FABRIZIO COLONNA

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

FABRIZIO COLONNA  Duca di Paliano, conte di Albe e di Tagliacozzo, barone di Roveto, marchese di Atessa, conte di Manoppello.

Signore di Marino, Capranica, Genazzano, Carsoli, Avezzano, Turi, Casamassima, Controguerra, Afragola, Anticoli, Arnara, Collepardo, Falvaterra,Giuliano di Roma, Morolo, Supino, Vico, Vallecorsa, Rocca di Cave, Rocca di Papa, Pofi e Piglio. Padre di Ascanio e di Sciarra, cugino di Prospero, fratello di Muzio, zio di Camillo e di Marcantonio, suocero di Alfonso d’Avalos, cognato di Guidobaldo da Montefeltro.

1460 – 1520 (marzo)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1480
Nov.

Ferrante d’Aragona conferma la sua famiglia nei diritti sulla Marsica.

1481
……………. Napoli Impero Ottomano Puglia

Destinato alla vita ecclesiastica, fugge di casa, si dà al mestiere delle armi per combattere i turchi nella guerra d’ Otranto.

……………. Chiesa

Milita agli stipendi del papa Sisto IV. Si rifiuta di consegnare i suoi castelli ai pontifici e cade in disgrazia.

1482
Ott. Napoli Chiesa Lazio

Si fortifica in Marino. Viene diffidato dal papa con il cugino Prospero.

1483 Colonna Orsini Chiesa Lazio

Difende il fratello Lorenzo dagli attacchi degli Orsini; esce da Marino, sorprende i nemici a Grottaferrata ed arreca loro gravi danni. Di fronte al loro numero soverchiante deve rinchiudersi in Marino dove viene assediato da Virginio Orsini e dai d’Estouteville (Tuttavilla).

1484
Giu. lug. Lazio

Gli aragonesi gli confiscano le contee di Albe e di Tagliacozzo (che comportano entrate per 40000 ducati) e ne investono Virginio e Gian Giordano Orsini. Il Colonna si trova alla difesa di Cave, ove con numerose sortite provoca molti danni agli Orsini. Si collega con Antonello Savelli e difende strenuamente Marino dagli assalti portati da Paolo Orsini, da Girolamo Riario e da Virginio Orsini: per salvare la vita al fratello Lorenzo si arrende a patti con Antonello Savelli e cede la rocca. Il congiunto è fatto decapitare da Sisto IV contro la parola data.

Ago. Lazio

Muore il pontefice; il Colonna rientra a Capranica ed a Marino.  Si sposta di seguito a Roma con Prospero ed i Savelli: sono ora Girolamo Riario e gli Orsini  a riparare nelle loro terre. E’ segnalato al fianco del cardinale Giuliano della Rovere (il futuro Giulio II) nel palazzo dei Santi Apostoli.

Ott. Lazio

Si allontana da Roma con l’elezione del nuovo papa Innocenzo VIII.

1485
Giu. Colonna Orsini Chiesa Lazio

Prospero Colonna cattura a tradimento Girolamo Tuttavilla; il Colonna si congiunge con il cugino ed il Savelli ed occupa il castello di Nemi. E’ ferito ad una coscia da una freccia durante un assalto.

Lug. Lazio

Sempre con il cugino Prospero e Nicola Gaetani (400 fanti e 300 cavalli leggeri) depreda i territori di Isola Farnese, Campagnano di Roma, Galeria, Bracciano, Cerveteri. Sono fatti prigionieri duecento abitanti, sono razziate duecento cavalle e più di tremila capi bovini appartenenti a Virginio Orsini. Affrontato da Giovanni della Rovere e da Jacopo Conti, è catturato e condotto a Roma: viene rinchiuso nel Palazzo Apostolico. Vi è trattenuto durante le trattative di pace.

Sett. Chiesa Napoli Abruzzi

Entra in L’Aquila con Prospero Colonna e Giovanni Savelli.  Resta nella città  fino a metà del mese seguente.

Dic. Lazio

Si collega con le truppe di Roberto da San Severino; espugna un bastione, fatto costruire da Virginio Orsini fra Castelnuovo e Rignano al Monte della Guardia, vicino alla chiesa di San Leonardo in Via;  permette in tal modo l’ingresso in Roma al capitano generale pontificio. Irrompe nella città con Prospero Colonna e dà alle fiamme le case degli Orsini a Monte Giordano.

1486

 

Gen.  feb.

 

Lazio Campania Abruzzi

 

Ai primi di gennaio è a Cittaducale. A febbraio esce da Benevento e penetra nella Marsica; si muove con Giovanni della Rovere verso Tagliacozzo con più di dieci squadre di cavalli e fanti. Paolo Orsini, che si accampato nel reatino, nella Valle di Canemorto, con quattro squadre di uomini d’arme e pochi fanti, punta anch’egli sulla località. Fabrizio Colonna sconfigge l’avversario a Sgurgola.

Mag. Toscana

Partecipa alla battaglia di Montorio.

Giu. Abruzzi

Affronta nella Marsica Virginio Orsini.

Lug. Abruzzi e Lazio

Con Antonello Savelli cattura a Cese Paolo Vitelli con 180 cavalli: nello scontro tra i suoi uomini restano uccisi anche tre gentiluomini romani del suo seguito e due connestabili. Recupera il contado di Albe con l’eccezione della rocca di Corvaro. Assale Tivoli e ne viene respinto dall’arrivo di soldati provenienti da Vicovaro.

Ago.

Viene contattato dagli aragonesi con il cugino Prospero e Nicola Gaetani al fine di passare al loro soldo per tre anni di ferma, più uno di beneplacito (condotta complessiva di 250 uomini d’arme, stipendio annuo di 2400 ducati, decurtato di un terzo in tempo di pace, la messa a disposizione di 50 balestrieri a cavallo).

1488/1490 Sposa Agnese da Montefeltro, figlia di Federico e sorella di Guidobaldo. Nell’aprile del 1490 è segnalato nei pressi di Frascati allorché viene arrestato e rinchiuso in Castel Sant’Angelo Girolamo Tuttavilla da Domenico Doria governatore della Campagna.
1491/1492

Parteggia sempre per il pontefice ai danni degli aragonesi. Nel 1492 è assediato in Trevignano Romano dai pontifici a seguito dell’acquisto di  Anguillara Sabazia e di Cerveteri da parte di Virginio Orsini.

1493 Napoli Chiesa

Spinto dal duca di Calabria Alfonso d’Aragona, da Piero dei Medici e dal cardinale Giuliano della Rovere  si offre di conquistare Roma, unitamente con gli Orsini, ai danni del papa Alessandro VI.

1494
……………. Napoli 50 lance

Gli è concessa uno stipendio annuo di 6000 ducati.

Apr. Chiesa Lazio

Viene informato, dal cardinale Ascanio Sforza e da Prospero Colonna, che il cardinale Giuliano della Rovere è fuggito per mare in Francia a seguito delle minacce del papa: il prelato conferma ai due Colonna l’incarico di provvedere alla difesa di Ostia. Nonostante ciò il Colonna passa al servizio di Alessandro VI.

Mag. Chiesa della Rovere Lazio

Conquista Ostia con Niccolò Orsini e vi costringe alla resa Giovanni della Rovere: si interpone a favore di quest’ultimo e fa ottenere l’amnistia a lui ed al fratello cardinale. Come premio ottiene per 10000 ducati il permesso di tenere Grottaferrata, ottenuta in precedenza dal cardinale della Rovere.

…………… Francia Chiesa Napoli 100 lance

Con l’avvicinarsi dell’ esercito francese del re Carlo VIII defeziona nel campo avversario: lo spingono in tal senso le pressioni del cardinale Sforza ed il favore che dimostra il re di Napoli verso Virginio Orsini: accetta, pertanto, con il cugino Prospero 20000 scudi portatigli con lettere di cambio dai francesi Perone di Baschi e dal generale di Bidaut.

Sett. Lazio

Occupa nuovamente di Ostia, vi innalza il vessillo di Francia accanto a quello del cardinale della Rovere: scorre fin sulle porte della capitale e ne ostacola il flusso dei rifornimenti.

Ott.

dic.

Lazio ed Abruzzi.

Viene citato a Roma come ribelle da Alessandro VI. Occupa L’Aquila e facilita ai francesi l’invasione nel napoletano. A dicembre il pontefice cattura con l’inganno Prospero Colonna che, pur di ottenere la libertà, promette di persuadere il congiunto a restituire Ostia. Quest’ultimo si presenta davanti alla rocca a tal fine: il Colonna lo imprigiona nominalmente e lo libera da ogni impegno. L’ultimo giorno del mese entra in Roma con i capitani dell’ armata francese e Prospero Colonna. La sfilata dura sei ore. L’avanguardia è formata dai fanti svizzeri e tedeschi che marciano per battaglioni al rullare dei tamburi. Gli ufficiali indossano come segno di distinzione delle alte piume sui loro elmi. I soldati sono armati di corte spade e di picche di legno lunghe dieci piedi: un quarto di costoro è armato di alabarda al posto della picca. Ogni migliaio di uomini è intervallato da una compagnia di archibugieri. La prima fila di ciascun battaglione vede soldati dotati di elmetti e di corazzine; gli altri non indossano armi difensive. Dietro gli svizzeri marciano 5000 fanti guasconi, bretoni e francesi di altre regioni, quasi tutti balestrieri. Segue la cavalleria composta dal fiore della nobiltà francese, distinta da mantelli di seta, da elmetti e da collane d’oro: in tutto 2500 uomini d’arme e 5000 cavalli leggeri. I primi portano una grande lancia e molte armi di acciaio. Le loro cavalcature sono grandi e, secondo l’uso francese, hanno la coda e gli orecchi mozzati; non sono protette da corazze di cuoio bollito come avviene viceversa per la cavalleria pesante italiana. Ogni cavaliere è affiancato da tre cavalcature: la prima è montata da un paggio equipaggiato come il suo signore, mentre le altre due sono montate dagli scudieri. I cavalli leggeri (i cosiddetti arcieri a cavallo) sono armati con grandi archi di legno sul modello inglese; le loro armi difensive sono costituite dall’elmo e dalla corazza. Alcuni sono muniti di una mezza picca adatta per colpire i cavalli che vengono disarcionati; i loro mantelli sono ornati di piccole aquile e di placche di argento. 400 arcieri, di cui 100 scozzesi, marciano al fianco del re. 200 cavalieri costituiscono, infine, la guardia di Carlo VIII e circondano il sovrano a piedi. Sono armati come gli uomini d’arme; si differenziano da questi ultimi solo per la bellezza del loro corsiero e per la gualdrappa di porpora. Chiudono la sfilata trentasei cannoni di bronzo, le colubrine ed i falconetti con i loro addetti.

1495
Gen. Abruzzi Lazio Campania e Molise

Gli sono riconosciuti dai francesi 4200 ducati. Sconfigge a Tagliacozzo Bartolomeo d’Alviano con Antonello Savelli, Giovanni della Rovere, Giovan Paolo Cantelmi e Guido Guerra da Bagno; scaccia gli aragonesi da Celano e conquista le contee di Albe e di Tagliacozzo di cui ottiene ancora l’investitura a spese di Virginio Orsini. Carlo VIII lo infeuda pure delle baronie di Carsoli e di Corvaro, signorie parimenti confiscate agli Orsini. Dagli Appennini il Colonna scende in Terra di Lavoro per cogliere alle spalle il re Ferdinando d’Aragona che tenta di sbarrare il passo all’esercito francese a San Germano (Cassino) Insegue nel Molise Cesare d’Aragona e lo costringe a rifugiarsi in Puglia verso Brindisi.

Feb. Campania

Entra in Capua; giorni dopo, con il Piennes, impedisce al sovrano aragonese di rientrare in Napoli alla testa di 2000 fanti spagnoli.

Apr.

Rifiuta con Prospero Colonna di lasciare gli stipendi dei francesi.

Mag.

I francesi consegnano a lui ed a Prospero Colonna 2000 ducati.

Giu. Lazio

Affianca Carlo VIII a Roma ed a Isola Farnese. Allorché il re di Francia decide di ritornare nel suo paese rimane alla difesa del regno di Napoli con metà degli svizzeri, una parte dei fanti francesi, 800 lance francesi e 500 uomini d’arme italiani.

Ago. Napoli Francia Molise

Tramite il marchese di Pescara Alfonso d’Avalos si mette in contatto con gli aragonesi. Con 30 balestrieri a cavallo, 25 cavalli leggeri e venti fanti affronta in una scaramuccia, nelle campagne di Venafro, Girolamo Tuttavilla che dispone di più di 100 balestrieri a cavallo, 60 cavalli leggeri e 500 fanti. Lo scontro dura un’ora e termina con la cattura di 80 uomini che sono svaligiati: il Tuttavilla è ferito alla mano destra per un colpo di spada. Fabrizio Colonna si porta a Venafro e ne assedia il castello; da ultimo, ritorna al servizio degli aragonesi. E’ nominato viceré degli Abruzzi; si scusa per l’infedeltà precedente con varie motivazioni quali il ritardo delle paghe e gli onori concessi al suo emulo Virginio Orsini; per dare un pegno della sua devozione al sovrano napoletano dà la propria approvazione al matrimonio tra la figlia Vittoria, di appena tre anni, con il coetaneo Alfonso d’Avalos.

Sett. Abruzzi

Scaccia gli aragonesi da L’Aquila.

Ott. Campania

Si collega con Annibale da Varano;  con Prospero Colonna  fronteggia l’Aubigny, che si è mosso in soccorso dei castelli di Napoli. Si accampa a Santa Maddalena: dopo vari scontri il capitano francese desiste ed arretra verso Gaeta.

Nov. Abruzzi

A Nola con 250 lance; sconfigge negli Abruzzi Carlo di Sangro ed i caldoreschi.

1496
Feb.  mar. Lazio e  Campania

Impedisce ai francesi, usciti da Gaeta, di attraversare il Garigliano; punta sugli Abruzzi allo scopo di contrastarvi l’azione di Virginio Orsini. Per strada si ferma a Sessa Aurunca perché vi è scoperto un trattato a favore dei nemici. Con 300 stradiotti e 60 uomini d’arme si unisce con il conte di Maddaloni (20 uomini d’arme e 200 fanti tedeschi) al fine di soccorrere il castello di Morcone attaccato dal Montpensier con 500 cavalli e 500 fanti. Il suo intervento si rivela tardivo; quando arriva la fortezza è già pervenuta nelle mani dei francesi. Ancora con il conte di Maddaloni il Colonna prosegue per Teano ed accresce le truppe del viceré Federico d’Aragona  con  130 lance e 300  cavalli leggeri. Conquista e mette a sacco il castello di Pietra Molara alla cui guardia si trovano 30/40 francesi e molti contadini.

Apr. Puglia

Si reca a Troia; cerca senza esito di ostacolare la partenza di 700 fanti tedeschi che, appena arruolati, si spingono per scorrere verso Lucera agli ordini del Wederlin: costoro sono tutti massacrati dai nemici.

Mag. Puglia

Viene respinto da Castelluccio dei Sauri;  si ritira a causa del cattivo tempo. Si rafforza in Troia in attesa dell’arrivo dei rinforzi veneziani condotti da Francesco Gonzaga.

Ago. Basilicata e Abruzzi

Con la resa di Atella ritorna negli Abruzzi e vi lotta contro Graziano di Guerres che, presto, deve retrocedere a Gaeta.

Sett. Abruzzi e Campania

Rientra a L’Aquila con Guidobaldo da Montefeltro, il da Varano e Ludovico Franchi: anche se  spaventato dalle grida dei partigiani dei Gaglioffi porta a conclusione le trattative di resa che sono ratificate dal re di Napoli. Lascia la città (in cui ha preso alloggio nella casa di Nicola Prato) e recupera il contado circostante; irrompe nel salernitano, espugna San Severino e si avvicina al capoluogo obbligando alla resa il principe di Bisignano.

Ott. nov. Chiesa Orsini Lazio

Appoggia il papa Alessandro VI contro gli Orsini nei loro stati. E’ presente ad una fastosa cerimonia in San Pietro a Roma nel corso della quale sono date le insegne del comando a Giovanni Borgia, duca di Gandia. A novembre invade le terre degli Orsini.

1497
Gen. Lazio

E’ sconfitto a Soriano nel Cimino da Carlo Orsini e da Vitellozzo Vitelli. Guida i cavalli leggeri con Antonello Savelli e la vittoria sembra arridere ai pontifici: si mette all’inseguimento degli avversari che hanno rotto le loro file. Guidobaldo da Montefeltro gli ordina di fermarsi e ciò dà il tempo agli Orsini di ricostituire le loro linee. La fanteria dei Vitelli mette in fuga i fanti tedeschi e l’esercito ecclesiastico è disfatto. Il Colonna si pone in salvo a Ronciglione con la cavalleria, il legato pontificio il cardinale Lunate e Giovanni Borgia   leggermente ferito al viso. Nello scontro i pontifici perdono tra morti e prigionieri più di 500 uomini; sono catturati  il Montefeltro e Giampiero Gonzaga.

Feb. Firenze Pisa Toscana

Ottiene da Federico d’Aragona il permesso di passare al soldo dei fiorentini che gli riconoscono 4000 ducati.

Mar. Napoli Francia Puglia

Affianca Francesco Gonzaga contro i francesi. Si trova alla guardia di Troia;  persuade il capitano generale della lega antifrancese a non cercare la battaglia campale.

Apr. Abruzzi

Fa ritorno a L’Aquila;  permette il rientro dei fuoriusciti.

Giu. Abruzzi

Federico d’Aragona lo investe di Albe e di Tagliacozzo; ottiene in feudo anche Afragola confiscata a Cesare Maria Bozzuto.

……………

Gli è concessa una pensione annua di 6000 ducati sopra i dazi dei focolari e del sale dei suoi feudi, dietro l’obbligo di mantenere al servizio del re di Napoli 40 soldati armati; è anche investito della baronia di Roveto con Capistrello, Pescocostanzo, Civitella Roveto Meta, Revereto e Rocca dei Vivi.

Ago. Campania

Si reca a Capua per l’incoronazione del sovrano; Fabrizio e Prospero Colonna recano l’uno lo scudo e l’altro la bandiera reale.

1498
Apr. Colonna Orsini Lazio

All’avanguardia con Antonello Savelli, batte gli Orsini a Montecelio.

Nov.

Rifiuta di portarsi in Lombardia al servizio del duca di Milano Ludovico Sforza per contrastare francesi e veneziani.

1499
Mag. Gran Connestabile Campania

Viene nominato gran connestabile del regno e gli è concessa una condotta di 50 lance e di 80 cavalli leggeri. Si stabilisce a Napoli; abita in un palazzo in via di Mezzocannone. A metà mese è uno dei padrini di battesimo del primogenito del re.

1500
Sett. Campania

A Napoli.

1501
Gen. Campania

Sempre a Napoli.

Mar.

Con Prospero e Camillo Colonna tenta invano di trattare una tregua con gli Orsini.

Giu. lug. Napoli Francia Spagna Chiesa Lazio e Campania

I pontifici invadono le sue terre nel Lazio allorché francesi e spagnoli si alleano per spartirsi il regno di Napoli. Il Colonna consegna loro Marino e Rocca di Papa in cambio di 2000 ducati e si porta a Capua. Passa alla difesa della città con Ranuccio da Marciano alla testa di 300 uomini d’arme, di alcuni cavalli leggeri e di 3000 fanti. L’ Aubigny (Bèrauld Stuart) nel suo passaggio nel Lazio fa dare alle fiamme Marino e Cave perché, in precedenza, il Colonna ha fatto uccidere a Roma i messaggeri di alcuni baroni nemici del re aragonese,  seguaci della parte francese che si sono recati a parlamentare con lui. Capua è attaccata dagli avversari e per quattro giorni l’artiglieria francese bombarda le posizioni avanzate, costituite di due solidi bastioni, alla cui guardia si trovano 200 fanti svizzeri, altrettanti spagnoli ed artiglieri napoletani. I francesi conquistano due antemurali;  nessuno dei difensori sfugge al massacro; riprende il fuooco delle artiglierie contro la cortina e dopo sei ore vi è prodotta una larga breccia. Gli abitanti impauriti vogliono la capitolazione. Durante le trattative di Fabrizio Colonna con Giovan Francesco da San Severino la guarnigione si fa meno attenta; i nemici (fanti guasconi e piccardi) giungono di sorpresa alla breccia e penetrano nella città che è messa a sacco in modo orrendo.  Il Colonna, ferito in due punti, si consegna al San Severino; secondo alcune fonti viene fatto prigioniero dal de la Trémuoille, per altre dagli uomini d’arme del Mauleon. In realtà è venduto da un uomo d’arme francese all’ altro e la sua taglia nei vari passaggi sale da 1000 ducati a 14000: Cesare Borgia offre ai francesi forti somme  pur di averlo nelle sue mani. Il Colonna è, viceversa, salvato da Gian Giordano Orsini che gli dà in prestito 3000 ducati: il resto della taglia è ricavato con la vendita a Roma dei suoi gioielli. Segue in esilio il re Federico d’Aragona; allorché il sovrano preferisce consegnarsi ai francesi passa al servizio del re di Spagna.

Ago. sett. Spagna Napoli

Alessandro VI lancia una bolla di scomunica contro la sua famiglia per avere aiutato il re di Napoli; a settembre i suoi beni nel Lazio sono confiscati a favore dei Borgia.

……………. Puglia

Si collega con Consalvo di Cordoba e Prospero Colonna. Prende parte all’assedio di Taranto.

1502
Mar. Puglia

Taranto si arrende agli spagnoli.

1503
Gen. Spagna Francia Abruzzi

Conquista Chieti, invia soccorsi a Troilo Savelli e si dirige su Penne.

Feb. Puglia

Si trincera in Barletta; ha una scaramuccia con i francesi che diverrà l’occasione per la famosa omonima disfida. Sceglie di persona con il cugino Prospero i tredici campioni italiani che combattono contro i francesi.

Mar. Puglia

E’ inviato con fra Leonardo Prato ad ispezionare il campo del la Palisse, che con 200 lance e 3000 arcieri a cavallo sta per unirsi con il duca di Nemours nei pressi di Barletta. Sempre nel mese difende Gian Giordano Orsini dalle minacce del Borgia.

Apr. Puglia e Abruzzi

Con Diego di Mendoza e 400 cavalli leggeri protegge i fianchi dell’ esercito del Cordoba in marcia contro i francesi. Partecipa alla battaglia di Cerignola in cui ha il comando dei cavalli leggeri. Dopo essersi accampato, con Prospero Colonna fa scavare un lungo fossato ed erigere un terrapieno per tutta la linea delle posizioni spagnole. I francesi attaccano il dispositivo difensivo; la cavalleria pesante e gli svizzeri sono trattenuti dal fossato e così si trovano sotto il fuoco incrociato degli archibugieri. Lo schieramento francese cade in preda al caos e quando i cavalli italiani e spagnoli muovono alla carica su entrambi i lati, il quadrato degli svizzeri viene messo in disordine e si rivela privo di protezione. Nella battaglia, che non dura più di mezz’ora, i francesi subiscono la perdita di 50 uomini d’arme e di oltre 3000 fanti; i prigionieri sono, invece, 600. Gli spagnoli lamentano la perdita di un centinaio di uomini tra morti e feriti. Dopo la vittoria il Colonna insegue per alcune miglia Ivo d’Allègre e Luigi d’Ars; muove, poi, verso L’Aquila con il conte di Popoli Ristagno Cantelmi. Aprono le porte ai due condottieri senza frapporre alcuna resistenza Monte Sant’ Angelo, Chieti, ed altre località quali Sulmona, Atri, Teramo, Penne, Celano.

Mag. Campania A metà mese entra trionfalmente in Napoli con il cugino Prospero al seguito del  Cordoba.
Giu. Abruzzi

Affronta sul lago Fucino Fabio Orsini che è messo in fuga su per le montagne. Alla testa di 2500 fanti e di 600 cavalli supera la resistenza di Gaspare da San Severino a Rocca di Cambio e giunge a L’Aquila.

Lug. Abruzzi

Occupa L’Aquila; nella città vi fa impiccare un soldato colpevole di avere ucciso il camerlengo della località. In breve gli si arrendono Chieti, Sulmona, Albe, Tagliacozzo, Penne e Celano; scaccia i fautori degli Orsini dai loro castelli; ha a patti Cassino.

Ago. Lazio

Alla morte del papa ed alla contemporanea grave malattia del Borgia può rientrare in possesso dei propri beni. Si reca a Roma con Prospero Colonna.

Autunno Lazio

Lascia l’Aquila e vi lascia Ludovico Franchi  come governatore.  L’esercito francese è in difficoltà in Campania per la mancanza di rifornimenti: il Colonna è inviato ad Aquino con alcuni Orsini (anch’essi  militano ora per gli spagnoli) per spiare i movimenti degli avversari. Si imbatte nella retroguardia di Ivo  d’Allègre che, superiore di forze, lo costringe a ripiegare.

Ott. Campania

Con la cavalleria leggera italiana e spagnola e la fanteria di Garcia di Paredes e del Villalba assale invano una piccola testa di ponte sul Garigliano, difesa coraggiosamente dal Baiardo; al comando di 1500 fanti, con sei pezzi di artiglieria, si impadronisce invece di Rocca d’Evandro, sempre sul medesimo fiume, obbligando alla resa a patti (l’arrivo di rinforzi nel termine di cinque giorni) Federico di Monforte che vi si trova alla difesa con 50 cavalli e 100 fanti. Francesco Gonzaga, capitano generale dei francesi, occupato a gettare in un altro punto del Garigliano un ponte, non invia i soccorsi richiesti ed il castello cade in potere dei colonnesi.

Dic. Campania e Lazio

Viene nominato viceré d’Abruzzo. E’ inviato dal Cordoba nel contado di Oliveto probabilmente per la grande gelosia e rivalità che lo separa dall’Alviano. Alla testa di 500 cavalli e di 1000 fanti svaligia, tra Pontecorvo e Fratte, le compagnie di Ludovico della Mirandola e di Alessandro da Trivulzio che hanno lasciato il campo francese. Partecipa alla battaglia del Garigliano.  Inserito all’avanguardia con Luigi di Herrera, aggredisce con 1000 cavalli leggeri 1500 francesi che sono riusciti ad attraversare il fiume.

1504
Gen.

E’ contattato dai fiorentini che gli offrono il capitanato generale delle loro truppe per combattere i pisani.

Feb. Campania

Il Cordoba si oppone al suo trasferimento nelle file fiorentine: Fabrizio Colonna rientra a Napoli.

Lug. Lazio

A Roma; con Prospero Colonna partecipa ad una cena con il papa Giulio II.

Ago. Lazio

Ha un nuovo colloquio con il pontefice.

Sett. Lazio

Si reca a Valmontone; è nuovamente in contatto con i fiorentini

Ott. Campania

Viene chiamato a Napoli dal Cordoba per verificare alcune ipotesi tese al rientro dei Medici in Firenze.

Nov. Campania

Il re di Spagna Ferdinando il Cattolico lo investe di 35 feudi confiscati ad Andrea Matteo Acquaviva in Terra di Lavoro, in Puglia e negli Abruzzi.

Dic. Lazio

E’ ospite del papa che lo invita spesso a palazzo e spera di utilizzarlo ai danni dell’ Alviano.

1505
Gen Chiesa Comp. ventura Lazio

Impedisce all’Alviano, che ha abbandonato la condotta con gli spagnoli, di continuare a dare la caccia in Rieti ai ghibellini locali; taglia a pezzi una quarantina di guelfi e rimette nella città i fuoriusciti.

1506 Rifiuta di congiungersi con le truppe pontificie e di combattere in tal modo i Bentivoglio di Bologna. E’ deluso nella sua aspirazione di ottenere il ducato di Urbino (in quanto cognato del defunto Guidobaldo da Montefeltro) assegnato invece dal papa a Francesco Maria della Rovere.
1507Gen. Campania

A Napoli, a rendere omaggio al re di Spagna.

Lug.

Ferdinando il Cattolico gli conferma le pensioni già assegnategli da Federico d’Aragona; è investito anche del marchesato di Atessa.

Dic. In seguito alla pace tra i re di Spagna e quello di Francia deve restituire a Cesare Maria Bozzuto Afragola.
1509
Lug. Lazio

A Roma.

……………. Spagna Venezia Puglia

Recupera per conto degli spagnoli le città del litorale adriatico cadute nelle mani dei veneziani nel 1495.

1510
Apr. Campania Depone al processo intentato dal fisco a Guido Fieramosca nella Regia Camera. Gli è concessa la contea di Manoppello. Nel corso del dibattito asserisce che egli gode di una rendita annua di 6000 ducati a valere sulle entrate fiscali del regno, ma che per lui è comporta maggiore onore cambiarle con il contado di Manoppello anche se le rendite che ne possono ricavare toccano  a malapena i 4500 ducati. Viene accontentato.
…………….

E’ avvicinato con il cugino Prospero dai veneziani per passare ai loro stipendi con 300 lance. Ne ha licenza dal re di Spagna alla condizione di lasciare la condotta in caso di guerra con gli spagnoli. Per questo motivo preferisce rifiutare.

Ago. Spagna Francia Ferrara 300 lance Lazio

Sottoscrive per sé, per Prospero e per tutti i Colonna la “pace romana” conclusa con gli Orsini a seguito della mediazione del pontefice. A fine mese con i capi o i rappresentanti dei vari partiti giura in Campidoglio di abolire tutte le inimicizie e tutte le partigianerie commesse sotto l’etichetta di guelfi o di ghibellini, di adoperarsi da allora in poi per la pace di Roma. E’ inviato dal re di Spagna con 300 lance spagnole in soccorso di Giulio II contro Alfonso d’Este ed i francesi. A metà mese è segnalato ad Ostia.

Sett. Abruzzi

Esce da Napoli e raggiunge Pescara per la mostra delle sue compagnie.

Ott. Marche Romagna ed Emilia

Guada il Tronto, transita per Fermo dove riceve grandi festeggiamenti. Tocca Rimini, Cesena ed entra in Bologna, assediata dai francesi dello Chaumont e dai Bentivoglio, con le sue lance, 200 cavalli leggeri e gli stradiotti dei veneziani.

Nov. Capitano g.le  220 lance Emilia

Si collega con l’esercito veneziano a San Giovanni in Persiceto. Dopo la rassegna che si svolge a Bologna si sposta nel modenese contro gli estensi. In due giorni espugna con le artiglierie Sassuolo, alla cui guardia si trovano 500 fanti guasconi; ne ottiene anche la rocca malamente difesa da Giovanni da Casale. Occupa  Formigine; prende parte ad un nuovo consiglio di guerra a Bologna.

Dic. Emilia

All’assedio di Mirandola: l’azione è caratterizzata da disordini nel campo e da forti ritardi per cui il papa, spazientito, sostituisce il Colonna e Francesco Maria della Rovere con Chiappino e Vitello Vitelli nella  conduzione delle artiglierie.

1511
Gen. Emilia

Si trova sempre all’assedio di Mirandola. Allo scadere della sua  ferma si rivela non all’ altezza del compito che gli è stato assegnato per cui viene criticato da tutti.

Feb.  mar. Emilia

Si ferma a Finale Emilia per un consiglio di guerra con il papa ed il della Rovere: è presa la decisione di ripiegare dietro il Panaro a causa dell’avvicinarsi  dello Chaumont e di Gian Giacomo da Trivulzio. I veneziani lo accusano apertamente per la sua tattica attendista. Si rifiuta di ostacolare i francesi che stanno varcando il Secchia.

Apr. Emilia

Soccorre in Bondone il nipote Marcantonio Colonna che vi è attaccato da Gian Giacomo da Trivulzio; rientra in Bologna e minaccia ancora una volta di fare rientro nel regno di Napoli. Il suo atteggiamento provoca il sarcasmo di Giulio II.

Mag. Romagna

A Forlì ed a Lugo con 300 uomini d’arme e 3000 fanti.

Giu. Emilia Staziona nel bolognese con Andrea da Capua e Giampaolo Baglioni. Gli vengono contro dal reggiano Galeazzo Pallavicini, Giovan Francesco Gambara e Corrado Tarlatini.
Ago. Lazio

Con Marcantonio Colonna preme sul pontefice affinché sia perdonato il congiunto Pompeo Colonna che si è ribellato allo stato della Chiesa.

Nov. Governatore g.le    100 lance Lazio Abruzzi Marche

Il comando delle truppe spagnole è assunto dal viceré di Napoli Raimondo di Cardona; egli è relegato al ruolo più secondario di governatore generale. Parte da Marino con 130 uomini d’arme e 80 cavalli leggeri. A fine mese attraversa il Tronto presso Ascoli Piceno con il viceré di Napoli Raimondo di Cardona.

1512
Gen. Romagna e Emilia

Attraversa il riminese con Raimondo di Cardona;  raggiunge ad Imola le truppe alleate. Ha il comando dell’ avanguardia (700 uomini d’arme, 500 cavalli leggeri e 6000 fanti), ottiene Cento a patti e con Pietro Navarro si sposta all’assedio di Bologna. Si colloca con i suoi uomini tra il ponte del  Reno posto sulla via Emilia e la Porta di San Felice. Domina il disaccordo tra i capitani del suo esercito; a seguito del fallimento della mina preparata da Pietro Navarro per abbattere la Porta Castiglione (cappella del Barracano) rientra anche ogni tentativo di assalire Porta Santo Stefano con le artiglierie.

Feb. Emilia e Romagna

Il Colonna è segnalato a Budrio;  si ritira con l’ingresso in Bologna di Gastone di Foix con 1300 lance, 6000 fanti tedeschi e 8000 fanti tra italiani e francesi. Da Imola ripiega a Faenza dalla Porta verso Ravenna. Propone una linea fortificata lungo l’asse Lugo/ Bagnacavallo; il viceré preferisce attestarsi su Castel San Pietro Terme.

Apr. Romagna ed Emilia

Ha il comando dell’ avanguardia costituita di 670 lance pontificie alla battaglia di Ravenna; lo affiancano 565 lance comandate dal marchese di Padula ed alla retroguardia altre 490 lance, la “Compagnia del Gran Capitano” agli ordini di Alfonso Carvajal. Tutte le unità di cavalleria sono collocate vicino all’argine del Ronco. Pietro Navarro ha il comando della fanteria spagnola  posizionata alla sua destra (6000 uomini). Il Colonna propone di attaccare i francesi al momento del loro passaggio del fiume; non è accolto il suo suggerimento.  I collegati, data la loro inferiorità numerica di circa un terzo, propendono di tenersi sulla difensiva salvo a contrattaccare al momento opportuno. Ha contrasti con Pietro Navarro sulla conduzione dello scontro. Le artiglierie sono poste alla testa delle genti d’arme; il Navarro scava un fossato a difesa della fanteria e colloca trenta carri armati sul davanti di una picca e di lato da due ferri taglienti a forma di falce, carichi di piccole artiglierie. Le lance che sono poste all’avanguardia si trovano sotto il tiro incrociato dei pezzi di artiglieria di Alfonso d’Este e grande è la strage nelle loro file. Il Colonna senza sentire il parere di Raimondo di Cardona e contro il pensiero del Navarro, decide la carica della sua cavalleria. I fanti spagnoli sono costretti ad affiancarlo e si scontrano con i tedeschi del campo avverso. La battaglia è decisa dall’intervento di Gastone di Foix che piega la resistenza della fanteria spagnola; il capitano francese si mette all’inseguimento del Colonna finché, gettato da cavallo, o cadutogli la cavalcatura addosso mentre sta combattendo, viene ucciso da un colpo di lancia su un fianco. Nella battaglia restano sul terreno, secondo le stime, 7000/140000 uomini di parte spagnola/pontificia e 3000/4000 di parte francese. Vengono catturati il Colonna, il Navarro, Ferdinando d’Avalos ed il cardinale legato Giovanni dei Medici (il futuro Leone X).  Fabrizio Colonna è condotto a Ferrara.

Giu. Emilia

Viene fatto liberare dal marchese Alfonso d’Este nonostante le reiterate proteste dei francesi, che vogliono condurlo a Milano e da qui in Francia. Non deve neppure pagare il riscatto concordato in un primo momento (30000 ducati).

Lug. Lazio

Ricambia il gesto di cortesia nei confronti del duca di Ferrara allorché con Francesco Gonzaga ed il re di Spagna ottiene un salvacondotto a favore del duca di Ferrara per trattare la pace con Giulio II; Vespasiano, Prospero ed il figlio Ascanio Colonna si fanno mallevadori della sicurezza dell’estense a Roma. Il Colonna si trova a pranzo con il papa; quando capisce che il pontefice non ha nessuna intenzione di attenersi ai patti per ché il suo obiettivo è quello di impadronirsi dello stato estense in cambio di una notevole somma di denaro e di feudi nell’astigiano o di uno scambio con il ducato di Urbino, con Marcantonio Colonna  aiuta a fuggire Alfonso d’Este a Porta San Giovanni.  Accoglie il duca per tre mesi a Marino. Per tale intromissione viene perseguitato dal pontefice; è protetto, viceversa, dal re di Spagna.

1512
Nov. Lombardia

A Pralboino, nel bresciano, con 300 lance.

1513
Feb. Lazio

E’ chiamato a Roma alla notizia del peggioramento delle condizioni di salute di Giulio II. Ha l’incarico di prevenire nella città  eventuali disordini.

Mar. Lazio

Si offre agli stipendi dei veneziani.  Presenzia a Roma in San Pietro all’incoronazione di Leone X: con il perdono da qualsiasi condanna arriva per lui e per il cugino l’usufrutto di un palazzo a Roma nei pressi della chiesa dei Santi Apostoli, già concesso a Marcantonio Colonna da Giulio II.

Mag. Campania

A Napoli.

Sett. Lazio

E’ segnalato a fianco del nuovo pontefice.

1514 Viene nominato conte di Manoppello.
1515
……………. Gran Connestabile

 

Alla morte del  Cordoba ottiene ancora il titolo di gran connestabile.

Ago.

Non accetta l’invito di Leone X di comandare le truppe pontificie contro i francesi.

1516
Gen.

Il re di Spagna Carlo I (il futuro imperatore Carlo V) lo riconferma nel suo incarico di gran connestabile; con il Colonna  tale dignità diviene  ereditaria per la sua famiglia.

Giu. Campania

Negli Abruzzi con 500 uomini d’arme e 4000 fanti. Si ammala a Napoli.

Lug. Lazio

A Marino per curarsi.

Sett. Abruzzi

Ristabilitosi, si ferma a Chieti ed a Penne mentre i suoi uomini stazionano sul Tronto.

……………. Lazio

In pellegrinaggio a Loreto; ritorna a Marino.

1517
Mar. Campania

A Napoli.

Lug. Lazio e Campania

A Roma. Leone X lo invita a prendere le armi contro il duca di Urbino Francesco Maria della Rovere. Fa rientro a Napoli, prende tempo e non se ne fa nulla.

Dic. Campania

Un senese cerca di ucciderlo a Napoli nella sua casa a colpi di pugnale. L’attentatore è ammazzato dai suoi famigli ed il cadavere è gettato dalle finestre.

1520
…………….

Concede il feudo di Torano Nuovo, negli Abruzzi, a Pietro Caffarelli.

Mar. Campania

Muore ad Aversa a fine mese. I funerali sono solenni.  Per le esequie cui è presente tutto il clero e la nobiltà di Napoli sono spesi 5000/6000 ducati. E’ sepolto a Paliano. Per il Sanudo muore a Napoli ed è sepolto in San Giovanni Maggiore. Esiste un suo ritratto nel palazzo Colonna. Niccolò Machiavelli lo considera come il principale interlocutore nella sua opera “Dell’arte della guerra”; Agostino Niso lo fa protagonista nel suo lavoro “De regnandi peritia”; Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso (XIV canto) lo cita come “Gran Colonna del nome romano”.

 CITAZIONI

“Il Colonna al suo tempo fu uno dei più illustri comandanti militari e uno dei principali autori della vittoria definitiva che la Spagna riportò nelle guerre d’Italia. La sua parte nell'”Arte della Guerra” compendia la dicotomia di fondo presente in Italia nel modo di considerare i soldati. Infatti, Fabrizio da un lato era il rappresentante dei condottieri e cioè di quei mercenari senza fede, violenti e privi di scrupoli che avevano monopolizzato in Italia il mestiere delle armi e avevano sfigurato le virtù militari della popolazione, dall’altro egli incarnava l’ideale tardo quattrocentesco del bravo generale che era anche un mecenate raffinato ed istruito e una rispettata personalità sociale.” MALLETT

“Homo più presto di far che di ordinar.” SANUDO

“Uomo di chiara virtù.” BEMBO

“D’animo coraggioso e valente.” GIOVIO

“Si trovò in 15 battaglie vinte, e in sette perdute, e in ciascuna restò sempre ferito, certo che fu coraggioso.” LETI

“Congiunse a vigor d’animo intrepido, consiglio prontissimo di vivace prudenza..Fu di carnagione bianca, d’occhio vivacissimo e di pelo castagno chiaro.” ROSCIO

Con Prospero Colonna “Dignissimi et eccellentissimi Capitani.” ULLOA

“Capitano illustre.” SANSOVINO

“Eccellente capitano.” MAZZELLA

Con Prospero Colonna “Due chiari lumi della famiglia Colonna.” CANTALICIO

“Il Colonna, che, pur cadetto, divenne uno dei membri più imortanti della sua potente famiglia, anche se non riuscì a compiere alcuna impresa bellica veramente considerevole, seppe dare il suo apporto alla tattica se non alla strategia dell’epoca e fu considerato uno dei maggiori capitani del suo tempo.” PETRUCCI

“Principe romano e Comandante di grido.” G. BONOLI

Con Prospero Colonna “Bello insignes.” ALBINO

“Reputé pour ses talents militaires et, contrairement à la plupart des condottieri, pour la dignité de da vie et de son caractère.” BRION

Con frà Leonardo Prato “Personas que tenian mucha noticia de las cosas de la guerra.” ZURITA

“Huomo di gran fama nell’armi.” DE LELLIS

Con Prospero Colonna “Erano allora fra i condotieri generalmente più accreditati.” SHAW

“Illustre signore.” NOTAR GIACOMO

Con Prospero Colonna “Ont estez toujours estimez aussy bons capitaines; mais ilz furent blamez d’un des plus grands vices qui soient au monde, qui est l’ingratitude.” BRANTOME

“D’un’altra fronda v’orna anco la chioma/ L’aver serbato il suo Fabrizio a Roma./ La gran Colonna del nome Romano/ Che voi prendeste e che serbaste intera/ Vi da più onor che se di vostra mano/ Fosse caduta la milizia fiera/ Quanta ne ingrassa il campo ravegnano.” ARIOSTO

“Visse..Fabritio col grido de primi Capitani d’Europa…L’esperienza del dimostrato valore, e gli spirti martial del Signor Fabritio..fu per bocca de’ soldati celebrato per qualità di costumi dal Signor Prospero suo Coggino, e quasi con egual gloria; perché essendo eglino compagni insieme alla guerra, e di schiambevole consentimento mescolando le diverse virtù loro, si vide come l’uno, e l’altro per quel temperamento reuscì magiore, e più chiaro di stesso. Soleva vincere allo spesso questo magnanimo Duce con usar caldi, e violenti principij nella guerra, onde il chiamavano il nuovo Console Marco Marcello, e per contro il signor Prospero per la sua usata maturità, imitava al Console Fabio Massimo.” MUGNOS

“Straccho non già quel nobil colonese/ el qual vedea non poter scampare/ perché egli havea la caza (caccia) Francese/ i quali molto li davan da fare/ ma pur per un pezo stete a le difese/ scaramuzando al fin hebe arivare/ dove era il sir Alphonso (Alfonso d’Este) quel vedendo/ disse signor duca a voi me rendo.” Da “Il fatto d’arme di Romagna” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

Alla battaglia di Ravenna”Il colonnese Fabritio gagliardo/ honor d’ogni hom viril chi l’armi adopra/ su d’un grosso caval tutto leardo/ giettava, hor questo, hor quello sottosopra/ sempre saltando come un leve pardo/ acciò che la sua fama se discopra/ da prodo capitan, e difensore/ de la romana chiesa, e del pastore (Giulio II).” DEGLI AGOSTINI

“…guerrier reale/ signor frabricio pien di nalimento (ardimento)/ che parea un falcon che batte ale/ a molti gran signori donò tormento/ andava avanti e mai voltò le spalle/ che ben parea quel giorno hanibale.” DE’ SORCI

Sulla sua tomba è posto il seguente epitaffio “Fabritio Columnae duci/ Odoardi Marsorum ducis filio que in expeditione/ Ferdinandi regis Aragoniae pro regno Neapoli/ tano et adversis Gallos operam strenue na/ vavit, proelia ad Lirim, Cerinolae, Ravennae,/mira cum laude commisit. Regni Neapolitani/ magni coniestabilis honore, ducato Taliacotii,/ marchionato Atissae, Manupelli, Albaeque co/ mitatu meruit cohonestari” Più tardi nel palazzo Colonna di Marino verrà collocata la seguente iscrizione in suo onore “Fabritio Talleacotii Marsorumque duci ab anno/ MCDXLII complurium regum in exercitu legato, strenuissimo imperatori oppidum universum,/ ipsius olim principi, observantiae monumentum/ Philippus conestabilis ab avo suo dicet/ siste Campane viator, suscipe heroem/ belli fulmen erupit, nondum tonitura silescunt.”

Print Friendly, PDF & Email
Previous articleFABRIZIO DA CAPUA
Next articleFEDERICO CARAFA
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email