Fanteria

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Soldati a piedi. Vi sono due tipi di fanteria, quella d’ordinanza, o pesante, e la leggera. Le caratteristiche fondamentali della fanteria pesante sono l’armamento uniforme, lo schieramento in formazione, il combattimento in ordine chiuso, la possibilità di resisteread una carica di cavalleria in campo aperto. La seconda, al contrario, non combatte mai serrata negli ordini, ma alla spicciolata, con armi, vesti e discipline sue proprie. In Italia la fanteria si sviluppa in ritardo rispetto ad altri paesi. E’ solo, infatti, con le guerre in Lombardia tra il 1425 ed il 1454, a seguito dei miglioramenti apportati alle fortificazioni che portano ad assedi prolungati, che si dà più importanza a tale arma sul campo di battaglia, allargando i suoi compiti basati sino a quel momento al solo presidio di una data località. In tempo di guerra i fanti sono reclutati con contratti, come accade per i cavalieri. Le compagnie sono costituite di tre tipi di fanti: lancieri, arcieri e balestrieri. Tali soldati coprono, tuttavia, un mero ruolo di sostegno, subordinato a quello della cavalleria pesante. E’ solo con la seconda metà del secolo XV che si fa ricorso alla fanteria pesante, armata di picca lunga; per essa è essenziale mantenere l’ordine chiuso in ogni fase del combattimento: attacco, difesa ed eventuale ritirata. I fanti vengono raggruppati in corpi di 6000/8000 uomini, falangi massicce che presentano un muro di punte ferrate, grazie alle lunghe picche delle quali sono dotati i fanti. In uyn terreno pianeggiante questi armati sono difficilmente attaccabili dalla cavalleria pesante. Con l’uso delle armi da fuoco su larga scala, un decimo dei fanti è armato di archibugio. Durante le guerre d’Italia le formazioni massicce di fanti incominciano ad assottigliarsi: Consalvo di Cordoba riduce a 2500 uomini i precedenti quadrati di 6000/8000 fanti. Il comportamento della fanteria spagnola differisce da quello svizzero, in quanto la fase decisiva viene iniziata solo al momento dell’acme dello scontro. La maggior parte dei fanti è armata di armi da punta corte (spade e coltellacci), è provvista di scudi e si colloca nel centro della seconda schiera, dietro i picchieri. Preso contatto con il nemico (cavalleria o fanteria), gli armati di spada passano sotto l’arco delle picche spianate, penetrano nella formazione avversaria e ne fanno strage. I fanti italiani, contrariamente a come operano i tedeschi, gli svizzeri e gli spagnoli, preferiscono la formazione sparsa a quella massiccia, si dispongono a triangolo e fanno fronte a tutti i lati. Fanteria svizzera “ Usavano per arme la picca e l’alabarda, ed una spada lunga, che con amendue le mani reggevano. Sono in terrore ai vicini, per essere pronti all’offese, ed alle difese inespugnabile”. Porzio Fanteria vitellesca (di Vitellozzo Vitelli) “Erano costoro huomini con la zazzera semplici in habito contadinesco, e nell’aspetto quasi da farsene beffe; ma con certa ostinatione d’animo, e durezza di corpo, e fede molto costante; e per lo molto amore, ch’essi portavano a’ Capitani loro, e desiderio d’ubbidirgli, degni del nome d’ottimi soldati, e essi gli avevano armati di spade, e di picche, secondo il costume della militia Tedesca. Appresso havevan loro insegnato seguire l’ordinanza, accomodarsi bene a certi suoni di tamburri, rivolgere, et dirizzare la battaglia, correre a guisa di chiocciola; e finalmente con molta arte ferire il nemico; e diligentemente mantenere l’ordinanza. Et quello, che fu sempre di grandissima utilità in tutte le loro squadre, havevano mescolato huomini di guerra essercitati nelle passate battaglie, e molto valenti d’ingegno, i quali reggevano la moltitudine.” Giovio Fanteria galiziana “Erano costoro Galleghi ..i quali in quel tempo usavano scudi grandi, e zagaglie corte, alcuni altri adopravano brocchieri piccioli di ferro con partigiane lunghissime”. Giovio Fanteria biscaglina “ Eran costoro una grandissima parte ballestrieri, et scoppettieri; ma però qualità di soldati patientissimi della fatica, animosi, et molto destri; i quali in difendere, e in combattere le città, e in ogni straordinaria fattione di guerra, con diversa sorte di virtù, si procacciavano egual gloria di militia co’ Tedeschi, avvezzi a combattere alla campagna con ferma, e stabile ordinanza”. Giovio

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