ERCOLE D’ ESTE

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400

Condottieri di ventura

0613      ERCOLE D’ESTE  Di Ferrara. Duca di Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Conte di Rovigo. Signore di Castelnuovo Scrivia  e Cotignola. Figlio di Niccolò, fratello di Sigismondo, zio di Niccolò da Correggio, cognato di Galeotto della Mirandola, suocero di Annibale Bentivoglio e di Francesco Gonzaga. Cavaliere dell’ordine dell’Ermellino.

1431 (ottobre) – 1505 (gennaio)

Anno, meseStato. Comp. ventura 

 

CondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1433 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

Viene armato cavaliere dall’ imperatore Sigismondo d’Ungheria.

1445 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott. 

 

 

 

 

 

Campania

Lascia Ferrara con il fratello Sigismondo per essere educato alla corte del re di Napoli Alfonso d’Aragona.

……………… 

 

 

 

 

 

Campania

Ha un duello con Galeazzo Pandone.

……………… 

 

 

 

33 lance

 

Puglia

Con la morte di Alfonso d’Aragona viene messo in disparte a corte dal successore Ferrante d’ Aragona; ricopre l’incarico di governatore della Puglia con Alfonso d’Avalos.

1460 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.AngiòNapoli 

 

Puglia

A fine mese consegna agli angioini Lucera. Trascorre i mesi invernali nella località e permette ai suoi alleati di impadronirsi della dogana delle pecore, ricco cespite del fisco aragonese.

Lug. 

 

 

 

 

 

Campania

Partecipa alla battaglia di Sarno dove è sul punto di catturare lo stesso re. Giovanni d’Angiò gli dona la contea di San Severino ed altre terre tolte al conte di Tricarico.

……………… 

 

 

 

 

 

Campania

In Terra di Lavoro al comando di quattro squadroni di cavalli.

1461
Ago.PugliaE’ segnalato in Capitanata con Cola di Monforte.
1462 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.PugliaSi trova nei pressi di Cerignola. Giovanni da Tolentino assale alcuni carri sui quali sono trasportati i suoi beni.
Ago. 

 

 

 

 

 

Puglia

Si unisce con Jacopo Piccinino;  soccorre Orsara di Puglia. Partecipa alla battaglia di Troia: sconfitto, si salva nella città dopo essere stato issato con funi sulle mura.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

Dopo la rotta di Troia rientra definitivamente in Emilia con il fratello Sigismondo. E’ richiamato nel ducato di Ferrara dall’ altro fratello Borso.

1463 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

Governatore di Modena.

1464 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.Venezia 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. sett. 

 

 

 

 

 

 

 

Contribuisce alla crociata del papa Pio II;  invia in suo soccorso 2 galee prestategli dai veneziani. Le navi salpano via Po da Ferrara; toccano  Venezia e giungono ad Ancona, luogo di raccolta della flotta. Alla morte del pontefice le  imbarcazioni faranno rientro a Ferrara. Negli stessi giorni accoglie a Reggio Emilia Jacopo Piccinino diretto a Milano.

1466 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova a Milano e presenzia in Duomo ai funerali di Francesco Sforza.

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

Con il fratello Borso aiuta Luca Pitti ed altri congiurati ai danni dei Medici; alla testa di 300 cavalli e di molti fanti e balestrieri giunge a Fiumalbo nel Frignano ed in Lunigiana per sostenervi l’azione dei fuoriusciti. Questa termina presto con un nulla di fatto.

1467 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. 

 

 

 

 

 

Veneto

Con Niccolò Contrari segue Bartolomeo Colleoni contro i fiorentini. Si reca a Venezia con 200 famigli.

Mag.VeneziaFirenze Milano1000 cavalliEmilia

I veneziani gli riconoscono una condotta di 600 cavalli, aumentabili a 1000 in caso di conflitto. La ferma è stabilita in due anni ed in uno di rispetto; gli è riconosciuta una provvigione annua di 12400 fiorini e la facoltà di giudicare i soldati delle sue compagnie. Si obbliga a militare in qualsiasi parte d’Italia. Si piazza sull’ Idice.

Giu. 

 

 

 

 

 

Romagna

In Romagna; si accampa presso Imola con Bartolomeo Colleoni.

Lug. 

 

 

 

 

 

Emilia

Al comando del primo squadrone si batte contro Federico da Montefeltro alla battaglia di Molinella. Con la sua cavalleria salva Bartolomeo Colleoni che sta per essere sopraffatto dagli avversari: nel corso del combattimmento perde tre cavalcature;  è ferito da un colpo di schioppetto al malleolo del piede destro mentre sta cercando di trattenere i suoi che si stanno dando alla fuga. Il suo comportamento in tale battaglia è lodato da Ludovico Ariosto nell’ “Orlando Furioso”. Trasportato a Ferrara in condizioni allarmanti, è curato in maniera da potere nuovamente camminare. Nello scontro vi sono quasi 600 morti; nei giorni seguenti per tutta la campagna si sente il lezzo dei morti perché i cadaveri sono lasciati marcire nei fossati.

Sett. 

 

 

 

 

 

 

 

Alla morte di Angelo di San Vitale, su sua richiesta, le lance di tale condottiero sono aggregate alla sua compagnia;  gli viene pure aumentata la provvigione di altri 4500 fiorini l’anno.

1468 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. 

 

 

 

 

 

Veneto ed Emilia

Ritorna a Venezia con un seguito di 200 famigli; si reca, successivamente, a Modena, città di cui è stato nominato luogotenente per conto del fratello.

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia

A Carpi, alle nozze della sorella Bianca Maria con Galeotto della Mirandola.

1469 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

A Ferrara, per i festeggiamenti indetti da Borso d’Este in onore dell’imperatore Federico d’Austria.

Lug. 

 

 

 

 

 

Emilia

Piero dei Medici e Giovanni Ludovico Pio, con la connivenza del duca di Milano e del re di Napoli tessono una congiura per farlo diventare duca di Ferrara al posto del fratello Borso. Gli è anche promesso il bastone di capitano generale della lega, una provvigione di 50000 fiorini, la signoria di Ravenna, di Forlì e di Faenza. Ercole d’Este finge di aderire al complotto e ne informa il fratello Borso; avute le prove del trattato, arresta sette fratelli della casa Pio, Andrea da Varegnana ed il cancelliere del duca di Milano Giovanni Antonio da Figino. Costui viene rilasciato per ragioni di opportunità; gli altri prigionieri sono condotti sotto scorta a Bondeno.

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia

Sono decapitati nella piazza di Ferrara i congiurati. Nel contempo Ercole d’Este si unisce con Galeotto della Mirandola e cattura Giovanni Marco Pio,  parimenti condotto a Ferrara con l’accusa di volere consegnare Carpi agli sforzeschi; altri membri di tale famiglia sono impiccati a Carpaneto ed a Sassuolo. Ercole d’Este esce da Modena,  si porta a Molinella, a Bondeno ed a Ravenna al comando delle lance spezzate veneziane.

Sett.VeneziaRimini 

 

Romagna

E’ inviato dai veneziani con otto squadre di cavalli e 2000 fanti in soccorso dei pontifici sconfitti a Mulazzano da Roberto Malatesta e da Federico da Montefeltro. La spedizione non ha esito positivo. Nonostante ciò gli è rinnovata la condotta.

1470 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Romagna

Si trova al campo di San Martino, fra Rimini e Cesena, con Alessandro Sforza, Napoleone Orsini e Braccio Baglioni.

Mar. 

 

 

 

 

 

 

 

Gli è rinnovata la condotta dai veneziani per l’anno di rispetto.

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia

Viene chiamato a far parte del consiglio segreto allorché Borso d’Este è sul punto di morire. I veneziani si muovono a suo favore, inviano truppe sui confini ed una flottiglia a Legnago.

Lug. 

 

 

 

 

 

Emilia

Fa uccidere (almeno così viene creduto) Girolamo Gripponi nel ghetto di Ferrara, all’angolo di Gattamarcia, fautore di Niccolò d’Este, figlio di Leonello ed  aspirante al ducato di Ferrara.

1471 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. apr. 

 

 

 

 

 

Emilia e Lazio

Accompagna a Monestirolo con molti dignitari il fratello Borso, che si sta recando a Roma dal papa Paolo II. Nel periodo si mette in comunicazione con Bartolomeo Colleoni per fare avere una condotta con i veneziani a Sigismondo Brandolini.

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia

Muore Borso d’Este. Ercole diviene duca di Ferrara senza trovare alcuna resistenza: vi sono solo movimenti di truppe nei vari stati confinanti. Si ingrazia l’animo dei fratelli, confermando la luogotenenza di Reggio Emilia a Sigismondo e donando il palazzo di Schifanoia (con 17000 lire marchesane di entrate nel Polesine e le tenute di Montesanto, di Casaglia e di Sassuolo) all’altro fratello Alberto. Molti partigiani di Niccolò d’Este sono, viceversa, uccisi dalle sue truppe nelle vie di Ferrara; il rivale viene considerato ribelle.

Nov. 

 

 

 

 

 

Emilia

Fa decapitare ed impiccare Giovanni Francesco da Mantova, camerlengo di Niccolò d’Este, e Giovanni Costabili che hanno tentato di entrare in Stellata. Allontana  da Ferrara Francesco d’Este, altro figlio di Leonello, e cerca di sbarazzarsi del rivale corrompendo a Mantova un cuoco che ha l’incarico di avvelenarlo.

1472 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia, con un seguito di 600 persone.

Mag. 

 

 

 

 

 

Emilia

Opera per una rappacificazione tra Galeotto della Mirandola con il fratello Antonio Maria.

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia

Con il fratello Sigismondo accoglie in Ferrara la madre Rizzarda di Saluzzo, che non ha visto i figli da molti anni.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

Organizza una giostra nella piazza di Ferrara.

1473
Giu. lug. 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Ai primi del mese si reca a Roma in attesa dell’arrivo della promessa sposa Eleonora d’Aragona. E’ accolto dai cardinali Oliviero Carafa e Ausic di Spuig. Il papa Sisto IV gli rinnova l’investitura di Ferrara dietro un censo annuo di 7000 fiorini e di una libbra d’argento per Massa Lombarda, Roncadello, Zeppa, Scantamantello, Sant’ Agata, Bagnacavallo, Cunio, Barbiano e Zagonara.

1474 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. 

 

 

 

 

 

Francia

Giunge in Borgogna per assistere alle nozze del duca Carlo il Temerario con Margherita di York, sorella del re d’Inghilterra. Partecipa ad una giostra e si fa notare ancora una volta per il suo fasto.

1475 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov. 

 

 

 

 

 

 

 

E’ insignito dell’ ordine borgognone del Tosone d’oro.

1476 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. 

 

 

 

 

 

EmiliaIn visita ufficiale a Modena ed a Reggio Emilia.
Lug. 

 

 

 

 

 

Emilia

Stipula con la Serenissima una convenzione per combattere insieme la criminalità.

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia

Riceve in Ferrara un’ambasciata ungherese di 600 cavalli, che da Venezia si sta dirigendo a Napoli per prendere la sposa del re Mattia Corvino, Beatrice d’Aragona, sorella della moglie di Ercole d’Este, Eleonora.

Sett.FerraraEste 

 

Emilia

Niccolò d’Este, con l’aiuto del marchese di Mantova, invia 700 fanti agli ordini dei padovani Francesco e Brunoro da Grompo. Costoro navigano sul Po su barche ricoperte di stuoie, fieno e paglia e giungono fino a Ferrara; riescono a penetrare nel Castel Tedaldo attraverso un buco delle mura che i muratori stanno mettendo a posto. Niccolò d’Este, con parte degli armati, si getta per la via di San Donato, arriva alla piazza e chiama il popolo alla rivolta. Il capitano Gaspare da Rubiera si rinchiude nella cattedrale con i pochi fanti che ha a disposizione. Anche Sigismondo ed Alberto d’Este, non sapendo che fare, si rinchiudono nel palazzo ducale; Ercole d’Este, che in quel giorno si trova a Belriguardo, punta su Argenta e si fortifica in Lugo. Ritorna  a Ferrara, allorché è in possesso di informazioni più dettagliate sul numero degli insorti;  con il fratello Rinaldo si getta loro contro. Niccolò d’Este riesce a fuggire inizialmente; è, infine, catturato da alcuni contadini nelle campagne vicine a Bondeno; sono fatti prigionieri i due da Grompo e 200 uomini. Incominciano le esecuzioni: i primi sono i due padovani,  impiccati agli angoli del Palazzo della Ragione; altri diciotto uomini sono impiccati alle colonnette delle finestre dello stesso edificio e cinque ai merli del Castelvecchio. Niccolò d’Este è decapitato di notte nello stesso castello ed uguale sorte ha Azzo d’Este. Un prete è privato della sua dignità dai vescovi di Ferrara e di Comacchio e poi è impiccato: il numero dei giustiziati risulta nel complesso di 70 unità. Altri 280 uomini, che protestano di essersi aggregati alla spedizione senza conoscere la meta, sono condannati al taglio di una mano, alla perdita di un occhio o ad altra pena similare: alla fine vengono consegnati a vari cortigiani affinché ne traggano un riscatto. Ercole d’Este sospetta di connivenza con gli avversari il fratello Alberto, lo  spoglia dei beni che gli ha dato in precedenza e lo confina a Napoli.

Ott. 

 

 

 

 

 

Emilia

Dopo il battesimo del figlio Alfonso accoglie a Pontelagoscuro la cognata, regina d’Ungheria, che fa ritorno al suo paese.

1477 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………… 

 

 

 

 

 

 

 

Invia in soccorso di Bona Sforza, tutrice di Giovanni Galeazzo  Sforza, 600 fanti per il recupero di Genova  ribellatasi agli sforzeschi.

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia

Viene incontro sul Po, con il bucintoro fino a Bondeno, a Sforza Maria Sforza, duca di Bari, ad Ascanio e Ludovico Sforza, costretti tutti a fuggire da Milano. Li ospita in palazzo Schifanoia.

Ott. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si incontra a Scandiano con Federico Gonzaga. Quando Galeotto Manfredi scaccia da Faenza Carlo Manfredi invia il fratello Sigismondo a Lugo.

Nov. 

 

 

 

 

 

Emilia

Ospita a Ferrara Ludovico Gonzaga.

Dic. 

 

 

 

 

 

Emilia

Riceve a Ferrara Galeotto Manfredi.

1478 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. 

 

 

 

 

 

Emilia

Accoglie gli ambasciatori del signore di Bologna Giovanni Bentivoglio per combinare il matrimonio della propria figlia naturale Lucrezia con Annibale Bentivoglio. A fine mese accoglie, sempre a Ferrara, il condottiero veneziano Carlo di Montone. Sempre nel mese, raccomanda  il cugino Tommaso di Saluzzo per fargli avere una condotta con gli aragonesi.

Apr. 

 

 

 

 

 

 

 

Bona Sforza gli restituisce la signoria di Castelnuovo Scrivia, tolta a Roberto da San Severino, e che è già appartenuta al fratello Borso: gli è anche donato il palazzo dei San Severino a Milano.

………………Firenze 

 

 

 

 

 

I fiorentini concedono a lui ed al fratello Sigismondo una condotta di dodici squadre di cavalli e di 400 fanti.

Ago.FirenzeChiesa NapoliCapitano g.le 400 lance e 300 fantiEmilia

Nonostante l’opposizione dei veneziani (che non lo accettano per la sua parentela con il re di Napoli), viene eletto capitano generale della lega contro pontifici ed aragonesi. Riceve l’ambasciatore milanese Gian Giacomo Simonetta che gli porta le insegne del comando: la ferma è stabilita in due anni, la condotta è di 400 uomini d’ arme e di 300 provvigionati; gli è riconosciuto uno stipendio di 50000 ducati in tempo di pace e di 70000 in caso di guerra.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

Lascia il governo dello stato alla moglie;  per il modenese transita in Toscana. A Firenze gli è donato il palazzo di Renato dei Pazzi del valore di 20000 ducati. Gli è consegnato il bastone del comando nel momento stabilito dagli astrologi;  si muove  solo allora verso il campo. Nelle mani nemiche cade Cacchiano. Ercole d’Este raggiunge Poggio Imperiale (Poggibonsi);  il pontefice lo dichiara decaduto dal suo ducato. Il condottiero ha il comando di 7000 cavalli e di 6000 fanti; contro di lui militano Federico da Montefeltro ed il duca di Calabria Alfonso d’Aragona con 8000 cavalli e 4000 fanti.

Ott. 

 

 

 

 

 

Toscana

Esce da Poggibonsi ma non affronta gli avversari; sconfina nel senese, conquista tre o quattro castelli e prosegue nelle sue scorrerie verso la Maremma. Da Firenze gli è imposto di avviarsi in soccorso di Monte San Savino: retrocede con lentezza, tocca Greve in Chianti, San Giovanni Valdarno, Civitella in Val di Chiana vicino a Monte San Savino. Perde ancora tempo per la scelta del campo; quando il nemico gli propone una tregua di una settimana, accetta.

Nov. 

 

 

 

 

 

Toscana

Allo scadere della tregua ne chiede inutilmente una proroga; solo dopo quattro giorni si  decide ad avanzare il campo di quattro o cinque chilometri: Monte San Savino si arrende agli avversari sotto gli occhi dei fiorentini che non intervengono in alcun modo. Il tempo si fa brutto, incominciano le piogge; napoletani e pontifici raggiungono gli alloggiamenti invernali, subito imitati da Ercole d’Este. Nel suo viaggio di ritorno verso Ferrara tocca Paggibonsi, Olmo e Montepulciano.

Dic. 

 

 

 

 

 

Toscana ed Emilia

Con i collegati si unisce Roberto Malatesta; la peste però coglie entrambi gli eserciti, per cui Ercole d’Este rientra a Ferrara. Si incontra a Ponte Poledrano (Bentivoglio) con Giovanni Bentivoglio; a San Paolo sul Po vengono a riceverlo la moglie ed i figli e con essi entra nella sua capitale.

1479 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

Accoglie il cardinale Francesco Gonzaga; è segnalato a caccia nel Barco con il futuro genero Annibale Bentivoglio.

Feb. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si incontra a Ferrara con il signore di Bologna Giovanni Bentivoglio che gli sottopone un progetto di imbrigliamento del Reno nel Po a Porotto. Ludovico Gonzaga viene nominato capitano generale della lega al suo posto.

Mar. 

 

 

 

 

 

Emilia

Abbandona le feste di carnevale per rispondere alle minacce di Roberto da San Severino ai danni del ducato di Milano. Si muove da Reggio Emilia, raggiunge Castelnuovo di Garfagnana: il fratello Sigismondo lo precede nel pisano per rispondere alle scorrerie che il San Severino sta conducendo dalla Toscana all’Umbria.

Apr. 

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

Entra in Pisa superando l’opposizione di Roberto da San Severino, che si colloca su un ponte di pietra sul Serchio tra Filettole e Santa Margherita. Esce dalla città e si scontra con Giulio Antonio Acquaviva ed il San Severino, che lo sconfiggono in una scaramuccia sul fiume al termine della quale gli sono catturati 1000 cavalli. Il papa lo minaccia ora di scomunica. Le sue manovre forse risentono dell’ intimidazione, in ogni caso si rivelano prive di energia, timorose di un nemico molto inferiore di forze. Si accontenta di tallonare gli avversari a due/tre giorni di distanza.

Mag. 

 

 

 

 

 

Toscana e Liguria

Ha ai suoi ordini 30 squadre di uomini d’arme; recupera Santa Maria in Castello (Santa Maria a Colonica) e Filettole. Si scosta con Ludovico Gonzaga dal contado di Sarzana con 45 squadre di cavalli e 3000 fanti ed insegue Roberto da San Severino diretto a La Spezia, Ceparana e Santo Stefano di Magra. Chiude il capitano avversario in una valle sotto il castello di Vezzano Ligure.

Giu. 

 

 

 

 

 

Toscana

Con il commissario Bongianni Gianfigliazzi rientra a Poggibonsi dove è raggiunto da Roberto Malatesta. Con la vittoria del signore di Rimini su Matteo da Capua a Passignano sul Trasimeno aragonesi e pontifici abbandonano le posizioni più avanzate per ripiegare su Cortona: Ercole d’Este si avvia allora su Casole d’Elsa nel senese. Fallito un trattato tessuto all’ interno della città, espugna il castello e lo mette a sacco con il massacro di 100 uomini del presidio. Al termine nasce una grande controversia fra le milizie estensi e quelle gonzaghesche: 400 uomini di Ludovico Gonzaga vogliono togliere con la forza il bottino dalle mani degli estensi. Ercole d’Este è costretto a rifugiarsi in una casa: fra i suoi rimangono uccisi 30 fanti e quattro uomini d’arme, 100 sono i feriti; fra i gonzagheschi si contano 50 morti. Sono posti a sacco padiglioni e tende d’ambo le parti; Bongianni Gianfigliazzi e l’altro commissario fiorentino Girolamo degli Albizzi riescono a dividere  i contendenti con grande difficoltà. La ruggine che divide duca e marchese costringe i fiorentini a separare i due contingenti. Ludovico Gonzaga è trasferito nel perugino per congiungersi con Roberto Malatesta; Ercole d’Este è inviato in Garfagnana prima, nel senese, poi,  dove collabora con Costanzo Sforza.

Lug. 

 

 

 

 

 

Toscana

Occupa Isola d’Arbia, Monteriggioni (messe a sacco) ed Abbadia San Salvatore che si arrende a patti.

Ago. 

 

 

 

 

 

Toscana

Lascia la Toscana (al suo posto rimane il fratello Sigismondo) con 400 fanti e molti cavalli per soccorrere Milano dalle minacce portate alla città da Roberto da San Severino.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

Tocca Parma (è alloggiato nel palazzo del governatore), Borgo San Donnino (Fidenza) e Voghera; raggiunge Milano ed è ospitato nel Castello Sforzesco.

Ott. 

 

 

 

 

 

Emilia

La duchessa Bona di Savoia per compensarlo della recente perdita di Castelnuovo Scrivia, ripresagli da Roberto da San Severino, gli concede in feudo Brescello, Bazzano, Castelnuovo di Parma, Scurano e Gualtieri, località tutte tolte ai da  Correggio.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

Alla difesa di Parma con 400 cavalli e 200 fanti. Si allontana dalla città per spostarsi verso Pavia e Bassignana onde contrastare l’avanzata di Roberto da San Severino: con l’ evoluzione degli avvenimenti muta parere e favorisce il rientro in Milano di Ludovico Sforza e dello stesso San Severino i quali costringono ad un accordo la duchessa. Ercole d’Este può rientrare a Ferrara accompagnato dal cognato il cardinale di Napoli.

Nov. 

 

 

 

 

 

Emilia

Riceve a Ferrara l’ambasciatore veneziano Zaccaria Barbaro.

Dic. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si incontra con il cardinale Gonzaga e l’ambasciatore milanese Pietro Pusterla.

1480 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.Napoli Firenze 

 

Capitano g.le 

 

 

 

Mar. 

 

 

 

 

 

EmiliaHa un colloquio con il cardinale Ascanio Sforza.
Mag. 

 

 

 

 

 

Emilia

Accoglie a Ferrara Francesco Secco, venuto per il fidanzamento del giovane Francesco Gonzaga con la figlia di Ercole, Isabella.

Giu. 

 

 

 

 

 

 

 

Viene insignito dal re d’Inghilterra dell’ ordine della Giarrettiera. Riceve con il bucintoro Francesco Gonzaga ed il cardinale Ascanio Sforza.

Lug. 

 

 

 

 

 

Emilia

Sempre con Francesco Gonzaga va incontro a Roberto da San Severino ed a Giovanni Bentivoglio, anch’essi in visita a Ferrara.  Assiste nella piazza ad una grande giostra.

1481 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ ospite a Mantova del futuro genero: il suo corteo è composto di 420 persone.

Feb. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Sempre a Mantova; vi arma cavaliere Giacomo Secco.

Apr. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si reca a Bologna presso Giovanni Bentivoglio; presenzia ad alcuni palii, va a caccia, partecipa a balli. E’ in contatto con Roberto da San Severino con il quale scambia alcuni doni; invia del broccato alla moglie del condottiero Lucrezia Malavolti;  fa pure consegnare un falcone da caccia al San Severino; da parte sua gli richiede alcuni consigli militari.

……………… 

 

 

 

 

 

 

 

Peggiorano i rapporti di Ercole d’Este con i veneziani che pretendono di esercitare nei suoi territori, come per il passato, la giustizia sui propri sudditi e di fare rispettare la fornitura del sale in forma monopolistica.

Ago. 

 

 

 

 

 

 

 

Si forma un’alleanza tra veneziani, pontifici e Girolamo Riario perché Ercole d’Este non vuole pagare il dovuto censo allo stato della Chiesa.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si reca a Modena e si prepara alla guerra. Invia a Rovigo Matteo Mazzone e Gaspare da Rubiera per rafforzare le difese di tale centro;  fa distruggere tutte le case attorno al castello di Ficarolo. La scarsezza del raccolto e la presenza della peste in Ferrara lo distolgono dalla predisposizione di preparativi veramente efficaci. Assiste ad un palio con Niccolò Maria Rangoni.

1482 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.FerraraVenezia 

 

Veneto

A Castelguglielmo ed a Badia Polesine.

Apr. 

 

 

 

 

 

Veneto ed Emilia

Supervisiona i confini del Polesine; predispone bastioni galleggianti nei tre rami del Po, a Polesella, a Corbola, a Codigoro ed a Argenta. E’ raggiunto da Giovanni Bentivoglio che conduce 3000 fanti, 100 uomini d’arme e 50 balestrieri a cavallo. I bolognesi incominciano a saccheggiare le case del circondario: Ercole d’Este tenta di fare impiccare due soldati sorpresi a rubare;  l’intervento dei loro commilitoni  sottrae un colpevole alla giustizia. Il popolo di Ferrara si solleva per vendicare l’accaduto;  solo a stento è evitato il pericolo della ritorsione. Nel frattempo, Roberto da San Severino, che ha il comando dell’ esercito della Serenissima, occupa Melara e Bergantino.  Ercole d’Este è costretto a richiamare Giovanni Bentivoglio;  invia truppe alla difesa di Ficarolo.

Mag. 

 

 

 

 

 

Emilia

Giungono soccorsi da Firenze (600 fanti), da Napoli (Federico da Montefeltro) e da Milano (Gian Giacomo da Trivulzio); viene respinta un’incursione veneziana a Occhiobello. Molti schiavoni, soldati della Serenissima, sorpresi a dare alle fiamme case e palazzi degli estensi, sono impiccati.

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia

Al comando di dodici squadre di uomini d’arme e di 300 schioppettieri sorprende i veneziani mentre stanno costruendo un bastione a San Biagio delle Vezzane (San Biagio): la guarnigione è interamente distrutta. Roberto da San Severino deve riattraversare il Po con la perdita di 150 uomini, per lo più schiavoni, uccisi dagli estensi o annegati nel fiume. Ercole d’Este fortifica Pontelagoscuro e rafforza le difese di Ferrara; chiude il corso del Po con grosse catene di ferro.

Lug. 

 

 

 

 

 

Emilia

Con Federico da Montefeltro respinge un attacco della flotta veneziana al bastione della Punta di Ficarolo; alfine, i veneziani espugnano la fortezza ed occupano il Polesine.

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia

Sventa con 3000 uomini, armati di balestre e di schioppetti, un tentativo di Roberto da San Severino di costruire un ponte di barche a Bonello: 11 barche sono incendiate.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

Riconquista Comacchio: nello scontro restano uccisi 700 uomini d’ambo le parti.

Ott. 

 

 

 

 

 

Emilia

Colpito dalla malaria, che solo a Ferrara fa 12000 vittime, lascia il governo dello stato alla moglie Eleonora.

Nov. 

 

 

 

 

 

Emilia

Roberto da San Severino attraversa il Po con un ponte di barche alla Vallice ed investe direttamente Ferrara. Ercole d’Este riceve nuovi rinforzi da Ludovico Sforza e dagli altri alleati.

Dic.Chiesa Milano 

 

150 lanceEmilia

Sisto IV e Girolamo Riario si rappacificano con Ercole d’Este e combattono ora i veneziani: la sua situazione militare migliora. Cerca invano di convincere Gian Giacomo da Trivulzio a non lasciare il ferrarese. Si ammala nuovamente.

1483 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

Niccolò Orsini vince i veneziani a Massa Fiscaglia. Da parte sua Ercole d’Este fa rafforzare le fortificazioni di Ferrara e sposta la sua residenza dal Palazzo Ducale a Castelvecchio.

Feb. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Cremona, per un consiglio di guerra con il duca di Calabria e Ludovico Sforza; si incontra a Revere con Federico Gonzaga.

Mag. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si deve portare a Modena per sedarvi le contese cittadine conseguenti alle lotte fra guelfi e ghibellini locali.

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia

Fronteggia Renato di Lorena che ha preso il posto di Roberto da San Severino. I veneziani lo assalgono con 4000 cavalli e 3000 fanti.

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia

Con i suoi cavalli e 800 fanti ha una scaramuccia con gli avversari a Pontelagoscuro.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

Interviene alla difesa di Stellata per un improvviso attacco portato da Tommaso da Imola e dal provveditore Giovanni Emo con 2000 uomini.

Ott. 

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Si accorda a Sermide con il duca di Calabria Alfonso d’Aragona per  scacciare i veneziani da Pontelagoscuro. Con venti squadre di uomini d’arme, fanti e balestrieri a cavallo punta verso il bastione: gli avversari non ne escono; si dirige su Melara ed ottiene un risultato analogo. Scrive allora al fratello Sigismondo, che staziona al Barco, di ritirarsi in Borgo Leone a Ferrara. Nell’ esecuzione della manovra sorge un equivoco: i ferraresi ritengono di essere attaccati e ripiegano in gran disordine.

Nov. 

 

 

 

 

 

Emilia

Tenta nuovamente di impadronirsi di Pontelagoscuro: è respinto dalle artiglierie.

1484 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Milano, per un consiglio di guerra.

Apr. 

 

 

 

 

 

Emilia

Cavalca al Barco; si scontra con i veneziani dei quali molti sono uccisi; attacca una volta di più il bastione di Pontelagoscuro.

Mag. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Cremona, per un nuovo consiglio di guerra.

Giu. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Contrasta Roberto da San Severino nel bresciano.

Lug. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si scontra al borgo del Leone di Ferrara con Galeotto della Mirandola e Bernardino di Montone.

Ago. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Bagnolo Mella viene firmata la pace fra i contendenti: deve cedere ai veneziani il Polesine con Rovigo, Adria, Castelguglielmo, Polesella, Selvatica, Pontecchio Polesine, Arquà Polesine e Villamarzana. Si reca a Comacchio.

Sett. 

 

 

 

 

 

Marche e  Emilia

Si reca in pellegrinaggio a Loreto, a Bari alla chiesa di San Nicola ed al santuario mariano delle isole Tremiti. Richiama il fratello Alberto dal confino.

Nov. 

 

 

 

 

 

Emilia

Accoglie a Ferrara il visdomino veneziano.

1485 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

Da Milano giunge a fargli visita il figlio del duca.

Feb. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia, con un seguito di 600 persone. E’ accolto con grandi onori; il doge Giovanni Mocenigo e Roberto da San Severino gli vanno incontro con il bucintoro a San Clemente. Alloggia nel suo palazzo; gli sono concesse dalla Serenissima, per le sue spese di permanenza, 50 ducati il giorno. Presenzia ad alcune giostre organizzate in piazza San Marco dal San Severino. A fine mese lascia la città e ritorna a Ferrara con i suoi burchi.

Giu. 

 

 

 

 

 

Piemonte ed Emilia

Ai bagni di Acqui Terme. E’ ospitato in Alessandria da Antonio Trotti. A Ferrara riceve Francesco Gonzaga;  occupa il tempo in tornei e cacce.

Ott.FerraraTorelli 

 

Emilia

A Montecchio Emilia per togliere tale località a Guido Torelli.

1486 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. 

 

 

 

 

 

Emilia

Ludovico Sforza gli restituisce Montecchio Emilia e Cavriago, di cui si è impadronito Guido Torelli durante la guerra contro i veneziani.

Sett. 

 

 

 

 

 

Romagna

Si incontra a Lugo con Guidobaldo da Montefeltro, il duca di Calabria Alfonso d’ Aragona e Giovanni Bentivoglio.

1487 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

Sono celebrate le nozze della figlia Lucrezia con Annibale Bentivoglio.

Mar. giu. 

 

 

 

 

 

Lombardia Emilia Toscana e Lazio

Decide di recarsi in Spagna in pellegrinaggio a San Giacomo di Compostella con un seguito di 150 persone. Arrivato a Milano il papa Innocenzo VIII gli ingiunge di fermarsi e lo minaccia di scomunica; ritorna indietro, tocca Bologna (è ospitato da Giovanni Bentivoglio), Siena (alloggia nella casa di Giulio Spannocchi) e si reca a Roma. Rende omaggio al pontefice con il cardinale Ascanio Sforza.

1488 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Emilia e Veneto

Accoglie a Ferrara Elisabetta Gonzaga, moglie del duca di Urbino. A metà mese si reca a Venezia con il figlio Alfonso: viene accolto con il bucintoro dal doge Agostino Barbarigo. Prende alloggio sempre nel suo palazzo.

Mar. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si incontra con Giovanni Bentivoglio, diretto a Padova per un voto fatto a Sant’Antonio.

Apr. 

 

 

 

 

 

Emilia

Invia a Forlì il fratello Sigismondo per prestare aiuto a Caterina Sforza, il cui marito Girolamo Riario è stato ucciso in una congiura.

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia

A Parma ed a Reggio Emilia con Ludovico Sforza e Giovanni Galeazzo Sforza.

1489 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. 

 

 

 

 

 

Toscana

A Lucca, per cercare un accordo con tale repubblica.

1490
Feb.EmiliaA metà mese la figlia Isabella sposa Francesco Gonzaga.
1491 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.EmiliaLa figlia Bestrice sposa Ludovico Sforza.
Feb. 

 

 

 

 

 

Emilia

A Ferrara, per le nozze del figlio Alfonso con Anna Sforza.

Apr. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia con il figlio Alfonso; chiede invano il permesso di costruire un palazzo sulla punta di Pontelagoscuro.

Giu. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Con il genero Francesco Gonzaga si incontra a Marmirolo con Francesco Secco; tenta di indurre quest’ultimo a non abbandonare il servizio dei Gonzaga.

1492 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. apr. 

 

 

 

 

 

Emilia  e Lazio

Transita per Bologna e Rimini. E’ diretto a Roma dove si incontra con Niccolò Orsini ed il papa, cui rende atto di omaggio.

Lug. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Milano, per il bimestre luglio-agosto.

Nov. dic. 

 

 

 

 

 

Veneto ed Emilia

A Venezia, per scusarsi per la costruzione di alcune cave sui confini. Fa tanto freddo che il Canal Grande è ghiacciato; per tale motivo si reca a cavallo nel Collegio dei Pregadi che si trova a San Marco. Rientra a Ferrara via fiume. A dicembre si trasferisce nel bolognese dove trascorre le feste di Natale. A San Michele in Bosco.

1493 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Emilia

Ospita a Ferrara il genero Ludovico Sforza;  organizza una grande giostra in suo onore: lo eccita contro i veneziani per potere recuperare il Polesine.

1494 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

Ospita il duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro di ritorno da Mantova. Riceve i francesi Aubigny, la Trémouille, Gannay e Bidaut che si stanno recando a Roma per chiedere il passo all’esercito pronto ad invadere il regno di Napoli.

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia

A causa del pericolo della guerra si consulta con Giovanni Bentivoglio a San Prospero.

Sett. 

 

 

 

 

 

Piemonte ed Emilia

Raggiunge con 200 cavalli  Alessandria e Castello di Annone per rendere omaggio con Ludovico Sforza al re di Francia Carlo VIII. Asseconda il genero nelle sue trattative con i  francesi. Regala al sovrano un padiglione del valore di 7000 scudi; rientra subito a Ferrara quando capisce che i francesi non sono disponibili a nominarlo capitano generale nella prossima campagna.

Ott. 

 

 

 

 

 

Emilia

A Fidenza;  si congratula con Ludovico Sforza per la sua elezione a duca di Milano.

1495 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. 

 

 

 

 

 

Toscana

Si reca nell’ aretino con 400 cavalli e 200 fanti per incontrarsi con Carlo VIII; nel contempo rifiuta di aderire alla lega italica contro i francesi. In realtà il figlio Ferrante milita con i transalpini, mentre Alfonso combatte nel campo opposto come luogotenente delle truppe sforzesche. Nello stesso mese invia a Bologna parte dei suoi balestrieri per prestare soccorso a Giovanni Bentivoglio ed aiutarlo a sedare alcuni tumulti sorti nella città.

Lug. 

 

 

 

 

 

 

 

Rifornisce i francesi di vettovaglie e di polvere da sparo.

Ott. 

 

 

 

 

 

Piemonte

Fa da mediatore tra il re ed il duca di Milano. Si incontra al campo di Novara con Francesco Gonzaga, si vede con Carlo VIII.

Nov. 

 

 

 

 

 

Liguria

E’ segnalato a Genova.

1496 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Primavera 

 

 

 

 

 

Toscana

Ispeziona alcune miniere in Garfagnana. A maggio accoglie a Ferrara l’ambasciatore francese Rigault.

……………… 

 

 

 

 

 

 

 

Gli è affidato a Genova il Castelletto: dovrà consegnare tale fortezza, secondo i patti, dopo due anni, a Ludovico Sforza.

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia

Ha un colloquio con l’ambasciatore francese Argenton che ha appena lasciato il  veneziano.

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia

A Modena, per mettere pace fra Giberto Pio ed Alberto Pio.

Nov. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia con  il figlio Ferrante. Alloggia una volta di più nel palazzo dei duchi di Ferrara (Palazzo Pesaro).

1497 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia

Interviene nelle contese che oppongono in Carpi Giberto Pio da un lato e Leonello ed Alberto Pio dall’altro. A Modena si incontra con il primo e lo perdona per la sua aggressione ai congiunti.

Nov. 

 

 

 

 

 

Veneto

Ritorna a Venezia con il figlio Ferrante. Su sua richiesta costui passa al soldo della Serenissima con una condotta di 100 lance ed una provvigione annua di 10000 ducati.

1498 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Emilia

Accoglie a Ferrara l’Aubigny, di ritorno dalla guerra nel regno di Napoli.

1499 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. 

 

 

 

 

 

Veneto

Viene accettato da veneziani e da fiorentini come mediatore di pace per un conflitto che oppone i due stati in Toscana. Giunge a Venezia e vi si ferma per venticinque giorni; è  accolto con il bucintoro dal doge Agostino Barbarigo.  La repubblica si accolla tutte le spese del suo soggiorno (circa 1250 ducati, senza contare le merci in franchigia che trasporta via dalla città o quelle esportate in contrabbando).

Apr. 

 

 

 

 

 

Emilia

Il visdomino veneziano di Ferrara cerca di controllare i colli sospettati di appartenere a merci di contrabbando; ne viene impedito dalle autorità della Serenissima. Da ultimo Ercole d’Este pronuncia un lodo (riguardante il conflitto che oppone in Toscana veneziani e fiorentini) che scatena a Venezia una bufera di odio nei suoi confronti; è accusato di doppio gioco nei confronti della Serenissima. D’altra parte neppure i fiorentini si sentono soddisfatti nelle loro aspettative. In sostanza esso è favorevole ai fiorentini in quanto è loro concesso il controllo delle gabelle di Pisa, mentre ai pisani (che dovrebbero accettare un capitano ed un podestà scelto dai loro avversari) sarebbe rimasto il controllo della cittadella e delle fortezze di Stampace, di quella della Torre di Foce e quella di Cascina. I fiorentini, inoltre, dovrebbero riconoscere ai veneziani 180000 ducati per le spese di guerra sopportate (da pagarsi in dodici anni, vale a dire 15000 ducati l’anno). Un funzionario estense, infine, avrebbe dovuto affiancare quelli fiorentini chiamati ad amministrare la vita cittadina. Nel viaggio di  ritorno da Venezia a Ferrara  una folla di popolani si schiera lungo i bordi dei canali di Venezia ad urlare improperi nei suoi confronti. A metà mese fiorentini e veneziani ratificano l’accordo; netto è viceversa il rifiuto dei pisani.

Sett. 

 

 

 

 

 

 

 

Con la sconfitta e la fuga di Ludovico Sforza di fronte ai francesi ed ai veneziani si mette sotto la   protezione dei primi.

Ott. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Pavia; va incontro al nuovo re di Francia Luigi XII dopo un viaggio per barca sul Po con 300 cavalli vestiti tutti alla francese; si trova al fianco del sovrano nel solenne ingresso di quest’ultimo nella città.

1500 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. 

 

 

 

 

 

 

 

Concede a Ludovico Sforza, impegnato alla riconquista del ducato, alcuni pezzi di artiglieria che sono utilizzati nel bombardare Novara.

Mag. 

 

 

 

 

 

 

 

Fa pressioni sui francesi a favore dei Bentivoglio, che si sono esposti nel favorire la causa sforzesca.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

Ottiene da Giberto Pio metà della signoria di Carpi, in cambio di Sassuolo, di Fiorano Modenese, di Montenibbio, di Montebaranzone e di altri castelli del circondario.

1501 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Mantova, per il battesimo di Federico Gonzaga figlio del genero Francesco.

…. 

 

 

 

 

 

Emilia

Il figlio Alfonso si sposa con la figlia del papa Alessandro VI Lucrezia Borgia: a titolo di dote, sono consegnati agli estensi 100000 ducati, nonché gioielli, argenti, arazzi, broccati, vesti preziose, oggetti vari per un valore di 75000 ducati. Gli sono riconosciuti anche i castelli di Cento e di Pieve di Cento; gli è ridotto di 4000 ducati il censo annuo dovuto allo stato della Chiesa; viene concessa anticipatamente l’investitura di Ferrara  ai futuri figli di  Alfonso e di Lucrezia; è conferito al cardinale Ippolito d’Este l’arcipresbitariato di San Pietro.

1502 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Romagna

E’ infeudato di Cotignola dal re di Francia, località già appartenente a Ludovico Sforza. Sempre nel mese accoglie Lucrezia Borgia a Ferrara. Deve ospitare nelle varie cerimonie di contorno più di 450 persone e mantenere 350 cavalli. Per i festeggiamenti legati alle nozze deve spendere più di 25000 ducati senza contare il consumo delle vettovaglie. Chiede al pontefice di richiamare a Roma il seguito della nuora. Più tardi ha alcuni dissapori con Lucrezia Borgia: le destina un appannaggio annuo di 8000 ducati mentre la donna, data la dote che apportato, ne richiede 12000. Interviene Alessandro VI su sollecitazione della figlia e la rendita viene portata a 10000 ducati l’anno. In questo periodo fa rapire a Viterbo Lucia Brocadelli, più nota come Lucia di Narni, mistica domenicana, una delle “sante vive” del Rinascimento italiano che hanno avuto grande influenza sui capi di stato di cui sono state sagge consigliere. La futura beata è trasferita a Ferrara, su ordine del papa, chiusa in una botte nascosta su un carro fra altre botti piene di vino.

Lug. 

 

 

 

 

 

Lombardia

A Pavia, per rendere omaggio a Luigi XII.

Ago. 

 

 

 

 

 

 

 

E’ scelto come giudice nel duello che oppone Federico Gonzaga da Bozzolo a Pirro Gonzaga.

1503 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. 

 

 

 

 

 

Emilia

Ha uno scambio di opinioni a Reggio Emilia con il la Trémouille, Gian Giacomo da Trivulzio e Francesco Gonzaga sull’andamento della guerra in corso nel regno di Napoli.

Lug.EmiliaE’ segnalato a Parma.
1505 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

Muore a Ferrara. E’ sepolto in forma solenne nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Ritratto di Dosso Dossi, a Modena, nella Galleria Estense; dello Sperandio, al Louvre a Parigi. Matteo Maria Boiardo lo ricorda nell'”Orlando innamorato”, Ludovico Ariosto nell'”Orlando furioso”, Antonio da Cornazzano nel “De re militare”. Alla sua corte vivono il Tebaldeo (suo segretario) e Pandolfo Collenuccio.

 CITAZIONI

“Amava tenerissimamente i suoi sudditi, si addomesticava e si univa ad essi nelle mascherate, caccie, e tornei, e andava a pranzo e cena spesso all’improvviso da’ suoi più cari. Vero è che a motivo delle guerre, degli edifizii, e dei divertimenti premeva spesso, e gagliardamente la mano nell’impor tasse, ma ne rifondeva in gran parte nel paese il ritratto cogli edifizii stessi, e cogli spettacoli ne’ quali trovavan continuo impiego e lucro i bisognosi.” FRIZZI

“Ercole non fu una tempra di uomo di stato; soprattutto non seppe far fronte alla situazione economica del suo ducato con quella paziente e tempestiva oculatezza richiesta dalle difficoltà del momento. Non aveva la vocazione e neppure l’attenzione a seguire diligentemente gli affari di governo con quel che comportavano di responsabilitù e di impegno.” CHIAPPINI

“Eser lui stato homo de gram famena, nel’arte militaria molto expertissimo, et uno gram capitanio, et al molto amato oniversalmente, et homo molte spirituale et amatore del culto divino, et gram fabricatore nele santi ghiesie, et amatori deli soi popule.” BERNARDI

“Principe prudente, savio, accorto, e esperto nella militia, e molto divoto della Religione Christiana.” ALBERTI

“Capitano chiaro per virtù e per consiglio nel governare le guerre più che per fortuna nel condurle a prospero fine.” BRUTO

“Di grande prudentia et famma et molto praticho in materia di Statti.” PRIULI

“Essendo egli infiammato d’amore della lode, e della gloria, non solamente vinceva i soldati vecchi: ma anchora con animo intrepido, e con felicissimo successo pareggiava i Condottieri e Capitani Generali d’esserciti.” GIRALDI

“Fu Hercole prudente, accorto, esperto nell’armi, divoto e osservante della religione.” LOSCHI

“His greater qualities and heroic actions are celebrated by the pen of Ariosto.” ROSCOE

“Fu Hercole di statura giusta e quadrata; e assai forte di persona. Hebbe il volto colorito, occhi azzurri e chiari, capelli neri.” ROSCIO

“Fu Ercole principe prudente, savio, accorto, esperto nella militia e molto divoto della religione christiana.” SANSOVINO

“Non può negarsi a questo principe la lode di aver saggiamente governato il suo popolo, a di aver lasciato delle memorie assai vantaggiose del suo coraggio, della sua mugnificenza e della sua propensione per le persone di merito.” FORNI

“Il duca Ercole fu principe ornato di molte virtù, e comeche si trovava pratico ne’ maneggi dell’arme, amò la guerra, ma con svantaggio proprio e maggiormente de’ sudditi.” G. BONOLI

“Terran Pugliesi, Calabri e Lucani/ De’ gesti di costui lunga memoria,/ Là avrà dal Re de’ Catalani/ Di pugna singular la prima gloria;/ E nome tra gl’invitti capitani/ S’acquisterà con più d’una vittoria/ Avrà per sua virtù la signoria,/ Più di trenta anni a lui debita pria.”  (Alla battaglia di Molinella)”Ercole or vien, ch’al suo vicin rinfaccia,/ Col pié mezzo arso e con quei deboli passi,/ Come a Budrio col petto e colla faccia/ Il campo volto in fuga gli fermossi.” ARIOSTO

“Uomo probo e fattivo. Fu uno dei migliori principi di casa d’Este, ed una delle principali figure politiche del suo tempo.” FRANCIOSI

Con Jacopo Piccinino.”Qui passoient pour les deux plus fameux Capitaines d’Italie.” VARILLAS

“Fu Hercole signor giusto, benigno, amato da papi, prencipi christiani..Fu principe magnanimo e religioso.” SARDI

“Prince relativement juste et bon.” MAULDE LA CLAVIERE

“Expertissimo nelle armi.” NOTAR GIACOMO

“Generalissimo privo o d’ingegno guerriero o di risolutezza.” SISMONDI

“Principe attivo, attento e sagace, travagliato da assai guerre, inquietato da una difficilissima condizione diplomatica in bilico fra troppi più potenti di lui..Valente guerriero e tornadore.” BACCHELLI

“Il sentimento di pietas religiosa, approfonditosi dopo la morte di Eleonora, sembra essere l’elemento unificatore..(dei) molteplici interessi drammaturgici, edilizi e musicali. Ad esso si univa anche il senso della propria responsabilità verso il benessere spirituale della città. Ogni giorno Ercole ascoltava messa e uno dei suoi primi progetti edilizi fu..la costruzione di una cappella a corte per ospitarvi un’immagine miracolosa della Vergine Maria. Forse ad imitazione della corte di Napoli, istituì la prassi di sfamare ogni anno oltre un centinaio di persone in occasione del giovedì santo. In tale occasione era Ercole stesso, insieme con i suoi fratelli, tutti vestiti di bianco, a servire il pasto nella sala grande, con l’accompagnamento musicale dei cantori di cappella. E provvedeva poi di persona a lavare i piedi dei commensali, a dar loro abiti e danaro, a baciarli. Era solito presenziare alle processioni del Corpus Domini, aiutando a portare il baldacchino (per quanto glielo consentivano le condizioni del piede offeso) e frequentava le prediche quaresimali nella cattedrale..Regolarmente ogni giorno od ogni settimana, Ercole faceva doni di abiti, cibi e danaro ai poveri della città, al clero secolare e a quello regolare. Seguì con attenzione le riforme savonaroliane.” DEAN

“Ebbe uno straordinario successo nel costituire un’impresa musicale che rese per diversi anni Ferrara la corte più raffinata d’Europa, mettendo in ombra persino la Cappella Vaticana. E’ infatti grazie ad Ercole ed a pochi altri nobili tra i quali i Giocoli, che i musicisti valloni e fiamminghi arrivarono in Italia. I più celebri compositori europei lavorarono per lui, oppure gli dedicarono musica: tra loro ricordiamo Alexander Agricola, Jacob Obrecht, Heinrich Isaac, Hadrian Willaert e Josquin Desprez. Ques’ultimo compose la “Missa Herculis Dux Ferrariae”, non solo dedicata a lui, ma basata su un tema tratto dalle silalbe del nome del duca. Ercole è ugualmente celebre come mecenate. Nominò il poeta Matteo Maria Boiardo suo ministro, protesse Pandolfo Collenuccio, esule da Pesaro, e introdusse il giovane Ludovico Ariosto alla corte ferarrese. Sotto la reggenza di Ercole, Ferrara diviene una delle principali città d’Europa; la città raddoppiò quasi le sue dimensioni con la celebre “Addizione Erculea” progetto di città ideale dell’urbanista Biagio Rossetti.” WIKIPEDIA

“Uomo colto e raffinato, è ricordato soprattutto per lo splendore a cui portò la sua corte e la città di Ferrara.” GRANDANGOLO

“Destinato a lasciare il suo nome ad uno dei quartieri storici di Ferrara, l’addizione erculea… Forte di una scuola militare..illustre, Ercole poté consolidare il dominio sul suo stato proprio grazie alle relazioni politiche che gli venivano dal suo servizio militare..Non un volgare mercenario..ma un uomo d’arme che faceva della guerra per conto terzi un mezzo di affermazione politica della propria sovranità.” TANZINI

Sulla sua tomba è inscritto il seguente epitaffio. “Hic Alphonso neap. regi ob e/ gregiam indole clarissimus,/ cum Galeatio Pandono viro/ illustri ac fortissimo, vix dum/ adolescens non sine magna/ laude singulari certamine de/pugnavit/ Ad Molinellam Venetorum/ exercitum hostili impetu gra/ viter laborantem, virtute sua/ conservavit, neque prius a/ criter pugnae destitit, quam/ repulsis hostibus plumbea/ glande dextrum pedem sau/ cius et proelio discedere et/ retrahere coactus est./ Multa imperium adeptus, ad/ urbis ornatum excogitavit, perfecitque. Aulam regiam/ commodorem pulcrioremque/ reddidit, innumeras domos,/ nova fora, publicus porticus, marmores columnis insignis,/ castelli veteris molem celeriter et/ exacte consummavit. /……/ Tot magnificis operibus bre/ vi perfectis, tot publice pri/ vatimque collatis beneficiis,/ tot clarissimarum virtutum/ ratione habita augusti et P.P./ nomen merenti, S.P.Q. Ferra/ riensis hanc equestrem sta/ tuam viventi pos. ad quam si/ quis intra ambitum XX.P. con/ fugientib. vim attulerit, se/ laesae majestatis crimen in/ currisse non ignoret.”