suo progetto collegato con l’aspetto della giurisdizione dei numerosi partecipanti alle sessioni.

1540

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Muore a fine mese di sifilide nella sua villa di Marmirolo . Il suo corpo è trasportato a Mantova per essere sepolto nel monastero di San Paolo accanto alla madre Isabella d’Este. E’ sepolto con il saio francescano. Alla sua corte vive Baldassarre Castiglione che compie alcune missioni diplomatiche per suo conto. Ritratto di Tiziano (conservato nel museo del Prado a Madrid), di Francesco Rabolini  e di Giorgio Vasari nella sala di Giovanni in Palazzo Vecchio a Firenze. Amico di Pietro Aretino, che gli dedica la prima stesura della “Marfisa”, anche se i suoi rapporti con tale umanista non furono sempre cordiali. Promuove la costruzione del palazzo del Te, residenza affrescata da Giulio Romano fuori dalla cinta muraria di Mantova e costruita per l’amante Isabella Boschetti. E’ celebrato da Ludovico Ariosto nell'”Orlando furioso”.

 CITAZIONI

“E’ graciado signor, non molto grande, ben fato et bello in ciera, molto acostumato et reverente.” SANUDO

“Dimostrò..essere non dissimile dal padre nella militia.” ALBERTI

“Era di statura grande e gagliardo, di carnagione bianca, d’occhi, barba e capelli neri.” ROSCIO

“Si dimostrò splendido e generoso in ogni sua attione.” LOSCHI

“Fu questo principe non punto minore del padre nell’arte della guerra.” MAZZELLA

“Fu il più splendido principe dell’età sua.” MAGENTA

“Federico è un principe riputato di molto merito. Fu grande amico delle belle arti.” LITTA

“Dimostrò federico essere non dissimile dal padre nella militia.” SANSOVINO

“Il qual nel valor e prudenza e liberalità non fu punto inferiore al padre..Fu il duca Federico huomo di grande animo e valore: di comune statura, più tosto corpulento che delicato; havea gli occhi grandi radiggianti come due stelle; fu di pelo rosso e bianco di natura..Et in somma fu buono e virtuosissimo.” ULLOA

“Ma la mia mente innamorata et vaga/ Di celebrar l’honor del tempo antico/ Nulla sa dir se prima non s’appaga/ Ne l’util gratia vostra, Federico./ O magnanimo duca di Gonzaga/ Solo della malconcia Italia amico,/ Doveia poi che in me non può il valore/ Aiutarmi ciascun a farvi honore.”  P. ARETINO

“Era il duca principe rigoglioso di corpo, religioso, magnanimo e liberalissimo, affabile, disinteressato e sincero. Non vi fu vizioso che non fosse da lui odiato, né buono o virtuoso che non l’amasse. Non mai negò udienza ai poveri, cui rimandava contenti. Era pure prode e perito nell’arte della guerra, come ne dimostrò in varii incontri..E in fine restò il suo nome celebre nel mondo, e la sua fama vivrà eternamente gloriosa.” V. DE CONTI

“Prencipe non inferiore a suoi avoli nell’arti della guerra, e ne’ meriti della pace, se non havesse talhora divertito l’animo a’ piaceri e alle delitie; ma religioso nondimeno, magnanimo e liberalissimo.” MAFFEI

“Dedicatario di vari scritti – dal “Monumentum Gonzagium” (ove è personaggio di spicco) di Giovanni Bonavoglia al “Labirinthus” di Vincenzo Barsio, dal “Belisardo, fratello del  conte Orlando” di Marco Guazzo, al “Marescalco” aretiniano – protettore di Folengo (riaccolto, grazie a lui, tra i benedettini), Bandello (Federico s’adoperò per ottenere per lui dalla Curia la secolarizzazione), Antonio Pigafetta (che dovette alle sue pressioni il conferimento d’una commenda dell’Ordine gerosolomitano), avvalentesi quale segretario del dotto Giovanni Giacomo Calandra, corteggiato..dall’Aretino che avrebbe voluto essere il suo cantore ufficiale.., elogiato come valoroso guerriero dal Giovio.., celebrato dall’Ariosto.., dipinto dai più celebri pennelli tra i quali quello di Tiziano. Federico in quest’eccezionale convergenza a suo riguardo di letterati ed artisti, acquistò una statura di gran lunga eccedente i suoi effettivi peso specifico e peso relativo.” LAZZARINI

“L’unico principe italiano che possa, ragionevolmente, uguagliare, in virtù, il re di Spagna, Francia e Inghilterra.” CASTIGLIONE

“La malvagità di Federico – documentabile: per capriccio, ad esempio, fece trucidare di soppiatto Giovanni Stefano Rozzoni, già suo precettore…Piccolo principe di piccolo Stato, invischiato in una dimensione irrimediabilmente subalterna nella quale si muove con furberia e, se è il caso, con bassezza, epperò ingigantito dallo sfondo d’una corte spropositamente ipertrofica cui è riconducibile la rinomanza artificiosa della menzione di letterati e dei ritratti dei pittori.” BENZONI